"Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump
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"Se l'Iran non farà l'accordo ci saranno conseguenze. Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump.
Ginevra sarà nelle prossime ore un crocevia della diplomazia: gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati nella città svizzera per il secondo round di negoziati indiretti con l'Iran sul programma nucleare di Teheran, mediato dall'Oman e per un nuovo round di trattative anch'esse indirette con Mosca e Kiev per cercare di trovare una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina. L'agenda dei colloqui a Ginevra si concentrerà esclusivamente sul dossier nucleare e sulla revoca delle sanzioni. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, citata dall'emittente libanese Al Mayadeen.
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Israele, giudice conferma restrizioni a capo gabinetto Netanyahu
Il tribunale distrettuale di Lod ha prorogato le condizioni restrittive imposte a Tzachi Braverman, capo dello staff del premier israeliano Benjamin Netanyahu, proibendogli di lasciare il Paese o di contattare i membri dell'ufficio del primo ministro fino a martedi' prossimo. In questo modo viene revocata la decisione presa la settimana scorsa dal presidente del tribunale distrettuale, Menachem Mizrahi, che aveva revocato le misure restrittive nei confronti di Braverman, citando l'importanza della sua nomina da parte di Netanyahu ad ambasciatore di Israele in Gran Bretagna. Per il giudice del tribunale di Lod, Michael Karshen, sussistono "ragionevoli sospetti, che si sono rafforzati" nei confronti di Braverman, sospettato di aver ostacolato le indagini sul caso 'Bibileaks', che riguarda la sottrazione e il passaggio di informazioni classificate a media internazionali nel 2024 nel tentativo di influenzare l'opinione pubblica israeliana in merito agli ostaggi tenuti da Hamas a Gaza in linea con le posizioni del governo. Braverman avrebbe incontrato l'ex portavoce di Netanyahu, Eli Feldstein, uno dei principali sospettati nel caso, a tarda notte in un parcheggio di Tel Aviv e lo avrebbe avvertito che l'esercito aveva aperto un'indagine sulla fuga di documenti militari classificati dall'ufficio del premier.
Socialisti Ue: "La Commissione chiarisca il suo mandato al Board di Gaza"
"La Commissione europea chiarisca il mandato politico e la portata della sua partecipazione alla prima riunione del cosiddetto 'Board of Peace' che si terrà giovedì a Washington. L'iniziativa, lanciata da Donald Trump il mese scorso, è in contrasto con le norme internazionali consolidate e i processi guidati dall'Onu". Lo dichiara il gruppo dei Socialisti Ue al Parlamento europeo in merito alla partecipazione della Commissione alle riunioni di giovedì negli Usa. "Ci sono serie preoccupazioni sulla mancanza di trasparenza" riguardo alla partecipazione della Commissione, rimarcano i Socialisti. Il gruppo dell'Eurocamera guidato dalla spagnola Iratxe García Perez sottolinea che "l'Alto rappresentante Kaja Kallas ha avvertito che il Consiglio rischia di diventare un forum unilaterale che esclude i palestinesi e ignora gli accordi internazionali. Qualsiasi coinvolgimento dell'Ue in un formato di questo tipo minerebbe quindi l'impegno dell'Europa a favore del multilateralismo e del diritto internazionale". "La Commissione europea deve spiegare chiaramente la sua posizione su questo cosiddetto 'Consiglio di pace'. Ci sono serie preoccupazioni circa la mancanza di trasparenza, il mandato poco chiaro e i rischi legati alla partecipazione a iniziative al di fuori del quadro delle Nazioni Unite", aggiunge il vicepresidente per gli Affari esteri dei Socialisti, Yannis Maniatis.
Mosca: "La Russia e la Cina con l'Iran per esercitazioni a Hormuz"
La Russia e la Cina hanno inviato navi per partecipare insieme all'Iran alle esercitazioni navali 'Maritime Security Belt 2026' nello Stretto di Hormuz. Le esercitazioni trilaterali, avviate dalla Marina iraniana, mirano a rafforzare la sicurezza marittima, migliorare la cooperazione contro la pirateria e il terrorismo marittimo e condurre operazioni di soccorso coordinate, ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Nikolai Patrushev, citato da Mehr. Le esercitazioni Maritime Security Belt si svolgono ogni anno dal 2019 su iniziativa iraniana. Secondo le dichiarazioni ufficiali, le esercitazioni sono una dimostrazione della cooperazione regionale in materia di sicurezza e dell'impegno a proteggere le rotte marittime internazionali.
Media iraniani: "Colloqui con gli Usa solo sul nucleare e sanzioni"
Secondo funzionari iraniani i colloqui tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti in programma questa mattina a Ginevra riguarderanno soltanto il dossier nucleare e la rimozione delle sanzioni "illegali" contro Teheran, mentre l'Iran ha ribadito la sua posizione riguardo al "mantenimento dell'arricchimento dell'uranio". Lo riferisce l'agenzia iraniana Mehr, secondo cui il secondo giro di colloqui, avviati a Muscat il 6 febbraio in forma indiretta, si terrà presso l'ambasciata dell'Oman a Ginevra e dovrebbe iniziare a momenti. La delegazione iraniana è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed è formata anche da esperti e tecnici legali oltre che funzionari del ministero degli Esteri.
Gaza, Silvestri (M5s): "Ci dovremo vergognare della partecipazione al board"
"Parliamo di un board che ha in mente un'operazione speculativa ed edilizia a Gaza, tra l'altro sul sangue dei bambini palestinesi e dopo tutto quello che quel popolo ha subito in quei territori. Poi c'è la presenza di Israele: è come se facessimo un board of peace sull'Ucraina e invitassimo la Russia. Questa partecipazione, che tra l'altro ci costerà un miliardo, sarà qualcosa di cui ci dovremo vergognare. In tutto questo i coloni israeliani stanno continuando ad attaccare i territori palestinesi in Cisgiordania e li stanno annettendo. Il governo italiano vuole essere un osservatore? D'altronde sono tre anni che osservano silenti allo sterminio dal popolo palestinese". Così ad Agorà, su Rai Tre, Francesco Silvestri, responsabile M5S in Commissione Esteri alla Camera
Iran: "Revoca sanzioni parte integrante negoziati"
"La revoca completa delle sanzioni è parte integrante di qualsiasi processo diplomatico e la presenza di esperti economici e tecnici nel ciclo di colloqui ne è un segno". Lo hanno sottolineato fonti iraniane a Tasnim, dopo che l'agenzia di stampa aveva riferito che "Teheran ha accettato di entrare nel processo negoziale dopo aver ricevuto il messaggio che l'argomento sarebbe stato solo la questione nucleare".
Iran, colloqui incentrati solo su nucleare e revoca sanzioni
L'agenda dei colloqui a Ginevra si concentrera' esclusivamente sul dossier nucleare e sulla revoca delle sanzioni. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, citata dall'emittente libanese Al Mayadeen. Teheran ha ribadito il suo diritto all'arricchimento dell'uranio, precisando che i negoziati indiretti con gli Usa si terranno presso il consolato dell'Oman a Ginevra. Fonti iraniane citate dall'agenzia di stampa Tasnim hanno fatto presente che "la completa revoca delle sanzioni e' parte integrante di qualsiasi processo diplomatico e la presenza di esperti economici e tecnici ai colloqui ne e' un segno".
Iran: "Stretto di Hormuz fortezza invincibile, lo sorvegliamo"
Il comandante delle forze navali delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana, Alireza Tangsiri, ha affermato che l'intelligence dei pasdaran sorveglia 24 ore su 24 lo stretto di Hormuz, definendolo "una fortezza invincibile" e "un onore nazionale". Come riferisce Irna, Tangsiri ha dichiarato che oltre 80 petroliere e navi commerciali attraversano lo stretto ogni giorno e che la sorveglianza da parte delle forze navali delle Guardie delle rivoluzione è volta a garantire un passaggio sicuro per i Paesi non ostili che hanno interessi economici legati allo stretto. Le dichiarazioni di Tangsiri arrivano mentre è in corso da ieri un'esercitazione militare dei pasdaran nello stretto di Hormuz e da settimane gli Stati Uniti hanno schierato la portaerei Lincoln e altri dispositivi militari nelle acque del Medio Oriente, nel contesto delle tensioni scatenate dalle proteste anti governative in Iran mentre Washington e Teheran stanno tentando di negoziare sul dossier nucleare.
M.O., Boccia (Pd): "Meloni umilia Italia per obbedire a Trump"
"Si fermi finche' e' in tempo, sta umiliando l'Italia", dice Francesco Boccia a Giorgia Meloni nell'intervista a Repubblica con cui il capogruppo Pd al Senato osserva che il Board per Gaza "non e' una sede multilaterale" e rappresenta invece "la privatizzazione della politica estera sottratta alle regole comuni", un organismo che "ha un solo padrone, Donald Trump e un unico obiettivo, una gigantesca speculazione immobiliare sulla pelle dei palestinesi". Per questo, aggiunge l'esponente dem, Meloni "non puo' andarci neppure come semplice osservatrice" e richiamandosi all'articolo 80 della Costituzione, che "richiede sempre la ratifica parlamentare degli accordi internazionali", ritiene che anche una partecipazione da osservatore dovrebbe passare da un passaggio alle Camere "che non risulta neppure ipotizzato". "Non esiste una diplomazia personale che possa sostituire il Parlamento. Ogni impegno internazionale che incide sulla sovranita' deve superare il controllo democratico", avverte Boccia, accusando la destra di "essere allergica alle prerogative parlamentari". Ne' basta, afferma ancora, una risoluzione di maggioranza: "Non sta ne' in cielo ne' in terra. Se pensano di cavarsela cosi' non hanno capito nulla. Si rischiano ricorsi alla Consulta e uno scontro istituzionale senza senso", con il Pd che "contrastera' qualsiasi atto" sottoscritto negli Usa. Quanto ai rapporti tra Italia e Germania, Boccia rileva che il tentativo di costruire un 'asse' con il Cancelliere Friedrich Merz "e' durato 24 ore, appena Merz ha parlato di crepe tra le due sponde dell'Atlantico, Meloni ha rotto con il Cancelliere. Lui ha conservato un minimo di amor patrio che lei evidentemente non ha".
Armi nucleari, dottrina sull’uso e cosa ne pensano i cittadini europei
In Europa si parla nuovamente di atomica: le divergenze tra le due sponde dell’Atlantico stanno portando i Paesi del Vecchio Continente a riflettere se sia corretto riarmarsi e fornirsi di uno strumento di deterrenza. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026.
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Vai al contenutoMo, Foti: "Noi troppo filo Trump? No. Utile essere nel board of peace"
"Più che un teatrino della politica, folklore. Anzi il folklore è cultura, questa è la degenerazione della politica". Lo dice Tommaso Foti al Corriere della sera parlando del Board of peace. "Ricordo alla nostra opposizione che questo organismo è stato accettato come elemento del piano complessivo per la pace in Medio Oriente anche dal Consiglio di sicurezza Onu. È stata invitata anche l’Ue, come altri Paesi. Ognuno può valutare come vuole, noi crediamo sia utile partecipare come osservatori", spiega il ministro degli Affari Ue. "Noi come Italia abbiamo un ruolo di punta nella mediazione tra Usa e Ue che porta vantaggio all’Europa, anche se qui non viene riconosciuto per ragioni di lotta politica interna", dice ancora Foti. Non siete troppo filo Trump? "No. Cerchiamo di tenere in piedi il dialogo, e anche Rubio ha parlato della reciproca necessità di Usa e Ue di collaborare. Poi voglio ricordare che, mentre si parla a vanvera, l’Italia, con la Germania e il Belgio, ha organizzato una sorta di prevertice europeo con 20 Paesi dei 27 dell’Ue sul tema della competitività, che è la vera sfida con Usa e Cina. È un fatto enorme. E sono i fatti a dire come ci stiamo muovendo, non le parole a caso", risponde il ministro.
Israele, estrema destra a Shin Bet: "Nemico è arabo non coloni"
La deputata di estrema destra Limor Son Har-Melech si e' rivolta al capo dello Shin Bet, David Zini, con un messaggio su X, esortandolo a non seguire le orme del capo del Comando Centrale, Avi Bluth. "In Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr) il nemico e' l'arabo che continua ad armarsi e a rafforzarsi, non i coloni", ha affermato la parlamentare di Otzma Yehudit, il partito di estrema destra guidato dal ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. "Deviare le forze e trasferirle per occuparsi degli ebrei ci costera' delle vite. Attenzione", ha aggiunto Har-Melech, allegando un'interrogazione parlamentare inviata al premier Benjamin Netanyahu che riguarda il coinvolgimento del dipartimento ebraico dello Shin Bet nella lotta al terrorismo ebraico in Cisgiordania.
Media: "Rappresentante Doha in Board of Peace legato a Qatargate"
Il nome di Ali al-Tawadi, rappresentante di Doha nel Board of Peace promosso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e' emerso durante l'indagine dello Shin Bet e della polizia israeliana nel caso Qatargate. E' quanto ha rivelato Yedioth Ahronoth. Gli investigatori si sono concentrati su incontri e contatti tra al-Tawadi e personale dell'azienda israeliana di cybersecurity Novard sia prima - nel periodo intorno alla Coppa del Mondo in Qatar - che durante la guerra a Gaza. Lo scandalo del Qatargate riguarda l'accusa che stretti consiglieri del premier Benjamin Netanyahu, cosi' come un ex alto funzionario del Mossad, siano stati pagati da rappresentanti del governo del Qatar, alleato e sostenitore finanziario di Hamas, gia' da anni per promuovere gli interessi di Doha nel Paese.
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.
Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Vai al contenutoPetrolio: prezzi in calo in Asia in vista colloqui Usa-Iran
Prezzi del petrolio in calo sui mercati asiatici in vista del secondo round di colloqui sul nucleare tra Usa e Iran. Sempre oggi riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina, guidati dagli Stati Uniti, sebbene i mercati rimangano scettici su qualsiasi svolta diplomatica a breve termine. Sul fronte dell'offerta, l'Opec+ sta valutando di riprendere gli aumenti della produzione ad aprile, aggiungendo potenzialmente piu' barili a un mercato gia' alle prese con una crescente sovrabbondanza di offerta. I future sul Wti cedono lo 0,60% a 63,41 dollari al barile, quelli sul Brent lo 0,63% a 68,25 dollari.
Trump insiste: "Se l'Iran non fa l'accordo ci saranno conseguenze"
Donald Trump ha avvertito l'Iran che "se non farà l'accordo ci saranno conseguenze". "Sarò coinvolto in quei colloqui, indirettamente", ha detto il presidente americano ai giornalisti a bordo dell'Air Force One a proposito dei negoziati che iniziano oggi a Ginevra. "Vogliono raggiungere un accordo... Non credo che vogliano le conseguenze di un mancato accordo", ha aggiunto Trump.
Iran: "Proteste e slogan contro Khamenei nell'ovest del Paese"
Ieri sera gli abitanti di Abdanan, nella provincia occidentale di Ilam, in Iran, hanno tenuto un raduno in strada scandendo lo slogan 'Morte a Khamenei', in vista delle commemorazioni del 40° giorno in memoria dei manifestanti uccisi, tra cui Alireza Seidi e Yasin Elahi. Lo scrive Iran International. Inoltre le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nel villaggio di Chenar, nella contea di Asadabad, provincia di Hamedan, arrestando centinaia di residenti dopo aver circondato la zona ieri mattina presto, secondo quanto riferito a IranInternational da fonti vicine alla vicenda. Il raid è iniziato intorno alle 4:30 del mattino, coinvolgendo decine di veicoli blindati, oltre a diversi minibus e furgoni, secondo quanto riferito da fonti. Le forze hanno anche dispiegato quattro mitragliatrici pesanti DShK sui tetti di alcune case del villaggio. Le fonti hanno riferito che i residenti arrestati sono stati fatti sfilare per la città a bordo di veicoli dotati di sbarre di sicurezza prima di essere trasferiti alla stazione di polizia di Asadabad.