Venezuela, attesa per Alberto Trentini. Trump riceve petrolieri alla Casa Bianca

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"Saranno gli Usa a decidere quali compagnie lavoreranno nel Paese" ha detto il presidente Usa durante l'incontro a cui partecipa anche l'ad di Eni De Scalzi. Il governo di Caracas ha liberato di diversi detenuti stranieri: la speranza è che sia rilasciato anche il nostro connazionale Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni

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Il presidente Usa Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca i rappresentanti delle compagnie petrolifere. "Saranno gli Usa - ha dichiarato durante l'incontro - a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela". 

In precedenza Trump ha annunciato di aver annullato una seconda ondata di attacchi sul Venezuela grazie alla collaborazione mostrata dal nuovo governo di Caracas. "Gli Stati Uniti e il Venezuela stanno lavorando bene insieme, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione", ha spiegato il presidente.

Il traballante regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati c'è quello dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista e politico Biagio Pilieri: una svolta che riaccende le speranze per Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas, e per gli altri connazionali reclusi nel paese sudamericano, come il commercialista piemontese Mario Burlò.

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Trump: 'Garanzie a compagnie in Venezuela'. Attesa per Trentini

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Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?

Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e incertezza.

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Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.

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Descalzi a Trump, 'Eni pronta ad investire in Venezuela

"Eni è pronta ad investire in Venezuela". Lo ha detto l'amministratore delegato della compagnia Claudio Descalzi a Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca. "Abbiamo 500 persone nel Paese. Siamo pronti a investire nel Paese e lavorare con le compagnie americane", ha aggiunto l'ad di Eni. 

Trump: "Prenderemo la Groenlandia con le buone o con le cattive"

Donald Trump insiste che gli Stati Uniti prenderanno la Groenlandia "con le buone o con le cattive". "Non vogliamo la Cina o la Russia come vicini", ha aggiunto. "Al momento non parlo di soldi per la Groenlandia, ma potrei. Faremo qualcosa che gli piaccia o meno, perché se non lo facciamo la Russia o la Cina prenderanno il controllo", ha detto ancora dicendo di essere un "grande fan della Danimarca". 

Venezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa

Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore in ambienti molto complessi.

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Trump: "Sei mesi fa dissi a vp Chevron 'aspetta e vedrai' "

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato di aver detto al vicepresidente di Chevron, Mark Nelson, sei mesi fa che ci sarebbero state buone notizie per le compagnie petrolifere americane in Venezuela. "Gli dissi di aspettare, che sarebbero successe cose e tu saresti stato molto felice", ha detto rivolgendosi a Nelson, presente alla conferenza stampa in corso alla Casa Bianca. Trump ha dichiarato per settimane che l'attacco al Venezuela sarebbe stato condotto per fermare il flusso di stupefacenti negli Stati Uniti. 

Chi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro Maduro

Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.

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Venezuela: anche Descalzi all'incontro Trump con le big oil alla Casa Bianca

Anche l'ad di Eni, Claudio Descalzi è presente all'incontro alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. All'incontro oltre al numero uno del gruppo energetico italiano sono presenti i principali player Usa tra i quali Chevron, Exxon, ConocoPhillips e Halliburton.

Trump, Cina e Russia possono comprare il petrolio dagli Usa

 "Cina e Russia possono comprare il petrolio" dagli Stati Uniti. Lo ha detto Donald Trump durante l'incontro con le compagnie petrolifere alla Casa Bianca. "Siamo pronti a fare business", ha detto ancora il presidente americano.

Venezuela, un 92enne sarà il giudice di Maduro

A presiedere al processo contro l’ormai ex presidente venezuelano sarà Alvin Hellerstein, volto noto della magistratura federale. Maduro e la moglie Cilia Flores dovranno rispondere di quattro capi di accusa tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina e possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi.

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Trump: "Gli Usa decideranno quali compagnie lavoreranno in Venezuela"

Donald Trump ha detto ai petrolieri riuniti alla Casa Bianca che saranno gli "Stati Uniti a decidere quali compagnie potranno lavorare in Venezuela". 

Le mani americane sul petrolio venezuelano: chi vince e chi perde

Gli Stati Uniti puntano a dominare le risorse, con Chevron pronta a sfruttare la situazione. Un blocco navale e rigide restrizioni bloccano gli altri attori stranieri, mentre le infrastrutture del Paese richiedono investimenti miliardari. In gioco c’è il controllo delle più grandi riserve mondiali di greggio

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Venezuela, liberati gli italiani Gasperin e Pilieri. Attesa per Trentini e Burlò: chi sono

Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.

Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

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Venezuela, il ministro degli Esteri riceve l'ambasciatore russo

"Abbiamo ricevuto l'ambasciatore russo nel nostro Paese, Sergey Melik-Bagdasarov. Durante questo incontro, abbiamo ricevuto un rinnovato messaggio di solidarietà e sostegno da parte del Governo russo al popolo e al Governo venezuelani, che stanno attualmente affrontando il rapimento del Presidente Costituzionale Nicolás Maduro Moros e della First Lady Cilia Flores, a seguito di un'aggressione militare illegale e ingiustificata che ha causato la morte di oltre cento civili e militari". Così il governo venezuelano riferisce oggi dell'incontro avvenuto oggi a Caracas tra il ministro degli Esteri, Yván Gil, e il rappresentante di Mosca nel Paese caraibico. "Abbiamo concordato sull'importanza di difendere congiuntamente il dialogo, la diplomazia e il rispetto delle norme internazionali e della sovranità delle nazioni come unici modi per promuovere relazioni bilaterali e internazionali costruttive. Continuiamo a lavorare sull'agenda di cooperazione tra i nostri due Paesi", conclude la nota. 

Delcy Rodríguez esclude un viaggio all'estero

"Non è previsto che la presidente ad interim Delcy Rodríguez realizzi prossimamente alcun viaggio all'estero". E' quanto si legge in una nota del governo venezuelano pubblicata su Telegram. "Siamo concentrati come governo nell'agenda interna per garantire al nostro popolo il suo diritto alla pace e alla stabilità", conclude la nota. Rodríguez aveva ricevuto ieri un invito formale da parte del presidente colombiano Gustavo Petro per un incontro a Bogotá per discutere sull'avvio di un processo di transizione democratica in Venezuela. 

Card. Porras: "Sollievo liberazione prigionieri politici"

"Abbiamo ricevuto con grande sollievo la notizia della liberazione di un gruppo di persone da El Helicoide. Che il loro ricongiungimento con i propri cari sia un balsamo che guarisca le ferite e apra nuovi orizzonti. Preghiamo per tutti loro e speriamo in altre buone notizie. Dio li benedica". Così il cardinale Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, commenta su X la liberazione di "un numero significativo" di prigionieri politici reclusi nel carcere El Helicoide da parte del governo ad interim venezuelano.

Trump: "Oggi con le compagnie parleremo del petrolio del Venezuela"

"Le più grandi compagnie petrolifere del mondo si riuniranno alla Casa Bianca alle 14.30 (le 20.30 in Italia). Tutti vogliono esserci. È un peccato che la nuova sala da ballo non sia ancora pronta, perché altrimenti sarebbe gremita". Lo ha scritto Donald Trump su Truth. "Ci scusiamo con quelle che non potremo ricevere oggi, ma il segretario all'Energia Chris Wright e il segretario degli Interni Doug Burgum le incontreranno nel corso della prossima settimana", ha aggiunto il presidente precisando che "l'incontro di oggi sarà quasi esclusivamente dedicato al petrolio venezuelano e sul nostro rapporto a lungo termine con il Venezuela, la sua sicurezza e il suo popolo. "Un fattore molto importante in questo contesto sarà la riduzione dei prezzi del petrolio per i cittadini americani. Inoltre, e forse ancora più importante, si discuterà del blocco del traffico di droga e dell'ingresso di criminali negli Stati Uniti", ha concluso il tycoon. 

Sanchez: "Vogliamo accompagnare Venezuela in transizione dialogata"

"Spagna sostiene una transizione pacifica, dialogata e democratica in Venezuela, guidata dagli stessi venezuelani. Vogliamo accompagnare il paese in questa nuova tappa e contribuire ad avvicinare posizione". E' il messaggio trasmesso dal premier spagnolo Pedro Sanchez, in colloqui telefonici avuti oggi con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, e il leader dell'opposizione Edmundo Gonzalez Urrutia, dei quali ha dato notizia lo stesso capo del governo in un post su X. "L'America Latina sa di contare sul sostegno della Spagna, come ho ripetuto questa settimana ai presidenti di Brasile, Cile, Colombia, Guatemala, Messico e Uruguay", aggiunge Sanchez nel testo, diffuso nel giorno dell'arrivo a Madrid di cinque spagnoli liberati dalle autorità di Caracas, dopo la rimozione di Nicolas Maduro - una settimana fa - da parte delle forze statunitensi. Il messaggio segue il comunicato diffuso da Edmundo Gonzalez Urrutia a seguito del colloquio con Sanchez, in cui il leader dell'opposizione venezuelana, esiliato in Spagna, ha chiesto che sia riconosciuta la sua vittoria alle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024. Al premier spagnolo, Gonzalez Urrutia ha "manifestato che la liberazione dei detenuti politici venezuelani non può essere selettiva e inoltre deve essere verificata, senza dubbio, la piena e incondizionata libertà", ha successivamente scritto in un post sullo stesso social il leader dell'opposizione. "La comunità internazionale - e Spagna in particolare - sa bene la differenza tra gesti tattici e impegni reali per la democrazia e lo Stato di diritto", ha aggiunto. "Venezuela ha bisogno di una transizione reale e per questo devono ottenere la libertà tutti i detenuti politici, con la fine della persecuzione, disarmo dei gruppi parastatali e rispetto della volontà popolare manifestata il 28 luglio", ha concluso Gonzalez Urrutia nel messaggio.

Sanchez: "Spero di poter ridurre distanza tra governo e opposizione"

Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha espresso la speranza di poter "ridurre la distanza" tra la presidente venezuelana ad interim, Delcy Rodríguez, e l’opposizione guidata da Edmundo González Urrutia, in esilio a Madrid, dopo i colloqui avuti con entrambi i leader. "Vogliamo accompagnare il Paese in questa nuova fase e contribuire a ridurre la distanza: è il messaggio che ho trasmesso a Delcy Rodríguez ed Edmundo González Urrutia", ha scritto Sánchez su X. 

Cardinale Porras: "Sollievo per la liberazione di alcuni prigionieri"

"Abbiamo ricevuto con grande sollievo la notizia della liberazione di un gruppo di persone da El Helicoide. Che il loro ricongiungimento con i propri cari sia un balsamo che guarisca le ferite e apra nuovi orizzonti. Preghiamo per tutti loro e speriamo in altre buone notizie". Lo scrive su X il cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo emerito di Caracas.

Wp: "Vaticano esortò gli Usa a via d'uscita per Maduro, Russia pronta"

Alla vigilia di Natale il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha convocato d'urgenza Brian Burch, l'ambasciatore americano presso la Santa Sede, per chiedere chiarimenti sui piani degli Stati Uniti per il Venezuela. Pur concedendo che Nicolas Maduro doveva andarsene, Parolin ha esortato gli Stati Uniti a offrirgli una via d'uscita, spiegando a Burch che la Russia era pronta a garantirgli l'asilo ed esortando gli Stati Uniti ad avere pazienza. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali per giorni Parolin ha cercato di mettersi in contatto con il Segretario di Stato Marco Rubio nel tentativo di scongiurare spargimenti di sangue. "E' deludente vedere che siano state divulgate parti di una conversazione riservata che non riflettono accuratamente il contenuto della conversazione avvenuta nel periodo natalizio", ha detto l'ufficio stampa del Vaticano al Washington Post.

Petro invita Rodriguez ad "agire insieme" contro narcotrafficanti

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha esortato il Venezuela a combattere insieme i trafficanti di droga che operano lungo il confine tra i due Paesi, a seguito di minacce Usa riguardo a ulteriori azioni armate nella regione. "Ho invitato l'attuale presidente del Venezuela ad agire insieme a noi su questo punto", ha scritto in un post sui social, invitando Delcy Rodriguez a cooperare affinché le bande della droga siano "sconfitte dalle nostre nazioni in unità".

Governo: "Colloqui esplorativi per ristabilire relazioni con Usa"

Il Venezuela ha reso noto di essere impegnato in colloqui "esplorativi" con gli Stati Uniti per ristabilire le relazioni diplomatiche, interrotte nel 2019 sotto la presidenza di Nicolás Maduro. Il governo della nuova presidente ad interim Delcy Rodríguez ha confermato che diplomatici statunitensi si sono recati a Caracas per discutere della possibile riapertura dell’ambasciata Usa.

Le autorità venezuelane hanno inoltre reso noto che, in risposta, invieranno una delegazione a Washington.

Rubio sente Albares: "Assicurare una giusta transizione del potere"

Marco Rubio ha parlato con il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares per discutere "le operazioni anti-droga degli Stati Uniti nei Caraibi e la necessità di garantire una adeguata e giusta transizione di potere in Venezuela". Il dipartimento di Stato americano rende noto il primo contatto tra il segretario di Stato Usa e il governo spagnolo dopo il raid americano che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro, che Madrid ha condannato come una violazione del diritto internazionale. 

Albares da parte sua su X ha affermato di aver avuto "un colloquio con il segretario Rubio sulla situazione in Venezuela", ribadendo che "la Spagna è impegnata a sostegno del popolo venezuelano in questa nuova tappa". Il ministro degli Esteri spagnolo ha aggiunto che con Rubio ha discusso anche di Ucraina e Gaza, dopo che il presidente del governo, Pedro Sanchez, ha espresso la volontà di dispiegare truppe spagnole in entrambi gli scenari una volta che si sarà raggiunto un accordo tra le parti e saranno cessate le ostilità. 

Governo Venezuela conferma: "Delegazione Usa arrivata a Caracas"

Il governo venezuelano della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha confermato l'arrivo a Caracas di una delegazione del Dipartimento di Stato Usa con l'obiettivo di "realizzare valutazioni tecniche e logistiche inerenti le funzioni diplomatiche". E' quanto si legge in un comunicato dove si afferma inoltre che "allo stesso modo una delegazione di diplomatici venezuelani verrà inviata negli Stati Uniti per realizzare un lavoro analogo". Il comunicato ribadisce che il Venezuela ritiene di essere "vittima di un'aggressione" ma conclude che Caracas "affronterà questa aggressione attraverso la via diplomatica". 

Tajani: "Prigionieri italiani in Venezuela? Al lavoro perché escano tutti"

"Stiamo lavorando perché possano essere liberati tutti" i prigionieri politici italiani in Venezuela. "Ho parlato con il primo, che è stato liberato, questo pomeriggio. Ha ringraziato il governo e la nostra diplomazia per tutto quello che ha fatto. Adesso speriamo che ne escano il più possibile". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della messa in memoria delle vittime di Crans-Montana nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma, rispondendo a una domanda sulla liberazione dei prigionieri politici italiani in Venezuela. 

Tajani: "Lavoriamo liberare tutti prigionieri italiani"

"Stiamo lavorando perché possano essere liberati tutti i prigionieri italiani in Venezuela", conferma Antonio Tajani. "Ho parlato con il primo, che è stato liberato oggi pomeriggio. Era al nostro consolato, è in buone condizioni. Ho ringraziato la nostra diplomazia per quello che ha fatto. Adesso speriamo che ne escano il più possibile", aggiunge il ministro degli Esteri, lasciando la basilica dove si è tenuta la Messa in ricordo delle sei vittime italiane della strage di Crans-Montana.

Venezuela: Tajani, ‘stiamo lavorando perché vengano liberati tutti i prigionieri italiani’

“Stiamo lavorando perché possano essere liberati tutti” i prigionieri italiani in Venezuela. “Ho parlato con il primo che è stato liberato oggi pomeriggio, era al nostro consolato, è in buone condizioni, ho ringraziato la nostra diplomazia per quello che ha fatto. Adesso speriamo che ne escano il più possibile“. Lo dice Antonio Tajani, ministro degli Esteri, lasciando la basilica dove si è tenuta la messa in ricordo delle sei vittime italiane della strage di Crans-Montana, in Svizzera.  

Funzionari del Dipartimento di Stato Usa a Caracas, prima visita

Alcuni funzionari del Dipartimento di Stato Usa sono a Caracas nella prima visita in Venezuela da quando è stato catturato Nicolas Maduro. Lo riporta Cnn citando alcune fonti, sottolineando che la visita si inserisce nel quadro della possibile riapertura dell'ambasciata americana. I funzionari della divisione per il Venezuela del Dipartimento di stato e l'ambasciatore americano ad interim in Colombia, Joh McNamara, sono arrivati a Caracas per una "valutazione preliminare in vista di una potenziale ripresa graduale delle attività".

Un aereo del Dipartimento di Stato Usa atterrato oggi a Caracas

Un aereo del Dipartimento di Stato Usa siglato 'State69' e con matricola N569AW è atterrato oggi a Caracas alle 9.30 del mattino (ora locale) secondo quanto figura dal sito FlightRadar24. L'apparecchio, un bimotore a elica modello De Havilland Canada Dash 8-300 era proveniente dall'aeroporto di Willemstad, nell'isola di Curaçao, a soli 46 minuti di volo. Il registro di volo del velivolo segnala che lo State69 era arrivato a sua volta a Curaçao giovedì proveniente da Miami. L'arrivo di una delegazione ufficiale Usa in Venezuela non è stata comunicata da Washington e non si conosce quindi lo scopo della missione. 

Colloquio Tajani-Pilieri: "Vittoria dell'Italia"

"Ho appena parlato al telefono con Biagio Pilieri, italiano detenuto in Venezuela che è stato liberato stanotte. E' in buone condizioni ed è già assistito dalla nostra sede diplomatica a Caracas. E' uno dei quattro detenuti di cui avevo espressamente fatto menzione al Segretario di Stato Rubio. L'ennesima vittoria diplomatica dell'Italia. Un lavoro costante e silenzioso sempre a tutela dei nostri concittadini. Oggi è un bel giorno per la famiglia e gli amici di Biagio. Un segnale positivo dalla Presidente Delcy Rodriguez. Continuiamo a lavorare per la liberazione di tutti gli altri prigionieri italiani". Lo scrive il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani

Gonzalez Urrutia su rilascio detenuti: "Vicino a ogni famiglia che attende chiamata"

L'ex candidato presidenziale venezuelano e leader dell'opposizione Edmundo González Urrutia ha celebrato il rilascio di prigionieri in Venezuela in un momento - ha scritto su X - in cui sono necessarie "compattezza e moderazione". 

"Sono profondamente felice di vedere l'abbraccio di coloro che sono già stati riuniti e sostengo con rispetto e vicinanza coloro che continuano ad aspettare", ha dichiarato González, fuggito in Spagna dopo la repressione delle proteste seguite alla controversa vittoria elettorale di Nicolas Maduro nel luglio 2024.  

Dalla Spagna, González ha aggiunto nel suo messaggio che il suo "abbraccio" è "con ogni famiglia in attesa di una chiamata". "Non vogliamo voci o illazioni. Vogliamo stare con i nostri cari, abbracciarli e vivere quel momento quando arriverà".

Tajani: "Parlato con Pilieri, da Rodriguez segnale positivo"

"Ho appena parlato al telefono con Biagio Pilieri, italiano detenuto in Venezuela che è stato liberato stanotte. È in buone condizioni ed è già assistito dalla nostra sede diplomatica a Caracas". E' quanto scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che il connazionale scarcerato in Venezuela "è uno dei 4 detenuti di cui avevo espressamente fatto menzione al Segretario di Stato Rubio". 

"L’ennesima vittoria diplomatica dell’Italia - prosegue il ministro degli Esteri - Un lavoro costante e silenzioso sempre a tutela dei nostri concittadini. Oggi è un bel giorno per la famiglia e gli amici di Biagio. Un segnale positivo dalla Presidente Delcy Rodríguez. Continuiamo - conclude Tajani - a lavorare per la liberazione di tutti gli altri prigionieri italiani". 

Usa confermano sequestro petroliera "fantasma" Olina

Le autorità statunitensi hanno confermato di aver sequestrato un'altra petroliera partita dal Venezuela, la quinta operazione militare di questo tipo condotta da Washington, che sta mantenendo una forte pressione su Caracas imponendo con fermezza un blocco alle esportazioni di petrolio venezuelano. La Olina è stata sequestrata "stamattina presto" dalla Guardia Costiera statunitense in "acque internazionali del Mar dei Caraibi" poiché "era partita dal Venezuela cercando di eludere le forze statunitensi", ha scritto Kristi Noem, segretario per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, su X. "Le flotte fantasma non sfuggiranno alla giustizia; non si nasconderanno dietro false dichiarazioni di nazionalita'", ha aggiunto Noem.

Ong Caracas: "Finora liberati solo 10 detenuti, non ci sono liste" (2)

Alvarado rimane in attesa di novità fuori da El Helicoide, il centro di detenzione e tortura nel centro della capitale Caracas diventato un vero e proprio simbolo della repressione chavista. Ma come lui, a causa dell'assenza di una lista ufficiale delle persone che verranno rilasciate, sono centinaia i familiari e attivisti in veglia in queste ore alle porte delle carceri di tutto il Paese nella speranza di ricongiungersi con i loro cari. Tra i pochi rilasciati figurano la nota avvocata e attivista dissidente Rocío San Miguel, gia partita per Madrid insieme ad altri quattro cittadini spagnoli rilasciati, secondo quanto ha annunciato il governo di Pedro Sánchez. Liberati anche l'ex candidato presidenziale di centro-sinistra Enrique Márquez e l'ex deputato e giornalista italo-venezuelano Biaggio Pillieri, vicino a María Corina Machado, mentre nell'assenza assoluta di informazioni ufficiali permane l'attesa di novità anche su un eventuale rilascio dell'operatore umanitario Alberto Trentini, rinchiuso nel carcere di El Rodeo I da oltre un anno. 

Madrid: "I cinque spagnoli liberati a Caracas giunti in Spagna"

"Sono già in Spagna i 5 connazionali liberati ieri in Venezuela. Hanno potuto ricongiungersi, finalmente, con i loro familiari e amici. Spero di vederli presto e auguro loro di recuperare rapidamente la normalità delle loro vite". Con questo messaggio su X il ministro spagnolo degli Esteri José Manuel Albares ha celebrato l'arrivo a Madrid dopo le 13:30 dei 5 detenuti politici iberici rilasciati ieri dalle autorità di Caracas e che hanno già lasciato l'aeroporto madrileno di Barajas, evitando la folla di conoscenti e venezuelani rimasta in attesa per ore della loro uscita, inizialmente prevista al Terminal 4. "Non sono più nel terminal. Restiamo con la voglia di riceverli qui, ma siamo contenti per la liberazione dei detenuti", ha dichiarato ai media Sergio Contreras, il portavoce di Rocio San Miguel, nota attivista e avvocato con cittadinanza ispano-venezuelana, fra i 5 spagnoli liberati, assieme con José Maria Basoa, Andres Martinez Adasme, Miguel Moreno Dapena ed Ernesto Gorbe Cardona. San Miguel, esperta militare, docente all'Università centrale del Venezuela e direttrice della Ong Control Ciudadano, era stata arrestata nel febbraio 2024 con la falsa accusa di coinvolgimento in un presunto complotto della Cia per assassinare Nicolas Maduro mossa dal regime di Caracas, che le aveva negato l'assistenza di un legale. "Diciotto ore fa era in un centro di tortura, ora hanno restrizioni per rilasciare dichiarazioni", ha spiegato il portavoce. "Deve adattarsi di nuovo alla libertà perché è stata sottoposta a trattamenti degradanti", ha aggiunto. Ieri le autorità di Caracas hanno annunciato il rilascio di "numerosi" detenuti politici, anche se finora sono in tutto una decina le persone liberate, fra cui gli italiani Biagio Pilieri e Luigi Gasparin. 

Tra i detenuti in Venezuela anche un militare italo-venezuelano

Tra le persone di origine italiana detenute in carcere in Venezuela c'è anche un militare dell'esercito venezuelano: si chiama Anderson Daniel Farnetano, è italo-venezuelano e ha 27 anni. Di padre italiano (originario di Camerota, nel Salernitano) e madre venezuelana, Farnetano è in carcere dal 2019 ed è stato condannato a 22 anni per ribellione civile e associazione per delinquere. Il giovane si trova rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde, struttura più volte segnalata dalle organizzazioni per i diritti umani. La sua posizione resta aperta insieme a quella di altre venti persone di origine italiana ancora private della libertà, nonostante il recente rilascio di alcuni detenuti. L'arresto risale al 30 aprile 2019, durante la cosiddetta "Operación Libertad". Secondo i familiari, il giovane stava svolgendo un servizio di ordine pubblico senza che si verificassero scontri. Il giorno successivo si presentò spontaneamente con il padre nella sede di un comando militare, venendo sottoposto a fermo. Il processo, a giudizio di familiari e amici, si sarebbe svolto senza rispetto dei diritti della difesa. Il padre, Delfino José Farnetano, rimasto in Italia fino a poche settimane fa, è recentemente rientrato in Venezuela per seguire da vicino la situazione del figlio e sollecitarne la liberazione. 

Venezuela, trasporto aereo verso la normalità a Caracas

Con l'annuncio della ripresa delle operazioni da parte della compagnia panamense Copa Airlines, prevista per martedì prossimo, la capitale venezuelana Caracas inizia a recuperare la normalità anche a livello di connettività aerea. Copa, uno dei principali operatori nella regione e nel collegamento del Venezuela con il resto del continente, ha annunciato la ripresa dei voli valutando "un miglioramento delle condizioni operative dello spazio aereo" presso l'aeroporto internazionale di Maiquetía, principale scalo del Paese a situato a 40 km dalla capitale. Nel contesto di una persistente tensione per la presenza di velivoli militari statunitensi nella regione Copa aveva ad ogni modo già ripreso le operazioni da Maracaibo, ma la ripresa dei voli da Caracas segna una svolta per la connettività del Paese dopo le gravi restrizioni imposte dagli Usa già dal mese di dicembre. Secondo quanto riferiscono le autorità del governo diverse aziende stanno valutando la possibilità di riprendere le attività. 

Usa confermano sequestro petroliera Olina nel Mar dei Caraibi

Lo United States Southern Command (Southcom) ha confermato il sequestro della petroliera Olina battente bandiera del Timor Est e che potrebbe essere coinvolta nel trasporto di petrolio venezuelano soggetto a sanzioni. "Ancora una volta, questa mattina le nostre forze congiunte hanno inviato un messaggio chiaro: 'non esiste un rifugio sicuro per i criminali' - ha scritto il Comando su X - In un'operazione condotta prima dell'alba, i marines e i marinai della Joint Task Force Southern Spear, in coordinamento con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, sono partiti dalla Uss Gerald R. Ford e hanno catturato senza incidenti la motonave/petroliera Olina nel Mar dei Caraibi".

"L'operazione Southern Spear del Dipartimento della Guerra è risoluta nella sua missione di difendere la nostra patria ponendo fine alle attività illecite e ripristinando la sicurezza nell'emisfero occidentale", ha concluso. 

Ong Caracas: "Finora liberati solo 10 detenuti, non ci sono liste"

Sono solo 10, tra venezuelani e stranieri, i detenuti liberati dalla carceri dopo l'annuncio del governo venezuelano. Lo denuncia l'ong venezuelana Giustizia, Incontro e Perdono parlando di circa mille prigionieri che dovrebbero essere rilasciati. "La mancanza di trasparenza delle autorità, che non hanno pubblicato ufficialmente un elenco delle persone che saranno liberate, costituisce un ulteriore maltrattamento delle famiglie", ha dichiarato all'ANSA Marino Alvarado, avvocato e difensore dei diritti umani. Attivisti, consultati dall'ANSA, stimano che il processo di rilascio sarà graduale e continuerà nel fine settimana. 

Zangrillo: "Il rilascio dei detenuti in Venezuela sia il primo passo"

"L'avvio della liberazione dei detenuti politici in Venezuela è un segnale che va nella direzione giusta verso il ritorno al rispetto dei fondamentali diritti civili e la pacificazione. È un evento che riguarda anche cittadini italiani, ingiustamente privati della libertà". Lo afferma in una nota il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che aggiunge: "Con l'augurio e la speranza che il rilascio, tra gli altri, dei nostri compatrioti Gasperin e Pilieri sia il primo passo di un percorso costruttivo, finalizzato alla progressiva scarcerazione di chiunque sia ancora detenuto ingiustamente. Come sottolineato da Papa Leone XIV, è fondamentale che si rispettino le volontà del popolo venezuelano e i diritti umani".

Svizzera, minuto di silenzio nazionale per Crans-Montana

La Svizzera ha osservato un minuto di silenzio a livello nazionale per ricordare le vittime del mortale inferno nel bar della stazione sciistica di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 40 persone e ne sono rimaste ferite altre 116. Il silenzio è stato seguito dal suono delle campane delle chiese di tutto il Paese per cinque minuti, all'inizio di una cerimonia nazionale di commemorazione a Martigny, nella Svizzera sud-occidentale.

Mattarella: "Italia intera tra angoscia e speranza"

Il Presidente della Repubblica ha voluto fare tappa all'ospedale di Zurigo - per poi spostarsi in aereo a Ginevra e proseguire in auto sino a Martigny per la cerimonia in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana - per incontrare i familiari dei due ragazzi ricoverati, e si è poi intrattenuto con i medici, ringraziandoli insieme al personale della Protezione Civile. Ai medici Mattarella ha detto: "Sono venuto qui per ringraziarvi e per tramettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell'Italia intera, coinvolta nell'angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi".

Meloni: "Scarcerazione Gasperin non ancora eseguita"

"A quello che ci risulta è che ci sia un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito anche nei confronti di Luigi Gasperin". Lo ha affermato la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno. Meloni saluta invece "con gioia la liberazione di Biagio Pilieri" dalle carceri venezuelane.

Comitato Nobel, premio Machado a Trump? "Non può essere trasferito ad altri"

Un Premio Nobel non può essere 'trasferito'. A puntualizzarlo è da Oslo il Comitato norvegese che nomina il vincitore del Premio per la Pace, dopo che la leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado si era offerta di "condividere" o anche "offrire " il prestigioso riconoscimento di cui è stata insignita a Donald Trump, a seguito dell'operazione militare statunitense in Venezuela che si è conclusa con la cattura di Nicolas Maduro. "Sarebbe un grande onore", aveva commentato Trump, che sperava lui di essere insignito del riconoscimento. 

"Un Premio Nobel non può essere revocato o trasferito a qualcun altro", ha dichiarato il portavoce dell'Istituto Nobel Erik Aasheim parlando con l'AFP. "Una volta che l'annuncio dei vincitori è avvenuto, la decisione rimane per sempre", ha aggiunto, specificando che il vincitore è libero di fare ciò che vuole con il premio in denaro.

Meloni: "Non concordo con Trump su tante cose e glielo dico.Ue e Nato le direttrici"

Con "Trump su tante cose non sono d'accordo, io penso ad esempio che il diritto internazionale vada difeso e quando saltano le regole siamo tutti molto più esposti. Quando non sono d'accordo lo dico a lui. Se parlaste con miei partner lo sapreste molto bene anche voi. All'Italia cosa si sta chiedendo? Di prendere le distanze dagli Usa? Questa è geopolitica e quando in geopolitica si prendono posizioni poi si è conseguenti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno. Meloni ha ricordato il discorso del presidente Mattarella e le "direttrici" da lui indicate: "l'Ue e l'alleanza atlantica. Io cerco luci e non ombre nei rapporti con gli alleati". Per Meloni "bisogna rafforzare l'appartenenza atlantica. Quale sarebbe  l'alternativa? Prendere le distanze cosa significa: assaltare i  McDonald, uscire dalla Nato, chiudere le basi americane?  Non sono  d'accordo con tutti i miei partner. Con Trump sono stato d'accordo sul  Venezuela ma non sulla Groenlandia. Si chiama difendere il proprio  interesse nazionale, perché gli interessi nazionali non si sovrappongono  perfettamente".

Ue: "Non dobbiamo scegliere tra Groenlandia e Ucraina"

"Non sono d'accordo sul fatto che dobbiamo dare priorita' a uno di questi obiettivi", ovvero l'integrita' territoriale della Groenlandia e il sostegno Usa per l'Ucraina. Lo ha dichiarato la portavoce aggiunta della Commissione europea, Arianna Podesta', nel briefing quotidiano con la stampa. "Queste due cose non sono paragonabili; oppure, per adattare una citazione di Scott Fitzgerald, possiamo tenere due pensieri contemporaneamente e questi non sono mutuamente esclusivi", ha aggiunto la portavoce per gli Affari esteri, Anitta Hipper. "Un primo punto riguarda la Groenlandia, su cui abbiamo chiarito molto bene la nostra posizione. La Groenlandia fa parte del regno di Danimarca ed e' anche una priorita' fondamentale per l'Unione europea. Negli ultimi giorni abbiamo ribadito la posizione secondo cui l'integrita' territoriale e la sovranita' sono principi fondamentali del diritto internazionale. E questi principi sono essenziali non solo per l'Ue, ma per le nazioni di tutto il mondo", ha affermato. "La stessa visione si applica ovviamente all'Ucraina. Abbiamo gli Stati Uniti continuamente impegnati negli sforzi di pace per una pace duratura. Abbiamo inoltre accolto con favore gli sforzi degli Stati Uniti nel guidare questi colloqui con la Russia", ha concluso la portavoce.

Trentini, Meloni: "Lavoriamo su tutti i canali". VIDEO

"Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da  400 giorni, e come sappiamo non è l'unico. Lo abbiamo fatto e lo  continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e  di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non  potrà riabbracciare suo figlio". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. "E' molto doloro non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei". 

Trentini, Meloni: 'Lavoriamo su tutti i canali'

Trentini, Meloni: 'Lavoriamo su tutti i canali'

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Venezuela, Meloni: "Si finge di non vedere condizione povertà popolo"

''Mi pare che non si abbia contezza o si finga di non vedere quale sia  condizione in cui versa il popolo venezuelano, sperando che la  situazione possa migliorare con la presidente Rodriguez. C'è  oggettivamente una condizione di povertà". Lo ha detto la premier  Giorgia Meloni in una conferenza stampa di inizio anno rispondendo a chi  gli chiedeva un giudizio sulle manifestazioni delle Cgil dopo l'arresto  di Maduro.

Informativa di Tajani il 13 a Montecitorio su Crans-Montana e Venezuela

Nella seduta di martedì 13 gennaio, dalle ore 15.30, nell'Aula di Montecitorio, le informative urgenti del Governo, con la partecipazione del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, sui tragici fatti occorsi a Crans-Montana e sui più recenti sviluppi della situazione in Venezuela.         L'appuntamento viene trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare della Camera anche nella traduzione della lingua dei segni (lis).      Lo rende noto la Camera dei Deputati.

Venezuela, Meloni: "Sinistra sempre da parte sbagliata storia"

"Mi pare che si finga di non vedere la condizione del popolo venezuelano. Mi ha fatto specie, vedendo la mobilitazione sindacale, pensando a un Paese dove lo stipendio e' di 160 dollari e i ragazzi vanno a scuola due giorni a settimana. Siamo in un mondo nel quale la sinistra vive da sempre, quello in cui la realta' si piega all'ideologia. E' surreale che dei sindacalisti italiani dicano ai venezuelani cosa significa essere venezuelani". A dirlo e' Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno. "Dei giudizi della sinistra che riesce sempre ad essere dalla parte sbagliata della storia, non mi interessa", conclude la presidente del Consiglio.

Groenlandia, Berlino: "Vige diritto internazionale, non la legge del più forte"

Dure critiche dal vicecancelliere tedesco, Lars Klingbeil, per le  ripetute minacce degli Stati Uniti di annettere la Groenlandia. "Vige il  diritto internazionale. La legge secondo cui solo il più forte  sopravvive non può applicarsi qui. Ed è per questo che la Danimarca ha  la nostra piena solidarietà e lo faremo presente chiaramente agli Stati  Uniti in ogni occasione", ha dichiarato Klingbeil durante una riunione  dei parlamentari del suo partito socialdemocratico, Spd, al governo con i  conservatori della Cdu e Csu. I  socialdemocratici hanno affrontato il tema delle relazioni  internazionali, che, secondo Klingbeil, stanno attraversando "drammatici  sconvolgimenti". Le relazioni transatlantiche, che sono sempre state  parte integrante della politica estera e di sicurezza, si stanno  "disintegrando", ha affermato. La conseguenza deve essere che l'Europa  presti particolare attenzione alla propria sovranità, ha sottolineato.

Venezuela: domani sit-in a Palermo contro "escalation bellica"

Mobilitazione domani a Palermo "contro guerra e riarmo e in solidarieta' con tutti i popoli oppressi". Domani, alle 10, il Coordinamento per la pace e contro il riarmo di Palermo sara' in presidio in piazza Verdi. Interverranno esponenti della societa' civile e delle comunita' straniere. Il coordinamento invita cittadini, realta' associative, le formazioni sociali e la societa' civile ad aderire e partecipare. "Condanniamo con fermezza l'estensione della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra Stati e l'ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall'attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela e dal rapimento del suo presidente, Nicolas Maduro, e dei suoi familiari. Si tratta - scrive il coordinamento - di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranita' dei popoli, per la quale non esistono giustificazioni". Il coordinamento condanna al contempo "l'atteggiamento di assoggettamento del governo che ha avallato e giustificato un atto di pirateria internazionale, ponendo il nostro Paese tra quelli complici della distruzione del diritto internazionale e delle istituzioni che lo regolano. Chiediamo che l'Onu intervenga e che il governo italiano e l'Unione europea condannino l'aggressione e si impegnino per un cessate il fuoco e nel far pervenire soccorsi alla popolazione civile coinvolta".

Meloni: "Entro gennaio dalla Farnesina la strategia italiana sull'Artico"

"Entro la fine del mese il ministero degli Esteri presenterà una strategia italiana sull'Artico, perché anche noi capiamo quanto sia strategico e importante oggi occuparsi di questa area del mondo. Stiamo facendo la nostra parte". Così la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.     Ha aggiunto che "il ministro Tajani e il ministero degli Affari esteri, che ringrazio, presenteranno i contenuti di questa strategia, ma chiaramente l'obiettivo è preservare l'area artica come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le imprese che volessero investire lì e favorire la ricerca".

Meloni: "Non credo in azione militare Usa in Groenaldia e non la condividerei"

"Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno". "L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l''amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l'attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. E' un'area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere". Così la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno. "Quando questa eventualità (un attacco degli Usa alla Groelandia, ndr) dovesse avvenire, ne parleremo. L'Europa è stata immediata nella risposta quando si è alzata la tensione. Penso che il dibattito non coinvolga solo l'Europa ma la Nato, credo siano chiare a tutti le implicazioni sull'Alleanza atlantica su un'eventualità che comunque non credo realistica. Dopodicché l'Europa deve continuare a lavorare in ambito Nato per una maggiore presenza della Nato nell'area artica. E' quello che c'è scritto nello statement dei leader europei e nei documenti della Nato e su cui sta lavorando il governo italiano, e non da ora", ha ancora detto la premier.

Papa: "Rispettare la volontà del popolo del Venezuela"

Il Papa, nel discorso al corpo diplomatico, ha citato la situazione del Venezuela, "in seguito ai recenti sviluppi. Rinnovo, al riguardo, l'appello a rispettare la volontà del popolo venezuelano e ad impegnarsi per la tutela dei diritti umani e civili di ognuno e per l'edificazione di un futuro di stabilità e di concordia, trovando ispirazione nell'esempio dei suoi due figli che ho avuto la gioia di canonizzare nell'ottobre scorso, José Gregorio Hernández e Suor Carmen Rendiles, per costruire una società fondata sulla giustizia, sulla verità, sulla libertà e sulla fraternità e così risollevarsi dalla grave crisi che affligge il Paese da molti anni", ha sottolineato Leone XIV.

Meloni: "Gratitudine a Caracas per avvio liberazione detenuti politici2

"Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas. In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione". Così la premier Giorgia Meloni in una nota. 

Meloni: "Auspico relazioni costruttive con Rodriguez"

"Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodriguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

Trump: "Caracas collabora, annullato nuovo attacco"

Donald Trump ha annullato una seconda ondata di attacchi sul Venezuela grazie alla collaborazione mostrata dal nuovo governo di Caracas. "Gli Stati Uniti e il Venezuela stanno lavorando bene insieme, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione" ha aggiunto il presidente. "Grazie a questa cooperazione, ho annullato la seconda ondata di attacchi precedentemente prevista, che a quanto pare non sarà necessaria". Tuttavia, ha avvertito il Presidente in un post su Truth, "tutte le navi rimarranno al loro posto per motivi di sicurezza". 

Trump: "Liberazione prigionieri segnale importante"

La liberazione dei detenuti politici in Venezuela è un "importante segnale" di apertura. Lo ha scritto Donald Trump su Truth. E' un segno di "ricerca della pace", un "gesto molto importante e intelligente". 

Medvedev: "Il rapimento di Maduro una catastrofe nelle relazioni internazionali"

Il "rapimento sfacciato" del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli americani è "una catastrofe nel campo delle relazioni internazionali". Lo afferma Dmitry Medvedev, il vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ed ex presidente russo. Di fronte alle politiche di Donald Trump, aggiunge Medvedev in un messaggio su Telegram, le élite americane, "sia repubblicane che democratiche", dovrebbero "riconoscere la legittimità delle azioni della Russia nell'operazione militare speciale" in Ucraina. Ma secondo Medvedev, la politica delle sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia "continuerà in ogni caso", perché Mosca non accoglierà le richieste di fare compromessi sulle garanzie di sicurezza e sui territori in Ucraina che "sono assolutamente inaccettabili". "Non è piacevole, niente di nuovo, ma resisteremo anche questa volta", conclude l'ex presidente russo. 

Cardinale Porras: "Speriamo in altre liberazioni"

“Abbiamo ricevuto con grande sollievo la notizia della liberazione di un gruppo di persone da El Helicoide. Che il loro ricongiungimento con i propri cari sia un balsamo che guarisca le ferite e apra nuovi orizzonti. Preghiamo per tutti loro e speriamo in altre buone notizie. Dio li benedica”. Così il card. Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, commenta su X la liberazione di alcuni prigionieri politici reclusi nel carcere El Helicoide da parte del governo ad interim venezuelano. Nella lista ci sono alcuni nomi di italiani, alcuni già liberati. Si spera anche nella liberazione del cooperante Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni senza una accusa specifica. 

Venezuela, liberati gli italiani Gasperin e Pilieri. Attesa per Trentini e Burlò: chi sono

Il regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo nella speranza di incassare una legittimazione: la liberazione di "un numero importante" di prigionieri politici, inclusi cittadini stranieri. Ed è un annuncio che riguarda anche l'Italia, perché tra i nomi dei rilasciati ci sono quelli dell'imprenditore Luigi Gasperin e del giornalista Biagio Pilieri. Si continua intanto a sperare per gli altri 26 italiani, alcuni dei quali con doppia nazionalità, costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all'attività professionale o all'espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro: fra loro ci sono il cooperante Alberto Trentini e il commercialista piemontese Mario Burlò.

Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

Venezuela, chi sono gli italiani liberati e quelli ancora in carcere

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Pechino: "Resteremo comunque al fianco di Caracas"

Pechino resterà al fianco di Caracas, indipendentemente da ciò che accade in Venezuela. Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito che continuerà a sostenere il Paese nella difesa della sua sovranità e sicurezza nazionale. "La Cina continuerà a sostenere fermamente il Venezuela nella salvaguardia della sua sovranità, dignità e sicurezza nazionale, indipendentemente dall'evoluzione della situazione politica", ha dichiarato il portavoce capo Mao Ning in una conferenza stampa. Pechino ha mantenuto una comunicazione e una cooperazione "solide" con il governo venezuelano e che il suo Paese "è profondamente impegnato ad approfondire la cooperazione pratica e a promuovere lo sviluppo comune". Il gigante asiatico, che ha mantenuto strette relazioni con Caracas negli ultimi anni, ha condannato fermamente l'intervento degli Stati Uniti in Venezuela e ha chiesto il rilascio dell'ex presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, Cilia Flores,  arrestati sabato scorso e trasferiti a New York. 

Trump: "Usa guadagneranno una grossa somma dalla vendita del petrolio"

Gli Stati Uniti guadagneranno una grossa somma dalla vendita del petrolio venezuelano. Lo ha detto a Fox News il presidente degli Stati Uniti Donald Trump: "Stiamo prendendo miliardi e miliardi di dollari di petrolio", ha aggiunto. "Saranno trilioni di dollari, ma resteremo lì finché non avremo rimesso in sesto il Paese". Trump ha anche detto che si aspetta che le compagnie petrolifere statunitensi ricostruiscano l'industria petrolifera venezuelana. Secondo i media, la Casa Bianca sta cercando di ampliare un incontro con i dirigenti delle compagnie petrolifere previsto oggi, nonostante lo scetticismo delle principali compagnie petrolifere. 

Trump ha detto ancora che non vede l'ora di "salutare" la leader dell'opposizione venezuelana Maria Corina Machado, che dovrebbe arrivare a Washington la prossima settimana, dopo che il presidente Usa aveva respinto l'opzione di collaborare con la premio Nobel, affermando che "non gode del sostegno né del rispetto all'interno del Paese". Ha inoltre nuovamente escluso la possibilità di elezioni in Venezuela nel prossimo futuro. Ieri, il vicepresidente JD Vance ha affermato che attualmente parte del suo lavoro consiste nel "cercare di garantire la stabilità" nel Paese e assicurarsi che il governo venezuelano ad interim "ascolti effettivamente gli Stati Uniti e faccia ciò che gli Stati Uniti ritengono necessario nell'interesse del nostro Paese".

Venezuela annuncia la liberazione di detenuti stranieri. VIDEO

Madrid: "Volano verso casa i 5 spagnoli liberati in Venezuela"

"Volano verso Spagna i 5 connazionali liberati oggi in Venezuela. Presto saranno a casa con i loro cari. Ho parlato con loro per trasmettergli la mia gioia per la loro liberazione". E' il messaggio su X dal ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, dopo la scarcerazione a Caracas degli spagnoli José Maria Basoa, Andres Martinez Adasme, Miguel Moreno Depena, Ernesto Gorbe Cardona e della ispano-venezuelana Rocio San Miguel. "Ringrazio l'ambasciata di Spagna in Venezuela e tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo possibile", aggiunge Albares nel messaggio. 

La dottrina "Donroe" spiegata da Donald Trump

Donald Trump ha illustrato le basi della cosiddetta 'dottrina Donroe': le linee di politica estera della Casa Bianca ispirate a quelle del presidente Monroe del 1823. "Beh, la chiamano 'Donroe' - io non l'ho chiamata così, ma la chiamano Dottrina Monroe. E ora la chiamano 'Donroe', che fondamentalmente significa sicurezza per questa parte del mondo" ha detto Trump in un'intervista a Fox News, "E sì, intendo dire, è piuttosto semplice: non vogliamo che la droga si riversi nel nostro Paese. Non vogliamo che persone cattive entrino nel nostro Paese, come è successo per quattro anni sotto Biden, che è stato il peggior presidente nella storia del nostro Paese". 

Venezuela: chi è il giornalista Biagio Pilieri

Biagio Pilieri, 60 anni, liberato dopo un anno e 4 mesi di detenzione in Venezuela, e' figlio di siciliani emigrati in Sud America, ha il doppio passaporto italo-venezuelano ed e' un giornalista e politico che si e' battuto negli ultimi anni per denunciare la chiusura di organi di informazione, la censura e altri problemi dell'editoria locale. Pilieri e' anche leader del partito Convergenza, fondato nel 1993. Arrestato a Caracas il 28 agosto 2024, da allora Pilieri e' stato rinchiuso nell'Helicoide, una tra le carceri piu' dure del Venezuela, senza la possibilita' di comunicare con nessuno, con l'accusa di terrorismo e tradimento alla patria.

Trump, attacchi terresti contro i cartelli della droga

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che gli Usa cominceranno attacchi "terrestri" contro i cartelli della droga, dopo aver effettuato nei giorni scontri quelli contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico. "Avvieremo attacchi terrestri contro i cartelli. I cartelli controllano il Messico", ha detto in un'intervista a Fox News. 

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