Guerra Iran, raid israeliani su Beirut. Missili iraniani su Israele: morta coppia. LIVE
Israele è tornato a bombardare Beirut: ci sarebbero almeno 6 morti e 24 feriti. Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa in un attacco missilistico iraniano a Ramat Gan, appena fuori Tel Aviv. Teheran conferma che sono stati uccisi sia il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano che il comandante dell'unità Basi. . Trump annuncia una coalizione con 4 paesi arabi più Israele e afferma: la Nato "non ci serve"
in evidenza
Israele è tornato a bombardare Beirut: ci sarebbero almeno 6 morti e 24 feriti. Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l'edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, appena fuori Tel Aviv.
L'Iran ha confermato che sono stati uccisi sia il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani che il comandante dell'unità Basij Gholamreza Soleimani. Ancora attacchi alla base Usa di Baghdad. Washington colpisce siti iraniani vicino Hormuz. Trump annuncia una coalizione con 4 paesi arabi più Israele e afferma: la Nato "non ci serve". Il capo del centro per l'antiterrorismo Usa Joe Kent si dimette in polemica con Trump. "Non posso sostenere in buona coscienza la guerra in Iran. Teheran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent.
Approfondimenti:
- Perché Trump ha deciso di attaccare adesso l’Iran e cosa può succedere ora
- Mojtaba Khamenei, primo discorso da Guida Suprema. Dubbi su sua salute
- Trump: "Iran non ha più capacità militari". Poi attacca Gb e Spagna
- Iran, quale sarà l’impatto sui mercati? Dal petrolio allo Stretto di Hormuz, cosa sapere
- Quante navi sono ferme nello Stretto di Hormuz?
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Turisti italiani bloccati all'estero, come funziona il rientro?
- Proteste Iran, Reza Pahlavi si dice “pronto a tornare”. Chi è l’erede dello scià deposto
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Petrolio e missili: perché Russia e Cina si rafforzano e l’Ucraina rischia
- Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Pasdaran: "Controlliamo valichi nella provincia Kurdistan"
I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno affermato di avere il controllo dei valichi di frontiera nella provincia del Kurdistan. "Non permetteremo che la provincia diventi un rifugio sicuro per elementi ostili", hanno dichiarato, secondo quanto riferito da Al Jazeera.
Media: "Eliminato ministro dell'Intelligence in raid Israele"
Israele ha condotto un raid aereo in Iran con l'obiettivo di eliminare il ministro dell'Intelligence iraniano Esmaeil Khatib durante la notte. Lo scrive il sito di Ynet. Secondo Iran International, testata dell'opposizione iraniana con sede a Londra, il raid è andato a buon fine e il ministro è stato ucciso.
Idf ordina evacuazione a sud del fiume Zahrani nel Libano meridionale
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano. "Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l'Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male", avverte il portavoce militare su X, insistendo che "chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita".
Media Israele: "Raid contro Khatib, sembra esito positivo"
Una fonte israeliana ripresa da Channel 12 ha confermato che Israele ha tentato di eliminare stanotte il ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib. "Aspettiamo i risultati dell'attacco, ma sembra buono".
Araghchi: "Pronti ad ascoltare proposte di pace con risarcimenti per danni a Paese"
"Molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c'è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all'Iran, la ascolteremo certamente", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista ad al Jazeera, precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco.
Media: "Ministro intelligence Khatib è obiettivo dei raid dell'Idf"
Il ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib era l'obiettivo degli attacchi israeliani di stanotte su Teheran. Lo ha rivelato Iran International, precisando che non sono disponibili al momento informazioni sulla sua sorte.
Crosetto: "Non si può cedere a ricatto su Hormuz, Italia lavorerà per coinvolgere Onu"
"Non si può cedere al ricatto iraniano su Hormuz. Ma i volenterosi non bastano: l’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa: “Il nostro paese non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz, perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l’Indo-Pacifico e, per l’effetto domino sui prezzi dell’energia, di tutto il mondo. Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria e episodica o parziale - continua - deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di paesi del mondo. Questa cosa non può essere fatta all’interno di un’ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto".
Usa a Tokyo: "Energia sicura all'Asia se salta lo Stretto di Hormuz"
Gli Stati Uniti si propongono come garante della sicurezza energetica nell'area dell'Indo-Pacifico, offrendo forniture "affidabili" nel contesto di una crisi mediorientale che ha di fatto bloccato il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato a Tokyo il segretario all'Interno Usa Doug Burgum, intervenendo nei giorni scorsi a un forum che ha riunito leader politici e aziende energetiche di 17 Paesi della regione, organizzato prima dell'esplosione del conflitto, lo scorso 28 febbraio. La politica di "dominio energetico" dell'amministrazione Trump, ha spiegato Burgum, mira ad assicurare prosperità interna e capacità di vendita ai Paesi alleati, garantendo flussi "sicuri e non soggetti a interruzioni da regimi terroristici". Oltre agli idrocarburi, al centro del vertice si è discusso della diversificazione nelle materie prime critiche, tra cui litio e cobalto, fondamentali per il settore della difesa, nel tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, i Paesi partecipanti, tra cui Giappone, Corea del Sud e Thailandia, potrebbero annunciare accordi commerciali con Washington per almeno 30 miliardi di dollari. Nello specifico il Giappone, quarta economia mondiale e dipendente al 95% dal greggio in Medio Oriente, ha siglato un memorandum con gli Stati Uniti per il co-finanziamento di infrastrutture strategiche nei mercati emergenti, e ha confermato investimenti per 550 miliardi di dollari negli Usa entro il 2029, in cambio di dazi agevolati nella campagna protezionistica di Trump.
Libano, nuovo avviso evacuazione sud: raid Idf su Sidone e Bekaa
L'esercito israeliano ha nuovamente emesso un avviso di evacuazione per l'intera area a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale. "I raid continuano e l'esercito sta conducendo operazioni su larga scala nella regione. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ancora una volta ad evacuare le vostre case e a dirigervi immediatamente a nord del fiume", ha scritto su X Avichay Adraee, portavoce in lingua araba. Come riferisce l'Orient le Jour, sempre nel sud del Paese dei Cedri, un drone israeliano ha colpito un'auto a Sidone, ferendo gravemente l'uomo alla guida e un membro della Protezione Civile che si trovava vicino al luogo dell'attacco. L'Idf ha anche condotto raid aerei su Sohmor e alla periferia di Yohmor, nella valle della Bekaa, nell'est del Libano.
Media iraniani: "Arrestati 75 terroristi monarchici e dissidenti"
L'agenzia iraniana Fars, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, ha riportato l'arresto di 75 persone "associate a gruppi terroristici, all'Mko", ovvero il gruppo dissidente Mojahedin del Popolo Iraniano, "ai monarchici e alle reti ostili". In un messaggio su X, Fars ha dichiarato che tra gli arrestati ci sono "individui che hanno insultato e dato fuoco alle immagini del leader martirizzato" Ali Khamenei, "alcuni provocatori attivi nel cyberspazio e membri di gruppi di hacker connessi a Starlink", la compagnia per l'accesso a internet satellitare di Elon Musk.
Oggi i funerali di Larijani e Soleimani a Teheran
Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, di suo figlio Morteza e del capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi ieri in raid aerei israeliani. Lo riporta l'emittente Al Mayadeen.
Araghchi: "Dottrina nucleare non cambierà molto"
La dottrina nucleare dell'Iran non cambierà in modo significativo dopo la guerra sferrata da Iran e Israele, anche se bisogna ancora conoscere la posizione della nuova Guida suprema in merito. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ad Al Jazeera. L'ex Guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei ucciso in un raid il 28 febbraio scorso, si oppose allo sviluppo di armi di distruzione di massa con una fatwa, o editto religioso.
Araghchi: "Mojtaba Khamenei ferite lievi, ha controllo"
La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei "è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera. Da quando è stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l'Iran.
Araghchi: "Regime solido, morte Larijani non destabilizza"
L'uccisione di Ali Larijani, il potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, da parte di Israele non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica islamica. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera. "Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate", ha dichiarato Araghchi. "La presenza o l'assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran e' una struttura molto solida", ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana.
Iran, udite quattro esplosioni a Erbil
Quattro esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo hanno riferito giornalisti sul posto.
Patto Iraq-Kurdistan, riparte export petrolio via Turchia
L'Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250 mila barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz. La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver "avviato l'attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l'estrazione e l'esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno". L'Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk "dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero", in accordo con la Regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l'oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L'Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l'oleodotto della regione. Il Ministero delle Risorse Naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora italiana) per consentire le esportazioni attraverso l'oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo Paese è in contatto con l'Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz.
Fidan visita la regione per discutere su come porre fine alla guerra
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si recherà oggi a Riad per partecipare a "un incontro sui recenti sviluppi nella regione" ospitato dall'Arabia Saudita. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Ankara, mentre ieri Fidan aveva annunciato che avrebbe iniziato oggi un tour nei Paesi della regione per discutere di possibili misure per porre fine al conflitto in Medio Oriente. "Il nostro obiettivo è lo stesso: una geografia in cui ognuno viva entro i propri confini in sicurezza e sovranità, in cui i palestinesi abbiano il proprio Stato e in cui l'Iran, gli arabi e tutti possano vivere in pace, stabilità e sicurezza", ha detto il ministro degli Esteri turco, come riferisce Anadolu.
Riad, abbattuto drone diretto verso quartiere diplomatico
Il ministero della Difesa saudita ha riferito che è stato abbattuto un altro drone mentre "tentava di avvicinarsi al quartiere delle ambasciate". Nelle ultime ore, le forze di Riad hanno distrutto diversi droni, oltre a un missile balistico, i cui detriti sono caduti vicino alla base aerea del Principe Sultan ad Al Kharj, senza tuttavia causare danni.
Media: "Sauditi abbattono drone diretto sul quartiere delle ambasciate"
Il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato, in un comunicato diffuso su X, di aver abbattuto un drone diretto verso il quartiere delle ambasciate. La notizia è riportata da diversi media internazionali. Inoltre, scrive in particolare la Bbc, questa mattina giungono notizie di esplosioni a Dubai e Baghdad mentre l'Iran riprende i suoi attacchi contro gli stati del Golfo.
Wall Street Journal: "Stati Golfo vogliono che Usa indeboliscano regime prima di porre fine a guerra"
Colpiti dagli attacchi iraniani e dalla perturbazione dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che gli Emirati Arabi Uniti hanno subito il peso maggiore degli attacchi iraniani : più di 2.000 droni e missili sono stati lanciati contro il Paese da quando Stati Uniti e Israele hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.
Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l'80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157. Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all'autodifesa. “Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia”, ha dichiarato in un'intervista Sultan al-Jaber, Ministro dell'Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. "Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l'intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali", ha aggiunto Jaber, che è anche amministratore delegato del colosso petrolifero iraniano ADNOC.
Nuovo attacco israeliano nel centro di Beirut
Un nuovo attacco israeliano ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest'area densamente popolata dalle prime ore del mattino, senza alcun preavviso. Un'esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva dell'Afptv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. Un edificio a Bashoura, sempre nel centro di Beirut, era stato colpito in precedenza, dopo un avvertimento israeliano.
Araghchi: "Il sistema politico iraniano è solido, nonostante uccisione alti funzionari"
L'uccisione di alti funzionari non rappresenterà una battuta d'arresto per il governo iraniano. Lo ha detto in un'intervista ad Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha confermato che il capo della sicurezza Ali Larijani è stato ucciso in un attacco aereo israeliano. "Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate", ha affermato Araghchi. "La presenza o l'assenza di un singolo individuo non influisce su questa struttura", ha aggiunto. “Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo – alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno – ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida".
Attacco missilistico contro Israele, morta coppia 70enni
Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa nella notte durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l'edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, una città appena fuori Tel Aviv. Le bombe "hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza. Sfortunatamente, questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l'allarme", ha riferito il portavoce delle forze dell'ordine, Dean Elsdunne. Il bilancio in Israele della guerra contro la Repubblica islamica cresce così a 14 morti.
Beirut: "4 persone uccise in attacchi Idf in Libano"
Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Secondo il Ministero della Salute, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 912 persone e il ferimento di altre 2.221 a partire dal 2 marzo. La Protezione Civile libanese afferma che 11 dei suoi membri sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla città di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato oltre un milione di sfollati, di cui più di 130.000 ospitate in centri di accoglienza ufficiali.
Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele
Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. "La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina", ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in "sei paesi europei e a Tel Aviv". Si tratta della prima esecuzione annunciata dall'Iran dall'inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il ;;28 febbraio.
Idf: "Colpito quartier generale Pasdaran a Teheran"
L'aviazione israeliana ha colpito ieri diversi quartier generali militari iraniani a Teheran durante una serie di attacchi, secondo quanto riferito dai militari. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tra gli obiettivi figuravano il quartier generale di un'unità di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, "responsabile della gestione delle proteste"; un centro di manutenzione delle forze di sicurezza interne; e un quartier generale delle forze missilistiche balistiche iraniane.
L'esercito afferma di aver colpito anche diversi sistemi di difesa aerea iraniani durante l'ondata di attacchi, "per ampliare la superiorità aerea dell'aeronautica militare sui cieli iraniani". Intanto i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato un attacco missilistico proveniente dall'Iran. Al momento non si segnalano vittime.
Riunione a Riad ministri Esteri Paesi arabi e islamici
L'Arabia Saudita ospiterà stasera una "riunione consultiva dei ministri degli Esteri di diversi Paesi arabi e islamici, con l'obiettivo di approfondire la consultazione e il coordinamento sulle modalità di sostegno alla sicurezza e alla stabilità della regione". Lo ha annunciato Riad.
L'Azerbaigian invia 82 tonnellate di aiuti umanitari in Iran
A seguito di una conversazione telefonica avvenuta l'8 marzo tra i presidenti azerbaigiano e iraniano, Ilham Aliyev e Masoud Pezeshkian, e in vista della festività persiana di Nowruz, cinque camion oggi saranno inviati dall'Azerbaigian in Iran per consegnare alla popolazione 82 tonnellate di aiuti umanitari. E' quanto riportato dall'agenzia di stampa azerbaigiana Report.
Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele
Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. "La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina", ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in "sei paesi europei e a Tel Aviv". Si tratta della prima esecuzione annunciata dall'Iran dall'inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il 28 febbraio.
Due feriti gravi, stazione devastata a Tel Aviv in attacco dall'Iran
Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.
Teheran e Mosca denunciano un attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr
Teheran e Mosca affermano che un attacco ha colpito ieri una zona vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, sul Golfo Persico, senza causare rilascio di materiale atomico né feriti. L'amministratore delegato dell'azienda di energia nucleare russa Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato - citato dall'agenzia di stampa Tass - che "un attacco ha colpito l'area adiacente all'edificio del servizio di metrologia situato presso il sito della centrale nucleare di Bushehr, in prossimità dell'unità di potenza in funzione. Non ci sono state vittime tra il personale Rosatom. La situazione radioattiva del sito è normale". L'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran (Oeai) ha da parte sua rilasciato una dichiarazione in cui afferma che "non si sono verificati danni economici, tecnici o umani e nessuna parte dell'impianto è stata danneggiata".
Arabia Saudita e Kuwait attaccati da droni e razzi
Razzi e droni hanno preso di mira stanotte i territori dell'Arabia Saudita e del Kuwait, hanno annunciato le autorità dei due stati del Golfo nel diciannovesimo giorno del conflitto in Medio Oriente. In Arabia un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto che l'esercito ha distrutto sei droni nella parte orientale del Paese. "Le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e con droni ostili", ha dichiarato da parte sua l'esercito dell'emirato.
Nuovo attacco contro l'ambasciata Usa a Baghdad
Un attacco con drone ha preso di mira stanotte l'ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni. "Un drone ha colpito direttamente l'ambasciata", ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto "vicino alla recinzione di sicurezza dell'ambasciata". L'attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l'ambasciata Usa nella capitale irachena.
Usa chiedono alle ambasciate nel mondo di rivedere le procedure di sicurezza
Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo di avviare "immediatamente" valutazioni di sicurezza di emergenza, citando "la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il rischio di ripercussioni", secondo un cablogramma inviato martedì e visionato dal Washington Post. Sebbene ordini simili siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l'ordine di martedì, firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta la prima volta che alle ambasciate viene chiesto di rivedere le proprie misure di sicurezza a causa della guerra con l'Iran.
Libano, 6 morti e 24 feriti negli ultimi raid aerei israeliani su Beirut
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare. "Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna", si legge nella dichiarazione del dicastero.
Iran minaccia vendetta per la morte di Larijani: "Attaccare Israele"
Il capo dell'esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte del capo della sicurezza della Repubblica islamica Ali Larijani sarà "vendicata", secondo quanto riportato dai media di Teheran. "Il sangue puro" di Larijani "e degli altri amati martiri sarà vendicato", ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa Tasnim. Da parte sua il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv causando almeno due morti sono stati lanciati "per vendicare" Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri negli attacchi contro l'Iran.
Qatar intercetta attacco missilistico, esplosioni sentite a Doha
Il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato stamattina di aver intercettato un attacco missilistico, dopo che testimoni hanno udito delle esplosioni nella capitale Doha. "Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar", ha dichiarato il dicastero in un comunicato diffuso poco dopo le detonazioni.
Giappone, larga maggioranza contraria a intervento Usa in Iran
Una ampia maggioranza dell'opinione pubblica giapponese si dichiara contraria all'intervento militare statunitense in Iran, aumentando la pressione sul governo della premier Sanae Takaichi, chiamato a definire una posizione ufficiale sul conflitto in Medio Oriente. Secondo un sondaggio nazionale condotto nel fine settimana dal quotidiano liberale Asahi Shimbun su oltre 1.100 elettori, l'82% degli intervistati si è detto contrario all'attacco congiunto Usa-Israele contro Teheran, mentre soltanto il 9% lo approva. Il dato rappresenta un aumento significativo dell'opposizione rispetto al marzo 2003, quando il 59% degli intervistati si era opposto all'invasione dell'Iraq. Nonostante le critiche internazionali, la premier Takaichi ha finora evitato giudizi legali sull'operazione, dichiarando di voler "astenersi da valutazioni giuridiche".
Missile iraniano cade vicino al quartier generale militare australiano negli Emirati
Un missile iraniano è caduto vicino al quartier generale militare dell'Australia in Medio Oriente situato negli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato il primo ministro australiano Anthony Albanese aggiungendo che non si sono registrati feriti. "Nelle prime ore di mercoledì un proiettile iraniano è atterrato" vicino alla base di Al Minhad "che l'Australia mantiene negli Emirati", ha detto Albanese ai giornalisti. "Posso confermare che nessun australiano è rimasto ferito e che tutti sono perfettamente al sicuro", ha aggiunto il premier.