Il Comando Europeo degli Usa ha annunciato "insieme al Dipartimento di Giustizia e al Dipartimento della Sicurezza Interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, di aver sequestrato la petroliera russa M/V Bella 1 (ora Marinera) per violazioni delle sanzioni statunitensi". Secondo Mosca è un atto "illegale". Il Comando Meridionale Usa ha annunciato anche il sequestro di un'altra petroliera legata al Venezuela, la M/T Sophia
in evidenza
"Le Forze armate britanniche hanno dimostrato competenza e professionalità contribuendo al successo dell'intercettazione statunitense della nave Bella 1 (che poi ha cambiato nome in Marinera), diretta in Russia. L'operazione rientra negli sforzi internazionali per contrastare l'elusione delle sanzioni". Lo ha dichiarato il ministro britannico della Difesa, John Healey, evidenziando come la petroliera battente bandiera russa avesse una "storia nefasta" e facesse "parte di un asse russo-iraniano di elusione delle sanzioni che sta alimentando terrorismo, conflitti e miseria dal Medio Oriente all'Ucraina". Inoltre il Comando Meridionale americano ha annunciato anche il sequestro di un'altra petroliera legata al Venezuela, la M/T Sophia che "operava in acque internazionali e svolgeva attività illecite nel Mar dei Caraibi".
L'abbordaggio della petroliera russa Marinera (ex Bella 1) in alto mare da parte delle forze americane ha violato la Convenzione dell'Onu sulle leggi del mare del 1982, secondo quanto denunciato dal ministero dei Trasporti di Mosca. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.
Gli Stati Uniti hanno per il dopo Maduro in Venezuela un piano in tre fasi, con la prima fase concentrata "sulla stabilizzazione del Paese, non vogliamo che precipiti nel caos". E' quanto ha detto Marco Rubio parlando con i giornalisti al Congresso dopo il briefing con i senatori a cui il piano è stato illustrato nel dettagliato, sottolinea il segretario di Stato americano.
Gli approfondimenti:
- Venezuela, forti esplosioni udite a Caracas: cosa sappiamo
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Venezuela, un 92enne sarà il giudice di Maduro
A presiedere al processo contro l’ormai ex presidente venezuelano sarà Alvin Hellerstein, volto noto della magistratura federale. Maduro e la moglie Cilia Flores dovranno rispondere di quattro capi di accusa tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina e possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi.
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Vai al contenutoUsa, dopo blitz in Venezuela quali sono i fronti aperti per Trump?
Con l’attacco statunitense del 3 gennaio 2026 a Caracas, e la cattura di Maduro e la moglie, Washington ha segnato un cambio di passo nella sua politica estera.
Il presidente americano ha già annunciato l'intenzione di gestire il Venezuela finché non ci sarà una transizione sicura e di voler mettere le mani su quelle che sono le più grandi riserve petrolifere del Paese, senza temere di dispiegare truppe sul terreno. Il tutto in nome di una rispolverata Dottrina Monroe che rivendica l'influenza statunitense nella regione.
Ma ci sono anche altri fronti a cui l’amministrazione Trump presterà attenzione nel breve periodo, da Cuba all’Ucraina, fino alla Groenlandia: ecco quali.
Usa, dopo blitz in Venezuela quali sono i fronti aperti per Trump?
Vai al contenutoChi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro Maduro
Gli Usa potrebbero avere un supertestimone nel processo contro Nicolas Maduro. Si tratta, secondo Newsweek, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell'intelligence militare venezuelana, cacciato da Maduro per tradimento e arrestato poi dagli Usa per un processo nel quale a giugno 2025 si è dichiarato colpevole di reati che prevedono l'ergastolo e sono analoghi a quelli contestati ora al leader venezuelano. È citato nel capo di imputazione e non è ancora stato condannato, segno che i procuratori potrebbero volerlo far testimoniare contro Maduro prima di decidere il suo destino.
Chi è “el Pollo”, il potenziale super testimone contro Maduro
Vai al contenutoVenezuela, cos'è il drone “Bestia di Kandahar” usato dagli Usa
Come riportano alcune testate militari e internazionali, nella missione americana in Venezuela sarebbe stato utilizzato il drone RQ-170 Sentinel, noto anche come la “Bestia di Kandahar”. Progettato dalla Lockheed Martin, l'RQ-170 Sentinel è un aeromobile a pilotaggio remoto in grado di fornire sorveglianza persistente di obiettivi di alto valore in ambienti molto complessi.
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Vai al contenutoPetrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?
Gli Usa, nonostante dispongano di petrolio, ne importano una gran quantità: questo perché quello che producono è il cosiddetto “leggero”, mentre per permettere alle raffinerie di lavorarlo per ottenere benzina serve quello denso.
Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?
Vai al contenutoL'amministrazione Trump ai senatori: "Niente truppe a terra in Venezuela"
L'amministrazione Trump non prevede di dispiegare truppe a terra in Venezuela. Lo hanno detto i funzionari del governo ai senatori americani nel corso di una riunione per aggiornarli sull'operazione in Venezuela. Secondo quanto riportato da Politico, il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth hanno però chiarito che le forze americane resteranno schierate nelle vicinanze del Venezuela a tempo indeterminato per esercitare "pressione" e contribuire alla stabilizzazione dell'area.
Tajani: "Se Rodriguez vorrà dialogare con l'Eni sarà positivo"
"Se il nuovo governo venezuelano, se la nuova presidente vorrà, come ha detto, dialogare con gli Stati Uniti, se vorrà dialogare anche con l'Eni e con le imprese italiane che operano lì, questo sarà certamente un fatto positivo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a 'Cinque minuti' in onda stasera. "Ripeto, prima la stabilità. Quindi facciamo in modo che non ci sia una guerra civile. Mi pare che gli Stati Uniti stiano svolgendo anche questo ruolo e noi abbiamo dato come G7 sostegno a questo. Secondo punto, la crescita economica. Terzo punto, terminata la fase di transizione, arrivare ad elezioni".
Venezuela, Wp: “No di Trump a Machado per aver accettato il Nobel'
Il presidente Usa non sostiene la leader dell'opposizione Maria Corina Machado come leader ad interim del Venezuela a causa del Nobel per la Pace che Trump sosteneva di meritare. A dirlo è il quotidiano americano che cita due fonti vicine alla Casa Bianca.
Venezuela, Wp: “No di Trump a Machado per aver accettato il Nobel'
Vai al contenutoVenezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?
Durante il suo insediamento, il 5 gennaio, Rodriguez ha ribadito che quella degli Stati Uniti è una "aggressione militare illegittima" e che Maduro e sua moglie sono tenuti in ostaggio a New York. Poi ha promulgato il decreto che sancisce lo stato di eccezione in tutto il Paese. Intanto cresce la tensione in Venezuela, tra proteste e incertezza.
Venezuela, Delcy Rodriguez presidente ad interim. Cosa succede ora?
Vai al contenutoLa Groenlandia parteciperà all'incontro fra Rubio e le autorità danesi
Il governo della Groenlandia parteciperà all'incontro fra il segretario di Stato americano Marco Rubio e le autorità danesi. "Niente Groenlandia senza Groenlandia. Ovviamente parteciperemo. Siamo noi ad aver richiesto l'incontro", ha detto il ministro degli esteri di Nuuk Vivian Motzfeldt.
I venezuelani divisi tra sollievo e shock: "Non è un regime change"
Secondo la politologa venezuelana María Isabel Puerta Riera, molti cittadini sono in uno stato di negazione. Alla cattura di Maduro è seguita l’illusione di nuove elezioni, ma Trump le ha escluse. L’operazione Usa, sostiene, non solo non ha nulla a che vedere con un cambio di regime, ma il vero bersaglio è un altro: Cuba.
I venezuelani divisi tra sollievo e shock: 'Non è un regime change'
Vai al contenutoIl Venezuela avvia negoziati con gli Usa sul petrolio
Il Venezuela ha avviato ufficialmente un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio. Lo riferisce un comunicato della compagnia statale Pdvsa, "Questo processo - si legge nella nota - si svolge secondo accordi simili a quelli in vigore con aziende internazionali, come Chevron, e si basa su una transazione strettamente commerciale, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e reciproco vantaggio".
Da Bella 1 a Marinera, il tanker che sfugge alle sanzioni
Circa 333 metri, scafo scuro segnato dal sale e da mani di vernice date in fretta. È la petroliera che da settimane tiene impegnata la Guardia Costiera statunitense tra Caraibi e Atlantico. Su identità e controllo, però, le versioni divergono. Per Washington resta la Bella 1, registrata in Guyana e inserita dal 2024 nella lista delle imbarcazioni sanzionate per il trasporto di petrolio iraniano e per presunti legami con reti di finanziamento del terrorismo: una delle navi della 'flotta ombra' di Putin. Per Mosca, invece, si chiama Marinera e batte bandiera russa, con porto di registrazione a Sochi. La petroliera diventa un caso il 21 dicembre, quando gli Usa tentano di intercettarla mentre è diretta verso il Venezuela per caricare greggio, in violazione del blocco imposto da Trump. E' nel mirino, come tante altre intercettate e sequestrate, della più vasta operazione Southern Spear, lanciata dal tycoon contro il narcotraffico. Ma in quell'occasione l'abbordaggio fallisce e 'Bella 1' la nave prosegue la navigazione. Da quel momento inizia un inseguimento a bassa velocità, fatto di avvicinamenti e bruschi cambi di rotta. E nel tragitto arriva la svolta: l'equipaggio dipinge sulla fiancata una bandiera russa, grezza ma ben visibile e a Capodanno la nave, sfidando una vecchia tradizione marinara, viene formalmente ribattezzata 'Marinera' ed entra nel registro marittimo di Mosca che non perde l'occasione per scendere in mare, ordinando alla sua Marina di scortarla a protezione. Con un dispiegamento che, secondo alcune fonti mai confermate, prevederebbe anche un sottomarino a capacità nucleare. Un restyling non riconosciuto dall'America che continua a cercare nell'Atlantico 'Bella 1'. Per la Guardia costiera Usa, infatti, al momento del primo contatto la petroliera batteva una falsa bandiera nazionale (quella del Guyana) in violazione delle norme internazionali di navigazione. Ribattezzarla non cambia la sostanza. La storia della Bella 1, oggi Marinera, è un esempio concreto di come opera la cosiddetta 'flotta ombra', un sistema di navi che cambiano identità, colori e registri per dribblare sanzioni e vuoti giuridici. Una petroliera oggi vuota, ma capace di scatenare una nuova crisi internazionale.
Petroliera sequestrata, indagato tutto l'equipaggio
Tutti i membri dell'equipaggio della Bella-1, la petroliera sequestrata dalla Guardia Costiera Usa, sono indagati. Lo ha riferito il segretario alla Giustizia degli Stati Uniti, Pam Bondi, su X. "Oggi gli Stati Uniti hanno eseguito un mandato di sequestro per la BELLA 1, una petroliera responsabile di trasportare greggio sanzionato da Venezuela e Iran", è la ricostruzione offerta da Bondi, "la BELLA 1 era stata precedentemente designata dall'Office of Foreign Assets Control per il suo ruolo in una rete di elusione delle sanzioni responsabile del sostegno a organizzazioni terroristiche straniere". "Nonostante i frenetici sforzi per evitare l'arresto, inclusa la fuga dalla Guardia Costiera degli Stati Uniti, la BELLA 1 è stata fermata stamattina senza problemi. A seguito della mancata obbedienza agli ordini della Guardia Costiera, i membri di questa nave sono sotto inchiesta e saranno avviate accuse penali contro tutti i responsabili", ha proseguito Bondi, "il Dipartimento di Giustizia sta monitorando diverse altre navi per azioni di contrasto simili: chiunque si trovi a bordo di qualsiasi nave che non obbedisca alle istruzioni della Guardia Costiera o di altri funzionari federali sarà indagato e perseguito fin dove lo consente la legge".
Crisi Venezuela, Usa sequestrano due petroliere russe. VIDEO
Casa Bianca: "La petroliera sequestrata nell'Atlantico senza bandiera"
Washington ritiene che la petroliera sequestrata dagli Stati Uniti nell'Atlantico del Nord non abbia. Lo dice la portavoce della Casa Bianca, mentre Mosca sostiene di averla temporaneamente autorizzato a navigare sotto bandiera russa. "Si tratta di una nave della flotta fantasma venezuelana che trasportava petrolio soggetto a sanzioni statunitensi. Questa nave è stata dichiarata senza bandiera dopo aver navigato sotto falsa bandiera ed era oggetto di un ordine di sequestro giudiziario. Per questo motivo l'equipaggio sarà perseguito”, ha dichiarato Karoline Leavitt in un briefing con ai giornalisti.
Casa Bianca: "Trump non ha paura di sequestrare ancora petroliere"
Donald Trump “non ha paura” di continuare a sequestrare petroliere soggette a sanzioni, nonostante il rischio di un'escalation delle tensioni con Russia e Cina. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel corso del briefing con i giornalisti, affermando che il presidente "applicherà la nostra politica che è la migliore per gli Stati Uniti: questo significa applicare l'embargo contro tutte le navi della flotta oscura che trasportano illegalmente petrolio”.
Le dichiarazioni di Leavitt sono arrivate poche ore dopo che l'esercito americano ha preso il controllo di due petroliere, tra cui una nave battente bandiera russa che era stata inseguita per più di due settimane. La portavoce ha poi minimizzato il rischio che questo possa scatenare un conflitto tra Stati Uniti e Russia, sostenendo che Trump mantiene buoni rapporti con il presidente russo Vladimir Putin. "Credo che questi rapporti personali continueranno”, ha assicurato, aggiungendo che Trump ha chiarito che il sequestro delle petroliere soggette a sanzioni è "la politica di questa amministrazione, e lui non ha paura di attuarla".
Venezuela, Schumer: "Molte domande senza risposta"
"Ci sono molte domande senza risposta, spero che potremo ottenere alcune risposte". E' quanto ha dichiarato Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato, prima dell'inizio del briefing classificato per tutti i senatori sull'operazione Absolute Resolve in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolas Maduro. In una seduta ovviamente a porte chiuse hanno risposto alle domande dei senatori il segretario di Stato, Marco Rubio, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Dan Caine, insieme al direttore della Cia, John Ratcliffe e l'attorney general Pam Bondi.
Rubio: "Il dopo Maduro in 3 fasi: stabilizzazione, ripresa e transizione"
Gli Stati Uniti hanno per il dopo Maduro in Venezuela un piano in tre fasi, con la prima fase concentrata "sulla stabilizzazione del Paese, non vogliamo che precipiti nel caos". E' quanto ha detto Marco Rubio parlando con i giornalisti al Congresso dopo il briefing con i senatori a cui il piano è stato illustrato nel dettagliato, sottolinea il segretario di Stato americano.
La stabilizzazione comprende anche una "quarantena" per il petrolio venezuelano, ha aggiunto Rubio riferendosi al piano, già annunciato da Donald Trump, della consegna da parte di Caracas di 30-50 milioni di barili di greggio agli Usa che ne gestiranno la vendita. Il ricavato, ha affermato ancora Rubio, "sarà gestito in modo che noi controlleremo come si distribuisce in modo che vada a beneficio del popolo venezuelano".
"La seconda fase sarà quella che noi chiamiamo la ripresa - ha continuato il segretario di Stato - e assicurerà che le società americane, occidentali e altre potranno avere accesso al mercato venezuelano in modo equo". Dal punto di vista politico, avverrà una fase di riconciliazione con il governo venezuelano, che da sabato è guidato da Delcy Rodriguez, che era la vice di Nicolas Maduro fino al momento della cattura del leader di Caracas da parte degli Usa, che assicurerà "l'amnistia e la scarcerazione delle forze di opposizione". "La terza fase sarà ovviamente quella della transizione - ha concluso Rubio - noi sentiamo che andremo avanti in modo molto positivo".
La Casa Bianca: "Trump sta discutendo l'acquisto della Groenlandia"
"La prima opzione di Trump sulla Groenlandia è sempre la diplomazia, per questo sta attivamente discutendo l'acquisto" dell'isola. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Venezuela, Trump si riserva il diritto di usare i militari
La Casa Bianca non ha escluso l'invio di soldati americani in Venezuela per proteggere le compagnie petrolifere statunitensi e le altre compagnie da eventuali attacchi. "Il presidente (Donald Trump, ndr) si riserva il diritto di usare i militari se necessario, non è qualcosa che lui vuole fare. La diplomazia è sempre la prima opzione", ha detto la portavoce Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti.

©Ansa
Casa Bianca: "Equipaggio della petroliera soggetto a procedimento penale"
L'equipaggio della petroliera sequestrata dagli Usa è ora soggetto a procedimenti penali: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Katerine Leavitt nel briefing con i giornalisti.
La Casa Bianca: "Dettiamo noi le decisioni del governo venezuelano"
"Continuiamo ad essere in contatto con il governo ad interim del Venezuela e le loro decisioni continueranno ad essere dettate dagli Stati Uniti". Lo ha dettola portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un briefing con la stampa.
Rubio: "Abbiamo un piano per il dopo Maduro, non stiamo improvvisando"
Gli Stati Uniti hanno un piano preciso per il dopo Maduro in Venezuela. E' quanto ha rivendicato Marco Rubio, affermando, con i giornalisti al Congresso, che "abbiamo illustrato ampiamente nei dettagli questo piano" nel briefing a porte chiuse che oggi il segretario di Stato e altri componenti della squadra di sicurezza di Donald Trump hanno avuto con i senatori, alcuni dei quali nei giorni scorsi hanno criticato il modo in cui l'amministrazione Trump ha condotto l'operazione in Venezuela.
"Lo abbiamo descritto a loro, perché non stiamo improvvisando", ha aggiunto Rubio.
Rubio: "Caracas collabora con gli Usa sulle petroliere sequestrate"
Marco Rubio ha detto che il governo venezuelano sta collaborando sulla vicenda delle due petroliere sequestrate dagli Stati Uniti. Vogliono che il carico di petrolio a bordo "faccia parte dell'accordo", ha spiegato il segretario di Stato americano a Capitol Hill.
Media: "Gli Usa revocheranno selettivamente sanzioni per vendere il petrolio di Caracas"
Le sanzioni degli Usa contro il Venezuela saranno revocate selettivamente per consentire il trasporto e la vendita del petrolio sui mercati globali: lo riferisce Cnbc citando fonti Usa.
Rubio: "Incontrerò le autorità della Danimarca la prossima settimana"
Il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato un incontro con le autorità della Danimarca la prossima settimana per discutere delle tensioni relative alla Groenlandia dopo le minacce di Donald Trump.
Media: "Trump incontra major petrolifere Usa venerdì per investimenti in Venezuela"
Il presidente Donald Trump incontrerà i dirigenti delle compagnie petrolifere statunitensi venerdì, in vista degli investimenti che ha auspicato da parte di Big Oil in Venezuela dopo la cattura di Maduro. Lo riferisce Fox News. Chevron è l'unica grande compagnia petrolifera statunitense attualmente operativa nei giacimenti petroliferi del Venezuela, sebbene Exxon Mobil e ConocoPhillips fossero importanti produttori prima che i loro progetti venissero nazionalizzati due decenni fa.
Venezuela, Rubio a Congresso: "Primo passo stabilizzare il Paese"
Il "primo passo" per gli Stati Uniti è "stabilizzare il Venezuela". E' quanto ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio durante l'incontro con i vertici del Congresso.

©Ansa
Usa, sostegno dai senatori dem al Senato al sequestro della nave russa
La senatrice Jeanne Shaheen del New Hampshire, la principale esponente democratica della Commissione Affari esteri del Senato, ha dichiarato di sostenere gli sforzi degli Stati Uniti per sequestrare la petroliera battente bandiera russa nell'Oceano Atlantico. "Penso che la Russia stia giocando con la flotta ombra e quindi non sono contraria a sequestrare quella nave e a rendere difficile per la Russia ottenere il petrolio che in realtà sta prendendo a prezzi inferiori a quelli di mercato", ha dichiarato Shaheen alla Cnn.
Mosca: "Gli Usa non impediscano il rimpatrio dei russi a bordo della Marinera"
Mosca chiede agli Usa di "non impedire il rapido ritorno" in patria del personale russo a bordo della nave Marinera (ex Bella 1), abbordata oggi dalle forze americane. Lo ha detto il ministero degli Esteri, citato dalle agenzie russe. "In considerazione delle informazioni relative alla presenza di cittadini russi nell'equipaggio, chiediamo alla parte americana di garantire loro un trattamento umano e dignitoso, di rispettare scrupolosamente i loro diritti e interessi e non impedire il loro rapido ritorno in patria", ha affermato la diplomazia russa, secondo l'agenzia Ria Novosti.
La Russia chiede agli Usa il rapido rilascio dell'equipaggio della Marinera
La Russia ha chiesto agli Stati Uniti di garantire il "rapido rientro" dei membri dell'equipaggio russo a bordo della nave Marinera, sequestrata nel Nord Atlantico nell'ambito del blocco statunitense contro le petroliere collegate al Venezuela. "Chiediamo che gli Stati Uniti garantiscano loro un trattamento umano e dignitoso, rispettino scrupolosamente i loro diritti e interessi e non ostacolino il loro rapido rientro in patria", ha dichiarato il Ministero degli Esteri russo, come riportato dall'agenzia di stampa Tass, senza specificare quanti russi siano a bordo.
Gb: "Fornito supporto al sequestro della petroliera russa"
Il ministero della Difesa britannico ha confermato di avere contribuito al sequestro della petroliera Marinera, o Bella1. "Il Regno Unito ha fornito supporto agli Stati Uniti, su loro richiesta per bloccare la nave Bella 1", si legge in un comunicato ufficiale. "Le forze armate del Regno Unito hanno dato supporto operativo pre-pianificato, compresa la base" per l'operazione "tra Regno Unito e Islanda e Groenlandia", con sorveglianza aerea della Raf. " Questa azione faceva parte degli sforzi globali per reprimere l'aggiramento delle sanzioni", ha dichiarato il ministro della Difesa, John Healey. "Questa nave, con una storia nefasta, fa parte di un asse russo-iraniano di evasione delle sanzioni che sta alimentando il terrorismo, il conflitto e la miseria dal Medio Oriente all'Ucraina", ha assicurato. "Gli Stati Uniti sono il partner di difesa e sicurezza più stretto del Regno Unito", ha sottolineato, e l'operazione di oggi "mostra quanto bene il rapporto funzioni nella pratica".
Il futuro del Venezuela, che cosa dicono i mercati predittivi?
Sulla piattaforma che ha fatto fare profitti straordinari a chi aveva previsto la deposizione del presidente venezuelano sono presenti numerose "scommesse" sul destino del Paese sudamericano dopo l'intervento Usa. Vediamole
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Vai al contenutoUsa: "Controlleremo il petrolio venezuelano a tempo indefinito"
Il segretario Usa all'Energia, Chris Wright, ha annunciato che Washington controllerà le vendite di petrolio venezuelano "a tempo indefinito", un giorno dopo che Donald Trump ha riferito che i leader ad interim del Venezuela hanno accettato una commercializzazione del greggio gestita dagli Stati Uniti per 30-50 milioni di barili. "Ci occuperemo della vendita del greggio che esce dal Venezuela, innanzitutto di questo petrolio immagazzinato che si è accumulato, e poi, a tempo indefinito, in futuro, venderemo sul mercato la produzione che proviene dal Venezuela", ha affermato Wright durante un evento sull'energia a Miami.
Mosca: "Illegale l'abbordaggio della Marinera da parte delle forze Usa"
L'abbordaggio della petroliera russa Marinera (ex Bella 1) in alto mare da parte delle forze americane ha violato la Convenzione dell'Onu sulle leggi del mare del 1982, secondo quanto denunciato dal ministero dei Trasporti di Mosca. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. "Il 24 dicembre 2025 - scrive il ministero russo sul suo canale Telegram - la nave Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo di navigazione sotto la bandiera di Stato della Federazione Russa, rilasciato in base alla legislazione russa e alle norme del diritto internazionale. Oggi in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato, le forze navali statunitensi sono sbarcate sulla nave e la comunicazione con essa è stata interrotta". "In conformità con le norme della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 - sottolinea ancora il ministero dei Trasporti russo - nelle acque in alto mare vige un regime di libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro navi debitamente registrate nelle giurisdizioni di altri Stati".
Mariela Magallanes: "Da 26 anni attendiamo che torni la democrazia in Venezuela". VIDEO
Venezuela, Hegseth: "Il blocco alle navi flotta ombra continuerà"
Gli Usa continueranno a dare la caccia alle navi che trasportano illegalmente petrolio venezuelano. Lo ha assicurato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, su X. "Gli Stati Uniti continuano a imporre il blocco a tutte le navi della 'flotta ombra' che trasportano illegalmente petrolio venezuelano per finanziare attività illecite, derubando il popolo venezuelano", ha scritto. "Sarà consentito solo il commercio di energia legittimo e legale, come stabilito dagli Stati Uniti", ha aggiunto.
Usa: "La petroliera 'Bella' sequestrata per violazione delle sanzioni"
Il Comando Europeo degli Stati Uniti ha annunciato su X che, "insieme al Dipartimento di Giustizia e al Dipartimento della Sicurezza Interna, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, di aver sequestrato la M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni statunitensi". "L'imbarcazione - prosegue il post - è stata sequestrata nell'Atlantico settentrionale in base a un mandato emesso da un tribunale federale degli Stati Uniti, dopo essere stata tracciata dalla Uscgc Munro, unità della Guardia Costiera degli Stati Uniti". E ancora: "Questo sequestro - spiega il comando europeo degli Stati Uniti - dà attuazione alla proclamazione del presidente degli Stati Uniti che prende di mira le navi sanzionate che minacciano la sicurezza e la stabilità dell'Emisfero Occidentale. L'operazione è stata condotta dalle componenti del Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs) con il supporto del Dipartimento della Difesa, dimostrando un approccio integrato di tutto il governo per la protezione del territorio nazionale".
Gli Usa sequestrano un'altra petroliera, Sophia nei Caraibi
Il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha annunciato su X il sequestro di un'altra petroliera legata al Venezuela. "In un'operazione all'alba di questa mattina, il dipartimento della Difesa, in coordinamento con il dipartimento per la Sicurezza Interna, ha fermato una petroliera senza bandiera e soggetta a sanzioni, appartenente alla cosiddetta 'flotta oscura'", si legge nel post. "La nave intercettata, la M/T Sophia, operava in acque internazionali e svolgeva attività illecite nel Mar dei Caraibi. La Guardia Costiera americana la sta scortando negli Stati Uniti", aggiunge il comando meridionale.
Venezuela, l'esercito Usa conferma sequestro petroliera Marinera
"Il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, in coordinamento con il Dipartimento della Difesa, hanno annunciato il sequestro della nave Bella 1 (ora diventata Marinera, ndr) per violazioni delle sanzioni statunitensi". Lo ha confermato su X il Comando europeo degli Stati Uniti, con quartier generale a Stoccarda.
Secondo quanto riferito, la nave - battente bandiera russa - è stata intercettata nell'Atlantico settentrionale sulla base di un mandato emesso da un tribunale federale degli Stati Uniti, dopo essere stata rintracciata dalla Munro, un'imbarcazione della Guardia Costiera americana. "L'operazione - evidenzia il Comando - sostiene la proclamazione del presidente Trump che mira a colpire le imbarcazioni sanzionate considerate una minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'emisfero occidentale".
Pentagono: "Il blocco del petrolio sanzionato del Venezuela in vigore ovunque"
"Il blocco del petrolio venezuelano sanzionato e illecito rimane in vigore, ovunque nel mondo". Lo afferma il capo del Pentagono Pete Hegseth, allegando al suo tweet su X il post del US European Command in cui si annuncia il sequestro di una petroliera nel nord dell'Atlantico.
Venezuela, l'esperto: far 'ripartire' Paese è operazione complessa
"La caduta di Maduro ad opera degli Stati Uniti e i seguenti commenti di Trump circa altri potenziali target creano preoccupazioni per l’aumento delle tensioni geopolitiche in questo inizio del 2026. Al di là dei commenti di Trump, 'far ripartire' il Venezuela è un’operazione complessa dopo oltre un decennio di mancati investimenti e con una quota rilevante della forza lavoro specializzata del settore petrolifero ormai fuori dal Paese. È inoltre significativo che la prima dichiarazione chiara di Trump sia che gli Stati Uniti gestiranno la transizione venezuelana, con il supporto della seconda linea dei chavisti ancora al governo, mentre María Corina Machado ed Edmundo González, vincitori di fatto delle ultime elezioni secondo l’opposizione e gli osservatori internazionali, sono già stati messi da parte". Così Mauro Ratto, co-founder e co-chief investment officer di Plenisfer Investments Sgr, Società di gestione del risparmio.
"Per riavviare il Venezuela, l’amministrazione, l’esercito e l’intelligence devono essere tutti coinvolti. La logica di questa operazione -spiega Ratto- è molto semplice: il petrolio e il controllo di un territorio strategico in una regione considerata dagli Stati Uniti come la propria area di influenza strategica naturale, spesso definita in termini colloquiali come il loro 'cortile di casa'. Il prossimo passo potrebbe essere Cuba, con avvertimenti chiari già inviati a Messico e Brasile. Sarebbe razionale intervenire in Colombia? Considerato che le prossime elezioni con ogni probabilità determineranno un cambio di maggioranza, con l’ascesa dei conservatori al posto di Petro, un approccio attendista dovrebbe risultare sufficiente, evitando qualsiasi intervento diretto in un Paese che rimane un partner stretto degli Stati Uniti in Sud America", spiega ancora.
"In definitiva, si tratta di un modo -spiega ancora- per riaffermare il ruolo indiscusso dell’America nella regione. In positivo, questo è favorevole alla nostra esposizione ai titoli distressed di Pdvsa, la società petrolifera di Stato. Le aspettative di un’ulteriore ripresa dei corsi obbligazionari si basano sul rilancio della produzione petrolifera e sul raggiungimento di livelli significativamente superiori a quelli attuali. L’economia venezuelana si è contratta in modo rilevante dopo il 2013 quando la produzione di petrolio è crollata; oggi la produzione è intorno a 1 milione di barili al giorno contro circa 3 milioni di barili al giorno nel picco pre-crisi. Per tornare ai livelli di picco saranno necessari anni di investimenti", continua ancora.
Times: aereo spia Gb ha dato supporto agli Usa in sequestro petroliera
Un aereo spia britannico della Royal Air Force (Raf) avrebbe fornito supporto all'operazione statunitense che ha portato al sequestro della petroliera Marinera, battente bandiera russa, nel Nord Atlantico. Lo rivela il Times, citando alcuni siti per il tracciamento dei voli. Il velivolo è stato localizzato a sud delle Isole Faroe dopo aver operato a lungo con il transponder spento. L'aereo Poseidon della Raf ha volato nell'area della missione prima di dirigersi verso la costa orientale della Scozia. Secondo il giornale ci sarebbe quindi un coinvolgimento del Regno Unito nell'operazione.
Media: gli Usa hanno sequestrato la petroliera Marinera
La petroliera Marinera è stata messa in sicurezza ed è sotto la custodia degli Stati Uniti, secondo quanto dichiarato da un funzionario americano a Nbc News. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna americano ha guidato l'operazione con il supporto militare statunitense. Attualmente, a bordo sono presenti funzionari delle forze dell'ordine statunitensi, ha affermato il funzionario.
"Usa tentano sequestro della petroliera nell'Atlantico, navi russe nelle vicinanze"
Gli Stati Uniti stanno tentando di sequestrare la petroliera legata al Venezuela originariamente nota come Bella-1 e ribattezzata Marinera, dopo un inseguimento durato oltre due settimane attraverso l'Atlantico. Lo scrive Reuters sul suo sito, citando due funzionari statunitensi. Il sequestro, che potrebbe alimentare le tensioni con Mosca, giunge dopo che la petroliera è riuscita a superare un "blocco" marittimo Usa di petroliere e ha respinto i tentativi della Guardia Costiera Usa di abbordarla. Navi militari russe, secondo le stesse fonti, si trovavano nelle vicinanze al momento dell'operazione, incluso un sottomarino russo. L’unità ha cambiato bandiera adottando quella russa e avrebbe dipinto il tricolore sullo scafo per evitare un possibile abbordaggio. In passato la petroliera aveva eluso il "blocco" statunitense contro le navi sanzionate e aveva respinto un precedente tentativo di ispezione al largo del Venezuela. Secondo società specializzate in monitoraggio navale e oil tracking, come Windward, la Marinera avrebbe trasportato greggio venezuelano ed è sospettata da Washington di violare il regime sanzionatorio, inclusi carichi di petrolio iraniano.
Colombia, Petro mobilita la piazza a difesa del suo governo
Nella fase finale della sua amministrazione e in un contesto di crescenti tensioni con gli Stati Uniti, il presidente Gustavo Petro ha indetto marce oggi in tutto il Paese in difesa del suo governo. Manifestazioni convocate a pochi mesi dalle elezioni e che mirano a sostenere la sua amministrazione e a difendere la sovranità nazionale di fronte agli avvertimenti di Washington. Lo stesso Petro sarà presente alla manifestazione principale, che si terrà in Piazza Bolívar a Bogotà. La mobilitazione segue le minacce del presidente Donald Trump alla sua controparte colombiana, diffuse lo stesso giorno in cui le truppe statunitensi hanno rimosso Nicolás Maduro dal Venezuela, e in un contesto regionale caratterizzato dalla mancanza di una posizione unitaria tra i paesi latinoamericani in merito all'intervento.
Venezuela, media: Usa sequestrano petroliera russa Marinera
La Marina degli Stati Uniti ha sequestrato la petroliera russa Marinera, da giorni in fuga nell'Atlantico. Lo ha riferito la TASS citando l'agenzia Reuters.Mosca aveva inviato un sottomarino e altri mezzi militari a scortare l'imbarcazione. Nonostante fosse vuota, la Guardia Costiera statunitense l'aveva inseguita nell'Atlantico, ma l'equipaggio aveva respinto i primi tentativi di abbordaggio.
False immagini di Maduro con l'IA viste oltre 14 milioni di volte su X
False immagini di Maduro dopo l'arresto sono state viste oltre 14 milioni di volte in meno di due giorni solo su X. E' la stima di NewsGuard. la piattaforma che monitora la disinformazione online, che ha anche scoperto che le foto e i video si sono diffusi anche sulle piattaforme Meta Instagram, Facebook e Threads "con un coinvolgimento molto minore". "Sebbene molte di queste immagini non distorcano drasticamente i fatti sul terreno, l'uso dell'IA e di video drammatici fuori contesto rappresenta una tattica nell'arsenale della disinformazione, poiché le immagini spesso si avvicinano alla realtà", spiega NewsGuard. In particolare la piattaforma ha individuato cinque immagini e due video falsi o fuori contesto. Tra queste, una foto molto condivisa con Maduro che indossa un pigiama bianco su un aereo cargo militare che presumibilmente lo portava fuori da Caracas. In realtà, secondo NewsGuard, "la foto mostra chiari segni di generazione tramite IA inclusa una doppia fila di finestre passeggeri sull'aereo" e "Maduro non è stato portato fuori dal Venezuela in aereo ma è stato trasportato in elicottero". Tra i video falsi più condivisi sui social - ha ricevuto 3,3 milioni di visualizzazioni - anche quello che mostra le Forze speciali statunitensi che scendono da un elicottero militare per catturare Maduro. In realtà NewsGuard ha scoperto che il video è stato girato nel giugno 2025 durante una performance delle Forze speciali statunitensi a Fort Bragg, in North Carolina, come parte dei festeggiamenti per il 250/mo anniversario dell'esercito statunitense.
Il dollaro 'parallelo' venezuelano esplode aggravando la crisi
Nel contesto di incertezza politica seguita all'arresto di Nicolás Maduro il 3 gennaio, il dollaro parallelo, come è noto il dollaro del mercato nero comprato in Venezuela, è salito in modo incontrollato, con un impatto negativo sulle attività commerciali al dettaglio e sui consumatori di Caracas e delle principali città del Paese. Il sito web di notizie El Pitazo ha riportato che a Maracaibo, la seconda città più grande del paese, il dollaro parallelo ha raggiunto i 900 bolivar presso l'affollato mercato "Las Pulgas" questo martedì. Il tasso di cambio ufficiale stabilito dalla Banca Centrale del Venezuela (BCV) è di 311,88 bolivar. Le autorità stanno monitorando le attività commerciali formali e le grandi catene di supermercati, ma nella vita quotidiana dei venezuelani, l'impatto del differenziale del tasso di cambio è qualcosa con cui devono fare i conti ogni giorno. Fino alla fine del 2025 a "Las Pulgas" il tasso di cambio era di 500 bolivar per dollaro, il che significa che ha subito un enorme aumento dopo la cattura e l'espulsione di Nicolás Maduro il 3 gennaio. L'insegnante Lisbeth Luzardo guadagna 200 dollari al mese in una scuola privata, ma viene pagata in bolivar al tasso di cambio stabilito dal Banco centrale: "Ogni giorno i prezzi aumentano; è insopportabile, e ti accorgi che lo stipendio non basta per fare niente", ha detto. Senza i dati ufficiali sull'inflazione degli ultimi mesi, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) prevedeva che entro la fine del 2025 l'inflazione in Venezuela avrebbe raggiunto il 500%, rendendolo di gran lunga l'economia più inflazionistica del continente.
Pechino: 'Richiesta accesso esclusivo a petrolio tipico atto bullismo Usa'
La Cina ha definito "un tipico atto di bullismo" la presunta richiesta dell'amministrazione Trump di ottenere un accesso esclusivo alla produzione petrolifera del Venezuela. "Il Venezuela è un Paese sovrano e gode di piena e permanente autorità sulle sue risorse naturali e su tutte le attività economiche", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, durante un briefing a Pechino. "L'uso sconsiderato della forza contro il Venezuela da parte degli Stati Uniti e la richiesta che Caracas disponga delle proprie risorse petrolifere secondo il principio dell''America First' costituiscono un comportamento di bullismo, violano gravemente la sovranità internazionale e minano seriamente i diritti del popolo venezuelano. La Cina condanna fermamente tutto ciò", ha aggiunto Mao. Le dichiarazioni si riferiscono a un'indiscrezione di Abc News secondo cui Washington avrebbe detto alla presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, che per poter proseguire la produzione di petrolio il Paese dovrebbe accettare una partnership esclusiva con gli Stati Uniti e interrompere i legami economici con Cina, Russia, Iran e Cuba. Pechino è uno dei principali alleati di Caracas e acquista gran parte delle sue esportazioni di greggio.
Portavoce russa: 'Gli Usa non considerano venezuelani e cubani come esseri umani'
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato gli Usa di "non considerare come esseri umani i cittadini di Venezuela e Cuba" per avere affermato che l'attacco a Caracas per catturare il presidente Nicolas Maduro è avvenuto "senza spargimento di sangue". Mentre funzionari americani citati dal Washington Post parlano di circa 75 uccisi nell'operazione, tra membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane e civili rimasti coinvolti nei combattimenti. "Quando gli Usa dicono che questa cosiddetta operazione si è svolta senza spargimento di sangue, significa che non considerano i cittadini di Venezuela e Cuba come esseri umani", ha affermato Zakharova in un'intervista a Radio Sputnik, ripresa dall'agenzia Ria Novosti. "Chi - ha proseguito la portavoce - ha dato loro questo diritto? Chi ha dato loro il diritto di ignorare le sanguinose conseguenze che loro stessi hanno provocato, le conseguenze delle loro azioni?". Allo stesso modo, ha aggiunto Maria Zakharova, "non vedono le vittime del recente attacco della vigilia di Capodanno su un caffè nella regione di Kherson". Le autorità russe hanno denunciato un attacco delle forze di Kiev con droni il 31 dicembre su un locale nella parte della regione ucraina di Kherson controllata dai russi, fornendo un bilancio di 27 morti, tra cui due bambini, e decine di feriti.
Parigi: 'Sentito Rubio, ha escluso l'opzione militare sulla Groenlandia'
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha detto oggi ai microfoni della radio France Inter di aver avuto una conversazione con il segretario di stato americano, Marco Rubio, nella quale il suo interlocutore gli ha assicurato che Washington esclude l'opzione militare nelle sue mire sulla Groenlandia. Rubio "ha escluso che si possa immaginare che avvenga in Groenlandia ciò che è avvenuto in Venezuela", ha dichiarato Barrot.
La Colombia blinda il confine con il Venezuela per timore di un esodo di migranti
Il governo colombiano ha schierato oltre 30.000 membri delle Forze Armate lungo il confine di 2.219 chilometri con il Venezuela in risposta alla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e alla nomina di Delcy Rodríguez a presidente ad interim. La misura, ordinata dal presidente Gustavo Petro, mira a contenere un potenziale esodo di massa di venezuelani dovuto all'instabilità politica a Caracas e a una possibile ondata di repressione da parte del nuovo governo. Fonti militari indicano che il rinforzo include carri armati, pattuglie e un Posto di Comando Unificato a Cúcuta, in risposta ai rischi non solo di un esodo di massa di migranti, ma anche del potenziale ritorno di gruppi armati come l'Eln e i dissidenti delle Farc, che hanno utilizzato il Venezuela come base di retrovia. La Colombia ospita 2,8 milioni dei quasi 8 milioni di migranti venezuelani arrivati ;;nell'ultimo decennio. A Cúcuta, i venezuelani hanno organizzato festeggiamenti spontanei, esortando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a "completare il lavoro" di ripristino della democrazia in modo che possano tornare nel loro Paese. "Grazie a Trump per averci liberato da Maduro; ora, lasciamo che completi la transizione in modo che possiamo tornare a casa con dignità", ha detto Luis Navas, un migrante nella zona di confine, riflettendo il desiderio di migliaia di persone nella diaspora.
Petrolio, sui mercati prezzi in calo dopo annuncio Trump su consegna greggio Venezuela a Usa
Prezzi del petrolio ancora in calo sui mercati internazionali sulla prospettiva di un aumento dell'offerta dopo che l'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump circa un invio fino a 50 milioni di barili da parte del Venezuela agli Usa, una quantità equivalente a quasi due mesi di produzione petrolifera di Caracas. Il petrolio verrà venduto a prezzi di mercato e i proventi saranno controllati dallo stesso Trump per garantire che vengano utilizzati "a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti", ha scritto sul suo social. Stamane un barile di Brent del Mare del Nord con consegna a marzo è sceso di 56 centesimi, pari a quasi l'1%, a 60,14 dollari, dopo un calo di quasi il 2% registrato martedì. Il prezzo di un barile di Wti statunitense con consegna a febbraio è sceso di 73 centesimi, pari all'1,3%, a 56,40 dollari.
Famiglia Trentini: "Giornate di speranza e angoscia, rispettare il silenzio"
La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza. Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto. Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà". Lo afferma la famiglia di Alberto Trentini con l'avvocata Alessandra Ballerini.
Cina agli Usa: "Il Venezuela ha sovranità sulle sue risorse naturali"
Il Venezuela è "uno Stato sovrano con piena e permanente sovranità sulle sue risorse naturali e sulle sue attività economiche" e le richieste Usa "violano il diritto internazionale, ledono la sovranità e minano i diritti del popolo venezuelano". E' il commento della portavoce del portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, sulle affermazioni del presidente americano Donald Trump secondo cui gli Stati Uniti otterranno 50 milioni di barili di petrolio, in precedenza sanzionato, che saranno venduti da Washington, in parte probabilmente alla Cina. Pechino ha finora comprato il 90% circa del greggio annuale prodotto da Caracas.
Il procuratore del Venezuela: "Maduro ha l'immunità diplomatica"
Il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha chiesto il rilascio di Nicolás Maduro, affermando che gode di "immunità diplomatica". Il magistrato ha chiesto al giudice statunitense Alvin K. Hellerstein, responsabile del caso negli Stati Uniti, di "rispettare il diritto internazionale e riconoscere l'incompetenza del tribunale sotto il suo comando nel giudicare il leader di una nazione sovrana, protetto dall'immunità diplomatica in quanto capo di Stato". Il procuratore - un fedelissimo del 'chavismo' - ha inoltre chiesto a Hellerstein di porre fine a "tutte le violazioni dei diritti umani commesse contro il presidente, sua moglie e, ovviamente, contro il popolo venezuelano". Maduro e sua moglie Cilia Flores sono accusati di traffico di droga. Saab ha anche annunciato la nomina di funzionari per indagare sulle "decine" di morti causate dall'attacco statunitense a Caracas lo scorso fine settimana. "Noi, come Procura della Repubblica, abbiamo nominato tre procuratori per indagare sulle decine di vittime civili e militari innocenti che sono morte durante questo crimine di guerra, questa aggressione senza precedenti contro la patria venezuelana", ha affermato.
Media: Trump preme sul Venezuela perché cacci 007 di Cina, Russia, Iran e Cuba
L'amministrazione Trump sta facendo pressione sul governo ad interim del Venezuela affinché licenzi dal Paese sudamericano tutti i presunti agenti segreti e spie provenienti da Cina, Russia, Cuba e Iran. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios. La misura, che non si applica al personale diplomatico ordinario, segna l'ultimo tentativo dell'amministrazione di costringere la nazione ricca di petrolio ad accettare le richieste degli Stati Uniti dopo il raid della scorsa settimana che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro. Il presidente Trump ha avvertito che la mancata osservanza da parte della leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, potrebbe innescare una seconda operazione militare nel Paese.
In Venezuela 7 giorni di lutto per le vittime dell'attacco Usa
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato di aver indetto sette giorni di lutto nazionale in onore delle vittime dell'operazione militare statunitense condotta lo scorso fine settimana, culminata nella cattura del leader chavista Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. Rodríguez ha descritto coloro che hanno perso la vita come "difensori della patria" e ha affermato che il lutto serve a onorare queste persone, riconoscendone il sacrificio in un contesto di scontri che hanno causato decine di morti tra le forze di sicurezza venezuelane. Secondo Caracas, almeno 24 soldati hanno perso la vita durante l'attacco condotto dagli Stati Uniti contro la capitale, una cifra che porta a 56 il numero totale di morti confermate a causa dell'incursione di Washington. In precedenza, il governo di Cuba aveva annunciato il decesso di 32 membri delle sue forze di sicurezza durante questa operazione.
Navi russe scortano petroliera inseguita da Usa nell'Atlantico
La Russia ha schierato mezzi della Marina militare per scortare una petroliera inseguita dalle forze statunitensi attraverso l'Atlantico. Lo ha riportato CBS News, media partner della Bbc negli Stati Uniti, che rilancia l'informazione. La nave in questione è la Marinera, l'ex Bella- 1, che attualmente non avrebbe alcun carico a bordo ma in passato ha trasportato petrolio greggio venezuelano. La Russia afferma di "monitorare con preoccupazione" la situazione intorno alla nave, che secondo gli ultimi rilievi del Marine Tracker si troverebbe tra la Scozia e l'Islanda, ma la sua posizione e le condizioni meteorologiche renderebbero difficile l'imbarco. Per la precisione, secondo i dati di tracciamento Ais (sistema di identificazione automatica) della Marinera - che possono essere falsificati o contraffatti - ieri è stata localizzata nell'Atlantico settentrionale, a circa 2.000 km a ovest dell'Europa continentale. La Guardia costiera statunitense ha gia' tentato di abbordare la Bella-1 il mese scorso nei Caraibi, quando si riteneva che fosse diretta verso il Venezuela. Aveva un mandato di cattura per sequestrare la nave, accusata di aver violato le sanzioni statunitensi e di aver trasportato petrolio iraniano. Ha poi cambiato drasticamente
rotta, cambiando anche il suo nome in Marinera, cambiando bandiera da nave guyanese a russa. Il suo avvicinamento all'Europa ha coinciso con l'arrivo di circa dieci aerei da trasporto militari statunitensi ed elicotteri. "Attualmente, la nostra nave sta navigando nelle acque internazionali del Nord Atlantico sotto la bandiera della Federazione Russa e nel pieno rispetto delle norme del diritto marittimo internazionale", ha dichiarato il ministero degli Esteri russo. "Per ragioni a noi sconosciute, la nave russa sta ricevendo un'attenzione crescente e chiaramente sproporzionata da parte delle forze armate statunitensi e della NATO, nonostante il suo status pacifico", ha affermato. "Ci aspettiamo che i paesi occidentali, che dichiarano il loro impegno per la libertà di navigazione in alto mare, inizino ad aderire a questo principio", ha sottolineato.
Wasinghton Post: "Per Usa morte 75 persone nella cattura di Maduro"
Il governo Usa stima che circa 75 persone siano rimaste uccise durante il raid militare di sabato per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro, comprese decine di vittime causate da uno scontro a fuoco nel suo complesso residenziale a Caracas: lo scrive il Washington Post citando funzionari a conoscenza della vicenda. Una fonte ha affermato che almeno 67 persone sono state uccise nell'attacco all'alba, mentre un'altra ha parlato di circa 75-80 morti. I funzionari hanno spiegato che le stime includono membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane, oltre a civili rimasti coinvolti nei combattimenti.
Trump: "Caracas ci consegnerà 30-50 milioni di barili di petrolio"
"Sono lieto di annunciare che le autorità di transizione in Venezuela consegneranno agli Stati Uniti d'America tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio di alta qualità, non soggetto a sanzioni. Questo petrolio sarà venduto al prezzo di mercato e il ricavato sarà gestito da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d'America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti!". Lo scrive Donald Trump su Truth.
Procuratore generale Venezuela a Usa: "Maduro ha immunità diplomatica"
Il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, si è rivolto oggi all'Assemblea nazionale del Paese e ha invitato il giudice statunitense che supervisiona il procedimento legale contro il leader Nicolas Maduro, catturato dagli Stati Uniti e trasferito a New York, a rispettare il diritto internazionale e l'immunità diplomatica del leader. "Chiedo al giudice Alvin Hellerstein di rispettare il diritto internazionale e di riconoscere la mancanza di giurisdizione del tribunale a sua disposizione per perseguire il capo di una nazione sovrana come il Venezuela, protetto dall'immunità diplomatica", ha affermato Saab, stando a quanto riportano diversi media statunitensi, indicando di ritenere illegali la cattura e il perseguimento di Maduro negli Usa. Ha inoltre chiesto l'apertura di un'indagine sulle "decine di vittime civili e militari innocenti avvenute nel bel mezzo di questo crimine di guerra", sottolineando che l'Assemblea nazionale ha nominato tre procuratori del Ministero pubblico per guidare l'accusa.
Trump: "Maduro mi ha copiato il balletto"
Tra i crimini commessi da Nicolas Maduro c'è l'imitazione del modo di ballare di del presidente Usa Donald Trump, stando a quanto affermato da quest'ultimo in un discorso a ruota libera di fronte ai parlamentari del Partito repubblicano in cui ha celebrato l'operazione che ha portato alla cattura dell'ex presidente venezuelano. I commenti di Trump fanno seguito a un report del New York Times secondo cui i regolari balli pubblici di Maduro, in sfregio e sfida alle minacce degli Usa, avrebbero convinto i funzionari della Casa Bianca che fosse giunto il momento di agire. "Sale sul palco e cerca di imitare un po' il mio ballo", ha detto il presidente ai parlamentari presso il centro per le arti Kennedy di Washington, recentemente rinominato Trump-Kennedy Center dal consiglio di amministrazione da lui scelto. "Ma è un uomo violento e ha ucciso milioni di persone. Ha torturato. Hanno una camera delle torture nel centro di Caracas che stanno smantellando". Trump non ha fornito ulteriori dettagli sulla presunta camera delle torture, né ha approfondito i suoi piani, finora vaghi, affinché gli Usa "gestiscano" il Venezuela, Paese ricco di petrolio, dopo la caduta di Maduro.
Rodriguez: "Non ci governa nessun agente straniero"
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha insistito sul fatto che nessuna potenza straniera stia governando il suo Paese, in seguito a commenti da parte del presidente Usa Donald Trump secondo cui Washington lo avrebbe "gestito" in attesa di una transizione dopo la deposizione del suo predecessore, Nicolas Maduro, catturato in un'operazione Usa nel fine settimana. "Il governo del Venezuela è responsabile nel nostro Paese, e nessun altro. Non c'è alcun agente straniero che governa il Venezuela", ha affermato Rodriguez in un discorso televisivo.