Iran, media: "Polizia in atenei contro proteste". Trump: "Teheran vuole intesa più di me"
Per il quarto giorno consecutivo si sono tenute manifestazioni di protesta contro la Repubblica islamica in vari atenei iraniani. Polizia in borghese ha tentato di entrare nelle università per reprimere le proteste contro Khamenei. Il governo ribadisce che si può protestare senza superare le “linee rosse”. In vista dei colloqui sul nucleare, il ministro Araghchi ha detto che un accordo è “a portata di mano” se si darà priorità alla diplomazia. Trump: “Iran vuole accordo più di quanto lo voglia io"
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Per il quarto giorno consecutivo si sono tenute manifestazioni di protesta contro la Repubblica islamica in vari atenei iraniani. Secondo il Guardian, polizia in borghese e forze di sicurezza, molte delle quali armate, hanno cercato di fare irruzione nelle università ancora aperte per reprimere le proteste contro la Guida suprema Ali Khamenei. Segnalati scontri in diversi campus: video diffusi online mostrano risse tra la milizia filogovernativa Basij e gli studenti dell’Università di Scienza e Tecnologia di Teheran, mentre pick-up armati di mitragliatrici sono stati fotografati all’esterno dell’Università di Teheran. Manifestazioni anche a Mashhad. Il governo ha dichiarato che gli studenti “hanno il diritto” di protestare, ma senza oltrepassare le “linee rosse”. In vista del prossimo round di colloqui sul nucleare tra Teheran e Washington, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha scritto su X che un accordo è "a portata di mano", ma solo se verrà data priorità alla diplomazia. "L'Iran vuole un accordo più di quanto lo voglia io”, ha detto Trump, che in precedenza aveva nuovamente minacciato Teheran, avvertendo che senza un’intesa "sarà una giornata molto brutta per loro". Nelle stesse ore un elicottero militare iraniano è precipitato nei pressi di Isfahan, causando almeno due morti.
Approfondimenti:
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- Proteste Iran, Trump: se uccidete manifestanti interverremo
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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
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Vai al contenutoIran, Germania ai tedeschi in Israele: fate scorta di provviste
Il Ministero degli Esteri di Berlino ha invitato i cittadini tedeschi in Medio Oriente a prendere precauzioni di sicurezza in vista di un potenziale attacco degli Stati Uniti all'Iran, che potrebbe avere conseguenze anche per Israele e altri Paesi della regione.L'ambasciata tedesca a Tel Aviv ha consigliato ai tedeschi in Israele di prepararsi a rimanere nella loro sede per un certo periodo di tempo nel caso in cui lo spazio aereo venisse chiuso a causa di attacchi iraniani.Se gli Stati Uniti attaccassero l'Iran, si prevede che Teheran prenderà di mira anche siti in Israele. In caso di chiusura dello spazio aereo, "le opzioni di supporto da parte dell'ambasciata e del Ministero degli Esteri sono molto limitate", ha inoltre affermato l'ambasciata.La Germania ha quindi consigliato i cittadini tedeschi in Israele: "Vista la crescente situazione della sicurezza nella regione", di fare scorta di provviste e di familiarizzare con le opzioni di protezione e i rifugi disponibili in ogni luogo.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.
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Vai al contenutoWafa: civile palestinese ucciso da un drone israeliano a Gaza City
Un drone israeliano ha colpito e ucciso in serata un civile palestinese a Gaza City, all'altezza di una strada chiamata Al-Shudada: lo riporta l'agenzia di stampa Wafa. La stessa fonte sostiene che dallo scorso 11 ottobre, quando entrò in vigore una tregua tra Israele e Hamas, "le forze israeliane hanno ucciso 615 palestinesi e ne hanno feriti altri 1.658. Sempre Wafa aveva riportato ore prima della morte di un uomo, sempre causata da un drone israeliano, a Beit Lahia nel nord della Striscia.
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
Vai al contenutoDue portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
LA USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si aggiungerà alla Lincoln nel contesto di crescenti tensioni con Teheran. Donald Trump ha intensificato la pressione sui negoziati sul nucleare proponendo sospensioni in cambio di sanzioni allentate. Gli incontri diplomatici, iniziati in Oman, proseguono ma rimangono limitati. Intanto Israele critica le trattative e potrebbe spingere per un’azione militare.
Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
Vai al contenutoIran, Wp: "Presenza Usa la più grande degli ultimi decenni"
Secondo i dati di tracciamento dei voli e le immagini satellitari disponibili al pubblico e analizzati dal 'Washington Post', gli Stati Uniti hanno rapidamente schierato piu' di 150 aerei nelle basi in Europa e Medio Oriente da quando l'ultimo ciclo di colloqui sul nucleare con l'Iran si e' concluso senza un accordo il 17 febbraio. Il quotidiano riporta che l'attuale presenza militare statunitense nella regione e' "tra le piu' grandi degli ultimi due decenni", superando i livelli registrati prima della guerra in Iraq del 2003. Il 'Washington Post' osserva che l'aumento delle truppe segue gli avvertimenti del Presidente Trump su una potenziale azione militare contro l'Iran se non si riuscisse a raggiungere un accordo sul nucleare. Sebbene Trump non abbia delineato obiettivi specifici, i funzionari iraniani hanno affermato che un accordo rimane possibile, ma richiedera' tempo. Gli esperti citati dal Post descrivono il dispiegamento come indicativo di una campagna aerea di piu' giorni senza invasione di terra, piu' grande delle forze schierate prima degli attacchi statunitensi contro obiettivi nucleari iraniani nel giugno 2025
Usa, California: "Governo Trump fa causa a Ucla per antisemitismo"
Usa: California, governo Trump fa causa a Ucla per antisemitismo = (AGI) - New York, 24 feb. - L'amministrazione Trump ha fatto causa all'Universita' della California, sostenendo che i dirigenti di Ucla hanno "regolarmente ignorato" e "non segnalato" le denunce dei dipendenti di antisemitismo dall'attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, e che la guerra di Israele a Gaza ha scatenato un aumento dell'attivismo pro-Palestina nei campus. Nella causa federale di 81 pagine, depositata nel Distretto centrale della California, il dipartimento di Giustizia afferma che Ucla ha un problema di antisemitismo "grave e diffuso", citando le proteste pro-Palestina - inclusa una a gennaio - che ritiene essere anti-ebraiche o anti-Israele.
Media: "Coloni danno fuoco a case in un villaggio a sud di Hebron"
I media palestinesi, ripresi dal Times of Israel, riferiscono che i coloni hanno dato fuoco a veicoli e case nel villaggio palestinese di Susya, a sud di Hebron, nella Cisgiordania meridionale. Non si hanno notizie di feriti o arresti. Le riprese della scena, pubblicate dai media palestinesi e dagli attivisti israeliani di sinistra, mostrano diversi incendi nel villaggio, con un camion in fiamme e una tenda residenziale gravemente bruciata. Sullo sfondo si vedono diversi soldati dell'Idf mentre le fiamme divampano. Un palestinese urla in arabo di portare l'acqua "alla casa" e dice ai soldati, in ebraico, che "i bambini sono dentro". L'esercito non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.
Media: "Jihad conferma che un suo comandante, nello staff Msf, è stato ucciso"
La Jihad islamica palestinese ha confermato che uno dei suoi comandanti di alto rango, che Medici Senza Frontiere aveva indicato come membro del suo staff, è stato ucciso da Israele nel 2024. Lo scrive il Times of Israel. In una serie di post pubblicati oggi sui social, la Jihad islamica cita diversi comandanti di alto livello uccisi da Israele durante la guerra. Dopo l'uccisione di Fadi al-Wadiya, identificato dalla Jihad sui social come vice capo della sua unità di produzione militare, nel giugno 2024 l'Idf pubblicò una sua fotografia che lo ritraeva con indosso l'uniforme della Jihad islamica palestinese e lo identificò come un esperto di missili. Msf ha sempre negato le accuse verso il suo medico. Times of Israel riferisce che nella lista dei comandanti uccisi pubblicato dalla Jihad, viene citato anche Mahdi al-Mamluk, vice capo dell'unità di comunicazione del gruppo terroristico, che fu inserito dal Comitato per la protezione dei giornalisti come tecnico di trasmissione per la Tv Al-Quds Al-Youm, affiliata alla Jihad islamica.
Trump: "L'Iran vuole un accordo più di quanto lo voglia io"
"L'Iran vuole un accordo più di quanto lo voglia io". Lo ha detto Donald Trump ad un incontro con i principali giornalisti americani prima del discorso sullo Stato dell'Unione.
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Vai al contenutoDiplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Vai al contenutoMedia: "Polizia nelle università per reprimere proteste"
Polizia in borghese e forze di sicurezza, molte delle quali armate, hanno cercato di invadere le università ancora aperte in Iran nel tentativo di reprimere il quarto giorno di proteste studentesche contro la guida suprema, Ali Khamenei. Lo scrive il Guardian. Sono stati segnalati scontri in corso in alcuni campus, con video che mostrano risse tra la milizia sostenuta dallo stato Basji e gli studenti dell'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran. Pick-up armati di mitragliatrici sono stati fotografati parcheggiati fuori dall'Università di Teheran, con manifestazioni anche a Mashhad.
Araghchi: "Un accordo è a portata di mano"
In vista del prossimo previsto round di colloqui sul nucleare tra Teheran e Washington, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi afferma che "un accordo è a portata di mano, ma solo se verrà data priorità alla diplomazia", in una serie di post sul suo X. "Basandosi sugli accordi raggiunti nel round precedente, l'Iran riprenderà i colloqui con gli Stati Uniti a Ginevra con la determinazione di raggiungere un accordo giusto ed equo nel piu' breve tempo possibile", scrive Araghchi, ribadendo che, sebbene l'Iran "non svilupperà mai un'arma nucleare in nessuna circostanza", si rifiuta di rinunciare ai suoi diritti sulla "tecnologia nucleare pacifica". Questa sera, la tv israeliana Channel 12 ha riferito che Araghchi ha ricevuto l'approvazione dalla Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, per una bozza di controproposta in vista dei colloqui di Ginevra di giovedi', che gli Stati Uniti considererebbero come un'ultima possibilità per aumentare lo slancio diplomatico invece di scegliere di affrontare militarmente l'Iran; tuttavia, si dice che la bozza non sia stata presentata agli Stati Uniti.
Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei
In caso si arrivasse a una escalation militare, tra le opzioni sul tavolo di Donald Trump non c’è solo uno scontro bellico aperto con l’Iran ma anche eventuali attacchi mirati. E tra i bersagli in caso di decisioni drastiche potrebbe esserci anche la Guida suprema Ali Khamenei, così come suo figlio Mojtaba.
Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei
Vai al contenutoIran, viceministro: "Pronti a raggiungere accordo prima possibile"
Il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi. ha dichiarato a Ginevra, due giorni prima di un altro ciclo di colloqui sul nucleare con Washington, che Teheran e' pronta a raggiungere un accordo il prima possibile. "Entreremo nella sala dei negoziati con sincerita' e buona volonta'", ha affermato Takht-Ravanchi alla radio NPR, sperando che il buon approccio dell'Iran venga ricambiato dagli americani. "Se c'e' volonta' politica da tutte le parti, credo che l'accordo possa essere raggiunto il prima possibile", ha inoltre affermato il viceministro degli Esteri iraniano, che e' il secondo negoziatore iraniano. Il viceministro sottolinea che "l'unica discussione nel prossimo incontro di Ginevra e' la questione nucleare", in risposta a una domanda sulla proposta iraniana che verra' presentata alla parte americana nei colloqui di Ginevra.
Senatore repubblicano: "Attacco limitato all'Iran forse in pochi giorni"
Un attacco limitato all'Iran è possibile "nel giro di pochi giorni". Lo afferma il senatore repubblicano Ted Crux, definendo regime iraniano debole come non mai. Cruz ha riferito di aver parlato di recente con Donald Trump e di averlo esortato a "non perdere l'opportunità" di rovesciare il regime iraniano.
Teheran: "Un accordo sul nucleare è a portata di mano"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che un accordo sul programma nucleare del suo Paese è "a portata di mano", prima di un nuovo round di colloqui con gli Stati Uniti previsto per giovedì. L'Iran riprenderà i colloqui "determinato a raggiungere un accordo giusto ed equo, nel più breve tempo possibile", ha affermato Araghchi su X, parlando di "un'opportunità storica per concludere un accordo senza precedenti che tenga conto delle nostre preoccupazioni e dei nostri interessi reciproci". "Un accordo è a portata di mano, ma solo se si privilegia la diplomazia", ha aggiunto. Il ministro ha inoltre affermato che "l'Iran non svilupperà mai, in nessuna circostanza, un'arma nucleare; né noi iraniani rinunceremo mai al nostro diritto di sfruttare i dividendi della tecnologia nucleare pacifica per il nostro popolo".
Idf: "Spari di avvertimento contro militari dell'esercito libanese"
Le forze israeliane hanno esploso colpi di avvertimento contro militari dell'esercito libanese che stavano allestendo una postazione non coordinata in prossimità delle truppe operative nel sud del Libano. L'Idf ha dichiarato che in precedenza erano stati rivolti avvertimenti verbali e che, attraverso i canali di coordinamento e collegamento, era stata richiesta l'interruzione dei lavori. In assenza di risposta, le forze hanno aperto il fuoco a scopo di avvertimento per fermare le attività.
Tavolo asilo: "A Gjader anche un iraniano che non può essere rimpatriato"
Tra i migranti trattenuti nel centro di Gjader in Albania, c'è "anche una persona proveniente dall'Iran, nonostante l'attuale clima politico del Paese renda di fatto impossibile il rimpatrio". Lo rileva il Tavolo asilo ed immigrazione al termine di un accesso alla struttura. Trattenuta anche, prosegue il Tai, "una persona che si trovava nel Cpr di Bari e che è stato il primo soccorritore del 25enne Simo Said, deceduto il 12 febbraio all'interno del Cpr pugliese. Questo ragazzo, che dovrebbe essere sentito dalle autorità nell'ambito dell'incidente probatorio sulla morte di Simo Said, è stato inspiegabilmente portato a Gjader, e, anche alla luce di quell'evento traumatico, presenta un grave stato di sofferenza psicologica e numerosi episodi di autolesionismo che non sembrano essere stati oggetto di una rivalutazione dell'idoneità alla permanenza in Cpr". "Colpisce inoltre - si osserva - la presenza di moltissime persone che avevano un lavoro regolare in Italia, lo hanno perso e, a seguito di ciò, hanno perso anche il permesso di soggiorno: persone inserite nel tessuto sociale e lavorativo, poi trasferite coattivamente in Albania. Emerge poi un elemento che rende il meccanismo ancora più grave: almeno due delle persone incontrate erano già state trattenute a Gjader, poi riportate in Italia e ora nuovamente trasferite in Albania. Un rimbalzo forzato che evidenzia la natura profondamente lesiva e propagandistica di questo sistema". "Per la prima volta - spiega ancora il Tavolo - è stato utilizzato il carcere presente nella struttura di Gjader, per la detenzione di una persona accusata di aver commesso un reato mentre si trovava nel Cpr. Il giorno successivo la persona è stata trasferita in Italia". Il Tavolo asilo e immigrazione e la deputata dem Rachele Scarpa chiedono al governo "la sospensione immediata di tutti i trasferimenti verso il Cpr di Gjader e la chiusura del centro, struttura che continua a operare fuori dal perimetro del diritto, in un quadro di radicale contrasto con i principi fondamentali".
Tv: "12 caccia Usa F-22 atterrati in una base militare in Israele"
Dodici caccia americani F-22 sono atterrati questo pomeriggio in una delle basi dell'aeronautica militare israeliana nel sud del Paese, nell'ambito del dispiegamento degli Stati Uniti in Medio Oriente. Lo riferisce il notiziario della tv pubblica israeliana Kan. Si tratta dei caccia più avanzati al mondo - solo gli Usa li hanno in dotazione - sono in grado di penetrare nel territorio nemico e neutralizzare i sistemi di difesa aerea e i radar. È possibile che la scelta americana di schierare lo squadrone F-22 in Israele - ha commentato Kan - derivi dalla prontezza di Israele a fronteggiare attacchi missilistici in seguito all'esperienza della guerra dei 12 giorni con l'Iran di giugno. Come parte dell'esperienza appresa in quell'occasione, Israele ha regolamentato la definizione di "economia essenziale in tempi di emergenza", che entrerà in vigore in caso di una significativa restrizione imposta dallo Stato al recarsi al lavoro. Secondo le definizioni, il settore high-tech, che si occupa della fornitura di servizi di comunicazione, programmazione, informazione e comunicazione, nonché di infrastrutture e laboratori nei settori della cybersecurity, della tecnologia medica e dell'energia, sarà considerato un'economia essenziale in tempi di emergenza, a causa del suo significativo valore economico.
Abdelatty a Lavrov: "Lavoriamo a una soluzione pacifica per nucleare Iran"
L'Egitto prosegue nei suoi sforzi per creare un ambiente favorevole alla ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e per promuovere una soluzione pacifica e consensuale che serva gli interessi di tutte le parti coinvolte e affronti le preoccupazioni relative al programma nucleare iraniano, contribuendo così a prevenire un'ulteriore escalation delle tensioni nella regione. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in una conversazione telefonica con il suo omologo russo, Sergey Lavrov. La conversazione - riferisce una nota del ministero - "rientrava nel regolare coordinamento e nelle consultazioni tra i due Paesi in merito alle relazioni bilaterali e alle questioni regionali e internazionali di interesse comune". Abdelatty ha sottolineato l'importanza di una de-escalation e di un contenimento delle crescenti tensioni.
Ambasciata Usa in Israele fornirà servizi consolari negli insediamenti
L'Ambasciata degli Stati Uniti in Israele ha annunciato che, per la prima volta, offrirà servizi consolari ai cittadini americani direttamente oltre la Linea Verde, partendo dall'insediamento israeliano di Efrat. Sul suo canale su X, l'Ambasciata ha comunicato che ''nell'ambito dell'iniziativa 'Freedom 250' e degli sforzi dell'Ambasciata per raggiungere tutti gli americani, i funzionari consolari forniranno servizi di routine per il rilascio dei passaporti a Efrat venerdì 27 febbraio, e, nei prossimi due mesi a Ramallah, Beitar Illit, Haifa, Gerusalemme, Netanya e Beit Shemesh. Saremo in ognuna di queste località solo per un giorno'', si legge nel post.
Netanyahu: "Completeremo l'opera, Hamas sarà disarmato e Gaza smilitarizzata"
"Bisogna completare l'opera: è concordato con la forza internazionale, con il Board of peace, che Hamas deve deporre le armi e noi dobbiamo smilitarizzare Gaza. Come siamo soliti dire: o accadrà per la via facile, o accadrà per la via difficile, ma accadrà. Poi bisogna garantire che Gaza non torni a costituire una minaccia per Israele. C'è una sola forza che può garantirlo, ed è, naturalmente, che la responsabilità della sicurezza rafforzata sarà nostra". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando alla conferenza dei dirigenti dello Shin Bet, come rriferisce il suo ufficio.
Netanyahu: "Costruiamo nuovo asse contro quello sciita e dei Fratelli musulmani"
"Siamo sfidati da un lato da un asse sciita ferito, ma anche dall'asse sunnita dei Fratelli Musulmani. E noi abbiamo un forte interesse a creare un nostro asse. Un asse dei Paesi che si oppongono ai due assi dell'estremismo islamico. Questo comprende molti Stati. Alcuni ci fanno visita, anche in questi giorni. Altri, siamo noi a visitarli. Parlo di un intero cerchio che abbraccia il Medio Oriente". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu alla conferenza dei dirigenti dello Shin Bet, come riferisce il suo ufficio. "Voglio usare un'espressione biblica, adatta a Purim: 'Dall'India all'Etiopia'. Siamo abbastanza vicini. E anche ciò che sta in mezzo e fino al Mediterraneo. Un nuovo asse".
Intesa S.Egidio,Vicariato,Sapienza per accogliere studenti Gaza
E' stato siglato oggi dalla rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, dal cardinale vicario Baldo Reina della Diocesi di Roma e dal presidente della Comunita' di Sant'Egidio Marco Impagliazzo, il protocollo di intesa che prevede una serie di agevolazioni per le studentesse e gli studenti di Gaza. I ragazzi e le ragazze potranno studiare alla Sapienza, alloggiare nelle residenze universitarie della Diocesi di Roma e frequentare le scuole di italiano per stranieri della Comunita' di Sant'Egidio. "Sin dall'inizio dell'escalation militare su Gaza, Sapienza ha ritenuto di non potersi limitare a prese di posizione formali. Di fronte a una crisi umanitaria che colpisce in modo drammatico la popolazione civile, e in particolare bambine e bambini, un'universita' pubblica - ha dichiarato la rettrice Polimeni - ha il dovere di agire, mettendo a disposizione competenze, strutture e comunita'. In questi mesi abbiamo scelto di prenderci cura delle persone: offrendo assistenza sanitaria ai piccoli pazienti provenienti da Gaza attraverso il Policlinico Umberto I, garantendo continuita' alla formazione di studentesse, studenti e docenti palestinesi, attivando borse di studio e percorsi di accoglienza perche' il diritto allo studio non venga cancellato dalla guerra. L'accordo che firmiamo oggi rafforza questo impegno e lo fa attraverso una rete fondata sulla responsabilita' condivisa, insieme alla Diocesi di Roma e alla Comunita' di Sant'Egidio, che ringrazio per la collaborazione e la sensibilita' dimostrate. E' un'ulteriore azione concreta a favore dei giovani di Gaza: prendersi cura, per Sapienza, significa coltivare futuro, e farlo insieme e' l'unico modo per renderlo possibile".
Segretario generale Olp: "Hamas non è un'organizzazione terroristica"
"Tutti i discorsi sul disarmo di Hamas e la sua definizione come organizzazione terroristica sono inaccettabili. Hamas non è un'organizzazione terroristica". Lo ha affermato in un'intervista pubblicata dal giornale egiziano Shorouk News Azzam al-Ahmad, segretario generale del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp). Al-Ahmad è stato eletto lo scorso maggio alla guida dell'organo che riunisce diverse sigle palestinesi - non Hamas né la Jihad Islamica - ed è presieduto da Abu Mazen, presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese. L'esponente dell'Olp condanna la comunità internazionale perché "non vuole che Hamas abbia alcun ruolo nella Striscia di Gaza, noi lo respingiamo categoricamente perché Hamas fa parte del movimento nazionale palestinese. È vero che non hanno ancora aderito all'Olp, ma siamo impegnati in un dialogo nazionale continuo con loro per soddisfare i requisiti per la loro adesione". Al-Ahmad ha specificato che i contatti sono avviati anche per una possibile adesione della Jihad Islamica all'organizzazione ombrello palestinese e ha lasciato intendere che, alle elezioni comunali palestinesi convocate per aprile, potranno prendere parte anche membri di Hamas e della Jihad Islamica perché non sarà necessario aderire al programma dell'Olp e ai suoi obblighi internazionali, tra cui il riconoscimento di Israele. Nell'intervista, Al-Ahmad ha puntato il dito sulla mancanza di solidarietà nei confronti della causa palestinese da parte dei Paesi arabi.
Netanyahu: "Troppe armi illegali nel Paese, non vogliamo un far west"
Facendo riferimento alla criminalità nella comunità araba israeliana, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che "ci sono centinaia di migliaia di armi illegali. Queste scorte devono essere ridotte, eliminate. Questa è una missione importante, che ovviamente riguarda anche la criminalità nel settore arabo. Vogliamo uno Stato di diritto e non un Far West". Lo riferisce l'ufficio del premier. Netanyahu ha parlato alla conferenza dei dirigenti dello Shin Bet
Giovane ucciso a Rameh, città araba nel nord di Israele
Un giovane è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Rameh, città araba nel nord di Israele. La polizia ritiene che si tratti di un omicidio nell'ambito dell'ondata di violenza criminale che sta scuotendo la comunità araba israeliana. Dall'inizio dell'anno sono state uccise 57 persone.
Nucleare, Iran: "Pronti a fare necessario per accordo con Usa"
L'Iran e' pronto a fare "tutto il necessario" per raggiungere un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti. Lo ha detto il viceministro degli Esteri di Teheran, Majid Takht-Ravanchi, in vista dei colloqui previsti tra i due paesi questa settimana. "Vogliamo fare tutto il necessario per realizzarlo. Entreremo nella sala negoziale di Ginevra con tutta sincerita' e buona volonta'", ha dichiarato Takht-Ravanchi in un'intervista a NPR rilanciata dalla Cnn. "Se c'e' la volonta' politica da tutte le parti, credo che l'accordo possa essere raggiunto il prima possibile". Il vice ministro iraniano ha affermato che qualsiasi potenziale attacco degli Stati Uniti all'Iran sarebbe una "vera scommessa" e avrebbe un impatto sull'intera regione, ribadendo al contempo che il suo Paese risponderebbe "in conformita' con la nostra pianificazione difensiva". Alla domanda se il programma missilistico balistico dell'Iran o altre questioni sarebbero state discusse nei negoziati di questa settimana, Takht-Ravanchi ha affermato che "l'unico argomento" dei prossimi colloqui e' la "questione nucleare".Secondo alcune fonti , il Segretario di Stato Marco Rubio dovrebbe informare i legislatori sull'Iran questo pomeriggio, poche ore prima del discorso sullo stato dell'Unione del Presidente Donald Trump.
Cnn: le priorità di Trump giuste per il 32% degli americani
Solo il 32% degli americani ritiene che Donald Trump abbia le giuste priorità. E' quanto emerge da un sondaggio di Cnn, che conferma la difficoltà del presidente in vista del discorso sullo Stato dell'Unione. La rilevazione mette in evidenza come il gradimento di Trump fra gli adulti è al 36% e un 61% degli interpellati è convinto che le sue politiche stiano spingendo il paese nella direzione sbagliata.
Giordania cancella riferimenti a Israele in Parlamento, lo Stato ebraico condanna
Il ministero degli Esteri israeliano con un post su X "condanna categoricamente la decisione presa ieri dal Parlamento della Giordania di cancellare ogni riferimento a Israele dai suoi verbali parlamentari". "Questa decisione è contraria allo spirito del Trattato di pace, mantenuto per oltre trent'anni. Deve essere denunciato da tutti coloro che si sforzano di costruire una regione di tolleranza e comprensione", ha aggiunto il ministero.
Usa spostano 12 Stealth F-22 in Medio Oriente dopo una sosta in Gb
Secondo i dati di tracciamento dei voli open source e gli osservatori di aerei, l'esercito americano ha iniziato a spostare 12 caccia stealth F-22 verso il Medio Oriente, dopo che nei giorni scorsi erano stati di stanza in una base aerea nel Regno Unito. Nelle immagini pubblicate si vedono gli F-22 decollare da Lakenheath, in Inghilterra, e agganciarsi agli aerei rifornitori KC-46, mentre si dirigono verso la regione. I caccia stealth erano arrivati ;;a Lakenheath la settimana scorsa e vi erano rimasti per diversi giorni. Il movimento dei jet rientra nel massiccio rafforzamento delle forze militari degli Stati Uniti in Medio Oriente, mentre il presidente Donald Trump valuta se intraprendere un'azione militare contro l'Iran. Decine di aerei da combattimento, tra cui F-35, F-22, F-15 e F-16, sono stati avvistati diretti in Medio Oriente dalla Military Air Tracking Alliance, un team di 30 analisti open source che studia regolarmente l'attività di volo militare e governativa negli ultimi giorni. Il team afferma di aver monitorato anche decine di autocisterne di carburante al seguito, nonché centinaia di voli cargo diretti nella regione da metà febbraio, come riporta Times of Israel.
Hamas chiede sanzioni contro Israele per misure adottate in Cisgiordania
Hamas ha chiesto sanzioni contro Israele, accogliendo con favore la condanna congiunta di quasi 20 Paesi delle nuove misure israeliane volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania occupata. Lo riporta Ahram online. Il governo israeliano ha approvato una serie di misure questo mese, tra cui l'avvio di una procedura per registrare i terreni in Cisgiordania come "proprietà statale" e consentire agli israeliani di acquistarli direttamente. Hamas, in una dichiarazione, ha esortato i Paesi coinvolti "a imporre sanzioni deterrenti ed esercitare pressioni sul governo fascista di occupazione affinché ponga fine alle sue politiche volte a consolidare l'annessione, gli insediamenti coloniali e gli sfollamenti forzati". L'espansione degli insediamenti ha coinciso anche con un aumento della violenza dei coloni contro i palestinesi in alcune parti della Cisgiordania, spingendo le Nazioni Unite e i governi europei a chiedere ripetutamente responsabilità e moderazione.
Iran, Mojahedin: "Scontri vicino a residenza Khamenei a Teheran"
Pesanti scontri si sono verificati ieri a Teheran, "nei pressi del quartier generale di Khamenei, tra i Guardiani della Rivoluzione (Irgc) e combattenti dell'Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (Pmoi/Mek), gruppo di opposizione ritenuto terrorista dal regime. Secondo un comunicato diffuso dalla stessa Pmoi/Mek - che cita sue fonti interne al Paese - oltre 100 militanti del gruppo sono stati uccisi, feriti e arrestati negli scontri. Il "complesso Motahari" a Teheran e' un'area altamente sorvegliata e fortificata che ospita tra le altre cose il quartier generale e la residenza della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei. I Mojahedin sostengono che "le vittime nemiche all'interno del quartier generale di Khamenei siano state ingenti, ma non sono disponibili cifre precise". Diversi siti affiliati al regime, ricorda Pmoi/Mek, hanno riportato ieri mattina di "rumore di esplosioni" nella zona avevano riportato di esplosioni. Successivamente, l'agenzia di stampa Arya ha segnalato attacchi simultanei alla residenza di Khamenei e al Consiglio supremo di Sicurezza nazionale nella zona.
Iran: "Un attacco Usa sarebbe un azzardo, ci difenderemo"
L'Iran ritiene che un attacco da parte degli Stati Uniti sarebbe "un azzardo" e ha ribadito di essere pronto a difendersi in un eventuale conflitto con gli Usa. "A nostro avviso, questo è un vero azzardo. Speriamo che ciò non accada, ma in ogni caso, se verrà perpetrato un attacco o un'aggressione contro l'Iran, risponderemo secondo la nostra pianificazione difensiva", ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, in un'intervista alla radio statunitense Npr, come riferisce Mehr. "Tutti dovrebbero sapere che iniziare una guerra è possibile, ma porvi fine non è facile", ha aggiunto Takht-Ravanchi, funzionario coinvolto nei colloqui sul dossier nucleare con Washington, che sono ripresi nelle scorse settimane mentre un nuovo incontro tra delegazioni è previsto giovedì a Ginevra. "Siamo pronti a raggiungere un accordo il più rapidamente possibile. Faremo tutto il necessario per realizzarlo", ha detto a proposito dei colloqui Takht-Ravanchi, aggiungendo che "se ci sarà volontà politica da tutte le parti, credo che si possa raggiungere un accordo il più rapidamente possibile".
Wp: "Oltre 150 aerei militari Usa in Europa e Mo mentre si valuta attacco a Iran"
Gli Stati Uniti hanno dispiegato più di 150 aerei militari nelle basi in Europa e in Medio Oriente mentre Donald Trump valuta un possibile attacco all'Iran. Lo riporta il Washington Post citando l'analisi di immagini satellitari. L'attuale presenza di forze militari statunitensi nella regione è la più massiccia da decenni, da prima della guerra in Iraq del 2003.
Iran, procuratore generale: "Contrastare proteste in università"
Il procuratore generale dell'Iran, Mohammad Movahedi-Azad, ha lanciato l'allarme sulle proteste anti-regime che vanno avanti da quattro giorni in diverse universita' del Paese, chiedendo agli organi competenti di "agire con decisione e legalita'" per riportare la situazione sotto controllo. "Non dobbiamo permettere che venga violata l'integrita' dei nostri centri scientifici, pertanto le autorita' responsabili devono individuare rapidamente gli elementi rilevanti e intraprendere azioni decise contro di loro", ha dichiarato il procuratore come riporta la Bbc in farsi. "Ogni volta che il regime ha intrapreso la strada dei negoziati, alcuni movimenti guidati dal nemico hanno cercato di infiammare lo spazio interno", ha aggiunto Movahedi-Azad. "Non bisogna permettere che tali azioni continuino", ha ammonito il procuratore generale.
Rubio informa i leader del Congresso sull'Iran
Il segretario di stato Marco Rubio informerà nelle prossime ore i leader del Congresso sull'Iran. Lo riferiscono i media americani. L'informativa arriva mentre Donald Trump sta valutando un possibile attacco contro Teheran. L'incontro sarà alla Casa Bianca e vi parteciperanno i vertici di Camera e Senato, ma anche i membri principali delle commissioni di intelligence del Congresso.
Farnesina: "Confermati programmi assistenza Palestina e Cuba"
Il ministero degli Esteri precisa che i programmi di Cooperazione allo Sviluppo per le popolazioni di paesi come Cuba e soprattutto la Palestina non verranno interrotti e anzi, in particolare per la Palestina, verranno sottoposti a una intensificazione. Lo precisa la Farnesina. Durante una riunione del Tavolo tecnico di confronto MAECI-Regioni che si e' svolta ieri, il direttore generale della Cooperazione aveva indicato che 2 progetti per Cuba e la Palestina presentati dall'ANCI dovevano essere reindirizzati su singole regioni, che sono gli enti preposti alla possibilita' di avviare questi progetti. Un esponente regionale ha interpretato in maniera errata le informazioni offerte durante la riunione, spiega il ministero. A Cuba sono attualmente in corso 28 progetti di cooperazione italiana per la popolazione per un valore di 44,5 milioni di euro, mentre in Palestina sono in corso 128 iniziative per un valore di 298 milioni. Altri progetti della Cooperazione sono allo studio. Soltanto la settimana scorsa la struttura del Governo guidata dall'Ambasciatore Bruno Archi ha concluso una missione ad Abu Dhabi e Riad (dopo missioni analoghe in Egitto e Giordania) per verificare come far ripartire missioni di collaborazione e cooperazione sanitaria, umanitaria e amministrativa per Gaza e la Cisgiordania. (
Casa Bianca: "Operazione di giugno in Iran è stata un successo"
"L'operazione Midnight Hammer è stata un successo che ha distrutto i siti nucleari iraniani. Questo non significa che l'Iran non potrà mai più tentare di avviare un programma nucleare che potrebbe minacciare direttamente gli Stati Uniti". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt rispondendo a chi le chiedeva come mai il presidente volesse attaccare l'Iran sul nucleare dopo aver dichiarato che i siti erano stati distrutti nel raid di giugno scorso nel Paese.
A Gaza almeno 11.000 pazienti oncologici senza cure, Francia valuta aiuti
La Francia sta valutando la fornitura di cure oncologiche ai pazienti di Gaza presso la sede egiziana dell'ospedale Gustave Roussy, mentre un gran numero di persone, circa 11 mila, sperano nella Striscia di potersi curare. Il ministro egiziano della Salute Khaled Abdel-Ghaffar ha incontrato l'ambasciatore francese in Egitto Éric Chevallier per discutere della fornitura di supporto medico e umanitario ai pazienti oncologici provenienti dalla Striscia di Gaza, in particolare bambini, assegnando posti letto presso la filiale egiziana di Gustave Roussy ai pazienti di Gaza durante una fase iniziale di sei mesi. La proposta include anche la possibilità di indirizzare i casi che richiedono un intervento medico avanzato alla sede centrale dell'istituto in Francia. Il ministero egiziano selezionerà i casi di cancro più urgenti a Gaza per il trattamento, in collaborazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la Mezzaluna Rossa egiziana, il settore di medicina terapeutica del Ministero e la Direzione Sanitaria del Sinai del Nord. L'Egitto ha accolto migliaia di feriti e malati cronici palestinesi nei suoi ospedali dall'inizio della guerra. Secondo le organizzazioni sanitarie palestinesi, ci sono circa 11.000 pazienti che attualmente non hanno accesso a cure oncologiche specialistiche o diagnostiche all'interno di Gaza. Circa 4.000 pazienti, che sono stati indirizzati verso ospedali fuori dalla Striscia, sono in attesa da oltre due anni per poter viaggiare. L'Istituto Gustave Roussy è un centro di ricerca e cura del cancro di fama mondiale, situato a Villejuif, in Francia, classificato come il miglior centro oncologico in Europa e tra i primi 5-10 a livello mondiale. È specializzato in medicina personalizzata, immunoterapia e cure complesse per adulti e bambini.
Iran, la Casa Bianca ribadisce: "Trump aperto all'uso della forza letale"
La prima opzione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sempre la diplomazia, ma è disposto a usare la forza letale se necessario, ha dichiarato ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, interpellata sull'escalation di tensione con l'Iran. Lo riporta l'agenzia Reuters. Ai giornalisti che le chiedevano se Trump considerasse l'Iran una minaccia, la portavoce ha risposto: "Gridano 'morte all'America' quindi ditemelo voi se e' una minaccia".
Iran, ex vice presidente: "L'attacco Usa evitabile, Ginevra sarà decisiva"
L'attacco all'Iran "non è inevitabile", ma gli Stati Uniti devono "tornare con i piedi per terra" nelle loro richieste sul nucleare. I colloqui in programma a Ginevra potrebbero rappresentare "una svolta concreta", in un senso o nell'altro, segnando un passaggio decisivo tra un'intesa e un'ulteriore escalation. Lo afferma in un'intervista all'Adnkronos Sasan Karimi, accademico e analista politico iraniano, docente alla Facoltà di Studi Mondiali dell'Università di Teheran, già vice presidente aggiunto per gli Affari Strategici.
"Non esiste, a mio avviso, una deadline formale per i negoziati. Ma questo è un passaggio che può rappresentare una svolta concreta, nel senso che gli sviluppi potrebbero andare in una direzione completamente positiva o completamente negativa", sostiene Karimi in vista del terzo round di colloqui tra Teheran e Washington in Svizzera. Secondo l'analista, che era il vice di Mohammad Javad Zarif quando era vice presidente (tra agosto 2024 e marzo 2025), l'esito "influenzerà in modo significativo" le relazioni tra i due Paesi, nonché "la stabilità regionale, la sostenibilità energetica e le relative considerazioni strategiche".
Il docente ritiene che in quest'ultimo ciclo di negoziati, iniziato in Oman lo scorso 6 febbraio, l'Iran stia adottando "un approccio estremamente pratico e obiettivo" e sia disposto a "dimostrare la massima flessibilità possibile poiché non vi è più spazio per ulteriori manovre da entrambe le parti". Se i negoziati di giovedì dovessero fallire, precisa, "ciò suggerirebbe che gli Stati Uniti stanno avanzando richieste eccessive. In tal caso, non sarebbe possibile per l'Iran rispondere positivamente".
Media: "Trump frustrato dai limiti di un'operazione militare in Iran"
Donald Trump sempre più frustrato dall'Iran. Al presidente è stato infatti detto che qualsiasi attacco contro Teheran non sarà di certo un colpo singolo e decisivo, come avvenuto in Venezuela. Attacchi limitati potrebbero infatti portare a uno scontro più ampio, trascinando gli Stati Uniti in un conflitto prolungato in Medio Oriente. Lo riporta Cbs citando alcune fonti. Le valutazioni militari arrivano mentre Trump attende l'esito del nuovo round di trattative a Ginevra e valuta l'attacco in Iran. Il presidente vorrebbe un'azione militare decisa per dare maggiore forza agli Stati Uniti al tavolo negoziale e starebbero spingendo sui suoi consiglieri affinché propongano opzioni per un attacco punitivo che costringa Teheran ad accettare le condizioni di Washington. Finora i vertici militari non sono stati in grado di offrirgli garanzie.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
Vai al contenutoPizzaballa: "La pace va preparata, non verrà dall'altro, non verrà dagli accordi"
“Abbiamo bisogno proprio dal basso, nella realtà del territorio, di fare rete con tutti quelli che, in un modo o nell'altro, anche se abbiamo opinioni diverse su tante cose, però riconoscono il bisogno di riconoscersi innanzitutto. Quello che sta accadendo è che uno nega l'esistenza dell'altro”, ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, nel suo intervento da remoto all’incontro “Per continuare a parlare di pace” nella Sala Fanti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a Bologna.
“È un'illusione, perché siamo qui, viviamo qui condividiamo lo stesso territorio – ha aggiunto –. Quindi, negare uno l'esistenza dell'altro, negare i titoli di studio palestinesi, negare il catasto palestinese non significa che i palestinesi spariscano. Negare l'esistenza di Israele, va detto, non ha molto senso, Israele c'è”. “Dobbiamo trovare nel territorio le persone, le organizzazioni, le realtà civili e, insisto, anche religiose, perché qui la religione ha un ruolo pubblico molto importante, che riconoscono uno l'esistenza dell'altro”, ha proseguito.
“Quello che si costruisce nella violenza e nella forza e nell'ingiustizia fallisce. È solo questione di tempo – ha poi spiegato –. Dobbiamo essere pronti, perché, quando si dovrà ricostruire, ci sarà bisogno di chi nella ricostruzione ci crede, chi nell'altro ci crede”. “La pace, in questo momento, ha bisogno di essere preparata. Non verrà dall'altro, non verrà dagli accordi, verrà da chi qui nel territorio, poco alla volta, con pazienza, con fatica, ricominciando magari anche ogni volta da capo, è disposto a mettersi in gioco per fare qualcosa di bello insieme agli altri”.
Wafa, un uomo ucciso e diversi feriti da un drone israeliano a Gaza
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che uomo è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un attacco con un drone israeliano a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza. Secondo Wafa il drone ha colpito un gruppo di civili che erano riuniti.
Pasdaran conducono esercitazioni militari nel sud dell'Iran
Le Guardie della Rivoluzione in Iran stanno conducendo esercitazioni sulle coste meridionali del Golfo, secondo quanto riportato dai media statali. "L'esercitazione combinata 1404 (2026) delle Forze di Terra dell'Irgc è iniziata", ha riferito la Tv di Stato, riferendosi a quest'anno sia nel calendario iraniano che in quello gregoriano. Le esercitazioni si concentrano sulle coste meridionali, ma esercitazioni simili si stanno svolgendo in altre parti dell'Iran, ha aggiunto il rapporto.
Media: "In caso di massiccio attacco, Usa hanno autonomia di soli 5 giorni"
Nonostante l'imponente schieramento di forze militari nella regione, tra cui due portaerei, Israele ritiene che gli Stati Uniti abbiano la capacità di sostenere solo quattro o cinque giorni di intenso attacco aereo contro l'Iran. Lo ha detto un funzionario dell'intelligence israeliana al Financial Times, aggiungendo che le forze americane potrebbero proseguire con attacchi di minore intensità per una settimana.
Iran, media: "Gli Usa hanno trasferito oltre 150 velivoli in basi in Europa e Medio Oriente"
L'esercito degli Stati Uniti ha rafforzato la sua presenza nei pressi dell'Iran e ha trasferito oltre 150 velivoli in basi in Europa e Medio Oriente dalla fine del secondo round di colloqui tra Washington e Teheran, conclusosi senza una svolta il 17 febbraio. Lo riporta il Washington Post facendo riferimento ai dati di tracciamento dei voli disponibili al pubblico e delle immagini satellitari esaminate.
Iran, Trump valuta 3 opzioni: dalla diplomazia alla caduta del regime
Dopo aver ordinato il più grande rafforzamento militare americano in Medio Oriente dai tempi della guerra in Iraq, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, deve decidersi come muoversi sull'Iran. Lo evidenzia la Cnn, spiegando che le opzioni sul tavolo sono tre e tutte ben delineate: lasciare spazio alla diplomazia, ordinare un attacco limitato oppure lanciare un'operazione su larga scala per tentare di rovesciare il regime.
Secondo l'emittente, Trump potrebbe scegliere di non ordinare alcuna azione militare, confidando che la presenza di due portaerei, decine di navi da guerra al largo delle coste iraniane e di un centinaio di caccia convinca Teheran a stringere un accordo. In alternativa, potrebbe autorizzare raid mirati contro siti militari, installazioni legate al programma nucleare o strutture dei Guardiani della Rivoluzione, per costringere l'Iran ad abbandonare ogni capacità di costruire armi atomiche.
L'opzione più radicale sarebbe un attacco su larga scala mirato a far cadere la Repubblica islamica, anche se resta l'incognita sul dopo: l'Amministrazione non avrebbe un quadro chiaro su chi potrebbe sostituire l'attuale leadership né garanzie che un'operazione massiccia porterebbe alla caduta del regime.
Resta incerto anche se un attacco convincerebbe Teheran a negoziare o rafforzerebbe la sua determinazione a resistere. Funzionari regionali ritengono che l'Iran difficilmente tornerebbe al tavolo dopo un raid, qualunque sia la sua portata. Un attacco comporterebbe inoltre il rischio di ritorsioni contro obiettivi americani in Medio Oriente, eventualità più volte segnalata a Trump nei briefing delle ultime settimane.
Secondo la Cnn, non è chiaro anche cosa il capo della Casa Bianca voglia ottenere esattamente, perché stia valutando un'azione proprio ora e su quali basi legali potrebbe fondarsi per lanciare un secondo attacco contro l'Iran in otto mesi. Intanto resta fissato per giovedì a Ginevra un nuovo round di colloqui tra le parti.
"Tutto ciò che è stato scritto su una potenziale guerra con l'Iran è stato scritto in modo errato, e intenzionalmente. Sono io a prendere le decisioni, preferirei raggiungere un accordo piuttosto che non farlo, ma se non raggiungeremo un accordo, sarà un giorno molto brutto per quel Paese e, purtroppo, per la sua gente, perché sono persone fantastiche e meravigliose, e una cosa del genere non avrebbe mai dovuto accadere loro", ha scritto Trump ieri su Truth Social, rinnovando la richiesta a Teheran di scegliere l'opzione diplomatica. Le parti hanno però linee rosse apparentemente inconciliabili: Trump chiede che all'Iran non sia consentito arricchire uranio, mentre Teheran rivendica questo diritto.
I Pasdaran avviano esercitazioni militari vicino al Golfo
Le forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione islamica in Iran hanno iniziato esercitazioni militari vicino nel Sud del Paese e sulle isole del Golfo. Lo ha annunciato la tv di Stato Irib. Tre le unità che prendono parte alle manovre figurano le forze missilistiche, le unità di artiglieria e droni e le forze speciali.
Israele: "Colpiremo in Libano se Hezbollah partecipa a guerra tra Usa e Iran"
Israele colpirà duramente il Libano, prendendo di mira le infrastrutture civili, tra cui l'aeroporto di Beirut, nel caso in cui Hezbollah venisse coinvolto in una guerra tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta il Times of Israel citando un messaggio inviato da Israele al Libano.

©Ansa
Media: "Secondo fonti intelligence di Israele, Usa hanno potenza aerea limitata per attacco all'Iran"
Anche dopo l'arrivo della portaerei Gerald Ford e del suo gruppo d'attacco nella zona gli Stati Uniti avrebbero una capacità militare di attacco all'Iran limitata a 'quattro, cinque giorni', o di una settimana nel caso di attacchi di minore intensità. Questo secondo la valutazione di una fonte dell'intelligence di Gerusalemme citata dal Financial Times oggi e riportata dai media israeliani.
Quarto giorno di proteste anti-regime nelle università
Continuano per il quarto giorno consecutivo, e nonostante le minacce di repressione da parte del governo, le manifestazioni di protesta in diverse università iraniane. Secondo alcune fonti citate da Radio Farda, sit-in di protesta si tengono negli atenei di Al-Zahra, Sharif e Khajeh Nasir Tooji a Teheran. Alla Sharif University, gli studenti cantano "Finche' il mullah non sarà sepolto, questa patria non sarà una patria", mentre alla Khajeh Nasir, le forze paramilitare dei Basij usato gas lacrimogeni e spray al peperoncino contro gli studenti. L'Università di Scienza e Tecnologia di Teheran è stata anche oggi teatro delle proteste, con studenti che hanno scandito numerosi slogan contro il regime. La mobilitazione degli universitari ha raggiunto anche Mashhad, Isfahan. Tra gli slogan scanditi dai ragazzi, anche quelli a favore del ritorno del figlio dell'ultimo scià, il principe Reza Pahlavi, esiliato dopo la Rivoluzione islamica del 1979. La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, ha commentato le proteste degli studenti avvertendo che prendere di mira "luoghi sacri o la bandiera sono le ue linee rosse" che per il regime non vanno oltrepassate.
Reuters: "Iran vicino ad accordo con la Cina per l'acquisto di missili antinave supersonici"
L'Iran è vicino a un accordo con la Cina per l'acquisto di missili da crociera antinave, proprio mentre gli Stati Uniti schierano una vasta forza navale vicino alla costa iraniana in vista di possibili attacchi alla Repubblica islamica. Lo riferisce il sito di Reuters. L'accordo per i missili CM-302 di fabbricazione cinese è quasi concluso, sebbene non sia stata ancora concordata una data di consegna, hanno affermato fonti. I missili supersonici hanno una gittata di circa 290 chilometri e sono progettati per eludere le difese navali volando bassi e veloci. Il loro dispiegamento aumenterebbe significativamente le capacità di attacco dell'Iran e rappresenterebbe una minaccia per le forze navali statunitensi nella regione, hanno affermato due esperti militari. I negoziati con la Cina per l'acquisto di sistemi d'arma missilistici, iniziati almeno due anni fa, hanno subito una forte accelerazione dopo la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran a giugno, secondo sei persone a conoscenza dei colloqui, tra cui tre funzionari informati dal governo iraniano e tre responsabili della sicurezza. Mentre i colloqui entravano nella fase finale la scorsa estate, alti funzionari militari e governativi iraniani si sono recati in Cina, tra cui Massoud Oraei, viceministro della Difesa iraniano. "Sarebbe una vera svolta se l'Iran avesse la capacità supersonica di attaccare le navi nella zona", ha affermato Danny Citrinowicz, ex ufficiale dell'intelligence israeliana e ora ricercatore senior sull'Iran presso il think tank israeliano Institute for National Security Studies. "Questi missili sono molto difficili da intercettare".
Pizzaballa: "A Gaza situazione grave, circolo vizioso da quale non si capisce come uscire"
"La ricostruzione non è ancora incominciata. La situazione resta molto grave. Soprattutto poi non si capisce che prospettive ci saranno per Gaza", lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca dei Latini a Gerusalemme, nel suo intervento da remoto all'incontro "Per continuare a parlare di pace” nella Sala Fanti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna a Bologna. "La situazione, comunque, della governance non è chiara - ha proseguito -. Israele non vuole permettere la ricostruzione, se Hamas non consegna le armi. Hamas non vuole consegnare le armi, se Israele non si ritira. È un circolo vizioso dal quale non si capisce come se ne esce. È un dato di fatto, comunque, che la situazione è molto caotica all'interno e non si capisce come e quando si evolverà".
Media: "Continuano le proteste nelle università in Iran"
Anche oggi, per il quarto giorno consecutivo, si sono tenute manifestazioni di protesta contro la Repubblica islamica in vari atenei iraniani. Secondo quanto riferisce il canale dissidente iraniano, con sede a Londra, 'Iran International', gli studenti dell'università tecnologica di Isfahan si sono radunati oggi intonando slogan a favore dello Scià di Persia, nel contesto delle tensioni tra Teheran e Washington mentre il figlio dello scià, Reza Pahlavi, ha più volte invitato gli iraniani a protestare contro la Repubblica islamica. Un gruppo di studenti e laureati provenienti da università d'arte iraniane ha annunciato la costituzione di quella che hanno chiamato "Associazione Nazionale d'Arte del Leone e del Sole dell'Iran", esprimendo a Pahlavi mentre slogan a favore dello scià sono stati intonati anche dagli studenti presso l'università della Scienza e della Tecnologia di Teheran, mentre secondo la newsletter universitaria dell'Università della Tecnologia 'Khajeh Nasir', sempre nella capitale iraniana, le forze di sicurezza avrebbero sparato gas lacrimogeni contro gli studenti all'interno dell'atrio del campus. A Teheran si sono tenuti sit-in di protesta anche da parte degli studenti della Facoltà di scienze mediche dell'Università della capitale e dell'Università di Alzahra, mentre secondo alcune fonti, sempre citate da 'Iran International', le forze di sicurezza e i membri del gruppo paramilitare Basij sono entrati all'Università di Alzahra per cercare di impedire il raduno.
Araghchi sente il ministro degli Esteri degli Emirati: "Tutelare gli interessi e la stabilità"
Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il collega emiratino Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Al centro dello scambio di vedute, riferiscono i media iraniani, gli sviluppi nella regione e a livello internazionale e gli esiti degli ultimi colloqui indiretti tra Teheran e Washington, con la mediazione dell'Oman, sul controverso programma nucleare della Repubblica Islamica. I due ministri, riportano ancora i media iraniani, hanno evidenziato l'importanza di "continue consultazioni" e del "coordinamento" tra i Paesi della regione, sottolineando la "necessità di tutelare gli interessi condivisi" e "mantenere stabilità e sicurezza nella regione".
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Vai al contenutoMedia: "Witkoff e Kushner determinanti nelle decisioni che prenderà Trump"
Le valutazioni dell'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e del consigliere del presidente americano Jared Kushner saranno determinanti nella decisione che Donald Trump prenderà a proposito degli attacchi contro l'Iran. Perché saranno loro a valutare se Teheran sta tergiversando su un accordo per rinunciare alla sua capacità di produrre armi nucleari. Lo scrive il Guardian citando in esclusiva fonti ben informate sui colloqui. Trump non ha ancora preso una decisione definitiva in merito agli attacchi, mentre attende la proposta iraniana prima di quello che i funzionari hanno descritto come l'ultimo disperato round di negoziati, previsto per giovedì a Ginevra. In caso di mancato accordo, Trump ha detto ai suoi consiglieri che sta valutando attacchi limitati per fare pressione sull'Iran e, in caso contrario, un attacco più ampio per imporre un cambio di regime.
Un funzionario statunitense ha spiegato che Witkoff fa parte del gruppo che consiglia Trump rispetto all'Iran ed è stato coinvolto in tutti gli incontri relativi alla questione. Trump ha ricevuto numerosi briefing sulle opzioni militari, hanno affermato le fonti al Guardian, il più recente dei quali è avvenuto mercoledì nella Situation Room della Casa Bianca. Tra gli altri principali consiglieri figurano il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della Cia John Ratcliffe, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il generale Dan Caine, presidente dei capi di stato maggiore congiunti, Susie Wiles, capo di stato maggiore della Casa Bianca, e Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence nazionale.
Sale a 4 morti bilancio schianto elicottero militare
E' salito a quattro morti il bilancio dello schianto di un elicottero dell'esercito iraniano a Khomeinishahr, vicino a Isfahan. Lo hanno riferito i servizi antincendio e di sicurezza della città. Tra le vittime ci sono il pilota e il copilota, oltre a due commessi di un mercato ortofrutticolo dove l'elicottero si è schiantato.
Iran, governo: "Diritto a manifestare ma nel limite delle linee rosse" (2)
Gli studenti universitari hanno il diritto di protestare, ma tutti devono "comprendere le linee rosse", ha dichiarato la portavoce del governo iraniano, nella prima reazione ufficiale alle rinnovate manifestazioni nei campus universitari dallo scorso fine settimana. "Gli oggetti sacri e la bandiera sono due esempi di queste linee rosse che dobbiamo proteggere e non oltrepassare né deviare, nemmeno al culmine della rabbia", ha spiegato Fatemeh Mohajerani. La portavoce ha aggiunto che gli studenti iraniani "hanno ferite nel cuore e hanno visto scene che potrebbero turbarli e farli infuriare; questa rabbia è comprensibile". Sabato, gli studenti universitari in Iran hanno iniziato un nuovo semestre con manifestazioni pro e antigovernative, secondo i media locali, riprendendo gli slogan delle manifestazioni nazionali che hanno raggiunto il culmine a gennaio con migliaia di morti.
Iran, governo: "Diritto a manifestare ma nel limite delle linee rosse"
Gli studenti iraniani "hanno il diritto" di manifestare ma non devono superare le "linee rosse". Lo ha affermato un portavoce del governo di Teheran.
Iran, precipita elicottero militare: morti i due piloti (2)
L'elicottero si è schiantato contro un mercato ortofrutticolo di Khomeinishahr a Dorcheh, nella provincia centrale di Isfahan, provocando la morte di due persone che lavoravano nei banchi del mercato. Secondo un funzionario provinciale, lo schianto sarebbe dovuto a un "guasto tecnico", riferisce Isna, mentre secondo il capo della sezione locale dei vigili del fuoco, è stata aperta un'inchiesta sull'accaduto e le squadre dei soccorritori si sono recate subito sul posto per spegnere l'incendio causato dallo schianto.
Iran, precipita elicottero militare: morti i due piloti
Un elicottero militare iraniano è precipitato nei pressi di Isfahan, nel centro dell'Iran. Il pilota e il copilota sono rimasti uccisi, riferisce la tv di Stato.
Marattin: "Benefici intervento Usa superiori a rischi"
“I benefici di un intervento americano sono superiori ai rischi. Innanzitutto, si libererebbe un popolo di 92 milioni di persone che da anni sta chiedendo di poter vivere in pace, libertà e democrazia contro un regime teocratico e criminale che ha ucciso, torturato e imprigionato decine di migliaia di giovani. In secondo luogo, un Iran libero e democratico cambierebbe per sempre il Medio oriente, con benefici sulla stabilità del mondo intero”. Fino a Kyiv, perchè "l’Iran è tra i principali fornitori di droni alla Russia: tagliare quei rifornimenti di armi può contribuire a cambiare i rapporti di forza in quel conflitto". Lo dice il segretario del Partito liberaldemocratico, Luigi Marattin, intervistato da 'Il Foglio'.
Iran, si schianta elicottero militare: morti pilota e assistente
Un elicottero da addestramento dell'Esercito iraniano si è schiantato a Dorcheh, in provincia di Esfahan, su un complesso di un mercato all'ingrosso di frutta e verdura. Il pilota e il co-pilota sono rimasti uccisi. Non ci sono segnalazioni su vittime a terra.
Rubio aggiornerà leader Camera e Senato alle 21 alla Casa Bianca
Il segretario di Stato Marco Rubio riferirà sulla crisi in Iran alla Casa Bianca alle 15 ora di Washington, le 21 ora italiana, alla presenza della leadership del Senato e della Camera. Lo riporta Axios.
Tv: "Elicottero precipitato a Isfahan"
Un elicottero è precipitato nella città di Dorcheh a Isfahan, non lontano da Teheran in Iran, schiantandosi sul mercato ortofrutticolo. Lo riporta la televisione di Stato iraniana. Al momento non si conoscono le cause dello schianto, né se ci sono eventuali vittime.
Trump: "Falso che il generale Caine sia contrario all'attacco in Iran"
Donald Trump definisce "false" le indiscrezione di stampa secondo le quali il massimo generale americano, Dan Caine, sarebbe contrario all'attacco contro l'Iran. "Il generale Caine, come tutti noi, vorrebbe non assistere alla guerra, ma, se si decidesse un'operazione militare contro l'Iran, è convinto che sarà una vittoria facile", ha scritto il presidente su Truth.
Iran: "Trump, senza accordo sarà molto brutto per Teheran"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato nuovamente l'Iran, affermando che se non raggiungerà un accordo, "sarà una giornata molto brutta per loro".