Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è arrivato a Ginevra per i colloqui in programma con gli Usa sul programma nucleare di Teheran. La delegazione Usa sarà guidata dall'inviato speciale Witkoff e dal consigliere Kushner. Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani ha annunciato che "per dimostrare che l'Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all'Aiea di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli situati nel sottosuolo e sulle montagne"
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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Ginevra in vista dei colloqui in programma con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. La delegazione americana sarà guidata dall'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e dal consigliere di Donald Trump Jared Kushner.
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani ha annunciato che "per dimostrare che l'Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli situati nel sottosuolo e sulle montagne".
A dicembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato al primo ministro Netanyahu che avrebbe sostenuto gli attacchi israeliani contro il programma missilistico balistico iraniano se gli Stati Uniti e l'Iran non avessero raggiunto un accordo: lo ha affermato, secondo il Times of Israel, la Cbs News, citando due fonti a conoscenza della questione.
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Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'
L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.
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Vai al contenutoPasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani
Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, dopo la spietata repressione delle ultime proteste.
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Vai al contenutoTrovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice israeliana della serie tv Teheran
Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso.
Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran
Vai al contenutoTregua Gaza, vertice governo su presenza in Board of peace
Israele, fedeli ortodossi aggrediscono militari a Bnei Brak. VIDEO
A Bnei Brak, in Israele, i fedeli ultraortodossi hanno protestato contro il loro possibile arruolamento nell’esercito. Nel corso della manifestazione la folla ha tentato di aggredire due soldatesse, poi protette e scortate da alcuni poliziotti. Almeno 23 persone sono state arrestate durante gli scontri.
Striscia di Gaza, i primi preparativi in attesa del Ramadan. VIDEO
Nella Striscia di Gaza gli abitanti si preparano a festeggiare il Ramadan, il nono e più sacro mese del calendario musulmano. Considerato uno dei cinque pilastri dell'Islam, durante la festa i fedeli si astengono da cibo e acqua dall'alba al tramonto.
Board of peace, cos'è il Consiglio voluto da Trump. VIDEO
Pahlavi elogia manifestanti all'estero: "Avete rafforzato coraggiosi compatrioti"
La lotta per rovesciare la Repubblica islamica è "irreversibile" e porterà presto alla "libertà in tutto l’Iran". Lo ha affermato su X il figlio dell'ultimo shah, Reza Pahlavi, celebrando le manifestazioni avvenute durante il fine settimana "da Australia e Nuova Zelanda a Londra e Monaco, da Toronto e Vancouver a Washington e Los Angeles", definendole "una chiara manifestazione della nostra unità nazionale".
"Vi saluto in Iran, che resistete con fermezza agli occupanti", ha detto rivolgendosi ai connazionali in patria, aggiungendo che le proteste all’estero hanno "rafforzato i nostri coraggiosi compatrioti e reso più difficile placare questo regime criminale". Secondo Pahlavi, "la nazione iraniana non solo sa cosa non vuole, ma sa chiaramente cosa vuole".
Il principe ereditario ha quindi attaccato la guida suprema Ali Khamenei, sostenendo che "tra noi e questo regime c’è un mare di sangue" e promettendo di continuare la mobilitazione "fino al rovesciamento di questo regime criminale". "Presto - ha concluso - celebreremo la libertà in tutto l’Iran".
Sky Cube, il futuro di Gaza. VIDEO
Idf, operazione in Cisgiordania in vista del Ramadan per arrestare chi istiga sui social
In vista dell'inizio del mese sacro musulmano del Ramadan, l'esercito israeliano afferma di aver avviato un'operazione in Cisgiordania volta ad arrestare i palestinesi che "promuovono incitamento e terrore sui social media". Ad annunciarlo è stato il Colonnello Ella Waweya, la portavoce in lingua araba dell'Idf, in una dichiarazione. L'operazione - ha aggiunto - dovrebbe proseguire per tutto il Ramadan. "Il messaggio è chiaro: il Ramadan è un mese di famiglia, comunità e unità. Non permettete alle organizzazioni terroristiche di rovinarvelo e non fatevi trascinare dall'incitamento sui social media", ha affermato Waweya.
Guterres condanna le decisioni di Israele sugli insediamenti: "Illegali"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, condanna la decisione del governo israeliano di riprendere le procedure di registrazione dei terreni nell'area C della Cisgiordania occupata, a seguito di una decisione del governo del maggio 2025. "La decisione potrebbe portare all'espropriazione dei palestinesi delle loro proprietà e rischia di espandere il controllo israeliano sui terreni nell'area - si legge in un a nota del portavoce delle Nazioni Unite, Stephane Dujarric - Tali misure, inclusa la continua presenza di Israele nei Territori Palestinesi Occupati, non sono solo destabilizzanti ma, come ricordato dalla Corte Internazionale di Giustizia, illegali". Guterres ribadisce che "tutti gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, non hanno validità legale e violano palesemente il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni Onu". Quindi "invita il governo israeliano a revocare immediatamente tali misure e avverte nuovamente che l'attuale traiettoria sul campo sta erodendo la prospettiva della soluzione dei due Stati". Inoltre, invita "tutte le parti a preservare l'unica via per una pace duratura, una soluzione negoziata a due Stati".
Guterres: "Israele riconsideri misure su Cisgiordania, sono destabilizzanti e illegali"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha chiesto a Israele di "riconsiderare immediatamente" le nuove misure decise per la Cisgiordania, il censimento dei terreni accolto con proteste dalla presidenza palestinese e dal mondo arabo."Tali misure - si legge in un comunicato del suo portavoce, Stéphane Djarric - non sono solo destabilizzanti ma, come ha ricordato la Corte di Giustizia internazionale, illegali". "La strada intrapresa attualmente sul terreno "erode la prospettiva di una soluzione dei due stati".
Sky TG24 Timeline, Board of Peace, domani Tajani in Parlamento. VIDEO
Usa-Iran, per accordo nucleare nodo è arricchimento uranio. VIDEO
Ue: "Saremo al dibattito su Gaza ma non siamo membri del Board"
L'Ue "non sarà membro del Board of Peace" e, con la commissaria Dubravka Suica, sarà negli Usa "per partecipare alle discussioni su Gaza". E' quanto spiegano fonti Ue in merito alla partecipazione della Commissione agli incontri in programma giovedì prossimo al Donald Trump Us Institute of Peace. Le stesse fonti, alla domanda se la Commissione prenda parte alle riunioni in qualità di "osservatore", rimarcano che, al posto di usare questa definizione, "preferiscono spiegare" i due aspetti della loro partecipazione: non essere membri ma, allo stesso tempo, sedere al tavolo della discussione su Gaza.
"Terre statali" in Cisgiordania: preludio all'annessione ad Israele?
Per la prima volta dal 1967, il governo israeliano ha approvato l'apertura del processo di registrazione di terreni in Cisgiordania. La proprietà di circa due terzi dei terreni della Cisgiordania non è infatti mai stata formalmente registrata. E nonostante Trump abbia detto di non avere intenzione di avallare un’annessione israeliana della Cisgiordania, tutto sembra andare verso questa direzione. L'APPROFONDIMENTO DI SKY TG24 INSIDER
'Terre statali' in Cisgiordania: preludio all'annessione ad Israele?
Vai al contenutoTeheran: la posizione americana sul dossier nucleare è più realistica
Il governo iraniano ha dichiarato, alla vigilia di nuovi colloqui con Washington, che gli Stati Uniti hanno ammorbidito la loro posizione sulla questione nucleare. "Alla luce dei colloqui" svoltisi all'inizio di febbraio in Oman, "possiamo concludere con cautela che la posizione americana sulla questione nucleare iraniana è diventata più realistica", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmail Baqaei, citato dall'agenzia di stampa IRNA. L'Iran difende il suo diritto all'energia nucleare civile, in particolare per l'energia, in conformità con le disposizioni del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari.
Consigliere Netanyahu: "Hamas ha 60 giorni per disarmare o Idf torna in guerra"
Il consigliere senior del primo ministro israeliano, Yossi Fuchs intervenendo a Gerusalemme alla conferenza del Besheva Group ha affermato che Hamas avrà 60 giorni di tempo per disarmarsi, altrimenti Israele tornerà in guerra a Gaza. L'amministrazione Trump ha chiesto il periodo di 60 giorni e "noi lo rispettiamo", ha detto, "durante questo periodo l'organizzazione terroristica dovrà rinunciare a tutte le sue armi, compresi i fucili". Gli AK-47 "saranno completamente sottratti a Hamas", ha detto, chiarendo di non essere sicuro di quando inizieranno i 60 giorni, ma potrebbero iniziare con la conferenza del Board of Peace di giovedì. "Lo valuteremo. Se funziona, ottimo. Altrimenti, l'Idf dovrà portare a termine la missione". Ieri il il primo ministro Benjamin Netanyahu, commentando alcune voci secondo cui a Hamas verrebbero lasciate le armi leggere, ha dichiarato che il gruppo terroristico ha "solo armi leggere, non ha tank. Disarmare Hamas significa prevalentemente togliergli 60mila AK-47 ancora in dotazione. Hanno compiuto il peggior massacro del popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto con gli AK-47", ha detto aggiunto.
Rubio: "Negoziati difficili, ma speriamo in accordo che risponda a tutte preoccupazioni"
Marco Rubio riconosce che i negoziati con l'Iran si presentano "difficili", ma ribadisce la "speranza" degli Stati Uniti che si raggiunga un accordo che "affronti tutte le preoccupazioni di Washington". "Vediamo che succederà, abbiamo la speranza che si raggiunga un accordo, il presidente sempre preferisce risultati pacifici e negoziati e ha dimostrato la sua disponibilità a parlare e incontrare chiunque", ha detto, alla vigilia dei colloqui di Ginevra, il segretario di Stato americano durante la conferenza stampa oggi a Budapest con Viktor Orban.
Dopo aver sottolineato che le autorità della repubblica islamica "prendono decisioni teologiche e non politiche", cosa che ha sempre reso difficile a "chiunque" chiudere accordi "veri" con Teheran, Rubio ha comunque insistito sul fatto che "esiste un'opportunità" per raggiungere "per via diplomatica" un accordo che "affronti le questioni che preoccupano" gli Stati Uniti.
"Saremmo molto aperti e disposti a farlo, ma non voglio esagerare, sarà difficile", ha aggiunto, senza specificare se Washington negozierà solo sulla questione nucleare o insisterà per includere altre questioni, come il programma missilistico iraniano.
Polizia: "Ipotesi suicidio per la morte della produttrice israeliana"
La polizia privilegia l'ipotesi del suicidio per la morte di Dana Eden, la produttrice israeliana della serie 'Teheran', trovata nella sua camera d'albergo nel centro di Atene. "Tutto sembra indicare che si tratti di un suicidio", ha assicurato un portavoce della polizia, mentre i segni sul collo sembrano essere il risultato di "un tentativo di suicidio con il cavo del telefono". Il corpo della produttrice 52enne è stato trovato nella sua camera d'albergo vicino a piazza Syntagma, nel centro della capitale greca. "Siamo andati al suo hotel domenica sera verso le 20:15 ora locale e abbiamo trovato sul suo comodino una quantità molto consistente di pillole", secondo la stessa fonte. "È stata disposta un'autopsia, sono state esaminate le telecamere di sorveglianza e tutto sembra indicare che si tratti di un suicidio", ha aggiunto il portavoce della polizia. Dana Eden era arrivata ad Atene il 4 febbraio per le riprese della quarta stagione della serie di successo trasmessa su Apple TV. Le prime tre stagioni della serie "Teheran", incentrata su Tamar Rabinyan, un'agente del Mossad infiltrata nella capitale iraniana, sono state girate ad Atene.
Israele: "Hamas avrà 60 giorni per disarmarsi o Idf completerà missione"
Hamas avrà 60 giorni di tempo per disarmarsi, altrimenti Israele tornerà in guerra a Gaza. Lo ha affermato alla conferenza del Besheva Group, il segretario di gabinetto israeliano Yossi Fuchs, aggiungendo che l'amministrazione Trump ha chiesto il periodo di 60 giorni e "noi lo rispettiamo".
Durante quel periodo, ha dichiarato il consigliere senior del primo ministro Benjamin Netanyahu, Hamas "dovrà rinunciare a tutte le sue armi", compresi i fucili. Gli AK-47 del gruppo terroristico "saranno loro completamente sottratti", ha affermato, aggiungendo di non essere sicuro di quando inizierà questo periodo, ma potrebbe iniziare con la conferenza del Board of Peace di giovedì. "Lo valuteremo", ha aggiunto. "Se funziona, ottimo. Altrimenti, l'Idf dovrà portare a termine la missione".
Teheran su colloqui Ginevra: "Sospetti e sfiducia, tempo conta, Usa siano seri"
"Negoziamo in condizioni di massimo sospetto e sfiducia. Abbiamo esperienze passate e non possiamo dimenticarle neanche per un attimo". Lo ha detto all'agenzia ufficiale iraniana Irna il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, in dichiarazioni pubblicate alla vigilia dei colloqui annunciati a Ginevra sul controverso programma nucleare iraniano. Nell'intervista Baqaei ha ribadito la volontà dichiarata di Teheran di chiudere i negoziati nel più breve tempo possibile. I colloqui di Ginevra, ha affermato, saranno il proseguimento dei contatti avvenuti in Oman e il quadro negoziale dell'Iran è "assolutamente chiaro". "Per noi il tempo è importante - ha osservato - La nostra gente è sotto pressione a causa delle sanzioni ingiuste e ragione e logica dicono dovremmo poter riuscire al più presto ad arrivare alla revoca di queste sanzioni. Non ci sono vantaggi dal prolungamento delle sanzioni".
Nelle dichiarazioni non mancano critiche agli Stati Uniti. "Il problema che abbiamo è nel cambiamento delle opinioni e nelle posizioni contraddittorie, non solo da parte dei negoziatori, ma anche da parte di altri funzionari statunitensi - ha accusato - Mandano segnali e messaggi completamente contraddittori e nulla indica serietà". Poi il portavoce della diplomazia iraniana ha aggiunto che "sulla base di quanto ci è stato detto", la posizione degli Stati Uniti sembra "andare verso un maggiore realismo".
Magistratura Iran: "Punire i rivoltosi senza alcuna clemenza"
Il capo della Magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni-Ejei, ha invitato le autorità giudiziarie ad agire "con la massima risolutezza e senza alcuna clemenza e indulgenza nei processi e nella punizione dei principali elementi delle rivolte e degli atti terroristici". Le sue dichiarazioni, riportate da Isna, arrivano mentre, secondo Iran International, un tribunale ha già emesso condanne a morte per 14 manifestanti che hanno preso parte alle proteste anti governative esplose a fine dicembre in Iran, dove ufficialmente sono morte oltre tremila persone mentre secondo la Ong Hrana le vittime sono state almeno settemila.
Proteste haredi, bloccata strada accesso a Gerusalemme
Estremisti ultraortodossi hanno bloccato la strada di accesso a Gerusalemme per protestare contro la leva militare obbligatoria. "I rivoltosi stanno interrompendo il traffico e bloccando i veicoli con i loro corpi. Gli agenti stanno lavorando per riaprire le strade e disperdere i rivoltosi", ha fatto sapere la polizia, citata dai media. Azioni di disturbo ci sono state anche sulla strada 38 all'altezza di Bnei Brak ma i manifestanti sono stati sgomberati. Ieri ci sono stati nella cittadina alle porte di Tel Aviv duri scontri tra polizia e ultraortodossi, con 28 arresti, cinque agenti feriti e due mezzi della polizia distrutti. Le violenze hanno suscitato un'ondata di condanne e polemiche, con le opposizioni che hanno attaccato il governo, al lavoro per formulare una legge che esenti i giovani haredi dall'arruolamento.
Media, la Grecia parteciperà al Board of Peace come osservatore
La Grecia sarà presente, come Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace per Gaza convocata dal presidente statunitense Donald Trump il 19 febbraio, stando a quanto riporta Kathimerini. Il Paese sarà rappresentato dal viceministro degli Esteri ellenico, Haris Theocharis. Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, il giorno della riunione sarà in India per partecipare, su invito del suo omologo indiano Narendra Modi, a un convegno programmato da tempo sull'intelligenza artificiale, riportano i media ellenici.
Tajani: "Osservatori Board of Peace perché lo è anche Ue"
L'Italia ha ritenuto "opportuno" partecipare, come osservatore, alla riunione del Board of Peace su Gaza prevista il 19 febbraio a Washington in quanto e' stata presa una decisione analoga dalla presidenza di turno dell'Unione Europea. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologa canadese, Anita Anand. "Ci sarà la presidenza di turno Ue come osservatrice, noi siamo europei e, dopo questa decisione, abbiamo ritenuto opportuno inviare una rappresentanza come osservatori", ha affermato Tajani.
Kallas in contatto con ministri su Board of Peace
Sul Board of Peace di Trump e sulle decisioni degli Stati membri Ue di partecipare, anche come osservatori, "l'Alta rappresentante è in contatto con i ministri". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "La prossima settimana ci sarà un Consiglio Affari esteri Ue in cui i ministri discuteranno su quale contributo concreto l'Unione europea possa apportare al piano di pace a Gaza", ha aggiunto.
Iran International: "Tribunale condanna a morte 14 manifestanti"
Un tribunale iraniano ha emesso condanne a morte per 14 manifestanti che hanno preso parte alle proteste attraverso un procedimento online: lo scrive Iran International, la tv della dissidenza iraniana residente a Londra, citando proprie fonti. Secondo le fonti, il procedimento virtuale è stato convocato dal giudice Abolghasem Salavati, capo della Sezione 15 della Corte rivoluzionaria iraniana.
Producer israeliana di 'Teheran' trovata morta in hotel ad Atene
La producer israeliana Dana Eden ha firmato decine di serie tv di successo, tra cui 'Teheran'. E come nelle migliori trame di spionaggio, è stata trovata morta in una stanza d'albergo ad Atene, dove si stavano girando proprio le riprese dell'attesa quarta stagione. E sebbene siano circolate immediatamente voci e dubbi, il suo decesso non sembra essere un delitto. Cosi' ha affermato la società Dana and Shula Productions, sottolineando che "le voci che suggeriscono una morte per motivi criminali o politici sono false e infondate". Vicino al corpo sono stati trovati vari farmaci e la polizia greca ha fatto sapere che sta indagando su un suicidio sulla base di prove e testimonianze, ha riportato la stampa israeliana. Al contempo è stato riferito che un medico legale ha anche riscontrato lividi sul collo della vittima ed è stata ordinata un'autopsia completa con test tossicologici per determinare le circostanze della morte. Eden, una delle principali produttrici televisive israeliane e vincitrice di un Emmy proprio per 'Tehran', si trovava ad Atene per sovrintendere alle riprese della quarta stagione. Era stata lei a segnalare la capitale greca come set per la serie tv, dopo esserci stata con la famiglia per una vacanza. A dare l'allarme è stato il fratello, preoccupato perche' non rispondeva ai messaggi. Arrivato nell'hotel dove la producer alloggiava, vicino a Piazza Syntagma, l'aveva trovata senza vita in stanza. "La quarta stagione della serie è attualmente in fase di riprese in Grecia: una produzione complessa e significativa, che Dana ha iniziato a seguire da vicino. Il suo lavoro professionale, l'impegno senza compromessi e l'amore per la creazione hanno lasciato un segno profondo", ha dichiarato l'Israeli Broadcasting Corporation in un comunicato. "Questo è un momento di grande dolore per la sua famiglia, i suoi amici e i suoi colleghi. Chiediamo che la dignità di Dana e la privacy dei suoi cari siano rispettate", ha sottolineato la societa' di produzione.
Media: "I pasdaran cominciano esercitazioni nello stretto di Hormuz" (2)
Secondo notizie rilanciate da Iran International alla vigilia degli annunciati colloqui di Ginevra sul controverso programma nucleare della Repubblica Islamica, le esercitazioni si tengono sotto la supervisione del comandante dei Pasdaran, Mohammad Pakpour.
L'obiettivo dichiarato delle manovre, riporta la Mehr, è valutare la "preparazione delle unità operative". Altri media parlano anche di test di "scenari di una risposta militare a potenziali minacce alla sicurezza e a possibili minacce in mare nello Stretto di Hormuz".
Iran, la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
Adare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa
Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere
Vai al contenutoL'Egitto condanna la registrazione d'Israele dei terreni in Cisgiordania
L'Egitto condanna la decisione di Israele di riprendere le procedure di registrazione dei terreni nella Cisgiordania occupata, descrivendo la decisione come "una pericolosa escalation volta a consolidare il controllo israeliano sui territori palestinesi", e chiede alla comunità internazionale un intervento a difesa del diritto. "La decisione del governo israeliano - afferma il ministero degli Esteri in una dichiarazione - rappresenta la continuazione delle misure unilaterali nei territori palestinesi occupati dal 1967, e mira a rafforzare il controllo sui territori occupati e a minare i legittimi diritti del popolo palestinese". Il Cairo sottolinea che "tali azioni costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra, nonché delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la Risoluzione 2334 del 2016". Cita inoltre il parere consultivo emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia in merito alle conseguenze legali delle politiche e delle pratiche israeliane nei territori palestinesi occupati che - afferma - "conferma l'illegalità di misure volte ad alterare lo status giuridico, storico e demografico dei territori occupati, ad acquisire territorio con la forza o a imporre una nuova realtà demografica". L'Egitto avverte che "queste misure minacciano le prospettive di una soluzione a due Stati e compromettono gli sforzi per la creazione di uno stato palestinese indipendente e sostenibile, compromettendo così le possibilità di raggiungere una pace giusta e globale nella regione". L'Egitto invita infine la comunità internazionale "ad assumersi le proprie responsabilità e ad adottare misure chiare per porre fine a queste violazioni, garantire il rispetto del diritto internazionale, proteggere i diritti del popolo palestinese e lavorare per la creazione di uno Stato palestinese indipendente lungo i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale".
Media: "I pasdaran cominciano esercitazioni nello stretto di Hormuz"
I Guardiani della Rivoluzione, i pasdaran iraniani, hanno cominciato esercitazioni nello Stretto di Hormuz. Lo riportano i media di stato iraniani definendo, scrive Iran Internation, l'operazione "Controllo intelligente dello Stretto di Hormuz". L'esercitazione è iniziata il giorno prima del secondo round di colloqui indiretti tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti a Ginevra.
Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice israeliana della serie tv Teheran
Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso
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Vai al contenutoIran, Grossi: "Con Araghchi colloqui tecnici in vista dei negoziati di domani"
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi ha dichiarato di aver avuto ''colloqui approfonditi'' con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in vista dei negoziati previsti a Ginevra. "Ho appena completato approfondite discussioni tecniche" con Araghchi "in preparazione degli importanti negoziati previsti per domani a Ginevra", ha scritto Grossi in un post su X.
Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
LA USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si aggiungerà alla Lincoln nel contesto di crescenti tensioni con Teheran. Donald Trump ha intensificato la pressione sui negoziati sul nucleare proponendo sospensioni in cambio di sanzioni allentate. Gli incontri diplomatici, iniziati in Oman, proseguono ma rimangono limitati. Intanto Israele critica le trattative e potrebbe spingere per un’azione militare.
Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
Vai al contenutoMedia: "L'Iran terrà colloqui con gli Usa all'ambasciata dell'Oman a Ginevra"
L'Iran e gli Stati Uniti terranno dei negoziati domani presso l'ambasciata dell'Oman a Ginevra. Lo ha riferito lunedì l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News Agency, scrive Iran International.
Larijani: "Sui missili non negozieremo"
''La questione missilistica riguarda la sicurezza nazionale dell'Iran e non negozieremo su questo''. Lo ha dichiarato il Segretario del Consiglio superiore per la sicurezza dell'Iran in una intervista ad al-Jazeera. ''I negoziati devono essere equi, significativi e privi di tattiche dilatorie'', ha aggiunto mentre il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è arrivato a Ginevra, dove domani si terranno colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran.
Araghchi: "La sottomissione alle minacce non è sul tavolo dei negoziati"
''La sottomissione alle minacce non è sul tavolo dei negoziati'' a Ginevra. Lo ha scritto su 'X' il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che oggi a Ginevra ''insieme agli esperti nucleari, incontrerò Rafael Mariano Grossi'', il direttore generale dell'Aiea. Sarà ''una discussione tecnica approfondita'', ha sottolineato Araghchi.
Il ministro degli Esteri iraniano ha poi annunciato un incontro con il capo della diplomazia dell'Oman, Badr Albusaidi, ''in vista dell'incontro diplomatico con gli Stati Uniti di martedì'', domani, nei quali Muscat sta svolgendo un ruolo di mediazione.
''Sono a Ginevra con idee concrete per raggiungere un accordo giusto ed equo. Ciò che non è sul tavolo: la sottomissione prima delle minacce'', ha affermato il capo della diplomazia iraniana.
Larijani: "L'Aiea potrà ispezionare i nostri siti nucleari"
Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani ha annunciato che "per dimostrare che l'Iran non è alla ricerca di armi nucleari, consentiremo all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i nostri siti nucleari, anche quelli situati nel sottosuolo e sulle montagne". Lo ha dichiarato "Le ispezioni possono essere condotte mensilmente o addirittura quotidianamente, in modo che gli ispettori possano identificare qualsiasi attività sospetta", ha aggiunto.
Araghchi vedrà il direttore dell'Aiea a Ginevra
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontrerà oggi a Ginevra il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi "per una discussione approfondita". Lo ha annunciato con un post su 'X' lo stesso Araghchi, aggiungendo che incontrerà anche il ministro degli Esteri dell'Oman Badr al-Busaidi in vista del secondo round di negoziati con gli Stati Uniti, previsto per domani.
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Vai al contenutoUsa-Iran, martedì nuovo round di colloqui su nucleare. VIDEO
Iran, Araghchi arrivato a Ginevra per colloqui con gli Usa
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Ginevra per l'inizio di un nuovo round di colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano. Lo ha riferito oggi la televisione di Stato iraniana. Questo nuovo round di colloqui "indiretti" dovrebbe iniziare domani, secondo Teheran, dopo che Iran e Stati Uniti hanno ripreso il dialogo all'inizio di febbraio in Oman, nonostante le minacce di un intervento militare statunitense. "Il ministro degli Esteri è arrivato a Ginevra a capo di una delegazione diplomatica e di esperti per partecipare al secondo round di negoziati sul nucleare", ha annunciato la televisione di Stato iraniana su Telegram. Incontrerà anche i suoi omologhi svizzeri e omaniti, nonché il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, secondo quanto riportato dal suo ministero e dalla televisione di Stato. Nel frattempo, la Casa Bianca ha confermato ieri sera che il suo inviato Steve Witkoff e il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, si recheranno a Ginevra questa settimana per i colloqui.
Media: "Trump assicurò a Netanyahu sostegno in attacchi di Israele all'Iran"
A dicembre, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato al primo ministro Netanyahu che avrebbe sostenuto gli attacchi israeliani contro il programma missilistico balistico iraniano se gli Stati Uniti e l'Iran non avessero raggiunto un accordo: lo ha affermato, secondo il Times of Israel, la Cbs News, citando due fonti a conoscenza della questione. L'emittente statunitense ha riferito che le discussioni su un simile attacco, circa otto mesi dopo la guerra tra Israele e Iran durata 12 giorni a giugno, sono in corso. Durante la guerra dello scorso anno, gli Stati Uniti si sono uniti agli attacchi israeliani contro gli impianti nucleari iraniani. Questa volta, il ruolo americano in un attacco israeliano comporterebbe l'assistenza ai jet per il rifornimento in volo o l'assistenza a Israele per ottenere il permesso di sorvolare i Paesi vicini, ha riportato la Cbs. Diversi paesi hanno dichiarato che non permetterebbero che il loro spazio aereo venisse utilizzato per un attacco all'Iran. La notizia è arrivata mentre il ministro degli Esteri iraniano partiva per Ginevra, in vista di un secondo round di colloqui con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, e mentre Netanyahu esprimeva scetticismo sul successo dei negoziati.