Iran, Donald Trump: "Cambio di regime? Sarebbe la cosa migliore possibile"

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La conferma è arrivata da una fonte a conoscenza dei piani mentre il presidente americano valuta ancora l'idea di intraprendere un'azione militare contro l'Iran. Lo spostamento della Uss Gerald R. Ford, reso notopper la prima volta dal New York Times, porterà a due le portaerei nella regione mentre Trump aumenta la pressione sull'Iran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare. Iran: "Rilasciato su cauzione il leader dei riformisti"

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Il leader del Fronte riformista iraniano, Azar Mansouri, è stato rilasciato su cauzione oggi, secondo quanto riportato dai media iraniani. Due altre figure di spicco "riformiste" - Javad Emam d Ebrahim Asgharzadeh - erano state rilasciate ieri. 

La più grande portaerei del mondo ha ricevuto l'ordine di salpare dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei piani mentre il presidente americano Donald Trump valuta l'opportunità di intraprendere un'azione militare contro l'Iran. Lo riportano i media Usa. Lo spostamento della Uss Gerald R. Ford, reso noto per la prima volta dal New York Times, porterà a due le portaerei nella regione mentre Trump aumenta la pressione sull'Iran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare. La Uss Abraham Lincoln è arrivata in Medio Oriente più di due settimane fa.

Dopo il bilaterale tra Trump e Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia. 

"Prendiamo atto delle richieste di dimissioni di alcuni Stati membri alla signora Albanese, ma la decisione sul suo futuro spetta alle Nazioni Unite". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. 

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Trump: "Siamo per l'arricchimento zero dell'uranio in Iran"

"Non vogliamo arricchimento": Donald Trump ha risposto cosi' ai reporter sull'Air Force One alla domanda se accetterebbe qualcosa di meno dell'arricchimento zero dell'uranio in Iran. 

Trump: "Cambio di regime in Iran? Sarebbe la cosa migliore possibile"

"Sembra che sarebbe la cosa migliore che possa succedere. Per 47 anni hanno parlato, parlato e parlato. Nel frattempo, abbiamo perso molte vite mentre loro parlavano": Donald Trump ha risposto cosi' ai reporter sull'Air Force One alla domanda se desidera un cambio di regime in Iran. "Non voglio parlarne. Ci sono delle persone", ha quindi risposto ad un'altra domanda su chi vorrebbe che prendesse il comando a Teheran. 

Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano  Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che  intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner  commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della  decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata  di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.

Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

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Iran, Erfan Soltani: chi è il primo manifestante condannato a morte

Arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana, il 26enne sarebbe  stato condannato “con un processo estremamente rapido, nel giro di soli  due giorni” dopo essere stato coinvolto nelle proteste a Teheran.

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Media: Trump non ha ancora deciso se attaccare

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora deciso se colpire l'Iran. Lo scrive il New York Times citando alti funzionari dell'amministrazione Usa. "Tra le opzioni che Trump sta prendendo in considerazione c'e' un'azione militare contro il programma nucleare iraniano e la sua capacita' di lanciare missili balistici. Sta anche valutando la possibilita' di inviare commando americani per colpire specifiche strutture militari iraniane", scrive il quotidiano.

Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio  Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta  vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state  uccise.

Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

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Trump: "Vogliamo accordo ma loro sono difficili"

"In questo momento ci troviamo in una situazione in cui abbiamo inviato un gruppo di portaerei molto numeroso in Iran. Mi piacerebbe vedere se possiamo raggiungere un accordo. E' difficile per loro raggiungere un accordo". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, in un discorso alla base militare di Fort Bragg, in North Carolina.

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

"Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un  terrorista", ha dichiarato ai giornalisti l'Alta rappresentante dell'Ue  per la politica estera Kaja Kallas. Sull'Iran, "stiamo aggiungendo nuove  sanzioni all'elenco".

Ue: 'Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi'

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra  movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite  della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello  dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

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Palahvi: gli iraniani combattono e chiedono al mondo di intervenire

"Trump sa che la gente è molto chiara nella sua richiesta di aiuto. Io ho parlato con prigionieri politici, con la gente, le persone stanno combattendo e morendo nelle strade, E chiedono al mondo di intervenire. Servono interventi umanitari, ne abbiamo bisogno". Lo ha detto il figlio dello Shah, Reza Pahlavi, intervenendo a Monaco.

Aiea: accordo su ispezioni possibile ma molto difficile

Il capo dell'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite (Aiea), Rafael Grossi, ha dichiarato che un accordo con l'Iran sulle ispezioni è "possibile" ma "terribilmente difficile".

Pahlavi agli iraniani: "Sabato e domenica sera protestate dalle vostre finestre"

Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che vive in esilio negli Usa, ha lanciato un nuovo appello ai suoi "coraggiosi compatrioti in Iran" esortandoli a nuove proteste contro il regime degli ayatollah: sabato in piazza per coloro che sono all'estero (in particolare domani a Monaco, Toronto e Los Angeles) mentre agli iraniani in patria restando a casa per la loro sicurezza. "Attraverso i vostri raduni per onorare la memoria dei nostri eroi caduti, i vostri canti notturni e i vostri messaggi coraggiosi, avete dimostrato che la Repubblica islamica non è riuscita a spezzare la vostra volontà di riconquistare l'Iran, nemmeno attraverso la brutalità e l'omicidio", ha scritto su X. "Il 14 febbraio, Giornata mondiale di azione, gli iraniani all'estero scenderanno ancora una volta in piazza per portare la voce della nostra grande e unita nazione al mondo e per mobilitare un più ampio sostegno internazionale alla Rivoluzione del Leone e del Sole dell'Iran", ha annunciato. "Con questo spirito, vi invito, nelle sere del 14 e 15 febbraio alle 20:00, ad alzare la voce e a cantare dalle vostre case e dai vostri tetti. Gridate le vostre richieste. Mostrate la vostra unità", ha aggiunto rivolgendosi agli iraniani. "Con una volontà incrollabile, prevarremo su questo regime occupante. Mi impegno a restare al vostro fianco fino alla nostra vittoria finale", ha concluso. 

Seconda portaerei Usa nel Golfo tra una settimana

Impiegherà una settimana ad arrivare a destinazione la Gerald Ford, la seconda portaerei americana inviata nel Golfo dal presidente Donald Trump. Lo ha riferito la Reuters citando fonti dell'amministrazione americana. La Abraham Lincoln è nella regione da gennaio con le sue navi di scorta. L'ultima volta che due portaerei sono state dispiegate nella regione è stato nel giugno scorso, in coincidenza della guerra dei 12 giorni scatenata da Israele contro l'Iran, cui presero brevemente parte anche gli Usa. Ieri Trump ha minacciato l'Iran di conseguenze "molto traumatiche" se non dovesse accettare un accordo sul programma nucleare. 

Iran: "Rilasciato su cauzione il leader dei riformisti"

Il leader del Fronte riformista iraniano, Azar Mansouri, è stato rilasciato su cauzione oggi, secondo quanto riportato dai media iraniani. Due altre figure di spicco "riformiste" - Javad Emam d Ebrahim Asgharzadeh - erano state rilasciate ieri. 

Capo Idf visita Gaza: "Non rinunceremo a smilitarizzazione"

Il capo di stato maggiore delle Idf, tenente generale Eyal Zamir, ha visitato Gaza e ha affermato che l'esercito non rinuncerà all'obiettivo di smilitarizzare la Striscia e disarmare Hamas, confermando al contempo che l'esercito ha in questo senso piani pronti a essere attuati se il governo lo ordinasse.

"Durante la guerra, abbiamo raggiunto un risultato senza precedenti: tutti i battaglioni di prima linea di Hamas sono stati distrutti. Hamas è stata sconfitta militarmente e tutti gli ostaggi sono tornati a casa", afferma Zamir nella zona di Rafah, secondo dichiarazioni pubblicate dall'esercito.

"Le Idf sono schierate lungo un confine di sicurezza, la Linea Gialla, che controlla i varchi di accesso alla Striscia e sta sistematicamente ripulendo l'area dalle infrastrutture terroristiche", ha detto ancora Zamir, aggiungendo che l'esercito è "pronto a passare dalla difesa all'attacco" e "risponderà a qualsiasi violazione. Non rinunceremo all'obiettivo della guerra, la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza e il disarmo di Hamas".

Egitto e Giordania, presto a Gaza la Forza internazionale di stabilizzazione

La necessità di sostenere il Comitato tecnico per Gaza, aderire alla seconda fase del piano Trump, assicurare la continuità degli aiuti umanitari e dispiegare in fretta la Forza internazionale di stabilizzazione per monitorare l'attuazione del cessate il fuoco, è stata affermata durante un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il vice primo ministro e ministro degli Esteri di Giordania, Ayman Safadi. I due - secondo una nota del ministero egiziano - hanno sollecitato l'avvio di una fase di rapida ripresa e la creazione di un ambiente favorevole alla transizione. Hanno inoltre sottolineato l'importanza di sostenere il lavoro del Comitato Nazionale per l'Amministrazione della Striscia di Gaza, "in modo che l'Autorità Nazionale Palestinese possa riprendere pienamente le proprie responsabilità". 

Kallas: "Nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge"

L'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha avvertito che "nessuno dovrebbe essere al di sopra della legge" a una domanda sulla presenza di Israele nel Board of Peace per Gaza, durante una tavola rotonda alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. "Se concordi con delle regole poi devi rispettarle", ha aggiunto Kallas. 

Idf, in vista del Ramadan oltre 100 arresti in Cisgiordania

Le forze di sicurezza israeliane in vista dell'inizio del Ramadan hanno arrestato nel corso della settimana più di 100 ricercati e sequestrato armi e fondi destinati al terrorismo per un valore di circa tre milioni di shekel (circa un milione di euro). Il portavoce dell'Idf riferisce che le operazioni rientrano nelle attività preventive rafforzate in preparazione al periodo della festività islamica.

Mo: 5 ex dirigenti Shin Bet contro Netanyahu, 'diffonde cospirazioni'

Cinque ex dirigenti dello Shin Bet hanno definito "attacchi senza precedenti" quelli contro l'ex capo dell'agenzia Ronen Bar e altri dipendenti dello Shin Bet, provenienti dall'entourage del primo ministro Benjamin Netanyahu e da membri della coalizione. In una lettera, gli ex funzionari del servizio di sicurezza israeliano hanno inoltre denunciato "la diffusione di cospirazioni e il documento tendenzioso" presentato da Netanyahu al Controllore di Stato (l'ente che verifica la legalità, l'efficienza e l'integrità dell'amministrazione pubblica e delle istituzioni governative, ndr). All'inizio del mese, Netanyahu ha presentato un documento di 55 pagine al Controllore di Stato, Matanyahu Englman, con le sue risposte ufficiali relative ai fallimenti del 7 ottobre 2023. Nel dossier, Netanyahu respinge le responsabilità personali per il massacro, attribuendole invece ai vertici della sicurezza, in particolare all'Idf e allo Shin Bet, sostenendo di non essere stato adeguatamente informato. Gli ex dirigenti hanno scritto che si tratta di "tentativi del primo ministro di prendere le distanze da qualsiasi responsabilità per il massacro del 7 ottobre". Hanno anche espresso "sconcerto per il silenzio del capo dello Shin Bet David Zini". La lettera è stata firmata anche da 31 ex capi divisione dei servizi di sicurezza. 

Idf, arrestato a Jenin ricercato per un attacco terroristico nel 2025

Le forze israeliane hanno arrestato ieri a Jenin, in Cisgiordania, Muhammad Zidan, per aver aiutato il terrorista che il 6 gennaio 2025 compì l'attacco armato ad Al Funduq in cui furono uccisi tre civili israeliani e altri otto rimasero feriti. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf secondo il quale l'operazione è stata condotta su indicazione dello Shin Bet. Zidan sarebbe stato in passato una figura di rilievo nella rete terroristica a Jenin ed è accusato di aver finanziato elementi terroristici e promosso attività contro lo Stato di Israele. 

Albanese: richiesta dimissioni? l'Inquisizione è tonata

"Una menzogna è stata smascherata. Invece di ritrattarla, il SISTEMA che ha permesso il genocidio attacca il messaggero. La Francia sa di aver commesso un errore, ma l'orgoglio impedisce di correggere: gli archivi vengono saccheggiati alla ricerca di qualsiasi parola fuori luogo. Altri ripetono la falsità. L'Inquisizione è tornata". Lo scrive su X la relatrice speciale delle Nazioni Unite, Francesca Albanese, riferendosi alla richiesta di dimissioni avanzata dalla Francia e da altri paesi. In particolare Albanese ha pubblicato sotto il suo post la nota con la richiesta di dimissioni avanzata dal ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Petr Macinka.

Idf: "Arrestato terrorista coinvolto in sparatoria in cui morirono 3 israeliani"

Gli ufficiali dell'unità d'élite della polizia Yamam e le truppe dell'Idf hanno arrestato a Jenin Mohammed Zaidan, accusato di essere complice dell'autore dell'attacco nel villaggio palestinese di al-Funduq del 6 gennaio 2025, in cui tre israeliani sono stati assassinati e otto sono rimasti feriti. L'esercito israeliano affermano che Zaidan era un membro di spicco di una rete terroristica nella città della Cisgiordania e che era coinvolto nel finanziamento di altri terroristi e nella progettazione di attacchi contro Israele. Almeno tre uomini armati uccisero un anno fa con armi da fuoco il sergente maggiore Elad Yaakov Winkelstein, agente di polizia fuori servizio, e le civili Rachel Cohen e Aliza Raiz. Due degli uomini armati furono uccisi dai soldati israeliani diverse settimane dopo l'attacco, mentre il terzo fu ucciso nell'aprile 2025.

Monaco: almeno 5 mila agenti schierati per Conferenza Sicurezza

Sono almeno cinquemila gli agenti schierati dalle autorita' tedesche a protezione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Oltre alle forze dell'ordine tedesche, spiega la Bild, per la prima volta e' stato dispiegato in citta' personale proveniente da altre nazioni, tra cui Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Francia. Presenti anche le forze speciali della Sek, i cui cecchini hanno preso posizione gia' dall'alba di venerdi' mattina sui tetti della capitale bavarese. La polizia sorveglia principalmente il perimetro di sicurezza piu' interno attorno alla sede dell'evento, l'Hotel Bayerischer Hof. In base a un'ordinanza generale emessa dalla polizia di Monaco di Baviera, l'accesso all'area intorno a Promenadeplatz e' severamente vietato senza accredito. L'accesso alle strade adiacenti ("zona di sicurezza estesa") e' consentito solo con un "interesse legittimo" e saranno effettuati controlli di documenti d'identita' e borse. Quasi l'intera area cittadina e' una no-fly zone e anche i droni utilizzati a fini privati o professionali sono banditi. La polizia monitora un raggio di 5,5 chilometri con rilevatori di droni e, se necessario, ha pronti sistemi di difesa per contrastarli. Agenti specializzati provenienti dalla Repubblica Ceca contribuiscono alla sicurezza dell'aeroporto, dove stanno atterrando centinaia di leader e alti funzionari. Le forze dell'ordine dovranno gestire inoltre le 21 manifestazioni di protesta autorizzate. La piu' imponente e' prevista domani sulla Theresienwiese, dove 100 mila persone sono attese per manifestare contro il regime iraniano.

Monaco: iraniani manifestano contro presenza Reza Palhavi

Alcune centinaia di iraniani hanno manifestato all'esterno dell'Hotel Bayerischer Hof, dove oggi e' partita l'annuale Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, per protestare contro la partecipazione di Reza Palhavi, figlio dell'ultimo scia', il cui intervento e' previsto nel pomeriggio. "Ne' scia', ne' mullah", hanno intonato i dimostranti. Un'oratrice sul palco ha definito "una macchia vergognosa" la presenza a Monaco del "figlio del dittatore deposto", che ambisce a tornare al potere in seguito a un eventuale cambio di regime a Teheran. Si tratta di solo una delle circa venti manifestazioni di protesta previste a margine dell'evento. Da segnalare anche il blitz di Greenpeace i cui attivisti, di fronte alla sede della Conferenza, hanno srotolato da una gru uno striscione di 60 metri con la scritta "liberatevi dai tiranni", un riferimento alle importazioni di gas da Stati Uniti e Russia.

Tajani alla Conferenza di Monaco: confronto su Difesa Ue, Ucraina e Iran

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà oggi e domani in missione in Germania per la 62esima Conferenza sulla Sicurezza di Monaco (MSC). Tra i principali appuntamenti: riunione a livello Leader di governo sull'Ucraina; Tavola rotonda sull'immigrazione irregolare copresieduta da Italia e Regno Unito; il G7 dei ministri degli Esteri; riunione dei Ministri degli Esteri "E5" (Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito).     Le due giornate di Monaco forniranno un momento di confronto politico per elaborare strategie comuni di fronte alle sfide di sicurezza internazionale, comprese la sicurezza economica e le politiche energetiche per il rilancio industriale e la competitività dell'Europa anche alla luce del summit informale sulla competitività europea e in vista del Consiglio Ue di marzo.     Al centro dell'agenda degli incontri, gli ultimi sviluppi in Ucraina in vista del quarto anniversario dell'aggressione russa, la Difesa europea, la stabilità in Medio Oriente alla luce dei colloqui tra USA e Iran e dell'attuazione del Piano di pace USA per Gaza.     Alla riunione sull'Ucraina oggi pomeriggio, il Tajani confermerà il sostegno italiano all'iniziativa USA per la promozione di negoziati trilaterali, sottolineando l'importanza dell'unità euroatlantica per una pace giusta e per garantire la sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa. Tajani ribadirà anche come l'Italia sia pronta a fare la sua parte, contribuendo a meccanismi di monitoraggio del cessate il fuoco e addestramento delle forze ucraine.     Sull'Iran, all'indomani dei colloqui in Oman tra USA e Iran, Tajani confermerà il sostegno agli sforzi diplomatici in corso e la disponibilità dell'Italia, che mantiene stretti contatti con i maggiori partner regionali, a facilitare ulteriori negoziati.    Su Gaza, il titolare della Farnesina sottolineerà come la sicurezza sul terreno sia un presupposto fondamentale per il successo del Piano di pace. Il Ministro ricorderà l'impegno italiano attraverso i nostri Carabinieri, che inizieranno presto ad addestrare in Giordania il gruppo pilota di 50 funzionari di sicurezza palestinesi che saranno dispiegati a Gaza. Il titolare della Farnesina ribadirà la preoccupazione per la decisione israeliana di estendere il controllo sulla Cisgiordania, che rischia di compromettere gli sforzi verso la stabilità e la soluzione a due Stati.    Nella giornata di sabato, il ministro co-presiederà una tavola rotonda sui metodi innovativi contro l'immigrazione irregolare e la criminalità organizzata che opera nel settore, insieme al Segretario di Stato per gli Affari Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper. Tajani prenderà poi parte a un incontro informale dei Ministri degli Esteri G7, il primo in presenza sotto Presidenza francese.    A seguire, nel pomeriggio di sabato il titolare della Farnesina parteciperà a una riunione dei ministri degli Esteri E5 (Italia, Francia, Germania, Polonia e Regno Unito), piattaforma di dialogo strategico sul rafforzamento della difesa europea e sulle sfide di sicurezza comuni.

Ue: "Von der Leyen invitata a riunione del Board of Peace"

"La presidente von der Leyen ha effettivamente ricevuto un invito" a partecipare alla "riunione del Consiglio per la Pace in programma il 19 febbraio. La nostra posizione rimane invariata ed è stata molto chiara fin dall'inizio. Abbiamo una serie di domande su diversi elementi. Nello statuto del Consiglio per la Pace, in relazione al suo ambito di applicazione, alla sua governance e alla sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite". Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione Ue durante il briefing quotidiano alla stampa. Al momento nell'agenda di von der Leyen non figura la sua partecipazione alla riunione.

Macron: "Ineleggibilità obbligatoria per razzisti e antisemiti"

Il governo francese lavorera' per la "ineleggibilita' obbligatoria" nei confronti dei funzionari eletti colpevoli di "atti e commenti antisemiti e razzisti". Lo ha annunciato il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, durante le commemorazioni per Ilan Halimi, un giovane ebreo tenuto prigioniero e torturato a morte nel 2006. Macron ha attaccato ripetutamente "l'antisemitismo islamista che e' stato all'origine del pogrom del 7 ottobre", e "l'antisemitismo di estrema sinistra che compete con quello di estrema destra". "Il governo e il parlamento lavoreranno per inasprire le pene per gli atti antisemiti e razzisti", ha aggiunto.

Ue: "Dimissioni Albanese? Decisione suo futuro spetta a Onu"

"Prendiamo atto delle richieste di dimissioni di alcuni Stati membri alla signora Albanese, ma la decisione sul suo futuro spetta alle Nazioni Unite". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "L'Ue ha adottato una posizione coerente e consolidata sul conflitto israelo-palestinese, sottolineando il nostro forte impegno nei confronti del diritto internazionale e di una pace globale, giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati, in conformita' con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivono fianco a fianco in pace all'interno di confini sicuri e riconosciuti", ha aggiunto il portavoce Ue. "Aggiungo inoltre che l'Ue e' una ferma sostenitrice del sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani e che continueremo a sostenere gli sforzi per indagini indipendenti sulle violazioni e gli abusi dei diritti umani e sulle violazioni del diritto internazionale umanitario, comprese quelle che possono costituire crimini internazionali", ha proseguito. "Condanniamo ogni forma di antisemitismo, questo e' chiaro", ha comunque precisato El Anouni.

M.O., Corte Gb: "Illegale la messa al bando di Palestine Action"

Palestine Action ha vinto la causa legale contro la decisione del ministro degli Interni di Londra, Yvette Cooper, di vietare l'attivita' del gruppo in base alle leggi antiterrorismo. Lo riportano i media britannici. Dal 5 luglio dello scorso anno essere membro o mostrare sostegno al gruppo era diventato un reato punibile con una pena fino a 14 anni di carcere. Huda Ammori, co-fondatrice di Palestine Action, ha contestato il divieto durante un processo presso l'Alta corte di Londra e i giudici le hanno dato ragione, stabilendo che la decisione dell'esecutivo britannico e' illegale. L'organizzazione tuttavia, per il momento rimarra' fuorilegge, poiche' il governo intende portare il caso alla Corte d'Appello.

Usa ringraziano Parigi su Albanese: "Tolleranza zero per chi giustifica il 7/10"

 ''Un ringraziamento a Jean-Noel Barrot per aver chiesto le dimissioni di Francesca Albanese per il suo linguaggio di incitamento all'odio. Tolleranza zero per chiunque voglia tentare di giustificare il 7 ottobre o altri atti di antisemitismo": lo scrive in un messaggio pubblicato su X l'ambasciatore degli Stati Uniti, Charles Kushner.

Iran, Usa pronti a invio seconda portaerei nel Golfo. VIDEO

Iran, Usa pronti a invio seconda portaerei nel Golfo | Video Sky - Sky TG24

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Berlino: "Inaccettabile" uso di pesticidi in Libano da parte dell'esercito israeliano

"Misure che mettono in pericolo la popolazione civile o ne distruggono permanentemente i mezzi di sussistenza, come l'uso di pesticidi, sono inaccettabili. Soprattutto data la fragile situazione nel Libano meridionale, è fondamentale evitare un'ulteriore escalation. Pertanto, invitiamo tutte le parti a rispettare l'accordo di cessate il fuoco e, naturalmente, a rispettare il diritto internazionale e la protezione della popolazione civile" lo ha detto Josef Hinterseher, portavoce del ministero degli Esteri tedesco durante la conferenza stampa di governo del venerdì. Il portavoce ha anche specificato che al momento il governo tedesco non dispone di proprie informazioni sull'uso di pesticidi nel Libano meridionale da parte dell'esercito israeliano ma è a conoscenza dei rapporti che l'hanno denunciato. A quanto pare, l'esercito israeliano sta irrorando alte concentrazioni di glifosato nel Libano meridionale.

Bbc: "L'Iran fortifica i suoi siti nucleari, anche il Monte Piccone"

Secondo l'analisi di nuove immagini satellitari, l'Iran starebbe fortificando un complesso sotterraneo vicino a uno dei suoi impianti nucleari. E' quanto si legge sulla Bbc. Le foto, analizzate per la prima volta dall'Institute for Science and International Security (Isis), un think tank con sede negli Stati Uniti, mostrano gli ingressi dei tunnel in fase di rafforzamento sul Monte Kolang Gaz La, noto anche come 'Monte Piccone'. Gli esperti affermano che questa struttura potrebbe essere progettata per proteggere le attività di arricchimento dell'uranio dell'Iran o attrezzature chiave, ma il suo scopo esatto, e se sia operativa, rimane poco chiaro. Il Monte Piccone non è stata una delle località attaccate dagli attacchi aerei statunitensi e israeliani nel giugno 2025, ma l'impianto nucleare di Natanz, situato a circa 2 km (1,24 miglia) a nord, è stato colpito. Un'immagine satellitare del 10 febbraio mostra quello che sembra essere calcestruzzo fresco posato sopra una delle aree di ingresso di Monte Piccone. All'ingresso di un altro tunnel, roccia e terreno sono stati spinti e appiattiti. Nelle vicinanze è presente anche una nuova struttura in cemento armato. Gli esperti suggeriscono che queste modifiche mirano a fornire ulteriore protezione contro un potenziale attacco aereo ma anche che improbabile che la struttura sia ancora pronta per le operazioni. Le immagini satellitari mostrano anche lavori di riparazione e rafforzamento delle difese in corso presso il vicino sito nucleare di Natanz e presso il complesso nucleare di Isfahan, 125 km a nord, nelle ultime settimane. Sina Azodi, direttrice del Middle East Studies Program presso la George Washington University, afferma che l'Iran "opera partendo dal presupposto che gli attacchi si verificheranno e che è necessario proteggere le strutture il più possibile. Il programma nucleare iraniano non è stato distrutto. È chiaro che una volta acquisite le conoscenze, la capacità e la tecnologia per ricostruire il programma, si può sempre ricostruire tutto". Rafael Grossi, a capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, ha dichiarato alla Bbc che un nuovo accordo nucleare tra Iran e Stati Uniti è possibile e urgentemente necessario. Ha anche affermato di ritenere che i circa 400 kg di uranio altamente arricchito dell'Iran - un passo tecnico breve per raggiungere il livello di uranio per uso militare - siano rimasti nei tunnel e nelle camere sotterranee dove gli Stati Uniti hanno sganciato bombe anti-bunker lo scorso giugno. 

L'Iran ribadisce: "Non negoziamo sui nostri missili"

L'Iran ha ribadito che non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti rispetto al proprio programma missilistico, nell'ambito dei colloqui sul dossier nucleare in corso con Washington che sono ripresi la scorsa settimana in Oman. "Il nostro sistema missilistico rientra nel quadro delle linee rosse e non è soggetto a trattative", ha affermato Ali Shamkhani, il rappresentante della Guida suprema iraniana Ali Khamenei presso il Consiglio di Difesa Nazionale. "Qualsiasi avventura contro l'Iran riceverà una risposta forte, decisa e proporzionata", ha aggiunto Shamkhani, nel contesto dello schieramento di navi militari degli Stati Uniti nelle acque del Medio Oriente, dopo le tensioni esplose con le proteste anti governative in gennaio in Iran. Secondo quanto riferisce Mehr, il funzionario ha definito "elevata" la prontezza militare della Repubblica islamica e ha avvertito che qualsiasi errore di calcolo da parte di altre parti avrebbe conseguenze "molto pesanti". 

Iran

©IPA/Fotogramma

Idf, ucciso un membro di Hezbollah nel sud Libano

L'Idf ha colpito e ucciso ieri un membro di Hezbollah coinvolto nei tentativi di ristabilire infrastrutture del gruppo terroristico nell'area di At Tiri, nel sud del Libano. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito. Secondo l'Idf, le attività dell'uomo costituivano una violazione delle intese sul cessate il fuoco tra Israele e Libano. L'esercito ha aggiunto che continuerà ad agire per rimuovere qualsiasi minaccia contro lo Stato di Israele.

Iran, eletto vicepresidente della Commissione per lo sviluppo sociale Onu: è polemica

La Repubblica islamica dell’Iran è stata eletta vicepresidente della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale. L'elezione è stata approvata senza obiezioni durante una recente riunione della commissione presso la sede dell'Onu a New York. Il rappresentante iraniano Abbas Tajik sarà uno dei vicepresidenti della 65a sessione della commissione, che fornisce consulenza alle Nazioni Unite su questioni relative allo sviluppo sociale e negli ultimi anni ha promosso progressi in materia di protezione sociale universale, lavoro dignitoso e attenzione internazionale ai gruppi a rischio di esclusione, come le persone con disabilità, gli anziani, i giovani e le famiglie. La nomina ha scatenato polemiche a causa delle politiche di Teheran nei confronti delle donne e per la recente brutale repressione delle proteste contro il regime.

Attivisti dei diritti umani e analisti politici hanno condannato l'ipocrisia delle Nazioni Unite nel trattamento dei regimi non democratici. E ieri il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres è stato criticato per essersi congratulato con l'Iran per l'anniversario della rivoluzione islamica del 1979. L'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Mike Waltz ha scritto su X: "Un altro motivo per cui non siamo membri, né partecipiamo, a questa ridicola 'Commissione per lo sviluppo sociale'". Anche Alireza Jafarzadeh, autore di "The Iran Threat" e vicedirettore dell'ufficio statunitense del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, ha criticato l'elezione: "Avere il regime iraniano alla guida di un organismo delle Nazioni Unite incaricato di promuovere la democrazia, l'uguaglianza di genere, la tolleranza e la non violenza è spaventoso, come una volpe a guardia del pollaio". 

"La stragrande maggioranza del popolo iraniano chiede un cambio di regime perché i mullah sono i principali violatori dei diritti umani al mondo, misogini fino al midollo, e massacrano migliaia di voci di dissenso - ha accusato Jafarzadeh - Il regime iraniano deve essere oggetto di intense indagini e di un'accertamento delle responsabilità da parte di tutti gli organismi delle Nazioni Unite per i crimini contro l'umanità e il genocidio, dagli anni '80 alle rivolte del gennaio 2026. Decenni di inazione da parte dei governi occidentali hanno rafforzato il regime. Questo deve finire". 

Onu, la radio resta il mezzo di comunicazione più utilizzato

A Gaza, prima del 7 ottobre, erano 23 le stazioni radio locali che operavano in tutto il territorio. Dopo la guerra scatenata dagli attacchi di Hamas contro Israele non ne è rimasta nessuna. Ora Rami Al-Sharafi, direttore di Zaman 90.60 FM, sta lavorando a Gaza per riprendere le trasmissioni "uno sforzo fragile ma determinato in mezzo a un'immensa distruzione" dichiara l'Onu che esalta questo risultato in occasione della Giornata mondiale della radio, che si celebra oggi. "La radio è sempre stata più di un semplice mezzo di comunicazione. È un pilastro della libertà di espressione. La radio promuove la diversità culturale. Contribuisce all'educazione, all'inclusione e al dialogo. E nei momenti di crisi, così come nella vita quotidiana, rimane una delle fonti di informazione più affidabili e accessibili, in particolare per chi è spesso emarginato" ha dichiarato il Direttore Generale dell'Unesco, Khaled El-Enany. Ma oggi, ha aggiunto, la radio affronta profondi cambiamenti". L'ascesa dell'intelligenza artificiale, secondo El-Enany, rappresenta una delle sfide più grandi in questo campo. "Utilizzata in modo etico, l'IA può aiutare la radio a fare ciò che sa fare meglio: connettere le persone e rafforzare la fiducia del pubblico - ha detto ancora il direttore dell'Unesco - Tuttavia, questa stessa tecnologia, se usata in modo improprio, può  diffondere disinformazione e offuscare il confine tra verità e manipolazione". "Ciò che è in gioco è l'essenza stessa della radio: la sua credibilità, la sua integrità e l'umanità della sua voce - ha concluso - Assicuriamoci che la radio continui a informare con integrità, creare legami con empatia e parlare con una voce umana". Proclamata nel 2011 dall'Unesco e approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2012, la Giornata Mondiale della Radio ricorda la data della creazione della Radio delle Nazioni Unite nel 1946. I programmi trasmessi da allora fanno parte di UN Radio Classics, un archivio online di programmi che permettono di rivivere momenti storici chiave delle Nazioni Unite e del mondo durante la seconda metà del ventesimo secolo, oltre a poter ascoltare le voci di uomini politici da Mandela a Gorbaciov, da Kennedy a Fidel Castro, a Arafat o di artisti come Audrey Hepburn, Kirk Douglas, Bing Crosby o Marlon Brando. 

Idf: "Colpiti due terroristi entrati nella Linea Gialla"

L'esercito israeliano riferisce che ieri "due terroristi sono entrati, nel nord della Striscia di Gaza, in una struttura a est della Linea Gialla" (la linea del cessate il fuoco) e sono stati colpiti. 

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Iran, le celebrazioni per anniversario rivoluzione islamica. VIDEO

La USS Ford la seconda portaerei che Trump ha deciso di dispiegare in Medio Oriente

E' la USS Ford la seconda portaerei che Donald Trump ha deciso di dispiegare in Medio Oriente, nell'ambito delle tensioni con l'Iran, con cui però il presidente americano ha detto di voler continuare i negoziati. Secondo quanto rivela il New York Times, la USS Ford e le sue navi di scorta dispiegate nei Caraibi mentre era in corso la campagna contro il Venezuela saranno inviate nel Golfo e non rientreranno negli Stati Uniti prima di aprile o maggio. 

Quattro diverse fonti hanno detto al giornale americano che l'equipaggio della nave è stato informato ieri della decisione, che era stata anticipata nelle ultime ore dallo stesso presidente. Il gruppo d'attacco della Ford (da cui il 3 gennaio scorso erano partiti i caccia impegnati nell'operazione per la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro) si unirà dunque alla portaerei Lincoln che già si trova nel Golfo.

Iran, media: "Rilasciati due leader riformisti"

Le autorità iraniane hanno rilasciato due importanti personalità del campo riformista che erano state arrestate nelle settimane scorse, dopo le proteste di gennaio contro il regime. Lo ha detto il loro legale, Hojjat Kermani, all'agenzia di stampa Isna, secondo cui "Javad Emam ed Ebrahim Asgharzadeh sono stati rilasciati dopo aver versato la cauzione". Asgharzadeh è un ex parlamentare, mentre Emam è il portavoce del Fronte riformista, la principale coalizione che riunisce i riformisti.

Fonti: "Trump invia una seconda portaerei in Medio Oriente"

La più grande portaerei del mondo ha ricevuto l'ordine di salpare dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei piani mentre il presidente americano Donald Trump valuta l'opportunità di intraprendere un'azione militare contro l'Iran. Lo riportano i media Usa. Lo spostamento della Uss Gerald R. Ford, reso nota per la prima volta dal New York Times, porterà a due le portaerei nella regione mentre Trump aumenta la pressione sull'Iran affinché raggiunga un accordo sul suo programma nucleare. La Uss Abraham Lincoln è arrivata in Medio Oriente più di due settimane fa. 

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