Iran, Trump incontra Netanyahu alla Casa Bianca: "Negoziati continuino"

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 "È stato un incontro molto buono", ha scritto Trump su Truth. Il premier israeliano ha incontrato anche l'inviato Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner e ha firmato l'ok di Israele al Board of Peace con Marcu Rubio. La Francia ha esortato Francesca Albanese a rassegnare le dimissioni. A suscitare la dura reazione di Parigi sono state le dichiarazioni della relatrice speciale dell'Onu che nei giorni scorsi ha definito Israele nemico comune dell'umanità

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa. Al centro del faccia a faccia i negoziati con l'Iran. "È stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho  insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può  trovare un accordo", ha scritto Trump su Truth, per poi sottolineare: "L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un accordo, ed è stato colpito dal 'Midnight Hammer'. Non è andata bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili". L'ufficio del primo ministro israeliano ha reso noto che nel corso  dell'incontro, il presidente Usa Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno  discusso dei negoziati con l'Iran, con il premier israeliano che ha ribadito le esigenze di sicurezza del Paese, della situazione a Gaza e degli  sviluppi regionali.

Netanyahu ha incontrato alla Casa Bianca anche l'inviato Steve Witkoff e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, e ha firmato con Marco Rubio l'ok di Israele al Board of Peace. Durante l'incontro sono state discusse "questioni regionali" e i due funzionari Usa avrebbero aggiornato Netanyahu sul primo giro di colloqui tenuti con l'Iran venerdì scorso, a Muscat. 

La Francia ha esortato Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu su Territori palestinesi, a rassegnare le dimissioni. A suscitare la dura reazione di Parigi sono state le "dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli" dell'esperta che nei giorni scorsi ha definito Israele nemico comune dell'umanità. "La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e riprovevoli di Francesca Albanese, che prendono di mira non il governo israeliano, le cui politiche possono essere criticate, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, in Parlamento. 

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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano  Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che  intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner  commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della  decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata  di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.

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Iran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte

Arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana, il 26enne sarebbe  stato condannato “con un processo estremamente rapido, nel giro di soli  due giorni” dopo essere stato coinvolto nelle proteste a Teheran.

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Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio  Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta  vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state  uccise.

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Media: "L'Iran nega le notizie di esecuzioni segrete di manifestanti"

Il ministro degli Esteri iraniano ha contestato un rapporto di Israel Hayom secondo cui Teheran avrebbe giustiziato segretamente migliaia di persone, accusando la testata di diffondere affermazioni politicamente motivate. Lo scrive Iran International.     "Non ci sono state esecuzioni, non si è concluso alcun processo e più di 2.000 prigionieri sono stati graziati", ha affermato Abbas Araghchi in un post su X.     Oggi Israel Hayom ha riferito che le agenzie di intelligence occidentali ritengono che l'Iran abbia eseguito segretamente migliaia di esecuzioni nonostante le rassicurazioni fornite agli Stati Uniti, secondo cui i detenuti sarebbero stati uccisi in custodia e la loro morte sarebbe stata nascosta. Il rapporto afferma che, invece di impiccare i manifestanti detenuti nelle piazze cittadine, le autorità li hanno uccisi a colpi di arma da fuoco o strangolati mentre erano in custodia e hanno detto alle loro famiglie che erano morti durante le proteste, nonostante le prove dimostrassero che erano stati arrestati vivi.

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un  terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue  per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove  sanzioni all'elenco".

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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica  islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e  Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica.  L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta  dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel  conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore  del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i  Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la  spietata repressione delle ultime proteste.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra  movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite  della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello  dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Iran, Netanyahu ribadisce a Trump esigenze sicurezza di Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "ha sottolineato le esigenze di sicurezza dello Stato di Israele nel quadro dei negoziati" tra Stati Uniti e Iran durante il suo incontro di oggi con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.- "I due leader hanno concordato di continuare il coordinamento e gli stretti contatti", ha dichiarato l'ufficio del leader israeliano in una nota. 

Eurobarometro: crescono le preoccupazioni dei cittadini

Secondo l’ultimo sondaggio Eurobarometro pubblicato dal Parlamento Ue i  cittadini europei sarebbero sempre più preoccupati a causa delle  crescenti tensioni geopolitiche, ma con le paure cresce anche l’esigenza  di un’Unione più coesa e capace di fornire protezione.

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Media: "Netanyahu alla Casa Bianca con un dossier di prove contro l'Iran"

Secondo la tv israeliana Channel 12, il premier Benjamin Netanyahu è arrivato all'incontro alla Casa Bianca con un dossier di prove secondo cui gli iraniani stanno mentendo agli Stati Uniti. Netanyahu ha presentato ai funzionari del governo americano evidenze che il regime iraniano ha continuato a massacrare i suoi cittadini, anche dopo che questi avevano dichiarato che avrebbero smesso di colpire i civili. Inoltre, secondo le prove in possesso di Israele, gli iraniani non avevano intenzione di discutere alcuna questione non nucleare nei negoziati fin dall'inizio. Un alto funzionario americano ha dichiarato alla Tv: "Uno degli obiettivi dell'incontro tra Netanyahu e Trump è decidere cosa fare se i negoziati con l'Iran falliscono. Questo è un incontro cruciale".

Netanyahu a Trump: "Israele ha esigenze di sicurezza"

L'ufficio del primo ministro israeliano rende noto che nel corso dell'incontro, il presidente Usa Donald TRump e Benjamin Netanyahu hanno discusso dei negoziati con l'Iran, della situazione a Gaza e degli sviluppi regionali. "Il primo ministro ha sottolineato le esigenze di sicurezza dello Stato di Israele nel contesto dei negoziati, e i due hanno concordato di proseguire il coordinamento e il contatto stretto tra loro", aggiunge la nota.

Trump: "L'ultima volta che l'Iran ha rifiutato accordo li abbiamo attaccati"

"L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un accordo, ed è stato colpito dal 'Midnight Hammer'. Non è andata bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili". Lo ha scritto Donald Trump su Truth.

Trump: "Con Netanyahu ho insistito che i negoziati con l'Iran continuino"

"Ho appena finito il mio incontro con Benjamin Netanyahu. È stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuino per vedere se si può trovare un accordo". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. 

Cisgiordania, coloni israeliani demoliscono 15 case palestinesi

I coloni israeliani hanno demolito 15 case palestinesi e un recinto per animali in un villaggio vicino a Gerico, in Cisgiordania. Lo hanno detto all'Afp residenti e attivisti locali. Le strutture, molte delle quali baracche di lamiera, sono state demolite ieri ad Al-Duyuk Al-Tahta, nel contesto della crescente violenza dei coloni che ha costretto numerose famiglie a fuggire.

Gli ultimi episodi di violenza si sono verificati pochi giorni dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato misure volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania, aprendo la strada a un'ulteriore espansione degli insediamenti. "Sono arrivati ​​circa 50 coloni, hanno costretto tutti a uscire dalle case e hanno iniziato a demolirle. Poi hanno preso tutto, persino i polli", raccontato all'Afp Mustafa Kaabneh, residente del villaggio da quasi vent'anni.

Iran, Comitato Nobel: "Profondamente sconvolti per brutale arresto Mohammadi"

Il Comitato norvegese per il Nobel si è detto oggi "profondamente sconvolto" per il "brutale" arresto avvenuto in Iran a dicembre di Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 2023, in condizioni di salute molto precarie. L'attivista iraniana per i diritti umani, 53 anni, era stata arrestata il 12 dicembre nella città di Mashhad (nord-est) insieme ad altri attivisti, dopo aver preso la parola durante una cerimonia in omaggio a un avvocato trovato morto. “Il Comitato norvegese per il Nobel è profondamente sconvolto dalle notizie attendibili che descrivono l'arresto brutale, i maltrattamenti fisici e continui che mettono in pericolo la vita” di Narges Mohammadi, ha affermato in un comunicato, chiedendo nuovamente la sua "liberazione immediata e incondizionata" e che le venga garantito l'accesso alle cure mediche.

Berrino (FdI): "Anche Italia rifletta su ruolo Albanese"

"Le dichiarazioni di Francesca Albanese continuano a sollevare forti perplessità, in Italia e all'estero. Anche in Francia spesso indicata dalla sinistra italiana come modello, non sono mancate prese di distanza rispetto a posizioni giudicate squilibrate e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre". È quanto osserva il capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Gianni Berrino, dopo che Parigi ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale Onu per i Territori Palestinesi. "Chi esercita un mandato internazionale sui diritti umani deve garantire equilibrio, imparzialità e responsabilità. Le sue parole, invece - continua il senatore - sono state più volte percepite come unilaterali e ambigue nei confronti di Hamas, organizzazione terroristica riconosciuta dall'Unione Europea. La difesa dei diritti umani non può trasformarsi in attivismo politico selettivo e se all'estero si sollevano dubbi, anche in Italia sarebbe doveroso - conclude l'esponente di FdI - aprire una riflessione seria, senza silenzi imbarazzati. Le istituzioni devono essere credibili. Sempre".

La Russa: "Albanese? Dopo film su 7 ottobre che altro dire?"

"Che vuoi dire dopo questo documentario. Dopo questo documentario, vi giuro, non riesco  a commentare nent'altro . L'avete visto? Non ci ho creduto. Abbiamo visto migliaia di cose , ma se uno vede questo film... mi chiedo anche come sia stato possibile che per sei ore  nessuno sia arrivato, mi chiedo anche questo... vabbè, arrivederci". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, visibilmente turbato dopo aver assistito alla proiezione del documentario "We will dance again" sul 7 ottobre, ha replicato ai cronisti che gli domandavano un commento sulla richieste della Francia di dimissioni di Francesca Albanese da rapporteur dell'Onu su Gaza.

Netanyahu firma con Rubio ok Israele a 'Board of Peace'

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha firmato oggi a Washington l'ingresso di Israele nel 'Board of Peace' creato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Netanyahu ha firmato ufficialmente l'atto con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Di Segni (Ucei): "Apprezzo Francia su Albanese, fa paura suo modo demonizzare"

"Apprezzo ciò che la Francia ha proposto, riconosciuto e compreso". Così la presidente dell'Ucei Noemi Di Segni commenta la richiesta della Francia di dimissioni della relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi Francesca Albanese. "Il suo modo di parlare e demonizzare mette paura ed è pericoloso", afferma Di Segni.

Consiglio Toscana chiede al Parlamento il riconoscimento dello Stato di Palestina

"L'Italia riconosce lo Stato di Palestina come Stato sovrano e indipendente entro i confini che si conformino alle risoluzioni delle Nazioni unite e al diritto internazionale": è quanto prevede il primo e unico articolo della proposta di legge al Parlamento approvata dal Consiglio regionale della Toscana con il voto della maggioranza (23 i sì di Pd, M5s, Cr, Avs), la non partecipazione al voto di Fdi, Fi e di Futuro Nazionale (13 votanti) e zero voti contrari. "Siamo la prima regione in Italia a farlo", ha detto il presidente della Toscana Eugenio Giani. La proposta di legge è stata approvata al termine di un lungo dibattito in aula che ha registrato anche un'interruzione dei lavori nel tardo pomeriggio per permettere ai gruppi di minoranza di riunirsi a decidere se e come votare l'atto modificato con un emendamento presentato dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani direttamente in aula, durante la discussione. Il testo presentato inizialmente chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "con capitale Gerusalemme Est" come Stato sovrano e indipendente "entro i confini del 1967". L'emendamento di Giani ha apportato due modifiche eliminando il riferimento alla capitale e ai confini del 1967. La modifica del testo ha quindi convinto il centrodestra, intenzionato in un primo momento a votare contro, a non partecipare alla votazione rimanendo però in aula. L'assemblea ha approvato l'emendamento del presidente Giani e respinto un altro emendamento di Fdi che chiedeva il riconoscimento dello Stato di Palestina "nel rispetto dell'integrità territoriale e dei diritti alla sicurezza dei Paesi confinanti".  

Incontro Trump-Netanyahu: presenti Rubio, Hegseth e Witkoff

All'incontro tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in corso alla Casa Bianca, sono presenti nella stanza il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner. È quanto riporta la stampa israeliana. Contrariamente al solito, i giornalisti non sono stati ammessi e non sono state previste dichiarazioni ai media o conferenza stampa. Netanyahu è entrato alla Casa Bianca da un ingresso secondario, lontano dai reporter e senza la consueta cerimonia pubblica. 

Lega, depositata risoluzione per dimissioni immediate Albanese

"La Lega sull'Albanese ha una sola richiesta: dimissioni! Per questo abbiamo presentato una risoluzione nella quale ci uniamo alla Francia e a qualsiasi altro Paese nel chiedere che la relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi lasci immediatamente l'incarico. Chi definisce - solo per citare un esempio - Israele 'nemico comune dell'umanità', ha ben poco da dichiararsi super partes e fomenta più che leciti sospetti sul suo antisemitismo". Così i deputati della Lega Paolo Formentini (vicepresidente della commissione Esteri) ed Eugenio Zoffili (capogruppo in commissione Difesa) e i componenti della commissione Affari Esteri: Simone Billi, Dimitri Coin, Andrea Crippa e Alessandro Giglio Vigna.

Osservatorio Israele: "Dimissioni Albanese passaggio necessario per credibilità Onu"

"L’Osservatorio Israele esprime soddisfazione per la posizione assunta dalla Francia e, in particolare, dal ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che ha chiesto formalmente le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi". Lo scrive in una nota lo stesso osservatorio, il cui presidente Nicolae Galea lo definisce "un passaggio necessario e direi improrogabile. Le istituzioni internazionali non possono trasformarsi in piattaforme di delegittimazione sistematica contro Israele. La credibilità degli organismi delle Nazioni Unite si fonda su criteri di imparzialità, equilibrio e rigore giuridico, che devono valere innanzitutto per chi ricopre incarichi di responsabilità internazionale. Ora ci aspettiamo che altri Paesi seguano l’esempio francese e che, finalmente, le Nazioni Unite decidano di interrompere ogni rapporto con la signora Albanese".

Ucei: "Vicinanza Albanese ad Hamas pericolosa, bene la Francia"

"Bene che anche una voce governativa francese si aggiunge a quelle nostre invitando a riconoscere nelle folli parole pronunciate dalla Albanese un odio profondo e demolitivo non solo del diritto di Israele e del popolo ebraico di esistere, ma anche delle nostre democrazie. La Albanese con la vicinanza manifestata verso i più alti ranghi di Hamas, rappresenta un reale pericolo e duole che ci sia, anche nella compagine parlamentare e istituzionale italiana chi la considera un'autentica "relatrice" da onorare". Così all'ANSA la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni commenta la decisione della Francia di chiedere le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell'Onu.

La Francia chiede dimissioni Albanese, lettera dei deputati a Barrot

C'è una lettera di un gruppo di parlamentari francesi, inviata il 10 febbraio al ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, all'origine della risposta positiva del capo della diplomazia francese sul caso Francesca Albanese. Nel testo, i deputati chiedono che la Francia si faccia promotrice di sanzioni contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi e della sua immediata decadenza da ogni mandato Onu, contestandole prese di posizione pubbliche giudicate incompatibili con l'imparzialità e la credibilità richieste dal suo incarico e accusandola di aver reiterato dichiarazioni di natura antisemita e di aver assunto una postura "sistematicamente a carico contro lo Stato di Israele".    La lettera cita in particolare un intervento tenuto il 7 febbraio a Doha, in un forum organizzato da Al Jazeera, nel corso del quale Albanese avrebbe definito Israele "nemico comune dell'umanità", affermazione che - secondo i firmatari - rientra in una retorica riconducibile all'antisemitismo contemporaneo, come definito dall'IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance). I parlamentari chiedono a Parigi di agire in difesa dell'integrità morale e istituzionale delle Nazioni Unite e della responsabilità politica della Francia sulla scena internazionale. Tra i firmatari figura anche Sandro Gozi, eurodeputato italiano eletto in Francia e segretario generale del Partito Democratico Europeo.

Biancofiore (C'I): "Stufi lezioncine Albanese"

 "Delle lenzioncine di Albanese siamo stufi, per usare un eufemismo, e finalmente le sue folli elucubrazioni provocano sdegno anche in altri Paesi". Lo dichiara la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d'Italia, Nm, Udc, Maie. "Bene ha fatto la Francia a chiedere le sue dimissioni da relatrice speciale delle Nazioni unite per i Territori palestinesi e che saranno ufficialmente richieste il 23 febbraio al Consiglio Onu. Il suo squallido antisemitismo, perche' di questo si tratta, il suo profondo odio nei confronti del popolo di Israele, figlio dell'odio piu' becero che dovrebbe appartenere al secolo scorso e ai libri di storia, non e' piu' moralmente accettabile. Da lei, che a quanto sembra si accompagna ai terroristi di Hamas ed esponenti della teocrazia iraniana, non possiamo piu' accettare lezioni di storia o morale. Non dovremmo piu' stupirci degli orrori verbali di cui e' autrice, dopo aver bollato Liliana Segre con ignobili epiteti, eppure sarebbe ora non essere piu' costretti ad ascoltarli", conclude.

Kelany (FdI): "Su Albanese la sinistra italiana si darà una svegliata come Macron?"

"Stavolta a mettere in discussione l'idolo della sinistra Francesca Albanese non ci sono gli Usa di Donald Trump ma la Francia del progressista Macron, che intende chiedere le dimissioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati dopo l'ennesimo attacco contro Israele, che sabato scorso Albanese ha definito "nemico comune dell'umanità" parlando all'Al Jazeera forum. Allo stesso evento, tra l'altro, partecipava anche il capo di Hamas all'Estero, Khaled Meshaal. Nonostante faccia una gaffe dopo l'altra, il M5S, il Pd e AVS continuano a portare Albanese in trionfo tra cittadinanze onorarie e convegni nei palazzi delle istituzioni, l'ultimo alla Camera la settimana scorsa. Ormai è palese che si sia passato totalmente il limite: un conto è la difesa del popolo palestinese, un altro è propagandare odio fondato sull'antisemitismo. Se ne sono accorti dalle parti di Macron: chissà se anche la nostra sinistra si darà finalmente una svegliata. Non abbiamo bisogno di cattivi maestri". Così Sara Kelany, deputato di Fratelli d'Italia alla Camera e responsabile Immigrazione del partito.

Iran: al via incontro Trump-Netanyahu alla Casa Bianca

Ha preso il via l'incontro alla Casa Bianca tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Al centro del faccia a faccia i negoziati con l'Iran.

Austria condanna controllo israeliano su Cisgiordania

L'Austria "ha condannato" la decisione del gabinetto di sicurezza di Israele di espandere il controllo sulla Cisgiordania, "in violazione del diritto internazionale" In una nota, il ministero degli Esteri austriaco spiega che "lavorare per una soluzione a due stati, in cui israeliani e palestinesi vivano fianco a fianco, e' l'unico modo per raggiungere una pace sostenibile". Mentre, si sottolinea, "la decisione di domenica e' in netto contrasto con questo spirito".

Barrot: "Albanese incita all'odio e tradisce lo spirito dell'Onu"

Le parole di Francesca Albanese su Israele ''si aggiungono a una lunga lista di prese di posizione scandalose, come la giustificazione del 7 ottobre, il peggiore massacro antisemita della nostra storia dai tempi della Shoah, ma anche evocazioni della lobby ebraica o ancora paralleli tra Israele e il terzo Reich": è quanto dichiarato dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, secondo cui l'Albanese  ''è una militante politica che diffonde discorsi di odio che danneggiano quella stessa causa palestinese che vorrebbe difendere, nonché le stesse Nazioni Unite. In alcun modo - ha aggiunto Barrot in aula a Parigi -  la signora Albanese può esprimersi a loro nome (delle Nazioni Unite) e tradisce il loro spirito".

Netanyahu ha firmato l'adesione al Board of Peace alla presenza di Rubio

Prima del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump, il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha firmato, alla presenza del Segretario di Stato Marco Rubio, la sua adesione come membro al 'Consiglio Supremo per la Pace'. Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu. Il primo ministro ha incontrato Rubio alla Blair House di Washington.

Netanyahu

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La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu

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Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per il bilaterale con Trump

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per il bilaterale con Donald Trump. L'incontro nello Studio Ovale è al momento ancora a porte chiuse.

Vance: "Demolire regime spetta a popolo Iran, noi contro atomica"

"Se il popolo iraniano vuole rovesciare il regime, la decisione spetta al popolo iraniano. Cio' su cui noi ci stiamo concentrando in questo momento e' il fatto che l'Iran non possa avere l'arma nucleare". Lo ha affermato il vicepresidente Usa, J.D. Vance, parlando con i giornalisti a Baku, in Azerbaigian. Quanto alla possibilita' di un attacco americano alla Repubblica islamica, Vance ha ricordato che il presidente Donald Trump punta a "un accordo che garantisca che gli iraniani non abbiano un'arma nucleare". "Ma - ha aggiunto - se non riusciamo a raggiungere quell'accordo, allora c'e' un'altra opzione sul tavolo. Il presidente continuera' a preservare le sue opzioni".

Parigi chiede le dimissioni di Francesca Albanese: "Parole oltraggiose su Israele"

La Francia chiede le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese.     "La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese" pronunciate sabato scorso, "che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione", ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, intervenendo all'Assemblea Nazionale di Parigi, annunciando che la Francia chiederà le dimissioni di Albanese il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani dell'Onu. In una lettera aperta pubblicata ieri, una quarantina di deputati del campo macroniano avevano chiesto al capo della diplomazia francese, Jean-Noel Barrot, di chiedere le dimissioni di Francesca Albanese, per le sue parole riguardanti Israele pronunciate il 7 febbraio scorso durante un forum organizzato da Al-Jazira a Doha. Tra i firmatari, deputati come Constance Le Grip,  Olivia Grégoire, Sylvain Maillard o l'ex premier Élisabeth Borne.

Hamas a Larijani a Doha: "Impegnati in tregua ma Israele viola"

Una delegazione di Hamas, guidata dal capo del consiglio direttivo Muhammad Darwish, ha incontrato a Doha Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Durante il faccia a faccia, il gruppo armato palestinese ha assicurato che e' impegnato a "impedire un ritorno alla guerra" a Gaza nonostante le quotidiane violazioni del "cessate il fuoco" da parte di Israele. Darwish ha sottolineato "i continui crimini di occupazione israeliani contro il popolo palestinese e il suo rinnegamento dei termini dell'accordo di cessate il fuoco" durante le discussioni e ha anche condannato le recenti mosse di Israele per consolidare il controllo sulla Cisgiordania. Si tratta, ha affermato, di "un passo pericoloso che viola i diritti nazionali inalienabili del popolo palestinese".

Mo, Cremlino: "Non invieremo nessuno a riunione Consiglio Pace"

Nessun rappresentante del Cremlino ha intenzione di partecipare alla riunione del Consiglio per la Pace del 19 febbraio, secondo il portavoce presidenziale Dmitri Peskov. "Nessun rappresentante del Cremlino ha intenzione di partecipare alla riunione. Il tema del Consiglio e' ancora in fase di elaborazione da parte del ministero degli Esteri russo", ha dichiarato Peskov all'emittente Rtvi. Il Consiglio per la Pace voluto da Donald Trump dovrebbe riunirsi per la prima volta a Washington il 19 febbraio.

Ufficio Netanyahu smentisce che nella legge sul 7 ottobre manchi parola 'massacro'

L'ufficio del primo ministro israeliano smentisce con una nota il resoconto dei media secondo cui nella proposta di legge sulla commemorazione del 7 ottobre è stata tolta la parola 'massacro'.    "Nella proposta di legge compare esplicitamente la parola 'massacro' - afferma il comunicato - La proposta è volta a commemorare gli eventi del 7 ottobre nella loro piena gravità e portata: il massacro, le battaglie e i combattimenti, la storia degli ostaggi, dei morti e di coloro che sono tornati, così come le manifestazioni di eroismo, solidarietà e mutuo sostegno dei cittadini israeliani e delle forze di sicurezza".    "L'Ufficio del primo ministro è impegnato in una commemorazione ampia e veritiera di tutte le componenti degli eventi, senza offuscamenti né omissioni, e sta lavorando per promuovere la proposta di legge in questo spirito". Alla nota è stata allegata la foto della bozza della legge, "come concordata nella discussione di tre settimane fa tra la Knesset e il governo".

M.O., Lukashenko non sarà a prima riunione Consiglio Pace Trump

Il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko ha declinato l'invito alla prima riunione del Consiglio per la Pace, iniziativa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Si', il presidente bielorusso e' stato invitato alla prima riunione dei leader del Consiglio per la Pace. Purtroppo, l'abbiamo ricevuto troppo tardi e il programma di lavoro del presidente per quel periodo era gia' stato definito", ha dichiarato la portavoce presidenziale Natalia Eismont. "Si', ci piacerebbe visitare gli Stati Uniti, ma alcune questioni non possono essere rimandate. Inoltre, prendiamo in considerazione le possibili difficolta' logistiche che potrebbero essere causate dalle sanzioni illegali, in primo luogo quelle dell'Unione Europea, dovute alla chiusura dello spazio aereo dell'Ue. Pertanto, nonostante il nostro desiderio, il Presidente non potra' partecipare a questo evento", ha affermato. Il ministro degli Esteri, Maksim Ryzhenkov, rappresentera' la Bielorussia a Washington, ha affermato Eismont. "La parte statunitense e' stata informata di questa decisione", ha aggiunto. Il Consiglio per la Pace terra' la sua prima riunione a Washington il 19 febbraio. Lukashenko ha firmato un documento il 20 gennaio per garantire l'adesione della Bielorussia al nuovo organismo e l'adempimento della Carta del Consiglio per la Pace.

Londra "condanna con forza la stretta di Netanyahu sulla Cisgiordania"

Il Regno Unito "condanna con forza" le ultime misure annunciate dal governo d'Israele per rafforzare la stretta sui territori occupati della Cisgiordania palestinese. Lo si legge in un dichiarazione pubblicata sul sito del governo di Keir Starmer.     "Ogni tentativo unilaterale di alterare la geografia o la demografia della Palestina è totalmente inaccettabile e sarebbe in contrasto con il diritto internazionale", denuncia Londra, che nei mesi scorsi si è unita di fronte all'Onu con altri Paesi occidentali al novero di nazioni che riconoscono formalmente lo Stato palestinese.

Iran: Amb. Teheran in Vaticano, Santa Sede puo' aiutare pace

Teheran guarda alla Santa Sede come un interlocutore che puo' aiutare a favore della pace, con un dialogo che prosegue nel segno della diplomazia religiosa: e' questo il filo conduttore dei rapporti tra la Repubblica Islamica dell'Iran e la Santa Sede, secondo quanto riferito dall'ambasciatore iraniano presso il Vaticano, Mohammad Hossein Mokhtari, nel corso di un incontro con un gruppo di giornalisti. Il diplomatico ha reso noto di aver incontrato Papa Leone XIV lo scorso 11 gennaio e di aver successivamente inviato al Pontefice una lettera con una proposta precisa: promuovere "una unione dei leader mondiali per prevenire i conflitti tra gli Stati". Un'iniziativa che, nelle intenzioni di Teheran, punta a valorizzare il ruolo delle autorita' religiose come attori di mediazione nei contesti di crisi internazionale. "Credo che possa essere forte l'influenza dei leader religiosi del mondo per prevenire le guerre", ha affermato Mokhtari, sottolineando come la dimensione spirituale possa rappresentare un terreno comune capace di superare contrapposizioni politiche e strategiche. In questi giorni si trovano a Roma anche i tre parlamentari iraniani che rappresentano le minoranze cristiane nel Parlamento di Teheran: Sharli Envien Tekieh e Gegaro Mansoorian, esponenti della comunita' armena, e Ara Shaverdian, rappresentante della Chiesa assiro-caldea.

M.O., Berlino: "Israele verso annessione di fatto Cisgiordania"

Israele va verso "un'annessione di fatto" della Cisgiordania. Lo ha denunciato la Germania, dopo l'approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano di nuove misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania e aumentare la creazione di insediamenti nei Territori occupati.

Berlino: "Misure di Israele in Cisgiordania contrarie al diritto internazionale"

La decisione del gabinetto di sicurezza israeliano "consente ai privati cittadini israeliani di acquistare terreni in Cisgiordania e trasferisce parte dell'amministrazione della Cisgiordania alle autorità civili israeliane, il che è in contrasto con gli obblighi del diritto internazionale. Rappresenta un ulteriore passo verso una annessione di fatto" e "ha conseguenze potenzialmente molto gravi per la popolazione palestinese", lo ha detto Josef Hinterseher, portavoce del ministro degli Esteri tedesco nel corso della tradizionale conferenza stampa dell'esecutivo del mercoledì. Hinterseher ha anche aggiunto: "Israele continua a essere una potenza occupante in Cisgiordania e, in quanto tale, è contrario al diritto internazionale costruire insediamenti illegali e trasferire determinate attività amministrative a un'autorità civile, poiché ciò è in contrasto con la natura temporanea di un'occupazione". Per Hinterseher: "la Cisgiordania è parte integrante di un futuro Stato palestinese. Su questa base, il Governo federale tedesco si impegna a favore di una soluzione negoziata a due Stati".

M.O., Tusk: Polonia non partecipera' a Consiglio di Pace

Nelle attuali circostanze la Polonia non partecipera' al Consiglio di Pace promosso dal presidente Usa Donald Trump, ma continuera' a valutare la possibilita'. Lo ha affermato il premier polacco Donald Tusk, citando "alcuni dubbi nazionali sulla struttura del consiglio".

Iran, Bernini: accolti oltre 14mila studenti,10mila borse studio

"L'Iran sta attraversando un momento drammatico. Vivere in Iran e' molto difficile, cosi' come studiare. Nonostante questo, molte studentesse hanno scelto lo studio come strada per aprirsi al mondo e costruire il proprio futuro. La loro scelta e il loro coraggio nello studiare e nel guardare avanti rappresentano un esempio che parla a tutte le giovani. Il ministero dell'Universita' e della Ricerca ha deciso di dedicare la Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza alle studentesse e scienziate iraniane. Per dare voce a chi non ha voce". Cosi' su X la ministra dell'Universita' e la Ricerca, Anna Maria Bernini, che spiega: "L'Italia e' orgogliosa di accogliere una comunita' di oltre 14mila studenti e studentesse iraniane sostenendoli con oltre 10mila borse di studio". "La scienza - prosegue Bernini - cosi' come le discipline Stem, sviluppa le opportunita' piu' grandi e gli orizzonti piu' ampi per il progresso e per la realizzazione personale. Non esistono ragioni innate o biologiche che impediscano alle ragazze di eccellere in questi ambiti: le barriere sono culturali e sociali, non di talento. Superarle richiede uno sforzo collettivo. Perche' il futuro che le Stem rendono possibile e' un futuro di liberta', progresso e dignita', e passa anche dal coraggio delle studentesse e delle scienziate iraniane".

Abu Mazen: "Serve risposta forte Usa a piani Israele su Cisgiordania"

Il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha esortato gli Stati Uniti a dare una "risposta forte" dopo l'approvazione da parte di Israele di nuove misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania e aumentare gli insediamenti.

Patriarca Gerusalemme: "Si arrivi a pace giusta e duratura per tutti"

Dalla Terra Santa, crocevia di popoli e di fedi, eleviamo a Dio una supplica insistente per la riconciliazione, per la fine di ogni violenza e per il dono di una pace giusta e duratura per tutti gli abitanti di questa terra amata e martoriata”. E’ l’appello contenuto nel messaggio per la Quaresima del patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa. 

Hamas: "Pronti a collaborate al piano Trump su Gaza, ma non ci disarmiamo"

Osama Hamdan, uno dei leader di Hamas, ha dichiarato che il gruppo è pronto ad aderire al piano per la pace a Gaza di Donald Trump sostenendo il Comitato di tecnocrati palestinesi ma ha ribadito il rifiuto a disarmarsi. "Sosterremo i tecnocrati palestinesi. Daremo loro il controllo di 10.000 agenti di polizia nella Striscia di Gaza" ha dichiarato Hamdan, in un'intervista all'emittente di servizio pubblico norvegese, Nrk. Ma "manterremo le milizie", ha dichiarato Hamdan, in disaccordo con la richiesta degli americani. "Invece di chiedere a Israele di porre fine all'occupazione, chiedono alle vittime di rinunciare alla loro lotta per la libertà", ha sottolineato. "Le nostre armi servono a proteggere il nostro popolo dagli attacchi israeliani. Finché Israele occuperà la Palestina, continueremo a combatterlo". 

Iran: "con gli Usa non negoziamo il programma missilistico"

Ali Shamkhani, il rappresentante della Guida suprema iraniana Ali Khamenei presso il Consiglio di Difesa Nazionale, ha dichiarato che le capacità missilistiche dell'Iran non sono negoziabili nell'ambito dei colloqui tra Iran e Stati Uniti, avviati la scorsa settimana in Oman. "È saggio per l'altra parte perseguire seriamente questi colloqui, invece di ostentare la propria potenza militare", ha detto Shamkhani. 

Iran: "Pronti a offrire garanzie su uso solo pacifico del nucleare"

Nell'ambito del negoziato con gli Stati Uniti, l'Iran è pronto a offrire garanzie sul fatto che non perseguirà l'uso di armi nucleari e chiede, allo stesso tempo, che la controparte deve garantire il diritto dell'Iran alla tecnologia nucleare pacifica per la produzione di elettricità. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista a Russia Today ripresa dall'agenzia Irna, aggiungendo che tali garanzie sono "fattibili e realizzabili" se c'è buona volontà da entrambe le parti. "Non abbiamo ancora piena fiducia negli americani" ma "non esiste altra soluzione se non quella diplomatica", ha aggiunto.

Il capo del consiglio di sicurezza iraniano visita il Qatar dopo l'Oman

Ali Larijani, capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran e principale consigliere del leader iraniano Ali Khamenei, visita oggi il Qatar dopo essere stato martedì in Oman, nel contesto dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti mediati da Muscat.     Gli Stati Uniti hanno minacciato che se l'Iran non accetterà di interrompere le sue attività nucleari, missilistiche e regionali, saranno intraprese azioni militari, dopo che l'Iran ha sottolineato che i colloqui dovrebbero concentrarsi solo sul nucleare. Tuttavia, Larijani ha affermato ieri sera che "i negoziati potrebbero essere estesi ad altre aree, se avranno successo".     Secondo Mehr, Larijani ha anche avuto colloqui con il portavoce della milizia yemenita Houthi sostenuta dall'Iran, Mohammed Abdulsalam, ieri a Muscat. Le due parti hanno sottolineato il rafforzamento dell'unità dell'"asse della resistenza".

Pezeshkian: "Pronti a verifiche su nucleare ma non cederemo a coercizione"

"Siamo alla ricerca di diplomazia e colloqui con il mondo sulla base delle nostre linee rosse. Non ci piegheremo all'ingiustizia e alla coercizione". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, sottolineando che "non cerchiamo le armi nucleari e siamo pronti alla verifica delle nostre attività, tuttavia, il grande muro di sfiducia creato dall'Occidente e dagli Stati Uniti, insieme alle eccessive richieste degli americani, rappresentano ostacoli ai negoziati".

Al via in Iran alle manifestazioni per l'anniversario della Repubblica islamica

Sono iniziate in diverse città dell'Iran le manifestazioni di stato annuali per celebrare il 47° anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica, che ha portato al potere i religiosi sciiti. Missili da crociera e balistici sono esposti in piazza Azadi a Teheran, dove si raduneranno i manifestanti, insieme ai rottami dei droni israeliani abbattuti durante la guerra di 12 giorni con l'Iran a giugno, mentre nel frattempo sono state calpestate immagini del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Nell'ambito delle celebrazioni di stato per l'anniversario, martedì sera sono stati accesi fuochi d'artificio in alcune città. Contemporaneamente, filmati sui social media mostrano slogan antigovernativi in varie città, tra cui diverse zone di Teheran, con grida di "abbasso il dittatore". 

Media Israele: prima del 7 ottobre Netanyahu "morbido" con Hamas

Channel 13 pubblica parte delle risposte dell'ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, all'inchiesta sui fatti che hanno portato alle stragi del 7 ottobre la cui sospensione e' stata ordinata l'anno scorso dall'Alta Corte di Giustizia. Bar, licenziato per non essere riuscito a impedire l'attacco, avrebbe riferito che nelle prime ore del mattino del 7 ottobre - prima dell'inizio dell'attacco - lo Shin Bet aveva emesso un'allerta riguardante i movimenti di Hamas nella Striscia. Bar ha affermato di essere corso da casa sua alla sede centrale dell'agenzia e alle 5:15 del mattino e di aver dato l'ordine esplicito di svegliare Netanyahu e aggiornarlo. Netanyahu ha affermato che nessuno lo ha svegliato prima dell'attacco e ieri ha accusato Bar di essersi autoproclamato "primo ministro de facto", di aver guidato una "ribellione" contro di lui e di aver condotto una "campagna di insabbiamento". 

Prima di Trump, Netanyahu incontrerà Rubio

Benjamin Netanyahu incontrerà oggi alle 9 locali (le 15 in Italia) il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Lo riporta il Dipartimento di Stato citato dal Times of Israel. L'incontro alla Blair House avverrà dure ore prima che Netanyahu si rechi alla Casa Bianca per incontrare Trump. La Casa Bianca ha fatto sapere che l'incontro Trump-Netanyahu sarà a porte chiuse sebbene in occasione di tali incontri il Presidente decida regolarmente di consentire ai giornalisti di porre domande. 

Herzog: incontro Trump-Netanyahu contribuisca a combattere "l'impero del male" iraniano

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha dichiarato di sperare che l'incontro tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump previsto per oggi a Washington contribuisca a combattere quello che ha definito "l'impero del male" dell'Iran. Herzog ha augurato a Netanyahu e Trump "successo" nel portare pace e nel discutere la prossima fase del piano per Gaza. 

Netanyahu a colloquio con Witkoff e Kushner a Washington

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incontrato alla Casa Bianca l'inviato presidenziale Steve Witkoff e il genero del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner. Lo riferisce l'ufficio di Netanyahu, secondo i media israeliani. Durante l'incontro, aggiunge la nota, sono state discusse "questioni regionali" e i due funzionari Usa avrebbero aggiornato Netanyahu sul primo giro di colloqui tenuti con l'Iran venerdi' scorso.

Trump: "Teheran vuole fare un accordo, sarebbero sciocchi se non lo facessero"

Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump intervistato da Fox Business. "Come sapete, in questo momento abbiamo una massiccia flottiglia diretta verso l’Iran. Vedremo cosa succede. Credo che vogliano fare un accordo. Penso che sarebbero sciocchi a non farlo", spiega Trump. "L’ultima volta abbiamo smantellato il loro programma nucleare e ora vedremo se questa volta elimineremo altri", aggiunge Trump, ribadendo poi che l’Iran vuole un accordo ma che deve trattarsi di un "buon accordo".

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