I negoziatori di Iran e Stati Uniti torneranno a incontrarsi giovedì a Ginevra. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, mediatore dei colloqui sul dossier nucleare. Nel frattempo, Donald Trump ha dichiarato di stare valutando "un attacco mirato e limitato" contro Teheran dopo l’ultimatum di 10 giorni. Da Teheran, il presidente Masoud Pezeshkian parla di "segnali incoraggianti", ma assicura che l’Iran è pronto a ogni scenario.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump apre alla possibilità di un'azione militare contro l’Iran dopo l’ultimatum di 10 giorni lanciato a Teheran. "Sto prendendo in considerazione un attacco mirato e limitato", ha dichiarato dalla Casa Bianca, riaccendendo il confronto sul dossier nucleare. Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Canale 12, dopo l’ultimo incontro a Washington con Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe espresso a un funzionario americano il timore che il presidente Usa non sia più completamente allineato alla strategia di Israele nei confronti dell’Iran. Dal canto suo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato di "segnali incoraggianti" emersi dai recenti negoziati, pur sottolineando che Teheran continua a monitorare attentamente le mosse degli Stati Uniti ed è pronta a ogni possibile scenario.
Intanto è arrivata la conferma di un nuovo round diplomatico: i negoziatori di Iran e Stati Uniti torneranno a incontrarsi giovedì prossimo a Ginevra. L’annuncio è stato dato dal ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, mediatore regionale dei colloqui, attraverso un post sui social.
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Iran: "Forze Ue terroriste, monitoriamo loro presenza nel Golfo"
La presenza delle forze armata dei Paesi dell'Unione europea nel Golfo persico "sarà vista in modo diverso" da ora in poi, dopo che Teheran le ha designate come organizzazioni terroristiche. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, dopo che l'Iran ha designato come come terroriste le forze navali e aeree dei membri dell'Ue, in risposta al recente inserimento dei pasdaran nella lista delle organizzazioni ritenute terroriste da Bruxelles. "D'ora in poi, la presenza delle forze militari dei 27 Stati membri dell'Ue nella nostra regione periferica e nel Golfo Persico sarà vista in modo diverso perché ora sarà considerata un'organizzazione terroristica, e potete immaginare quali saranno gli effetti e le conseguenze", ha detto Baghaei, come riferisce Mehr, durante la sua conferenza stampa settimanale, dove la decisione del Consiglio europeo di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche è stata definita "illegale e ingiustificata".
Media: Iran pronto a fare concessioni agli Usa sul nucleare
L'Iran è pronto a fare concessioni sul suo programma nucleare nei colloqui con gli Stati Uniti in cambio della revoca delle sanzioni e del riconoscimento del suo diritto ad arricchire l'uranio, nel tentativo di scongiurare un attacco statunitense. Lo scrive Reuters online citando un alto funzionario iraniano. Il funzionario ha affermato che Teheran prenderebbe seriamente in considerazione l'idea di inviare all'estero metà del suo uranio altamente arricchito, diluire il resto e partecipare alla creazione di un consorzio regionale per l'arricchimento, un'idea periodicamente sollevata in anni di rapporti diplomatici legati all'Iran. Teheran lo farebbe in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti del suo diritto "all'arricchimento nucleare pacifico" in base a un accordo che includerebbe anche la revoca delle sanzioni economiche, ha affermato il funzionario. Inoltre, l'Iran - secondo il funzionario - ha offerto opportunità alle aziende statunitensi di partecipare come appaltatori alle grandi industrie petrolifere e del gas iraniane, nei negoziati per risolvere decenni di controversie sulle attività nucleari di Teheran. "Nell'ambito del pacchetto economico in fase di negoziazione, agli Stati Uniti sono state offerte anche opportunità di investimenti seri e interessi economici tangibili nell'industria petrolifera iraniana", ha affermato. Il funzionario iraniano ha affermato che le discussioni più recenti hanno evidenziato il divario tra le due parti, ma ha sottolineato che "esiste la possibilità di raggiungere un accordo provvisorio" mentre i negoziati proseguono. "L'ultimo round di colloqui ha dimostrato che le idee degli Stati Uniti riguardo alla portata e al meccanismo di revoca delle sanzioni differiscono dalle richieste dell'Iran. Entrambe le parti devono raggiungere un calendario logico per la revoca delle sanzioni", ha affermato il funzionario. "Questa tabella di marcia deve essere ragionevole e basata sugli interessi reciproci".
Kallas: "Situazione intensa; serve soluzione diplomatica"
"La situazione in Iran, ovviamente, è molto intensa. Non abbiamo bisogno di un'altra guerra in questa regione. Ne abbiamo già tante. Quindi abbiamo sottolineato la via d'uscita diplomatica da questa situazione". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Anche noi siamo disposti a contribuire.
"Trump è propenso a un attacco mirato all'Iran"
Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l'Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi. Lo riporta il New York Times, sottolineando che l'incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l'ultimo tentativo per evitare un conflitto militare. Trump sarebbe propenso a un condurre un attacco nei prossimi giorni per dimostrare all'Iran che deve accettare di rinunciare alla capacità di avere un'arma nucleare. Se questo e la diplomazia non dovessero funzionare, Trump lascerà aperta la porta a un attacco militare entro la fine dell'anno per rovesciare la Guida Suprema, l'ayatollah Khamenei.