Iran, media: Trump e Netanyahu concordano per pressione economica Usa su Teheran

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Martedì a Ginevra si terranno negoziati diplomatici su Iran e Ucraina: Witkoff e Kushner vedranno i rappresentanti prima di Teheran e poi di Mosca e Kiev. Dopo il bilaterale tra Trump e Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia

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Il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno concordato durante il loro incontro alla Casa Bianca nei giorni scorsi che parallelamente ai negoziati con l'Iran e ai preparativi per un'azione militare, gli Stati Uniti aumenteranno la pressione economica e politica su Teheran. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12.  L'esercito Usa si prepara a possibili operazioni prolungate della durata di settimane contro l'Iran, con Trump che potrebbe ordinare un attacco: lo hanno detto alla Reuters due funzionari americani. 

Sempre secondo l'agenzia di stampa britannica, martedì a Ginevra si terranno negoziati diplomatici su Iran e Ucraina: Witkoff e Kushner vedranno i rappresentanti prima di Teheran e poi di Mosca e Kiev. Una delegazione statunitense, composta dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, incontrerà gli iraniani martedì mattina, secondo la fonte. Saranno presenti anche rappresentanti dell'Oman, che mediano i contatti tra Stati Uniti e Iran. Witkoff e Kushner parteciperanno poi ai colloqui trilaterali con i rappresentanti di Russia e Ucraina nel pomeriggio. 

Dopo il bilaterale tra Trump e Netanyahu, l'Iran ha inviato un messaggio forte e chiaro: sul programma di missili balistici, quello sul quale il premier israeliano fa più pressioni oltre al nodo del nucleare, non si negozia.

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Trump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?

Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano  Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che  intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner  commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della  decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata  di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.

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Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio  Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta  vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state  uccise.

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L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra  movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite  della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello  dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

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Media, 'Witkoff-Kushner: "Buon accordo con l'Iran difficile se non impossibile"

Un alto funzionario americano ha riferito alla tv israeliana Channel 12 che il presidente Trump ha chiesto ai suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner quali siano le reali possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran. I due hanno risposto che "la storia dimostra che è difficile se non impossibile raggiungere un buon accordo con l'Iran". "Continueremo i negoziati e adotteremo una linea dura. Se accettano ciò che chiediamo, gli daremo la possibilità di scegliere e potranno decidere", hanno detto Witkoff e Kushner a Trump. 

Media, Trump-Netanyahu hanno concordato pressione economica Usa in Iran

Il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno concordato durante il loro incontro alla Casa Bianca nei giorni scorsi che parallelamente ai negoziati con l'Iran e ai preparativi per un'azione militare, gli Stati Uniti aumenteranno la pressione economica e politica su Teheran. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12. 

Idf, intercettato drone usato per contrabbando armi

Un altro tentativo di introdurre di nascosto armi dall'Egitto in Israele utilizzando un drone e' stato sventato, afferma l'esercito. Idf afferma che le truppe della Brigata regionale di Paran, durante le scansioni effettuate oggi al confine, hanno individuato un drone precedentemente abbattuto. Il drone trasportava 10 pistole e 30 caricatori. Le armi sono state consegnate alla polizia per ulteriori indagini. In precedenza, le Idf avevano annunciato di aver abbattuto un drone che trasportava tre fucili d'assalto oltre il confine egiziano.

Ministro Esteri,: "A Monaco un circo, Europa confusa senza peso geopolitico"

Il "Circo di Monaco". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla così della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Triste vedere la solitamente seria Conferenza sulla sicurezza di Monaco trasformata nel 'Circo di Monaco' quando si tratta di Iran", si legge in un post su X in cui il ministro scrive di quello che considera un "declino" con "messaggi importanti". 

"L'Ue sembra confusa, ancorata nell'incapacità di comprendere quello che accade all'interno dell'Iran - sostiene - A livello strategico questa Ue priva di scopi ha perso ogni peso geopolitico nella nostra regione". E, afferma, "la Germania in particolare fa strada nella resa totale della sua politica regionale a Israele".

Per Araghchi, "per usare un eufemismo la traiettoria generale dell'Europa è disastrosa" e il ministro parla di "paralisi e irrilevanza dell'Ue/E3" (Francia, Germania e Regno Unito) che si nota "nelle dinamiche che circondano i colloqui in corso sul programma nucleare iraniano". Colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti che la prossima settimana dovrebbero vedere un secondo round a Ginevra con la mediazione dell'Oman. "Un tempo interlocutore chiave, l'Europa è ora sparita - conclude Araghchi - I nostri amici nella regione sono invece molto più efficaci e disponibili di un E3 periferico e con mani vuote".

La Commissaria Ue per il Mediterraneo Suica andrà al Board of Peace

La Commissione europea parteciperà alla riunione del Board of Peace prevista per il 19 febbraio negli Usa con la commissaria al Mediterraneo Dubravka Suica. Lo fa sapere la portavoce dell'esecutivo Ue. L'intenzione è di partecipare alla discussione su Gaza e non sostenere il Board of Peace. Le riunioni - a quanto si apprende - in origine sarebbero dovute essere due, una su Gaza e una del Board of Peace in sé ma, a quanto pare, dovrebbero alla fine essere fuse in un solo evento. A Washington sono attese una ventina di delegazioni. Gli Stati Uniti - sempre a quanto si apprende - hanno esercitato forti pressioni affinché l'Europa fosse maggiormente rappresentata. 

Reza Pahlavi: "Pronto a guidare transizione"

"Sono qui per garantire una transizione verso un futuro democratico e laico". Lo ha detto Reza Pahlavi alla folla radunata a Monaco, a margine della Conferenza sulla sicurezza. "Mi impegno a essere il leader della transizione" verso "un processo democratico e trasparente attraverso le urne", ha aggiunto, parlando davanti a circa 200.000 manifestanti.

A Monaco 200mila in piazza contro il regime iraniano

Circa 200mila persone si sono radunate a Monaco di Baviera questo pomeriggio per protestare contro le autorità iraniane. Lo ha detto all'Afp la polizia del capoluogo bavarese, aumentando una cifra iniziale di 80mila persone, mentre in città è in corso la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Molti manifestanti si sono riuniti pacificamente sulla Theresienwiese, un'ampia piazza nella parte occidentale della città, per chiedere la fine della Repubblica Islamica dopo la sanguinosa repressione che ha soffocato un'ondata di proteste diffusa dalla fine di dicembre. Alcuni hanno sventolato bandiere iraniane dell'epoca dello Scià.

Presidente Ua: "Sterminio" palestinesi deve finire

"In Medio Oriente, la Palestina e la sofferenza del suo popolo interpellano anche le nostre coscienze. Lo sterminio di questo popolo deve cessare". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, in occasione dell'apertura del 39esimo vertice dell'organizzazione ad Addis Abeba. "Dal Sudan al Sahel, alla Repubblica Democratica del Congo orientale, alla Somalia e altrove, la nostra gente continua a pagare il pesante prezzo dell'instabilità", ha sottolineato Youssouf. 

Media: "Hamas pone condizioni sulla forza straniera a Gaza"

Dopo che l'Indonesia ha annunciato la sua disponibilità a inviare truppe alla nuova missione di mantenimento della pace a Gaza, un alto funzionario di Hamas ha rivelato le 'condizioni' dell'organizzazione terroristica per accettare forze straniere all'interno del settore. Lo riporta Sky news Arabia citando un'intervista del portavoce di Hamas Bassem Naim: "Non abbiamo obiezioni all'arrivo di forze internazionali nella Striscia di Gaza, a condizione che agiscano come forza cuscinetto tra le due parti lungo il confine e che non interferiscano negli affari interni palestinesi, siano essi civili, di sicurezza o politici". Naim ha aggiunto che "qualsiasi ingerenza negli affari interni palestinesi è inaccettabile. Se queste forze intervengono, i palestinesi le vedranno senza dubbio come un'alternativa all'occupazione".  La missione è stata istituita nell'ambito del Piano Trump per porre fine alla guerra di Gaza e si prevede che includerà migliaia di soldati provenienti da diversi Paesi. Finora oltre 12 altri Paesi sono stati menzionati nelle discussioni in corso sulla dimensione della forza, alcuni hanno espresso la loro disponibilità a partecipare, mentre altri non hanno preso una posizione definitiva, in attesa di ulteriori informazioni e accordi sui compiti e i poteri della forza. 

Iran, premio Nobel Shirin Ebadi a Sky Tg24: "Spero in un referendum libero"

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise

Iran, Zelensky: "Il regime va fermato immediatamente"

''Il regime iraniano deve essere fermato immediatamente''. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, dove ha incontrato il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reva Pahlavi. "Il regime iraniano ha già fatto e può ancora fare più danni di quanti molti altri regimi potrebbero fare in questo secolo. Quando hanno tempo, non fanno altro che uccidere di più. Devono essere fermati immediatamente", ha affermato. Zelensky ha quindi ricordato che l'Iran fornisce alla Russia i cosidetti droni kamikaze che vengono usati contro l'Ucraina.

Iran, la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa

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Pahlavi: "Iran libero soddisferebbe bisogni energetici europei"

"Mantenere lo status quo in Iran rischia di provocare ulteriore migrazione verso l’Europa e priva i Paesi europei di opportunità economiche ed energetiche". Lo ha dichiarato il figlio dell'ultimo shah Reza Pahlavi alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

"Abbiamo ora la possibilità di un aumento della migrazione verso l’Europa se lo status quo dovesse continuare - ha aggiunto, mentre - un Iran libero, in grado di soddisfare i bisogni energetici dell’Europa, sarebbe certamente un’alternativa all’unica fonte di cui disponete oggi". Pahlavi ha affermato che il cambiamento politico in Iran porterebbe a un risultato "win-win", aprendo la strada a commercio e investimenti e rafforzando la stabilità regionale. "Non corro per un incarico. Non cerco potere né un titolo. Il giorno in cui accadrà, considero conclusa la mia missione politica nella vita", ha chiarito. 

Pahlavi a Trump: "Aiuti il popolo, basta Repubblica islamica"

Reza Pahlavi, figlio dello scià deposto, ha chiesto al presidente Usa Donald Trump di "aiutare" il popolo iraniano, affermando che è "ora di porre fine alla Repubblica islamica". "Il popolo iraniano ti ha sentito dire che gli aiuti sono in arrivo e ha fiducia in te. Aiutali", è l'appello rivolto da Pahlavi in una conferenza stampa a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. "E' ora di porre fine alla Repubblica islamica. Questa è la richiesta che risuona dopo lo spargimento di sangue dei miei compatrioti", ha aggiunto l'oppositore iraniano, che vive in esilio a New York.

Pahlavi: "Trump ha assicurato sostegno a popolo iraniano, ora lo aiuti"

"Milioni di iraniani hanno scandito il mio nome e chiesto il mio ritorno. Questo mi lusinga e al tempo stesso mi conferisce una grande responsabilità nel rispondere alla loro richiesta e nel guidare questa transizione, come mi hanno chiesto". Lo ha dichiarato il principe esiliato Reza Pahlavi nel suo intervento alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, dove ha lanciato un appello al presidente americano Donald Trump: "Il popolo iraniano vi ha sentito dire che gli aiuti stavano arrivando, e si fida di voi. Aiutatelo". 

"Quando i miei compatrioti sono scesi in piazza, hanno incontrato solo massacri brutali di livello genocidario e industriale. Molti sono stati costretti a ritirarsi, ma la gente continua a scendere in strada e a scandire slogan". Sul futuro politico dell’Iran, Pahlavi ha dichiarato: "La democrazia non riguarda l’esclusione, riguarda l’inclusione, a meno che non si sia in contrasto con i principi democratici. Gli iraniani devono determinare il loro sistema preferito 'alle urne' in elezioni libere i cui risultati siano rispettati da tutte le parti". 

"Non dico di avere il 100% delle persone dalla mia parte. Certo, ho nemici. Ma il mio nome è stato scandito a gran voce in Iran - ha detto - La mia posizione è neutrale rispetto all’esito; repubblicani e monarchici, persone di tutti gli orientamenti politici e rappresentanti di comunità etniche e religiose possono far parte di questa lotta nazionale per la libertà".

Iran, Tovaglieri: "Minacce di morte non mi fermano"

"La mia solidarietà verso il popolo iraniano che lotta per la libertà non si ferma, nonostante i pesanti insulti e le minacce di morte che ho ricevuto sui social e alla mail istituzionale del Parlamento europeo, dopo il mio intervento nell'aula di Strasburgo durante la sessione plenaria". Lo dichiara l'eurodeputata della Lega, Isabella Tovaglieri. "I progressisti finti paladini dei diritti e l'islam radicale non hanno gradito la mia presa di posizione contro la brutale repressione degli Ayatollah e contro il silenzio complice della sinistra europea, che si è mobilitata per Gaza ma non osa attaccare Teheran, che considera l'ultimo baluardo della lotta antisionista e antiamericana. - prosegue l'esponente della Lega - Il fatto che il mio intervento sia stato ascoltato e condiviso da migliaia di iraniani in tutto il mondo mi dà la forza di continuare a sostenere questo popolo, gli esuli e i dissidenti, che rischiano ogni giorno la vita per un futuro di democrazia e diritti. Nei prossimi giorni denuncerò gli autori delle gravi minacce ricevute e ringrazio tutti coloro, dentro e fuori la Lega, che mi hanno manifestato la propria solidarietà e il proprio appoggio".

Italia orientata a partecipare a vertice Board of Peace

"Siamo orientati a partecipare" alla riunione in programma a Washington il 19 febbraio sul Board of Peace. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. "Vedremo in quale formato", se da osservatore o in altre modalità, ma "è importante partecipare, per la ricostruzione di Gaza, anche la Commissione europea partecipera'", ha affermato il vicepremier.

Abu Mazen: "Rimuovere tutti gli ostacoli imposti da Israele a Gaza"

Il presidente palestinese Abu Mazen Abbas ha chiesto la rimozione di "tutti gli ostacoli" che, a suo dire, Israele ha imposto all'attuazione della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza, in un discorso trasmesso in apertura del 39/o vertice annuale dell'Unione Africana ad Addis Abeba. "Sottolineiamo la necessità di rimuovere tutti gli ostacoli imposti dall'occupazione israeliana all'attuazione delle disposizioni relative alla seconda fase dell'accordo, incluso il lavoro" del Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (Ncag), che gestirà il territorio ad interim, ha affermato Abbas in un discorso letto dal suo Primo Ministro, Mohammed Mustafa. 

Nel Regno Unito Palestine Action vince il ricorso contro la messa al bando per terrorismo

"Il divieto imposto al gruppo e deciso dal Ministero dell’Interno britannico in base alle leggi antiterrorismo è illegittimo". Questo è quanto stabilito dai giudici delle Royal Courts of Justice venerdì mattina

Uk, Palestine Action vince il ricorso sulla messa al bando terrorismo

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Unione Africana: "Lo sterminio del popolo palestinese deve finire"

Lo "sterminio" del popolo palestinese deve finire, ha dichiarato il presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, in occasione dell'apertura del 39esimo vertice dell'organizzazione. "In Medio Oriente, la Palestina e le sofferenze del suo popolo interpellano anche le nostre coscienze. Lo sterminio di questo popolo deve cessare", ha affermato Youssouf, eletto alla guida dell'istituzione un anno fa.

Teheran, l'Ue dovrebbe rivedere il suo approccio verso l'Iran

"L'Unione Europea dovrebbe cambiare il suo approccio controproducente nei confronti dell'Iran, tra cui la recente inclusione delle Guardie Rivoluzionarie nella lista nera come organizzazione terroristica e l'inappropriata indifferenza del blocco nei confronti del genocidio del regime sionista a Gaza e degli altri crimini del regime nella regione". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Il vertice della diplomazia iraniana ha rilasciato questa osservazione in una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri cipriota Constantinos Kombos ieri sera. Secondo l'Irna, il diplomatico cipriota ha accolto con favore la ripresa dei colloqui sul nucleare tra Teheran e Washington, esprimendo la disponibilità del suo Paese a sostenere il processo dei colloqui. 

Axios, martedì a Ginevra nuovi colloqui con Usa

Stati Uniti e Iran terranno martedì a Ginevra un secondo round di colloqui sul programma nucleare di Teheran. Lo scrive Axios citando un funzionario statunitense e tre fonti informate. Del team statunitense che si impegnerà nei colloqui farà parte il consigliere e cognato del presidente americano Donald Trump, Jared Kushner, e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, hanno affermato le fonti. Si prevede che la delegazione iraniana sarà guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Ai negoziati è attesa anche la partecipazione del ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, che sta mediando tra le parti.

Zelensky vede Pahlavi: "Collaborazione Teheran-Mosca minaccia per regione"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, a margine della conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera. ''L'Ucraina sostiene il popolo iraniano nella sua lotta per il futuro; esprimiamo inoltre la nostra solidarietà a tutte le vittime del regime iraniano'', ha scritto Zelensky su 'X'. ''Durante la nostra conversazione ci siamo concentrati sulla situazione in Iran e sulle aree in cui il popolo iraniano necessita di sostegno. Abbiamo discusso dell'importanza di rafforzare le sanzioni contro il regime iraniano e qualsiasi altro regime dittatoriale'', ha detto il presidente ucraino.

New York Times, "Trump non ha ancora deciso se attaccare in Iran"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non ha ancora deciso se colpire militarmente l'Iran. Lo hanno riferito al New York Times alti funzionari dell'Amministrazione, precisando che la Casa Bianca continua a valutare diverse opzioni. Secondo tre funzionari americani citati dal giornale, tra quelle al vaglio ci sono attacchi militari contro il programma nucleare iraniano e contro la capacità di Teheran di lanciare missili balistici. Trump starebbe valutando anche scenari che includono l'impiego di commando americani contro specifici obiettivi militari iraniani. Intanto il Pentagono sta rafforzando la propria presenza militare nella regione con l'invio di una seconda portaerei. L' "armada" già schierata comprende otto cacciatorpediniere lanciamissili in grado di intercettare missili balistici iraniani, sistemi di difesa antimissile terrestri e sottomarini capaci di lanciare missili da crociera Tomahawk contro obiettivi in Iran.

Iran, Trump: "Difficile fare un accordo"

"Abbiamo una situazione in cui abbiamo inviato verso l'Iran un grande gruppo navale con una portaerei. Mi piacerebbe riuscire a raggiungere un accordo, ma finora è stato difficile. Pensavo che l'ultima volta saremmo arrivati a un'intesa: loro ora vorrebbero averla fatta. Ma poi e' successo quello che è successo, 'Midnight Hammer'... ". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Unit, Donald Trump, in un discorso alla base militare di Fort Bragg, in North Carolina. 

Trump: in Iran "cambiamento di regime sarebbe la cosa migliore che possa accadere"

Un cambio di regime in Iran "mi sembra che sarebbe la cosa migliore che possa accadere". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump rispondendo ai giornalisti in merito alle trattative tra Washington e Teheran sulle capacità nucleari e balistiche iraniane. "Da 47 anni parlano, parlano e parlano. E nel frattempo abbiamo perso molte vite".

Reuters: martedì a Ginevra colloqui su Iran e Ucraina

Martedì a Ginevra si terranno due serie di negoziati diplomatici, su Ucraina e Iran. Lo scrive la Reuters citando una fonte informata sulla questione. Una delegazione statunitense, composta dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, incontrerà gli iraniani martedì mattina, secondo la fonte. Saranno presenti anche rappresentanti dell'Oman, che mediano i contatti tra Stati Uniti e Iran. Witkoff e Kushner parteciperanno poi ai colloqui trilaterali con i rappresentanti di Russia e Ucraina nel pomeriggio.

Reuters: Usa si preparano a possibili operazioni prolungate contro l'Iran

L'esercito statunitense si sta preparando alla possibilità di operazioni prolungate, della durata di settimane, contro l'Iran se il presidente Donald Trump ordinasse un attacco: lo hanno dichiarato a Reuters due funzionari statunitensi, in quello che potrebbe diventare un conflitto molto più grave di quanto visto in precedenza tra i due Paesi. La rivelazione dei funzionari, che hanno parlato in condizione di anonimato a causa della natura delicata della pianificazione, alza la posta in gioco per la diplomazia in corso tra Stati Uniti e Iran. 

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