Iran, Araghchi: "Con Usa intesa su principi fondamentali, ma basta minacce"

Photo by Harold CUNNINGHAM / AFP via Getty Images

Il ministro degli Esteri di Teheran commenta il nuovo round di incontri a Ginevra: "Accordo non scontato ma percorso iniziato". Ma tra le parti restano le diffidenze e le minacce: "Risposta a eventuale attacco non sarà circoscritta", ha aggiunto Araghchi. Mentre Khamenei avvisa: "Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l'Iran. Benissimo. Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può farla affondare"

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Si è concluso il round di colloqui tra l'Iran e gli Stati Uniti, mediati dall'Oman, a Ginevra. Il ministro degli Esteri Araghchi ha commentato dicendo che è stata "raggiunta l'intesa con gli Usa sui principi fondamentali". Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto che non è ancora stata fissata una data per il terzo round di colloqui.

Araghchi ha avuto prima colloqui con il ministro degli Esteri dell'Oman al-Busaidi, che fa da tramite tra le delegazioni iraniana e americana. L'inviato di Trump in Medio Oriente Witkoff e il genero del presidente Usa Kushner fanno parte della delegazione americana. L'agenda dei colloqui a Ginevra si concentrerà esclusivamente sul dossier nucleare e sulla revoca delle sanzioni. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, citata dall'emittente libanese Al Mayadeen.

"Se l'Iran non farà l'accordo ci saranno conseguenze. Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump. 

Oggi il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riferito alla Camera sull'ingresso dell'Italia nel Board of Peace di Trump col ruolo di osservatore. "Non esiste piano di pace credibile alternativo a quello di Trump", ha detto.

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Smotrich: "Prossimo governo incoraggi migrazione palestinesi da Cisgiordania"

Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich afferma che nel suo prossimo mandato lavorerà per "incoraggiare la migrazione" dei palestinesi dalla Cisgiordania così come dalla Striscia di Gaza. È quanto riferisce The Times of Israel. L’idea è stata ripetutamente sostenuta dai leader dell’estrema destra, tra cui lo stesso Smotrich, all’indomani dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma finora si era concentrata in larga misura su Gaza. La dichiarazione di Smotrich rappresenta un caso relativamente raro in cui un alto esponente politico israeliano esprime il desiderio di estendere questo obiettivo controverso anche alla Cisgiordania. Il ministro ha fatto questa dichiarazione durante un evento del suo partito di estrema destra, il Partito sionista religioso, nel quale ha illustrato quelli che, a suo dire, dovrebbero essere gli obiettivi del prossimo governo, tra cui l’abbandono degli Accordi di Oslo degli anni Novanta e l’applicazione della sovranità israeliana sulla Cisgiordania, una mossa assimilabile a un’annessione. 

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Armi nucleari, la dottrina sull’uso e cosa ne pensano gli abitanti dei Paesi europei

In Europa si parla nuovamente di atomica: le divergenze tra le due sponde dell’Atlantico stanno portando i Paesi del Vecchio Continente a riflettere se sia corretto riarmarsi e fornirsi di uno strumento di deterrenza. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026.

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Iran: convocato ambasciatore tedesco dopo la protesta di Monaco

L'Iran ha convocato l'ambasciatore tedesco per protestare contro le recenti "attivita' anti-iraniane" a seguito di una grande manifestazione a Monaco di Baviera nel fine settimana, secondo quanto riportato dai media statali. La protesta di sabato a Monaco, a cui la polizia ha stimato la partecipazione di circa 250.000 persone, e' stata presieduta da Reza Pahlavi, figlio dello Scia' detronizzato dalla rivoluzione islamica del 1979 e critico delle attuali autorità. 

Cosa si sa in più sul Board of peace (compreso il ruolo dell'Italia)

L’Italia partecipa come osservatrice al Board of Peace di Trump, un organismo controverso guidato dall’ex presidente e finanziato dai contributi dei Paesi membri, nato per stabilizzare Gaza e garantire il cessate il fuoco, ma con dubbi su efficacia e impatto politico. L'APPROFONDIMENTO SU SKY TG24 INSIDER

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Vance: "Iran non accetta alcune linee rosse di Trump"

L'Iran non ha accettato tutte le "linee rosse" stabilite dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per una soluzione diplomatica, ha dichiarato il vicepresidente J.D. Vance dopo i colloqui a Ginevra. "Per certi versi, è andata bene; hanno concordato di incontrarsi più tardi. Ma per altri aspetti, è diventato molto chiaro che il presidente ha posto alcune linee rosse che gli iraniani non sono ancora disposti a riconoscere e ad affrontare", ha detto Vance in un'intervista a Fox News.

Iran, Shirin Ebadi a Sky Tg24: 'Spero in un referendum libero'

L'attivista e avvocata iraniana Shirin Ebadi, vincitrice del Premio  Nobel per la Pace, a Sky TG24 ha parlato del difficile momento che sta  vivendo l’Iran, scosso da proteste in cui migliaia di persone sono state uccise.

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Hamas annuncerà suo nuovo leader durante Ramadan

Hamas si prepara ad annunciare il suo prossimo leader, al termine delle elezioni interne all'organizzazione. Secondo il canale saudita Al-Sharq, l'annuncio è previsto durante il mese di Ramadan, che inizia domani. Tra i favoriti il ​​leader di Hamas nella Striscia di Gaza, Khalil al-Hayya, e il presidente dell'ufficio politico all'estero, Khaled Mashal.

Giuli: "Grave e indegno gesto da deputato iraniano, solidarietà a Mattarella"

"Il gesto di un deputato iraniano che ha strappato l’immagine del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è un atto grave e indegno. Colpisce non soltanto la figura del Capo dello Stato, ma la nostra intera comunità nazionale e i valori culturali della democrazia e del mondo libero che rappresentiamo. Al Presidente Mattarella tutta la mia vicinanza e solidarietà". Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Schlein: "Immagine strappata Mattarella offende valori di tutto il Paese"

"Strappare l’immagine del presidente della Repubblica Sergio Mattarella significa offendere valori e principi condivisi da tutto il Paese. La mia e nostra solidarietà al presidente Mattarella e anche agli altri leader europei che hanno subito questo inqualificabile e gravissimo atto. L’Italia è una Repubblica democratica che ha nella Costituzione la tutela dei diritti fondamentali. E noi continueremo a far sentire la nostra voce contro la brutale repressione del regime teocratico di Teheran". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica  islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e  Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica.  L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta  dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel  conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore  del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i  Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la  spietata repressione delle ultime proteste.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

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L'Italia aderisce alla condanna di Israele all'Onu per la Cisgiordania (2)

Gli altri paesi europei che hanno aderito alla dichiarazione sono Francia, Germania, Regno Unito, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo,  Slovenia, Slovacchia, Spagna, Grecia, Finlandia, riferisce la Farnesina, sottolineando che l'adesione dell'Italia all'iniziativa palestinese conferma l'impegno dell'Italia a favore del diritto internazionale e di condanna di qualsiasi misura che possa compromettere la soluzione a due Stati. Nel documento di condanna a Israele si legge inoltre che "ribadiamo il nostro rifiuto di tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, le caratteristiche e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est. Tali misure violano il diritto internazionale, compromettono gli sforzi in corso per la pace e la stabilità nella regione, sono in contrasto con il Piano Globale e compromettono la prospettiva di raggiungere un accordo di pace che ponga fine al conflitto. Riaffermiamo il nostro impegno, espresso nella Dichiarazione di New York, ad adottare misure concrete, in conformità con il diritto internazionale e in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e con il parere consultivo del 19 luglio 2024 della Corte Internazionale di Giustizia, per contribuire alla realizzazione del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e per contrastare la politica illegale di insediamento nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e le politiche e le minacce di sfollamento forzato e annessione. Ribadiamo che una pace giusta e duratura sulla base delle risoluzioni pertinenti delle Nazioni Unite, dei termini di riferimento di Madrid, compreso il principio di terra in cambio di pace, e l'Iniziativa di Pace Araba, ponendo fine all'occupazione israeliana iniziata nel 1967 e attuando la soluzione dei due Stati, in cui due Stati democratici, una Palestina indipendente e sovrana e Israele, vivono fianco a fianco in pace e sicurezza entro i loro confini sicuri e riconosciuti sulla base delle linee del 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, rimane l'unica via per garantire la sicurezza e la  stabilità nella regione". 

Condanna di Israele all'Onu, ecco il documento sostenuto anche da Italia (2)

''Riaffermiamo il nostro impegno, espresso nella Dichiarazione di New York, ad adottare misure concrete, in conformità con il diritto internazionale e in linea con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite e con il parere consultivo del 19 luglio 2024 della Corte Internazionale di Giustizia, per contribuire alla realizzazione del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione e per contrastare la politica illegale di insediamento nei territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est, e le politiche e le minacce di sfollamento forzato e annessione'', prosegue il testo. "Ribadiamo che una pace giusta e duratura sulla base delle risoluzioni pertinenti delle Nazioni Unite, dei termini di riferimento di Madrid, compreso il principio di terra in cambio di pace, e l'Iniziativa di Pace Araba, ponendo fine all'occupazione israeliana iniziata nel 1967 e attuando la soluzione dei due Stati, in cui due Stati democratici, una Palestina indipendente e sovrana e Israele, vivono fianco a fianco in pace e sicurezza entro i loro confini sicuri e riconosciuti sulla base delle linee del 1967, anche per quanto riguarda Gerusalemme, rimane l'unica via per garantire la sicurezza e la stabilità nella regione'', conclude il documento.

Condanna di Israele all'Onu, ecco il documento sostenuto anche da Italia

''Condanniamo fermamente le decisioni e le misure unilaterali israeliane volte ad espandere la presenza illegale di Israele in Cisgiordania. Tali decisioni sono contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale e devono essere immediatamente revocate. Sottolineiamo a tale proposito la nostra ferma opposizione a qualsiasi forma di annessione''. Lo si legge nel documento presentato alle Nazioni Unite e sostenuto, tra gli altri, dalla larga maggioranza dei Paesi europei tra cui l'Italia.

''Ribadiamo il nostro rifiuto di tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, le caratteristiche e lo status dei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme Est. Tali misure violano il diritto internazionale, compromettono gli sforzi in corso per la pace e la stabilità nella regione, sono in contrasto con il Piano Globale e compromettono la prospettiva di raggiungere un accordo di pace che ponga fine al conflitto'', afferma il documento.

L'Italia aderisce alla condanna di Israele all'Onu per la Cisgiordania

L'Italia ha aderito ad un documento presentato all'Onu per condannare le azioni di Israele nei Territori. Nel documento, presentato dall'ambasciatore palestinese a nome del "Gruppo arabo", si "condannano fermamente le decisioni e le misure unilaterali israeliane volte ad espandere la presenza illegale di Israele in Cisgiordania". "Decisioni contrarie agli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale" che "devono essere immediatamente revocate". Le dichiarazioni - riferisce la Farnesina - sono state sostenute tra gli altri dalla larga maggioranza dei Paesi europei, dall'Ue e altri Stati like-minded come Canada e Giappone. 

Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice israeliana della serie tv Teheran

Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso.

Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran

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Pezeshkian: "Non rinunceremo a industria nucleare"

''Non siamo disposti ad abbandonare l'industria nucleare per scopi medici, agricoli, industriali". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel giorno in cui si sono condotti negoziati a Ginevra tra Iran e Stati Uniti. "Sulla base della fatwa della Guida Suprema, non stiamo cercando in alcun modo di dotarci di armi nucleari", ha precisato.

Il Board of Peace di Trump, Italia partecipa come osservatore. VIDEO

Teheran: "Non cerchiamo l'arma atomica, aperti a verifiche"

L'Iran è "pronto a far verificare di non volersi dotare dell'arma nucleare": lo ha affermato il presidente del Paese, Masoud Pezeshkian, in un'intervista citata dall'Afp. 

Parolin: "Vaticano non parteciperà a Board of peace"

"Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace per Gaza. Poi abbiamo preso nota che l'Italia parteciperà come osservatore, evidentemente ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta ma per noi ci sono delle criticità che andrebbero risolte". Lo ha detto il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, lasciando palazzo Borromeo dopo il bilaterale con l'Italia con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la premier Giorgia Meloni. 

Otto Paesi arabi, da Israele in Cisgiordania iniziativa illegale

Dopo l'Egitto e la Lega araba, anche otto Paesi di religione islamica hanno unanimemente condannato la decisione di Israele di dichiarare 'terreni di Stato' porzioni della Cisgordania occupata. I ministri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar "condannano fermamente la decisione presa da Israele di designare i terreni della Cisgiordania occupata come cosiddetti 'terreni di Stato' e di approvare, per la prima volta dal 1967, le procedure per la registrazione e l'insediamento della proprietà terriera in vaste aree della Cisgiordania occupata", si legge in una dichiarazione congiunta. "Questa iniziativa illegale - aggiunge - costituisce una grave escalation volta ad accelerare l'attività di insediamento illegale, la confisca delle terre, il consolidamento del controllo israeliano e l'applicazione illegittima della sovranità israeliana sui Territori Palestinesi Occupati, minando i legittimi diritti del popolo palestinese". "Queste misure - prosegue la dichiarazione - rappresentano una flagrante violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra, nonché una violazione delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare la Risoluzione 2334. La decisione contraddice inoltre il parere consultivo emesso dalla Corte Internazionale di Giustizia in merito alle conseguenze giuridiche derivanti dalle politiche e dalle pratiche israeliane nei Territori Palestinesi Occupati". 

Iran, Trump su colloqui Ginevra: "Indirettamente coinvolto"

“Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump.

Madrid condanna la registrazione di terre in Cisgiordania da parte di Israele

Il governo spagnolo condanna "fermamente" la decisione dell'esecutivo israeliano di approvare la registrazione di ampie zone della Cisgiordania come "proprietà dello Stato", definendolo un passo verso "l'annessione di fatto del territorio palestinese occupato". In una nota del ministero degli Esteri, Madrid afferma che la misura "suppone un'altra flagrante violazione del diritto internazionale" e dell'opinione consultiva emessa dal Tribunale Internazionale di Giustizia nel 2024. La decisione, si legge nella nota, rischia inoltre di compromettere gli sforzi per attuare il Piano di Pace statunitense sostenuto dalla Risoluzione 2803, con l'obiettivo di una pace "giusta e duratura". La Spagna "ratifica il suo impegno per l'implementazione della soluzione dei due Stati", in linea con la Dichiarazione di New York, che prevede "uno Stato palestinese sulle frontiere del 1967, che comprenda Gaza e Cisgiordania, con Gerusalemme Est come capitale". Madrid assicura che continuerà a "condannare in maniera sistematica e a tutti i livelli l'illegalità delle decisioni del governo di Israele", così come la violenza dei coloni e delle forze israeliane contro la popolazione palestinese. Il governo spagnolo invita infine Israele a revocare le decisioni adottate, ricordando "le responsabilità che gli corrisponde assumere davanti a tali fatti che non possono restare impuni". 

Rilasciato sceneggiatore Mahmoudian e altri due attivisti

Sono stati rilasciati su cauzione tre attivisti iraniani di spicco tra cui Mehdi Mahmoudian, sceneggiatore del film 'Un semplice incidente' del regista Jafar Panahi, arrestato il primo febbraio. Lo ha comunicato su Instagram la fondazione della premio Nobel Narges Mohammadi. Con Mahmoudian sono tornati in libertà anche Vida Rabbani e Abdollah Momeni. Tutti e tre, così come Panahi, avevano firmato la 'lettera dei 17' con cui personalita' del cinema, avvocati e attivisti avevano condannato la sanguinosa repressione delle proteste di dicembre e gennaio. "L'uccisione di massa di persone in cerca di giustizia che hanno coraggiosamente protestato contro questo sistema illegittimo è stato un crimine di stato organizzato contro l'umanità", avevano scritto puntando il dito contro la guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Dopo quell'atto di accusa pubblico, Rabbani era stato rinchiuso nella prigione di Tonekabon, mentre Mahmoudian e Momeni erano stati portati a Nowshahr.

Usa: "Progressi con l'Iran, tra due settimane torneranno con proposte"

Gli Stati Uniti ritengono che "sono stati fatti progressi nei colloqui con l'Iran, ma che ci sono ancora molti dettagli da discutere". "Gli iraniani hanno detto che sarebbero tornati nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per colmare alcune distanze dalle nostre posizioni", ha detto un funzionario Usa ad Axios. 

Tajani: "Decidiamo domani su chi andrà a Washington"

"Ancora non abbiamo deciso niente. Lo decideremo domani". Così Antonio Tajani, lasciando l'Aula della Camera, dopo le sue comunicazione sul board of peace, rispondendo a chi gli domanda se sarà lui a rappresentare l'Italia a Washington il 19 febbraio.

Sky TG24 Timeline, Board of peace, l'Italia pertcipa come pease osservatore. VIDEO

Hamas: "Board of Peace prema su Israele per stop violazioni cessate il fuoco a Gaza"

Il Board of Peace di Donald Trump dovrebbe premere su Israele perché fermi le attuali violazioni del cessate il fuoco a Gaza. A dichiararlo è stato il portavoce di Hamas Hazem Qassem commentando con l'Afp la prossima riunione inaugurale del Board of Peace a Washington. "Esortiamo i membri del consiglio a prendere seri provvedimenti per costringere l'occupazione israeliana a cessare le sue violazioni a Gaza, poiché la guerra di genocidio contro la Striscia è ancora in corso", ha detto il portavoce di Hamas. 

Media, per Usa oggi progressi ma restano distanze

A Ginevra sono stati compiuti passi avanti, ma restano distanze. Lo ha riferito un alto funzionario della Casa Bianca ad Axios, dopo i colloqui indiretti di questa mattina tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran sul programma nucleare di Teheran. "Sono stati fatti progressi nei colloqui con l'Iran, ma ci sono ancora molti dettagli da discutere", ha spiegato la fonte. "Gli iraniani hanno detto che torneranno nelle prossime due settimane con proposte dettagliate per colmare alcune delle distanze rimanenti tra le nostre posizioni", ha aggiunto. 

La Guida: Gaza e il problema (per l'Italia) del Board of peace. VIDEO

Board of peace, via libera della Camera alla risoluzione di maggioranza

L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro Antonio Tajani che impegna, tra l'altro, alla partecipazione come osservatore dell'Italia alla riunione del Board of peace. I sì sono stati 183, 122 i contrari. 

Oman: "Buoni progressi, ma resta molto lavoro da fare"

"I negoziati indiretti di oggi tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti a Ginevra si sono conclusi con buoni progressi verso l'individuazione di obiettivi comuni e di questioni tecniche rilevanti. Lo spirito dei nostri incontri è stato costruttivo". Lo ha dichiarato su X il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, commentando l'esito del suo round di colloqui che si sono tenuti nella città svizzera.

"Insieme abbiamo compiuto sforzi seri per definire un certo numero di principi guida per un accordo finale. Il contributo del direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, è stato molto apprezzato. Resta ancora da fare molto lavoro e le parti hanno chiarito i prossimi passi prima del prossimo incontro", ha aggiunto il capo della diplomazia dell'Oman, Paese che svolge il ruolo di mediatore nei colloqui tra Teheran e Washington.

Ministro Esteri Israele vola a Washington per Board Peace

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar partirà stasera alla volta degli Stati Uniti. In agenda, ha fatto sapere il suo ufficio, c'e' domani una riunione ministeriale del Consiglio di sicurezza Onu a New York mentre giovedì rappresenterà Israele alla sessione inaugurale del Board of Peace promosso dal presidente Donald Trump. 

Iran: "Con secondo round negoziati si è aperta una nuova finestra"

"Grazie ai buoni uffici dei paesi amici della regione si è aperta una nuova finestra con un secondo round di negoziati con gli Stati Uniti", ha detto oggi Seyed Abbas Araghchi, Ministro degli esteri della dell'Iran, in un intervento alla Conferenza del disarmo a margine dei colloqui sul nucleare con gli Usa. "Ci auguriamo che questi colloqui portino a una soluzione negoziata e duratura", ha aggiunto. L'Iran - ha continuato - "rimane pienamente pronto a difendersi da qualsiasi minaccia o atto di aggressione" e le "conseguenze di qualsiasi attacco contro l'Iran non si limiteranno ai suoi confini". 

Iran, Pezeshkian: "Negoziati con Usa autorizzati da Khamenei"

"Questi negoziati vengono condotti con il pieno coordinamento e l'autorizzazione della Guida Suprema della Rivoluzione (L'ayatollah Ali Khamenei, ndr). Il nostro obiettivo è risolvere realmente i problemi, non parlare per il gusto di farlo. Stiamo cercando seriamente di raggiungere un risultato e speriamo che questo processo porti a risultati tangibili". Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa ufficiale Irna il presidente iraniano, Masoud Pezehkian, commentando il secondo round di colloqui con gli Stati Uniti che si sono tenuti oggi a Ginevra.

Iran, Araghchi: "Usa smettano di minacciare uso forza contro di noi"

"Deve cessare immediatamente e incondizionatamente" qualsiasi riferimento, da parte degli Stati Uniti, alla minaccia dell'uso della forza contro l'Iran. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi al termine del secondo round di negoziati con gli Stati Uniti che si è tenuto a Ginevra. ''L'atmosfera dei negoziati è stata costruttiva'', ha aggiunto il capo della diplomazia iraniana.

Gaza, Donzelli: "Sinistra chiedeva ruolo ma se Trump non va bene"

"Anche a sinistra molti chiedevano un ruolo importante per ottenere la pace a Gaza. L'Italia si sta impegnando e dà il proprio contributo per la pace a Gaza, pero' siccome c'è Trump che è impegnato per la pace a Gaza allora non va bene". Così all'Agi il responsabile Organizzazione FdI Giovanni Donzelli. "Mi chiedo - aggiunge - dove sono tutte le bandiere palestinesi, tutte le foto dei bambini che soffrono nella Striscia, dove sono finite? La sinistra le ha già rimesse in un cassetto perché non deve occuparsene Trump". 

Fratoianni: "Natura del Board of peace inaccettabile, anche se si va da guardoni"

"Qualunque cosa andremo a fare lì: che ci andiamo da imbucati, guardoni o quant'altro il problema è che la natura del Board of peace è inaccettabile, stiamo parlando di un comitato d'affari un'accolita di speculatori" che dichiara il proprio obiettivo anche in maniera chiara e questo è "immorale dopo il genocidio, la pulizia etnica ancora in corso. Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni del ministro Antonio Tajani sul Board of peace. "Perché la tregua diventi pace - ha sottolineato - serve il protagonismo dei palestinesi, il riconoscimento dello Stato di Palestina, sanzioni verso Israele e una postura per dire siamo al centro, così si fa". "Qualcuno ha detto - ha concluso - se non stai nel tavolo stai nel menù ma dipende qual è il tavolo: se il tavolo è quello di chi mangia tutti gli altri io preferisco rovesciarlo il tavolo, era una scelta che si poteva fore ma voi ci avete rinunciato". 

Khamenei: "Nessun negoziato se ci vogliono togliere nucleare"

La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, respinge ogni negoziato con gli Stati Uniti se l'obiettivo è quello di privare l'Iran dell'energia nucleare. "Gli americani dicono: 'Negoziamo sulla vostra energia nucleare, e il risultato della negoziazione dovrebbe essere che non avrete questa energia!'. Se così è, non c'è spazio per la negoziazione; ma se i negoziati devono davvero aver luogo, determinarne l'esito in anticipo è un atto sbagliato e sciocco", scrive Khamenei su X.

Tajani: "Board of Peace e piano pace Gaza nati sotto egida Onu"

"Il Piano di Pace per Gaza nasce sotto l'egida Onu, così come il Board of Peace, consesso chiamato a monitorare l'attuazione del processo di stabilizzazione dell'area. L'Italia, nel rispetto della sua tradizione e del suo protagonismo nell'area mediterranea, non può rimanere ai margini ed è per questo che parteciperemo alla riunione di Washington del Board of peace in qualità di osservatori". Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo le Comunicazioni alla Camera sulla partecipazione italiana al Board of Peace per Gaza.

Lega: "Attacchi fatto grave, Teheran alza livello scontro"

"È grave che un deputato di una dittatura sanguinaria come quella di Teheran, che sta massacrando migliaia di giovani, attacchi pesantemente personalità e leader europei democraticamente eletti, che hanno l'unica colpa di aver dato voce al popolo iraniano in lotta per la libertà, come ho fatto io stessa nei giorni scorsi all'Eurocamera, ricevendo pesanti insulti e minacce". Lo dichiara l'eurodeputata della Lega, Isabella Tovaglieri. "Maledicendo l'Europa e le sue istituzioni, accusandole di essere corrotte e strappando le foto di chi, a Bruxelles, sta sostenendo il popolo iraniano sempre più oppresso, il Parlamento di Teheran dimostra il suo disprezzo per l'Occidente e per la democrazia. - prosegue l'esponente leghista - Non temiamo queste intimidazioni e continueremo a tenere alta l'attenzione su quanto sta accadendo in Iran per dare speranza a migliaia di giovani e di donne che stanno combattendo al prezzo della vita contro la brutale teocrazia degli Ayatollah, per un futuro di libertà e diritti".

Araghchi: "Accordo non scontato ma percorso iniziato"

Nessuna fuga in avanti, ma la strada verso un possibile accordo tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran è iniziato. A riferirlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, parlando alla conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo poco dopo i colloqui indiretti con gli Stati Uniti. "I progressi non significano che si raggiungerà presto un accordo, ma il percorso è iniziato", ha assicurato. 

Gaza, Boldrini: "Governo svende dignità Italia a club privato"

"Il ministro Tajani è venuto oggi in Aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato "osservatore": un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che gia' sapevamo non ha aggiunto altro. Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c'è l'Autorità nazionale palestinese ma c'è Netanyahu, l'autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100 mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre l'80 per cento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università. Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all'Unione Europea". Lo dice la deputata del Pd Laura Boldrini. "L'Italia è l'unico Paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno a una Gaza agonizzante, mentre i Paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno. Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l'obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi", conclude.

Iran, Araghchi: "Risposta ad attacco non circoscritta"

La risposta a un eventuale attacco all'Iran "non sarà limitata ai suoi confini". Il monito, diretto chiaramente agli Stati Uniti, è arrivato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel suo intervento alla conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra.

Iran, "Colloqui con Usa costruttivi, ancora non c'è nuova data"

Araghchi ha affermato di non aver fissato una data per un terzo round di colloqui con gli Stati Uniti, poiché entrambe le parti svilupperanno bozze di testo per un potenziale accordo prima di stabilire una data. "Non è stata fissata una data specifica" per il terzo round, ha dichiarato Araghchi alla Tv di Stato. "È stato concordato che entrambe le parti avrebbero continuato a lavorare sulle bozze di testo per un potenziale accordo, dopodiché le bozze sarebbero state scambiate e sarebbe stata fissata una data per un terzo round", ha aggiunto.

Iran, Wsj: "Potrebbe interrompere arricchimento uranio e trasferire parte scorte a Russia"

L'Iran potrebbe interrompere l'arricchimento dell'uranio e trasferire parte delle scorte alla Russia. Lo riporta il Wall Street Journal, citando diplomatici statunitensi e iraniani, secondo cui i funzionari iraniani hanno dichiarato che potrebbero proporre di interrompere l'arricchimento dell'uranio per un massimo di tre anni. Il quotidiano americano sottolinea che la proposta non costituirebbe un cambiamento importante, dal momento che, secondo le valutazioni, l'Iran ha interrotto l'arricchimento dell'uranio dopo l'attacco degli Stati Uniti ai suoi impianti nucleari.

Araghchi: "Armi atomiche maggiore minaccia umanità"

"Le armi nucleari costituiscono la più grande minaccia per l'umanità". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, lo ha scandito parlando dal palco della conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra, poco dopo i colloqui indiretti con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. "L'Iran ha sempre perseguito un percorso pacifico nell'ambito dell'energia nucleare. L'Iran non intende acquisire armi nucleari", ha assicurato. "Dobbiamo affrontare il problema dei doppi standard che minano il diritto internazionale: o smantelliamo le armi nucleari o saranno loro a smantellare noi. Possiamo smantellarle insieme", ha assicurato. 

Gaza, Provenzano ricorda a Tajani le parole di Marina Berlusconi su Trump"

"Noi vogliamo l'Italia con la schiena dritta, per voi non si può partecipare al Board per un ostacolo costituzionale? Ma come parlate? La Costituzione come ostacolo da aggirare? Per voi un limite non è nemmeno la Costituzione all'articolo 11, siete un governo per cui la fedeltà a Trump conta più dei nostri principi". Lo ha detto il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, intervenendo nel dibattito dopo le comunicazioni di Tajani sul Board per Gaza. L'esponente dem ricorda al ministro, che è anche leader di Forza Italia, le parole di Marina Berlusconi: "Il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli. Lo ha detto Marina Berlusconi. Lei ci parla ancora, ministro Tajani? E cito ancora: 'L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole'". 

Gaza, Bonelli: "Governo dichiara fedeltà al sovrano Trump"

"Il governo Meloni ha dichiarato fedeltà al sovrano Trump. Vi siete assunti la responsabilità, insieme alla premier Meloni, di demolire quel poco di diritto internazionale che rimaneva, di demolire l'ONU. Non ha spiegato come funziona il Board of Peace. Non avete il coraggio, perché ve ne vergognate. L'articolo 1 del Board of Peace non nomina mai Gaza, è uno strumento di totale sostituzione delle Nazioni Unite, che potrebbe fare uso della forza militare attraverso la forza dei soldi in ogni parte del mondo. Avete gettato un'onta sulla storia del nostro Paese". Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo in Aula in risposta all'informativa del Ministro degli Esteri sulla partecipazione dell'Italia come osservatore all'interno del Board of Peace. "È un board di dittatori, autocrati, finanzieri, miliardari, e alcuni li conosciamo bene, come Jared Kushner, genero di Trump, noto immobiliarista, oppure Yakir Gabay, anche lui proprietà di società immobiliari. Tajani in quest'aula non ha avuto il coraggio di nominare il responsabile di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Benjamin Netanyahu non è mai stato nominato. Perché non lo nomina? Perché non avete il coraggio? Farà parte anche lui di quel Board of Peace? Voi siete responsabili di questo. Noi vi accusiamo di questo. Passerete alla storia per quello che avete fatto". 

Cisgiordania, un bambino palestinese morto e due feriti in esplosione

Un bambino palestinese è rimasto ucciso e altri due feriti nello scoppio, apparentemente causato da ordigni inesplosi delle Idf, avvenuto nei pressi di un poligono di tiro militare nella valle del Giordano. Le forze israeliane sono state inviate sul posto. Secondo le prime informazioni, i bambini erano entrati in una zona di tiro dell'esercito e stavano giocando con l'ordigno quando questo è esploso.

Iran: "Con gli Usa concordi su linee guida per l'intesa"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito che a Ginevra Teheran e Washington hanno concordato sui "principi guida" per l'accordo.  ''Ci sono stati buoni sviluppi rispetto all'ultimo round'' di colloqui, ha affermato il capo della diplomazia iraniana. Ora ''entrambe le parti lavoreranno su potenziali documenti di accordo, ci scambieremo le bozze e poi fisseremo un'altra data per il terzo round'', ha aggiunto.

Gaza, opposizioni rumoreggiano in Aula. Tajani: "Non è serio"

Qualche momento di tensione durante le repliche del ministro degli Esteri Antonio Tajani in Aula della Camera. Il titolare della Farnesina replica alle critiche e accuse rivoltegli dalle opposizioni dopo le sue comunicazioni e controbatte: "Non ho sentito una parola di proposta, attendo un rapporto scritto delle  opposizioni.". E di fronte al rumoreggiare delle forze di minoranza, Tajani aggiunge: "Io non ho interrotto nessuno... non capisco perché tanto nervosismo, si è nervosi quando mancano le idee e proposte, il nervosismo non e' molto serio, serietà e democrazia è non interrompere... forse qualche lezione di democrazia servirebbe... ", chiosa tra le proteste delle opposizioni. Interviene Benedetto della Vedova di +Europa, il primo in dichiarazione di voto sulle risoluzioni: "Non si adombri ministro per qualche interruzione, non c'è niente di offensivo, la sua presidente del Consiglio ci ha campato per delle legislature in questo modo... ". 

Iran, Araghchi: "Accordo su principi. Lavoreremo a testo"

Iran e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo sui principi guida di un testo di intesa sul programma nucleare iraniano, su cui le parti ora lavoreranno e che si scambieranno per le rispettive valutazioni. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo il nuovo round di colloqui indiretti con gli Stati Uniti a Ginevra. "L'atmosfera in questo ciclo di negoziati è stata più costruttiva", ha detto ai cronisti dopo l'incontro. "È stato raggiunto un accordo sui principi guida generali", ha aggiunto. "In questo ciclo di negoziati, le discussioni sono state più serie rispetto al precedente e l'atmosfera era più costruttiva", ha assicurato. "È stato deciso di lavorare sui testi di un possibile accordo, di scambiarli e poi di fissare un'altra data per il terzo round", ha poi riferito. 

Tajani: "Da opposizione attacchi a Trump e Board of Peace ma no proposte su Gaza"

"A parte gli attacchi legittimi al presidente Trump e al Board of Peace, non ho sentito una parole di proposta su cosa bisogna fare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza. "Attendo un rapporto scritto dell'opposizione su quali sono le proposte per il futuro della Palestina", ha aggiunto. 

Tajani: "Non partecipiamo a comitati d'affari né scodinzoliamo dietro a Blair"

"Non partecipiamo ad alcuno comitato d'affari, né scodinzoliamo vicino a Tony Blair. Non collaboro con nessuno se non con il governo di cui faccio parte". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza. 

Gaza, botta risposta Avs-FdI: "Tajani non sorrida", "Sorrida pure"

Il Board "è uno strumento di totale sostituzione dell'Onu, è una vergogna, avete gettato un'onta sulla storia dell'Italia. È un fatto di una gravità inaudita, un board di dittatori, finanzieri, autocrati. Scelga lei ministro Tajani se si ritiene un vassallo o un valvassore di Trump. È inutile il suo sorrisino ministro Tajani, perché vi siete assunti la responsabilità enorme di portare l'Italia nell'onta della storia". Lo ha detto Angelo Bonelli di Avs, rivolgendosi in Aula al ministro degli Esteri. Subito dopo è intervenuto Emanuele Loperfido di FdI: "Ministro sorrida pure perché c'è una coalizione che sostiene fortemente quanto questo governo sta facendo, per la serietà della storia di questo Paese e per la stabilità del Medio Oriente". Il Board per Gaza "non è una passerella ma qualcosa di serio, che merita responsabilità e coerenza, non è una scelta simbolica ma l'unica opzione presente sul tavolo per creare le condizioni della pace", ha detto. 

Gaza, due risoluzioni a Camera: una da maggioranza e una da opposizioni

Sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla partecipazione dell'Italia, come osservatori, al Board of Peace per Gaza sono state presentate solo due risoluzioni: una unitaria della maggioranza - e non è una novità - e una unitaria di tutte le opposizioni - questo, al contrario, è un inedito, almeno negli ultimi mesi e sui temi di politica estera. Il governo, con il ministro Tajani, ha dato parere favorevole alla risoluzione della maggioranza e contrario al testo unitario delle opposizioni. I due documenti sono agli antipodi: se la maggioranza sostiene fortemente la scelta del governo italiano di partecipare al Board of peace per Gaza come osservatori, le opposizioni sono fortemente contrarie e nella risoluzione chiedono al governo l'impegno a non partecipare all'organismo voluto da Trump in nessuna forma. 

Conte: "Non sarei andato a Board, Orban no bella compagnia"

"Personalmente non avrei presenziato e non avrei permesso a nessun ministro di andare neppure come osservatore. La formula dell'osservatore suona quasi come una posizione di serie B e non mi sembra consona per l'Italia". Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte ai cronisti arrivando a Montecitorio. "C'è chi dice che serva a capire cosa accade, visto che sono vicende che si svolgono davanti a casa nostra. Ma dopo due anni in cui si è assistito a quello che io considero un genocidio senza intervenire, con una copertura politica e militare al governo Netanyahu e senza riconoscere lo Stato di Palestina né interrompere la cooperazione militare con Israele, oggi andare lì a osservare per fare cosa?", ha aggiunto l'ex premier. "Tra i Paesi europei non ci va praticamente nessuno, ci va Orban, ma non mi sembra una bella compagnia. Non è un bel vedere per l'Italia", ha concluso. 

Tajani: "Presto nuovo gruppo di studenti palestinesi in Italia"

"Sul tema degli studenti, che so essere caro anche a tanti parlamentari, che ringrazio per le segnalazioni, restiamo in costante contatto con le Autorità giordane per consentire a tutti quanti ne hanno diritto di raggiungere il nostro Paese. Il Ministro Bernini è pronto a tornare per la terza volta in pochi mesi nella regione per portare in Italia un nuovo gruppo di studenti". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza.

Tajani: "Italia non può restare a margini processo di pace"

"L'Italia, per la sua storia, per la sua collocazione geografica e per il ruolo politico di primo piano che svolge nella regione, non può e non deve restare ai margini di questo processo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante le Comunicazioni alla Camera sulla partecipazione italiana al Board of Peace per Gaza. "Il governo italiano continuerà a fare la sua parte. Non ci stancheremo mai di lavorare per la pace. È quello che chiede e ci chiede la grande maggioranza degli italiani. È quello che un grande Paese ha il dovere di fare", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Iran, terminato il round di negoziati con gli Usa a Ginevra

Si è concluso il round di negoziati a Ginevra tra Iran e Stati Uniti sulla sicurezza e sul programma nucleare di Teheran. Lo riferiscono i media iraniani, precisando che si è trattato della seconda tornata di colloqui indiretti tra le due parti. Le posizioni - a quanto si apprende - rimangono distanti: Teheran intende discutere esclusivamente del proprio programma nucleare, mentre Washington chiede anche limitazioni al programma iraniano di missili balistici e la fine del sostegno ai gruppi armati nella regione. 

Tajani: "Rafforzeremo presenza in missione Eubam Rafah"

"Partecipiamo alle missioni dell'Unione Europea Eupol Copps di addestramento della polizia palestinese e nella missione Eubam Rafah, in cui sono presenti otto Carabinieri. La missione ha avuto un ruolo chiave per favorire la riapertura del valico. Rafforzeremo nelle prossime settimane la nostra presenza". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante le Comunicazioni alla Camera sulla partecipazione italiana al Board of Peace per Gaza, riferendosi alla missione europea che opera al valico di Rafah, che collega la Striscia di Gaza all'Egitto.

Tajani: "Presto addestreremo in Cisgiordania 50 funzionari di sicurezza per Gaza"

L'Itaia è "in prima linea per la formazione delle Forze di sicurezza palestinesi. Che sono presupposto fondamentale per la costituzione di uno Stato". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza.  "Siamo presenti all’interno del Centro di coordinamento civile-militare con una squadra di 3 diplomatici e 8 militari. Il Centro è impegnato ad assicurare le attività di assistenza umanitaria e i servizi essenziali alla popolazione della Striscia - ha spiegato il vicepremier - I nostri Carabinieri, già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, inizieranno presto in Giordania l’addestramento di 50 funzionari di sicurezza palestinesi da dispiegare nella Striscia di Gaza. Partecipiamo alle missioni dell’Unione Europea Eupol Copps di addestramento della polizia palestinese e nella missione Eubam Rafah, in cui sono presenti 8 Carabinieri".

Gaza: alle 16,30 flash mob +Eu davanti Montecitorio contro Board

Alle 16.30 +Europa terrà un flashmob in piazza Montecitorio contro la partecipazione dell'Italia al Board Of Peace per Gaza. 

Tajani: "Il governo condanna ogni tentativo di annessione della Cisgiordania"

"La violenza in Terra Santa deve cessare. Questo vale anche  per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le  comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in  Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno  all'azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi  di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni alla Camera in vista della prima riunione del Board of peace giovedì a Washington.

Tajani: "No alternative credibili a piano Usa per Gaza"

Il governo italiano "ha sostenuto sin dall'inizio il piano di pace. Voglio essere molto chiaro: se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo piano dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, comunicando alla Camera sulla partecipazione italiana nel Board of Peace per Gaza.

Secondo Tajani, la prima fase del piano Trump, "pur tra ostacoli e tensioni, ha consentito di raggiungere risultati impensabili solo un anno fa: il consolidamento della tregua che, seppur fragile, regge da oltre 120 giorni, il ritorno di tutti gli ostaggi in Israele; il rafforzamento dell'afflusso di aiuti umanitari. Passaggi indispensabili alla creazione di quel clima di fiducia necessario a intraprendere i prossimi passi". "Non era scontato - ha proseguito - questi risultati sono il frutto di un lavoro politico intenso, di mediazioni complesse, di pressioni esercitate con equilibrio e determinazione. Un'azione che ha visto l'Italia in prima fila, grazie alla riconosciuta capacita' di parlare con israeliani e palestinesi e con tutti gli interlocutori nella regione", ha detto il ministro degli Esteri. "Ora si apre una fase ancora piu' delicata" del piano promosso dal presidente Usa, "la cosiddetta 'Fase 2', che prevede il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia e l'avvio della ricostruzione. Sfide enormi, che richiedono un chiaro impulso politico e il piu' ampio e coeso sostegno della Comunità internazionale. Senza affrontare questi nodi strutturali, non c'è alcuna soluzione duratura per il futuro di Gaza", ha aggiunto Tajani. "È in questo contesto che si inserisce l'istituzione del Board of Peace, organismo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiamato a monitorare l'attuazione del Piano di Pace", ha concluso.

Iran: "Trasmessi agli Usa dettagli tecnici su nucleare e sanzioni"

L'Iran ha trasmesso agli Stati Uniti "dettagli tecnici" riguardo alla questione nucleare e delle sanzioni durante i colloqui indiretti tra delegazioni di Teheran e Washington, mediati dall'Oman, in corso a Ginevra. "Abbiamo presentato dettagli tecnici nel campo del nucleare e delle sanzioni. Uno dei motivi per la presenza del signor (Rafael) Grossi", il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, "è che è utile in questo processo", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, riferisce l'emittente Iran International. Il funzionario ha aggiunto che i colloqui dovrebbero proseguire ancora per un'altra ora o due e che i negoziati non sono collegati in alcun modo agli sviluppi che riguardano Ucraina e Russia. 

Media: "Oggi sarà chiuso parte dello stretto di Hormuz"

"Al fine di rispettare i principi di sicurezza e le regole della navigazione marittima, alcune parti dello stretto di Hormuz saranno chiuse per diverse ore". Lo riporta Fars, agenzia iraniana ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, secondo cui la chiusura parziale sarà messa in pratica oggi, mentre già da ieri è in corso un'esercitazione militare dei pasdaran nello stretto di Hormuz. 

Khamenei: "Sciocco determinare in anticipo l'esito dei negoziati con gli Usa"

"Si dice di negoziare sull'energia nucleare iraniana e di raggiungere un accordo, ma il risultato del negoziato deve essere che l'Iran non avrà questa energia": lo detto il leader iraniano Ali Khamenei rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sottolineando che "determinare in anticipo l'esito dei negoziati è una cosa sbagliata e sciocca". "Il presidente degli Stati Uniti a volte parla e a volte minaccia l'Iran, il che significa che cerca di dominarlo. Tuttavia, l'Iran non giurerà fedeltà a leader come le persone corrotte che sono al potere oggi negli Stati Uniti", ha avvertito la Guida suprema. 

Teheran: "La revoca delle sanzioni è parte integrante di qualsiasi accordo"

Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha dichiarato che la revoca delle sanzioni è parte integrante di qualsiasi accordo nucleare con gli Stati Uniti. "Siamo pronti a rimanere a Ginevra per alcuni giorni o anche settimane per finalizzare un accordo e speriamo che anche la parte americana dimostri la stessa serietà e buona volontà", ha aggiunto Baghaei, membro della delegazione iraniana ai colloqui tra Iran e Stati Uniti attualmente in corso a Ginevra. 

Khamenei: "La portaerei Usa nel Golfo potrebbe essere affondata"

La Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, in un discorso muscolare proprio mentre sono in corso a Ginevra colloqui indiretti con gli Usa, avverte che la portaerei americana nel Golfo potrebbe essere affondata. "Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l'Iran. Benissimo. Una portaerei è certamente un mezzo pericoloso. Ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può farla affondare", ha dichiarato Khamenei. 

Iran, Trump sui colloqui di Ginevra: "Indirettamente coinvolto". VIDEO

Khamenei: "L'esercito di Trump potrebbe subire uno colpo tale da non potersi muovere"

"Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a ripetere che l'esercito del suo Paese è il più forte al mondo, ma dovrebbe sapere che tale 'esercito più forte al mondo' potrebbe subire un colpo tale da non potersi più muovere": lo ha affermato il leader iraniano Ali Khamenei mentre a Ginevra è in corso il secondo round di colloqui indiretti tra Iran e Stati Uniti.    "Trump dice che hanno inviato navi da guerra verso l'Iran. Naturalmente le navi da guerra sono pericolose, ma più pericolose di loro sono le armi (dell'Iran) che possono affondare queste navi da guerra", ha aggiunto, citato dalla tv di Stato, aggiungendo: "Ha detto che gli Stati Uniti non sono stati in grado di rovesciare la Repubblica Islamica da 47 anni. Questa è una buona confessione e io gli dico che non sarà in grado di farlo nemmeno (in futuro)".

Khamenei a Trump: "Non distruggerai la Repubblica islamica"

"Non riuscirai a distruggere la Repubblica Islamica". E' il monito lanciato dalla Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, al presidente Usa, Donald Trump. Lo riferisce l'agenzia Reuters.

Iran, delegazione Usa ha incontrato capo Aiea prima dei colloqui

La delegazione statunitense a Ginevra sull'Iran ha incontrato il capo dell'Aiea e il ministro degli Esteri dell'Oman prima dei colloqui indiretti con l'Iran. Lo riferisce la tv di Stato iraniana. La delegazione statunitense ha incontrato il numero uno dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica, Rafael Grossi, e il capo della diplomazia di Muscat a Ginevra, in vista dei colloqui con l'Iran. La delegazione da Teheran aveva gia' incontrato Grossi e il ministro degli Esteri dell'Oman a Ginevra ieri.

Teheran: "Al via i colloqui indiretti con gli Usa a Ginevra"

L'Iran e gli Stati Uniti hanno avviato i colloqui, mediati dall'Oman, a Ginevra: lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, specificando che i colloqui si terranno in modo indiretto. l ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto, prima, dei colloqui con il ministro degli Esteri dell'Oman Badr al-Busaidi, che fa da tramite tra le delegazioni iraniana e americana, ha aggiunto Baghaei, membro della delegazione iraniana insieme ai vice ministri degli Esteri Majid Takht-Ravanchi, Kazem Gharibabadi e Hamid Ghanbari, nonché a numerosi esperti in campo tecnico, economico e giuridico.    L'inviato del presidente Donald Trump in Medio Oriente Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner fanno parte della delegazione americana.

Iran, tv di Stato: al via negoziati con Usa a Ginevra

Sono iniziati i colloqui tra Iran e Stati Uniti mediati dall'Oman a Ginevra. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana. I colloqui si tengono nel consolato generale di Muscat nella citta' svizzera.

M.O., registro terre Cisgiordania: 8 Paesi islamici vs Israele

Otto Paesi musulmani hanno condannato l'avvio da parte di Israele di una procedura di registrazione fondiaria in Cisgiordania per la prima volta dal 1967, definendola una "flagrante violazione del diritto internazionale". "Questo provvedimento illegale costituisce una grave escalation volta ad accelerare l'attivita' di insediamento illegale, la confisca di terreni, il consolidamento del controllo israeliano e l'applicazione illegittima della sovranita' israeliana sui Territori Palestinesi Occupati, minando i legittimi diritti del popolo palestinese", si legge nella nota dei ministri degli Esteri di Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto. Questi hanno ribadito "il loro categorico rifiuto di tutte le misure unilaterali volte ad alterare lo status giuridico, demografico e storico dei Territori Palestinesi Occupati", sottolineando che "tali politiche costituiscono una pericolosa escalation che aumentera' ulteriormente le tensioni e l'instabilita'" in Cisgiordania e "nella regione nel suo complesso".

Media: "Coloni danno fuoco a fienile a Hebron, bruciate decine di pecore"

Decine di pecore sono state bruciate vive in un attacco incendiario ad un fienile avvenuto durante la notte da parte di coloni estremisti israeliani nella Cisgiordania meridionale: lo riportano i media israeliani.    Secondo Haaretz, il proprietario dell'ovile ha  affermato di aver ricevuto una chiamata da un numero bloccato, che diceva in ebraico: "Te lo meriti". L'Idf dichiara di stare indagando sulle segnalazioni.

Israele, giudice conferma restrizioni a capo gabinetto Netanyahu

Il tribunale distrettuale di Lod ha prorogato le condizioni restrittive imposte a Tzachi Braverman, capo dello staff del premier israeliano Benjamin Netanyahu, proibendogli di lasciare il Paese o di contattare i membri dell'ufficio del primo ministro fino a martedi' prossimo. In questo modo viene revocata la decisione presa la settimana scorsa dal presidente del tribunale distrettuale, Menachem Mizrahi, che aveva revocato le misure restrittive nei confronti di Braverman, citando l'importanza della sua nomina da parte di Netanyahu ad ambasciatore di Israele in Gran Bretagna. Per il giudice del tribunale di Lod, Michael Karshen, sussistono "ragionevoli sospetti, che si sono rafforzati" nei confronti di Braverman, sospettato di aver ostacolato le indagini sul caso 'Bibileaks', che riguarda la sottrazione e il passaggio di informazioni classificate a media internazionali nel 2024 nel tentativo di influenzare l'opinione pubblica israeliana in merito agli ostaggi tenuti da Hamas a Gaza in linea con le posizioni del governo. Braverman avrebbe incontrato l'ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein, uno dei principali sospettati nel caso, a tarda notte in un parcheggio di Tel Aviv e lo avrebbe avvertito che l'esercito aveva aperto un'indagine sulla fuga di documenti militari classificati dall'ufficio del premier.

Socialisti Ue: "La Commissione chiarisca il suo mandato al Board di Gaza"

"La Commissione europea chiarisca il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto 'Board of Peace' che si terrà giovedì a Washington. L'iniziativa, lanciata da Donald Trump il mese scorso, è in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall'Onu". Lo dichiara il gruppo dei Socialisti Ue al Parlamento europeo in merito alla partecipazione della Commissione alle riunioni di giovedì negli Usa. "Ci sono serie preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza" riguardo alla partecipazione della Commissione, rimarcano i Socialisti. Il gruppo dell'Eurocamera guidato dalla spagnola Iratxe García Perez sottolinea che "l'Alto rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che il Consiglio rischia di diventare un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali. Qualsiasi coinvolgimento dell'Ue in un formato di questo tipo minerebbe quindi l'impegno dell'Europa a favore del multilateralismo e del diritto internazionale".    "La Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione su questo cosiddetto 'Consiglio di pace'. Ci sono serie preoccupazioni circa la mancanza di trasparenza, il mandato poco chiaro e i rischi legati alla partecipazione a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite", aggiunge il vicepresidente per gli Affari esteri dei Socialisti, Yannis Maniatis.

Mosca: "La Russia e la Cina con l'Iran per esercitazioni a Hormuz"

La Russia e la Cina hanno inviato navi per partecipare insieme all'Iran alle esercitazioni navali 'Maritime Security Belt 2026' nello Stretto di Hormuz. Le esercitazioni trilaterali, avviate dalla Marina iraniana, mirano a rafforzare la sicurezza marittima, migliorare la cooperazione contro la pirateria e il terrorismo marittimo e condurre operazioni di soccorso coordinate, ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Nikolai Patrushev, citato da Mehr.    Le esercitazioni Maritime Security Belt si svolgono ogni anno dal 2019 su iniziativa iraniana. Secondo le dichiarazioni ufficiali, le esercitazioni sono una dimostrazione della cooperazione regionale in materia di sicurezza e dell'impegno a proteggere le rotte marittime internazionali.

Media iraniani: "Colloqui con gli Usa solo sul nucleare e sanzioni"

Secondo funzionari iraniani i colloqui tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti in programma questa mattina a Ginevra riguarderanno soltanto il dossier nucleare e la rimozione delle sanzioni "illegali" contro Teheran, mentre l'Iran ha ribadito la sua posizione riguardo al "mantenimento dell'arricchimento dell'uranio". Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, secondo cui il secondo giro di colloqui, avviati a Muscat il 6 febbraio in forma indiretta, si terrà presso l'ambasciata dell'Oman a Ginevra e dovrebbe iniziare a momenti.    La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed è formata anche da esperti e tecnici legali oltre che funzionari del ministero degli Esteri.

Gaza, Silvestri (M5s): "Ci dovremo vergognare della partecipazione al board"

"Parliamo di un board che ha in mente un'operazione speculativa ed edilizia a Gaza, tra l'altro sul sangue dei bambini palestinesi e dopo tutto quello che quel popolo ha subito in quei territori. Poi c'è la presenza di Israele: è come se facessimo un board of peace sull'Ucraina e invitassimo la Russia. Questa partecipazione, che tra l'altro ci costerà un miliardo, sarà qualcosa di cui ci dovremo vergognare. In tutto questo i coloni israeliani stanno continuando ad attaccare i territori palestinesi in Cisgiordania e li stanno annettendo. Il governo italiano vuole essere un osservatore? D'altronde sono tre anni che osservano silenti allo sterminio dal popolo palestinese".    Così ad Agorà, su Rai Tre, Francesco Silvestri, responsabile M5S in Commissione Esteri alla Camera

Iran: "Revoca sanzioni parte integrante negoziati"

"La revoca completa delle sanzioni è parte integrante di qualsiasi  processo diplomatico e la presenza di esperti economici e tecnici nel  ciclo di colloqui ne è un segno". Lo hanno sottolineato fonti iraniane a  Tasnim, dopo che l'agenzia di stampa aveva riferito che "Teheran ha  accettato di entrare nel processo negoziale dopo aver ricevuto il  messaggio che l'argomento sarebbe stato solo la questione nucleare".

Iran, colloqui incentrati solo su nucleare e revoca sanzioni

L'agenda dei colloqui a Ginevra si concentrera' esclusivamente sul dossier nucleare e sulla revoca delle sanzioni. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, citata dall'emittente libanese Al Mayadeen. Teheran ha ribadito il suo diritto all'arricchimento dell'uranio, precisando che i negoziati indiretti con gli Usa si terranno presso il consolato dell'Oman a Ginevra. Fonti iraniane citate dall'agenzia di stampa Tasnim hanno fatto presente che "la completa revoca delle sanzioni e' parte integrante di qualsiasi processo diplomatico e la presenza di esperti economici e tecnici ai colloqui ne e' un segno".

Iran: "Stretto di Hormuz fortezza invincibile, lo sorvegliamo"

Il comandante delle forze navali delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana, Alireza Tangsiri, ha affermato che l'intelligence dei pasdaran sorveglia 24 ore su 24 lo stretto di Hormuz, definendolo "una fortezza invincibile" e "un onore nazionale". Come riferisce Irna, Tangsiri ha dichiarato che oltre 80 petroliere e navi commerciali attraversano lo stretto ogni giorno e che la sorveglianza da parte delle forze navali delle Guardie delle rivoluzione è volta a garantire un passaggio sicuro per i Paesi non ostili che hanno interessi economici legati allo stretto.    Le dichiarazioni di Tangsiri arrivano mentre è in corso da ieri un'esercitazione militare dei pasdaran nello stretto di Hormuz e da settimane gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Lincoln e altri dispositivi militari nelle acque del Medio Oriente, nel contesto delle tensioni scatenate dalle proteste anti governative in Iran mentre Washington e Teheran stanno tentando di negoziare sul dossier nucleare. 

M.O., Boccia (Pd): "Meloni umilia Italia per obbedire a Trump"

"Si fermi finche' e' in tempo, sta umiliando l'Italia", dice Francesco Boccia a Giorgia Meloni nell'intervista a Repubblica con cui il capogruppo Pd al Senato osserva che il Board per Gaza "non e' una sede multilaterale" e rappresenta invece "la privatizzazione della politica estera sottratta alle regole comuni", un organismo che "ha un solo padrone, Donald Trump e un unico obiettivo, una gigantesca speculazione immobiliare sulla pelle dei palestinesi". Per questo, aggiunge l'esponente dem, Meloni "non puo' andarci neppure come semplice osservatrice" e richiamandosi all'articolo 80 della Costituzione, che "richiede sempre la ratifica parlamentare degli accordi internazionali", ritiene che anche una partecipazione da osservatore dovrebbe passare da un passaggio alle Camere "che non risulta neppure ipotizzato". "Non esiste una diplomazia personale che possa sostituire il Parlamento. Ogni impegno internazionale che incide sulla sovranita' deve superare il controllo democratico", avverte Boccia, accusando la destra di "essere allergica alle prerogative parlamentari". Ne' basta, afferma ancora, una risoluzione di maggioranza: "Non sta ne' in cielo ne' in terra. Se pensano di cavarsela cosi' non hanno capito nulla. Si rischiano ricorsi alla Consulta e uno scontro istituzionale senza senso", con il Pd che "contrastera' qualsiasi atto" sottoscritto negli Usa. Quanto ai rapporti tra Italia e Germania, Boccia rileva che il tentativo di costruire un 'asse' con il Cancelliere Friedrich Merz "e' durato 24 ore, appena Merz ha parlato di crepe tra le due sponde dell'Atlantico, Meloni ha rotto con il Cancelliere. Lui ha conservato un minimo di amor patrio che lei evidentemente non ha".

Armi nucleari, dottrina sull’uso e cosa ne pensano i cittadini europei

In Europa si parla nuovamente di atomica: le divergenze tra le due sponde dell’Atlantico stanno portando i Paesi del Vecchio Continente a riflettere se sia corretto riarmarsi e fornirsi di uno strumento di deterrenza. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026.

Armi nucleari, dottrina sull’uso e cosa ne pensano i cittadini europei

Armi nucleari, dottrina sull’uso e cosa ne pensano i cittadini europei

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Mo, Foti: "Noi troppo filo Trump? No. Utile essere nel board of peace"

"Più che un teatrino della politica, folklore. Anzi il folklore è  cultura, questa è la degenerazione della politica". Lo dice Tommaso Foti  al Corriere della sera parlando del Board of peace. "Ricordo  alla nostra opposizione che questo organismo è stato accettato come  elemento del piano complessivo per la pace in Medio Oriente anche dal  Consiglio di sicurezza Onu. È stata invitata anche l’Ue, come altri  Paesi. Ognuno può valutare come vuole, noi crediamo sia utile  partecipare come osservatori", spiega il ministro degli Affari Ue.  "Noi  come Italia abbiamo un ruolo di punta nella mediazione tra Usa e Ue che  porta vantaggio all’Europa, anche se qui non viene riconosciuto per  ragioni di lotta politica interna", dice ancora Foti. Non siete troppo  filo Trump? "No. Cerchiamo di tenere in piedi il dialogo, e anche Rubio  ha parlato della reciproca necessità di Usa e Ue di collaborare. Poi  voglio ricordare che, mentre si parla a vanvera, l’Italia, con la  Germania e il Belgio, ha organizzato una sorta di prevertice europeo con  20 Paesi dei 27 dell’Ue sul tema della competitività, che è la vera  sfida con Usa e Cina. È un fatto enorme. E sono i fatti a dire come ci  stiamo muovendo, non le parole a caso", risponde il ministro.

Israele, estrema destra a Shin Bet: "Nemico è arabo non coloni"

La deputata di estrema destra Limor Son Har-Melech si e' rivolta al capo dello Shin Bet, David Zini, con un messaggio su X, esortandolo a non seguire le orme del capo del Comando Centrale, Avi Bluth. "In Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr) il nemico e' l'arabo che continua ad armarsi e a rafforzarsi, non i coloni", ha affermato la parlamentare di Otzma Yehudit, il partito di estrema destra guidato dal ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. "Deviare le forze e trasferirle per occuparsi degli ebrei ci costera' delle vite. Attenzione", ha aggiunto Har-Melech, allegando un'interrogazione parlamentare inviata al premier Benjamin Netanyahu che riguarda il coinvolgimento del dipartimento ebraico dello Shin Bet nella lotta al terrorismo ebraico in Cisgiordania.

Media: "Rappresentante Doha in Board of Peace legato a Qatargate"

Il nome di Ali al-Tawadi, rappresentante di Doha nel Board of Peace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e' emerso durante l'indagine dello Shin Bet e della polizia israeliana nel caso Qatargate. E' quanto ha rivelato Yedioth Ahronoth. Gli investigatori si sono concentrati su incontri e contatti tra al-Tawadi e personale dell'azienda israeliana di cybersecurity Novard sia prima - nel periodo intorno alla Coppa del Mondo in Qatar - che durante la guerra a Gaza. Lo scandalo del Qatargate riguarda l'accusa che stretti consiglieri del premier Benjamin Netanyahu, cosi' come un ex alto funzionario del Mossad, siano stati pagati da rappresentanti del governo del Qatar, alleato e sostenitore finanziario di Hamas, gia' da anni per promuovere gli interessi di Doha nel Paese.

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo  alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di  residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le  testimonianze della diaspora iraniana.

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

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Petrolio: prezzi in calo in Asia in vista colloqui Usa-Iran

Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici in vista del secondo round di colloqui sul nucleare tra Usa e Iran. Sempre oggi riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina, guidati dagli Stati Uniti, sebbene i mercati rimangano scettici su qualsiasi svolta diplomatica a breve termine. Sul fronte dell'offerta, l'Opec+ sta valutando di riprendere gli aumenti della produzione ad aprile, aggiungendo potenzialmente piu' barili a un mercato gia' alle prese con una crescente sovrabbondanza di offerta. I future sul Wti cedono lo 0,60% a 63,41 dollari al barile, quelli sul Brent lo 0,63% a 68,25 dollari.

Trump insiste: "Se l'Iran non fa l'accordo ci saranno conseguenze"

Donald Trump ha avvertito l'Iran che "se non farà l'accordo ci saranno conseguenze". "Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump.

Iran: "Proteste e slogan contro Khamenei nell'ovest del Paese"

Ieri sera gli abitanti di Abdanan, nella provincia occidentale di Ilam, in Iran, hanno tenuto un raduno in strada scandendo lo slogan 'Morte a Khamenei', in vista delle commemorazioni del 40° giorno in memoria dei manifestanti uccisi, tra cui Alireza Seidi e Yasin Elahi. Lo scrive Iran International.    Inoltre le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nel villaggio di Chenar, nella contea di Asadabad, provincia di Hamedan, arrestando centinaia di residenti dopo aver circondato la zona ieri mattina presto, secondo quanto riferito a IranInternational da fonti vicine alla vicenda.    Il raid è iniziato intorno alle 4:30 del mattino, coinvolgendo decine di veicoli blindati, oltre a diversi minibus e furgoni, secondo quanto riferito da fonti. Le forze hanno anche dispiegato quattro mitragliatrici pesanti DShK sui tetti di alcune case del villaggio.    Le fonti hanno riferito che i residenti arrestati sono stati fatti sfilare per la città a bordo di veicoli dotati di sbarre di sicurezza prima di essere trasferiti alla stazione di polizia di Asadabad.

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