Nel giorno del bilaterale tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia. "E' stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può trovare un accordo", ha riferito il presidente Usa. L'incontro si è tenuto a porte chiuse e senza conferenza stampa finale
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Nel giorno del bilaterale tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia. "È stato un incontro molto buono. Non c'è stato niente di definitivo, se non che ho insistito che i negoziati con l'Iran continuano per vedere se si può trovare un accordo", ha riferito il presidente americano al termine del faccia a faccia ricordando come "l''ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un'intesa, ed è stato colpito dal 'Midnight Hammer'. Non è andata bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili". L'incontro, il sesto da quando il tycoon è tornato alla Casa Bianca e mentre gli Stati Uniti hanno deciso di aumentare la loro presenza militare nella regione, si è tenuto a porte chiuse e senza conferenza stampa finale.
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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.
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Vai al contenutoIran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte
Arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana, il 26enne sarebbe stato condannato “con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni” dopo essere stato coinvolto nelle proteste a Teheran.
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Vai al contenutoIran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'
L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.
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Vai al contenutoAlbanese: "Contro di me hanno detto cose diffamatorie"
Quello che ha detto il ministro francese Jean-Noël Barrot "a nome della Francia è gravissimo, perché è un attacco senza precedenti sulla base di informazioni non veritiere contro un esperto tecnico delle Nazioni Unite che comunque ha un alto rango all'interno del sistema, chiedendone addirittura le dimissioni. E tutto ciò che è stato detto di me è falso, quindi è diffamatorio". Lo ha detto la Relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, ospite di Piazzapulita su La7. "Però sta succedendo che la Francia ha aperto una faglia, perché praticamente dentro questa faglia si sono inserite Germania e Italia".
Albanese: "Non ho mai detto che Israele è nemico dell'umanità"
''Non l'ho detto'' che Israele è un nemico comune dell'umanità, ''ma critico lo stato di Israele. E' nella dinamica del processo delle Nazioni Unite''. Lo ha dichiarato Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, intervenendo a Piazza Pulita su La7. ''Tutto quello che è stato detto di me è falso ed è diffamatorio'', ha aggiunto.
Iran, 18enne condannato a morte per aver ucciso agente durante proteste
Rischia l'impiccagione un diciottenne iraniano, Saleh Mohammadi, accusato di aver ucciso a gennaio un agente di polizia durante le proteste antigovernative. Lo ha annunciato l'organizzazione non governativa Iran Human Rights con sede in Norvegia. Saleh Mohammadi è stato condannato a morte, ma la magistratura iraniana ha dichiarato che non è stato ancora emesso alcun verdetto definitivo. Il tribunale ha ordinato che l'impiccagione avvenga in pubblico sul luogo del presunto crimine a Qom, una città dell'Iran centrale, ha riportato l'Ihr. Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, aveva avvertito che non ci sarebbe stata "clemenza" per i condannati per violenza durante le proteste.
Iran, tv condivide lista israeliani da colpire, c'è anche Netanyahu
Il canale televisivo statale iraniano 'Ofogh' ha trasmesso ''una lista nera'' di sette funzionari israeliani da colpire, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu. Nell'elenco figurano anche il direttore del Mossad David Barnea, il ministro della Difesa Israel Katz, il capo dell'Idf Eyal Zamir, il capo dell'aeronautica militare Tomer Bar, il capo della direzione dell'intelligence militare Shlomi Binder e il capo della direzione delle operazioni Itzik Cohen. "Determineremo l'ora della tua morte, aspetta l'Ababil", ha detto in ebraico il presentatore della trasmissione riferendosi al drone di fabbricazione iraniana.
Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'
"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove sanzioni all'elenco".
Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'
Vai al contenutoMedia: "L'Iran lancia un satellite di trasmissione a bordo di un razzo russo"
L'emittente statale iraniana ha annunciato oggi che il Paese ha lanciato con successo il suo primo satellite geostazionario per telecomunicazioni dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. Il satellite è stato messo in orbita da un razzo russo Proton-M. Lo riporta Iran International. Secondo l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana, legata al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica Tasnim News, il lancio segna il primo passo tecnico dell'Iran verso piattaforme di trasmissione sviluppate in collaborazione con la Russia.
Idf: "Eliminato un terrorista di Hezbollah nel sud del Libano"
I soldati israeliani hanno eliminato "un terrorista di Hezbollah nella zona di A-Tiri nel sud del Libano". Lo ha reso noto l'Idf, scrive Haaretz, senza fornire al momento altri dettagli.
L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta
La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
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Vai al contenutoHerzog a Trump: "Su Netanyahu deciderò secondo legge, no interferenze"
''Il presidente Herzog non ha ancora preso alcuna decisione in merito'' alla richiesta di grazia per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che sta affrontando un processo per corruzione e frode, ''contrariamente a quanto sembra dalle dichiarazioni del presidente Trump''. Così l'ufficio del presidente israeliano ha risposto al presidente americano Donald Trump che, in un incontro con i giornalisti, ha detto che Isaac Herzog ''dovrebbe vergognarsi'' per non aver concesso la grazia a Netanyahu.
"Per chiarezza, come è stato spiegato più volte, la richiesta del primo ministro è, secondo le procedure, in fase di esame presso il ministero della Giustizia per un parere legale. Solo al termine del processo, il presidente esaminerà la richiesta in conformità con la legge, l'interesse del Paese e la sua coscienza, e senza alcuna influenza da pressioni esterne o interne di alcun tipo'', si legge nella nota rilasciata dall'ufficio del presidente israeliano.
''Il presidente Herzog apprezza il presidente Trump per il suo significativo contributo allo Stato di Israele e alla sua sicurezza. Israele è uno Stato sovrano governato dallo stato di diritto", ha concluso.
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
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Vai al contenutoTrump: "Trattative con l'Iran potrebbero durare anche un mese"
Le trattative con l'Iran potrebbero durare "anche un mese". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva quanto i negoziati potrebbe durare.
La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu
La richiesta di lasciare l'incarico di relatrice speciale sui Territori palestinesi verrà presentata da Parigi il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri dell'Eliseo Barrot ha spiegato che a suscitare la dura reazione sono state le "dichiarazioni oltraggiose" contro Israele "come popolo e come nazione"
La Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu
Vai al contenutoTrump: "Spero in accordo entro marzo, gravi conseguenze se non accade"
L'Iran ''deve fare un accordo'' sul suo programma nucleare, altrimenti per loro le conseguenze saranno ''molto traumatiche''. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump ai giornalisti, aggiungendo di sperare di raggiungere un accordo con Teheran entro il mese prossimo.
Pezeshkian accusa le famiglie delle vittime delle proteste: "Provocate dall'estero"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato alle famiglie delle vittime dei recenti disordini di provare vergogna per gli incidenti mortali avvenuti nel Paese, lasciando intendere che la maggior parte dei disordini è stata fomentata dall'estero. Lo scrive Iran International. "Ci vergogniamo di quanto accaduto in questo Paese. Purtroppo, la maggior parte di questi incidenti sono stati provocati dall'esterno", ha detto Pezeshkian. "Questi eventi non sarebbero mai dovuti accadere, e quanto accaduto è molto grave. Personalmente, come funzionario con responsabilità in questo Paese, molte notti non riesco a dormire, chiedendomi perché le cose siano andate in questo modo, perché i giovani del nostro Paese debbano perdere la vita in questo modo", ha infine aggiunto.
Trump: "Presidente di Israele si vergogni per non aver concesso la grazia a Netanyahu"
Per il presidente americano, Donald Trump, Benjamin Netanyahu è stato "un ottimo premier in guerra" e il presidente israeliano, Isaac Herzog, "dovrebbe vergognarsi" per il suo rifiuto di concedergli la grazia nell'ambito del processo per corruzione in cui è coinvolto il primo ministro israeliano. "E' stato un ottimo primo ministro in tempo di guerra. E' stato molto forte. Abbiamo lavorato molto bene con lui. Abbiamo avuto un enorme successo con l'Iran e con tutto il resto che abbiamo fatto. Avete un presidente che si rifiuta di concedergli la grazia. Penso che quell'uomo dovrebbe vergognarsi", ha detto Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Penso che il popolo di Israele debba svergognarlo. E' vergognoso per non averla concessa, dovrebbe farlo. Ma Bibi è stato un grande primo ministro in tempo di guerra, e io sono stato il migliore amico di Israele", ha aggiunto.
Trump: "Netanyahu un buon premier, dovrebbe essere graziato"
Benjamin Netanyhu è stato un buon premier in un periodo di guerra e il presidente di Israele dovrebbe graziarlo. Lo ha detto Donald Trump.
Trump: "Se non fanno accordo sarà drammatico per loro"
"Dobbiamo raggiungere un accordo con l'Iran, altrimenti sarà molto drammatico. Non voglio che accada, ma dobbiamo raggiungere un accordo". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Se l'accordo non è molto equo e un ottimo accordo con l'Iran, allora sarà, credo, un momento molto difficile per loro", ha aggiunto Trump secondo cui l'accordo dovrebbe arrivare "nel prossimo mese perché l'accordo va trovato in fretta".
Tv Iran mostra donne senza jihab alla cerimonia di ieri, esplode la polemica
La trasmissione da parte della televisione statale iraniana di interviste con diverse donne che non indossavano il velo musulmano durante una manifestazione in commemorazione della rivoluzione islamica ha scatenato le ire dei critici del sistema clericale, che hanno accusato le autorità di ipocrisia. Subito dopo la rivoluzione del 1979, è diventato obbligatorio per le donne coprirsi il capo in pubblico, sebbene negli ultimi mesi siano aumentate le donne che violano apertamente la regola, soprattutto nella capitale Teheran. Alla cerimonia nazionale che si è tenuta ieri in Iran in occasione dell'anniversario della rivoluzione, la televisione di Stato ha mostrato per la prima volta la partecipazione di donne che hanno proclamato il loro sostegno alle autorità, ma a capo scoperto. I critici hanno accusato le autorità di una mossa cinica dopo che la Repubblica islamica è stata scossa dalle proteste del mese scorso, soffocate da una repressione che, secondo i gruppi per i diritti umani, ha causato migliaia di morti. Alcuni utenti dei social media hanno anche evocato la figura di Mahsa Amini, la donna curdo-iraniana la cui morte in custodia nel 2022, dopo essere stata arrestata per presunta violazione delle regole sull'abbigliamento femminile, ha dato origine a mesi di proteste. In un'intervista ampiamente condivisa sui social media, a una donna senza velo, con i capelli raccolti in uno chignon, è stato chiesto perché avesse deciso di partecipare per la prima volta alla manifestazione annuale. "Considerati i recenti eventi che hanno avuto luogo nel Paese, volevo dire che la resistenza è viva nel nome dell'Iran e nei nostri cuori", ha detto la donna, il cui nome non è stato reso noto. Alla domanda se avesse un messaggio per i nemici dell'Iran, ha risposto: "O la morte o la patria". Diverse interviste simili sono state trasmesse dal raduno di Teheran, caratterizzato come di consueto da slogan ostili contro l'acerrimo nemico dell'Iran, gli Stati Uniti. Jason Brodsky, direttore politico del gruppo statunitense United Against Nuclear Iran, ha affermato che la decisione di mostrare donne senza hijab ha funzionato da "valvola di sfogo" in patria e all'estero durante la repressione delle proteste.
Media: "Netanyahu terrà riunione con vertici sicurezza al ritorno da Usa"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato una riunione con alti funzionari della sicurezza al suo ritorno dagli Usa, dove ieri ha incontrato il presidente Donald Trump per parlare soprattutto di Iran. Lo hanno riferito fonti citate da Canale 12, precisando che alla riunione parteciperanno, tra gli altri, il capo di Stato maggiore, il capo del Mossad e il comandante dell'Aeronautica.
Media: "Trump annuncerà miliardi per Gaza a board pace"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà un piano di ricostruzione da miliardi di dollari per Gaza e illustrerà i piani per una forza di stabilizzazione autorizzata dall'Onu per l'enclave palestinese al primo incontro formale del board of peace la prossima settimana. Lo riporta Reuters citando due alti funzionari americani. La prima riunione del Consiglio per la pace si terrà il 19 febbraio a Washington.
Ufficio Netanyahu: "Il premier non volerà a Washington la prossima settimana"
"Il Primo ministro Benjamin Netanyahu parteciperà a distanza alla conferenza annuale dell'Aipac e pertanto non volerà a Washington la prossima settimana". Lo ha dichiarato in una nota l'ufficio del premier israeliano. Netanyahu avrebbe dovuto prendere parte alla riunione del Board of Peace che si terrà a Washington il 19 febbraio.
Autorità Ue sicurezza aerea raccomanda a compagnie di evitare spazio aereo fino al 31 marzo
L'Easa, l'Autorità europea per la sicurezza aerea ha raccomando alle compagnie aeree di evitare lo spazio aereo in Iran fino al 31 marzo in un avviso aggiornato oggi. Le compagnia aeree, si precisa, fino al 31 marzo quindi non dovrebbero "operare all'interno dello spazio aereo dell'Iran, a tutte le altitudini e livelli di volo".
"La presenza e il possibile utilizzo di una vasta gamma di armi e sistemi di difesa aerea, combinata con risposte statali imprevedibili e la potenziale attivazione dei sistemi Sam, crea un alto rischio per i voli civili operanti a tutte le altitudini e livelli di volo", si legge nell'avviso pubblicato sul sito dell'Easa che consiglia agli operatori di "monitorare attentamente gli sviluppi dello spazio aereo nella regione e seguire tutte le pubblicazioni aeronautiche disponibili riguardanti la regione".
L'agenzia Ue per la sicurezza aerea: "Si eviti il sorvolo dell'Iran"
L'autorità di regolamentazione dell'aviazione dell'Unione europea ha raccomandato alle compagnie aeree dell'Unione di tenersi fuori dallo spazio aereo iraniano, nel mezzo delle crescenti tensioni dovute alla repressione mortale delle proteste da parte di Teheran e alle minacce di intervento degli Stati Uniti. Lo scrive la Reuters sul suo sito. "La presenza e il possibile utilizzo di un'ampia gamma di armi e sistemi di difesa aerea, uniti alle imprevedibili risposte degli Stati... creano un rischio elevato per i voli civili che operano a tutte le altitudini e a tutti i livelli di volo", ha affermato l'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea in una nota.
Netanyahu: "Trump pensa di poter portare ad un buon accordo con l'Iran"
Israele è ancora scettico riguardo a un possibile accordo nucleare tra Stati Uniti e Iran. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al termine del suo viaggio a Washington. Lo scrive Haaretz, precisando che le conversazioni con il presidente Donald Trump si sono concentrate sull'Iran, ma hanno toccato anche Gaza e altre questioni. "Il presidente pensa che gli iraniani abbiano capito con chi hanno a che fare, che le condizioni che lui sta creando - unite al fatto che gli iraniani hanno capito di essersi sbagliati l'ultima volta che non hanno firmato un accordo -, significhino che potrebbero essere mature per raggiungere un buon accordo", ha dichiarato il primo ministro alla stampa prima di salire sull'aereo per Israele. "Voleva sentire la mia opinione". "Non vi nasconderò di aver espresso un generale scetticismo su qualsiasi accordo con l'Iran, ma ho detto che se si raggiunge un accordo, questo deve includere gli elementi che sono importanti per Israele: non solo il programma nucleare, ma anche i missili balistici e i delegati iraniani", ha affermato.
Netanyahu: "Con le condizioni di Trump è possibile un buon accordo"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta creando le condizioni per arrivare a un "buon accordo" con l'Iran, pur mantenendo un atteggiamento di scetticismo sulla qualità di un'eventuale intesa. Parlando a Washington dopo un incontro con Trump, secondo quanto riferito in una nota del suo ufficio, Netanyahu ha affermato che "le condizioni che sta creando, unite al fatto che loro sicuramente comprendono di aver commesso un errore l'ultima volta non raggiungendo un accordo, possono creare le condizioni per ottenere un buon accordo". Il premier israeliano ha però precisato di aver espresso "uno scetticismo generale riguardo alla qualità di qualsiasi accordo con l'Iran", sottolineando che un eventuale intesa dovrà includere anche il dossier dei missili balistici iraniani e il sostegno di Teheran ai proxy regionali.
Iran, Netanyahu: "Possibile un buon accordo ma includa missili e proxy"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che "potrebbe essere possibile raggiungere un buon accordo" con l'Iran, ma ha ribadito che qualsiasi intesa dovrà includere limitazioni al programma di missili balistici e alla rete di milizie filo-Teheran nella regione.
Trump "ritiene che gli iraniani ora capiscano con chi hanno a che fare. Credo che le condizioni che sta ponendo, unite alla loro consapevolezza di aver commesso un errore l'ultima volta non raggiungendo un accordo, potrebbero portarli ad accettare termini che consentirebbero di raggiungere un buon accordo", ha detto Netanyahu prima di lasciare Washington, secondo quanto riferito su X dal giornalista di Axios, Barak Ravid.
"Voglio dirlo chiaramente: non nascondo il mio generale scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran. Tuttavia, ho chiarito che, se si raggiunge un accordo, questo deve includere le componenti che sono importanti per noi, per lo Stato di Israele e, a mio avviso, per l'intera comunità internazionale: non solo la questione nucleare, ma anche i missili balistici ed i proxy regionali dell'Iran", ha aggiunto Netanyahu.
Khamenei: "Ieri mostrata unità nazionale. Nemici delusi"
L'ayatollah Alì Khameni ha ringraziato gli iraniani per essere scesi in strada ieri numerosi a celebrare il 47esimo anniversario della rivoluzione. "L'11 febbraio di quest'anno avete fatto un ottimo lavoro. Avete reso orgoglioso l'Iran, come sempre, avete aumentato il suo potere sostenendo la Repubblica Islamica. I nemici che chiedevano la resa della nazione iraniana sono rimasti delusi", ha dichiarato in un messaggio. "Ringrazio l'intera nazione iraniana", ha detto ancora, "tutti coloro che erano presenti ieri a questo immenso raduno di milioni di persone. Dovremmo tutti cercare di mantenere l'unità e la coesione nazionale, questa unità è molto preziosa" per una nazione che così "dimostra concretamente la propria identità e il proprio carattere ai nemici".
Media: "Iran nega a un 14enne arrestato le medicine per l'asma"
L'Iran ha negato ad un manifestante turkmeno di 14 anni, arrestato nella città nordorientale di Gonbad-e Kavus e sottoposto a pressioni psicologiche durante la custodia cautelare, e l'accesso completo e regolare ai suoi farmaci per l'asma. Lo hanno riferito a Iran International fonti vicine alla sua famiglia. Eiltay Akhoundi è stato arrestato venerdì 9 gennaio a Gonbad-e Kavus. Dopo essere stato trattenuto per tre giorni in un centro di detenzione gestito dall'unità di intelligence del corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato trasferito al centro di correzione e riabilitazione minorile di Gorgan. Secondo le fonti, Akhoundi, che soffre di asma, non ha avuto accesso costante e completo ai farmaci prescritti durante la detenzione, il che ha sollevato preoccupazioni circa le sue condizioni di salute. Fonti familiari hanno affermato che l'adolescente è stato sottoposto a ripetuti interrogatori durante la sua detenzione e ha subito pressioni sia psicologiche che fisiche. Le stesse fonti hanno aggiunto che al momento dell'arresto e durante l'interrogatorio gli è anche stato negato l'accesso a un avvocato o a qualsiasi forma di rappresentanza legale.
Wall Street Journal: "Usa hanno inviato segretamente terminali Starlink in Iran"
L'amministrazione Trump ha segretamente inviato migliaia di terminali Starlink in Iran dopo la repressione delle manifestazione da parte del regime il mese scorso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti hanno introdotto segretamente 6.000 kit per internet satellitare nel paese nel tentativo di consentire ai dissidenti di restare online.
Iran, la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
Vai al contenutoLa Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice Onu
La richiesta di lasciare l'incarico di relatrice speciale sui Territori palestinesi verrà presentata da Parigi il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri dell'Eliseo Barrot ha spiegato che a suscitare la dura reazione sono state le "dichiarazioni oltraggiose" contro Israele "come popolo e come nazione"
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Vai al contenutoKhamenei: "La nazione iraniana non si sottometterà"
La guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha diffuso oggi un nuovo videomessaggio da una località sconosciuta, ringraziando i sostenitori per la loro partecipazione alle manifestazioni organizzate dallo Stato nella giornata di ieri in occasione dell'anniversario della Rivoluzione del 1979. Khamenei ha affermato che le manifestazioni "hanno deluso i nemici che cercano di costringere la nazione iraniana alla sottomissione". Lo scrive Iran International.
Trump condivide articolo del Wsj su invio seconda portaerei
Il presidente Usa Donald Trump ha condiviso sul suo account Truth un articolo del Wall Street Journal sui preparativi del Pentagono per inviare una seconda portaerei in Medio Oriente, apparentemente confermando la notizia. Il capo della Casa Bianca ha rilanciato il pezzo, postando come messaggio il titolo. La USS Abraham Lincoln, la prima portaerei, è di stanza nel Mar Arabico, a causa delle tensioni con l'Iran. Come ricorda Haaretz, ci vorranno dai 12 ai 15 giorni perché la seconda portaerei raggiunga Israele dalla costa orientale.
Presidente federazione palestinese: "Centinaia atleti uccisi da Israele"
"Colpire lo sport palestinese è uno dei primi obiettivi dell’occupazione". Questa la denuncia, in conferenza stampa da Roma, da parte di Jibril Rjoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federazione Calcio Palestinese. Negli ultimi due anni, ha spiegato Rijoub, "tutte le 289 strutture sportive di Gaza sono state distrutte o rese inutilizzabili", tra cui lo stadio Yarmouk costruito nel 1938, e il movimento calcistico è "di fatto paralizzato", con il campionato fermo per la terza stagione consecutiva. "Abbiamo contato circa 800 tra giocatori e membri degli staff colpiti, più di metà delle squadre", ha detto, ricordando anche le restrizioni ai trasferimenti degli atleti e gli attacchi subiti in Cisgiordania, compresa la sede della Federazione con bandiera Fifa.
Metsola: "Applicare le sanzioni contro i pasdaran senza eccezioni"
"Le sanzioni nei confronti dei membri delle Guardie islamiche della Rivoluzione, organizzazione terroristica, devono essere applicate senza eccezioni. Nessuna scappatoia, nessuna scusa. L'Iran sarà libero". Così su X la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, a seguito dell'approvazione in plenaria a Strasburgo di una risoluzione di condanna contro il regime iraniano. "Un messaggio forte, chiaro e risoluto da parte del Parlamento europeo al popolo iraniano: siamo con voi. Oggi i deputati europei hanno votato a stragrande maggioranza per chiedere la fine immediata delle violenze brutali del regime iraniano e il rilascio di tutti i prigionieri politici", aggiunge.
Iran, think tank Usa: "Teheran al lavoro per proteggere grande impianto nucleare"
Le immagini satellitari ad alta risoluzione del più grande e importante impianto nucleare iraniano esistente mostrano il lavoro di Teheran per proteggerlo da potenziali attacchi aerei americani o israeliani. Lo riferisce l'Institute for Science & International Security, secondo cui l'Iran si sarebbe avvantaggiato dei ritardi di possibili attacchi a partire dall'inizio delle proteste del 28 dicembre, per difendere meglio la struttura. L'impianto è un grande complesso di tunnel sul monte Kolang-Gaz La, noto anche come monte Piccone, una montagna vicina agli impianti nucleari di Natanz che furono al centro del programma nucleare della Repubblica islamica fino alla guerra tra Israele e Iran del giugno 2025.
La maggior parte delle altre strutture di Natanz, comprese le centrifughe esistenti all'epoca, furono distrutte nel giugno 2025, ma per ragioni che non sono state ancora pienamente spiegate, la struttura del monte Piccone non fu colpita. Secondo il think tank americano, l'enorme struttura sotterranea, relativamente nuova, non è ancora operativa, uno dei motivi per cui potrebbe non essere stata colpita in precedenza. Si teme tuttavia che possa essere utilizzata per arricchire l'uranio o addirittura per una sorta di corsa clandestina alla produzione di una piccola arma nucleare, se non si interviene.
Leader dei drusi in Israele chiede corridoio umanitario verso la Siria
Il leader religioso della comunità drusa in Israele, lo sheikh Muwaffaq Tarif, ha chiesto l'apertura di un "corridoio umanitario sicuro" tra Israele e la regione siriana di Suweda per assistere la popolazione drusa colpita dalle violenze degli ultimi mesi. Una dichiarazione che si inserisce nel tentativo di Israele di espandere la sua influenza diretta e indiretta nel sud-ovest siriano. "Chiediamo l'apertura di un corridoio umanitario sicuro, sottoposto a supervisione internazionale, che colleghi gli abitanti di Suweda ai loro fratelli drusi nel nostro paese, per finalità esclusivamente umanitarie: trasporto di aiuti essenziali, ricongiungimento familiare, fornitura di cibo e medicinali a migliaia di assediati, sfollati e feriti innocenti", ha dichiarato Tarif in un video messaggio diffuso dai media regionali. Secondo il rappresentante dei drusi in Israele, nella regione meridionale siriana restano sotto assedio decine di villaggi, con centinaia di migliaia di civili privati di beni di prima necessità. Tarif ha denunciato "crimini di guerra e crimini contro l'umanità" contro la comunità drusa nella regione di Suweda, chiedendo un riconoscimento formale da parte del Congresso americano.
In Iran licenziato direttore tv dopo insulto a Khamenei
La televisione di Stato iraniana ha annunciato il licenziamento del direttore di un canale regionale dopo che un giornalista ha pronunciato in onda uno slogan ostile alla guida suprema Ali Khamenei, che ha poi attribuito a un "lapsus". L'incidente è avvenuto ieri durante la copertura delle celebrazioni per il 47° anniversario della Rivoluzione islamica nella provincia del Sistan-Baluchistan (sud-est). Il giornalista Musab Rasoulizad stava descrivendo in diretta l'afflusso dei sostenitori del regime e ripeteva gli slogan lanciati dalla folla, in particolare "Allah Akbar" (Dio è grande). Ha poi proseguito con un "Morte a Khamenei", invece di gridare "Morte all'America" o "Morte a Israele", frasi abituali in occasione di tali raduni. Il giornalista si è poi scusato in un video per quello che ha definito un "lapsus" e una "gaffe", denunciando l'uso dell'incidente da parte dei 'controrivoluzionari'. Il direttore dei programmi è stato licenziato immediatamente, ha riferito la televisione di Stato, parlando di "un errore verificatosi sulla rete". "L'operatore di trasmissione e il responsabile della diffusione" sono stati sospesi, mentre "altri membri del personale ritenuti colpevoli sono stati deferiti alla commissione disciplinare", ha precisato.
Il presidente del parlamento tedesco ha visitato Gaza
Il presidente della Camera bassa del parlamento tedesco ha visitato brevemente oggi la parte della Striscia di Gaza controllata da Israele. Julia Kloeckner ha trascorso "circa un'ora nella parte di Gaza controllata dalle forze armate israeliane", ha dichiarato il parlamento in risposta a una richiesta dell'AFP, diventando così il primo funzionario tedesco a visitare Gaza dopo l'attacco di Hamas contro Israele nell'ottobre 2023, che ha scatenato una guerra devastante nella densamente popolata striscia costiera.
Iran, Trump: "Avanti con i negoziati, l'ho detto a Netanyahu". VIDEO
Bonelli: "Contro Albanese campagna con video manipolato"
"La richiesta di dimissioni di Francesca Albanese avanzata anche in Italia da Lega e Fratelli d'Italia e' il frutto di una campagna di manipolazione politica costruita dal gruppo Un Watch, che fa campagne contro l'Onu e che ha realizzato un video su Albanese tagliato ad arte per attribuirle una frase mai pronunciata". A dirlo e' Angelo Bonelli, che pala di "un'operazione grave, che ha manipolato le sue parole per alimentare una polemica strumentale finalizzata a delegittimare chi denuncia i crimini contro l'umanita' del governo israeliano". "Siamo di fronte a un meccanismo pericoloso: si estrapola una frase, la si decontestualizza e la si usa per delegittimare chi svolge un mandato internazionale scomodo. Si chiedono le dimissioni di Albanese, che denuncia un sistema che ha occultato il genocidio a Gaza, ma si fanno affari e si intrattengono rapporti politici con Benjamin Netanyahu, un criminale che si e' reso responsabile di crimini contro l'umanita' per aver bombardato scuole, ospedali, case e campi profughi e assassinato oltre 80 mila palestinesi, e forse piu'", dice ancora l'esponente Avs. "Spostare il dibattito su una frase manipolata serve solo a evitare il confronto sui fatti. Il governo francese - conclude - dovrebbe scusarsi con Francesca Albanese e i governi europei spieghino perche' non hanno mai sanzionato chi si e' reso complice dello sterminio del popolo palestinese, per noi un genocidio".
Carotenuto (M5s): Albanese attaccata da sistema denunciato
"Francesca Albanese non ha mai detto quello di cui viene accusata. C'e' un video che lo dimostra in maniera inequivocabile. Delle due, una: o chi ne sta chiedendo le dimissioni non comprende le lingue, e non ci stupirebbe dal momento che spesso travisa anche l'italiano, o, altrimenti, conferma proprio la tesi della Albanese, e cioe' che il male dell'umanita' e' proprio quel sistema che difende per partito preso Israele e ha cosi' consentito che avvenisse un genocidio". Queste le parole del deputato M5s Dario Carotenuto. "Lo stesso sistema - riprende - che oggi sta ignorando l'annessione della Cisgiordania, che sta avvenendo di fatto in queste ore e invece di denunciare questo orrore, se la prende con la Albanese".
Fratoianni: "Da Albanese nessuna parola di antisemitismo"
"Ho ascoltato tutto il discorso di Francesca Albanese, due volte: non solo non ho sentito nemmeno una parola che potesse avere anche solo l'ombra dell'antisemitismo, ma non ha neanche pronunciato le frasi che le vengono attribuite", scrive sui social Nicola Fratoianni. "La richiesta di dimissioni dall'Onu da parte della Francia e di tutti coloro che in queste ore nella politica italiana si stanno associando a questa richiesta, e' una assurda e incredibile strumentalizzazione politica. Solidarieta' a Francesca Albanese", dice ancora il leader SI
Pechino: no a ogni tipo annessione territori palestinesi
La Cina ha dichiarato di opporsi a "tutti i tentativi di annettere" i territori palestinesi, pochi giorni dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato misure per rafforzare il controllo sulla Cisgiordania occupata. "La Cina si e' sempre opposta alla costruzione di nuovi insediamenti nei territori palestinesi occupati e a tutti i tentativi di annettere o invadere il territorio palestinese", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, in una conferenza stampa.
Borsa: l'Asia chiude in ordine sparso tra trimestrali e Ia
Le Borse asiatiche concludono la seduta in ordine sparso mentre si guarda alla crescita degli investimenti per l'intelligenza artificiale e ad i risultati delle trimestrali. Sullo sfondo restano le tensioni geopolitiche e le mosse di Donald Trump. Fari puntati sulle prossime mosse della Fed dopo i dati americani sul mercato del lavoro. Piatta Tokyo (-0,02%). Sul mercato valutario la divisa nipponica si apprezza sul dollaro, a 153,40, e sull'euro a 181,90. A contrattazioni ancora in corso è in calo Hong Kong (-0,93%) e Mumbai (-0,5%), positive Shanghai (+0,05%) e Shenzhen (+0,51%), corre Seul (+3,1%). Sul fronte macroeconomico in arrivo il Pil del Regno Unito. Dagli Stati Uniti i sussidi di disoccupazione e le vendite delle case.
Petrolio: prezzi in lieve rialzo in Asia su tensioni in Iran
I prezzi del petrolio viaggiano in lieve rialzo in Asia, poiche' gli investitori sono preoccupati per l'escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, per il timore che eventuali attacchi a Teheran o al trasporto marittimo possano portare a interruzioni dell'approvvigionamento. I future sul greggio Brent sono saliti dello 0,18% a 69,52 dollari al barile. Il Wti guadagnato lo 0,23% a 64,78 dollari al barile.
Iran, Fidan: "Programma balistico resti fuori da intesa con Usa"
L'Iran e' pronto a raggiungere un compromesso con Washington sul nucleare ma gli Stati Uniti dovranno evitare di pretendere anche un blocco del programma missilistico balistico, altrimenti non solo non verra' raggiunta alcuna intesa ma si rischiera' che scoppi un altro conflitto regionale. E' il monito lanciato dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in un'intervista al Financial Times. "E' positivo che gli americani sembrino disposti a tollerare l'arricchimento [dell'uranio] iraniano entro limiti stabiliti con chiarezza", ha affermato il capo della diplomazia di Ankara, "gli iraniani ora si rendono contro di aver bisogno di raggiungere un accordo con gli americani e gli americani capiscono che gli iraniani hanno determinati limiti". L'estensione dei colloqui al programma di missili balistici, ha pero' avvertito Fidan, comporterebbe il rischio di "null'altro che una nuova guerra". Se gli Usa insistono "nell'affrontare tutte le questioni in contemporanea, temo che nemmeno il dossier sul nucleare andra' avanti", paventa il ministro degli Esteri turco, "il risultato potrebbe essere un nuovo conflitto regionale".
Media, 'l'Iran nega le notizie di esecuzioni segrete di manifestanti'
Il ministro degli Esteri iraniano ha contestato un rapporto di Israel Hayom secondo cui Teheran avrebbe giustiziato segretamente migliaia di persone, accusando la testata di diffondere affermazioni politicamente motivate. Lo scrive Iran International. "Non ci sono state esecuzioni, non si è concluso alcun processo e più di 2.000 prigionieri sono stati graziati", ha affermato Abbas Araghchi in un post su X. Oggi Israel Hayom ha riferito che le agenzie di intelligence occidentali ritengono che l'Iran abbia eseguito segretamente migliaia di esecuzioni nonostante le rassicurazioni fornite agli Stati Uniti, secondo cui i detenuti sarebbero stati uccisi in custodia e la loro morte sarebbe stata nascosta. Il rapporto afferma che, invece di impiccare i manifestanti detenuti nelle piazze cittadine, le autorità li hanno uccisi a colpi di arma da fuoco o strangolati mentre erano in custodia e hanno detto alle loro famiglie che erano morti durante le proteste, nonostante le prove dimostrassero che erano stati arrestati vivi.
Wsj, 'Pentagono prepara il dispiegamento di una seconda portaerei in Medio Oriente'
Il Pentagono ha ordinato a un secondo gruppo d'attacco di portaerei di prepararsi a dispiegarsi in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha ancora dato un ordine ufficiale per lo spiegamento.