Lo ha riferito il capo dell'agenzia nucleare iraniana, Mohammad Eslami. Intanto le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno arrestato Javad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista. L'arresto arriva poche settimane dopo che le autorità hanno represso un movimento di protesta di massa. Il Parlamento iraniano ha tenuto una sessione a porte chiuse per discutere dei colloqui indiretti sul dossier nucleare tra Teheran e Washington
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Il capo dell'agenzia nucleare iraniana, Mohammad Eslami, ha affermato che Teheran potrebbe diluire il suo uranio altamente arricchito in cambio della revoca di tutte le sanzioni: lo ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Isna, ripresa dai media internazionali. Il dietrofront arriva dopo le dichiarazioni di domenica del ministro degli Esteri Abbas Araghchi: "Nulla fermerà il nostro arricchimento nucleare, neanche la guerra". Intanto, il Parlamento iraniano ha tenuto una sessione a porte chiuse per discutere dei colloqui indiretti sul dossier nucleare tra Teheran e Washington, avviati la scorsa settimana in Oman.
Nuovo arresto di esponenti riformisti in Iran. Lunedì le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno arrestato Javad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista, dopo aver perquisito la sua casa. Lo scrive Iran International citando l'avvocato. L'arresto arriva poche settimane dopo che le autorità hanno represso un movimento di protesta di massa.
Duro colpo contro una delle figure più note della dissidenza anti-regime: la premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi è stata condannata a sei di carcere con le accuse di cospirazione e attività di propaganda.
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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24
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Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
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Vai al contenutoL'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
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Vai al contenutoAlta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco
Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.
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Vai al contenutoIran, Araghchi sente ministri Esteri di Ankara, Cairo e Riad
In diverse telefonate con i suoi omologhi di Turchia, Egitto e Arabia Saudita, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha informato i colleghi sugli ultimi sviluppi relativi ai negoziati indiretti tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti a Muscat. Secondo quanto riporta l'agenzia ufficiale Irna, Araghchi ha definito i colloqui "un buon inizio", ma allo stesso tempo "ha sottolineato la necessita' di eliminare la sfiducia verso le intenzioni e gli obiettivi della parte americana". Dal canto loro, i ministri degli Esteri dei Paesi della regione, continua Irna, hanno sottolineato l'importanza di proseguire il dialogo "per raggiungere una soluzione politica e diplomatica e prevenire qualsiasi escalation delle tensioni e hanno ritenuto che il successo di questi negoziati sia importante per la stabilita' e la sicurezza della regione".
Iran, Usa: "Navi evitino acque iraniane in stretto Hormuz"
Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha comunicato che le navi commerciali battenti bandiera statunitense devono evitare le acque territoriali iraniane "per quanto possibile" quando navigano nello Stretto di Hormuz. Lo si legge in una nota del Dipartimento.
Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'
L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori.
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Vai al contenutoUsa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.
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Vai al contenutoIran, Pompeo: "Regime debole, ma accordo con questi leader è impossibile"
Il regime iraniano si trova nel momento di massima debolezza dalla fine della Guerra fredda e non esistono le condizioni per un accordo con Teheran. Lo ha affermato Mike Pompeo rispondendo alle domande di Maurizio Molinari nel corso dell’incontro all’Ispi. Secondo l’ex segretario di Stato, le proteste degli ultimi mesi rappresentano una rottura profonda rispetto al passato, sia per estensione geografica sia per composizione sociale. La risposta del regime è stata di una brutalità senza precedenti, con decine di migliaia di morti in poche decine di ore. “Niente tornerà come prima del 7 ottobre”, ha sostenuto Pompeo, aggiungendo che Teheran e i suoi proxy regionali si trovano oggi nel loro momento di maggiore fragilità. Da qui la bocciatura dei negoziati: “Pensare di fare un accordo con questo regime è ingenuo. Mentono. Non rinunceranno mai volontariamente ai missili balistici o al programma nucleare. Un accordo è possibile solo dopo un cambio di regime”.
La Francia denuncia la condanna in Iran della premio Nobel Mohammadi
L'Iran ha ''fatto di nuovo la scelta della repressione e dell'intimidazione'': è quanto denuncia il ministero degli Esteri francese, dopo l'annuncio delle due condanne pronunciate contro il premio Nobel per la Pace 2023, Narges Mohammadi, per un totale di sette anni e mezzo di carcere. La Francia si appella quindi alla liberazione di questa ''instancabile difenditrice" dei diritti umani, 53 anni, arrestata il 12 dicembre nella città di Mashhad insieme ad altri attivisti, dopo aver preso la parola in occasione di una cerimonia in omaggio a un avvocato ritrovato morto.
Iran, Usa avvertono: mercantili evitino passaggio in Stretto Hormuz
Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha messo in guardia le navi mercantili americane dai rischi del transito nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell'Oman. Il Dipartimento ha riferito in una nota che all'inizio del mese le forze iraniane hanno tentato di abbordare navi commerciali in acque territoriali iraniane utilizzando piccole imbarcazioni ed elicotteri. Da tempo, ha aggiunto, le navi commerciali sono esposte al rischio di essere fermate, interrogate, abbordate, trattenute o sequestrate dalle forze dell'ordine. Se le navi statunitensi dovessero comunque scegliere di attraversare queste acque, il Dipartimento raccomanda di navigare il più vicino possibile alle acque territoriali dell'Oman e di mantenersi il più lontano possibile da quelle iraniane. L'allerta resterà in vigore fino all'inizio di agosto. Lo Stretto di Hormuz, tra Iran e Oman, è una delle rotte marittime più importanti al mondo: secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, nel 2023 vi è transitato quasi il 30% del petrolio trasportato via mare e circa il 20% del commercio globale di gas naturale liquefatto.
Lega araba, Israele sulla Cisgiordania è una minaccia agli accordi di pace
Una ferma condanna delle decisioni israeliane riguardo alla Cisgiordania è giunta dalla Lega araba, che in una nota parla di "un'escalation senza precedenti nel processo di annessione, colonizzazione e sfollamento della popolazione, e una minaccia agli accordi firmati tra l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e Israele, in particolare gli accordi di Oslo e l'accordo di Hebron". La Lega degli Stati Arabi "condanna fermamente le decisioni approvate dal cosiddetto Consiglio dei ministri israeliano, che mirano a modificare profondamente e pericolosamente lo status giuridico e amministrativo dei territori palestinesi occupati, in particolare della Cisgiordania" e afferma che "queste decisioni, tra cui la revoca del segreto sui registri catastali, la facilitazione della confisca di proprietà private palestinesi e il trasferimento dei poteri di pianificazione e rilascio di permessi nella città di Hebron e nei pressi della moschea di Ibrahimi alle autorità occupanti, costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e delle relative risoluzioni internazionali, tra cui le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, la Quarta Convenzione di Ginevra, l'accordo di Hebron del 1997 e il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia". La Lega degli Stati arabi avverte che l'imposizione del cosiddetto "controllo e applicazione" delle leggi sugli edifici palestinesi nelle aree A e B, con il pretesto di proteggere il patrimonio storico o i siti archeologici, costituisce "un falso pretesto legale per politiche di demolizione, confisca e pulizia etnica. Mira a indebolire la presenza palestinese e a imporre sul territorio realtà coloniali irreversibili". La Lega araba mette inoltre in guardia dai "pericoli associati alla violazione dei luoghi santi islamici e cristiani, sottolineando che qualsiasi attacco alla moschea di Ibrahimi e qualsiasi trasferimento di autorità su di essa sono assolutamente inaccettabili".
Teheran: "L'esercito pronto ad affrontare qualunque minaccia"
Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito iraniano, Abdolrahim Mousavi, ha affermato che le forze armate sono pronte per affrontare qualunque minaccia in qualsiasi scenario, nel contesto delle tensioni con gli Stati Uniti, mentre Washington ha schierato nelle acque del Medio Oriente la portaerei Lincoln e altri dispositivi militari. "Le forze armate del nostro Paese sono pronte a svolgere le loro missioni in qualsiasi circostanza. Dobbiamo essere pienamente preparati, poiché il nemico dice ogni volta qualcosa di diverso", ha affermato Mousavi come riferisce Mehr. Benjamin "Netanyahu parla troppo", ha detto Mousavi, commentando le dichiarazioni dell'ufficio del primo ministro israeliano secondo cui il negoziato tra Iran e Stati Uniti, che ha ripreso la scorsa settimana e ha riguardato il dossier nucleare, "deve includere restrizioni sul programma di missili balistici" della Repubblica islamica, ritenuto dallo Stato ebraico una minaccia esistenziale.
Agenzia nucleare Iran: pronti a diluire l'uranio in cambio revoca sanzioni
Il capo dell'agenzia nucleare iraniana, Mohammad Eslami, ha affermato che Teheran potrebbe diluire il suo uranio altamente arricchito in cambio della revoca di tutte le sanzioni: lo ha riferito l'agenzia di stampa semi-ufficiale Isna, ripresa dai media internazionali.
Araghchi e capo Forze Armate in Parlamento: "No negoziati sotto minaccia"
C'erano il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dello Stato Maggiore delle Forze Armate, Abdolrahim Mousavi, in aula a Teheran per la riunione "a porte chiuse" del Parlamento dedicata all'esame di "questioni importanti a livello regionale e internazionale" e ai colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti. Lo scrive l'agenzia iraniana Irna, che cita il deputato Alireza Salimi. La sessione si è conclusa "ribadendo che sono inaccettabili i negoziati sotto minaccia", sintetizza l'agenzia Mehr. Ai giornalisti Abbas Goudarzi, portavoce dell'Ufficio di presidenza del Parlamento, ha voluto sottolineare come la presenza di Araghchi e del generale Mousavi sia servita a far passare il messaggio che in Iran diplomazia e difesa "operano" in modo "complementare". I parlamentari, riporta ancora la Mehr, hanno insistito su negoziati "da una posizione di forza" e sulla "difesa" del nucleare dell'Iran descritto come "linea rossa non negoziabile". La Repubblica Islamica ha sempre rivendicato la natura pacifica del suo programma e ha sempre respinto l'ipotesi 'arricchimento zero' così come trattative sul programma missilistico.
Ue: "E' tempo che l'Iran mostri serietà e dia risposte sul nucleare"
"E' giunto il momento che l'Iran dimostri di essere serio nella volontà di rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale, in particolare sul dossier nucleare". Lo ha detto un portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa. "Un'escalation militare" in Iran "avrebbe conseguenze molto gravi per la stabilità dell'intera regione", ha ribadito, accogliendo "con grande favore la prospettiva di negoziati diplomatici tra Stati Uniti e Iran, perché è necessario dare una possibilità alla diplomazia".
Araghchi: "Un grande muro di sfiducia esiste tra Iran e Usa"
"Abbiamo cercato seriamente di avviare colloqui concreti con gli Stati Uniti durante le attuali trattative, a condizione che anche la controparte fosse seria e pronta a partecipare a colloqui che avrebbero portato a risultati": lo afferma il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, sottolineando che "nonostante i colloqui in corso, esiste un grande muro di sfiducia".
Iran, sospese le presentazioni pubbliche dei "successi" militari, motivi di sicurezza
Il governo iraniano ha deciso di sospendere temporaneamente le presentazione al pubblico dei suoi "successi" e delle nuove tecnologie nel campo della difesa, citando ragioni di sicurezza nazionale. A spiegare la scelta è stato il portavoce del ministero della Difesa, il generale di brigata Reza Talaei-Nik, parlando con i giornalisti durante una cerimonia per l'integrazione di 100 droni di soccorso nella Mezzaluna Rossa iraniana.
Talaei-Nik, citato dall'agenzia di stampa Mehr, ha chiarito che la sospensione riguarda gli eventi pubblici in cui il ministero solitamente mostra equipaggiamenti, tecnologie o risultati raggiunti dall'industria della difesa. La decisione, ha aggiunto, è motivata dalla necessità di proteggere informazioni sensibili e garantire la sicurezza in un contesto ritenuto particolarmente delicato. Il portavoce ha precisato che la sospensione non indica la fine dei programmi di sviluppo iraniani, ma semplicemente maggiore cautela nel rendere pubbliche informazioni che potrebbero essere ritenute strategiche.
La decisione arriva mentre il governo di Teheran e gli Stati Uniti hanno avviato colloqui indiretti a Muscat, in Oman, per cercare di affrontare la lunga disputa nucleare e ridurre le tensioni regionali. I negoziati, mediati dal sultanato, sono stati descritti dagli iraniani come un "buon inizio", anche se restano evidenti divergenze su punti chiave come l'arricchimento dell'uranio.
Khamenei agli iraniani: "Mostrate resilienza contro il nemico"
La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha invitato la popolazione iraniana ha mostrare "resilienza" contro il "nemico" nel contesto delle proteste anti governative delle scorse settimane e delle tensioni con gli Stati Uniti. "La potenza della nazione ha meno a che fare con missili e aerei che con la volontà delle nazioni e la loro resilienza. Avete dimostrato resilienza e avete dimostrato la vostra volontà. Dovete dimostrarla di nuovo anche in altri momenti. Deludete il nemico. Finché il nemico non è scoraggiato, una nazione è esposta alla persecuzione. Il nemico deve essere scoraggiato", ha affermato Khamenei in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, riferisce Isna, invitando la popolazione a marciare nelle città iraniane l'11 febbraio, in occasione del 47esimo anniversario della fondazione della Repubblica islamica. Con la rivoluzione islamica, la nazione iraniana "è riuscita a salvare se stessa e il suo Paese dalle interferenze straniere. Quegli stranieri hanno sempre voluto ripristinare lo status quo precedente in tutti questi anni", ha aggiunto il leader iraniano.
Appello di Khamenei: "Resistere alle pressioni straniere"
La Guida Suprema, l'ayatollah Khamenei, ha lanciato un appello agli iraniani a resistere di fronte alle pressioni straniere in un messaggio diffuso a pochi giorni dall'anniversario della vittoria della Rivoluzione islamica contro lo Shah nel 1979. "Voi, grazie a Dio, avete mostrato resistenza e mostrato la vostra volontà. Dimostratelo di nuovo... Deludete il nemico. Finchè il nemico non si scoraggia, una nazione è esposta alla persecuzione. Il nemico deve essere scoraggiato", ha affermato Khamenei.

©IPA/Fotogramma
Capo magistratura dell'Iran: "Dobbiamo contrastare chi gioca sul terreno dei nemici"
"Ci sono prove che i nemici stanno cercando di indirizzare i loro elementi interni verso l'insicurezza del Paese, e quindi le nostre organizzazioni giudiziarie dovrebbero contrastare questi elementi all'interno e all'esterno del Paese": lo afferma il capo della magistratura Gholamhossein Ejei, mentre il governo teme un'altra rivolta del popolo iraniano, in concomitanza con un possibile attacco da parte degli Stati Uniti nel caso in cui Washington non raggiunga un accordo con Teheran durante gli attuali negoziati sul nucleare. Riferendosi alla recente dichiarazione di una parte del campo riformista contro la sanguinosa repressione delle recenti proteste in Iran e contro le politiche del Leader, Ejei ha sottolineato: "D'altra parte, alcuni mercenari degli Stati Uniti e di Israele hanno preso di mira Velayat Faqih (giurisprudenza islamica, riferita al leader iraniano Ali Khamenei). Dobbiamo opporci con forza a coloro che, volontariamente o involontariamente, giocano sul terreno dei nemici. Useremo la spada della giustizia contro di loro per punirli". Negli ultimi giorni sono stati arrestati diversi membri del campo riformista, tra cui il portavoce del fronte riformista Javad Emam, il leader del fronte dal 2023 Azar Mansouri, l'ex membro del parlamento Ebrahim Asgharzadeh, l'ex funzionario del ministero degli Esteri Mohsen Aminzadeh e il regista Mehdi Mahmoudian.
I pasdaran arrestano il portavoce della coalizione riformista
Nuovo arresto di esponenti riformisti in Iran. Stamattina le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno arrestato Javad Emam, portavoce della principale coalizione del campo riformista, dopo aver perquisito la sua casa. Lo scrive Iran International citando l'avvocato. L'arresto arriva poche settimane dopo che le autorità hanno represso un movimento di protesta di massa. Nel 2009 Emam ha guidato la campagna presidenziale di Mir Hossein Mousavi a Teheran. Mousavi è un ex primo ministro e figura di spicco dell'opposizione iraniana. L'arresto di Emam segue quelli di domenica di altre tre persone, tra cui Azar Mansouri.
Iran, domani Ali Larijani in Oman
Atteso domani in Oman, per colloqui con gli interlocutori locali, Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell'Iran. A riferirne è l'agenzia iraniana Mehr, precisando che sono previsti incontri con funzionari omaniti di alto grado incentrati sugli ultimi sviluppi nella regione e a livello internazionale. La notizia arriva dopo i colloqui indiretti di venerdì scorso in Oman tra Iran e Stati Uniti.
Iran: "Pronti ad un accordo con Donald Trump". VIDEO
Sessione a porte chiuse del Parlamento iraniano sul negoziato con gli Usa
Il Parlamento iraniano ha tenuto una sessione a porte chiuse per discutere dei colloqui indiretti sul dossier nucleare tra Teheran e Washington, avviati la scorsa settimana in Oman. Secondo quanto dichiarato dal deputato Alireza Salimi, come riferisce Irna, hanno partecipato alla sessione parlamentare anche il capo di Stato maggiore delle forze armate iraniane, Abdolrahim Mousavi, e il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che la scorsa settimana in Oman ha guidato la delegazione della Repubblica islamica, mentre in quella degli Stati Uniti erano presenti l'inviato speciale in Medio Oriente, Steve Witkoff, e Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump. Dopo avere affermato che i colloqui erano iniziati bene e che le parti avevano concordato sulla necessità di proseguire il negoziato, Araghchi ieri ha ribadito che l'Iran non è disposto, "neppure in caso di guerra" a fermare l'arricchimento dell'uranio.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Venerdì gli inviati di Washington e Teheran si incontreranno in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca pone posizioni molto nette che gli ayatollah sono disposti a trattare.
Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare
Vai al contenutoL'Iran arresta almeno quattro politici del Fronte Riformatore
Il Partito dell'Unione della Nazione Islamica dell'Iran ha chiesto il rilascio del segretario generale Azar Mansouri, ha riferito oggi il quotidiano Shargh, dopo il suo arresto insieme ad altri membri del Fronte Riformatore, un'organizzazione ombrello di riformisti e moderati iraniani.
Una campagna di arresti di massa e intimidazioni ha portato all'arresto di migliaia di persone, mentre le autorità cercano di scoraggiare ulteriori proteste dopo la repressione del mese scorso dei disordini più sanguinosi dalla Rivoluzione Islamica del 1979.
Domenica, i media statali hanno riferito che tre figure di spicco del Fronte Riformatore iraniano sono state arrestate, tra cui Ebrahim Asgharzadeh, Mohsen Aminzadeh e Azar Mansouri, che è il capo del fronte.
Shargh ha affermato che almeno altri due membri del Fronte Riformatore sono stati invitati a presentarsi martedì presso l'ufficio del procuratore nel carcere di Evin a Teheran.
Anche il portavoce del Fronte Riformatore, Javad Emam, è stato arrestato, ha dichiarato lunedì l'avvocato di Mansouri, Hojjat Kermani, aggiungendo che non è chiaro quali accuse siano state mosse ai fermati.
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.