Usa, Donald Trump in un'intervista: "L'Iran non avrà armi nucleari né missiIi"

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Lo ha detto a Channel 12 il presidente Usa. Un uranio "diluito", e quindi non più utile a realizzare ordigni nucleari, in cambio della rimozione totale delle sanzioni. Il capo dell'agenzia nucleare iraniana Mohammad Eslami apre a un'ipotesi che potrebbe pesare sui colloqui in corso con gli Stati Uniti in Oman. Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran

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"L'Iran non avrà armi nucleari né missili", ha detto il presidente Usa Donald Trump a Channel12 per poi minacciar un'azione molto dura in caso di mancato accordo: "Potrei inviare una seconda portaerei in caso di mancato accordo", ha detto ad Axios.

Un uranio 'diluito', e quindi non più utile a realizzare ordigni nucleari, in cambio della rimozione totale delle sanzioni. Il capo dell'agenzia nucleare iraniana Mohammad Eslami apre a un'ipotesi che potrebbe pesare sui colloqui in corso con gli Stati Uniti in Oman. In risposta a una domanda sulla possibilità di diluire l'uranio arricchito al 60%, Eslami "ha affermato che ciò dipenderà dalla revoca di tutte le sanzioni".

Prima di imbarcarsi sul Wing of Zion per il volo diretto a Washington  per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato ai giornalisti che "presenterà  al presidente il nostro approccio sui principi dei negoziati" con  l'Iran.

Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha comunicato che le navi commerciali battenti bandiera statunitense devono evitare le acque territoriali iraniane "per quanto possibile" quando navigano nello Stretto di Hormuz.

Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran.

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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata una puntata di Numeri, approfondimento di Sky TG24.

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Iran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte

Arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana, il 26enne sarebbe stato condannato “con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni” dopo essere stato coinvolto nelle proteste a Teheran. 

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Wall Street Journal: "Tra opzioni Usa anche sequestro petroliere Iran"

I funzionari del governo degli Stati Uniti hanno discusso di sequestrare petroliere che trasportano petrolio iraniano per fare pressione su Teheran, ma temono ritorsioni e ripercussioni sui mercati petroliferi globali. Lo riporta il 'Wall Street Journal' citando funzionari statunitensi. Il quotidiano riporta che si tratta di una delle numerose opzioni che la Casa Bianca sta valutando nel corso dei negoziati con Teheran sul suo programma nucleare. Un funzionario della Casa Bianca ha risposto ai giornalisti che il Presidente degli Stati Uniti Trump "preferisce la diplomazia", ma ha "diverse opzioni a sua disposizione" se i colloqui in corso non dovessero portare a una soluzione.

Iran, Shirin Ebadi a Sky TG24: "Spero in un referendum libero"

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.

Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

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Araghchi: 'Witkoff e Kushner cercano di evitare la guerra'

"Penso che Witkoff e Kushner stiano cercando di evitare la guerra e di trovare una soluzione diplomatica, e questa è la decisione più saggia che il presidente Trump possa prendere". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, citato da Iran International. "Ci è stato detto che la loro intenzione è quella di trovare una soluzione pacifica: se sono seri loro, lo siamo anche noi", ha proseguito il capo della diplomazia iraniana.

Ny Times su bozza piano Gaza: Hamas potrebbe mantenere inizialmente armi leggere

Gli Stati Uniti chiedono che Hamas consegni tutte le armi in grado di colpire Israele, ma consentirebbero al gruppo di conservare alcune armi leggere, almeno inizialmente. A rivelare i contenuti della bozza del piano per Gaza sono funzionari e persone a conoscenza della questione citati dal 'New York Times'.

Un team guidato dagli Stati Uniti, che include Jared Kushner, genero del presidente Trump, Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per le missioni di pace, e Nickolay Mladenov, ex alto funzionario delle Nazioni Unite, intende condividere il documento con Hamas entro poche settimane.

Le fonti citate dal giornale sottolineano che i dettagli potrebbero ancora cambiare e che potrebbero emergere diverse bozze. Tuttavia, se il piano venisse presentato a Hamas, rappresenterebbe uno sforzo significativo verso la smilitarizzazione del gruppo armato, un elemento chiave del piano in 20 punti di Trump per Gaza che ha costituito la base dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas dopo due anni di guerra, sottolinea il giornale. 

Ue: "Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi"

"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco".

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

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Cisgiordania, le voci dei palestinesi che denunciano l'annessione. VIDEO

Trump: "Netanyahu vuole un accordo con Teheran"

Alla vigilia del suo incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a un giornalista israeliano che il premier israeliano "vuole un accordo" con l'Iran e che questa volta i colloqui sul nucleare si mostrano promettenti. "L'ultima volta non credevano che l'avrei fatto", racconta Trump a Barak Ravid, giornalista del canale israeliano Channel 12 e del sito di notizie Axios, in merito agli attacchi americani del giugno 2025 contro i siti nucleari iraniani, pochi giorni dopo il fallimento dei negoziati diplomatici. "Hanno esagerato", afferma Trump. Questa volta, i negoziati sono "molto diversi", aggiunge. "Possiamo fare un ottimo accordo con l'Iran". Il Presidente degli Stati Uniti afferma che Netanyahu non è contrario agli attuali colloqui tra Stati Uniti e Iran, che hanno incluso un incontro ad alto livello nel fine settimana in Oman: "Vuole anche lui un accordo. Vuole un buon accordo". Anche l'Iran, afferma Trump, "vuole fortemente raggiungere un accordo". Ma Trump dice a Ravid che gli Stati Uniti non hanno paura di fare i duri: "O faremo un accordo o dovremo fare qualcosa di molto duro, come l'ultima volta".

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Onu: non previsto incontro tra Guterres e Netanyahu

Non è previsto un incontro a New York tra il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che domani sara' a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto il portavoce di Guterres, aggiungendo pero' l'augurio che i "negoziati diretti tra Usa e Iran portino a una diminuzione visibile delle tensioni che abbiamo visto nella regione".

Wafa: solo a gennaio 3 giornalisti uccisi a Gaza

Secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa, le forze israeliane hanno continuato a prendere di mira sistematicamente i giornalisti palestinesi durante il mese di gennaio. Secondo la notizia, queste violazioni includono omicidi, arresti, sparatorie, minacce armate, detenzioni, ostruzione della copertura giornalistica, aggressioni fisiche, nonche' attacchi alle istituzioni mediatiche e confisca di attrezzature. Secondo Wafa, solo nel mese di gennaio, tre giornalisti palestinesi sono stati uccisi a Gaza, mentre sono stati documentati sei episodi di sparatorie  contro giornalisti, insieme a otto casi di minacce armate potenzialmente letali.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.

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Trump: "Potrei inviare seconda portaerei, senza accordo azione molto dura"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di stare valutando l’invio di una seconda portaerei in Medio Oriente in vista di una possibile azione militare se i negoziati con l’Iran dovessero fallire. "Abbiamo un’armata che si sta dirigendo laggiù e un’altra potrebbe partire", ha dichiarato ad Axios, aggiungendo di starci "pensando". "O faremo un accordo, oppure dovremo fare qualcosa di molto duro come l’ultima volta", ha aggiunto riferendosi ai raid statunitensi contro siti nucleari iraniani dello scorso giugno.

Trump: "Senza accordo con l'Iran, faremo qualcosa di molto duro"

Il presidente Donald Trump ha ribadito in un'intervista telefonica con Channel 12 che se non si riuscisse a raggiungere un accordo con l'Iran, sarebbe pronto a intraprendere un'azione militare come nella guerra dei 12 giorni dello scorso giugno. "Gli iraniani vogliono molto arrivare a un accordo. O faremo un accordo, o faremo qualcosa di molto duro, come l'altra volta". Il presidente ha detto che considera di "inviare una seconda portaerei nella regione, oltre alla Lincoln". 

Trump: "L'Iran non avrà armi nucleari né missili"

In un'intervista a Channel 12 il presidente Usa Donald Trump ha affermato: "L'Iran non avrà armi nucleari né missili'. L'intervista completa andrà in onda più tardi questa sera. "Possiamo raggiungere un ottimo accordo con l'Iran. Niente nucleare, niente missili balistici. La questione del nucleare è scontata", ha detto il presidente Usa.

Trump

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Dipartimento di Stato Usa annuncia sanzioni contro finanziatori di Hezbollah

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro esponenti legati a Hezbollah, accusati di continuare a "sfruttare il settore finanziario informale del Libano" per generare entrate a favore del gruppo filo-iraniano. Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato, mentre il Tesoro Usa ha precisato che le misure colpiranno la società piattaforma per lo scambia di oro Jood Sarl, il cittadino russo Andrey Viktorovich Borisov, il libanese Mohamed Nayef Maged e diverse società di spedizioni.

Secondo Washington, "questi attori hanno sostenuto schemi di elusione delle sanzioni che coinvolgono l’istituzione finanziaria controllata da Hezbollah, Al-Qard Al-Hassan (Aqah), e un operatore del team finanziario di Hezbollah con base in Iran". Il provvedimento rientra nella politica di "massima pressione contro il regime iraniano e i suoi proxy terroristici" dell’amministrazione del presidente Donald Trump. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che Hezbollah "rappresenta una minaccia per la pace e la stabilità in Medio Oriente" e che gli Stati Uniti "lavoreranno per tagliare questi terroristi fuori dal sistema finanziario globale per dare al Libano la possibilità di tornare a essere pacifico e prospero".

Iran, Larijani: "Gli Usa non si facciano condizionare da Netanyahu"

Il segretario del Supremo Consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha criticato la visita del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, negli Stati Uniti, invitando Washington a non lasciarsi condizionare sul dossier nucleare.

"Netanyahu è ora in viaggio verso gli Stati Uniti. Gli americani devono pensare con saggezza e non permettergli, con la sua messa in scena, di far passare il messaggio prima della partenza che 'voglio andare a spiegare agli americani il quadro dei negoziati nucleari' ", ha scritto in un post su X Larijani, che oggi a Muscat ha incontrato il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq, ed il ministro degli Esteri, Badr al-Busaid. "Gli Stati Uniti devono restare vigili sul ruolo distruttivo dei sionisti", ha aggiunto.

Iran, Cnn: "Netanyahu discuterà con Trump possibili opzioni militari"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intende discutere con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, possibili opzioni militari contro l'Iran durante il colloquio che i due avranno domani alla Casa Bianca. Lo hanno indicato alla Cnn due fonti israeliane, mentre Tel Aviv prepara piani di emergenza nel caso in cui i colloqui tra Usa e Iran dovessero fallire.

Secondo una delle fonti, Israele resta scettico sull'esito dei negoziati avviati venerdì scorso in Oman tra Washington e Teheran. Per questo Netanyahu intende insistere con Trump sulla necessità di tutelare gli interessi israeliani e di mantenere la piena libertà di azione militare del suo Paese anche nell'ambito di un eventuale accordo.

Netanyahu, ha aggiunto una fonte, intende presentare anche a Trump nuove informazioni di intelligence sulle capacità militari iraniane. "Israele è preoccupato dai progressi dell'Iran nel ripristinare le scorte e le capacità di missili balistici ai livelli precedenti alla guerra di 12 giorni", ha affermato la fonte, sostenendo che, secondo le valutazioni israeliane, senza un intervento Teheran potrebbe disporre di 1.800-2.000 missili balistici nel giro di settimane o mesi.

Netanyahu - Trump

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Netanyahu da Trump, negoziati con Iran nel mirino

Con una chiara missione in testa e un'urgenza dettata dal procedere dei negoziati indiretti tra Usa e Iran, il premier israeliano Benjamin Netanyahu si e' imbarcato su 'Ali di Sion' diretto a Washington dove domani incontrera' il presidente americano Donald Trump. Per la settima volta. L'obiettivo è riuscire a influenzare la posizione di Washington nei colloqui con Teheran, allontanando lo spettro di un accordo 'leggero' e al ribasso con la Repubblica islamica incentrato esclusivamente sull'arricchimento dell'uranio. Per Netanyahu, le linee rosse non riguardano solo il programma nucleare ma anche lo sviluppo di missili balistici e il sostegno e finanziamento di Teheran agli alleati regionali, Hamas e Hezbollah in primis. Da qui le richieste che il premier presenterà nello Studio Ovale: zero arricchimento sul suolo iraniano e rimozione delle scorte di uranio arricchito, con il ripristino di ispezioni da parte dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) e solidi meccanismi di controllo. Insisterà anche per restrizioni al programma missilistico balistico iraniano, sia in termini di gittata sia di quantità, e rinuncia all'impegno con l'Asse del male. Ad accompagnare il leader israeliano stavolta c'è una delegazione snella, che include il suo segretario militare, Roman Goffman, il consigliere per la Sicurezza Nazionale ad interim Gil Reich, insieme al consigliere politico Ophir Falk, e l'imprenditore Michael Eisenberg, rappresentante israeliano presso il Centro di Coordinamento Civile-Militare di Kiryat Gat per Gaza. Non ci sarà invece il suo capo di gabinetto, Tzachi Braverman, sotto indagine come sospettato nel caso Bibileaks e quindi temporaneamente allontanato dall'incarico. Assenti anche alti esponenti della Difesa: secondo la stampa, si era pensato di portare Omer Tishler, futuro capo dell'Aeronautica Militare e principale collegamento con il Pentagono dal momento che per dissidi interni manca un addetto militare permanente, ma l'idea è stata scartata. 

Rapporto "La flotta ombra iraniana una bomba a orologeria per l'ambiente"

La "flotta ombra" di petroliere legate all'Iran è come "una bomba a orologeria" per l'ambiente, a causa di alti rischi associati di disastri ecologici catastrofici: è una delle principali conclusioni di un rapporto elaborato dalla società specializzata Pole Star Global, citato dal Guardian. L'analisi in questione — spiega il quotidiano britannico — ha preso in esame la situazione di 29 navi iraniane che hanno "spento" i propri sistemi di monitoraggio satellitare in seguito all'inizio di sequestri di presunte petroliere ombra da parte degli Stati Uniti lo scorso dicembre. Il risultato è che sette di queste imbarcazioni legate a Teheran sono state classificate come "a rischio estremo" di provocare incidenti, in particolare perché sono molto vecchie, con almeno 25-30 anni di servizio. In aggiunta, è stato constatato che le petroliere in questione "sono generalmente prive di assicurazione", per cui, in caso di incidenti, i costi di gestione e pulizia di eventuali sversamenti andrebbero a carico del Paese in cui si verifichi il disastro. È inoltre anche probabile che navighino nonostante "standard di manutenzione ridotti". Per Saleem Khan, responsabile dei dati e delle analisi di Pole Star Global, è dunque "solo una questione di tempo" prima che qualcuna di queste petroliere ombra venga coinvolta in un incidente di grossa portata. "La questione principale è semplicemente la portata del potenziale disastro", ha aggiunto, sostenendo che "potrebbe essere superiore" anche rispetto all'incidente della Exxon Valdez, avvenuto nel 1989 in Alaska e considerato uno dei più gravi di carattere ambientale in acque degli Stati Uniti. 

Media, Idf elabora piani per un'offensiva a Gaza se Hamas non disarma

Le forze armate israeliane stanno elaborando piani per una nuova offensiva su larga scala nella Striscia di Gaza con l'obiettivo di disarmare con la forza Hamas, ritenendo improbabile che l'organizzazione consegni le armi volontariamente. Lo riferiscono i media israeliani. A quattro mesi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, che prevede la smilitarizzazione della Striscia e il disarmo di Hamas, negli apparati di sicurezza di Israele cresce la convinzione che l'attuazione dell'intesa resti incerta e che senza un intervento militare il gruppo resterebbe armato e al potere, tentando di ricostruire le proprie capacità. Secondo le valutazioni dell'esercito, un'eventuale ripresa delle ostilità potrebbe risultare più intensa e più estesa rispetto alle precedenti fasi del conflitto. 

Gli Usa: "Teheran sia razionale, non si arrivi allo scontro"

Le minacce dell'Iran contro gli Stati Uniti "non sono utili" e "non contribuiranno a disinnescare la situazione". Lo ha dichiarato l'ambasciatore degli Stati Uniti alla Nato, Matthew Whitaker, in un briefing con la stampa in vista della riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza, augurandosi che l'Iran agisca "razionalmente". "Gli Stati Uniti hanno schierato un'armada in posizione e il presidente Trump continua a detenere tutte le carte in mano. Credo che abbiamo imparato molto tempo fa che parlare è facile e che le capacità effettive, la vera potenza di fuoco, sono ciò che alla fine fa vincere qualsiasi scontro. Speriamo che non si arrivi a questo" - ha aggiunto l'ambasciatore Usa - "Speriamo che gli iraniani ascoltino il presidente", ha poi precisato spiegando che Trump ha chiesto a Teheran di non avere più aspirazioni nucleari e di limitare la produzione di missili balistici a medio raggio, in modo da non essere più una minaccia per la regione. "Il presidente Trump sta semplicemente cercando di portare pace e stabilità in tutto il mondo, incluso il Medio Oriente. Continuo a credere che ci sia una strada giusta, e spero che non dovremo usare l'incredibile potenza di fuoco che potremmo mettere in campo". L'ultima volta, nella guerra dei 12 giorni, "hanno visto quali sono le nostre capacità, e noi abbiamo visto quali non erano le loro. Dobbiamo continuare a parlare con loro. Aspettiamoci che tutti agiscano razionalmente", ha concluso. 

Shin Bet: "Arrestati membri di una rete terroristica in Cisgiordania"

Lo Shin Bet ha reso noto di aver arrestato i membri di una rete terroristica con sede in Cisgiordania, diretta dal Libano da persone legate ad Hamas e Hezbollah. Secondo l'agenzia di sicurezza, la rete aveva il compito di fotografare un insediamento israeliano e i suoi membri si erano sottoposti a un addestramento all'uso delle armi da fuoco prima di portare a termine un attacco. Cinque membri della cellula, tutti palestinesi della Cisgiordania, sono stati incriminati. 

Iran e Oman discutono modalità per un accordo "equo" con gli Usa

Ali Larijani, il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran e principale consigliere della Guida suprema Ali Khamenei, ha incontrato il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq, per discutere di modalità per raggiungere un accordo "equilibrato e giusto" con gli Stati Uniti, che serva gli interessi di entrambe le parti, dopo l'avvio la scorsa settimana a Muscat di nuovi colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran. Secondo quanto riferisce Mehr, durante l'incontro è stata anche sottolineata l'importanza di tornare al tavolo del dialogo come mezzo per superare le divergenze e risolvere le controversie con mezzi pacifici, a sostegno della pace e della sicurezza regionale e internazionale. Muscat ha mediato i colloqui tra Iran e Stati Uniti venerdì, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato una nuova azione militare nel caso in cui l'Iran non accettasse di interrompere le sue attività nucleari, missilistiche e regionali, nonché la sanguinosa repressione dei manifestanti. 

Iran, incontro Netanyahu-Trump domani alle 17

Si terrà alle 11 ora locale, le 17 in Italia, l'incontro in programma domani alla Casa Bianca tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lo ha reso noto l'ufficio del primo ministro israeliano, precisando che al momento non sono previste conferenze stampa né dichiarazioni sia prima che dopo il faccia a faccia. Netanyahu, prima di partire per Washington, ha spiegato ai giornalisti che l'Iran sarà l'argomento principale del colloquio con Trump.

Marito Mohammadi: Narges libera può fare molto per la democrazia

Narges Mohammadi ''potrebbe fare molto per la democrazia in Iran, grazie al suo attivismo, alla rete che ha costruito'' e anche grazie al fatto che ''riesce a dialogare con la comunità internazionale''. Così l'attivista iraniano Taghi Rahmani, marito del Premio Nobel per la pace 2023, mentre l'opposizione iraniana appare senza un leader unificante in grado di guidare la transizione nel caso di un'eventuale caduta del regime teocratico. "Rivolgo un appello a tutte le organizzazioni, a tutti i media, a chiunque possa fare qualcosa affinché Narges venga liberata'', afferma Rahmani. ''Narges, in qualità di attivista per i diritti umani, potrebbe fare tanto per gli iraniani se fosse libera. Potrebbe compiere azioni molto utili dato che è una persona conosciuta a livello internazionale'' e che ''riesce a dialogare con il mondo, dove le sue attività sono apprezzate''. Rahmani ha ricordato che Narges Mohammadi ''è stata condannata a 6 anni di carcere più un anno e mezzo per attentato alla sicurezza dello stato, per un totale di 7 anni e mezzo di carcere''.

Media: nel 2018 Netanyahu informato da intelligence che Hamas voleva attaccare Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ricevette già nell'aprile 2018 rapporti di intelligence delle Idf che descrivevano dettagliatamente i piani di battaglia di Hamas, citando documenti di intelligence e testimonianze di alti funzionari. Lo riporta il sito di notizie Ynet, secondo cui, a partire da quell'anno, il Movimento islamico di resistenza sviluppò fino al 2022 un piano operativo completo per un attacco coordinato e multifronte contro le basi militari israeliane e le comunità civili nel sud di Israele. Il piano di attacco, che in seguito fu elaborato in un documento noto come "Muri di Gerico", prevedeva di attraversare il confine di Gaza in decine di punti e di schierare migliaia di combattenti. Secondo Ynet, a Netanyahu furono fornite informazioni sui piani di Hamas più volte nel corso degli anni, nonostante le sue ripetute smentite pubbliche di aver mai visto o sentito parlare dei "Muri di Gerico" prima del 7 ottobre. Il rapporto sostiene che il primo trasferimento noto del piano alla leadership israeliana avvenne nell'aprile 2018, quando la divisione di ricerca della direzione dell'intelligence militare distribuì uno speciale documento ad alti funzionari, tra cui i segretari militari del primo ministro e del ministro della difesa, il Consiglio di sicurezza nazionale, i capi dello Shin Bet e del Mossad e l'ufficio del capo di stato maggiore delle Idf. 

Iran: Khamenei grazia oltre 2000 detenuti, ma non rivoltosi

L'ayatollah Ali Khamenei ha concesso oggi la grazia o una riduzione della pena a oltre 2.000 detenuti, ma nessuno tra quanti sono finiti in carcere per le recenti proteste. Lo riferisce Mizan Online, il sito della magistratura iraniana. L'annuncio arriva come da tradizione alla vigilia dell'anniversario della rivoluzione islamica; domani saranno 47 anni da quando l'allora ayatollah Ruollah Khomeini prese il potere. "Il leader della rivoluzione islamica ha accettato la richiesta del capo della magistratura di graziare, ridurre o commutare le pene di 2.108 condannati", ha spiegato Mizan Online. Nell'elenco pero' non figurano "gli imputati e i detenuti delle recenti rivolte", ha chiarito il vice capo della magistratura Ali Mozaffari. Secondo l'opposizione al regime degli ayatollah, nell'ondata di proteste iniziata il 28 dicembre scorso sono state arrestate 50mila persone.

Iran, Khamenei concede grazia a 919 prigionieri

La Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei ha accolto la richiesta del capo  della magistratura iraniana, Gholam Hossein Mohseni Ejei, di concedere  la grazia e liberare 919 prigionieri, a condizione che non abbiano  commesso altri reati e non abbiano altre condanne. Lo ha reso noto  l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, aggiungendo che 1.189 prigionieri  riceveranno una riduzione della pena.

Amb. Usa: "No differenze notevoli con Israele su richieste a Iran"

"Non ci sono differenze significative tra Israele e gli Stati Uniti per quanto riguarda le richieste all'Iran". E' quanto ha dichiarato l'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, a i24NEWS in vista dell'incontro che si terra' domani a Washington tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Donald Trump.

La Turchia non intende ritirarsi dalla Siria

La Turchia non ritirerà le proprie truppe dal nord della Siria. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore turco Yasar Guler, citato dai media regionali, escludendo qualsiasi decisione imminente su un disimpegno militare.    "Continuiamo a prendere le precauzioni necessarie", ha detto il generale turco, lasciando intendere che Ankara non intende rivedere nel breve periodo la propria presenza militare nel nord della Siria. "Non abbiamo piani di ritiro, né di lasciare la Siria per ora", ha detto Guler, citato da al-Monitor. "La decisione spetta alla Repubblica di Turchia e non terrà conto di ciò che dicono altri. Al momento non esiste alcuna decisione in tal senso", ha aggiunto.    Le dichiarazioni di Guler arrivano dopo l'accordo del 30 gennaio tra Damasco e le forze curdo-siriane. L'intesa prevede una futura integrazione, almeno sulla carta, delle forze curde nel cosiddetto nuovo esercito governativo siriano, espressione in larga parte delle ex milizie arabo-siriane fortemente anti-curde e sostenute da Ankara.    Secondo stime non ufficiali, almeno 10.000 soldati turchi sarebbero dispiegati nel nord della Siria. La presenza militare di Ankara risale al 2016 con l'operazione 'Scudo dell'Eufrate', ufficialmente nel quadro della guerra contro l'Isis e, di fatto, per bloccare l'espansione territoriale forze curdo-siriane. Nel 2018 le truppe turche avevano invaso anche il nord-ovest della Siria con un'operazione che ha causato una pulizia etnica a danno dei curdi nell'ex enclave di Afrin. Dal 2017 la Turchia mantiene inoltre un contingente nella regione di Idlib in base agli accordi di spartizione allora negoziati con Russia e Iran.

Netanyahu: "A Trump presenterò i nostri principi sui negoziati con l'Iran"

Prima di imbarcarsi sul Wing of Zion per il volo diretto a Washington per incontrare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato ai giornalisti che "presenterà al presidente il nostro approccio sui principi dei negoziati" con l'Iran. Lo riporta il Times of Israel.     Il premier israeliano afferma che questi principi sono importanti non solo per Israele, ma per ogni Paese del mondo "che desidera pace e sicurezza". I due leader discuteranno di "una serie di argomenti", tra cui Gaza, ha affermato.

Il capo del Consiglio di sicurezza iraniano oggi in Oman

Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo una nuova tornata di colloqui sul nucleare tenutasi a Muscat tra funzionari di Washington e Teheran. Ali Larijani, che presiede il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, terrà colloqui con Haitham bin Tariq, sultano dell'Oman, e con il ministro degli Esteri Badr bin Hamad al-Busaidi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna. Discuteranno degli ultimi sviluppi regionali e internazionali, nonché della cooperazione economica tra Iran e Oman, ha affermato l'agenzia di stampa. La visita arriva dopo che venerdì Iran e Stati Uniti hanno ripreso il dialogo in Oman per la prima volta dalla guerra di 12 giorni tra Iran e Israele dello scorso giugno, alla quale ha partecipato brevemente anche l'esercito statunitense.

Teheran: "Gli Usa non si facciano influenzare da Israele"

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato "il ruolo di Israele nella diplomazia regionale", invitando Washington ad "agire in modo indipendente nella sua politica estera e a non lasciare che attori esterni dettino le decisioni", nel contesto dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti.  "L'Iran sta negoziando con gli Stati Uniti ed è la Casa Bianca che dovrebbe decidere di agire in modo indipendente dalle pressioni esterne, in particolare da Israele, che ignora gli interessi regionali e persino americani", ha dichiarato Baghaei nella sua conferenza stampa settimanale, aggiungendo: "Israele è una fonte di insicurezza e si è opposto a qualsiasi mossa diplomatica nella regione che possa portare alla pace". Baghaei ha rilasciato questa osservazione in vista della visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti, durante la quale le due parti dovrebbero discutere dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti.

Media: Iran sigilla ingressi sito nucleare Ishafan, forse temono attacco'

Immagini satellitari mostrano che tutti gli ingressi dei tunnel del sito nucleare iraniano di Isfahan sono stati sepolti, un possibile segnale di una preoccupazione di Teheran per eventuali attacchi sul sito. Lo scrivono i media israeliani come il Times of Israel e i24, riprendendo una notizia pubblicata dall'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale con sede a Washington.    L'istituto, che da tempo monitora i siti nucleari iraniani, afferma che le immagini di domenica mostrano che due degli ingressi sono ora completamente coperti, mentre il terzo ingresso più a nord del complesso presenta anche "ulteriori misure di difesa passiva". L'organizzazione afferma che non si osserva più attività veicolare agli ingressi.  L'istituto afferma che sembra che l'Iran sia preoccupato per la possibilità di attacchi o raid da parte degli Stati Uniti o di Israele, o di entrambi, sul sito. "Riempire gli ingressi dei tunnel contribuirebbe a smorzare qualsiasi potenziale attacco aereo - spiegano - e renderebbe anche difficile l'accesso via terra in caso di un raid delle forze speciali per sequestrare o distruggere l'uranio altamente arricchito eventualmente contenuto al suo interno. Preparativi come questi sono stati osservati l'ultima volta nei giorni precedenti l'Operazione Midnight Hammer che ha colpito gli impianti di Fordow, Natanz ed Isfahan", afferma l'istituto. L'impianto di Isfahan era noto principalmente per la produzione di gas di uranio che viene immesso nelle centrifughe per essere centrifugato e purificato.  L'Iran ha adottato ulteriori misure di difesa civile nelle ultime settimane: 82 stazioni della metropolitana della capitale erano state trasformate in rifugi di emergenza e rifornite di attrezzature essenziali per la sopravvivenza. Misure simili erano state adottate l'ultima volta prima dell'Operazione Rising Lion. Secondo quanto riferito, i funzionari iraniani hanno anche iniziato a stoccare grandi quantità di carburante in camion da utilizzare come unità di stoccaggio mobili in caso di attacco.

Teheran. "Colloqui con Usa un buon inizio, affrontiamo la loro sfiducia"'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha descritto i colloqui Iran-Stati Uniti, iniziati venerdì in Oman, come un buon inizio, sottolineando: "È necessario affrontare la sfiducia riguardo alle intenzioni e agli obiettivi della parte americana". Araghchi ha rilasciato questa osservazione in conversazioni telefoniche separate con i Ministri degli Esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita ieri sera. Secondo Mehr, i massimi diplomatici stranieri hanno accolto con favore la ripresa dei negoziati tra Iran e Stati Uniti, chiedendo la prosecuzione del dialogo per raggiungere una soluzione politica e diplomatica e prevenire l'escalation delle tensioni. "Il successo dei colloqui è significativo per la stabilità e la sicurezza regionale", hanno affermato.

Usa: navi evitino acque iraniane in stretto Hormuz

Il Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti ha comunicato che le navi commerciali battenti bandiera statunitense devono evitare le acque territoriali iraniane "per quanto possibile" quando navigano nello Stretto di Hormuz. Lo si legge in una nota del Dipartimento.

Capo Consiglio supremo Iran in Oman dopo colloqui con Usa

Il segretario del massimo organo di sicurezza iraniano è arrivato in Oman, pochi giorni dopo il nuovo round di colloqui sul nucleare a Mascate tra funzionari di Washington e Teheran. Ali Larijani, a capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, incontrerà Haitham bin Tariq, il Sultano dell'Oman, e il Ministro degli Esteri Badr bin Hamad al-Busaidi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana IRNA. Discuteranno degli ultimi sviluppi regionali e internazionali, nonché della cooperazione economica tra Iran e Oman, ha affermato l'agenzia di stampa. La visita arriva dopo che Iran e Stati Uniti hanno ripreso il dialogo in Oman venerdì, per la prima volta dalla guerra Iran-Israele. 

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