Iran, Trump: "Senza accordo sarà molto brutto per Teheran"

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Il Presidente degli Stati Uniti ha minacciato nuovamente l'Iran. Vice ministro Esteri iraniano: "Rischio escalation in caso di attacco". Un sms anonimo è comparso oggi sui telefoni cellulari di tutti gli iraniani in cui si assicura che Donald Trump non mancherà di prendere iniziative. "Il presidente degli Usa è un uomo d'azione. Aspettate e vedrete", si legge nel testo. Intanto i negoziatori di Iran e Stati Uniti torneranno a incontrarsi giovedì a Ginevra

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Teheran ha messo in guardia dal rischio di un' "escalation" oltre i confini dell'Iran in caso di attacco, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, continua a evocare l'opzione militare in caso di fallimento dei negoziati sul programma nucleare. "Chiediamo a tutte le Nazioni impegnate per la pace e la giustizia di adottare misure significative per impedire qualsiasi nuova escalation", ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, nel suo intervento alla Conferenza sul Disarmo a Ginevra. "Le conseguenze di qualsiasi nuova aggressione (contro l'Iran, ndr) non si limiterebbero a un solo Paese, e la responsabilità ricadrebbe su coloro che avviano o sostengono tali azioni", ha aggiunto.

Un sms anonimo è comparso oggi sui telefoni cellulari di tutti gli iraniani in cui si assicura che Donald Trump non mancherà di prendere iniziative. "Il presidente degli Stati Uniti è un uomo d'azione. Aspettate e vedrete", si legge nel testo riportato da media iraniani.

Intanto proprio il presidente degli Stati Uniti apre alla possibilità di un'azione militare contro l’Iran dopo l’ultimatum di 10 giorni lanciato a Teheran. "Sto prendendo in considerazione un attacco mirato e limitato", ha dichiarato dalla Casa Bianca, riaccendendo il confronto sul dossier nucleare. Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Canale 12, dopo l’ultimo incontro a Washington con Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe espresso a un funzionario americano il timore che il presidente Usa non sia più completamente allineato alla strategia di Israele nei confronti dell’Iran. Dal canto suo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha parlato di "segnali incoraggianti" emersi dai recenti negoziati, pur sottolineando che Teheran continua a monitorare attentamente le mosse degli Stati Uniti ed è pronta a ogni possibile scenario.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.

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Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.

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Trump: falso che il generale Caine sia contrario all'attacco in Iran

Trump ha scritto sul social 'Truth': "Circolano numerose notizie provenienti dai media che diffondono fake news, secondo cui il generale Daniel Caine sarebbe contrario alla nostra guerra contro l'Iran. La storia non attribuisce a nessuno questa vasta ricchezza di conoscenze ed e' errata al 100%. Il generale Caine, come tutti noi, vorrebbe non vedere la guerra ma, se si decidesse di andare contro l'Iran a livello militare, è sua opinione che si tratterebbe di una vittoria facile. Conosce bene l'Iran in quanto era a capo di Midnight Hammer, l'attacco allo sviluppo nucleare iraniano. Non si tratta piu' di uno sviluppo, ma piuttosto è stato fatto a pezzi dai nostri grandi bombardieri B-2. Caine e' un grande combattente e rappresenta l'esercito piu' potente del mondo. Non ha parlato di non attaccare l'Iran, e nemmeno dei falsi attacchi limitati di cui ho letto, sa solo una cosa, come VINCERE e, se gli verrà detto di farlo, sara' in testa al gruppo. Tutto cio' che e' stato scritto su una possibile guerra con l'Iran è stato scritto in modo errato e intenzionale. Sono io che prendo la decisione, preferirei avere un accordo piuttosto che no, ma se non lo facciamo, sarà una giornata molto brutta per quel Paese e, purtroppo, per la sua gente, perche' sono grandi e meravigliosi, e una cosa del genere non sarebbe mai dovuta succedere loro".

Iran, Trump: senza accordo sarà molto brutto per Teheran

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato nuovamente l'Iran, affermando che se non raggiungerà un accordo, "sarà una giornata molto brutta per loro".

Iran, Wsj, Caine a Trump: conflitto potrebbe prosciugare scorte di munizioni

Il capo degli Stati maggiori riuniti statunitense Dan Caine avrebbe avvertito il presidente Donald Trump che una campagna prolungata contro l'Iran potrebbe avere effetti negativi significativi sugli Stati Uniti e sulla loro prontezza militare.

A scriverne - dopo che Axios aveva già riferito delle preoccupazioni espresse a Trump da Caine - è il Wall Street Journal, secondo cui Caine avrebbe fatto presente che un conflitto prolungato "potrebbe comportare costi significativi per le forze armate e le scorte di munizioni statunitensi".

Il quotidiano riporta che sono state espresse anche preoccupazioni sul fatto che se gli Stati Uniti "esaurissero grandi quantità di munizioni per la difesa aerea e altri materiali di cui vi è una disponibilità limitata", ciò limiterebbe la loro capacità di contrastare la Cina in un eventuale conflitto futuro.

Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?

LA USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si aggiungerà alla Lincoln nel contesto di crescenti tensioni con Teheran. Donald Trump ha intensificato la pressione sui negoziati sul nucleare proponendo sospensioni in cambio di sanzioni allentate. Gli incontri diplomatici, iniziati in Oman, proseguono ma rimangono limitati. Intanto Israele critica le trattative e potrebbe spingere per un’azione militare.

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Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.

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Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

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Iran, cosa si sa sui possibili successori in caso di morte di Khamenei

La tensione tra Iran e Stati Uniti continua a essere altissima. Mentre continuano le trattative tra i funzionari di Teheran e Washington sul nucleare, sembra che si stia facendo strada il pessimismo sulle possibilità di arrivare a un accordo che possa evitare l’escalation militare. Nei giorni scorsi è aumentata la presenza militare statunitense, con due portaerei - e i relativi Carrier Strike Group - già dispiegate nell’area.

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Wsj: "Il Pentagono ha avvertito Trump sui rischi di un'operazione prolungata in Iran"

Il Pentagono ha messo in guardia l'amministrazione Trump sui rischi di una campagna militare estesa in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il capo dello stato maggiore aggiunto, il generale Dan Caine, non ha nascosto le sue preoccupazione a Donald Trump nel corso di varie riunioni. Le sue perplessità sono condivise anche da altri leader del Pentagono. Tutte le opzioni militari presentate a Trump presentano dei rischi ma una campagna militare prolungata sarebbe la più rischiosa e potrebbe comportare costi elevati per le forze americane, complicando la difesa dei partner regionali qualora l'Iran reagisse. 

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: "Trump è un uomo d'azione"

Continua ad aumentare la tensione tra Teheran e Washington, nonostante la Repubblica islamica abbia fatto sapere di star lavorando ai termini di un accordo. Un nuovo round di negoziati è previsto a Ginevra giovedì ma Trump non accenna ad abbassare i toni. Nel frattempo pare sia comparso sui cellulari degli iraniani un nuovo messaggio anonimo.

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: 'Trump è un uomo d'azione'

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Axios: "Vance preoccupato dalla complessità dell'operazione, spera nella diplomazia"

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha espresso preoccupazioni sui rischi di un possibile coinvolgimento prolungato degli Usa in caso di attacco militare contro l’Iran, durante le recenti discussioni interne all’amministrazione del presidente Donald Trump. Secondo quanto riferito da fonti ad Axios, Vance avrebbe sollevato interrogativi sulla complessità e sulle possibili conseguenze dell’operazione, pur senza opporsi apertamente a un’azione militare.

Il vicepresidente spera che i colloqui previsti a Ginevra possano produrre una svolta diplomatica, anche se all’interno dell’amministrazione prevale lo scetticismo sulle possibilità di un accordo. In parallelo, il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe mantenuto una posizione prudente, senza schierarsi nettamente né a favore né contro un eventuale attacco. Cautela sarebbe stata espressa anche dal capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, principale consigliere militare del presidente, che avrebbe avvertito dei rischi di un conflitto prolungato e delle possibili perdite americane. Secondo le stesse fonti, Caine - convinto sul Venezuela ma più riluttante verso un'operazione in Iran - avrebbe fornito un’analisi "realistica" delle probabilità di successo e delle conseguenze successive a un’azione militare.

Gli emissari presidenziali Jared Kushner e Steve Witkoff stanno intanto preparando un incontro a Ginevra con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, nel tentativo di lasciare aperta la strada negoziale. Secondo diverse fonti, Trump sarebbe orientato verso un’opzione militare ma avrebbe accettato di concedere ulteriore tempo alla diplomazia prima di prendere una decisione definitiva.

Iran, previsti nuovi colloqui con gli Usa giovedì a Ginevra. VIDEO

Iran, media: "Netanyahu convoca consultazioni con gabinetto di sicurezza"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione del gabinetto di sicurezza ristretto con i massimi funzionari della Difesa, alla luce delle tensioni nella regione con l'Iran. Lo ha riferito la stampa, precisando che partecipano il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, il direttore del Mossad David Barnea e il capo dell'intelligence dell'Idf Shlomi Binder. Nel pomeriggio il capo di governo si è rivolto alla Knesset, sottolineando che "nessuno sa cosa riserva il futuro. Siamo all'erta e preparati a qualsiasi scenario". 

Netanyahu

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Iran: "Pronti a rispondere con ferocia a qualsiasi attacco degli Usa, anche limitato"

L’Iran ha avvertito che reagirà «con ferocia» a qualsiasi attacco degli Stati Uniti, anche se di portata limitata, dopo che il presidente americano Donald Trump ha evocato questa opzione in caso di fallimento dei negoziati. «Non esiste un attacco limitato. Un atto di aggressione sarà considerato come tale», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai. «Ogni Stato reagirebbe con ferocia a un'aggressione, in virtù del suo diritto intrinseco alla legittima difesa, ed è dunque ciò che faremmo».

Trump punta a un accordo con Teheran sul dossier nucleare con il timore che Teheran si doti di un'arma atomica. Il presidente Usa ha preventivamente disposto un massiccio dispiegamento navale in Medio Oriente. Intanto nuovi colloqui indiretti tra le parti sono previsti giovedì a Ginevra, dopo due sessioni avviate a inizio febbraio. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha messo in guardia dal rischio di escalation regionale che «non si limiterebbe a un solo Paese». Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha comunque rassicurato che esistono «buone possibilità di arrivare a una soluzione diplomatica» e che Teheran spera di presentare presto una prima bozza di testo alla delegazione americana.

Tajani: pronti a mandare più Carabinieri a Rafah

"L'Autorità nazionale palestinese, l'abbiamo detto deve riformarsi. L'Italia andrà a formare la polizia gazzawa in Giordania e continuerà a formare la polizia palestinese a Gerico. Siamo anche pronti a inviare piu' carabinieri a Rafah. Continueremo anche ad assistere e ad accogliere studenti palestinesi che hanno bisogno di essere curati nel nostro paese". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al termine del Consiglio Esteri.

Tajani: 'il Board al momento è l'unico progetto serio per Gaza'

"Ho ribadito che la Commissione europea ha fatto bene a inviare la commissaria Suica a Washington" alla riunione inaugurale del Board per Gaza "perché non si trattava di andare da Trump, si trattava di andare a lavorare per Gaza, per il popolo palestinese, per la pace". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani durante un punto stampa a Bruxelles, riferendo di aver ribadito agli omologhi europei l'impegno italiano "a sostenere il popolo palestinese e ad andare avanti verso la seconda fase" del piano di pace per Gaza". "Non c'è un progetto alternativo" al Board, "se arrivano altri progetti li esamineremo, ma fino ad oggi l'unico piano serio e credibile è quello americano che coinvolge tutti i Paesi dell'area" mediorientale, "tutti i Paesi musulmani che hanno sempre difeso il diritto del popolo palestinese", ha osservato Tajani, aggiungendo che l'Italia è "sempre" a favore del "coinvolgimento dell'autorità nazionale palestinese". 

'Usa confermano, i colloqui con l'Iran riprenderanno giovedì'

Gli Stati Uniti riprenderanno i colloqui sul nucleare con l'Iran giovedì. Lo ha confermato un funzionario americano senza fornire ulteriori dettagli. L'Iran ha dichiarato ieri che i colloqui si sarebbero tenuti giovedì a Ginevra.

Media, a gennaio fallito colpo stato per cacciare Khamenei

Ali Khamenei è sopravvissuto all'inizio di gennaio a un tentato colpo di stato guidato dall'ex presidente Hassan Rouhani. Lo scrive il quotidiano francese Le Figaro che, citando fonti informate, ripropone indiscrezioni già circolate all'epoca. La notte del 7 gennaio, l'intero paese era in preda a disordini per il carovita, Rouhani tentò di estromettere la guida suprema dalle decisioni su come affrontare la crisi, con l'appoggio di personalità del suo precedente governo come l'ex ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, di esponenti del clero di Qom e anche di dirigenti vicini ai Guardiani della rivoluzione. Mancò però il sostegno di un personaggio chiave: Ali Larijani. Nominato lo scorso agosto segretario del consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, a dicembre Larijani sarebbe stato incaricato da Khamenei di guidare il Paese se fosse accaduto qualcosa all'ayatollah, aveva scritto il New York Times.

Iran mette in guardia da rischio escalation in caso di attacco Usa

L’Iran “resta impegnato nella diplomazia e nel dialogo, che rappresentano la via più efficace verso la de-escalation e una sicurezza duratura”, ha continuato Gharibabadi. ”Le recenti iniziative diplomatiche intraprese qui a Ginevra, che continueranno giovedì, dimostrano che esiste una nuova finestra di opportunità per negoziati volti ad affrontare le divergenze e instaurare la fiducia, a condizione che si basino sul rispetto reciproco, su un trattamento equo e sull’applicazione non selettiva delle norme internazionali”, ha aggiunto. Dopo due sessioni dall’inizio di febbraio, nuovi colloqui indiretti, confermati dall’Iran e dal mediatore Oman ma non dagli Stati Uniti, sono infatti previsti per giovedì a Ginevra. I precedenti colloqui tra Teheran e Washington erano stati interrotti bruscamente nel giugno 2025 dalla guerra scatenata da Israele contro l’Iran, alla quale si erano associati gli Stati Uniti. “Il diritto dell’Iran” a disporre dell’energia nucleare per uso pacifico è “non negoziabile”, ha insistito Gharibabadi, sottolineando che “questo diritto non può essere sospeso o negato arbitrariamente”.

Kallas: programma missilistico Iran minaccia anche per Europa

"Sottolineo anche le preoccupazioni che abbiamo riguardo al programma missilistico balistico dell'Iran. E' molto pericoloso per i paesi intorno all'Iran. Ma anche, voglio dire, considerando la loro portata, rappresentano una minaccia anche per l'Europa". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera al termine del Consiglio Esteri. "Per quanto riguarda gli altri problemi che abbiamo con l'Iran, la preoccupazione è che non si tratti di un conflitto o di una guerra su scala ridotta" ha concluso.

Guterres: il mondo ha bisogno del disarmo per più sicurezza

"Il disarmo non è un lusso di cui godere solo in tempo di pace. È un mezzo per prevenire la guerra", ha affermato oggi a Ginevra il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. "Stiamo vivendo un periodo di caos e cambiamento", ha detto in un intervento alla  Conferenza sul disarmo. Mentre l'ordine internazionale sta cambiando rapidamente, i principi fondamentali del diritto internazionale "vengono sfacciatamente violati" e l'uso sconsiderato della forza in molte regioni "sta fomentando la sfiducia. Questo, a sua volta, alimenta nuove corse agli armamenti", ha affermato Guterres sottolineando che lo scorso anno "la spesa militare globale è salita a 2,7 trilioni di dollari, una cifra tredici volte superiore a quella di tutti gli aiuti allo sviluppo". Per il Segretario generale dell'Onu, il controllo degli armamenti nucleari ha dimostrato "il suo valore. Ha impedito la catastrofe. Ha costruito relazioni stabili. Ha fermato la corsa agli armamenti. E ha ridotto significativamente gli arsenali".   Guterres si è quindi pronunciato per una "rinnovata architettura di sicurezza internazionale" ed ha esortato la Conferenza sul Disarmo, da anni in situazione di quasi stallo, "a svolgere nuovamente il suo mandato di organo negoziale. Le vostre priorità - ha detto - sono imperativi urgenti: "porre fine alla corsa agli armamenti nucleari, prevenire la guerra nucleare e la corsa agli armamenti nello spazio. E, in ultima analisi, l'eliminazione totale delle armi nucleari". 

Siria: attacco Is a Raqqa, uccisi 4 membri forze sicurezza

Quattro membri delle forze di sicurezza siriane sono stati uccisi in un attacco attribuito allo Stato islamico (Is) a Raqqa, nel nord del Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa Sana, mentre il ministero dell'Interno precisa che l'agguato è avvenuto ad un posto di blocco e uno degli assalitori è stato ucciso. Nei giorni scorsi, l'Is aveva lanciato un appello ai propri militanti affinché combattano le nuove autorità al potere in Siria. Nel primo messaggio audio diffuso dal suo portavoce, Abu Huzaifa al-Ansari ha chiesto agli affiliati al gruppo jihadista di prendere di mira "il nuovo regime siriano, con il suo governo laico e l'esercito nazionale" e di fare di questo obiettivo "la loro priorità".

Netanyahu: 'Israele affronta giorni complessi e difficili'

Israele sta affrontando "giorni complessi e difficili", mentre resta altissima la tensione tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un dibattito alla Knesset. "Teniamo gli occhi aperti e siamo pronti per ogni scenario", ha aggiunto.

Media, segretario Usa Rubio rinvia visita in Israele prevista per sabato

Secondo i media israeliani, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha rinviato la sua visita in Israele prevista per sabato sera. La nuova data dovrebbe essere lunedì prossimo ma il programma potrebbe ancora subire modifiche.

Aerei cargo e cisterna Usa atterrati all'aeroporto civile di Tel Aviv

Aerei militari statunitensi da trasporto e rifornimento sono stati segnalati oggi all'aeroporto internazionale di Tel Aviv. Per il momento non ci sono stati commenti da parte delle autorità israeliane sul dispiegamento militare americano nel principale aeroporto civile del Paese, e non è chiaro se i velivoli siano atterrati al Ben Gurion temporaneamente come parte di uno scalo tecnico. Secondo la Military Air Tracking Alliance, un team di circa 30 analisti open source che monitora regolarmente le attività di volo militari e governative, più di 85 aerocisterne e oltre 170 aerei cargo si sono diretti verso il Medio Oriente da metà febbraio, mentre il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, valuta la possibilità di intraprendere un'azione militare contro l'Iran.

Netanyahu: 'se Iran ci attacca farà il più grave errore della sua storia'

Se l'Iran "commette forse l'errore più grave della sua storia" e "attacca Israele, risponderemo con una forza che non può nemmeno immaginare". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante un dibattito alla Knesset.

Teheran: con attacco Usa "rischio escalation regionale"

Teheran ha messo in guardia dal rischio di escalation oltre i confini iraniani in caso venisse attaccata, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ventilato questa possibilità. "Invitiamo tutte le nazioni impegnate per la pace e la giustizia ad adottare misure significative per prevenire qualsiasi ulteriore escalation", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi alla Conferenza sul Disarmo a Ginevra. "Le conseguenze di qualsiasi ulteriore aggressione (contro l'Iran) non sarebbero limitate a un singolo Paese e la responsabilità ricadrebbe su coloro che avviano o sostengono tali azioni", ha aggiunto. 

Iran, dipartimento Stato conferma evacuazione ambasciata Libano

Il dipartimento di Stato ha confermato di avere ordinato al personale non essenziale di lasciare l'ambasciata americana a Beirut. "Questa è una misura temporanea volta a garantire la sicurezza del nostro personale mantenendo al contempo la nostra capacità di operare e assistere i cittadini statunitensi", ha dichiarato un alto funzionario del dipartimento dopo che la notizia era circolata sulla stampa libanese. Una quarantina di 40 dipendenti dell'ambasciata e loro famigliari sono partiti oggi dall'aeroporto internazionale di Beirut, ma l'ambasciata rimarrà aperta. "Valutiamo costantemente l'ambiente di sicurezza e, sulla base della nostra ultima revisione, abbiamo ritenuto prudente ridurre la nostra presenza", ha spiegato la fonte.

Netanyahu: 'stiamo vivendo giorni complessi, nessuno sa cosa porterà domani'

"Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo allontanato ogni minaccia dai cittadini di Israele. Oggi dico, riguardo alla sicurezza di milioni di israeliani: Israele non è mai stato così forte, l'alleanza con gli Stati Uniti d'America non è mai stata così stretta. Stiamo vivendo giorni molto impegnativi e complessi, il popolo lo sa. Nessuno sa cosa porterà il domani. Siamo con gli occhi aperti e siamo pronti a ogni scenario. In questi giorni bisogna serrare le fila". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu durante un dibattito alla Knesset. 

Iran, fonti: "Possibile rinvio visita Rubio in Israele"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio potrebbe rinviare il viaggio in Israele che era previsto per la fine della settimana per discutere con il premier Benjamin Netanyahu di un possibile attacco all'Iran. Lo ja detto all'Afp una fonte dell'amministrazione americana, secondo cui "il segretario Rubio sta ancora pianificando di viaggiare in Israele, ma la tempistica è soggetta a cambiamenti". La visita del capo della diplomazia di Washington, anticipata nei giorni scorsi da fonti americane, era prevista per sabato, ma, secondo i media israeliani, potrebbe essere ora posticipata a lunedì.

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: "Trump è un uomo d'azione"

Continua ad aumentare la tensione tra Teheran e Washington, nonostante la Repubblica islamica abbia fatto sapere di star lavorando ai termini di un accordo. Un nuovo round di negoziati è previsto a Ginevra giovedì ma Trump non accenna ad abbassare i toni. Nel frattempo pare sia comparso sui cellulari degli iraniani un nuovo messaggio anonimo.

Iran, sms anonimo arriva sui cellulari: 'Trump è un uomo d'azione'

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Media: in Iran terzo giorno di proteste degli studenti universitari

Studenti universitari in Iran hanno partecipato a una terza giornata di protesta in diversi atenei contro il regime degli ayatollah: lo riferisce Iran International. Stando a questa fonte, le manifestazioni hanno avuto luogo in città come Teheran, Isfahan, Amir Kabir o Mashhad.    Come nei giorni precedenti, gli studenti hanno scandito slogan contro il leader supremo Ali Khamenei, inneggiando al ritorno di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià attualmente in esilio: "Morte al dittatore" e "Questa non è l'ultima battaglia, Pahlavi sta tornando", sono due esempi di questi cori. In una protesta a Teheran, viene mostrato in un video, "è stata bruciata una bandiera della Repubblica Islamica".    In diverse università, tra cui quella di Teheran, le forze paramilitari Basij "hanno attaccato gli studenti", aggiunge Iran International.

Media: sms anonimo descrive 'Trump uomo d'azione, aspettate e vedrete'

"Il presidente degli Stati Uniti è un uomo d'azione. Aspettate e vedrete". E' questo il contenuto di un messaggio di testo anonimo che, secondo quanto riporta Iran international citando i media statali iraniani, sarebbe stato inviato oggi ai cellulari dei cittadini in Iran

Media: ambasciata Usa evacua decine dipendenti da Libano

L'ambasciata statunitense ha evacuato decine di dipendenti dal Libano. Lo riporta il canale televisivo libanese LBC rilanciato dai media israeliani. L'ambasciata statunitense in Libano ha evacuato decine di suoi dipendenti attraverso l'aeroporto internazionale di Beirut come misura precauzionale, in seguito alle minacce del presidente Donald Trump di colpire l'Iran, secondo il canale. 

Mediterranea: Israele revoca permesso di entrare in Cisgiordania a nostri attivisti

Quattro attivisti di Mediterranea Saving Humans hanno ricevuto la notifica della revoca dell'Eta (Electronic Travel Authorization), autorizzazione obbligatoria per entrare in Israele e nei Territori palestinesi occupati per i cittadini provenienti da Stati esenti da visto, inclusi l'Unione Europea e gli Stati Uniti. Lo comunica, in una nota, la stessa ong spiegando che con il progetto Mediterranea with Palestine, dal 2024 Mediterranea è presente nella regione di Masafer Yatta, dove, oltre a compiere azioni di interposizione nonviolenta accanto alle comunità palestinesi, ha attivato un osservatorio internazionale sui crimini e le violazioni dei diritti umani compiuti dai coloni e dalle forze di sicurezza israeliane.    Lo scorso gennaio Israele, viene ricordato, ha revocato le autorizzazioni ad operare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania a 37 organizzazioni non governative, accusate di non aver rispettato i nuovi standard di sicurezza imposti dal Governo.    "Il piano è chiaro - spiega Damiano Censi, coordinatore di Mediterranea with Palestine - ed è liberare il campo da ogni sguardo, da ogni osservatore internazionale, per poter procedere indisturbati verso la definitiva pulizia etnica della Cisgiordania. Lo abbiamo già visto nella Striscia di Gaza, con l'eliminazione sistematica del giornalismo indipendente e delle organizzazioni umanitarie. Oggi lo stesso disegno avanza attraverso la revoca degli Eta agli attivisti internazionali".

Iran, Israele: "Trump spinge per accordo in più fasi come a Gaza"

Secondo alcune indiscrezioni della stampa israeliana dopo il gabinetto di sicurezza riunito ieri dal premier Benjamin Netanyahu, il presidente Usa Donald Trump sta spingendo per un accordo in piu' fasi con l'Iran, seguendo il 'modello' gia' attuato a Gaza e in altri scenari. Lo ha riferito il quotidiano Maariv, rilanciato dal Times of Israel, secondo cui la riunione di ieri sera a Gerusalemme ha affrontato a lungo la direzione presa dai colloqui in corso tra Washington e Teheran. I ministri hanno appreso che Trump sta perseguendo un accordo partendo dalla questione piu' urgente, ovvero il programma nucleare iraniano, che verrebbe gestita in questa prima fase. Le questioni relative ai missili balistici iraniani e al sostegno ai gruppi terroristici armati sarebbero poi affrontate in fasi successive, secondo la visione di Trump, riporta Maariv. Secondo l'ultima valutazione presentata ai ministri israeliani, il test immediato sara' il contenuto della proposta che verra' presentata da Teheran domani, che determinera' se gli Stati Uniti procederanno con i colloqui o con un attacco. Sempre secondo la stessa relazione, se la proposta di Teheran sara' ritenuta soddisfacente dagli americani, si prevede che un terzo round di colloqui avra' luogo giovedi', e potrebbe indicare la direzione verso un accordo parziale che si concentrera' solo sulla questione nucleare nella prima fase. A Gerusalemme, "si riconosce qui un metodo di lavoro familiare agli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner: una bozza di accordi provvisori in piu' fasi, con la prima fase che affronta la questione principale e urgente, per poi passare alle questioni aggiuntive", sottolinea Maariv. Fonti a conoscenza dei dettagli hanno osservato, evidenzia ancora il giornale, che "ci sono parecchie tensioni tra Israele e Stati Uniti sulla questione iraniana. Tutte le posizioni sono chiare e note, e dobbiamo solo seguire l'evolversi della situazione. Nel frattempo, non esiste una decisione univoca da parte del presidente Trump". Il consiglio dei ministri ha chiarito che Israele non e' parte dei colloqui, ma e' direttamente interessato dal loro esito, e pertanto e' necessario un attento monitoraggio e una preparazione adeguata a ciascuno dei possibili scenari. Il premier Netanyahu ha convocato per oggi a Gerusalemme un altro incontro sulla sicurezza con stretti collaboratori e ministri di alto livello, secondo quanto riportato dall'ufficio di uno dei partecipanti.

Iran: curdi si uniscono contro regime Teheran

Diversi gruppi curdi iraniani attivi nella Regione del Kurdistan iracheno al confine con il nord ovest dell'Iran hanno annunciato la formazione di una nuova alleanza politica con l'obiettivo di rovesciare il regime di Teheran e promuovere l'autodeterminazione della minoranza curda in Iran. In una dichiarazione congiunta diffusa oggi cinque organizzazioni hanno annunciato la creazione dell'Alleanza delle Forze Politiche del Kurdistan iraniano; un'iniziativa che mira a rafforzare l'influenza curda nel contesto di crisi di legittimita' e nel clima di proteste che attanaglia la Repubblica Islamica.

Idf: "Ucciso un terrorista entrato nella Linea gialla nel sud di Gaza"

Le truppe dell'Idf hanno "individuato ed eliminato un terrorista che ha oltrepassato la Linea Gialla" nella Striscia di Gaza meridionale ieri e si è avvicinato ai militari. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf.

Cisgiordania, coloni incendiano moschea e strappano ulivi

In Cisgiordania, alle prime ore del giorno, dei coloni israeliani hanno dato fuoco a una moschea situata tra le citta' di Sarra e Tell, a ovest di Nablus, e hanno scritto slogan razzisti sui muri. Lo riferisce l'agenzia stampa palestinese Wafa che citta' fonti locali secondo cui dei coloni hanno appiccato il fuoco alla moschea di Abu Bakr al-Siddiq, versando materiale infiammabile all'ingresso, per poi scrivere slogan ostili ad arabi e musulmani sui muri dell'edificio. Al contempo, sempre oggi sul presto, altri coloni hanno abbattuto 21 ulivi nel villaggio di al-Mughayyir, a est di Ramallah. Fonti locali hanno raccontato che diversi coloni hanno fatto irruzione nella zona di "Sahl Marj Si'a", a ovest di al-Mughayyir e adiacente ai terreni del vicino villaggio di Abu Falah, dove hanno abbattuto 21 alberi, alcuni dei quali di oltre cinquant'anni, appartenenti a un residente di Abu Falah, prima di ritirarsi dalla zona.

Media: "Gabinetto di sicurezza israeliano dedicato al dossier Iran"

La riunione di ieri sera del gabinetto politico-di sicurezza israeliano è stata ampiamente dedicata allo stato dei colloqui tra Stati Uniti d'America e Iran e alla valutazione della direzione verso cui stanno avanzando, ossia diplomazia o escalation. Lo riferisce il quotidiano Maariv, secondo cui "a Gerusalemme si ritiene che già nei prossimi giorni, con la presentazione della proposta iraniana aggiornata, sarà possibile capire se le parti siano orientate verso un ulteriore e significativo ciclo di negoziati, oppure verso un deterioramento che porti a un'opzione militare".  Secondo la valutazione presentata ai ministri, il test immediato sarà il contenuto della proposta che verrà presentata domani da Teheran. Se la proposta sarà considerata soddisfacente dagli americani, è previsto un terzo round di colloqui giovedì, che potrebbe indicare la direzione verso un accordo parziale focalizzato inizialmente solo sulla questione nucleare. E successivamente un modello di accordi intermedi in più fasi.

Mosca: "Il nostro sostegno all'Iran è diplomatico"

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che Mosca fornisce aiuto a Teheran sotto forma di sostegno diplomatico nel quadro delle istituzioni multilaterali. "Stiamo fornendo supporto ai nostri amici, ai nostri alleati; un sostegno senza il quale non è sicuro che avrebbero potuto preservare la loro sovranità", ha dichiarato Zakharova all'agenzia Tass. "Per quanto riguarda l'Iran, ciò comprende la diplomazia pratica, il lavoro nelle organizzazioni internazionali e così via", ha aggiunto la portavoce degli Esteri.    Secondo quanto riferito in precedenza da fonti del Financial Times, l'Iran avrebbe raggiunto un accordo segreto da 500 milioni di dollari con la Russia per l'acquisto di migliaia di sistemi missilistici portatili  da spalla. Secondo le fonti l'intesa, raggiunta lo scorso dicembre a Mosca, prevederebbe la fornitura da parte della Russia di 500 sistemi Verba (nomenclatura Nato SA-29 Gizmo) e 2.500 missili '9M336'.

Teheran: anche raid limitati sarebbero atto aggressione

Qualsiasi attacco statunitense, anche se limitato, sarebbe un "atto di aggressione" che provocherebbe una risposta. Lo dice il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei durante un briefing a Teheran, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di stare prendendo in considerazione un attacco limitato all'Iran. ""Non ci sono attacchi limitati", ha affermato il portavoce. "Un atto di aggressione sarebbe considerato un atto di aggressione. Punto. E qualsiasi Stato reagirebbe ferocemente a un atto di aggressione, come parte del suo intrinseco diritto all'autodifesa, quindi è quello che faremmo noi".

Guterres: diritti umani sotto attacco in tutto il mondo

"I diritti umani subiscono un attacco su vasta scala, in tutto il mondo. Lo stato di diritto viene soppiantato dal potere del più forte". E questo attacco avviene in piena vista, "spesso guidato da coloro che detengono il potere più grande". Lo ha denunciato oggi a Ginevra il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.    In tutto il mondo, "i diritti umani vengono respinti deliberatamente, strategicamente e talvolta con orgoglio", ha affermato nel suo intervento in apertura della 61esima sessione del Consiglio Onu per i diritti umani.

Iran: "Forze Ue terroriste, monitoriamo loro presenza nel Golfo"

La presenza delle forze armata dei Paesi dell'Unione europea nel Golfo persico "sarà vista in modo diverso" da ora in poi, dopo che Teheran le ha designate come organizzazioni terroristiche. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, dopo che l'Iran ha designato come come terroriste le forze navali e aeree dei membri dell'Ue, in risposta al recente inserimento dei pasdaran nella lista delle organizzazioni ritenute terroriste da Bruxelles. "D'ora in poi, la presenza delle forze militari dei 27 Stati membri dell'Ue nella nostra regione periferica e nel Golfo Persico sarà vista in modo diverso perché ora sarà considerata un'organizzazione terroristica, e potete immaginare quali saranno gli effetti e le conseguenze", ha detto Baghaei, come riferisce Mehr, durante la sua conferenza stampa settimanale, dove la decisione del Consiglio europeo di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche è stata definita "illegale e ingiustificata".

Media: Iran pronto a fare concessioni agli Usa sul nucleare

L'Iran è pronto a fare concessioni sul suo programma nucleare nei colloqui con gli Stati Uniti in cambio della revoca delle sanzioni e del riconoscimento del suo diritto ad arricchire l'uranio, nel tentativo di scongiurare un attacco statunitense. Lo scrive Reuters online citando un alto funzionario iraniano. Il funzionario ha affermato che Teheran prenderebbe seriamente in considerazione l'idea di inviare all'estero metà del suo uranio altamente arricchito, diluire il resto e partecipare alla creazione di un consorzio regionale per l'arricchimento, un'idea periodicamente sollevata in anni di rapporti diplomatici legati all'Iran. Teheran lo farebbe in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti del suo diritto "all'arricchimento nucleare pacifico" in base a un accordo che includerebbe anche la revoca delle sanzioni economiche, ha affermato il funzionario. Inoltre, l'Iran - secondo il funzionario - ha offerto opportunità alle aziende statunitensi di partecipare come appaltatori alle grandi industrie petrolifere e del gas iraniane, nei negoziati per risolvere decenni di controversie sulle attività nucleari di Teheran. "Nell'ambito del pacchetto economico in fase di negoziazione, agli Stati Uniti sono state offerte anche opportunità di investimenti seri e interessi economici tangibili nell'industria petrolifera iraniana", ha affermato. Il funzionario iraniano ha affermato che le discussioni più recenti hanno evidenziato il divario tra le due parti, ma ha sottolineato che "esiste la possibilità di raggiungere un accordo provvisorio" mentre i negoziati proseguono. "L'ultimo round di colloqui ha dimostrato che le idee degli Stati Uniti riguardo alla portata e al meccanismo di revoca delle sanzioni differiscono dalle richieste dell'Iran. Entrambe le parti devono raggiungere un calendario logico per la revoca delle sanzioni", ha affermato il funzionario. "Questa tabella di marcia deve essere ragionevole e basata sugli interessi reciproci".

Kallas: "Situazione intensa; serve soluzione diplomatica"

"La situazione in Iran, ovviamente, è molto intensa. Non abbiamo bisogno di un'altra guerra in questa regione. Ne abbiamo già tante. Quindi abbiamo sottolineato la via d'uscita diplomatica da questa situazione". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue. "Anche noi siamo disposti a contribuire.

"Trump è propenso a un attacco mirato all'Iran"

Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri che se la diplomazia o un attacco mirato non indurranno l'Iran ad accettare le sue richieste di abbandonare il programma nucleare, allora prenderà in considerazione un attacco più pesante nei prossimi mesi. Lo riporta il New York Times, sottolineando che l'incontro fra le delegazioni iraniana e americana giovedì a Ginevra sembra essere l'ultimo tentativo per evitare un conflitto militare.    Trump sarebbe propenso a un condurre un attacco nei prossimi giorni per dimostrare all'Iran che deve accettare di rinunciare alla capacità di avere un'arma nucleare. Se questo e la diplomazia non dovessero funzionare, Trump lascerà aperta la porta a un attacco militare entro la fine dell'anno per rovesciare la Guida Suprema, l'ayatollah Khamenei. 

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