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Referendum Giustizia, bufera per le parole della capa di Gabinetto del ministro Nordio

Politica
©Ansa

 Giusi Bartolozzi, nel corso di un intervento durante una trasmissione televisiva di sabato scorso a cui partecipava anche la senatrice Ilaria Cucchi, ha detto: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione”. Critiche da Pd e Avs. Oggi la premier Giorgia Meloni ha postato un video per difendere le ragioni del Sì

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Continuano a rimanere alti i toni delle polemiche intorno al referendum sulla riforma della Giustizia, in calendario il 22 e 23 marzo. In queste ore a far discutere sono le frasi pronunciate dal capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, nel suo intervento durante una trasmissione di sabato scorso all'emittente siciliana Telecolor: “Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che sono plotoni di esecuzione. Plotoni di esecuzione". La frase è arrivata al termine di un botta e risposta con la senatrice Ilaria Cucchi. Quest'ultima aveva chiesto alla capo di gabinetto perché il governo "ha tutto questo interesse per il processo penale", quanto le maggiori criticità sono nel civile. "Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie poi può essere che dopo 15 anni una parte si sente dire che il fatto non sussiste. Ma nel frattempo il penale tocca la vita delle persone”, ha detto Bartolozzi.

Il confronto con Ilaria Cucchi

Di quanto avvenuto sabato ha parlato la senatrice Ilaria Cucchi: “Con la riforma Nordio non cambierà la giustizia, non si risolverà il problema della lunghezza dei processi, della carenza di personale cioè tutti quei fattori che incidono sul funzionamento della giustizia e che stanno a cuore ai cittadini. Oggi se passasse questa riforma non si sarebbe mai fatto il processo Cucchi. La riforma Nordio non cambierà nulla per i cittadini comuni, mentre ci sarà una giustizia più benevola con i colletti bianchi. La conferma arriva direttamente da Giusi Bartolozzi, indagata per false dichiarazioni sullo scandalo Almasri. Nei giorni scorsi, in un confronto televisivo, la capa di Gabinetto del Ministro Nordio ha annunciato che se la riforma non passa lei scappa dall'Italia per sottrarsi alle indagini. Una cosa gravissima che conferma come questa riforma serva a tutto meno che ai cittadini e di cui chiederemo conto al ministro Nordio con una interrogazione". Ilaria Cucchi ha anche postato il video del dibattito televisivo sui suoi profili social.

Serracchiani (Pd): “Parole sconcertanti e gravissime”

Le parole pronunciate da Bartolozzi hanno subito suscitato la reazione del Partito democratico. Sui canali social dei Dem è infatti apparso un post in cui si legge: “Giusi Bartolozzi, capa di Gabinetto del ministro Nordio, lo ammette senza mezzi termini: il loro obiettivo è togliere di mezzo la magistratura.Il 22 e 23 marzo vota No a una giustizia controllata dal governo". E a intervenire è stata anche la deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd: “Le parole attribuite a Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto al ministero della giustizia e magistrata, sono sconcertanti e gravissime. Dire pubblicamente che 'se vince il No scapperò da questo Paese' perché si è sottoposti a un'indagine rappresenta un messaggio inaccettabile ancora di più per chi ricopre un ruolo istituzionale così delicato. Chi esercita funzioni di vertice al Ministero della Giustizia dovrebbe per primo dimostrare rispetto e fiducia nelle istituzioni e nel lavoro della magistratura. Se questa fiducia viene meno, la conseguenza più coerente non è minacciare la fuga dall'Italia, ma rimettere il proprio incarico. Un capo di gabinetto che dichiara di non avere fiducia nella giustizia del proprio Paese appare semplicemente inadatto al ruolo che ricopre. Prima vengano le dimissioni, poi si potrà discutere nel merito di tutto il resto."

Zanella (Avs): “Bartolozzi lasci finalmente il suo incarico”

Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, è intervenuta chiedendo che “Giusi Bartolozzi, capa di Gabinetto del ministro Nordio e nome spesso ricorrente nelle cronache politiche di questo tempo, si dimetta finalmente dal suo incarico. È andata in Tv dicendo cose gravissime, ammettendo che lo scopo del referendum è colpire la magistratura. Lasci le istituzioni!".

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Bartolozzi: “Ho detto che riforma è per dare credibilità a magistrati”

"Ho partecipato a un'ora e mezza di trasmissione e fin dall'inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa”, ha detto in serata la stessa Giusi Bartolozzi all'ANSA dopo le polemiche. “Nel corso del dibattito tv ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio delle aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema".

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Il video di Giorgia Meloni sul referendum

Intanto oggi la premier Giorgia Meloni è intervenuta sul referendum postando un video sui social, con l’obiettivo di spiegare “cosa c'è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”. La presidente del Consiglio ha detto: “Il 22 e il 23 marzo sarete chiamati a votare il referendum per confermare o meno la riforma della giustizia che il governo ha proposto. Si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Per questo ho provato a spiegare i punti della riforma e perché è importante andare a votare e votare sì, a favore della riforma. È una riforma che riguarda tutti gli italiani".

Conte: “Meloni si spenderà di più sul referendum”

Il presidente del M5s Giuseppe Conte, in un convegno per il "No" in corso alla Camera, ha detto: “Stiamo assistendo a un impegno crescente della premier in questa campagna referendaria" sulla giustizia. "Hanno tentato una depoliticizzazione, ma questa riforma è ad alto tasso politico. Le molteplici iniziative di Chigi fanno capire che la premier si spenderà sempre di più. Perché è una riforma politica, ad alto tasso politico, che avrà conseguenze politiche rilevanti, che lo vogliano o no. È una riforma che modifica sette articoli della Costituzione".

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