Iran: "Pronti a diluire arricchimento uranio, in cambio di revoca sanzioni". LIVE

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Un uranio "diluito", e quindi non più utile a realizzare ordigni nucleari, in cambio della rimozione totale delle sanzioni. Il capo dell'agenzia nucleare iraniana Mohammad Eslami apre a un'ipotesi che potrebbe pesare sui colloqui in corso con gli Stati Uniti in Oman. Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran

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Un uranio 'diluito', e quindi non più utile a realizzare ordigni nucleari, in cambio della rimozione totale delle sanzioni. Il capo dell'agenzia nucleare iraniana Mohammad Eslami apre a un'ipotesi che potrebbe pesare sui colloqui in corso con gli Stati Uniti in Oman. In risposta a una domanda sulla possibilità di diluire l'uranio arricchito al 60%, Eslami "ha affermato che ciò dipenderà dalla revoca di tutte le sanzioni".

Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha comunicato che le navi commerciali battenti bandiera statunitense devono evitare le acque territoriali iraniane "per quanto possibile" quando navigano nello Stretto di Hormuz.

Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran.

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Media: Iran sigilla ingressi sito nucleare Ishafan, forse temono attacco'

Immagini satellitari mostrano che tutti gli ingressi dei tunnel del sito nucleare iraniano di Isfahan sono stati sepolti, un possibile segnale di una preoccupazione di Teheran per eventuali attacchi sul sito. Lo scrivono i media israeliani come il Times of Israel e i24, riprendendo una notizia pubblicata dall'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale con sede a Washington.    L'istituto, che da tempo monitora i siti nucleari iraniani, afferma che le immagini di domenica mostrano che due degli ingressi sono ora completamente coperti, mentre il terzo ingresso più a nord del complesso presenta anche "ulteriori misure di difesa passiva". L'organizzazione afferma che non si osserva più attività veicolare agli ingressi.  L'istituto afferma che sembra che l'Iran sia preoccupato per la possibilità di attacchi o raid da parte degli Stati Uniti o di Israele, o di entrambi, sul sito. "Riempire gli ingressi dei tunnel contribuirebbe a smorzare qualsiasi potenziale attacco aereo - spiegano - e renderebbe anche difficile l'accesso via terra in caso di un raid delle forze speciali per sequestrare o distruggere l'uranio altamente arricchito eventualmente contenuto al suo interno. Preparativi come questi sono stati osservati l'ultima volta nei giorni precedenti l'Operazione Midnight Hammer che ha colpito gli impianti di Fordow, Natanz ed Isfahan", afferma l'istituto. L'impianto di Isfahan era noto principalmente per la produzione di gas di uranio che viene immesso nelle centrifughe per essere centrifugato e purificato.  L'Iran ha adottato ulteriori misure di difesa civile nelle ultime settimane: 82 stazioni della metropolitana della capitale erano state trasformate in rifugi di emergenza e rifornite di attrezzature essenziali per la sopravvivenza. Misure simili erano state adottate l'ultima volta prima dell'Operazione Rising Lion. Secondo quanto riferito, i funzionari iraniani hanno anche iniziato a stoccare grandi quantità di carburante in camion da utilizzare come unità di stoccaggio mobili in caso di attacco.

Teheran. "Colloqui con Usa un buon inizio, affrontiamo la loro sfiducia"'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha descritto i colloqui Iran-Stati Uniti, iniziati venerdì in Oman, come un buon inizio, sottolineando: "È necessario affrontare la sfiducia riguardo alle intenzioni e agli obiettivi della parte americana". Araghchi ha rilasciato questa osservazione in conversazioni telefoniche separate con i Ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita ieri sera. Secondo Mehr, i massimi diplomatici stranieri hanno accolto con favore la ripresa dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, chiedendo la prosecuzione del dialogo per raggiungere una soluzione politica e diplomatica e prevenire l'escalation delle tensioni. "Il successo dei colloqui è significativo per la stabilità e la sicurezza regionale", hanno affermato.

Usa: navi evitino acque iraniane in stretto Hormuz

Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha comunicato che le navi commerciali battenti bandiera statunitense devono evitare le acque territoriali iraniane "per quanto possibile" quando navigano nello Stretto di Hormuz. Lo si legge in una nota del Dipartimento.

Capo Consiglio supremo Iran in Oman dopo colloqui con Usa

Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran. Ali Larijani, a capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, incontrerà Haitham bin Tariq, il Sultano dell'Oman, e il Ministro degli Esteri Badr bin Hamad al-Busaidi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana IRNA. Discuteranno degli ultimi sviluppi regionali e internazionali, nonché della cooperazione economica tra Iran e Oman, ha affermato l'agenzia di stampa. La visita arriva dopo che Iran e Stati Uniti hanno ripreso il dialogo in Oman venerdì, per la prima volta dalla guerra Iran-Israele. 

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