Guerra Ucraina Russia, il Cremlino: "Kiev apra la strada a processo di pace"

"Il regime di Kiev, con i suoi attacchi alle regioni russe, non fa altro che proseguire la sua vana resistenza", anziché "incamminarsi verso un processo di pace". Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, durante una conferenza stampa. Zelensky: "Mantenere la pressione su Mosca è chiave per la pace". In Russia abbattuti 206 droni ucraini nella notte

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Il regime di Kiev, con i suoi attacchi alle regioni russe, non fa altro che proseguire la sua "vana resistenza" anziché "incamminarsi verso un processo di pace". Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov durante una conferenza stampa come riporta l'agenzia Tass.

"La Russia agisce in modo molto semplice: se ha paura, è disposta a seguire le direttive altrui. Se la pressione sulla Russia si indebolisce, la Russia pensa di aver fatto centro e di poter continuare la guerra. Ecco perché la pressione sull'aggressore è la chiave per la pace, una diplomazia reale e accordi concreti", ha detto il leader ucraino Zelensky. 

Le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 206 droni ucraini durante la notte, di cui 40 diretti verso Mosca.

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La guerra dei droni: ora Kiev può aiutare a difendersi dall'Iran?

Mentre si diffondono le notizie del supporto ucraino a Paesi come Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita nella difesa contro i droni iraniani, facciamo il punto su come Kiev sia diventato negli  ultimi anni un laboratorio all'avanguardia nella guerra tecnologica, sviluppando linee di innovazione parallele: aumento della capacità  industriale, affrancamento dalle componenti cinesi e focus sugli intercettori.

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Ucraina: chi è Kyrylo Budanov, il braccio destro di Zelensky

Definito l'uomo "senza sorriso", era sconosciuto al pubblico quando fu  nominato capo del servizio di intelligence militare GUR nell'agosto  2020. Originario di Kiev, Kyrylo "ha esperienza specialistica nei  settori bellici e la forza sufficiente per produrre risultati", ha detto  il presidente ucraino.

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Guerra in Ucraina, 4 anni dall'invasione russa: a che punto è il conflitto

Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l'inizio dell'invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l'Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l'anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.

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Ucraina, quanto ha speso l’Italia per gli aiuti militari a Kiev?

Il Senato ha approvato il testo per la conversione definitiva in legge del decreto che proroga l’impegno italiano nel sostegno militare all’Ucraina. Finora sono stati stanziati 3 miliardi di euro, una cifra relativamente modesta nel bilancio statale. In un confronto con altri Stati Nato è la Germania quella che si è impegnata di più. Anche di questo si è parlato nell’ultima puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24

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Guerra Iran, petrolio e missili: perché Russia e Cina si rafforzano e l’Ucraina rischia

L'attacco di Stati Uniti e Israle contro l’Iran e la destabilizzazione nei Paesi del Golfo rischia di avere effetti che si estendono molto più in là del Medio Oriente dal punto di vista geopolitico, arrivando fino a Russia, Ucraina e Cina. Kiev non nasconde i suoi timori: teme di restare intrappolata nella tela Trump-Putin e indebolita dal dirottamento di risorse diplomatico-militari americane nella zona mediorientale. I missili che vengono rapidamente consumati sono poi gli stessi che servono anche per difendere Taiwan dalle mire di Pechino: ci vorrà molto tempo per ripristinarli.

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Wall Street Journal: "Mosca ha intensificato condivisione informazioni intelligence e cooperazione militare"

La Russia ha intensificato la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di agevolare gli attacchi di Teheran contro le forze statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti a conoscenza dei fatti.

Media: "Russia fornisce all'Iran tecnologia droni e immagini per colpire gli Usa"

La Russia sta ampliando la condivisione di informazioni e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di supportare Teheran nell'individuazione e nell'attacco delle forze Usa nella regione. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. La tecnologia fornita include componenti di droni Shahed modificati, progettati per migliorare le comunicazioni, la navigazione e il targeting, hanno affermato le fonti. La Russia si è inoltre avvalsa della sua esperienza nell'utilizzo dei droni in Ucraina, offrendo indicazioni tattiche sul numero da impiegare nelle operazioni e sulle altitudini da cui colpire La cooperazione tra Mosca e Teheran si intensificata nelle prime fasi della guerra. 

Wall Street Journal: "Mosca aiuta Teheran con foto satellitari e droni"

La Russia avrebbe intensificato la cooperazione militare e di intelligence con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologia avanzata per droni per migliorare la capacità di Teheran di colpire obiettivi statunitensi nella regione. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti informate. Secondo le fonti, Mosca starebbe condividendo dati sui movimenti delle forze militari Usa e dei loro alleati in Medio Oriente, oltre a offrire supporto tecnico e tattico basato sull'esperienza maturata nel conflitto in Ucraina. In particolare, la Russia avrebbe trasferito componenti modificati dei droni Shahed, utilizzati per migliorare comunicazioni, navigazione e precisione dei bersagli, oltre a indicazioni operative su modalità di impiego, numero di velivoli e altitudine degli attacchi. La cooperazione si sarebbe ulteriormente rafforzata nelle prime fasi della guerra in Medio Oriente, con la consegna diretta a Teheran di immagini satellitari ad alta risoluzione, secondo un ufficiale dell'intelligence europea e un diplomatico mediorientale citati dalle fonti. Queste informazioni consentirebbero una maggiore precisione nell'individuazione di obiettivi terrestri e navali, sia in fase di attacco sia nella valutazione dei danni. Secondo analisti, il supporto russo avrebbe contribuito agli attacchi iraniani contro infrastrutture militari statunitensi nel Golfo, inclusi sistemi radar e basi in Giordania, Bahrein, Kuwait e Oman. Le operazioni iraniane, basate su ondate di droni per saturare le difese seguite da attacchi missilistici, ricorderebbero sempre piu' da vicino le tattiche utilizzate da Mosca in Ucraina. Nei giorni scorsi l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff ha riferito che Mosca nega di fornire intelligence operativa all'Iran, mentre il presidente Donald Trump ha dichiarato di ritenere che la Russia possa aiutare Teheran "in parte". Russia e Iran non hanno un'alleanza militare formale, ma negli ultimi anni hanno rafforzato la cooperazione, con scambi regolari tra delegazioni, programmi congiunti e fornitura reciproca di tecnologia militare. Teheran, in particolare, ha fornito a Mosca droni Shahed utilizzati su larga scala nel conflitto ucraino, mentre la Russia ha successivamente sviluppato versioni più avanzate, ora in parte condivise con l'Iran. Secondo gli analisti, il sostegno russo resta limitato ma significativo, contribuendo a migliorare le capacita' iraniane senza un coinvolgimento diretto su larga scala.

Wall Street Journal: "Russia condivide immagini satelliti"

La Russia sta condividendo immagini satellitari e tecnologia dei droni con l'Iran. Lo scrive il 'Wall Street Journal'. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la Russia ha intensificato la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di agevolare gli attacchi di Teheran contro le forze statunitensi nella regione. La Russia sta cercando di mantenere il suo piu' stretto alleato mediorientale competitivo nella lotta contro la potenza militare di Stati Uniti e Israele e di prolungare una guerra che l'avvantaggia sia militarmente sia economicamente.

Come funziona il Bullet, drone intercettore ucraino in grado di abbattere missili shahed

Prodotti da General Cherry, questi droni costano circa 2mila dollari e riescono a intercettare obiettivi aerei, dal costo di quasi 50mila dollari, che si muovono fino a 230-250 km/h. Facilmente manovrabile a distanza e con capacità di riconoscimento del bersaglio fino a 600 metri, il drone Bullet si presenta come un importante alleato per le Forze armate ucraine

Bullet, cos’è il drone ucraino in grado di abbattere missili shahed

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Guerra in Ucraina, attacchi russi con droni: almeno tre morti. Colpita anche Kiev. FOTO

Colpita anche piazza Maidan Nezalezhnosti (Piazza Indipendenza), nel centro di Kiev. Almeno tre vittime: una nella regione di Zaporizhzhia e altre due nella regione di Dnipropetrovsk. Funzionari hanno riferito che anche Kharkiv, la seconda città più grande del Paese, è stata bombardata

Messaggio di Zelensky a Trump: "Iran e Russia sono fratelli nell'odio"

I "regimi" di Russia e Iran sono "fratelli nell'odio". Parola del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che da Londra ha cercato oggi di legare i conflitti in cui sono coinvolti Mosca e Teheran, come un gancio verso gli Usa di Donald Trump. "Per questo sono fratelli nella condivisione delle armi", ha aggiunto il leader di Kiev, accusando sia le forze di Vladimir Putin sia quelle della Repubblica Islamica di usare l'Intelligenza Artificiale a fini bellici per "uccidere a basso costo da lunga distanza". Armi che bisogna fermare per far sì che "i regimi fondati sull'odio non possano vincere mai e poi mai", ha tuonato, tornando a offrire l'esperienza accumulata dall'Ucraina nei sistemi d'intercettamento di droni low cost tipo gli Shahed iraniani, offrendoli a un prezzo di "meno di 10.000 dollari" l'uno: molto meno dei milioni necessari ad abbatterli usando i caccia o altre armi di difesa anti-aerea come i missili. 

Zelensky: "Oltre 200 esperti ucraini a sostegno della guerra all'Iran" (2)

"Ci sono 201 specialisti ucraini in Medio Oriente e nel Golfo e altri 34 sono pronti a essere schierati", ha sottolineato Zelensky in un discorso tenuto di fronte a deputati e lord al Parlamento di Westminster, ultimo atto della sua visita nel Regno dopo la firma del nuovo patto di difesa con Starmer: "Sono esperti militari, capaci di dare aiuto nella difesa contro i droni Shahed" iraniani. Il presidente ucraino ha poi evocato anche un ipotetico aiuto di Kiev al Regno Unito nella difesa della base della Raf di Akrotiri, a Cipro. Ha quindi ringraziato Londra per aver mantenuto le sanzioni sul petrolio russo malgrado gli effetti della guerra all'Iran sul mercato globale dell'energia, rammaricandosi che invece gli Usa di Donald Trump abbiano aperto una breccia su questo fronte anche a fronte del contributo militare dell'Ucraina nello scacchiere mediorientale. Nel suo intervento, Zelensky ha parlato pure del crescente uso bellico dell'Intelligenza Artificiale (AI), avvertendo che i "nemici" già vi fanno ricorso, che in futuro questa tecnologia darà vita ad armi ancor più "sanguinose" e incoraggiando i leader occidentali a investire di più nell'industria militare, nelle tecnologia, nell'innovazione degli armamenti. E ha messo sul piatto i 'prodotti' già sperimentati che un Paese in guerra come il suo può offrire al mercato. Per rivelare infine di aver regalato "a Sua Maestà re Carlo III un iPad". "Dobbiamo agire ora affinché le prossime generazioni possano dire che i leader di oggi hanno agito quando contava farlo, per garantire alla gente di vivere in sicurezza nel futuro", ha proclamato, per poi aggiungere: "Se Vladimir Putin fosse stato fermato nel 2022, oggi non dovremmo difenderci dai droni Shahed". Domani Zelensky sarà a Madrid, per colloqui con i vertici della Spagna, mentre giovedì rinnoverà i suoi argomenti a Bruxelles, partecipando a un vertice dei leader dell'Ue. 

Zelensky: "Possiamo fornire 1.000 droni intercettori per rafforzare alleati"

L'Ucraina è in grado di produrre circa 2.000 droni intercettori al giorno e può fornirne la metà ai suoi alleati per contribuire a rafforzare le loro difese contro l'Iran. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai deputati  britannici durante un intervento al Parlamento del Regno Unito.

Barrot: "Non possiamo escludere colloqui col Cremlino"

La Francia non esclude la possibilità di un dialogo tra l'Unione Europea e la Russia sulla questione ucraina. Lo ha affermato il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, intervenendo alla conferenza Europa 2026 organizzata dalle testate tedesche Die Zeit, Handelsblatt, Der Tagesspiegel e Wirtschaftswoche. La notizia eè rilanciata dall'agenzia Tass. "Per quanto riguarda l'avvio di colloqui con il Cremlino, non possiamo escludere tale possibilità, dato che siamo il principale sostenitore su cui l'Ucraina fa affidamento", ha affermato Barrot, secondo quanto riporta l'agenzia Tass.

Zelensky: "Oltre 200 esperti ucraini a sostegno della guerra all'Iran"

Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall'esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell'accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer - e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte - incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost. 

Zelensky: "Possiamo produrre 2 mila droni al giorno"

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che l'Ucraina ha "la capacità di produrre 2 mila droni intercettori al giorno". Lo ha dichiarato nel suo intervento a Londra. Ha inoltre reso noto che 201 esperti ucraini si sono recati in Medio Oriente per fornire supporto ai Paesi colpiti dagli attacchi iraniani.

Turchia: "Pronti a ospitare nuovo ciclo negoziati tra Mosca e Kiev"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha confermato la disponibilità di Ankara a ospitare un nuovo ciclo di colloqui tra Russia e Ucraina. "Ribadisco che siamo pronti a tenere il prossimo round di negoziati il prima possibile. Stamattina ho avuto una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Abbiamo discusso dello stato attuale dei negoziati e del possibile contributo della Turchia. Abbiamo anche parlato di questioni relative alla Palestina e al Libano", ha dichiarato Fidan in una conferenza stampa ad Ankara.

Secondo quanto affermato dal ministro, la Turchia "ritiene che gli sforzi per stabilire la pace tra Russia e Ucraina non debbano essere ostacolati". "Ci auguriamo che gli sforzi diplomatici volti a risolvere questa questione portino presto a una pace duratura e giusta, in conformità con i principi fondamentali del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite", ha aggiunto il ministro.

Lavrov tiene colloqui con l'omologo turco Fidan, focus su gasdotti e Iran

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con l'omologo turco Hakan Fidan nel corso del quale è stata discussa "la necessità di creare le condizioni per il funzionamento ininterrotto delle infrastrutture energetiche strategiche russo-turche". "In particolare, alla luce dei continui tentativi del regime di Kiev di danneggiare le infrastrutture dei gasdotti Blue Stream e Turkish Stream, è stata posta particolare enfasi sull'assoluta importanza di garantire la sicurezza complessiva dei gasdotti", si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. "È stata delineata la posizione fondamentale della Russia sulla necessità di una rapida de-escalation della crisi provocata dagli attacchi israeliani e statunitensi contro l'Iran e sulla fiducia nei metodi politici e diplomatici non violenti", si legge inoltre nella nota. 

Kallas: "Usa e Israele fermino guerra, sarebbe interesse di tutti"

Per Usa e Israele sarebbe "assolutamente" il momento di porre fine alla guerra in Iran, dato che "sarebbe nell’interesse di tutti se questa guerra si fermasse". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante Ue agli Affari esteri Kaja Kallas in un'intervista a Reuters rilanciata dai media internazionali, sottolineando che "il problema delle guerre è che è più facile iniziarle che fermarle e sfuggono sempre di mano". L'Ue non comprende alcune delle azioni degli Usa sotto Donald Trump o i suoi obiettivi in Iran, ma si è abituata alla sua imprevedibilità ed è "più calma" nelle sue risposte, ha aggiunto.

"La principale preoccupazione dei Paesi europei è che non siamo stati consultati prima di iniziare questa guerra, anzi è avvenuto il contrario. Molti europei stavano cercando di convincere gli Stati Uniti e Israele a non iniziarla", ha spiegato Kallas, sottolineando che l'Ue è disposta ad aiutare "diplomaticamente a riunire le parti per fermare davvero questa guerra". Le istituzioni europee hanno "consultato Paesi della regione come quelli del Golfo, la Giordania, l’Egitto, per capire se potessimo anche avanzare proposte per Iran, Israele e Stati Uniti per uscire da questa situazione in modo che tutti possano salvare la faccia", ha aggiunto.

Sul versante Ue, "nessuno è pronto a mettere a rischio le proprie persone nello Stretto di Hormuz", ha evidenziato l'Alta rappresentante. "Dobbiamo trovare modi diplomatici per mantenerlo aperto, così da evitare una crisi alimentare, dei fertilizzanti e dell’energia nel mondo". La sua proposta è di replicare l'accordo mediato dall'Onu che consente all'Ucraina di esportare grano, prodotti alimentari e fertilizzanti attraverso il Mar Nero senza che le navi civili vengano attaccate dalla Russia, idea che ha discusso con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "Ora la questione è su cosa possano concordare anche i Paesi vicini, in particolare l’Iran", ha sottolineato Kallas.

Starmer riceve Zelensky: "Mantenere alta attenzione"

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha chiesto di "mantenere l'attenzione sull'Ucraina", nonostante la guerra in Medio Oriente, all'inizio di un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Downing Street. "C'eè ovviamente un conflitto in Iran e in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e la necessità del nostro sostegno lì", ha detto Starmer."Dobbiamo mantenere l'attenzione sull'Ucraina", ha insistito. Zelensky è arrivato a Londra, dove è stato ricevuto da re Carlo III a Buckingham Palace, prima dei colloqui con Keir Starmer e il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

Starmer a Zelensky: "La guerra in Iran non ci distragga dal sostegno a Kiev"

Gli alleati occidentali devono mantenere "l'attenzione" sul sostegno all'Ucraina nella guerra contro la Russia, nonostante il conflitto parallelo scatenatosi in Medio Oriente sulla scia degli attacchi di Usa e Israele all'Iran e della reazione di Teheran. Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer rivolgendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Downing Street. Il vertice segue un colloquio informale a Buckingham Palace fra Zelensky e re Carlo III e precede un incontro - allargato al ministro della Difesa, John Healey, e al segretario generale della Nato, Mark Rutte, dedicato alla formalizzazione di un accordo bilaterale sulla difesa incentrato sulla produzione dei droni e di droni anti-drone: nell'ambito di una guerra 'low cost' come quella in atto sul fronte ucraino-russo e il cui esempio è stato evocato pure per lo scontro con l'Iran. "Vi è un conflitto in corso in Iran e in Medio Oriente, ovviamente", in queste settimane, ha ricordato Starmer, ma noi non possiamo perdere attenzione su quanto accade in Ucraina e sulla necessità di sostenere" Kiev. 

Mosca: "Preoccupati per l'escalation intorno a Cuba"

Il ministero degli Esteri russo ha emesso una nota in merito all'escalation di tensioni intorno a Cuba, esprimendo "preoccupazione per la crescente pressione esterna sull'isola della Libertà". Nel comunicato il ministero russo assicura che Mosca "continuerà a fornire a Cuba il sostegno necessario, compreso il supporto materiale". "Siamo fiduciosi che l'eroico popolo cubano, che ha ripetutamente dimostrato la sua dedizione agli ideali di libertà, indipendenza e giustizia sociale, nonché una resilienza e un coraggio senza pari di fronte alle minacce esterne, sarà in grado di difendere il suo inalienabile diritto alla sovranità e alla scelta del proprio percorso di sviluppo", si legge nel comunicato. 

Costa sente Orban: "Rispettare impegno prestito Kiev"

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese, Viktor Orban, in cui ha ribadito che si aspetta il rispetto dell'accordo raggiunto al vertice dei leader di dicembre sul prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina. Lo ha reso noto un alto funzionario europeo in vista del Consiglio europeo di giovedi'. "Questo messaggio è stato trasmesso molto chiaramente anche dal presidente del Consiglio europeo al primo ministro Orban. Si sono sentiti telefonicamente stamattina. Hanno avuto una lunga conversazione in cui, come potete immaginare, questo problema e' emerso. Ma il messaggio è stato molto chiaro", ha chiarito la fonte. Costa, a quanto si apprende, avrebbe detto di aspettarsi il rispetto degli impegni presi a dicembre sul prestito per Kiev e di aver chiarito il suo sostegno per continuare a lavorare con la controparte ucraina affinché l'oleodotto Druzhba venga riparato. "Non intendo anticipare o speculare sulle tempistiche, ma ci aspettiamo che ciò accada a breve", ha precisato il funzionario europeo riferendosi alla possibile approvazione del prestito per l'Ucraina. "E' una decisione che il presidente del Consiglio europeo ritiene che i leader si siano già impegnati a prendere, e che ora deve essere implementata", ha concluso.

Kallas: "Ora sanzioni a Mosca e i 90 miliardi a Kiev o per l'Ue sarà autogol"

"L'incapacità di approvare il 20esimo pacchetto di sanzioni o il prestito da 90 miliardi per l'Ucraina sta mettendo a rischio la sicurezza dell'Ue: sono questioni che devono essere risolte dai leader al Consiglio Europeo altrimenti rischiamo l'autogol". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas in audizione alla commissione affari esteri del Parlamento Europeo. 

Fonti Ue: "Su prestito a Kiev nessun dibattito, decisione già presa"

"Il prestito all'Ucraina è stato approvato a dicembre, quindi non ci sarà discussione al Consiglio europeo. E' una decisione da rispettare". Lo ha detto un alto funzionario Ue in vista del summit di giovedì. "Il presidente Costa continua a invitare tutti i membri del Consiglio europeo a rispettare le decisioni", ha aggiunto la fonte. La questione del prestito "è separata" da quella dell'oleodotto Druzhba, in merito alla riparazione del quale "stiamo supportando" l'Ucraina. 

Orban: "Se Ucraina vuole i soldi, riapra il Druzhba e ci dia il petrolio"

"Niente petrolio, niente soldi. L'ho detto chiaramente al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e al primo ministro slovacco Robert Fico: se Volodymyr Zelensky vuole i finanziamenti da Bruxelles, l'oleodotto Druzhba deve essere riaperto. L'Ungheria non accetterà ricatti né interferenze nelle nostre elezioni. La posizione è chiara: niente petrolio, niente soldi". Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban in un video diffuso sui suoi canali social. 

Fonti Ue: "Impegno del prestito va mantenuto"

"E' molto importante che le decisioni, le decisioni molto importanti prese a dicembre, vengano effettivamente attuate e speriamo, speriamo ancora che ciò possa accadere nei prossimi giorni, e certamente in tempo perche' l'Ucraina riceva i finanziamenti necessari. E' una decisione che è già stata presa dal Consiglio europeo". Lo riferisce un alto funzionario Ue riferendosi al prestito di 90 miliardi che i leader Ue hanno deliberato nel Consiglio europeo di dicembre ma bloccato dal veto ungherese. "Le decisioni prese vanno rispettate e gli impegni vanno rispettati. Quindi speriamo che ciò avvenga molto rapidamente per quanto riguarda il Fondo nazionale di sostegno" ha concluso.

Fidan discute con Lavrov di come porre fine alla guerra in Ucraina

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, "ha discusso delle possibili misure da adottare per porre fine al più presto alla guerra nella regione e tornare al tavolo dei negoziati" con l'omologo russo, Serghei Lavrov. Secondo quanto riferiscono fonti nel ministero degli Esteri di Ankara, "Fidan ha richiamato l'attenzione sui rischi che il prolungamento del conflitto comporta sia per i Paesi della regione sia per l'ordine internazionale". Durante il colloquio, il ministro degli Esteri turco "ha ribadito la disponibilità della Turchia ad ospitare il prossimo round di negoziati tra Russia e Ucraina", dopo che a Istanbul, durante lo scorso anno, si erano tenuti diversi giri di colloqui tra delegazioni di Mosca e Kiev. "Durante la telefonata sono state affrontate anche questioni relative alla sicurezza energetica", hanno aggiunto le fonti. 

Zelensky in video collegamento al Consiglio europeo

Il presidente ucraino Vlodomyr Zelensky parteciperà in video collegamento al Consiglio europeo del prossimo 19 marzo a Bruxelles. Lo riferisce un alto funzionario Ue. Il presidente ucraino tornerà a chiedere ai leder dei 27 stati membri lo sblocco del prestito da 90 miliardi, deliberato nel Consiglio di dicembre e bloccato dal veto dell'Ungheria.

Budapest: "Intesa Ue-Ucraina su Druzhba una farsa, mosse coordinate"

"Buongiorno, Ursula von der Leyen! Dopo quasi 50 giorni, la Commissione europea ha notato che due Stati membri sono sotto blocco petrolifero da parte dell'Ucraina, che ora promette di risolvere la situazione. Non fatevi ingannare. Questo è un gioco politico". Lo scrive in un tweet il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó sull'accordo tra Ue e Ucraina per ripristinare il flusso di petrolio verso l'Ungheria e la Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba. "Ogni mossa - ha attaccato - è stata coordinata tra Kiev e Bruxelles. Non fingiamo che Ursula von der Leyen stia risolvendo un problema di cui prima non era a conoscenza.  Chiediamo a Zelensky e von der Leyen di porre fine a questa farsa politica. Il blocco petrolifero contro l'Ungheria deve essere revocato immediatamente!". 

Ucraina, viceministro Miscenko: "Allargamento UE sarebbe storico"

Il viceministro degli Esteri ucraino, Olexandr Mischenko, intervenendo in video collegamento alla conferenza del trentennale dell'Iniziativa Centro Europea, a Trieste, ha definito l'InCE "uno dei migliori esempi di collaborazione regionale, che ha messo in evidenza il ruolo geopolitico dell'Europa verso sud e verso est". In questo scenario l'aver messo l'accento "sull'adesione all'Europa dell'Ucraina, Moldavia e Balcani" è fondamentale. "Insieme possiamo rendere questo realtà con un nuovo allargamento" definito dal viceministro "storico".

Stiglitz: "Sole e vento più affidabili di Putin e Trump, Ue doveva puntarci" (2)

"Il mondo oggi affronta una crisi climatica, lo sappiamo tutti - ha spiegato Stiglitz -. Affronta anche una crisi delle disuguaglianze e una crisi della democrazia. C'è una vulnerabilità della democrazia, un arretramento democratico che molti di noi non si aspettavano nel corso della propria vita, e tutto questo è avvenuto molto rapidamente. Sapete tutti abbastanza della crisi climatica. È una crisi di lunga durata". Su questo "le tasse avrebbero fatto una grande differenza - ha segnalato l'economista -: una carbon tax, non al livello basso che avete in Europa, non dovrei criticare perché negli Stati Uniti è pari a zero,  ma a un prezzo del carbonio che rifletta il costo reale, superiore ai 100 euro per tonnellata".

Stiglitz: "Sole e vento più affidabili di Putin e Trump, Ue doveva puntarci"

"Nel momento in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l'Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Donald Trump. Quindi l'Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione di energia rinnovabile". Lo ha detto il Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz intervenendo al Simposium fiscale Ue 2026 a Bruxelles.

Guerra in Ucraina, attacchi russi con droni: almeno tre morti. Colpita anche Kiev. FOTO

Colpita anche piazza Maidan Nezalezhnosti (Piazza Indipendenza), nel centro di Kiev. Almeno tre vittime: una nella regione di Zaporizhzhia e altre due nella regione di Dnipropetrovsk. Funzionari hanno riferito che anche Kharkiv, la seconda città più grande del Paese, è stata bombardata

Ucraina, attacchi russi con droni: almeno 3 morti. Colpita anche Kiev

Ucraina, attacchi russi con droni: almeno 3 morti. Colpita anche Kiev

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Ue: "Veto di Orban sul prestito a Kiev? Impegni vanno rispettati"

"Esiste un impegno a livello di Consiglio europeo da parte di tutti i leader, senza eccezioni, che hanno concordato le condizioni del prestito" da 90 miliardi di euro a Kiev: "ci aspettiamo quindi il rispetto e l'attuazione di tale impegno da parte di tutti i 27 Stati membri, senza legarlo a ulteriori condizioni". Lo ha detto la portavoce capo della Commissione Ue, Paula Pinho, dopo l'intesa raggiunta con Kiev per la riparazione dell'oleodotto Druzhba, rispondendo a una domanda sul veto e le condizioni al prestito da parte di Viktor Orbán, che collega il via libera ai fondi al ripristino dell'infrastruttura che convoglia petrolio russo anche in Ungheria. 

Guerra in Ucraina, la salute mentale dei bambini, tra fuga e rimozione. VIDEO

Ue: "Fiduciosi su progressi prima del vertice per sbloccare il prestito a Kiev"

"Le discussioni" sul prestito Ue da 90 miliardi di euro per Kiev, concordato a dicembre ma bloccato dal veto dell'Ungheria, "proseguono" e "speriamo, siamo fiduciosi, di poter registrare progressi a breve. Idealmente, prima del Consiglio europeo". Lo ha detto la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, rispondendo a una domanda sulle ultime interlocuzioni con Budapest, alla luce dell'intesa raggiunta tra l'Ue e Kiev per la riparazione dell'oleodotto Druzhba. Sul ventesimo pacchetto di sanzioni, ha aggiunto, "non abbiamo novità al momento, ma restiamo impegnati e continuiamo a lavorare nelle discussioni con il Consiglio in vista dell'approvazione". 

Zelensky sarà ricevuto domani da re Felipe VI durante visita in Spagna

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante la visita prevista per domani in Spagna, sarà ricevuto nel pomeriggio dal monarca Felipe VI al Palazzo della Zarzuela, dopo la riunione prevista alle 11:00 con il premier Pedro Sanchez al Palazzo della Moncloa,  Lo segnalano fonti dalla Casa Reale. Durante la quarta visita a Madrid, Zelenzky si riunirà anche alle 15:00  con la presidente del Congresso spagnolo, Francina Armengol, e con il presidente del Senato, Pedro Rollan, informano fonti parlamentari. Dopo l'incontro con Sanchez, alla vigilia del Consiglio europeo dove è stato invitato, Zelenzky terrà una conferenza stampa congiunta con il presidente del governo iberico. 

Zelensky all'Ue: "In un mese e mezzo oleodotto Druzhba sarà riparato"

Il pompaggio dell'oleodotto Druzhba potrà tornare alla sua capacità tecnica "entro un mese e mezzo. Ciò permetterà la piena ripresa dei flussi" di petrolio, "ovviamente in assenza di ulteriori attacchi da parte della Russia". Lo ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lettera indirizzata i vertici Ue in cui si sofferma sulla diatriba con Ungheria e Slovacchia sulle riparazioni dell' oleodotto dell'Amicizia. "L'Ucraina può comunque offrire delle vie alternative per il transito del petrolio russo ai Paesi dell'Europa Centrale e Orientale", ha sottolineato Zelensky.

Zelensky

©Ansa

Zelensky a Londra, vede Starmer, Rutte e re Carlo

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Londra, dove vedrà il premier britannico Keir Starmer, re Carlo e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Lo ha reso noto il suo portavoce.

Costa: "L'Ucraina accetta aiuti per la riparazione dell'oleodotto Druzhba"

"A seguito dei rinnovati attacchi russi del 27 gennaio contro l'oleodotto Druzhba, che hanno causato l'interruzione delle forniture di petrolio greggio a Ungheria e Slovacchia, il Presidente della Commissione europea e il Presidente del Consiglio europeo hanno avviato intense discussioni con gli Stati membri e l'Ucraina a tutti i livelli per ripristinare il flusso di petrolio verso Ungheria e Slovacchia. L'Ue ha offerto all'Ucraina supporto tecnico e finanziamenti. Gli ucraini hanno accolto e accettato l'offerta. Esperti europei sono immediatamente disponibili". Lo dichiara il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa riferendosi al danneggiamento dell'oleodotto Druzhba. "La nostra priorità è garantire la sicurezza energetica per tutti i cittadini europei. - continua Costa - In tal senso, il presidente della Commissione europea e il presidente del Consiglio europeo continueranno a collaborare con le parti interessate per individuare percorsi alternativi per il transito di petrolio greggio non russo verso i paesi dell'Europa centrale e orientale".

Ue, Tajani: "Prima ingresso dei Balcani poi dell'Ucraina"

"Io penso che non si possa assolutamente deludere alcun Paese dei Balcani. Quindi prima entrano i Balcani, poi entrera' l'Ucraina. Non possiamo permettere che i Balcani si allontanino dall'Europa perchè non abbiamo mantenuto gli impegni". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso di un punto stampa a Trieste, a pochi minuti dal via alla riunione organizzata in occasione del trentennale dell'InCe. "L'Italia vuole mantenere gli impegni presi con i Balcani e faremo di tutto perchè si possa accelerare l'ingresso dei Paesi candidati dei Balcani a far parte dell'Unione europea continueremo ad andare avanti" ha poi concluso.

Cuba, Peskov: "La Russia pronta a fornire aiuti necessari"

La Russia è in contatto con la leadership di Cuba ed è pronta a fornire tutta l'assistenza necessaria al Paese, che attualmente sta affrontando gravi problemi umanitari a causa dell'embargo imposto dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un briefing con la stampa.

Cremlino: "Kiev apra la strada a processo di pace"

Il regime di Kiev, con i suoi attacchi alle regioni russe, non fa altro che proseguire la sua "vana resistenza" anziché "incamminarsi verso un processo di pace". Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov durante una conferenza stampa. Lo riporta l'agenzia Tass.

Guerra Ucraina, Kseniia la fioraia di Kiev che produce droni. VIDEO

Rutte a Londra, incontro con Starmer e Zelensky

Il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, si recherà oggi a Londra dove incontrerà il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, e il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy. Rutte parteciperà inoltre a un evento al Parlamento.

Costa: "Parole Zelensky su Orban inaccettabili ma Budapest rispetti i patti"

"Non ho bisogno di convincere il primo ministro Orban ad accettare ciò che ha già accettato lo scorso 18 dicembre. Una decisione presa dal Consiglio europeo è una decisione definitiva. E tutti gli Stati membri devono rispettarla. È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro, dopo che abbiamo concordato una decisione, venga meno alla parola data. Ciò che mi aspetto dal primo ministro Orban è che rispetti ciò che ha concordato il 18 dicembre." Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, in un'intervista rilasciata al gruppo di agenzie dell'European Newsroom. Soffermandosi sul caso dell'oleodotto Drubzha, Costa ha sottolineato che "due anni fa abbiamo approvato una deroga per la Slovacchia e l'Ungheria, per l'utilizzo di gas e petrolio dalla Russia fino alla fine del 2027. La Russia ha attaccato e danneggiato il gasdotto Druzhba, e ciò che ci aspettiamo è che venga riparato e riaperto il prima possibile, al fine di rifornire la Slovacchia e l'Ungheria. Stiamo collaborando con l'Ucraina per aiutarli e sostenerli al fine di garantire ciò. Si tratta di un'iniziativa in corso tra l'Unione europea e l'Ucraina. E, cosa più importante, è essenziale proteggere il gasdotto Druzhba da futuri attacchi" "L'Unione europea sostiene gli sforzi dell'Ucraina sin dal primo giorno con mezzi militari, diplomatici, politici e finanziari, e abbiamo ottimi rapporti con l'Ucraina e in particolare con il presidente Zelensky. Ma ovviamente non possiamo accettare che, anche in un momento di forte emotività, qualcuno si esprima in modo inappropriato verso un capo di Stato di un Paese membro dell'Unione Europea", ha aggiunto Costa facendo riferimento alle recenti dichiarazioni di Zelensky contro Viktor Orban.

Kiev: drone russo colpisce un autobus civile a Kutsurub, due feriti

Un drone russo ha colpito ieri sera un autobus che trasportava lavoratori civili nella comunità di Kutsurub, nella regione ucraina di Mykolaiv, ferendo un uomo di 69 anni e una donna di 49. Lo scrive Ukrinform citando un post su Facebook dell'amministrazione militare regionale. Entrambi i feriti sono stati ricoverati in ospedale e, a partire da questa mattina, le loro condizioni sono state definite stabili e di moderata gravità. Complessivamente, le forze russe hanno lanciato tre attacchi con droni a pilotaggio remoto contro le comunità di Ochakiv e Kutsurub nelle ultime 24 ore.

Mosca: un morto per un attacco con droni ucraini contro un'auto a Belgorod

Il governo della regione russa di Belgorod ha riferito che le forze armate ucraine hanno attaccato con droni un'auto nell'insediamento di Grayvoron, uccidendo un civile.  Nella città di Grayvoron, un drone ha attaccato un'auto. L'uomo è morto sul posto a causa delle ferite riportate", ha riferito il governo regionale sul suo canale Telegram.

Droni verso Mosca, abbattuti nella notte dalla Russia

Nella notte la difesa aerea russa ha abbattuto oltre 35 droni diretti verso Mosca. Lo ha detto il sindaco della capitale russa, Sergey Sobyanin, secondo quanto riferisce The Kyiv Independent. Sobyanin ha riferito che sciami di droni ucraini sono stati intercettati a partire dalle 22 circa, ora locale, fino alle prime ore del mattino. Alle 6.15 ora di Mosca si contavano 39 droni abbattuti.

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