Il presidente statunitense ha liquidato il duca di Sussex come non rappresentativo del Regno Unito, alimentando imbarazzo per il sovrano impegnato a ricucire i rapporti familiari. A pesare ulteriormente sono anche le indiscrezioni su un possibile ripensamento Usa sulla sovranità britannica sulle Falkland, tema sensibile per la Corona
Si allungano ancor prima che re Carlo III metta piede sull'altra sponda dell'oceano le ombre d'imbarazzo temute a Londra sull'imminente visita di Stato negli Stati Uniti, in programma da lunedì 27 a giovedì 30 aprile con la regina Camilla. A creare tensione sono i toni beffardi, al limite dell'irrisione personale, riservati da Donald Trump al principe Harry, secondogenito di Carlo e Diana, nonostante lo strappo del 2020 da casa Windsor e il trasferimento in California con la consorte Meghan.
Le parole di Harry a Kiev e la reazione di Trump
A far sbottare il presidente magnate - che pochi giorni fa aveva definito re Carlo "un uomo fantastico" e potenzialmente utile a ricucire i rapporti con Londra dopo le polemiche sul mancato allineamento britannico agli attacchi di Stati Uniti e Israele all'Iran - sono state le parole pronunciate da Harry durante una visita a Kiev. Davanti a una platea ucraina plaudente, il duca di Sussex, in veste di operatore umanitario, "soldato" e veterano dell'Afghanistan, ha spronato "la leadership" americana a sostenere l'Ucraina nella difesa della propria "integrità territoriale". (CLICCA QUI PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI LIVE)
Il commento sprezzante del presidente statunitense
"Il principe Harry - ha risposto sprezzante Trump a un giornalista che gli chiedeva un commento - non rappresenta la posizione del Regno Unito, questo è sicuro. Io posso parlare per il Regno Unito più del principe Harry". Comunque "apprezzo molto il suo consiglio", ha aggiunto con sarcasmo. Per poi sminuirlo a una sorta di appendice di Meghan (simpatizzante democratica da sempre invisa a The Donald) con un liquidatorio "salutatemi lui e sua moglie". Toni che potrebbero diventare ancor più offensivi se ripetuti nei prossimi giorni di fronte a re Carlo, impegnato da tempo a ricucire il rapporto con il figlio cadetto e la sua famiglia.
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Le tensioni sulle Falkland/Malvinas
A complicare ulteriormente il quadro, nelle ultime ore circolano indiscrezioni su un possibile ripensamento statunitense riguardo alla sovranità britannica sulle isole Falkland/Malvinas, in favore delle rivendicazioni argentine, come risposta "punitiva" a uno dei partner della Nato rimasti defilati rispetto al conflitto iraniano. Ipotesi ai limiti dell'oltraggio per un monarca che, in veste di comandante d'onore delle forze armate britanniche, custodisce la memoria della guerra combattuta e vinta nel 1982 contro l'Argentina dei generali, sotto la leadership politica di Margaret Thatcher, per conservare all'arcipelago dell'Atlantico lo status di territorio d'oltremare della Corona.