Referendum Giustizia, Marina Berlusconi: "Con il sì vincono gli italiani, basta tifoserie"
PoliticaLa presidente di Fininvest in una lettera a Repubblica: "Solo se riusciremo a interrogarci sul merito, potremo dare una risposta responsabile. Se dovesse vincere il sì, non si tratterà di una vittoria del governo o di Forza Italia, né di una vittoria postuma di mio padre. Io penso semplicemente che sarà una grande vittoria degli italiani"
"Credo che la partita del referendum sia decisiva. E tocca a ciascuno di noi valutarne con serietà i pro e contro, senza usare i rispettivi schieramenti politici come scorciatoia e senza lasciarci distogliere da slogan che poco c'entrano". A scriverlo è Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in una lettera a Repubblica oggi in edicola. "Dobbiamo assolutamente riportare il dibattito sull'unica domanda che ha senso porsi: la riforma può davvero cambiarci meglio? Può davvero rendere la nostra giustizia più libera e credibile?", si chiede la figlia di Silvio Berlusconi. "Solo se riusciremo a interrogarci sul merito, potremo dare una risposta responsabile. Come voterò, io penso sia chiaro. Quale sarà l'idea prevalente nel Paese lo vedremo tra pochi giorni. Di una cosa, però sono certa: se dovesse vincere il sì, non si tratterà di una vittoria del governo o di Forza Italia, né di una vittoria postuma di mio padre. Io penso semplicemente che sarà una grande vittoria degli italiani".
"La giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune"
"La giustizia dovrebbe essere un patrimonio comune, non una logora bandiere identitaria da sventolare contro l'avversario politico. Sembra, invece, che buona parte del dibattito ruoti attorno a una sola domanda, tanto semplice quanto fuorviante: e cioè se vogliamo una giustizia 'di destra' o 'di sinistra'. Cosi' il confronto finisce per irrigidirsi in contrapposizioni polarizzate, che impediscono di valutare in modo obiettivo il merito della riforma. Il rischio - prosegue - è quello di votare più con la pancia che con la testa, perdendo di vista cio' che conta davvero: i valori dell'equità davanti alla legge e del giusto equilibrio tra i poteri, la credibilità delle istituzioni e la qualità della nostra stessa democrazia. Personalità molto autorevoli hanno correttamente invitato nella misura alla misura e alla responsabilità. Più modestamente, io invocherei un po' di sano buon senso, per non lasciarci condizionare dal frastuono di un derby tra tifoserie".