Crans-Montana, dal 2020 nessun controllo nel locale. I gestori: “Siamo devastati”

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"Non cercheremo in alcun modo di sottrarci" alle nostre responsabilità.  Così, in una nota diffusa dalla testata Rts, i coniugi Moretti, gestori  del Constellation. Il bar, devastato dalle fiamme a Crans-Montana, non era più stato sottoposto a controlli dal 2020. Il Consiglio comunale della stazione sciistica afferma di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici nei locali. Atteso Mattarella venerdì in Svizzera alla cerimonia in ricordo delle vittime

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Sono rientrate ieri le salme di cinque delle sei giovani vittime morte nella strage. Ansia per i 14 feriti, alcuni in condizioni molto gravi. Stamani conferenza stampa del Comune svizzero su quanto accaduto a Capodanno. Atteso anche Mattarella venerdì in Svizzera alla cerimonia in ricordo delle vittime di Crans-Montana, secondo fonti diplomatiche. Prevista a Roma una messa a cui la Meloni ha invitato governo e leader d'opposizione. 

Il bar Le Constellation, devastato dalle fiamme a Crans-Montana, non era più stato sottoposto a controlli dal 2020. Il Consiglio comunale della stazione sciistica afferma di "rammaricarsene profondamente" e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Lo riporta Rsi. Ha inoltre deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per "effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda", si legge nel testo. 

"Non cercheremo in alcun modo di sottrarci" alle nostre responsabilità.  Così, in una nota diffusa dalla testata Rts, i coniugi Moretti, gestori  del Constellation, il bar di Crans-Montana teatro dell'incendio di  Capodanno. "Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri  sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un  lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per  la propria vita".

Giorgia Meloni ha fatto tappa a Milano per fare visita, all'ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana.

La procura di Parigi ha aperto un'indagine parallela sul drammatico incendio di Capodanno in un bar di Crans-Montana. L'obiettivo di questa procedura è "offrire supporto alle vittime e alle loro famiglie, è una mano tesa", ha spiegato Laure Beccuau, procuratrice di Parigi. 

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Sicurezza nei luoghi chiusi: la tragedia interroga diritto e etica

Le indagini faranno il loro corso, ma possiamo già evidenziare una  lacuna profonda: l’assenza di una vera disciplina etica e giuridica  della sicurezza nei luoghi chiusi aperti al pubblico, in particolare  quelli ad alta concentrazione emotiva, musicale, alcolica e fisica.

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Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?

La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha  spiegato che non ci sono i termini per arrestare Jacques e Jessica  Moretti perché non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano  eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e  "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non  vengono presi in considerazione".

Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?

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Svizzera, ambasciatore: 'In Italia gestori sarebbero stati arrestati'

Secondo l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado il  “reato commesso è troppo grave” e, se i fatti fossero avvenuti in  Italia, i gestori del Constellation “sarebbero stati arrestati”. La  procura del Canton Vallese ha invece escluso misure cautelari, ritenendo  assente il pericolo di fuga. 

Svizzera, ambasciatore: 'In Italia gestori sarebbero stati arrestati'

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Svizzera: Balzaretti: obbligate dimissioni responsabili

"Tengo a mente quello che ha detto il sindaco di Crans Montana e cioe' che non e' il momento di lasciare in una situazione difficile e presumo che intenda assumersi le responsabilita', se ne ha. Di certo quella del Comune, del Cantone, di tutti gli organi preposti al controllo, e' una posizione non facile, perche' e' evidente che delle mancanze ci sono state". Lo ha detto al Tg2 Post l'ambasciatore della Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti. Il sindaco si dovrebbe dimettere, dunque? "E' una decisione che deve prendere lui. Capisco - ribadisce il diplomatico - che non lo voglia fare perche' intende assumersi le sue responsabilita', ma in realta' non cambierebbe un granche': se venisse ritenuta responsabile la Giunta comunale o lo fosse chi della Giunta comunale o dell'amministrazione comunale era incaricato dei controlli, le dimissioni sarebbero un atto obbligato, addirittura giuridicamente obbligato, ma in questo momento e' la sua coscienza che deve dettargli il migliore comportamento".

Svizzera: Balzaretti, inspiegabile mancanza controlli locale

"Riguardo ai controlli mancati la giustizia dovra' appurare la verita'. Pare ce ne siano stati 1500 in questo periodo in tutta Crans Montana: perche' questo locale non sia stato controllato e' una cosa inspiegabile a priori, vedremo cosa ci dira' l'inchiesta. Quando alla porta di uscita d'emergenza pare che sia stata utilizzata per entrare in realta', sembra sia stata chiusa - e questo sarebbe egualmente inaccettabile, se e' vero - per evitare che qualcuno entrasse senza essere controllato". Lo ha detto al Tg2 Post l'ambasciatore della Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti.

Crans-Montana, messa e marcia per commemorare le vittime. FOTO

Una folla commossa e numerosa ha preso parte alla celebrazione di  stamattina nella chiesa di Saint-Christophe. Il vescovo di Sion:  "Chiediamo la grazia di fronte all'eclissi che c'è stata, perché è  insopportabile stare nella notte". Dopo la funzione corteo per le vie  della città fino alla struttura di commemorazione, installata di fronte  al locale andato a fuoco. Tributo ai soccorritori e lacrime dei  partecipanti.

Crans-Montana, messa e marcia per commemorare le vittime. FOTO

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Crans-Montana, ammissioni del Comune sui mancati controlli. VIDEO

Crans-Montana, ammissioni del Comune sui mancati controlli | Video Sky - Sky TG24

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Balzaretti: "Ringrazio governo italiano per sostegno"

"Io vorrei ringraziare il governo italiano per il sostegno avuto nelle  prime ore dopo questa tragedia, grazie a tutti gli operatori sanitari,  medici, infermieri: una solidarietà che veramente ci ha fatto non solo  piacere, ma che è stata necessaria perché altrimenti non ce l'avremmo  fatta da soli". Lo ha detto l'ambasciatore svizzero in Italia, Roberto  Balzaretti, a Tg2Post.

Svizzera, Balzaretti: "Tragedia inimmaginabile, pieno sostegno"

"Il nostro piu' profondo cordoglio per queste persone decedute, per le loro famiglie, per gli amici, per tutti coloro che stanno soffrendo per una cosa che era inimmaginabile. E poi un augurio che i feriti si riprendano. Sara' dura, ma possono contare sul nostro sostegno". Lo ha detto a Tg2 Post l'ambasciatore di Svizzera in Italia Roberto Balzaretti.

Svizzera, Balzaretti: "Tragedia evitabile, omissioni"

"E' chiaro che la posizione del Comune, del cantone, di tutti gli organi  che erano preposti ai controlli, non è una posizione facile perché è  evidente che delle mancanze ci sono state". Lo ha detto l'ambasciatore  svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, a Tg2Post.

Crans-Montana, il racconto: 'Ho visto corpi a terra, è stato atroce'

Lo ha raccontato, a poche ore di distanza dalla strage di Capodanno, un  giovane che era all'interno del locale in cui si è scatenato il rogo che  ha causato feriti e morti nella notte tra il 31 dicembre e l'1 gennaio.

Crans-Montana, il racconto: 'Ho visto corpi a terra, è stato atroce'

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Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane

Nell'incendio con esplosione nel locale svizzero "Le Constellation" sono morti il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 16enne milanese Achille Barosi, il quasi 17enne genovese Emanuele Galeppini, la 16enne milanese Chiara Costanzo, la 15enne italosvizzera Sofia Prosperi e il 16enne romano Riccardo Minghetti. Ecco le loro storie. 

Strage di Crans-Montana, chi sono le sei vittime italiane

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Gestori del Constellation: "Siamo devastati, non ci sottrarremo"

"Non cercheremo in alcun modo di sottrarci" alle nostre responsabilità. Così, in una nota diffusa dalla testata Rts, i coniugi Moretti, gestori del Constellation, il bar di Crans-Montana teatro dell'incendio di Capodanno. "Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita", hanno scritto. Aggiungono di avere "piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda e rispondano a tutte le domande" e ribadiscono la loro "piena collaborazione".

Crans-Montana, proprietari bar: "Devastati e sopraffatti dal dolore"

I proprietari del bar svizzero dove 40 persone sono morte in un incendio  la notte di Capodanno hanno dichiarato di essere "devastati e  sopraffatti dal dolore", promettendo la loro "piena collaborazione" con  gli inquirenti. "Le parole non possono descrivere adeguatamente la  tragedia che si è consumata quella notte al Le Constellation", hanno  affermato Jacques e Jessica Moretti, due cittadini francesi, nella loro  prima dichiarazione pubblica da quando è stata aperta un'inchiesta  penale nei loro confronti, lo scorso sabato, in seguito al rogo nella  località sciistica svizzera di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita  sei giovani italiani. "In nessun caso cercheremo di sottrarci a queste  questioni", hanno aggiunto. Per la coppia di gestori del locale di Crans-Montana "nessuna parola è sufficiente a descrivere la tragedia avvenuta quella notte a Capodanno al Constellation".    "Teniamo  - aggiungono - a esprimere la nostra eterna riconoscenza e rispetto" alle forze dell'ordine, ai soccorritori e ai sanitari. I gestori manifestano anche "piena  e totale solidarietà" ai dipendenti, precisando che la procedura impedisce loro di contattarli.

Ginevra rafforza i controlli in tutti i locali pubblici

In  seguito al dramma consumatosi la notte di Capodanno a Crans-Montana, il  Consiglio di Stato ginevrino ha deciso di rafforzare i controlli nei  bar e nei locali pubblici. Il Cantone procederà inoltre a una  valutazione approfondita della situazione per quanto riguarda le norme  di sicurezza. Nell'immediato,  il governo ginevrino invierà una circolare a tutti gli esercizi soggetti  alla legge sulla ristorazione, la vendita di bevande, l'alloggio e  l'intrattenimento (loi sur la restauration, le débit de boissons,  l’hébergement et le divertissement). L'esecutivo cantonale intende così  ricordare agli esercenti dei locali i loro obblighi legali, ha indicato  oggi il Consiglio di Stato in un comunicato diffuso al termine della sua  seduta settimanale, sottolineando che il Cantone dispone di un quadro  normativo "rigoroso e solido". Il  Cantone ricorda inoltre a gestori e proprietari che controlli a  sorpresa possono essere effettuati in qualsiasi momento e incoraggia a  vietare l'uso di candele pirotecniche, come quelle che hanno scatenato  il fatale rogo al "Le Constellation". Nel locale di Crans-Montana - ha  confermato il Consiglio di Stato - per festeggiare il Capodanno erano  presenti anche diversi residenti ginevrini. L'esecutivo cantonale ha  espresso la propria solidarietà e il proprio sostegno alle vittime, alle  loro famiglie e ai loro cari.

Crans-Montana: Fontana ringrazia Meloni, 'sua visita molto importante'

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ringrazia la premier Giorgia Meloni che oggi ha visitato alcuni dei giovani feriti dopo la tragedia di Crans-Montana ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano: "un gesto davvero molto, molto importante - commenta il governatore -. Importante per i giovani ricoverati e per i loro familiari, ma importante anche per tutta la comunità di Niguarda che da giorni, incessantemente e con assoluta professionalità, è impegnata in questa triste vicenda". "Il sostegno di Giorgia Meloni - conclude Fontana - è la rappresentazione più alta di come l'Italia intera abbia compreso gli sforzi e l'impegno messi in campo prontamente da Niguarda, da Regione Lombardia, da Areu e da tutti coloro che, a vario titolo, sono stati chiamati in causa per affrontare l'emergenza". 

Svizzera, De Cristofaro: "Solidarietà a troupe Rai aggredite"

"Solidarieta' ai giornalisti e alle troupe Rai aggrediti a Crans Montana. Impedire il lavoro degli operatori dell'informazione non e' accettabile. Intimidire chi informa significa colpire il diritto dei cittadini ad essere informati. La gravissima tragedia avvenuta non puo' giustificare aggressioni contro chi svolge il lavoro di informare i cittadini". Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, componente della Vigilanza Rai.

Infermiere Niguarda: "Trasporto pazienti delicato, sistema ha funzionato bene"

Nel giorno della tragedia di Crans Montana "ero in servizio" in  ospedale, al Niguarda di Milano, "e mi è stato proposto di saltare sul  furgone" diretto in Svizzera. E' così che Francesco Sgarlata, 37 anni,  infermiere specializzato in emergenza-urgenza del Medical emergency team  (Met) dell'ospedale Niguarda di Milano si è trovato nello scout team  che si è occupato di valutare la presenza delle condizioni necessarie  per trasferire dagli ospedali elvetici i feriti italiani dell'incendio  di Capodanno nel locale 'Le Constellation'.    "L'1  gennaio - ha raccontato oggi in occasione del punto stampa che si è  tenuto al Niguarda - siamo partiti in serata e arrivati poi in nottata a  Losanna, come primo punto di coordinamento. Lì, nel centro ustioni,  abbiamo cominciato le procedure di scouting e di conoscimento di quelli  che erano i pazienti presenti, in collaborazione con il personale  svizzero. Nella struttura avevano dovuto aumentare la loro capacità per  poter ricevere e gestire i pazienti. Con il team ci siamo occupati della  valutazione e poi dell'organizzazione del trasporto dei pazienti" che  potevano rientrare in Italia. "Quello che abbiamo pensato è stato che,  nel momento in cui eravamo lì, il sistema doveva portare assistenza,  doveva reggere nel momento in cui c'era più bisogno per queste persone. E  noi dovevamo, con la nostra professionalità, supportare quella che era  già la professionalità svizzera messa in campo. Ci siamo mossi su questa  linea e abbiamo fatto parte di un sistema che ha lavorato molto bene".  "Noi  - ha continuato l'infermiere di area critica - ci siamo calati  assolutamente in quello che era il nostro ruolo, quello che facciamo  tutti i giorni. Bisognava essere lì, cercando di svolgere il proprio  lavoro nel migliore dei modi, con empatia. Ormai da tanti anni svolgiamo  questo lavoro, abbiamo un supporto psicologico, l'esperienza e i corsi  che ci fanno affrontare le singole situazioni in modo empatico ma anche  professionale. L'abbiamo dunque gestita in maniera totalmente  professionale. Il nostro mandato era di incontrare i clinici che  seguivano i ragazzi e confrontarci con loro per poter capire la  trasportabilità e quindi il rientro. Si è trattato di una valutazione  per decidere quali erano le caratteristiche per poterli portare a casa.  Il trasporto è un momento molto delicato".Il  paziente deve essere stabile, ma "la stabilità rientra sempre in una"  situazione di "criticità. Il paziente critico non è fuori pericolo e non  lo era neanche nel momento in cui abbiamo dovuto decidere di  trasportarlo. Però c'erano delle caratteristiche per cui era fattibile,  che si vedono da tanti fattori, dalla condizione clinica generale del  paziente, dalla fotografia che si può fare in quel momento", ha  approfondito Sgarlata, spiegando anche la molla che lo ha spinto a  scegliere proprio la professione di infermiere in un contesto delicato  come è l'emergenza urgenza: "Per me è stata la voglia di lavorare  all'interno dell'ospedale, inizialmente. E la scelta dell'emergenza è  stata il corso naturale degli eventi e degli studi che mi hanno portato a  capire che era il mio settore".  Dalla  missione in Svizzera il suo scout team è rientrato "il 3 gennaio  notte", quando ha dato il cambio un'altra squadra. "Ci siamo mossi con  un mezzo di Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) ed eravamo 7 in  tutto: due autisti soccorritori del 118 di Areu, 2 infermieri, cioè io  come infermiere di emergenza e urgenza" al fianco del medico di  anestesia e rianimazione Valeria Terzi, "e un'infermiera del Centro  grandi ustioni" con il chirurgo plastico Fernanda Settembrini, e poi "la  psicologa", Maria Meliante.

Svizzera: 3mila messaggi condoglianze, da New York a Bangkok

Sono 3mila le persone che hanno inserito le loro condoglianze nell'Online-Kondolenzbuch, il libro delle condoglianze online istituito dalla cancelleria federale della Confederazione elvetica per le vittime dell'incendio della notte dell'1 gennaio al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana. Circa 11mila messaggi sono ancora in fase di pubblicazione. L'elevato numero di messaggi in sospeso e' dovuto al fatto che tutti i messaggi vengono esaminati prima della pubblicazione. Il libro di condoglianze online e' aperto da sabato scorso a chiunque desideri ricordare le vittime ed esprimere il proprio cordoglio e sono presenti pensieri di persone residenti in Svizzera ma anche all'estero, da New York a Bangkok. Tra i primi a firmare il libro online, il presidente federale svizzero Guy Parmelin e, a nome del Governo, ha espresso le sue piu' sentite condoglianze alle famiglie e ai parenti "anche se nessuna parola puo' colmare il vuoto lasciato da una perdita cosi' improvvisa e brutale". Venerdi' 9 gennaio in Svizzera sara' lutto nazionale.

Crans-Montana, camera ardente e rosario per Emanuele Galeppini

Aperta la camera ardente per Emanuele Galeppini, 16 anni, una delle vittime della strage di giovani di Crans-Montana. Alcune persone sono entrate a pregare per la maggior parte infermieri e personale medico del Policlinico. Alla porta le corone di fiori di Regione Liguria e del Comune di Genova e i fiori inviati dal Genoa cfc, squadra di cui era tifoso il ragazzo. Anche i frati Cappuccini hanno voluto portare dei fiorni. Alle 18.00 il rosario in forma privata nella navata centrale della cappella della chiesa dei frati Cappuccini che si trova all'interno del Policlinico San Martino di Genova.     La famiglia, in rispetto per il proprio dolore, ha chiesto che non vengano divulgati l'ora e il luogo del funerale.

Svizzera: disattivata linea assistenza incendio, 1.300 chiamate

La Polizia Cantonale del Vallese ha comunicato di aver disattivato la linea di assistenza istituita dopo il devastante incendio di Crans-Montana della notte di Capodanno costata la vita a quaranta persone. Il motivo che ha portato alla disattivazione della linea e' da attribuire al basso numero di chiamate degli ultimi giorni. Dall'attivazione della linea sono state gestite complessivamente 1.300 telefonate e gli operatori hanno trattato 280 e-mail. Trenta membri del personale hanno lavorato a turni dalle ore 4.14 del mattino dell'1 gennaio per garantire che la linea di assistenza fosse operativa 24 ore su 24. Lo scopo della linea di assistenza era quello di ricevere le chiamate dei familiari delle vittime e dei feriti, nonche' di raccogliere le prime informazioni utili alle indagini. L'attivita' della linea di assistenza si e' concentrata sull'identificazione e la localizzazione delle persone segnalate come scomparse dalle loro famiglie e sul ripristino dei contatti con le stesse.

Un minuto di silenzio nelle discoteche italiane per commemorare vittime

Un minuto di silenzio in tutte le discoteche d’Italia per commemorare le  giovanissime vittime della strage di Crans Montana. Questa l’iniziativa  ideata da due fratelli ex pr napoletani Alessandro e Andrea Cannavale e  sostenuta dal Silb-Fipe Campania, presieduta da Alessandro Esposito,  che vedrà tutte le consolle spegnersi all’una di notte di sabato 10  gennaio. Per il deputato di  Avs Francesco Emilio Borrelli, "le giovani vite spezzate di Crans  Montana non devono e non possono essere dimenticate. È fondamentale  trasformare tragedie simili in momenti di consapevolezza collettiva  affinché non accadano mai più. L’iniziativa di spegnere le consolle per  un minuto in tutte le discoteche d’Italia è un gesto semplice ma di  enorme valore simbolico che consente a tutti noi di riflettere sulla  estrema gravità di quanto accaduto, anche nei luoghi di divertimento.  Come è giusto che sia. Mi auguro sia da sprone a chi opera nel settore  per evitare situazioni di pericolo e alle istituzioni per effettuare  controlli più cogenti. E’ possibile conciliare il mondo della notte con  il divertimento e la sicurezza, basta volerlo”. “Avendo  fatto parte per molti anni della vita notturna nei locali in qualità di  pr e organizzatore di eventi insieme a mio fratello Andrea, siamo  rimasti molto colpiti dalla tragedia avvenuta a Crans Montana – dichiara  Alessandro Cannavale  – e abbiamo pensato che sia giusto e doveroso che  tutti i locali si spengano per un minuto per far riflettere i giovani  su quanto accaduto. È una forma di rispetto e di ricordo delle vittime,  ma anche un segnale forte che i giovani hanno il diritto di trascorrere  le serate nei locali in piena sicurezza". Per Alessandro Esposito  Presidente Silb-Fipe Campania, "questa iniziativa vuole essere un segno  di vicinanza e rispetto per le vittime e per le loro famiglie che stanno  provando un dolore immenso in questo terribile momento".

Crans-Montana, polizia Vallese: "1300 telefonate da famiglie coinvolti"

Sono state 1.300 le telefonate - e 280 le e-mail - alla linea attivata dalla polizia del Canton Vallese per rispondere alle famiglie delle vittime e delle persone ferite nell'incendio di Capodanno nel bar Le Constellation di Crans-Montana, permettendo la raccolta dei primi elementi utili all'indagine. Questa helpline, con 30 persone che si sono alternate 24 ore su 24, è stata aperta alle 4.14 del primo gennaio e ora, dopo il riconoscimento di tutti i 116 feriti e delle 40 vittime, è stata disattivata.    L'azione della helpline si è concentrata sull'identificazione e la localizzazione delle persone segnalate come scomparse dai loro parenti. La cooperazione con gli ospedali e le altre forze di polizia è stata di rilievo all'interno di questo processo.

Sala e Fontana ai funerali delle vittime milanesi di Crans-Montana

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della Lombardia Attilio Fontana parteciperanno domani ai funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi, le due vittime milanesi del rogo di Crans-Montana.    In considerazione del fatto che le due cerimonia saranno celebrate in contemporanea domani alle 14:45, il sindaco insieme all'assessore regionale Gianluca Comazzi sarà presente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle esequie di Chiara, mentre il governatore con la vicesindaca Anna Scavuzzo assisterà a quelle di Achille alla basilica di Sant'Ambrogio.    A officiare le cerimonie saranno rispettivamente l'ex rettore del collegio San Carlo, monsignor Alberto Torriani, e l'abate Carlo Faccendini.    Il funerale di Sofia Prosperi, la vittima più giovane dell'incendio di Capodanno, saranno invece celebrati a Lugano dal vescovo Alain de Reamy nella cattedrale di San Lorenzo. In questo caso, la famiglia che vive nel canton Ticino a Castel San Pietro, ha chiesto il rispetto della privacy. In una intervista al Corriere del Ticino il padre Matteo ha domandato che prima e durante la cerimonia che "non vi siano pressioni, contatti insistenti, riprese o presenze intrusive. Intendiamo celebrare le esequie senza clamori e in forma riservata, nella sola cerchia di familiari e amici con l'unico intento di mettere al centro il ricordo di Sofia possibilmente al riparo dalla copertura mediatica".

Svizzera, Giani: "Sanità pubblica toscana risponde all'emergenza"

La tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera, presso il locale Le Constellation, nella notte di Capodanno, ha attivato immediatamente una complessa macchina di soccorso sanitario internazionale per garantire assistenza ai feriti piu' gravi, colpiti da ustioni estese e condizioni cliniche critiche. "Siamo stati attivati nella mattina del primo gennaio dal Dipartimento nazionale per il coordinamento di operazioni cosiddette MEDEVAC, ovvero di evacuazione medica, dagli ospedali svizzeri a quelli italiani, per il trasporto dei pazienti nostri connazionali" - spiegano il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l'assessora regionale alla sanita', diritto alla salute e politiche sociali Monia Monni. In questo contesto, la CROSS - Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario di Pistoia - ha svolto un ruolo importante nel coordinamento dei trasferimenti sanitari, gestendo ad oggi complessivamente 11 trasferimenti di pazienti provenienti dagli ospedali di Sion, Losanna e Zurigo. Si tratta - si legge in una nota - di pazienti tutti in condizioni gravi, trasferiti presso l'ospedale Niguarda di Milano, centro di riferimento nazionale per il trattamento dei grandi ustionati. Le operazioni sono state rese possibili grazie a un articolato coordinamento tra i sistemi di emergenza sanitaria di diverse regioni italiane, con l'impiego di elicotteri del 118 di Lombardia, Valle d'Aosta, Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino e Veneto. "La Toscana ha garantito fin da subito la piena disponibilita' delle proprie risorse sanitarie - proseguono il presidente Eugenio Giani e l'assessora regionale Monia Monni - mettendo a disposizione posti letto per grandi ustionati presso l'azienda ospedaliero universitaria di Pisa e l'Ospedale Meyer, oltre alla disponibilita' di un elicottero della flotta Pegaso. Al momento non e' stato necessario attivare tali risorse, che restano comunque pronte qualora si rendesse necessario". "In un momento cosi' drammatico - concludono il presidente e l'assessora - desideriamo esprimere la nostra piu' sincera vicinanza alle vittime e alle loro famiglie e ringraziare tutte le operatrici e gli operatori sanitari coinvolti per la professionalita' e il senso di responsabilita' dimostrati. Il lavoro in rete del sistema sanitario pubblico ha consentito di garantire risposte rapide ed efficaci anche in un'emergenza di dimensione internazionale".

Crans-Montana, monsignor Delpini: "È necessario chiedere giustizia"

"Credo che sia giusto chiedere giustizia, è necessario. Se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce". Lo ha detto l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, riferendosi al locale Le Constellation di Crans-Montana, dove si è verificata la tragedia costata la vita a diversi giovani.    Delpini ha parlato all'ingresso del Collegio San Carlo dove è allestita camera ardente di Chiara Costanzo, una delle vittime. "L'emozione che questa tragedia ha suscitato in tutti è lo sconforto - ha aggiunto - ma l'emozione e la commozione svaniscono presto e serve qualcosa di più serio, di più solido. Sono convinto che siano necessari lo spiraglio della speranza e l'intensità della preghiera".    "Ai giovani - ha concluso - mi sento di dire che possiamo sperare in un modo di vivere che non si rassegni alla morte e alla disperazione". L'arcivescovo ha quindi precisato che "la giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta del tutto legittima e doverosa".

Svizzera, ministro Salute: "Orgogliosa dell'organizzazione"

"Sono orgogliosa di come e' stato organizzato tutto. Nessun altro Paese sarebbe in grado di assistere cosi' tanti feriti in cosi' poco tempo. Gli operatori sanitari hanno fatto un lavoro incredibile". Lo ha detto il ministro della Salute svizzero Elisabeth Baume-Schneider dopo una visita all'ospedale di Sion rivolgendosi ai critici che avevano visto il sistema sanitario svizzero al limite dopo la tragedia di Capodanno al bar 'Le Constellation' di Crans-Montana. "Si', eravamo e siamo dipendenti dall'aiuto dall'estero", ha aggiunto il ministro sottolineando che "questo non significa che le strutture in Svizzera siano scadenti". Secondo il ministro Baume-Schneider, 46 feriti (su 116 totali) attualmente vengono curati all'estero.

Unirai: "Le autorità si attivino, solidarietà ai colleghi aggrediti a Crans-Montana"

Il sindacato Unirai - liberi giornalisti Rai esprime "piena solidarietà ai colleghi Francesca Crimi (Ore 14), Domenico Marocchi (UnoMattina News) e Alessandro Politi (Storie Italiane), e ai filmaker Marco Bonifacio, Riccardo Nava e Giovanni Curró, coinvolti in gravi episodi di intimidazione e aggressione mentre svolgevano il loro lavoro a Crans-Montana".    "È intollerabile che giornalisti e troupe vengano minacciati o ostacolati nell'esercizio della loro professione - si legge in una nota -. Chi tenta di intralciare il lavoro dell'informazione colpisce un principio fondamentale: il mestiere del giornalista consiste nella libera informazione, a tutela del diritto dei cittadini a essere informati. Unirai chiede che le autorità competenti si attivino immediatamente per accertare le responsabilità e garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi opera sul campo, in Italia e all'estero. Ai colleghi coinvolti va la piena vicinanza umana e professionale del sindacato".

Svizzera: Meloni a Milano in visita a pazienti Niguarda

Prima di recarsi a Parigi, dove e' attesa al vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all'ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. E' quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi. Meloni, precisano le stesse fonti, si e' intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. Il presidente del Consiglio ha voluto esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l'impegno e la professionalita' dimostrati nell'assistenza ai pazienti.

Parigi apre un'inchiesta sull'incendio di Crans-Montana

A seguito dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana, con 40 morti e 116 feriti, "la procura di Parigi ha avviato un'inchiesta 'specchio' (parallela) per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere". Così la procuratrice della Repubblica di Parigi Laure Beccuau. "Le autorità svizzere - precisa - restano competenti per indagare sullo svolgimento dei fatti e ricercare eventuali responsabilità". L'obiettivo è di "consentire alle vittime francesi e alle loro famiglie di beneficiare di un interlocutore comune in Francia e di facilitare se necessario i loro scambi con le autorità svizzere".  Laure Beccuau precisa in una nota che l'inchiesta francese è stata aperta dal polo 'incidenti collettivi' della procura di Parigi e affidata all'ufficio centrale per la repressione delle violenze sulle persone della direzione nazionale della polizia giudiziaria. Inoltre la federazione 'France victimes' è stata "mobilitata dalla procura per offrire un sostegno psicologico e legale alle vittime e alle loro famiglie".    A seguito del rogo nel Constellation - come riferisce la procuratrice di Parigi - sono morti al momento nove cittadini francesi, di cui diversi minori (la più giovane aveva 14 anni), e "almeno altri 23 sono feriti, alcuni anche in modo molto grave".

Inviato Rai: aggrediti da 10 persone davanti al ristorante dei Moretti a Crans-Montana

Una aggressione da parte di una decina di persone davanti ad uno dei locali dei coniugi Moretti, proprietari del bar Le Constellation, devastato dalle fiamme a Crans-Montana la notte di Capodanno. A subirla l'inviato di 'Uno Mattina News', Domenico Marocchi, insieme all'operatore, e ai due colleghi della troupe di 'Storie Italiane'. L'episodio è avvenuto ieri pomeriggio davanti al ristorante a due piani 'Le vieux chalet', che in quel momento era chiuso.    "Era il giorno del dolore per i ragazzi morti che tornavano in Italia e qui a Crans-Montana sono rimaste le domande - ha raccontato Marocchi a Uno Mattina News -. Siamo andati davanti a uno dei locali dei coniugi Moretti, che al momento sono indagati. Hanno tre locali qui nella cittadina, noi siamo andati davanti al ristorante e abbiamo solamente inquadrato e ripreso un cartello che era sulla strada che diceva che il ristorante era chiuso". A quel punto è arrivata una auto con musica rap ad altissimo volume, che li stava seguendo già da un po'. "Sono uscite tre persone - ha proseguito - che hanno iniziato ad intimidirci ad insultarci, anche con insulti diretti a tutti gli italiani".    Gli aggressori avevano accento corso, indossavano felpe e cappucci e uno anche gli occhiali da sole, nonostante fosse già buio. "Stavano per andare via quando sono arrivate altre sette persone", ha spiegato ancora Marocchi. Il giornalista ha visto uscire questi ultimi dal locale e ha riconosciuto tra loro gli autori di un'altra aggressione ai danni degli inviati del Blick, quotidiano svizzero in lingua tedesca che poco prima aveva pubblicato un video su Twitter per denunciare l'accaduto. Tra questi anche una donna e un uomo che si è tenuto più distante, ma gli inviati non hanno saputo dire se si trattasse o meno dei coniugi Moretti.    I dieci aggressori "hanno circondato la nostra auto e hanno iniziato ad urlare. E' arrivato uno spintone verso la nostra auto, siamo entrati tutti e quattro nella vettura e lì hanno iniziato a dare colpi sia all'auto che agli specchietti". Gli inviati hanno sporto denuncia alle autorità elvetiche, spiegando l'accaduto, e stanno valutando se presentarla anche alle autorità italiane.

Crans-Montana: lezioni sospese domani al liceo di Riccardo per i funerali

Lezioni sospese domani al liceo scientifico Stanislao Cannizzaro nel quartiere Eur a Roma per i funerali del sedicenne Riccardo Minghetti, studente dell'istituto tra le vittime dell'incendio di Capodanno a Crans-Montana, che si terranno alle 11 nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo. "In segno di rispetto e per consentire a quanti lo desiderassero di prendere parte alla funzione - si legge in una circolare firmata dalla dirigente Giuseppa Tomao e pubblicata sul sito della scuola - le lezioni termineranno alle ore 10.10. Gli studenti che intendano partecipare ai funerali potranno lasciare autonomamente la sede scolastica alle ore 10.10 previa autorizzazione dei genitori (tramite registro elettronico). Al termine della funzione faranno rientro autonomamente al proprio domicilio. I docenti che lo vorranno potranno prendere parte ai funerali". La preside raccomanda che "la partecipazione avvenga nella massima compostezza, sobrietà, raccoglimento e rispetto, in considerazione della particolare delicatezza del momento e nel pieno rispetto della famiglia. L'intera comunità scolastica si stringe attorno ai familiari nel loro immenso dolore". 

Tajani, 'troupe Rai aggredite a Crans-Montana, no a violenze su stampa'

"Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans-Montana. I giornalisti stavano lavorando per testimoniare al pubblico italiano i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente 6 nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi". Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.    "Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza - aggiunge - Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare a operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa". 

Svizzera: Sala, le famiglie devono avere giustizia =

"Non spetta a me dare giudizi, però certamente quello che so e' che le regole, per esempio per il rilascio della CPI, il Certificato di Prevenzione Incendi, in Italia sono piu' rigorose. Nessuno restituirà purtroppo i figli alle famiglie, ma è importante che le famiglie abbiano giustizia e che il nostro Paese si impegni affinché questa giustizia arrivi". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala parlando delle giovani vittime di Crans Montana, tra cui due milanesi. Domani ci saranno i funerali di Achille Barosi e Chiara Costanzo:"Andro' con la vice sindaca Scavuzzo, i funerali sono coincidenti quindi io andro' al funerale di Chiara e la vice sindaca al funerale di Achille", ha dichiarato poi ricordando l'arrivo delle salme a Linate: "Il pensiero va li'. Ieri è stato un momento toccante, commovente. Nessuno puo' restituire quei figli, quei ragazzi, alle famiglie, però - ha ripetuto Sala - giustizia deve essere fatta".

Svizzera: scout team Niguarda, visto dolore ma non disperazione

"Con i colleghi svizzeri c'è stata moltissima collaborazione, basata su due elementi: prima di tutto la capacità di entrare in punta di piedi in un sistema che stava funzionando e che aveva fatto già moltissimo e andava rispettato per la fatica fatta. Dall'altra parte, oltre ad averci accolto con grande disponibilità, c'è stata da subito una collaborazione e un'intesa per poter portare avanti un processo". Lo ha raccontato Valeria Terzi, medico dirigente di Anestesia e rianimazione dell'ospedale Niguarda di Milano, parte dello scout team che è andato negli ospedali svizzeri per valutare le condizioni dei feriti dell'incendio di Crans Montana. Il team di specialisti inviato dal Niguarda in Svizzera è composto da chirurghi plastici ustionologi, intensivisti dell'emergenza come la dottoressa Terzi, psicologi e infermieri di area critica. Attive sull'emergenza hanno lavorato due squadre da 4 componenti ciascuna, una delle quali è ancora in viaggio mentre l'altra è rientrata a Milano. "Il team di scout partito dall'Italia ha spostato pazienti gravi italiani in Italia, dando così la possibilità a pazienti gravi svizzeri di tornare in ospedali svizzeri - ha spiegato Terzi durante un punto stampa fuori dall'ospedale milanese -. Abbiamo visto tanta fiducia, sia dei sanitari svizzeri nei nostri confronti, sia delle famiglie in un sistema che stava funzionando e si metteva a loro disposizione. Non abbiamo visto disperazione. Certo, il dolore si tagliava col coltello, ma mai disperazione. Si era tutti parte di un processo, anche le famiglie. Sicuramente dolore - ha ribadito -, sicuramente fiducia ma non disperazione".

Strage Crans-Montana, medici Niguarda: tre feriti ricoverati in condizioni serie

Sindaco Crans Montana: porterò questo fardello per la vita

Zoli (Niguarda): "Ancora difficoltà per il trasferimento di due pazienti italiani"

In questo momento "abbiamo ancora difficoltà nel trasferimento di 2 pazienti che avevamo previsto, per via delle loro condizioni. Le condizioni di intrasportabilità non hanno permesso di fare arrivare già da ieri almeno uno dei due. Quando sarà possibile, procederemo come abbiamo fatto per gli altri 11". Lo ha spiegato il direttore generale dell'ospedale Niguarda di Milano, facendo il punto sugli ultimi feriti nell'incendio di Crans Montana ancora ricoverati in Svizzera. 

"Anche se il viaggio non è lungo, perché si tratta al massimo di un'ora di volo, comunque il paziente deve essere ampiamente stabilizzato e stabile per poter arrivare, in condizioni critiche ma sufficienti per essere gestito all'arrivo", ha aggiunto il Dg. "Quando saranno dichiarati trasportabili, vedremo cosa deciderà la centrale remota di organizzazione dei soccorsi sulla loro destinazione: quasi sicuramente per uno sì", la destinazione sarà il Niguarda. Invece "per l'altro paziente potrebbe essere una destinazione diversa, perché la centrale di smistamento e di gestione di questi trasporti cercherà di distribuire, e deve distribuire, i pazienti anche in base alla loro residenza". 

Quanto all'arrivo di ulteriori pazienti dalla Svizzera, Zoli ha precisato: "In questo momento non abbiamo richieste, diversamente da come è stato il primo giorno" dopo la tragedia, "e anche il giorno successivo".

Crans Montana, Dg del Niguarda: "Per tutti i pazienti la prognosi rimane riservata"

"Abbiamo 11 pazienti" coinvolti nell'incendio di Crans Montana "ricoverati" all'ospedale Niguarda di Milano. "Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente sono 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata". A fare il punto oggi davanti alla struttura sanitaria meneghina è stato il direttore generale del Niguarda, Alberto Zoli. "Le condizioni" dei feriti, ha spiegato, "variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese, ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche, ma che nelle prossime ore possono avere un'evoluzione speriamo positiva". 

"Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva - ha continuato il Dg - Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso, ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata". 

Sindaco Crans-Montana: "Porterò questo fardello per tutta la vita"

"Ho vissuto questa settimana in modo estremamente difficile. E' qualcosa che so sarà insormontabile e porterò questo fardello e la tristezza di tutte queste famiglie per la mia vita". Così, con tono affranto, il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, nel corso della conferenza stampa convocata dopo l'incendio di Capodanno nel bar Constellation, dove sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite.

Usigrai: "Grave aggressione alla troupe Rai a Crans-Montana"

"Solidarietà al collega Domenico Marocchi e a tutta la troupe di "Uno Mattina" aggredita ieri di fronte al locale di Crans-Montana dove sono morte 40 persone nel rogo di Capodanno. Insieme a loro, minacciati anche due colleghi di "Storie Italiane"  a cui va la nostra vicinanza". Lo sottolinea l'Usigrai in una nota. "I colleghi stavano raccontando quanto accaduto davanti al luogo della strage quando sono stati minacciati e spintonati da alcune persone evidentemente interessate alla vicenda - prosegue la nota - Chiediamo alle autorità italiane e a quelle svizzere di fare chiarezza sull'accaduto e garantire l'incolumità delle tante colleghe e colleghi presenti sul posto della strage. Il problema non è chi racconta come sono accaduti i fatti ma chi ha causato la morte di decine di ragazze e ragazzi". 

Crans-Montana, aiuti finanziari alle famiglie dal governo del Vallese

Il governo del Canton Vallese ha deciso di "sostenere finanziariamente e amministrativamente le famiglie colpite dall'incendio" di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, in particolare attraverso i centri di consulenza 'Lavi' (Legge federale sull'assistenza alle vittime di reati). Questo "aiuto finanziario" sarà disposto secondo "modalità ancora da definire". Inoltre è stato deciso di fornire supporto psicologico alle "persone che ne hanno bisogno", dalle scuole alle squadre di soccorso. 

Il sindaco: "Ci rammarichiamo per i controlli non effettuati"

"Ci sono cinque persone addette alla sicurezza pubblica, tre persone effettuano questi controlli periodici. Non sapevamo che questi controlli non fossero svolti come avrebbero dovuto, ce ne rammarichiamo profondamente". Così il sindaco di Crans Montana, Nicolas Feraud, in conferenza stampa a cinque giorni dalla tragedia del bar 'Le Constellation' nel centro turistico del Canton Vallese. "Ci consideriamo vittime di questa tragedia, siamo stati profondamente colpiti", ha aggiunto il primo cittadino. 

Il Comune: "Limite della capienza del seminterrato era di 100 persone"

Il Comune di Crans Montana ha comunicato che al 'Le Constellation' "i rapporti indicavano un limite di capienza di 100 persone per i locali al piano terra e di 100 persone per il seminterrato" e che "nel settembre 2025, un ufficio esterno specializzato ha realizzato uno studio acustico del bar 'Le Constellation' e ha confermato il rispetto delle norme antirumore, senza rilevare altri problemi". 

Il sindaco: "La questione è il funzionamento delle uscite di emergenza"

"C'erano abbastanza uscite di emergenza per il numero di clienti richiesto. Ora, la questione del funzionamento effettivo di queste uscite di emergenza quella sera è una questione su cui la Procura indaghera'". E' quanto affermato dal sindaco di Crans Montana, Nicolas Feraud, in conferenza stampa rispondendo ad una domanda sul fatto che all'interno del bar 'Le Constellation' ci sarebbero state 400 persone anzichè il numero massimale di 200. Sul fatto che gli agenti di sicurezza si sono dimessi nel 2023 e nel 2024, il sindaco ha detto, "si tratta di normali avvicendamenti, non abbiamo mai avuto problemi con gli addetti alla sicurezza".

Sindaco di Crans-Montana: "Non penso alle dimissioni"

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha detto in conferenza stampa di non pensare alle dimissioni dopo aver ammesso che nel locale Le Constellation non stati effettuati i controlli periodici dal 2020. "Non è nel mezzo della tempesta che si abbandona la nave", ha precisato. Alla domanda se dopo questa ammissione, resta in piedi l'ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento penale, ha risposto: "Si vedrà quale sarà la decisione della giustizia". 

Il sindaco: "Proprietario del bar estremamente negligente"

"Il proprietario del bar è stato estremamente negligente. Ha corso rischi semplicemente inaccettabili". E' quanto detto Nicolas Feraud, sindaco di Crans-Montana, rispondendo a una domanda nel corso dell'odierna conferenza stampa in merito alla presenza dei tappettini in schiuma fonoassorbenti presenti nell'interrato del locale 'Le Constellation' dove la notte di Capodanno è scoppiato l'incendio che ha causato la morte di 40 persone e il ferimento, per ustioni, di 116. Il sindaco ha poi aggiunto, "gli addetti alla sicurezza erano del parere che non ci fossero carenze di sicurezza per i tappetini in schiuma fonoassorbenti del bar" e ha precisato, "esamineremo tutti i ristoranti per prevenire simili tragedie in futuro". 

Il sindaco di Crans-Montana: "Siamo ancora sotto shock"

"Sono trascorsi cinque giorni dal disastro, siamo ancora sotto shock". Nicolas Feraud, sindaco di Crans-Montana, ha iniziato così il suo intervento in occasione della conferenza stampa nel giorno dell'Epifania indetta per dare aggiornamenti sul disastroso incendio scoppiato la notte di Capodanno al bar 'Le Constellation' che a ha causato la morte di quaranta persone e il ferimento per ustioni di 116 in gran parte giovani. Il primo cittadino ha detto che il "Comune è in contatto con tutte le famiglie colpite, i nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che stanno soffrendo", ha aggiunto, "negli ultimi giorni il Comune ha esaminato oltre 60 documenti, oggi siamo in grado di fornire informazioni completamente trasparenti, lo dobbiamo a tutte le vittime e alle loro famiglie". 

Crans-Montana

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Comune di Crans-Montana: "La legge non prevede che controlliamo i materiali"

Il Comune di Crans Montana sostiene di non avere responsabilità nel controllo dei materiali degli esercizi pubblici e quindi, nel caso del 'Le Constellation', su quelli non ignifughi del soffitto. "Il Consiglio comunale ha adottato le seguenti misure immediate - si legge nella nota -. Decisione di incaricare un ufficio esterno specializzato per effettuare senza indugio un controllo di tutti gli esercizi pubblici del Comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda, poichè altrimenti il controllo non raggiungerebbe il suo obiettivo, ossia rafforzare la sicurezza. Decisione di vietare l'uso di qualsiasi tipo di dispositivo pirotecnico nei luoghi chiusi su tutto il territorio comunale". Il Comune di Crans-Montana aggiunge di essere "pienamente mobilitato al fianco delle vittime della tragedia e delle loro famiglie e persone care, verso le quali vanno i suoi pensieri costanti. Continuerà a intraprendere tutto quanto è in suo potere affinchè una simile tragedia non si ripeta". 

Comune di Crans-Montana: "Ci assumeremo le responsabilità davanti ai giudici"

Il Comune di Crans Montana ammette le proprie responsabilità nell'incendio che ha portato a 40 morti e 116 feriti al 'Le Constellation' e si dice pronto ad assumersele davanti alla magistratura. "La giustizia stabilirà quale influenza abbia avuto tale carenza nella catena di causalita' che ha condotto alla tragedia - si legge in una nota -. Il Comune assumerà tutte le responsabilità che la giustizia determinerà".

Svizzera, Comune di Crans-Montana: "Siamo stati carenti nei controlli periodici"

"Il Consiglio comunale deplora amaramente di aver scoperto una carenza nei controlli periodici di esercizio nel periodo 2020-2025". Lo comunica in una nota il Comune di Crans Montana dopo avere analizzato i documenti sul bar 'Le Constellation'.  "Il Comune di Crans-Montana ha analizzato l'insieme dei documenti costitutivi del dossier trasmesso al Ministero pubblico vallesano a seguito dell'incendio del Bar Le Constellation - si legge nel comunicato -. Tali documenti descrivono le procedure amministrative relative alla conformita' dell'esercizio. Sebbene nel solo anno 2025 siano stati effettuati oltre 1400 controlli antincendio sul territorio comunale, il Consiglio comunale deplora amaramente di aver scoperto una carenza nei controlli periodici di questo esercizio nel periodo 2020-2025. Ha quindi deciso di incaricare un ufficio esterno specializzato per procedere al controllo di tutti gli esercizi pubblici e di vietare l'uso di dispositivi pirotecnici all'interno". 

Svizzera, commemorazione del 9 gennaio spostata a Martigny

La commemorazione delle vittime della tragedia della notte di Capodanno prevista il 9 gennaio di terrà al Cerm di Martigny e non, come inizialmente previsto, a Crans-Montana. Venerdì, in tutta la Svizzera sarà giorno di lutto nazionale. Le autorità del Canton Vallese, a causa delle previsioni di nevicate e per motivi di sicurezza, hanno annunciato che la cerimonia si terrà ora presso il Cerm. La parte ufficiale della cerimonia, rivolta alle vittime e alle loro famiglie, inizierà alle ore 13:45 e vedrà la partecipazione di autorità internazionali, federali, cantonali e locali. Come riporta un comunicato, "tutte le famiglie colpite sono invitate a partecipare". Per il pubblico, la cerimonia sarà trasmessa in diretta streaming presso il Centro Congressi Le Regent di Crans-Montana. 

Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?

La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha spiegato che non ci sono i termini per arrestare Jacques e Jessica Moretti perché non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga" e "gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione".

Crans-Montana, perché i proprietari del Le Constellation sono liberi?

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Sicurezza nei luoghi chiusi: la tragedia interroga diritto e etica

Le indagini faranno il loro corso, ma possiamo già evidenziare una lacuna profonda: l’assenza di una vera disciplina etica e giuridica della sicurezza nei luoghi chiusi aperti al pubblico, in particolare quelli ad alta concentrazione emotiva, musicale, alcolica e fisica.

Sicurezza nei luoghi chiusi: la tragedia interroga diritto e etica

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Crans-Montana, bilancio aggiornato e polemiche per le indagini. VIDEO

Svizzera, ex pm a Lugano: "Quei due vanno arrestati, errore affidare ai Comuni i controlli"

"Quando penso che nel cantone Vallese la responsabilità delle ispezioni antincendio nei locali pubblici è dei Comuni, mi preoccupo un po'. Mi chiedo come può un piccolo Comune di montagna come Crans-Montana avere strumenti e personale per controlli così specifici. In questa tragedia si apre anche un altro problema. Chi ha concorso a questo concatenamento di fatti che ha portato a questa disgrazia evitabile. Per poter operare, un esercizio pubblico deve ottenere una autorizzazione dal Comune dopo la verifica del locale e degli impianti di sicurezza, poi ci sono controlli periodici per verificare se i requisiti sono ancora rispettati. Con quale serietà sono state fatte le ispezioni se in un sotterraneo privo di finestre sono state messe cento persone? Il paese è piccolo, tutti si conoscono, non vorrei che qualcuno abbia chiuso un occhio". Lo ha affermato in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' Paolo Bernasconi, 82 anni, pubblico ministero a Lugano (Svizzera) dal 1968 al 1995, che ora insegna Diritto penale dell’economia in diverse università elvetiche.

"Bisogna verificare anche la polizza assicurativa obbligatoria. Una compagnia non assicura un ambiente che non è in regola, perché se succede qualcosa deve pagare. Quando è stata stipulata la polizza, - continua Bernasconi - immagino che fosse tutto in ordine, bisogna vedere se dopo ci sono stati interventi che hanno trasformato l’immobile. Dai controlli se ne sarebbero dovuti accorgere. Se qualcuno non ha operato correttamente rischia di concorrere nei reati di omicidio, lesioni e incendio dolosi di cui sono accusati i titolari".

"In questa vicenda la giustizia mi pare si stia muovendo troppo lentamente. È vero che sono reati colposi, ma di fronte a un disastro di proporzioni colossali e a omissioni evidenti, avrei preso provvedimenti straordinari, come l’arresto in carcere o i domiciliari. Mi sembra il minimo nei confronti delle vittime e delle loro famiglie. - conclude Bernasconi - C’è un rischio di fuga, perché si tratta di due cittadini francesi che teoricamente potrebbero lasciare la Svizzera, e c’è un rischio di inquinamento probatorio in una cittadina piccola. Sarebbe anche nella prassi giudiziaria svizzera".

Strage Crans-Montana, il ricordo dei parenti e degli amici delle vittime

Giovanni Tamburi, Achille Barosi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Sofia Prosperi e Riccardo Minghetti sono morti nell’incendio di capodanno nel locale svizzero "Le Constellation". Ragazzi fra i 15 e i 16 anni che ora vengono ricordati con parole d’affetto e cordoglio da amici, compagni di scuola e parenti

Crans-Montana, il ricordo dei parenti e degli amici delle vittime

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Crans-Montana, revocata licenza secondo locale titolari Constellation

Il Consiglio comunale di Crans-Montana ha deciso di revocare la licenza di esercizio a La Petite Maison, secondo locale gestito dagli stessi titolari del Constellation. Lo riferisce la Rts, citando una lettera del Comune datata 5 gennaio e trasmessa dall'avvocato parigino della coppia di gestori.

"Il ritiro della licenza comporta la chiusura immediata" dell'esercizio, si legge nel documento. La decisione è stata presa "alla luce delle circostanze e al fine di garantire la sicurezza del pubblico". Il provvedimento può essere oggetto di ricorso.

Mattarella in Svizzera venerdì per cerimonia in ricordo vittime Crans-Montana

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì prossimo sarà con ogni probabilità in Svizzera per partecipare alla cerimonia organizzata dal presidente federale per ricordare le vittime dell'incidente di Crans-Montana. È quanto si apprende in ambienti diplomatici. La Confederazione Svizzera ha invitato i capi di Stato e di governo dei Paesi colpiti dalla tragedia di Crans Montana per il 9 gennaio, in occasione della giornata di lutto che "avrà deliberatamente una dimensione internazionale". 

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