Guerra Ucraina, droni Kiev su raffineria russa: struttura in fiamme

Un attacco di droni ucraini contro una raffineria di petrolio in territorio russo ha innescato un incendio nel Bashkortostan. Secondo fonti locali, diversi droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano all'impianto nella grande città di Ufa. "Abbiamo concordato di rafforzare le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, che siano solide e che le prospettive per la ricostruzione post-bellica siano reali", ha scritto Zelensky dopo aver parlato con Witkoff, Kushner, Graham e Rutte

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Un attacco di droni ucraini contro una raffineria di petrolio in territorio russo ha innescato un incendio nella repubblica del Bashkortostan, a 1.400 chilometri dal confine con l'Ucraina. Lo hanno  riferito fonti locali, secondo cui diversi droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano all'impianto nella grande città di Ufa.

"Abbiamo concordato di rafforzare le garanzie di sicurezza per l'Ucraina, che siano solide e le prospettive per la ricostruzione post-bellica siano reali". Lo scrive il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo aver parlato con Steve Witkoff, Jared Kushner, Lindsey Graham e Mark Rutte. Intanto l'Ue si prepara per il prestito da 90 miliardi: "Continuiamo a sostenere Kiev. La Russia è disinteressata alla pace".

I negoziati trilaterali per porre fine alla guerra in Ucraina sono stati sospesi ma la Russia resta in contatto con gli Stati Uniti su tale questione. Lo ha dichiarato a Tass il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov.

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Missile ipersonico russo Oreshnik, cos'è e dove può colpire

Il ministero della Difesa russo ha ufficializzato il 30 dicembre 2025  che il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio  in Bielorussia. Una conferma di quanto rivelato alla Reuters da  due ricercatori statunitensi che qualche giorno fa hanno scoperto,  studiando le immagini satellitari, che Mosca stava installando i nuovi  missili balistici ipersonici a capacità nucleare in un'ex base aerea  nella Bielorussia orientale. La stessa arma è stata poi utilizzata tra  l'8 e il 9 gennaio per colpire Leopoli. Ma di cosa si tratta?

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Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il braccio destro di Zelensky

Definito l'uomo  "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu nominato capo  del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto 2020. Originario  di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei settori bellici e la  forza sufficiente per produrre risultati", ha detto il presidente  ucraino.

Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il nuovo braccio destro di Zelensky

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Guerra Iran, petrolio e missili: Russia e Cina più forti, Kiev rischia

L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.

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Bullet, cos’è il drone ucraino in grado di abbattere missili shahed

Prodotti da General Cherry, questi droni costano circa 2mila dollari e riescono a intercettare obiettivi aerei, dal costo di quasi 50mila dollari, che si muovono fino a 230-250 km/h. Facilmente manovrabile a distanza e con capacità di riconoscimento del bersaglio fino a 600 metri, il drone Bullet si presenta come un importante alleato per le Forze armate ucraine.

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Vance in Ungheria il 7-8 aprile, incontrerà Orban (2)

L'amministrazione di Donald Trump corre in soccorso di Orban e manda in Ungheria il vicepresidente JD Vance il 7 e l'8 aprile prossimi allo scopo di incontrare il premier magiaro in vista delle elezioni parlamentari.    Vance, ha annunciato giovedì la Casa Bianca, "pronuncerà anche un discorso sulla solida partnership tra gli Stati Uniti e l'Ungheria". Orban, nazionalista filo-russo con stretti legami con Trump, si trova ad affrontare la sfida più grande degli ultimi anni alla tenuta del suo governo, come hanno dimostrato le ultime grandi manifestazioni di piazza volute dalle opposizioni.

Vance in Ungheria il 7-8 aprile, incontrerà Orban

Il vicepresidente Usa JD Vance sarà in Ungheria il 7-8 aprile prossimi alla vigilia delle elezioni politiche. Vance, riferisce la Casa Bianca, incontrerà il premier Victor Orban.

Iran, cos’è l’ipotesi del 'modello Mar Nero' per sbloccare Hormuz

L'alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha detto di aver "parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Il riferimento è all’accordo siglato a Istanbul il 22 luglio 2022 per riaprire le esportazioni agricole di Kiev dopo il blocco dei porti causato dall'invasione russa iniziata cinque mesi prima.

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Cremlino: "Stretto di Hormuz è aperto per noi"

Lo Stretto di Hormuz sarebbe aperto alla Russia, stando a qunto dichiarato oggi da Yuri Ushakov, un assistente del presidente Vladimir Putin, stando a quanto riferito dai media statali russi e rilanciato dalla Cnn. Lo stretto è di fatto chiuso alla maggior parte delle navi, ma in serata Ushakov ha detto che è "aperto per noi". Secondo l'Organizzazione marittima internazionale, quasi 2.000 imbarcazioni sono attualmente intrappolate nel Golfo Persico. Tuttavia, alcune navi legate a Iran, Cina, India e Pakistan sono riuscite a passare attraverso lo stretto.

I commenti di Ushakov sono arrivati mentre i ministri degli Esteri iraniano e russo discutevano di Hormuz per via telefonica. Il ministero di Mosca ha dichiarato che i due "hanno scambiato opinioni sullo stato delle discussioni nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu riguardo ai modi per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz".

Putin ha bisogno dei soldi degli oligarchi per continuare la guerra?

Mosca cerca nuove risorse per sostenere lo sforzo bellico. Secondo indiscrezioni, il presidente russo avrebbe chiesto agli oligarchi di contribuire direttamente alle spese militari. Una richiesta che segnala tensioni nelle finanze della Russia nonostante l’allentamento delle sanzioni. Sul campo, però, la situazione resta incerta e i progressi limitati e il conflitto appare destinato a durare ancora a lungo.

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La guerra colpisce anche cani e gatti, abbandonati o intrappolati tra le macerie

Da ormai quattro anni il mondo è attraversato da diverse guerre, dall’Ucraina fino al Golfo Persico. E a fianco del tragico bilancio di vite umane provocato da questi conflitti, a soffrire delle conseguenze sono anche gli animali domestici come cani e gatti. A occuparsi di loro sono decine di volontari e associazioni che, pur in contesti di guerra, portano avanti un lavoro rischioso per aiutare questi animali intrappolati tra le macerie o comunque colpiti dalle crisi umanitarie in corso. Attività che, hanno spiegato i volontari, vengono svolte non solo per salvare le loro vite ma anche per sostenere le famiglie traumatizzate dalla guerra per le quali cani e gatti sono fonte di conforto emotivo.

Guerra colpisce anche cani e gatti, abbandonati o intrappolati

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Zelensky: "Collaboriamo con i nostri partner per più sicurezza e forza condivisa"

"L'Ucraina partecipa a tutte le forme di collaborazione con i nostri partner per una maggiore sicurezza e una forza condivisa. Continuiamo a lavorare con i Paesi attualmente sotto attacco da parte del regime iraniano. Sono stati raggiunti nuovi accordi e l'Ucraina avrà una presenza ancora maggiore nei nuovi formati di sicurezza. Ciò rafforzerà certamente il potenziale di esportazione e le capacità di difesa dell'Ucraina". Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X, postando un video.

Il consigliere di Putin: "Lo Stretto di Hormuz è aperto alla Russia"

Lo Stretto di Hormuz è aperto alla Russia. Lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, scrive l'agenzia Tass. "Lo Stretto di Hormuz è aperto a noi", ha affermato Ushakov, rispondendo a una domanda ad hoc. 

Cooper: "Oltre 40 Paesi pronti a ogni misura per riapertura Hormuz"

"Paesi di tutto il mondo sono determinati a usare ogni possibile misura diplomatica, economica e coordinata per riaprire lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper, spiegando che oltre 40 Paesi si sono uniti nel tentativo di ripristinare il traffico nella strategica via marittima, di fatto quasi bloccata dall’Iran. Cooper, che ha ospitato una videochiamata con gli omologhi sul tema, ha condannato gli attacchi "sconsiderati" di Teheran contro la navigazione internazionale, accusando la Repubblica islamica di "cercare di prendere in ostaggio l’economia globale".

"Questi attacchi stanno incidendo sui tassi dei mutui e sui prezzi del carburante nel Regno Unito, così come sul carburante per aerei a livello globale, sui fertilizzanti destinati all’Africa e sul gas per l’Asia", ha spiegato Cooper, ribadendo che il suo compito è "prendere decisioni nell’interesse nazionale del Regno Unito" e che "la cosa migliore per il costo della vita è che il conflitto finisca". Tra le possibili misure, ha indicato anche la collaborazione con l’Organizzazione marittima internazionale per "garantire che le prime navi bloccate possano riprendere la navigazione", mentre secondo le Nazioni Unite fino a 2.000 imbarcazioni restano ferme nel Golfo Persico.

Ucraina, analisi Afp: "A marzo zero guadagni territoriali Russia"

L'esercito russo non ha registrato guadagni territoriali sulla linea del fronte in Ucraina nel mese di marzo, per la prima volta in due anni e mezzo. È quanto risulta da un'analisi dell'Afp sui dati dell'Institute for the Study of War (Isw). Secondo lo studio, dalla fine del 2025 le avanzate dell'esercito russo hanno rallentato a causa degli sfondamenti localizzati di Kiev nel sud-est, e Mosca ha perso terreno a febbraio e marzo nella sezione meridionale della linea del fronte, tra le regioni di Donetsk e Dnipropetrovsk. Lungo l'intera linea del fronte, le forze ucraine sono riuscite a riconquistare nove chilometri quadrati nel mese di marzo.

Ucraina, a marzo nessun guadagno territoriale per la Russia

L'esercito russo non ha registrato alcun guadagno territoriale in Ucraina nel mese di marzo, una prima volta da settembre 2023, e in alcune aree ha persino arretrato sotto la pressione delle forze ucraine. Secondo un'analisi basata sui dati dell'Institute for the Study of War (Isw), le truppe di Kiev hanno riconquistato complessivamente circa 9 chilometri quadrati lungo il fronte. Il rallentamento delle forze russe, evidente dalla fine del 2025, e' attribuito alle controffensive ucraine nel sud-est del Paese, che hanno contribuito a stabilizzare e in alcuni punti invertire la linea del fronte.

Orban sollecita l'Ue a sollevare immediatamente le sanzioni contro prodotti energetici dellaRussia

Il Premier ungherese Viktor Orban sollecita l'Unione europea a sollevare le sanzioni sui prodotti energetici russi. "Non dobbiamo pensare a Putin, ma ai nostri Paesi e alla nostra gente. Invece di fare il guerrafondaio, ama e salva il tuo Paese", ha affermato rivolgendosi al Premier polacco Donald Tusk, che aveva denunciato il Premier ungherese, e il Presidente americano, di operare secondo "il piano da sogno di Putin". "L'Europa sta andando incontro a una delle crisi economiche più gravi della sua storia. Il mondo si trova ad affrontare una grave crisi energetica. L'Europa è in grave pericolo. L'unico modo per uscirne è quello di sollevare le sanzioni contro i prodotti energetici russi. Immediatamente", ha aggiunto Orban che fra meno di due settimane affronterà le elezioni più critiche della sua lunga storia al potere e il rischio concreto di perderle. 

Kiev lancia radio per smentire "ripetute manipolazioni di Orban"

"Respingiamo le manipolazioni sull’Ucraina diffuse ripetutamente dal premier ungherese e dal suo entourage". Con questo messaggio, contenuto in un audio diffuso online, il ministero degli Esteri ucraino ha lanciato una risposta "standard" alle dichiarazioni ritenute ostili provenienti da Budapest, accusando Viktor Orbán di strumentalizzare Kiev per fini di politica interna in vista delle elezioni del 12 aprile. Il portavoce del ministero, Heorhii Tykhyi, ha spiegato su X di aver creato una sorta di "radio" disponibile 24 ore su 24 per evitare di dover replicare singolarmente alle "affermazioni assurde" del governo ungherese.

Nel messaggio, diffuso sia in ucraino sia in ungherese, Kiev ribadisce di non aver mai rappresentato una minaccia per l’Ungheria e invita i cittadini ungheresi a non credere alla "propaganda tossica anti-ucraina". L'audio sottolinea inoltre la necessità di una convivenza come "buoni vicini" e partner all’interno dell’Unione europea e della Nato, prendendo le distanze dalla visione del cosiddetto "mondo russo".

Governatore: "4 feriti da droni ucraini nella regione russa di Belgorod"

Il governatore della regione russa di Belgorod, Vyacheslav Gladkov, ha riferito che "quattro civili sono rimasti feriti in attacchi di droni ucraini contro veicoli". Lo ha scritto sul suo canale Telegram. Un uomo e una donna sono rimasti feriti a seguito dell'attacco di un drone contro un auto nel villaggio di Dobroe, distretto di Shebekinsky. Un uomo è stato ferito in un attaCco analogo nel villaggio di Pogromets, distretto di Volokonovsky. Una donna è stata ferita a Rakitnoye. 

Cremlino: "Uscita Usa? Un'alleanza ostile"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha risposto che la Nato è "un'alleanza ostile" in risposta a una domanda, in conferenza stampa, sulla possibile uscita degli Usa dall'alleanza. "Per quanto riguarda la Natp, è un'alleanza ostile per noi. Un'alleanza che ci considera suoi nemici e adotta di conseguenza misure ostili", ha dichiarato Peskov.

Putin sente Bin Salman: "Maggiore impegno per pace"

Il presidente russo Vladimir Putin e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno avuto una conversazione telefonica durante la quale hanno chiesto "un maggiore impegno" per porre rapidamente fine al conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce una nota del Cremlino. "Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di porre fine rapidamente alle ostilità e di intensificare gli sforzi politici e diplomatici per raggiungere una soluzione duratura del conflitto", ha dichiarato la presidenza russa. La conversazione si è svolta pochi giorni dopo la firma di un accordo di cooperazione in materia di difesa tra Ucraina e Arabia Saudita, incentrato in particolare sul contrasto ai droni iraniani.

Putin: "Russia conta su fine veloce conflitto in Mo, pronta a operare per normalizzare"

La Russia "auspica che il conflitto in Medio Oriente finisca il prima possibile" ed è "pronta a fare il possibile per riportare la situazione alla normalità", ha dichiarato il Presidente Vladimir Putin al ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, che ha ricevuto al Cremlino. La situazione nella regione "è una preoccupazione comune per tutti noi", ha aggiunto. 

Ucraina, mobilitazione segreta di Mosca per compensare le perdite (2)

Il Cit sospetta che anche altre regioni possano aver emesso direttive simili alle proprie aziende, senza pero' pubblicarle sui media ufficiali. Se un'azienda non rispetta la quota di reclute prevista, rischia una multa di un milione di rubli (circa 12.200 dollari) o l'arresto amministrativo del suo amministratore delegato per 30 giorni, come riportato dal portale di notizie Meduza. La stampa osserva che, sebbene sia possibile presentare ricorso, le autorità potrebbero ricorrere a misure non ufficiali per vessare l'azienda, ad esempio tramite ispezioni. Nella sua sentenza, Malkov cita due decreti emanati dal presidente russo nel 2022. Tuttavia, esperti legali indipendenti ritengono il provvedimento adottato da Ryazan illegittimo. Secondo Timofei Vaskin, avvocato dell'organizzazione Recruit Schools, i decreti presidenziali obbligano le regioni a farsi carico dei costi sociali ed economici della guerra, non a imporre il reclutamento forzato di volontari nelle aziende .Tuttavia, ciò avviene mentre il Cremlino continua a sostenere che una seconda mobilitazione non è all'ordine del giorno e il vice capo del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che "non ce n'è bisogno". "Coloro che hanno firmato i contratti sono piu' che sufficienti per assolvere tutte le missioni militari", ha dichiarato Medvedev all'agenzia di stampa Ria Novosti, in un'intervista in cui ha stimato 400.000 volontari entro il 2025 e "oltre 80.000" già quest'anno. Con il pretesto di creare unità di droni, il ministero della Difesa ha puntato i riflettori su università e istituti di formazione professionale alla fine dello scorso anno. Secondo un articolo pubblicato questa settimana dal sito web Faridaily, il Ministro della Scienza e dell'Istruzione Superiore, Valery Falkov, ha informato i rettori delle principali università russe all'inizio dell'anno che almeno il 2% degli studenti deve firmare contratti con il Ministero della Difesa. Ciò significa che le università, dove studiano 2,2 milioni di giovani, devono reclutare almeno 44.000 soldati, una cifra che salirebbe a 76.000 se si includessero anche gli istituti tecnici. Il ministero della Difesa prevede di reclutare 78.800 giovani, comprese le donne, solo per le truppe addette ai droni. Di questi, 20.800 saranno selezionati tra reclute e personale militare di altre unità, secondo quanto riportato dal portale di notizie Vazhnie Istorii. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che i contratti, teoricamente annuali, in realtà sono a tempo indeterminato. Inoltre, non vi è alcuna garanzia che queste reclute non vengano inviate al fronte, pertanto consigliano agli studenti di non firmare alcunché. La stampa ha sottolineato che, finora, pochissimi studenti hanno firmato i contratti, nonostante le allettanti promesse di vacanze accademiche, tasse universitarie gratuite o la minaccia di espulsione per gli studenti con risultati accademici eccellenti.

Ucraina, mobilitazione segreta di Mosca per compensare le perdite

Il ministero della Difesa russo ha avviato una mobilitazione segreta di decine di migliaia di soldati impiegati in aziende, fabbriche e università per contrastare le perdite sul fronte ucraino, dove l'esercito russo ha subito, secondo fonti indipendenti, oltre un milione di perdite, tra morti e feriti. Naturalmente, emerge dalla ricostruzione di Efe, questa mobilitazione non è pubblica, poiché la coscrizione dei riservisti avvenuta nel settembre 2022 ha provocato un'esplosione di malcontento popolare e l'esodo di massa di quasi un milione di uomini in eta' militare. Secondo gli esperti, ciò significa anche che il presidente russo Vladimir Putin intende continuare a combattere - sabato ricorrera' il 1500 giorno di guerra - poiché non si aspetta che l'Ucraina ritiri volontariamente le sue truppe dal Donbass entro il nuovo termine di due mesi concesso da Mosca a Kiev. Per la prima volta, come riportato dal portale di notizie russo Conflict Intelligence Team (Cit), le autorità della regione di Ryazan hanno confermato ufficialmente l'esistenza, ormai tutt'altro che segreta, di quote per il reclutamento di volontari. Il 20 marzo, il governatore Pavel Malkov ha firmato un decreto che impone alle aziende di "selezionare i candidati al servizio militare tramite lavoratori a contratto". Dal 20 marzo al 20 settembre, le aziende con più di 150 dipendenti, siano esse pubbliche o private, dovranno fornire da due a cinque volontari, secondo quanto riportato nel documento, originariamente pubblicato una settimana fa sul quotidiano regionale Ryazanskie Vedomosti. Le aziende con meno di 300 dipendenti dovranno selezionarne due; quelle con un numero di dipendenti compreso tra 300 e 500, tre; e quelle con più di 500 dipendenti, cinque.

Mosca: "Invieremo seconda petroliera a Cuba"

La Russia invierà una seconda nave carica di petrolio a Cuba, stando a quanto dichiarato dal ministro dell'Energia Sergei Tsivilev, nonostante l'embargo statunitense sui carburanti ancora in vigore. "Una nave dalla Federazione Russa ha rotto il blocco. Una seconda è ora in fase di caricamento. Non lasceremo i cubani nei guai", ha dichiarato Tsivilev secondo i media statali russi.

L'Avana è alle prese con una grave crisi energetica da gennaio, quando le forze statunitensi hanno rapito il presidente del Venezuela e alleato di Cuba Nicolas Maduro. La sua rimozione ha privato l'isola del suo principale fornitore di petrolio. Washington ha poi minacciato di imporre dazi a qualsiasi Paese avesse tentato di vendere o fornire petrolio all'isola, sebbene abbia permesso a Mosca di consegnare una petroliera all'inizio di questa settimana per "ragioni umanitarie". Una petroliera russa che trasportava 730.000 barili di greggio è arrivata martedì nel porto cubano di Matanzas, fornendo all'isola la sua prima spedizione di petrolio da gennaio.

Mosca mantiene stretti legami con L'Avana e ha criticato gli Usa per i tentativi di bloccare le forniture di carburante. Dall'inizio del blocco, l'isola governata dai comunisti ha sopportato settimane di blackout, razionamento del carburante e carenze alimentari.  Il presidente statunitense Donald Trump, la cui amministrazione ha a lungo considerato Cuba un regime ostile, ha dichiarato domenica di non avere "nessun problema" con la Russia che invia petrolio all'isola. "Cuba è finita. Hanno un brutto regime. Hanno una leadership molto cattiva e corrotta e che ricevano o meno una nave di petrolio non farà differenza", ha detto.

Putin: "Pronti a tutto perché si torni a normalità in Iran"

La Russia è "pronta a tutto" perché si torni alla "normalità" in Iran. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro con il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. "Tutti noi stiamo sperando che il conflitto finisca il prima possibile, come sapete", ha detto Putin, "il presidente Trump ne ha parlato ieri. Ancora una volta, siamo pronti a fare qualsiasi cosa per portare la situazione a un normale, come si dice, stato normativo".

Ucraina, Ushakov: "Negoziati trilaterali sono stati sospesi"

I negoziati trilaterali per porre fine alla guerra in Ucraina sono stati sospesi ma la Russia resta in contatto con gli Stati Uniti su tale questione. Lo ha dichiarato a Tass il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov.

Una torta di Pasqua per Papa Leone dall'Ucraina

La torta di Pasqua ucraina è stata donata a Papa Leone XIV alla vigilia della festività che quest'anno la Chiesa cattolica e i cattolici di tutto il mondo celebrano il 5 aprile. Su iniziativa dell'Ambasciata d'Ucraina presso la Santa Sede sono state inviate in Vaticano, da Leopoli, le torte pasquali, per il Papa e per i responsabili della Curia, che sono parte della cultura spirituale, "una tradizione senza la quale è impossibile immaginare le vacanze pasquali in Ucraina", sottolineano dall'ambasciata.

Fuoco di mortaio russo contro troupe giornalisti ucraini

Una troupe giornalistica della tv nazionale ucraina Public Dnipro è stata bersagliata da colpi di mortaio durante le riprese. Lo ha riferito  l'Istituto per l'Informazione di Massa, citando fonti giornalistiche, secondo quanto riportato da Ukrinform.    L'incidente è avvenuto il 30 marzo nel villaggio di Kapulivka, nella comunità di Pokrovska, regione di Dnipropetrovsk. Il corrispondente Roman Mykhalchuk e il cameraman Daniil Nikolayenko stavano preparando un reportage sulla vita dei civili nel distretto di Nikopol. Il bombardamento proveniente dalla parte occupata della regione di Zaporizhzhia è iniziato proprio mentre il giornalista si preparava a girare un'inquadratura sul posto.    "Abbiamo lavorato insieme agli agenti di polizia sulla costa per rimuovere rapidamente le conseguenze degli attacchi russi nella zona costiera. Mentre stavamo filmando, i mortai provenienti dalla parte occupata della regione di Zaporizhzhia hanno iniziato a spararci contro. A quanto pare i russi hanno notato un'auto della polizia e noi, con i giubbotti antiproiettile e gli elmetti, attraverso i dispositivi ottici. Abbiamo sentito il sibilo di un proiettile che ha colpito il centro della strada a circa 100 metri da noi. Non c'era la possibilità di nascondersi subito, perché si trattava solo di pochi secondi", ha raccontato Mykhalchuk.    I giornalisti sono riusciti a sdraiarsi a terra e ad attendere che le prime esplosioni cessassero, per poi raggiungere l'auto della polizia. Il bombardamento è continuato anche durante la loro fuga: una mina è esplosa a 50 metri dall'auto. Nessuno tra i giornalisti e gli agenti delle forze dell'ordine è rimasto ferito.

Cremlino: "La Nato? Un'alleanza ostile nei nostri confronti"

"Un'alleanza ostile nei nostri confronti, un'alleanza che ci considera un nemico e intraprende azioni di carattere ostile. Ecco come consideriamo questa alleanza". Così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha descritto la Nato, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla possibile uscita di Washington dall'Alleanza Atlantica. Lo riferisce la Tass.

Tajani: "Non c'è aria di pace"

"L'altro tema è quello dell'Ucraina. Ieri sono tornato da una visita a Kiev: non c'è aria di pace, le parti sono molto lontane, è un altro tema che ci preoccupa". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla XVI Conferenza Maeci-Banca d'Italia alla Farnesina al quale partecipa anche il governatore Fabio Panetta.

Droni Kiev contro raffineria russa a 1.400 Km da confine, in fiamme

Un attacco di droni ucraini contro una raffineria di petrolio in territorio russo ha innescato un incendio nella repubblica del Bashkortostan, a 1.400 chilometri dal confine con l'Ucraina. Lo hanno riferito fonti locali, secondo cui diversi droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano all'impianto nella grande città di Ufa. Su Telegram il capo della repubblica Radiy Khabirov ha scritto che i detriti di un drone sono precipitati in un'area industriale e che un sito di fabbrica era in fiamme. Un altro drone ha colpito un edificio residenziale. Non ci sono stati morti o feriti.

Guerra in Ucraina, Zekensky chiude accordi nei paesi del golfo

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