Morte di Khamenei, la Russia perde un altro alleato chiave: dopo Bashar al-Assad e Maduro
MondoDopo l'uscita di scena del leader siriano e dell'ex presidente venezuelano, Putin ha assistito ancora alla perdita di un altro alleato fondamentale. Il leader russo ha elogiato Khamenei definendolo "uno statista eccezionale" e ha specificato che il suo "assassinio" è stato "condotto in una cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale"
Con la morte della Guida Suprema dell'Iran Ali Khamenei, ucciso durante l'attacco a Teheran di Stati Uniti e Israele, la Russia perde un altro alleato chiave. Teheran ha rappresentato uno dei più stretti sostenitori di Mosca fin dall'inizio dell'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Dopo l'uscita di scena del leader siriano Bashar al-Assad e dell'ex presidente venezuelano Nicolas Maduro, Putin ha assistito di nuovo alla perdita di un altro alleato fondamentale. A seguito della conferma della morte della guida suprema dell'Iran, il Cremlino ha pubblicato un messaggio di condoglianze che Putin ha inviato alla controparte iraniana Massoud Pezeshkian. Il leader russo ha elogiato Khamenei definendolo "uno statista eccezionale" e ha specificato che il suo "assassinio" è stato "condotto in una cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale" (SEGUI TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SUL LIVEBLOG).
La posizione di Putin sull'Iran
Nel 2025, Putin aveva dichiarato di "non voler nemmeno discutere" l'idea che Israele potesse assassinare Khamenei. Durante i recenti attacchi di Usa e Israele a Teheran, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha telefonato al suo omologo russo Serghei Lavrov, il quale ha condannato l'operazione promettendo la disponibilità della Russia "a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull'equilibrio degli interessi". Mosca però non avrebbe menzionato alcun aiuto militare, nonostante un trattato di partenariato strategico volto a rafforzare i legami, anche in materia militare, firmato da entrambi i Paesi nel 2025. "Vladimir Putin si troverà in una posizione difficile", ha detto Aleksander Baunov, analista russo del Carnegie Center. "Per due volte in due mesi, Putin non è riuscito a svolgere il ruolo di salvatore, almeno della vita di un dittatore alleato. E l'assassino è il suo amico Trump", ha ribadito Baunov.
Le conseguenze per la Russia
Oltre alla perdita dell'alleato Khamenei, le conseguenze per Mosca del conflitto in corso in Iran sono difficili da valutare. Il parlamentare russo Anatoly Wasserman, intervistato dal quotidiano Moskovsky Komsomolets, ha suggerito che, a breve termine, la guerra potrebbe “avvantaggiare la Russia se portasse a un forte aumento dei prezzi del petrolio, incrementando così le entrate chiave per le casse statali che finanziano l'invasione dell'Ucraina”. A lungo termine, Wasserman ha previsto "gravi problemi" per Stati Uniti e Israele se le autorità iraniane "resisteranno" agli attacchi.
La posizione dell'Ucraina
Sul fronte ucraino invece Kiev, che ha ripetutamente accusato l'Iran di aver fornito a Mosca armi, tra cui i droni Shahed e i missili a corto raggio, ha accolto positivamente la notizia della morte di Khamenei, definendola un “segnale del declino dell'influenza russa”. "La Russia non è un alleato affidabile nemmeno per coloro che fanno molto affidamento su di essa", ha dichiarato sui social media il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga. "Il domino dei dittatori deposti deve continuare e la caduta di Putin un giorno è inevitabile", ha ribadito.