Lo scrive il quotidiano panarabo Asharq al-Awsat citando una fonte palestinese vicina a Hamas. Secondo la fonte, i colloqui dovrebbero concentrarsi in particolare sulla composizione di un comitato di tecnocrati per l'amministrazione di Gaza, nel tentativo di procedere con l'attuazione dell'accordo. I colloqui saranno guidati dal capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya
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Una delegazione di Hamas si recherà la prossima settimana al Cairo per proseguire i colloqui in merito alla seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza. Lo scrive il quotidiano panarabo Asharq al-Awsat citando una fonte palestinese vicina a Hamas. Secondo la fonte, i colloqui dovrebbero concentrarsi in particolare sulla composizione di un comitato di tecnocrati per l'amministrazione di Gaza, nel tentativo di procedere con l'attuazione dell'accordo. I colloqui saranno guidati dal capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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Notizie e catastrofi nel mondo che hanno segnato il 2025. FOTO
L'uccisione di Charlie Kirk, la morte di Papa Francesco e l'elezione a Pontefice di Leone XIV, i terremoti che hanno devastato Myanmar e Afghanistan, l'uragano Melissa, la guerra in Ucraina che ancora continua e quella nella Striscia di Gaza per cui è stato trovato un (criticato) accordo. Sono solo alcune delle notizie dell'anno che si sta per chiudere che non dimenticheremo.
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Vai al contenutoSomaliland, il Paese riconosciuto da Israele: qual è il suo ruolo
Per questa regione dell’Africa orientale il riconoscimento offre l'opportunità di guadagnare visibilità internazionale e migliorare la sua posizione diplomatica. Tuttavia molti Paesi continuano ad opporsi a questa mossa e a chiedere una risoluzione pacifica che rispetti l'integrità della Somalia.
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Vai al contenutoIsraele, l'Alta Corte blocca i lavori della commissione sul 7 ottobre
"Il governo non può indagare su sé stesso", la tesi di gran parte dell'opposizione, di attivisti per i diritti civili e anche di alcuni dei familiari delle vittime.
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Vai al contenutoGreta Thunberg: ''Violenze sessuali in Israele sui membri Flotilla, anche su italiano'
La denuncia dell'attivista svedese in un post su Instagram in cui si parla anche degli abusi subiti da Vincenzo Fullone, ultimo membro dell'equipaggio ad essere liberato dalle forze israeliane.
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Vai al contenutoWafa, 2 civili uccisi in un attacco israeliano su una casa a Gaza City
Due civili sono morti in un attacco israeliano su una casa a Gaza City, nel quartiere nord-orientale di al-Tuffah: lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. L'attacco, che ha provocato anche un numero al momento non determinato con precisione di feriti, è stato riferito da un corrispondente della stessa Wafa nella zona, aggiunge l'agenzia.
Idf, figura chiave di Hamas colpita nel nord di Gaza
Una figura "chiave" di Hamas è "stata colpita" nel nord di Gaza dall'Idf e dal servizio di sicurezza interna israeliano (Isa), che hanno agito "in risposta" a colpi d'arma da fuoco partiti da miliziani dell'organizzazione armata palestinese verso una zona in cui i militari "sono operativi": lo riferiscono l'esercito di Israele e lo Shin Bet in un comunicato congiunto, che definisce l'atto attribuito a Hamas come "una palese violazione del cessate il fuoco" in vigore tra le parti. La persona di Hamas colpita era "un terrorista" che aveva "portato avanti attacchi" contro i soldati israeliani nel nord della Striscia, secondo la nota, che non fornisce ulteriori dettagli sulla sua identità.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
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Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
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Vai al contenutoAccordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
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Vai al contenutoIsraele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
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Vai al contenutoRaid di Israele su una casa nel nord-ovest di Gaza City
L'esercito israeliano ha attaccato un'abitazione nel quartiere di Al Tufa, nella parte nord-occidentale di Gaza City, a ovest della Linea Gialla, secondo quanto riferito da diverse fonti locali. "Oggi, mercoledì, i terroristi di Hamas hanno aperto il fuoco su un'area in cui operano le truppe israeliane nella Striscia di Gaza settentrionale", ha dichiarato l'esercito israeliano in un comunicato. "In risposta, l'esercito e lo Shin Bet hanno colpito con precisione un importante terrorista di Hamas che stava compiendo attacchi terroristici contro le truppe nella Striscia di Gaza settentrionale", ha aggiunto l'esercito di Tel Aviv, senza specificare il numero delle vittime.
Costa: "Cipro svolge ruolo centrale in assistenza a Gaza"
"La vicinanza di Cipro e il suo impegno diplomatico con il Mediterraneo, il Medio Oriente e il Golfo rappresentano una risorsa fondamentale per le relazioni dell'Europa con tutte queste regioni. Cipro svolge un ruolo centrale, in particolare attraverso la sua leadership nell'assistenza umanitaria a Gaza, con l'iniziativa Amalthea che garantisce che gli aiuti raggiungano i civili in sicurezza. Contribuirà inoltre in modo cruciale al ruolo dell'Unione Europea nell'attuazione del Piano di Pace per Gaza approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Antonio Costa durante la cerimonia di apertura della presidenza cipriota del Consiglio Ue, in corso a Nicosia.
Idf: "Ucciso militante dell'unità aerea di Hezbollah in attacco in Libano"
Le Idf hanno dichiarato di aver "eliminato un terrorista della 127a unità aerea di Hezbollah" in un attacco a Jouaiyya, nel Libano meridionale. Secondo l'esercito israeliano, il militante stava lavorando per "ristabilire l'infrastruttura terroristica di Hezbollah" ed è "il secondo terrorista dell'unità aerea dell'organizzazione terroristica ad essere eliminato negli ultimi due giorni".
Iran, ancora proteste: 2 morti e 30 feriti
L'undicesimo giorno di proteste per la crisi economica in Iran segna un nuovo livello di tensione politica, con il presidente Masoud Pezeshkian che ha ordinato alle forze di sicurezza di evitare misure repressive contro i manifestanti, distinguendo tra proteste pacifiche e "rivoltosi armati". La decisione, resa pubblica dal vicepresidente Mohammad Jafar Ghaempanah in un video diffuso da Mehr, viene interpretata come un segnale della crescente preoccupazione del governo di fronte a un movimento di protesta alimentato dall'aumento dei prezzi e dal crollo della valuta nazionale. Ghaempanah ha affermato che il presidente ha "ordinato che non vengano adottate misure di sicurezza contro i manifestanti", precisando però che coloro che impugnano armi da fuoco, coltelli o machete e attaccano stazioni di polizia e siti militari "sono rivoltosi" e devono essere trattati come tali. Secondo l'Iran Human Rights (Ong che ha sede in Norvegia), almeno 27 manifestanti sarebbero stati uccisi dall'inizio delle proteste, tra cui cinque minorenni. I media iraniani, citando comunicazioni ufficiali, riportano invece 15 vittime, includendo membri delle forze dell'ordine, tra cui un agente ucciso martedì da colpi d'arma da fuoco.
Siria, fazioni pro-Sharaa intimano il ritiro alle forze curde da Aleppo
Le fazioni armate agli ordini del leader siriano Ahmad Sharaa hanno ribadito la richiesta di ritiro dei combattenti curdi dai quartieri di Sheikh Maqsud e Ashrafiye, ad Aleppo, nel nord del paese, circondati dalle forze governative e da cui migliaia di civili sono fuggiti negli ultimi giorni. Lo riferiscono fonti sul posto, mentre proseguono le difficoltà nell'attuazione dell'accordo siglato a marzo per l'integrazione delle istituzioni dell'amministrazione curda nel nuovo Stato siriano, dominato dall'ex capo miliziano qaedista Sharaa. Secondo le stesse fonti, gli scontri scoppiati ieri tra le forze arabo-sunnite di Sharaa e le forze curde hanno causato 16 morti, di cui 15 civili e un armato. Nel pomeriggio l'esercito siriano ha bombardato con l'artiglieria i due quartieri dopo averli dichiarati "zona militare". In serata l'intensità dei bombardamenti è diminuita, ma carri armati e unità militari restano schierati attorno a Sheikh Maqsud e Ashrafiye. In un comunicato, le autorità agli ordini di Sharaa hanno affermato che "lo Stato siriano rinnova la richiesta di ritiro dei gruppi armati" dalle due aree.
Unrwa a rischio default, licenzia 571 dipendenti da Gaza
L'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi ha annunciato di essere stata costretta a licenziare 571 dei suoi dipendenti nella Striscia di Gaza per motivi finanziari. Si tratta di dipendenti avevano lasciato il territorio palestinese. "Martedì, 571 membri del personale locale dell'Unrwa fuori Gaza sono stati informati del licenziamento con effetto immediato", ha dichiarato un portavoce. Una "crisi finanziaria senza precedenti" ha costretto l'organizzazione ad attuare una serie di misure di contenimento dei costi già lo scorso anno, ha spiegato il portavoce. Per oltre sette decenni, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati Palestinesi nel Medio Oriente ha fornito aiuti e assistenza ai rifugiati nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Libano, Giordania e Siria. Tuttavia, l'agenzia ha visto diminuire i contributi volontari su cui fa affidamento a causa delle crescenti critiche da parte di Israele che ha accusato l'agenzia di essere "infestata da agenti di Hamas" e le ha vietato di operare sul suo territorio.
Egitto e Oman per dialogo in Yemen e contro il blocco degli aiuti per Gaza
I ministri degli Esteri di Egitto e Oman, Badr Abdelatty e Sayyid Badr bin Hamad bin Hamood Albusaidi si sono incontrati oggi al Cairo, riaffermando il loro sostegno ai negoziati sullo Yemen a Riad e per la revoca del blocco degli aiuti a Gaza. mbi si sono detti favorevoli - riporta una nota del ministero egiziano - "a raggiungere una soluzione consensuale della questione dello Yemen del Sud, che porti a un accordo politico globale e duraturo". Per quanto riguarda la crisi palestinese è stato ribadito il sostegno alla creazione di uno Stato indipendente "lungo i confini del 4 giugno 1967 con Gerusalemme Est come capitale" e la necessità di "revocare l'assedio della Striscia di Gaza e degli altri territori palestinesi occupati, tra cui la Cisgiordania e Gerusalemme, per consentire l'ingresso immediato di aiuti umanitari e servizi essenziali, aprendo la strada alla ricostruzione e al ripristino di condizioni di vita dignitose".
Media: delegazione Hamas al Cairo prossima settimana per colloqui su fase 2
Una delegazione di Hamas si recherà la prossima settimana al Cairo per proseguire i colloqui in merito alla seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza. Lo scrive il quotidiano panarabo Asharq al-Awsat citando una fonte palestinese vicina a Hamas. Secondo la fonte, i colloqui dovrebbero concentrarsi in particolare sulla composizione di un comitato di tecnocrati per l'amministrazione di Gaza, nel tentativo di procedere con l'attuazione dell'accordo. I colloqui saranno guidati dal capo negoziatore di Hamas, Khalil al-Hayya.
Altre due fonti palestinesi vicine a Fatah hanno sottolineato con Asharq al-Awsat l'importanza del ruolo dell'Egitto nella definizione degli accordi per la seconda fase, in particolare di fronte agli ostacoli posti dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tra questi, l'annuncio di Netanyahu che il valico di frontiera di Rafah non sarà riaperto fino al ritorno della salma di Ran Gvili, ultimo ostaggio ancora nella Striscia di Gaza.
Hamas cerca nel quartiere Zaytun resti ostaggio Gvili
Le Brigate Al-Qassam, ala militare di Hamas stanno cercando nel quartiere di Zaytun a Gaza City i resti dell'unico ostaggio israeliano rimasto nella Striscia di Gaza, l'agente di polizia Yan Gvili, secondo quanto riferito a Efe da fonti locali. Le fonti hanno indicato che la ricerca viene condotta con l'assistenza del Comitato internazionale della Croce Rossa, che solitamente supervisiona questo tipo di operazioni. Le Brigate Al-Qassam avevano già cercato il corpo di Gvili all'inizio di dicembre nello stesso quartiere di Gaza City. Oltre al rilascio dei 20 ostaggi ancora vivi a Gaza, avvenuto con l'attuazione del cessate il fuoco in ottobre, il ritorno dei corpi dei 28 morti è uno degli impegni che Hamas deve rispettare nella prima fase dell'accordo di tregua mediato dagli Stati Uniti. Dall'entrata in vigore della tregua, il 10 ottobre, il gruppo ha consegnato i resti di questi prigionieri a poco a poco, a causa, hanno dichiarato, delle difficoltà incontrate nel reperirli tra le tonnellate di macerie causate dai bombardamenti israeliani. Hamas ha anche denunciato la mancanza di macchinari pesanti per svolgere questi compiti e l'uccisione da parte di Israele di molti dei comandanti responsabili della custodia e della sepoltura di questi corpi. Il governo israeliano, tuttavia, ha criticato Hamas per aver prolungato il periodo di consegna dei corpi per evitare la seconda fase dei negoziati, in cui dovranno affrontare, tra le altre questioni, il disarmo del gruppo militante. Sia l'Autorità nazionale palestinese che i funzionari di Hamas hanno visitato il Cairo negli ultimi giorni per discutere i progressi verso la seconda fase della tregua e la riapertura del valico di Rafah, che collega Gaza all'Egitto. I media israeliani hanno riferito che il governo di Benjamin Netanyahu non riaprirà il valico finché Hamas non rilascerà i resti del suo ultimo ostaggio.
Ong: Israele accelera su 3.400 case coloni in Cisgiordania
L'Ong israeliana Peace Now ha denunciato che il governo Netanyahu ha accelerato le procedure per avviare la costruzione del cosiddetto progetto "E1", che creerebbe "un vasto insediamento illegale nel cuore della Cisgiordania", con 3.401 case per i coloni israeliani. Una denuncia che arriva nel giorno in cui un rapporto dell'Alto commissariato Onu per i Diritti umani denuncia la grave di discriminazione razziale e segregazione imposta palestinesi in Cisgiordania da parte di Israele, definendola "simile al tipo di sistema di apartheid che abbiamo gia' sperimentato". A meta' dicembre, "l'Autorità Territoriale Israeliana ha pubblicato silenziosamente un bando di gara per la costruzione di 3.401 case nell'ambito del progetto 'E1', che di fatto dividera' il nord e il sud della Cisgiordania occupata per i palestinesi e isolera' ulteriormente Gerusalemme Est", ha riferito l'organizzazione in una dichiarazione. Inoltre, Peace Now avverte che questo bando di gara prevede una scadenza a meta' marzo per la presentazione delle offerte da parte delle aziende per il progetto.
Netanyahu promette inchiesta su 14enne ultraortodosso morto durante protesta
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha promesso "un'indagine approfondita" per fare chiarezza sulla morte di Yosef Eisenthal, quattordicenne ultraortodosso morto durante una manifestazione contro la leva ieri sera. In una dichiarazione, Netanyahu ha espresso le sue condoglianze e ha chiesto di "impedire un'escalation di tensione, affinché, Dio non voglia, non si verifichino ulteriori disastri". Eisenthal è rimasto ucciso ieri sera quando un autista di autobus si è schiantato contro una folla di manifestanti contrari alla leva nei pressi dell'ingresso di Gerusalemme. L'autista, arrestato sul posto, era circondato dai rivoltosi che bloccavano la strada e ha inizialmente fatto retromarcia prima di accelerare contro la folla.
Iran: risponderemo a "minaccia" retorica di Trump e Netanyahu
L'Iran considera le dichiarazioni del presidente Usa e del primo ministro israeliano sulle proteste in corso una "minaccia" e "non tollererà che continuino senza una risposta". Lo ha dichiarato il capo dell'esercito iraniano. "L'Iran islamico considera l'escalation della retorica nemica contro la nazione iraniana una minaccia e non tollerera' che continui senza una risposta", ha detto il generale Amir Hatami, citato dall'agenzia di stampa Fars. Negli ultimi giorni, Donald Trump ha minacciato un intervento militare in Iran in caso di uccisioni dei manifestanti, mentre Benjamin Netanyahu ha espresso il suo sostegno a quanti protestano contro il carovita dal 28 dicembre.
Teheran: da Trump e Netanyahu minacce, se continuano risponderemo
L'Iran considera le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti e del primo ministro israeliano sulle proteste in corso una "minaccia" e "non tollererà che continuino senza una risposta". Lo ha dichiarato il capo dell'esercito iraniano. "L'Iran islamico considera l'escalation della retorica nemica contro la nazione iraniana una minaccia e non tollererà che continui senza una risposta", ha affermato il generale Amir Hatami, citato dall'agenzia di stampa Fars. Donald Trump ha minacciato nei giorni scorsi di intervenire militarmente in Iran se i manifestanti venissero uccisi, mentre Benjamin Netanyahu ha espresso il suo sostegno a loro.
Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per il Mossad
L'Iran ha giustiziato questa mattina un uomo di nome Ali Ardestani con l'accusa di "spionaggio per il Mossad e fornitura di informazioni sensibili a Israele". "Ardestani era stato assunto dal Mossad tramite Internet e aveva inviato immagini e filmati da determinati luoghi in Iran e informazioni su determinati obiettivi ai servizi segreti. Riceveva il pagamento tramite valuta digitale", si legge in una dichiarazione della magistratura, citata dall'Irna. Ardestani avrebbe confessato legami con agenti del Mossad all'interno e all'esterno del Paese e di aver chiesto una ricompensa di un milione di dollari e un visto per la Gran Bretagna.
Iran, uomo giustiziato: condannato a morte per spionaggio per Mossad
Vai al contenutoMedia: un 14enne il manifestante haredi ucciso da bus
L'adolescente haredi investito e ucciso ieri sera da un autobus a Gerusalemme durante una manifestazione contro l'arruolamento è stato identificato come Yosef Eisenthal, 14 anni; lo scrive il Times of Israel. Eisenthal era residente nel quartiere Ramot di Gerusalemme. L'autista dell'autobus e' stato arrestato e portato via per essere interrogato. Altri tre giovani dimostranti haredi sono rimasti leggermente feriti nell'incidente.
Israele: 1 morto e 3 feriti in proteste ebrei ultraortodossi contro coscrizione
Una persona è stata uccisa e tre sono rimaste ferite ieri sera durante una protesta a Gerusalemme contro una legge che prevede la coscrizione degli ebrei ultraortodossi nell’esercito israeliano. E' quanto riferiscono i soccorritori. Un autobus ha investito tre pedoni, ferendoli lievemente, per poi proseguire la marcia e colpire un ragazzo di 14 anni che è rimasto intrappolato sotto il veicolo. La polizia israeliana ha affermato che l’autobus era stato "bloccato dai rivoltosi" e che l’autista era stato "aggredito" prima dell’incidente. Fonti della polizia, citate dai media israeliani, hanno escluso che si sia trattato di un attentato terroristico.