Board of Peace, Italia alla prima riunione come osservatore. Oggi Tajani riferisce in Aula
PoliticaAlle 13.30 il ministro degli Esteri terrà le comunicazioni alla Camera, mentre alle 16.45 sarà in commissione Esteri al Senato. Il governo Meloni ha deciso di partecipare come osservatore all’organismo creato da Donald Trump, mentre le opposizioni si dichiarano unitariamente contrarie a schierare l’Italia "in qualunque forma"
Sono in programma oggi alle 13.30 alla Camera le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani sulla partecipazione dell'Italia come Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace. Il titolare della Farnesina sarà poi alle 16.45 in commissione Esteri al Senato. Il governo ha infatti deciso di essere presente al primo incontro dell’organismo creato da Donald Trump: secondo Giorgia Meloni non esserci vorrebbe dire non poter aiutare il processo di pace in un momento in cui, dopo anni, c'è uno spiraglio per raggiungerla. Dunque a rappresentare il governo giovedì a Washington sarà proprio il ministro degli Esteri Tajani: l'ufficialità dovrebbe arrivare dopo che il vicepremier avrà riferito nel pomeriggio al Parlamento. Alla Camera prevista anche la risoluzione del centrodestra, che formalizzerà il mandato politico all'esecutivo a partecipare anche a "ogni futura attività" che il Board "svolgerà sulla base del mandato ricevuto con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803".
La posizione del governo sul Board of Peace
Il tema è stato affrontato anche durante il vertice di maggioranza convocato ieri a Palazzo Chigi dalla premier. L'idea di volare lei stessa negli Stati Uniti è stata accantonata, perché sarebbe sovradimensionata la partecipazione del capo di governo per il ruolo di osservatore. Sarebbe stata invece valutata anche la possibilità di schierare un diplomatico di alto rango, ma la freddezza americana ha poi suggerito di inviare il ministro degli Esteri, che è anche vicepremier. "Vogliamo essere protagonisti ma come osservatori, come lo sarà la Commissione europea", ha sottolineato Tajani. Intanto sono ancora in corso contatti con i partner europei per definire una linea comune, anche se diverse cancellerie per ora non hanno comunicato la loro partecipazione. Berlino ha confermato che non ci sarà Friedrich Merz. Ma ci saranno Cipro, che ha la presidenza di turno Ue, il Giappone e altri Paesi G7, si sottolinea a Roma. Ci sarà anche l'ungherese Viktor Orban. L'Ue ha precisato che "non sarà membro del Board of Peace" e, con la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica, sarà negli Usa "per partecipare alle discussioni su Gaza". Ma a Bruxelles preferiscono non usare il termine "osservatore".
La contrarietà delle opposizioni
La partecipazione dell’Italia al Board of Peace come osservatore ha riunito le opposizioni in contrasto al governo Meloni. Dal Pd Peppe Provenzano ha attaccato Tajani: "La Commissione Ue lo smentisce". Le opposizioni si sono compattate su una risoluzione, che dovrebbe essere firmata da Pd, M5s, Avs, +Europa, Iv e Azione, puntata sull'opportunità di non partecipare "in qualunque forma" e a non contribuire finanziariamente, per non legittimare "un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall'articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell'Onu che va rafforzato e sostenuto". Non si fanno però riferimenti a questioni mediorientali su cui nei mesi scorsi sono emerse sfumature diverse.
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Socialisti Ue: “Commissione chiarisca suo mandato al Board”
Intanto il gruppo dei Socialisti Ue al Parlamento europeo, in merito alla partecipazione della Commissione alle riunioni di giovedì negli Usa, ha chiesto che “la Commissione europea chiarisca il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto 'Board of Peace'. L'iniziativa, lanciata da Donald Trump il mese scorso, è in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall'Onu". Per il gruppo “ci sono serie preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza" riguardo alla partecipazione della Commissione. Il gruppo dell'Eurocamera guidato dalla spagnola Iratxe García Perez sottolinea che "l'Alto rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che il Consiglio rischia di diventare un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali. Qualsiasi coinvolgimento dell'Ue in un formato di questo tipo minerebbe quindi l'impegno dell'Europa a favore del multilateralismo e del diritto internazionale". "La Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione su questo cosiddetto 'Consiglio di pace'. Ci sono serie preoccupazioni circa la mancanza di trasparenza, il mandato poco chiaro e i rischi legati alla partecipazione a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite", aggiunge il vicepresidente per gli Affari esteri dei Socialisti, Yannis Maniatis.