Unità 8200, chi c’è dietro alcune delle operazioni più sofisticate di Israele
Mondo ©GettyConsiderata il fiore all’occhiello tecnologico dell’intelligence militare dello stato ebraico, l’unità è nata nei primi anni cinquanta del novecento, è parte del Direttorato dell’Intelligence militare israeliana (Aman) ed è specializzata in operazioni cyber, intercettazioni, sorveglianza di massa e cyber war
La guerra tradizionale sembra ormai un lontano miraggio. Nuove armi, nuove strategie militari e nuove tecnologie stanno ridefinendo il modo in cui si combattono i conflitti ed è in questo scenario, caotico e disordinato, che a fare la differenza sul campo sono le unità di intelligence. Oggi nella penisola arabica, un po’ per effetto a catena, un po’ a causa delle risorse naturali e strategiche che i paesi conservano, continuano a moltiplicarsi gli scenari di guerra: dalla Palestina all’Iran. Tra le unità che si celano dietro molte delle operazioni israeliane condotte negli ultimi anni - tra cui anche l'uccisione il 28 febbraio della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei - c'è la 8200. Quando è nata e come si è evoluta?
L’Unità 8200: cuore pulsante dello sviluppo tecnologico israeliano nelle guerre cibernetiche
I servizi segreti per loro natura operano nell’ombra ed è per questo che risulta difficile capire come o dove agiscono. Nel corso degli anni, tuttavia, si sono moltiplicate le inchieste su come operano le unita d’élite israeliane e tra queste non è passata inosservata la 8200. Considerata il fiore all’occhiello tecnologico dell’intelligence militare dello stato ebraico, l’unità è nata nei primi anni cinquanta del novecento, è parte del Direttorato dell’Intelligence militare israeliana (Aman) ed è specializzata in operazioni cyber, intercettazioni, sorveglianza di massa e cyber war. Nel corso dei decenni la sezione ha attraversato una profonda metamorfosi. Dall’essere una “struttura di ascolto” con il compito di raccogliere informazioni e passarle alle varie agenzie operative, è diventata un’unità in grado di controllare operazioni offensive anche grazie alla continua formazione dei soldati attivi di età compresa tra i 18 e i 21 anni. Tra le operazioni legate alla 8200 degli ultimi anni: la creazione di Stuxnet, un malware che tra il 2009 e il 2010 sabotò le centrifughe nucleari iraniane di Natanz mettendo in ginocchio le infrastrutture iraniane e il coinvolgimento nell’attacco del settembre del 2024 in Libano con l’esplosione coordinata dei dispositivi cercapersone di Hezbollah che provocò oltre 2000 feriti e 11 vittime.
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Chi fa parte dell'Unità 8200
Secondo quanto riportato da Grey Dynamics, società di intelligence con sede a Londra che ha una rete di analisti, ricercatori e investigatori in tutto il mondo, la sezione è costituita in gran parte da giovani militari e la guida della brigata durante il mandato è tutelata dal segreto di stato. L’unità, altamente complessa, permette alle nuove reclute di specializzarsi in sezioni diversificate. Ad oggi 8200 è considerato un serbatoio di talenti che ha formato professionisti che hanno dato vita a realtà di rilievo globale: dall'NSO Group, noto per lo spyware Pegasus, a Cellebrite, specializzata nell'estrazione di dati da dispositivi mobili, fino a CheckPoint, Waze e Wiz. Il risultato di questo flusso continuo di competenze verso il settore privato ha contribuito in misura determinante a fare di Tel Aviv uno dei principali hub mondiali della cybersecurity. Le nuove reclute vengono selezionate nelle migliori università israeliane e statunitensi attraverso la stessa unità o su base volontaria e i selezionati prestano servizio militare all’interno del gruppo.
Dietro l’uccisione della Guida Suprema dell’Iran c’è anche l’Unità 8200
Per monitorare ogni mossa e localizzare ogni spostamento della Guida Suprema - secondo quanto ha riportato il Financial Times - l’intelligence dello stato ebraico ha studiato per mesi un'operazione complessa in coordinamento con gli Stati Uniti. Ad aprire la strada, violando le telecamere del traffico di Teheran, il Mossad che è riuscito ad individuare almeno una telecamera puntata sull'area di sosta abituale del convoglio blindato della scorta dell’ayatollah. Qui è entrata in gioco l'Unità 8200 che attraverso algoritmi di intelligenza artificiale ha elaborato le informazioni raccolte per ricostruire le routine della sicurezza della Guida Suprema costruendo quello che nel gergo d'intelligence viene definito uno "schema di vita". Come ha dichiarato un funzionario israeliano al Financial Times, la conoscenza di Teheran era talmente approfondita da rendere immediatamente riconoscibile qualsiasi anomalia nel territorio.
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Come l’intelligenza artificiale cambia le sorti della guerra
In generale, l'intelligenza artificiale sviluppata dall'Unità 8200 è studiata per permeare trasversalmente l'apparato di sicurezza israeliano. Un caso esemplare in questo senso è l'Iron Dome, il sistema di difesa antimissilistica che ha integrato l'AI per affinare le proprie prestazioni e ampliare la capacità di rilevamento delle minacce. Sulla stessa linea si inserisce l'adozione dei missili autonomi Harpy e Harop, sistemi d'arma in grado di identificare autonomamente i bersagli, pianificare la traiettoria d'attacco ed eseguirla senza intervento umano. Nei conflitti tra stati, l'intelligenza artificiale trova un'applicazione sempre più estesa nell'ambito della cosiddetta cyber warfare — ovvero quella forma di conflitto militare che si combatte nello spazio digitale. A differenza dello spionaggio, che ha come obiettivo primario la raccolta di informazioni, la guerra cibernetica si concretizza in attacchi mirati contro infrastrutture e sistemi informatici.