L'Iran è pronto a discutere di compromessi per arrivare a un accordo sul suo programma nucleare con gli Stati Uniti, se Washington sarà disposta a parlare della revoca delle sanzioni. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi. La Svizzera ha reso noto che avverranno sotto l'egida dell'Oman i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra la prossima settimana, con Washington che spinge Teheran a raggiungere un accordo per limitare il suo programma nucleare
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L'Iran è pronto a prendere in considerazione compromessi per raggiungere un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti, se questi ultimi saranno disposti a discutere la revoca delle sanzioni, ha dichiarato un ministro iraniano alla Bbc. I funzionari statunitensi hanno ripetutamente sottolineato che è l'Iran, non gli Stati Uniti, a ostacolare i progressi in questo lungo processo negoziale.
La Svizzera ha reso noto che avverranno sotto l'egida dell'Oman i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra la prossima settimana, con Washington che spinge Teheran a raggiungere un accordo per limitare il suo programma nucleare.
Le forze israeliane hanno ucciso almeno otto palestinesi in nuovi attacchi a Gaza, secondo fonti mediche: è quanto scrive Al-Jazeera che parla di "ennesima violazione del cessate il fuoco mediato dagli Usa a ottobre".
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Usa-Iran, domani a Ginevra nuovi colloqui sul nucleare. LIVE
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Iran: "Pronti a compromessi con Usa per accordo su nucleare". VIDEO
Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
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La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.
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Vai al contenutoMedia: "4 morti nell'attacco israeliano nell'est del Libano"
I media statali libanesi affermano che l'attacco sferrato oggi da Israele nell'est del Libano, vicino al confine con la Siria, ha causato la morte di quattro persone. L'Idf sostiene che l'operazione abbia avuto come obiettivi presunti "terroristi della Jihad islamica palestinese nell'area di Majdal Anjar". Un drone israeliano "ha colpito un'auto al confine libanese-siriano", dichiara l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency, aggiungendo che "quattro corpi" si trovavano all'interno del veicolo.
Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'
L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.
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Vai al contenutoTrump minaccia dazi per chi compra da Iran. Quali i Paesi a rischio?
Crescono le tensioni tra Usa e Iran dopo che il presidente americano Trump, il 12 gennaio, ha annunciato dazi al 25% per qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con Teheran. Ma chi sono i partner commerciali dell’Iran? E quali potrebbero essere le conseguenze della decisione di Washington? Anche di questo tema si è occupata la puntata di Numeri, di Sky TG24, andata in onda il 13 gennaio.
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Vai al contenutoUsa, migliaia in corteo a Los Angeles per proteste in Iran
A Los Angeles migliaia di persone hanno marciato per denunciare la repressione delle proteste in Iran, iniziate il 28 dicembre per le difficoltà economiche vissute dai cittadini. La manifestazione è stata organizzata in occasione della “Giornata Globale di Azione”, durante la quale si sono svolti cortei in numerose città di tutto il mondo.
Pahlavi chiede a Usa: "Intervento umanitario"
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo scià dell'Iran, ha chiesto un "intervento umanitario" da parte degli Stati Uniti come risposta all'ondata di repressione delle proteste contro il regime. Il popolo iraniano desidera la "libertà" e il mondo dovrebbe aumentare la pressione sul regime, ha detto nel corso di un'intervista a Fox News. "Mentre parliamo, ci sono persone che vengono giustiziate in Iran. Ci sono persone che vengono arrestate e torturate. Ecco perché un intervento è così necessario", ha aggiunto, sottolineando che si tratterebbe di "un intervento umanitario per salvare vite che altrimenti continuerebbero a essere perdute". I commenti arrivano alla vigilia del secondo round di negoziati tra Usa e Iran sul programma nucleare di quest'ultimo, mentre il presidente Donald Trump valuta attacchi militari contro il Paese.
Media: "In città iraniane proteste dalle finestre come chiesto da Pahlavi"
Abitanti di diverse città dell'Iran hanno raccolto l'appello di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià e attualmente esiliato, a protestare contro il regime degli ayatollah con cori e canti notturni dalle proprie case: lo riferisce Iran International, mostrando video social di queste forme di protesta girati nella serata odierna. Tali video, aggiunge la stessa fonte, provengono da città come Teheran, Mashhad o Mehrshahr, vicino a Karaj. "Vi invito, nelle sere del 14 e 15 febbraio alle 20:00, ad alzare la voce e a cantare dalle vostre case e dai vostri tetti. Gridate le vostre richieste. Mostrate la vostra unità", aveva chiesto Pahlavi con il suo appello. Secondo Iran International, nelle proteste vengono scanditi diversi slogan contro il governo della Repubblica Islamica e in sostegno del figlio dello scià. La stessa testata ha segnalato che in alcune città ci sono state adesioni a questa iniziativa anti-regime anche ieri sera.
Israele: "Anp sta registrando illegalmente terreni nell'Area C in Cisgiordania"
"L'Autorità nazionale palestinese sta attualmente portando avanti procedure illegali di registrazione dei terreni nell'Area C della Cisgiordania (sotto gestione amministrativa e di sicurezza israeliana secondo gli accordi di Oslo), in violazione della legge e degli accordi esistenti", scrive su X il ministero degli Esteri israeliano. "Contrariamente alla disinformazione, il governo israeliano ha approvato oggi un provvedimento amministrativo in materia di diritto civile e patrimoniale. Tale provvedimento è volto a mettere ordine nelle procedure di registrazione dei terreni, consentendo una chiarificazione trasparente e approfondita dei diritti di risoluzione delle controversie legali", ha aggiunto il ministero.
Cbs: "Trump sosterrebbe attacchi Israele se fallissero negoziati"
Nel corso di un incontro a Mar-a-Lago lo scorso dicembre, il presidente Usa Donald Trump avrebbe detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che Washington sosterrebbe attacchi israeliani contro il programma missilistico balistico di Teheran qualora non riuscisse a raggiungere un accordo con l'Iran. Lo scrive l'emittente statunitense Cbs citando due fonti informate sui fatti e aggiungendo che "figure di alto livello dei vertici militari e della comunità di intelligence hanno iniziato a contemplare la possibilità di sostenere una nuova ondata di attacchi israeliani contro l'Iran", anche se si tratterebbe di fornire assistenza a livello logistico, come rifornimenti in volo e permessi di sorvolo lungo la rotta potenziale.
Non è chiaro quali Paesi concederebbero il permesso di sorvolo agli Usa per rifornire gli aerei israeliani in vista di un potenziale attacco, sottolinea l'emittente, ricordando che Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato pubblicamente che non permetterebbero l'uso del proprio spazio aereo per attacchi contro l'Iran o per attacchi iraniani contro qualsiasi altro Paese. Tuttavia, tali conversazioni all'interno degli apparati Usa "sono coincise con una visibile prova di forza degli Usa verso l'Iran", ossia l'invio della portaerei Uss Gerald R. Ford con la sua flottiglia di navi da guerra in Medio Oriente, mossa che potenzia ulteriormente la presenza americana già consistente.
Tutto ciò avviene alla vigilia del secondo round di negoziati tra gi Usa e l'Iran riguardo al programma nucleare iraniano, che si terranno a partire da domani a Ginevra, con la partecipazione del ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi. Funzionari iraniani hanno segnalato di essere disponibili a limitare l'arricchimento dell'uranio in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche, ma non è chiaro quale forma assumerebbe tale impegno. Oggi il segretario di Stato Marco Rubio ha detto di aver "chiarito di preferire la diplomazia" e confermato che gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner sono in viaggio "per avere importanti incontri" con l'Iran.
Iran: "Pronti a compromessi con Usa per accordo su nucleare". VIDEO
Qatar protesta per registrazione terreni in Cisgiordania
Il Qatar condanna l'avvio da parte del governo di un processo di registrazione dei terreni in Cisgiordania per la prima volta dal 1967, definendolo "un'estensione dei suoi piani illegali per privare il popolo palestinese dei propri diritti". Il ministero degli Esteri del Qatar sottolinea "la necessità della solidarietà internazionale per fare pressione sull'occupazione affinché interrompa l'attuazione della decisione ed evitarne gravi ripercussioni". La procedura di registrazione consentirà la registrazione dei terreni presso l'Autorità di Registrazione Terreni, qualora non siano attualmente registrati come proprietà privata. I ministri che hanno avviato questa iniziativa affermano che ciò consentirà la registrazione di ampie fasce di terreno allo Stato. Secondo il ministero degli Esteri israeliano, "l'Autorità Palestinese sta attualmente portando avanti procedure illegali di registrazione dei terreni nell'Area C, in violazione della legge e degli accordi esistenti. Contrariamente alla disinformazione diffusa dai partiti istigatori, il governo israeliano ha approvato oggi una misura amministrativa nell'ambito del diritto civile e patrimoniale", afferma il ministero su X. "Questa misura è progettata per mettere ordine nelle procedure di registrazione dei terreni, consentendo una chiarificazione trasparente e approfondita dei diritti per risolvere le controversie legali".
Cardinale Pizzaballa: "Non è il tempo dei grandi gesti, ma di preparare la pace"
- "Parlare di pace in Terra Santa oggi non ha molto senso. La pace ha bisogno di condizioni, contesto, di una volontà, di una politica che non c'è, ma anche di un’opinione pubblica. La pace ha bisogno di fiducia e in guerra, specie quella in Terra Santa, la prima vittima è la fiducia. Anche quando la guerra sarà terminata, non si tornerà alla situazione precedente e non sappiamo cosa ci sarà dopo. Questa fase richiederà molte risorse spirituali, prima che politiche". Lo ha detto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ad un evento della Diocesi di Arezzo.
"La situazione a breve e medio termine non è destinata a cambiare molto - ha detto il card. Pizzaballa - Non saranno Abu Mazen o Netanyahu a costruire la pace, servono nuove figure capaci di portare nuove visioni. Inutile farsi illusioni di chissà quali cambiamenti. La congiuntura locale e internazionale non va verso un'alba di pace. Questo non è il tempo dei grandi gesti, ma quello del preparare, tenere vicine le persone che vogliono la pace, perché un giorno ci sarà bisogno di loro per ricostruire. Non abbiamo armi, ma l'unica cosa che abbiamo sono le parole. Questa guerra, soprattutto in questa, il linguaggio non è stato secondario, abbiamo sentito evocare a più riprese parole terribili come apartheid, genocidio, un linguaggio violento porta violenza, possono toglierci tutto, ma non le parole. Ora dobbiamo usare un linguaggio dignitoso che non chiuda, non crei barriere, ma apra orizzonti. Educare alla pace è necessario, il desiderio di pace, deve diventare cultura. Superando la tentazione dell’esito e tenendo vivo il desiderio".
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha poi concelebrato oggi con il vescovo di Arezzo, Andrea Migliavacca, la solennità della Madonna del Conforto nel Duomo. Nell'omelia, richiamando il profeta Isaia, Pizzaballa ha ricordato che mentre annunciava "a Gerusalemme sarete consolati", la città era "desolata e distrutta". Davanti c'erano macerie, eppure nella fede il profeta vedeva "un banchetto di festa". "Un'immagine che parla anche a noi: dove vediamo solo macerie… Isaia ci dice che nella fede si può vedere anche qualcosa oltre la realtà immediata - ha spiegato - È una scelta del cuore, perché si vede con gli occhi, ma si vede soprattutto con il cuore. Di fronte a una stessa realtà due persone possono vedere e leggere in maniera totalmente diversa quello che hanno di fronte a seconda di cosa hanno nel cuore". Quelle macerie non sono solo pietre: sono "disastri umani nelle relazioni, nella vita". E tuttavia "non è tutto perduto, si può ricominciare", da Gaza alla Cisgiordania, fino alle nostre famiglie, "dappertutto c'è bisogno di ricostruire, di sanare, di guarire".
Netanyahu: "Trump determinato a percorrere tutte le strade per un accordo con l'Iran"
"Il presidente Trump è determinato a esaurire tutte le opportunità per raggiungere un accordo con Teheran, per via delle circostanze che si sono create", così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato l'incontro con il presidente Usa mercoledì a Washington che aveva per oggetto l'Iran. Parlando a Gerusalemme alla conferenza dei presidenti delle organizzazioni ebraiche in America, Netanyahu ha aggiunto che l'incontro ha affrontato anche il tema del disarmo di Hamas previsto dalla fase due del piano Trump. "Diamo una chance al piano del presidente statunitense. Lui ha detto che il disarmo 'può essere fatto con la via facile o quella dura'. Diamo all'Isf, al Board of Peace e a tutti i organi a loro sottoposti, l'opportunità di farlo nella via facile. Vedremo. Gaza non rappresenterà mai più una minaccia per lo Stato d'Israele", ha affermato.
Araghchi vola in Svizzera per i colloqui con gli Usa sul nucleare
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è partito in serata per la Svizzera, in vista del secondo round di colloqui avviati di recente con gli Stati Uniti sul nucleare: è quanto reso noto dal suo dicastero, che ricorda che tali colloqui sono in programma martedì a Ginevra Araghchi "ha lasciato Teheran nella tarda serata di domenica alla guida di una delegazione diplomatica e tecnica per condurre il secondo round di colloqui sul nucleare e tenere una serie di consultazioni diplomatiche", ha dichiarato il ministero in un comunicato. "I colloqui nucleari indiretti tra Iran e Stati Uniti si terranno martedì con la mediazione e i buoni uffici dell'Oman." Durante la sua visita a Ginevra, Araghchi dovrebbe inoltre incontrare i suoi omologhi svizzero e omanita, nonché il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Rafael Grossi, e altri funzionari internazionali, ha aggiunto il ministero degli Esteri.
Netanyahu: "Via uranio e togliere capacità di arricchimento"
"La prima condizione" per un accordo tra Stati Uniti e Iran "è che tutto il materiale arricchito lasci l'Iran" e "la seconda è che non ci sia alcuna capacità di arricchimento". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo alla Conferenza dei presidenti delle organizzazioni ebraiche americane. Per il capo di governo, "non si tratta semplicemente di fermare il processo di arricchimento, ma di smantellare le attrezzature e le infrastrutture che consentono l'arricchimento dell'uranio".
Iran, Netanyahu: "Scettico su accordo, abituati a mentire"
"Ho espresso il mio scetticismo" su un accordo con l'Iran, perché la Repubblica islamica "si affida esclusivamente sulle sue bugie. Loro mentono, imbrogliano". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando alla conferenza dei presidenti delle principali organizzazioni ebraiche americane a Gerusalemme, riferendo del suo recente incontro con il presidente americano Donald Trump.
Araghchi partito per Ginevra per secondo round colloqui
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è partito alla volta della Svizzera, dove martedì si terrà per il secondo round di colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. Il capo della diplomazia "ha lasciato Teheran domenica sera per Ginevra alla guida di una delegazione diplomatica e tecnica per condurre il secondo round di colloqui sul nucleare e tenere una serie di consultazioni diplomatiche", si legge in una nota del ministero. "I colloqui indiretti Iran-Stati Uniti sul nucleare si terranno martedì con la mediazione e i buoni uffici dell'Oman", ha aggiunto.
Trump: "Da membri Board of peace oltre 5 miliardi per Gaza"
"Il 19 febbraio 2026, sarò nuovamente raggiunto dai membri del Board of Peace presso il Donald J. Trump Institute of Peace di Washington, D.C., dove annunceremo che gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliari di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza: lo scrive Donald Trump su Truth alla vigilia della prima riunione del Board of Peace, che "si rivelerà l'organismo internazionale più influente della storia".
Israele dichiara aree Cisgiordania 'proprietà statale', prima volta da 1967
I ministri Katz, Smotrich e Levin hanno lodato la decisione, affermando che creerà certezza del diritto nel territorio e proteggerà l'interesse nazionale. Levin l'ha descritta come "una vera rivoluzione in Giudea e Samaria", usando il termine biblico per indicare la Cisgiordania. "La Terra d'Israele appartiene al popolo d'Israele. Il governo israeliano è impegnato a rafforzare la propria presenza in ogni sua parte, e questa decisione è espressione di tale impegno".
"La proprietà di circa due terzi delle terre in Cisgiordania non è mai stata registrata formalmente, inclusa l'Area C, che costituisce circa il 60% dell'intero territorio", spiega Times of Israel, riferendosi all'area identificata negli accordi di Oslo del 1995, che comprende quasi tutta la valle del Giordano, il deserto della Giudea e la maggior parte delle risorse naturali della regione. Lì Israele esercita piena autorità sia in materia di sicurezza che in ambito civile, incluse la pianificazione urbanistica, l'edilizia e l'amministrazione delle terre e ospita la totalità degli insediamenti israeliani (illegali secondo il diritto internazionale) oltre alle infrastrutture di collegamento. La procedura permetterà di registrare i terreni presso l'Autorità qualora non risultino attualmente registrati come proprietà privata.
"Il governo ha approvato un massiccio esproprio di terre in Cisgiordania verso un'annessione de facto, in completa contraddizione con la volontà del popolo e l'interesse israeliano", ha dichiarato l'organizzazione non governativa Peace Now in risposta alla decisione, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per dirgli che il primo ministro Benjamin Netanyahu sta annettendo la regione "proprio sotto il tuo naso". Sarebbe teoricamente possibile l'esistenza di un processo di registrazione equo per tutte le parti della Cisgiordania, ha spiegato un funzionario dell'ong al Times of Israel, ma nelle condizioni attuali sarebbe molto difficile per i palestinesi provare e far valere le proprie pretese di proprietà.
Trump: "Hamas deve mantenere impegno per pieno disarmo"
"Molto importante, Hamas deve mantenere il suo impegno per una piena e immediata smilitarizzazione". Lo ha scritto su Truth il presidente Usa Donald Trump, sottolineando che alla riunione del Board of Peace a Washington martedì 19 febbraio verrà annunciato che "gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza e hanno impegnato migliaia di persone nella Forza Internazionale di Stabilizzazione e nella Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza".
Trump: "Board of Peace ha potenziale illimitato, va oltre Gaza"
"Il Board of Peace ha un potenziale illimitato" con una visione coraggiosa che va oltre Gaza, "la pace nel mondo". Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, in un messaggio su Truth. "Il Board of Peace si rivelerà l'organismo internazionale più importante della storia ed è per me un onore essere il suo presidente", ha concluso Trump.
Idf: "Ospedale Nasser a Gaza usato da Hamas come quartier generale"
L'esercito israeliano in una nota afferma di "essere in possesso di informazioni d'intelligence secondo cui l'ospedale Nasser viene utilizzato come quartier generale e postazione militare da alti comandanti e operativi di Hamas nel sud di Gaza". In seguito alla dichiarazione di Medici senza frontiere sulla riduzione delle proprie attività a causa della presenza di individui armati, l'Idf sostiene "di avere indicazioni che la struttura sanitaria venga impiegata per scopi militari", e indica che la decisione di Msf "importante, ma tardiva, rappresenta un'ulteriore prova della necessità di disarmare Hamas"
Netanyahu condanna attacco a soldatesse: "Inaccettabile"
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ''condannato fermamente'' l'attacco ai danni di due soldatesse da parte dei rivoltosi Haredi a Bnei Brak. "Condanno fermamente le violente rivolte a Bnei Brak contro le soldatesse dell'Idf e gli agenti di polizia israeliani", ha scritto su 'X'. "Si tratta di una minoranza estremista che non rappresenta l'intera comunità haredi", ha aggiunto definendo l'attacco "una questione seria e del tutto inaccettabile".
Per la prima volta dal 1967 Israele approva registrazione terreni in Cisgiordania
Per la prima volta dal 1967, il governo israeliano ha approvato l'apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. Lo riferisce la tv pubblica Kan secondo cui l'importanza della decisione sta nel tracciare la strada per la regolarizzazione delle aziende agricole e sostanzialmente fare "un altro passo verso l'annessione". La Presidenza palestinese ha subito reagito con una nota in cui avverte delle gravi conseguenze della decisione che consente di dichiarare come proprietà statale terreni nella Cisgiordania, definendo la misura una "grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale"
La Romania e Cipro alla riunione del Board of Peace come osservatori
La Romania e Cipro parteciperanno alla riunione del "Consiglio per la pace" di Washington in qualità di osservatori. "La prossima settimana prenderò parte alla prima riunione del Board of Peace a Washington, rispondendo all'invito rivoltomi dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump", ha scritto il presidente romeno Nicusor Dan su X, dopo aver recentemente dichiarato che il suo Paese stava ancora valutando se entrare a far parte del Board, di cui Trump è presidente. A dichiarare invece che Cipro parteciperà alla riunione in qualità di osservatore è stato il portavoce del governo Konstantinos Letymbiotis, riporta CyprusMail. "La partecipazione del nostro Paese rientra nel ruolo regionale stabile e attivo che sta svolgendo fin dal primo momento della crisi, con iniziative e proposte specifiche ai partner internazionali", ha sottolineato. "Cipro, in quanto Stato membro dell'Unione Europea più vicino alla regione, è presente negli sviluppi in corso e contribuisce concretamente agli sforzi per la stabilità e la pace", ha aggiunto, spiegando che il livello di rappresentanza alla riunione del 19 febbraio sarà determinato in consultazioni con gli organizzatori.
Israele, 2 soldatesse salvate da folla haredi a Bnei Brak
Due soldatesse israeliane sono state salvate da una folla inferocita di ultraortodossi nel quartiere di Bnei Brak. Le immagini delle due giovani donne, scortate fuori dal quartiere da poliziotti, mentre venivano inseguite da decine e decine di haredi hanno fatto il giro dei social, provocando una durissima reazione politica delle opposizioni.
Media: "In raid Gaza ucciso alto comandante Brigate al-Quds"
Tra le vittime degli attacchi israeliani a Gaza c'è un alto comandante delle Brigate al-Quds, l'ala militare della Jihad islamica palestinese. Lo riferiscono i media palestinesi, identificandolo come Sami al-Dahdouh, 56 anni, ucciso in un raid dell'Idf su Tel al-Hawa, nella parte occidentale di Gaza City, nel nord della Striscia. Nei bombardamenti israeliani dall'alba sono morti 12 palestinesi, la maggior parte a Jabalia, nel nord di Gaza, e a Khan Younis, nel sud dell'enclave.
Ospedale Nasser intima a Msf: "Ritiri dichiarazione su armi nella struttura"
L'ospedale Nasser di Gaza accusa Medici Senza Frontiere (Msf) di "favorire la creazione di consenso" per possibili attacchi contro la struttura nel sud della Striscia, dopo che l'organizzazione ha annunciato la sospensione delle attività non essenziali a causa della "presenza di uomini armati e di sospetti trasferimenti di armi". L'ospedale di Khan Yunis ha dichiarato che vi saranno "conseguenze prevedibili e gravi" se Msf non ritirerà la propria dichiarazione. Nel comunicato stampa in lingua inglese diffuso tramite il ministero della Sanità di Hamas, l'ospedale sostiene che la presenza di uomini armati sarebbe finalizzata a "garantire la sicurezza del personale e dei pazienti".
Entourage Netanyahu: "Le dichiarazioni di Trump sulla grazia una sua opinione"
L'entourage del premier israeliano ha affidato ai media la risposta alle affermazioni di ieri da parte dell'ufficio del presidente Isaac Herzog secondo cui, se Benjamin Netanyahu è dietro le recenti dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump in merito alla grazia al primo ministro "è stata superata una linea rossa". "La dichiarazione di Donald Trump sulla grazia era esclusivamente l'opinione del presidente Usa. Il premier l'ha appresa dai media e non ne era a conoscenza in anticipo, così come non era a conoscenza in anticipo della dichiarazione del presidente Trump su questo tema nel suo discorso alla Knesset a ottobre", ha affermato l'entourage di Netanyahu.
Ufficio procuratore: la richiesta di grazia di Netanyahu non è ancora stata esaminata
L'ufficio del procuratore generale israeliano ha fatto sapere che non è ancora stata esaminata la richiesta di grazia presentata dal primo ministro Benyamin Netanyahu al presidente Isaac Herzog in relazione alle incriminazioni per corruzione in tre casi. "Sarà esaminata secondo le procedure di lavoro standard", ha dichiarato l'ufficio della procuratrice Gali Baharav-Miara.
Tajani pronto a riferire in Parlamento martedì sul Board of Peace
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani si sono sentiti nelle ultime ore per un confronto sui temi all'ordine del giorno. Lo riferiscono fonti di Palazzo Chigi, spiegando che "il governo conferma la propria disponibilità a riferire in Parlamento, nella giornata di martedì, con il ministro Tajani in merito al Board of Peace".
Procura, richiesta grazia Netanyahu esaminata secondo procedure
La richiesta di grazia presentata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a processo per corruzione e frode, "sarà esaminata secondo le procedure standard. Qualsiasi altra informazione in merito è inesatta". Lo ha dichiarato il Procuratore Generale Gali Baharav-Miara, precisando di non aver ancora esaminato la richiesta di Netanyahu.
Idf, attacchi contro Hamas, miliziani armati sono usciti dai tunnel
"Nelle ultime ore, l'Idf ha condotto attacchi contro Hamas dopo che ieri nell'area di Beit Hanoun diversi miliziani armati si sono nascosti vicino alle macerie a est della Linea Gialla, in prossimità delle truppe, dopo essere usciti da infrastrutture sotterranee". Lo riferisce il portavoce militare sottolineando che "l'attraversamento della Linea Gialla vicino all'esercito, mentre si è armati, costituisce una violazione della tregua e dimostra come Hamas viola l'accordo per colpire le truppe". "Gli attacchi vengono condotti contro obiettivi di Hamas in modo mirato, nel rispetto dei principi del diritto internazionale".
Teheran: nuovo round negoziati Usa martedì a Ginevra
L'Iran ha confermato oggi che un secondo round di negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti si terrà martedì a Ginevra. Il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, ha annunciato in un'intervista alla Bbc a Teheran che i negoziati proseguiranno martedì. Il vice di Abbas Araghchi ha affermato che "la palla è nel campo degli Stati Uniti" e che, "se saranno sinceri", si potrà raggiungere un accordo.
Cipro sarà a riunione Board of Peace come osservatore
Cipro parteciperà come osservatore alla prossima riunione del Board of Peace per la Striscia di Gaza, prevista a Washington il 19 febbraio. Lo ha annunciato un portavoce del governo cipriota spiegando che la partecipazione del Paese rientra nel ruolo regionale coerente e attivo che ha assunto dall'inizio della crisi, attraverso iniziative concrete e proposte presentate ai partner internazionali. Cipro è il terzo Paese europeo ad accettare di aderire al Board of Peace dopo Ungheria e Bulgaria, ma avrà lo status di osservatore.
Teheran: "Pronti a compromessi con Usa per accordo su nucleare"
L'Iran è pronto a discutere di compromessi per arrivare a un accordo sul suo programma nucleare con gli Stati Uniti, se Washington sarà disposta a parlare della revoca delle sanzioni. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi intervistato dalla Bbc a Teheran. La palla è "nel campo degli Stati Uniti per dimostrare che vogliono raggiungere un accordo" e ''se sono sinceri, sono sicuro che saremo sulla strada giusta per un accordo", ha detto il vice ministro. Takht-Ravanchi ha sottolineato l'offerta di Teheran di diluire il suo uranio arricchito al 60% come prova della sua disponibilità a scendere a compromessi. "Siamo pronti a discutere di questa e di altre questioni relative al nostro programma, se saranno disposti a parlare di sanzioni", ha dichiarato Takht-Ravanchi alla Bbc. Quanto alla possibilità che l'Iran accetti di spedire fuori dall'Iran le sue scorte di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito, come fatto nell'accordo nucleare del 2015 , Takht-Ravanchi ha affermato che "è troppo presto per dire cosa accadrà nel corso dei negoziati".
Media, Mosca pronta a mediare su richiesta Teheran-Tel Aviv
L'ambasciatore russo in Israele, Anatoly Viktorov, ha confermato che la Russia ha tenuto contatti diplomatici il mese scorso con Israele e Iran, su richiesta di entrambi i paesi, nel tentativo di prevenire uno scontro militare. Lo riferisce il sito web Ynetnews in un'intervista all'ambasciatore russo in Israele, Anatoly Viktorov, secondo cui Mosca è pronta a offrire i propri "buoni servizi, senza imporli". "Quando gli Stati Uniti e l'Iran raggiungeranno un accordo - ha chiarito - Mosca sara' pronta ad assistere le parti nell'attuazione". Il diplomatico ha anche confermato che il Cremlino e' stato coinvolto il mese scorso, su richiesta di Israele e Iran, negli sforzi per ridurre le tensioni. Gli eventi recenti "non hanno contribuito alle relazioni con Israele", ma - ha aggiunto - "esiste una solida base". In merito ai negoziati tra Iran e Stati Uniti, Viktorov ha sottolineato che "rimaniamo impegnati a trovare una soluzione politica e diplomatica ai conflitti".
Al-Jazeera, uccisi nella notte 8 palestinesi a Gaza
Le forze israeliane hanno ucciso almeno otto palestinesi in nuovi attacchi a Gaza, secondo fonti mediche: è quanto scrive Al-Jazeera che parla di "ennesima violazione del cessate il fuoco mediato dagli Usa a ottobre". Quattro delle vittime sono state uccise nella città meridionale di Khan Younis, ha riferito una fonte dell'ospedale Nasser. L'attacco è avvenuto oltre la cosiddetta 'Linea Gialla'. Gli altri 4 sono stati uccisi quando le forze israeliane hanno attaccato una tenda per sfollati nella zona di al-Faluja, nel nord di Gaza, ha riferito una fonte dell'ospedale al-Shifa. Non ci sono stati commenti immediati di Israele. Il Times of Israel specifica che si è trattato di "attacchi aerei nella Striscia" e conferma che non ci sono commenti immediati da parte dell'Idf, ma sottolinea che gli attacchi sono avvenuti dopo che cinque uomini armati si sono avvicinati alle truppe sul lato israeliano della Linea Gialla la scorsa notte, in quella che l'esercito ha definito una "palese violazione" del cessate il fuoco.
Svizzera, negoziati sull'Iran a Ginevra sotto l'egida dell'Oman
La Svizzera ha reso noto che l'Oman ospiterà i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra la prossima settimana, con Washington che spinge Teheran a raggiungere un accordo per limitare il suo programma nucleare. "La Svizzera è sempre pronta a offrire i suoi buoni uffici per facilitare il dialogo tra Stati Uniti e Iran", ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri. "L'Oman ospiterà i colloqui tra Stati Uniti e Iran a Ginevra la prossima settimana. La Svizzera accoglie con favore e sostiene questi colloqui".