Board of Peace, Tajani: “Italia ci sarà come osservatrice”. Perplessità del Vaticano

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La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani che impegna l'Italia, tra l'altro, alla partecipazione come osservatore all'organismo voluto da Trump.  “L’obiettivo del nostro impegno è creare condizioni per due Stati”, ha detto il vicepremier. Insorgono le opposizioni

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La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani che impegna l'Italia, tra l'altro, alla partecipazione come osservatore alla riunione del Board of Peace. I sì sono stati 183, 122 i contrari. Il governo ha deciso quindi di essere presente, pur non facendone formalmente parte a causa di limiti costituzionali, al primo incontro dell’organismo creato da Donald Trump, in programma giovedì 19 febbraio. Parlando del piano di pace del presidente Usa, Tajani ha detto che "se qualcuno ritenesse che esistano oggi alternative concrete e praticabili a questo Piano, dimostrerebbe di non saper fare i conti con la realtà. A fronte di un mandato chiaro delle Nazioni Unite, alimentare l'incertezza equivale a prolungare le sofferenze del popolo palestinese". Insorgono le opposizioni, il Cardinale Parolin si dice "perplesso".

Tajani: "Temi di politica estera non siano terreno di scontro, ma di dialogo"

"Sono convinto che i temi di politica estera non debbano essere terreno di scontro politico. Ma di un dialogo serio, continuo e trasparente. E, ogni volta che è possibile, di convergenza e responsabilità condivisa”, ha esordito il vicepremier e leader di Forza Italia nelle sue comunicazioni in Aula. La crisi di Gaza "è una crisi che incide sugli equilibri regionali; sulla stabilità del Mediterraneo allargato; sulla sicurezza delle rotte commerciali del nostro export, che transita per il 40% attraverso il Mar Rosso", ma è "soprattutto una ferita aperta, una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti noi. E che ha visto l'Italia in prima linea sin dal primo momento per salvare vite, alleviare le sofferenze dei civili e far tacere le armi". Gaza, ha proseguito, "è cruciale per la nostra sicurezza nazionale, anche in chiave di contrasto al terrorismo e ai flussi migratori irregolari". 

Tajani: “Italia sarà come osservatore a riunione del Board”

"L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute  di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla  lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra  Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come  mezzo di risoluzione delle controversie”, ha detto ancora il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ribadendo che "il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare" e parlando di "una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali". L'assenza dell'Italia alla prima riunione del Board of peace "vorrebbe dire rinnegare il ruolo di primo piano che il nostro Paese ha svolto per il cessate il fuoco fin dall'inizio della crisi, sempre con l'obiettivo di arrivare a due Stati che convivano in pace e sicurezza".

Tajani: “Ue ha confermato partecipazione alla riunione del Board”

"In ogni contatto con l'amministrazione americana, abbiamo sempre richiamato la necessità di garantire la stretta osservanza dei principi della nostra Costituzione e il coinvolgimento del Parlamento. L'ho fatto io stesso più volte con il segretario di Stato Rubio nelle nostre frequenti occasioni di incontro”, ha detto ancora Tajani. Poi ha evidenziato come “l’Unione Europea ha già confermato la partecipazione con la Presidenza di turno del Consiglio e un rappresentante della Commissione" e che "parteciperanno anche tutti i principali partner della regione. Penso all'Egitto, alla Giordania, all'Arabia Saudita, al Qatar. Anche all'Indonesia, il più grande Paese musulmano al mondo". Tajani si chiede quindi "come potrebbe l'Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in Medio Oriente, alla presenza di tutti i principali attori regionali?”.

Tajani: “Obiettivo nostro impegno è creare condizioni per due Stati”

L'obiettivo dell'impegno italiano per Gaza, compresa la partecipazione alla riunione del Board, "é chiaro: creare le condizioni per arrivare a due Stati in grado di convivere in pace e sicurezza", ha detto sempre il capo della Farnesina. Roma continua dunque "il dalogo costante con Israele, con l'Autorità Palestinese, e con tutti i partner chiave nella regione, con cui abbiamo mantenuto in questi mesi un costante e stretto raccordo". 

Tajani: “Governo condanna tentativi annessione Cisgiordania”

E ancora: "La violenza in Terra Santa deve cessare. Questo vale anche per i coloni estremisti, le cui aggressioni colpiscono le  comunità cristiane, da sempre garanti di pace e dialogo in Medio Oriente. Continuiamo a chiedere con forza a Israele di porre un freno  all'azione dei coloni. Il Governo ha condannato qualsiasi ipotesi  di annessione israeliana della Cisgiordania. Tentazioni che non aiutano i costruttori di pace, e che rischiano di pregiudicare la soluzione a due Stati", ha detto Tajani. Poi ha ricordato le iniziative italiane o a cui ha già partecipato l'Italia: “Siamo in prima linea per la formazione delle Forze di sicurezza palestinesi. Siamo presenti all'interno del Centro di coordinamento civile-militare con una squadra di 3 diplomatici e 8 militari. Il Centro è impegnato ad assicurare le attività di assistenza umanitaria e i servizi essenziali alla popolazione della Striscia. I nostri Carabinieri, già attivi in Cisgiordania da oltre dieci anni attraverso la missione bilaterale Miadit, inizieranno presto in Giordania l'addestramento di 50 funzionari di sicurezza palestinesi da dispiegare nella Striscia di Gaza. Inoltre partecipiamo alle missioni dell'Unione Europea Eupol Copps di addestramento della polizia palestinese e nella missione Eubam Rafah, in cui sono presenti 8 Carabinieri. La missione ha avuto un ruolo chiave per favorire la riapertura del valico. Rafforzeremo nelle prossime settimane la nostra presenza".

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Schlein: "Il governo aggira la Costituzione, Italia cavallo di troia di Trump"

Per la segretaria dem Elly Schlein si sta cercando di "aggirare un divieto costituzionale giocando sulle parole", parlando del ruolo di osservatore. "Si decide se l'Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con la legge del più forte. Il Board of peace vuole sostituire le regole decise insieme con i rapporti di forza. Per fortuna c'è la Costituzione italiana, non è un fastidio ma un argine", ha detto. Poi l'attacco alla premier: "Giorgia Meloni non riesce a dire no a Trump, voleva fare la pontiera e la mediatrice si è rivelata spettatrice. La preoccupazione non è fare gli interessi nazionali ma non scontentare Trump. L'Italia è diventata un cavallo di troia di Trump e accetta la privatizzazione delle relazioni internazionali, una concezione proprietaria degli equilibri mondiali, inaccettabile per l'Italia repubblicana".

Provenzano: “Scelta è strappo a collocazione internazionale Italia”

Questa scelta è uno "strappo alla collocazione internazionale del nostro Paese" al Board "non partecipa nessun grande Paese europeo perché rappresenta l'ennesimo attacco alle Nazioni unite”, ha detto Beppe Provenzano parlando in Aula. Il deputato dem ha evidenziato come "i Paesi più entusiasti sono autocrati e alleati ideologici del mondo maga come l'Ungheria e l'Argentina". Quindi chiede: "Giorgia Meloni va dove la porta il cuore o meglio la fiamma ma lei ministro? Lo capite dove ci sta portando?".  Nel suo intervento ha poi aggiunto: “’Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me i miei figli' sono parole di Marina Berlusconi, lei ci parla ancora? L'unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. Il Board è stato presentato da Trump come il consiglio di amministrazione del mondo come ve lo deve dire che è un attacco all'Onu e parteciparvi significa legittimarlo. Sembrano le regole del golf club di Mar a Lago. Noi vogliamo l'Italia con la schiena dritta" ma per voi "un limite non è nemmeno la Costituzione l'articolo 11, siete un governo per cui la fedeltà a Trump conta più dei nostri principi".

Rosato: “Partecipazione al Board è profondamente sbagliata”

"La nostra partecipazione al Board, anche come osservatori è profondamente sbagliata" perché indebolisce le Nazioni Unite e in questo modo "stiamo distruggendo la forza che abbiamo contribuito a costruire". Inoltre "se dovevamo mandare un osservatore c'era già quello Ue bastava quello, va il commissario va a rappresentare anche l'Italia”, ha detto Ettore Rosato di Azione.

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Magi: “Tajani non chiarisce, governo attende e scodinzola”

"Lei ministro, ci ha detto che è importante che l'Italia continui a occuparsi di Medioriente e di iniziative lodevoli che abbiamo sostenuto ma non ci ha detto nulla sulla partecipazione dell'Italia al Board of peace. Avremmo voluto sentire che ci chiarisse cos'è questo organismo che nasce come emanazione della persona Trump, che ne è presidente a vita oltre il termine del proprio mandato, che decide chi può starci o no e decide che serve un miliardo per farne parte. Lei pensa che questa è la parte della storia in cui l'Italia deve stare? Avete trattato l'articolo 11 della Costituzione come un inciampo e un tecnicismo. Se non ci fosse stato l'articolo 11, avrebbe partecipato a pieno titolo a questo consesso che, mi consenta, è un po' osceno? Il Board of peace si basa sulla prepotenza e non sulla diplomazia, si basa sugli affari”, ha detto in Aula Riccardo Magi, segretario di +Europa e deputato del gruppo Misto dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri Tajani sul Board of peace, che ha definito un organismo che "si basa sulla prepotenza e non sulla diplomazia, si basa sugli affari". Quindi rivolgendosi a Tajani ha concluso: "Il suo intervento ha dimostrato la mancanza di politica estera del nostro Paese, non dico di una strategia ma almeno di un pensiero. Quella di chi tra il suo ministero e la presidente del Consiglio, sta eternamente ad aspettare che gli altri decidano per capire come è meglio ripararsi, accucciarsi e scodinzolare. Noi crediamo che non sia questo il ruolo che debba avere l'Italia".

Bonelli: “Board of peace è di tiranni e carnefici”

"Il governo Meloni ha dichiarato fedeltà al sovrano Trump. Vi siete assunti la responsabilità, insieme alla premier Meloni, di demolire quel poco di diritto internazionale che rimaneva, di demolire l'Onu. Non ha spiegato come funziona il Board of peace. Non avete il coraggio, perché ve ne vergognate. L'articolo 1 del Board of peace non nomina mai Gaza, è uno strumento di totale sostituzione delle Nazioni Unite, che potrebbe fare uso della forza militare attraverso la forza dei soldi in ogni parte del mondo. Avete gettato un'onta sullo storia del nostro Paese”, ha detto Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri sulla partecipazione dell'Italia nel Board of peace. “È un board di dittatori, autocrati, finanzieri, miliardari, e alcuni li conosciamo bene, come Jared Kushner, genero di Trump, noto immobiliarista, oppure Yakir Gabay, anche lui proprietà di società immobiliari. Tajani in quest'aula non ha avuto il coraggio di nominare il responsabile di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Benjamin Netanyahu non è mai stato nominato. Perché non lo nomina? Perché non avete il coraggio? Farà parte anche lui di quel Board of peace? Voi siete responsabili di questo. Noi vi accusiamo di questo. Passerete alla storia per quello che avete fatto".

Boldrini: “Unici nel G7 a partecipare, strumento coloniale”

"Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato osservatore: un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro”, ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. "Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c'è l'Autorità nazionale palestinese ma c'è Netanyahu, l'autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università. Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all'Unione Europea. L'Italia è l'unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno. Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l'obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi".

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Card. Parolin: "Perplessità su Board of Peace"

Il Vaticano ha invece deciso di non partecipare al Board of Peace. "Abbiamo preso nota che l'Italia parteciperà come osservatore, evidentemente ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta ma per noi ci sono delle criticità che andrebbero risolte", ha detto il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, lasciando il bilaterale con l'Italia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Meloni. 

Socialisti Ue: “Commissione chiarisca suo mandato al Board”

Intanto il gruppo dei Socialisti Ue al Parlamento europeo, in merito alla partecipazione della Commissione alle riunioni di giovedì negli Usa, ha chiesto che “la Commissione europea chiarisca il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto 'Board of Peace'. L'iniziativa, lanciata da Donald Trump il mese scorso, è in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall'Onu". Per il gruppo “ci sono serie preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza" riguardo alla partecipazione della Commissione. Il gruppo dell'Eurocamera guidato dalla spagnola Iratxe García Perez sottolinea che "l'Alto rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che il Consiglio rischia di diventare un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali. Qualsiasi coinvolgimento dell'Ue in un formato di questo tipo minerebbe quindi l'impegno dell'Europa a favore del multilateralismo e del diritto internazionale". "La Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione su questo cosiddetto 'Consiglio di pace'. Ci sono serie preoccupazioni circa la mancanza di trasparenza, il mandato poco chiaro e i rischi legati alla partecipazione a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite", aggiunge il vicepresidente per gli Affari esteri dei Socialisti, Yannis Maniatis.

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