Le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali rischiano di privare centinaia di migliaia di persone a Gaza di cure mediche salvavita. Lo denuncia Medici Senza Frontiere. Rappresentanti di Usa, Egitto, Qatar e Turchia si sono incontrati a Miami per "far avanzare i preparativi" della seconda fase del piano di de-escalation della guerra a Gaza
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Le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali rischiano di privare centinaia di migliaia di persone a Gaza di cure mediche salvavita. Lo denuncia Medici Senza Frontiere, secondo cui le nuove disposizioni potrebbero comportare la revoca della registrazione delle ong internazionali a partire dal 1 gennaio. Infatti, la mancata registrazione impedirebbe alle organizzazioni, tra cui Msf, di fornire servizi essenziali alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania, sostiene l'organizzazione.
Rappresentanti di Usa, Egitto, Qatar e Turchia si sono incontrati a Miami per "far avanzare i preparativi" della seconda fase del piano di de-escalation della guerra a Gaza, dopo la tregua tra Israele e Hamas scattata a ottobre.
Gli approfondimenti:
- Piano di pace per Gaza: il testo integrale dell'accordo
- Da Oslo a Sharm el Sheik, i piani di pace degli ultimi decenni
- Chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas
- Dagli ostaggi rilasciati alle vittime, i numeri della guerra
- Quali Paesi riconoscono lo Stato palestinese e quali sono contrari. LA MAPPA
- Blocco E1: cos’è l’insediamento di Israele che divide la Cisgiordania
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La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Il 7 ottobre del 2023 i terroristi sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.
Israele ha risposto lanciando l’operazione 'Spade di Ferro' con massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un'offensiva di terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e all'Iran.
La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni
Vai al contenutoIsraele, arrestato renitente a leva: Haredi bloccano autostrada
Manifestanti ultraconservatori contrari alla leva obbligatoria hanno bloccato in entrambe le direzioni un'autostrada nel centro di Israele.I manifestanti contestano l'arresto di un renitente alla leva haredi, secondo quanto affermato dalla polizia citata dai media israeliani.Sebbene la legge israeliana imponga a tutti coloro che hanno più di 18 anni di svolgere il servizio militare obbligatorio, l'esenzione degli uomini Haredi è oggetto di dibattito nel Paese da anni.Il 25 giugno 2024, la Corte suprema israeliana ha stabilito che non esiste alcuna base giuridica per esentare gli uomini Haredi dal servizio militare obbligatorio.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.
La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata
Vai al contenutoJared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.
Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas
Vai al contenutoAccordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.
Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono
Vai al contenutoOnu: "Edifici a rischio crollo a Gaza per il maltempo"
Nella Striscia di Gaza si sta manifestando un nuovo tipo di emergenza: molti palestinesi, in mancanza di un rifugio, hanno scelto di vivere in edifici lesionati dalla guerra, rischiando di finire vittime dei crolli dei palazzi. Lo ha segnalato il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, nel corso dell'incontro quotidiano con i media internazionali. "Nel weekend - ha aggiunto - numerosi edifici sono collassati in seguito alle tempeste. Questo ci ricorda che tre quarti delle famiglie guidate da donne hanno urgente bisogno di un rifugio e due terzi un urgente bisogno di vestiario". La scorsa settimana, ha ricordato il portavoce, circa tremila famiglie colpite dalle inondazioni hanno ricevuto tende, materassi e coperte. Circa 250 mila bambini hanno ricevuto indumenti invernali". Secondo le Nazioni Unite, 630 mila adolescenti in tutta la Striscia non hanno vestiario per affrontare l'inverno.
Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.
Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni
Vai al contenutoOnu, a Gaza raid aerei e negato soccorso a un ferito
Il portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che nella Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco, continuano ad arrivare "segnalazioni di raid aerei, bombardamenti e sparatorie in tutti e cinque i governatorati di Gaza". "Tutto questo - ha aggiunto Stephane Dujarric - ha causato" nelle ultime ventiquattro ore "vittime e interruzioni nelle operazioni umanitarie. Ieri, a una missione di soccorso per raggiungere una persona ferita a Gaza City è stato negato l'accesso".
Siria, 2 morti e 8 feriti in 'attacco Fds' ad Aleppo: le milizie negano
E' di almeno due morti e 8 feriti il bilancio di un attacco ad Aleppo attribuito alle Forze democratiche siriane (Fds), che hanno negato "categoricamente" ogni responsabilità. Secondo quanto riferito dal ministero della Sanità di Damasco, le vittime sono "un giovane e sua madre" e tra i feriti si contano alcuni minori e due membri della Difesa civile. Nella nota si afferma anche che "si segue con preoccupazione la situazione ad Aleppo, data la continua escalation militare", precisando che l'attacco aveva come "obiettivo le immediate vicinanze di centri medici", il che costituisce "un atto riprovevole e un reato condannato dalla legge, dalla morale e dalla sovranità dello Stato".
In precedenza, il ministero dell'Interno aveva accusato che i membri delle Fds, milizie curdo-arabe, schierati nei quartieri di Seij Maqsud e Ashrafiyé avevano "tradito" le forze di sicurezza interne di stanza ai posti di blocco congiunti, contro i quali avevano aperto il fuoco, come riportato attraverso il proprio canale Telegram. Ma le Forze democratiche siriane hanno "categoricamente negato le accuse delle agenzie di sicurezza e militari vicine al governo di Damasco", secondo cui i loro membri starebbero attaccando i quartieri di Aleppo, sostenendo che, in conformità con l'accordo di aprile, hanno ceduto le loro posizioni alle forze di sicurezza interne.
Tregua a Gaza e la fase 2 che non parte. VIDEO
Onu: a Gaza raid aerei e negato soccorso a un ferito
Il portavoce delle Nazioni Unite ha dichiarato che nella Striscia di Gaza, nonostante il cessate il fuoco, continuano ad arrivare "segnalazioni di raid aerei, bombardamenti e sparatorie in tutti e cinque i governatorati di Gaza"."Tutto questo - ha aggiunto Stephane Dujarric - ha causato" nelle ultime ventiquattro ore "vittime e interruzioni nelle operazioni umanitarie. Ieri, a una missione di soccorso per raggiungere una persona ferita a Gaza City è stato negato l'accesso".
Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa
Il progetto dell'amministrazione americana vede una Striscia completamente rinnovata con resort di lusso sul mare, treni ad alta velocità e reti digitali ottimizzate con l'IA. Secondo il "Wall Street Journal", il piano sarebbe già stato presentato a potenziali Paesi donatori, tra cui ricchi emirati, Turchia e Egitto. Ma ci sono dubbi sulla sua fattibilità.
Gaza, ipotesi 'Project Sunrise' per la ricostruzione: ecco l'idea Usa
Vai al contenutoNetanyahu: "Sappiamo di test in Iran, pronti ad una risposta severa"
Israele è a conoscenza del fatto che l'Iran ha condotto di recente delle "esercitazioni": "Voglio dire chiaramente all'Iran: qualsiasi azione contro Israele incontrerà una risposta molto severa". Lo dice il primo ministro Benjamin Netanyahu durante una conferenza stampa con i leader di Grecia e Cipro. "Stiamo monitorando la situazione e stiamo facendo tutti i preparativi necessari", ha aggiunto Netanyahu secondo cui le attività nucleari di Teheran saranno discusse con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Perché la Cisgiordania adesso è centrale nelle strategie di Israele
Il Parlamento di Tel Aviv ha riconosciuto 19 nuovi insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale. Il contesto è reso ancora più delicato dal cessate il fuoco a Gaza. I palestinesi vedono così restringersi spazi, diritti e possibilità di autodeterminazione, mentre le violenze dei coloni aumentano, soprattutto nelle aree agricole. E l’ipotesi di uno Stato palestinese si allontana ulteriormente.
Perché la Cisgiordania adesso è centrale nelle strategie di Israele
Vai al contenutoNetanyahu: "La commissione d'inchiesta sul 7/10 è equilibrata"
"Si tratta di una commissione d'inchiesta statale speciale. Una commissione equilibrata tra opposizione e maggioranza, che è il modo giusto per scoprire la verità. Si tratta di una commissione d'inchiesta indipendente. I politici non ne faranno parte". Lo afferma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sulla Commissione d'inchiesta per i fatti del 7 ottobre 2023

©Ansa
Wafa, due palestinesi uccisi dall'Idf a Gaza City
Secondo fonti mediche citate da Wafa due palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nei pressi del tribunale di Shuja'iyya, nella parte orientale di Gaza City. Nelle ultime 24 ore, sono stati segnalati 12 palestinesi uccisi, tra cui otto vittime mai registrate in precedenza e quattro nuovi decessi confermati, oltre a sette feriti.
Gaza, neonato morto per il freddo tra piogge e guerra
Un neonato di un mese è morto per ipotermia a Khan Younis, nella Striscia di Gaza, secondo i medici locali. Le piogge intense di dicembre hanno allagato tende e rifugi di fortuna, aggravando le condizioni dei civili sfollati. Le autorità sanitarie parlano di diversi decessi legati all’esposizione al freddo durante le recenti tempeste. I bombardamenti cessati con la tregua di ottobre non hanno fermato del tutto le violenze.
Gaza, neonato morto per il freddo tra piogge e guerra
Vai al contenutoIsraele, Qatargate: Bennett chiede le dimissioni di Netanyahu
L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett, indicato dai sondaggi come uno dei principali 'contender' alle prossime elezioni legislative, ha chiesto le dimissioni del premier Benjamin Netanyahu nell'ambito dell'inchiesta denominata 'Qatargate', accusando l'ufficio del capo del governo di "tradimento" per presunti finanziamenti provenienti dal Qatar e destinati a suoi stretti collaboratori.
Secondo le accuse, alcuni assistenti di Netanyahu sarebbero stati reclutati da Doha per promuovere l'immagine dell'emirato in Israele. Il Qatar ospita la leadership di Hamas all'estero e ha svolto un ruolo di mediazione con il movimento palestinese durante la guerra nella Striscia di Gaza.
Un'indagine è in corso e, a fine marzo, due collaboratori del primo ministro sono stati fermati dalle autorità. "L'ufficio di Netanyahu ha tradito lo Stato di Israele e i soldati delle Idf in tempo di guerra, agendo per conto del Qatar per avidità", ha scritto Bennett sui social, accusando il premier di "tentare di coprire l’affaire". "E' l'atto di tradimento più grave nella storia di Israele", ha aggiunto.
Pizzaballa: "Gaza si avvia verso una fragile normalità"
"A Gaza ho trovato un clima molto cambiato: ci sono ancora episodi di attacchi qua e là, ma non c'è la guerra". Lo afferma il patriarca latino di Gerusalemme, sottolineando come oggi sia possibile cogliere segnali di una fragile normalita'. "Ho visto una certa ripresa della vita e ho percepito un desiderio molto chiaro di ricominciare a vivere. Si vede più gente in giro, il cibo c'è", ha spiegato. Un miglioramento relativo, che non cancella le difficoltà, ma che va riconosciuto con onestà: "Bisogna riconoscere che adesso gli aiuti entrano, anche se sono soprattutto commerciali e poco umanitari". Durante la visita, iniziata il 19 dicembre e conclusa ieri, il cardinale ha incontrato gli oltre quattrocento rifugiati accolti negli spazi della parrocchia, condividendo con loro momenti di ascolto e di preghiera. Ha amministrato il battesimo a un bambino di tre mesi, chiamato Marco, e celebrato sette Prime Comunioni, segni concreti di una comunita' che continua a vivere e a trasmettere la fede nonostante tutto.
Il premier greco Mitsotakis ha incontrato il presidente dell'Autorità palestinese a Ramallah
Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis è stato ricevuto a Ramallah dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, nell'ambito del suo viaggio istituzionale a Ramallah e Gerusalemme. "Sono il primo premier europeo a visitare Ramallah dopo il piano per il cessate il fuoco e sono lieto di farlo. È fondamentale sostenere un orizzonte politico a lungo termine nel quadro della soluzione dei due Stati", ha affermato Mitsotakis, riconoscendo gli sforzi degli Stati Uniti nel processo di pace. Lo riporta To Vima. Il primo ministro ellenico ha evidenziato che la Grecia ha contribuito agli sforzi per ottenere una pace duratura ed è pronta a rafforzare il proprio impegno. Da parte sua Abbas ha ribadito l'importanza di accelerare l'attuazione del piano di pace del presidente Usa Donald Trump, di garantire l'assistenza medica al popolo palestinese e di esercitare pressioni su Israele affinché interrompa le politiche che minano la soluzione dei due Stati. Dopo l'incontro Mitsotakis si è recato a Gerusalemme per partecipare al vertice trilaterale Grecia-Cipro-Israele, dedicato alle questioni di sicurezza regionale, energia e cooperazione geopolitica.
Smotrich: "Netanyahu insista con Trump, distruggere Hamas"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrà insistere con Donald Trump affinchè a Israele venga consentito di finire il lavoro a Gaza e distruggere Hamas. Lo dice il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich ai giornalisti prima dell'incontro settimanale della fazione del suo partito di estrema destra, Sionismo religioso, alla Knesset. "In questo incontro, il primo ministro deve garantire che, come promesso, non ci fermeremo poco prima di raggiungere l'obiettivo primario della guerra che abbiamo definito: la distruzione di Hamas. Abbiamo promesso la vittoria assoluta, e non ci siamo ancora arrivati", ha detto Smotrich ai giornalisti, elencando una serie di requisiti non negoziabili che, a suo dire, Netanyahu dovrebbe promuovere durante la sua visita a Mar-a-Lago. "Hamas non potrà esistere a Gaza alla fine di questa guerra", ha detto Smotrich escludendo inoltre qualsiasi ruolo postbellico per l'Autorità Nazionale Palestinese a Gaza. Secondo l'esponente dell'ultra destra israeliana, nessuna forza multinazionale dovrebbe essere autorizzata ad entrare nelle aree di Gaza attualmente controllate dalle forze israeliane. Israele "non pagherà in nessun caso" la ricostruzione di Gaza, afferma, e "deve esserci una scadenza chiara e breve per i tentativi di smantellare Hamas nel modo più semplice, dopodichè lo Stato di Israele avrà mano libera per farlo a modo suo". Quanto alla Cisgiordania, Smotrich insiste sul fatto che Netanyahu "deve finalmente mettere sul tavolo anche la Giudea e la Samaria", affermando che "l'Autorità Nazionale Palestinese è un'entità terroristica che deve essere sradicata" e che per garantire che la Cisgiordania non diventi la prossima Gaza, Israele deve esercitare la sovranità su di essa.
Gaza, la vita dopo la tregua: violazioni, gelo e ricerca di normalità
Dopo l’annuncio del cessate il fuoco, gli attacchi non si fermano e l’accesso agli aiuti resta limitato, mentre l’inverno colpisce chi vive nelle tende. Il racconto di Giulio Cocchini, Emergency Coordinator dell’ong CESVI.
Gaza, la vita dopo la tregua: violazioni, gelo e ricerca di normalità
Vai al contenutoTajani: "Nostri militari apprezzati, ce li chiedono per la fase di transizione a Gaza"
"Ovunque c'è voglia di militari italiani. Ci stanno chiedendo la presenza di militari italiani anche nella futura riorganizzazione o fase di transizione a Gaza e in Palestina. I nostri militari sono apprezzati tra la Serbia e il Kosovo, così come lo sono in Albania e in Montenegro". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ai militari italiani a bordo della fregata Antonio Marceglia, parte della missione europea Aspides (Eunavfor) per la sicurezza marittima.
Lega Araba condanna l'ok di Israele a 19 nuovi insediamenti in Cisgiordania
La Lega Araba ha condannato l'approvazione da parte del governo israeliano di altri 19 insediamenti in Cisgiordania, tra cui quelli di Ganim e Kadim, evacuati nel 2005. L'organizzazione con sede al Cairo ha definito la decisione "una violazione del diritto internazionale".
Jamal Rushdi, portavoce del segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha sostenuto in una nota che "l'espansione degli insediamenti illegali mira a impedire la creazione di uno Stato palestinese geograficamente contiguo".
I coloni di Ganim e Kadim, a ovest di Jenin, erano stati allontanati dalle loro case nell'ambito del ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza nel 2005. Lo scorso maggio l'esercito israeliano aveva autorizzato il loro ritorno in risposta alla decisione di Spagna, Norvegia e Irlanda di riconoscere lo Stato palestinese.
Pizzaballa: "Fare pressione su Hamas perché accetti il piano Trump"
In una conferenza stampa tenuta oggi al Patriarcato di Gerusalemme dopo la visita natalizia a Gaza terminata ieri, il patriarca Pierbattista Pizzaballa ha ribadito che attualmente non c'è fame a Gaza, aggiungendo che si dovrebbe fare pressione su Hamas affinché accetti il piano in 20 punti del presidente Usa Donald Trump per il futuro della Striscia. "Almeno il cibo c'è", ha affermato il card. Pizzaballa, citato dal The Times of Israel, dopo aver visitato nel fine settimana la parrocchia cattolica della Sacra Famiglia. "Dobbiamo dire che non c'è più carestia o fame. Le cose stanno arrivando. Non tutto, ma è una situazione completamente diversa rispetto a sei mesi fa". Gli abitanti di Gaza che ha incontrato vogliono "tornare alla vita", ha detto. "Vogliamo parlare del futuro. La nostra comunità voleva festeggiare il Natale con gioia". Pizzaballa ha affermato di sperare che il piano in 20 punti di Trump per Gaza "sia completato". "Sappiamo che non è così semplice come si pensa, ma è l'unica tabella di marcia che abbiamo, quindi dobbiamo continuare così", ha continuato il patriarca. "Penso che gli altri Paesi e coloro che hanno relazioni con Hamas debbano impegnarsi molto per convincerli di questo", ha dichiarato. "Siamo convinti che Gaza debba voltare pagina e avere un futuro completamente diverso". Pizzaballa ha condannato anche l'uso della violenza a Gaza: "Non spetta a noi entrare nelle questioni politiche dirette, ma l'uso della violenza, ne abbiamo visto i risultati. Ha portato distruzione, e noi siamo contrari a tutto questo".
Turchia: "La seconda fase del cessate il fuoco Gaza a inizio 2026"
La Turchia prevede che la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza inizierà all'inizio del 2026. Lo dice il ministro degli Esteri Hakan Fidan, dopo i colloqui con funzionari statunitensi, qatarioti ed egiziani avvenuti a Miami nel fine settimana. Intervenendo in una conferenza stampa a Damasco, Fidan ha affermato che le discussioni si sono concentrate sugli ostacoli al passaggio dell'accordo alla fase successiva, aggiungendo che la priorità è che la governance di Gaza passi a un gruppo guidato dai palestinesi.
Una commissione sul 7 ottobre, ma è governativa: scontro su Netanyahu
Secondo la proposta del Likud, saranno il premier e la sua maggioranza a nominare i membri incaricati di indagare sulle falle nel sistema di sicurezza che hanno portato alla strage. E l'opposizione non pare avere molte alternative.
Una commissione sul 7 ottobre, ma è governativa: scontro su Netanyahu
Vai al contenutoIran, la tv di Stato smentisce la notizia dei test missilistici
L'Irib, la tv di Stato iraniana, ha smentito la notizia - riportata dall'agenzia di stampa Fars - secondo cui oggi si sono svolti test missilistici in diverse province dell'ovest e del centro del Paese.
Secondo la Fars, che cita testimoni locali, i lanci sarebbero avvenuti a Khorramabad, Mahabad, Isfahan, Teheran e Mashad. La tv ha invece sostenuto che "le immagini pubblicate non sono relative al test missilistico e non sono accurate". Secondo fonti citate da Irib, oggi non sono stati condotti test missilistici e le scie bianche visibili nel cielo sarebbero state provocate da un velivolo ad alta quota.
Israele chiude radio dell'Esercito: "Mina lo sforzo bellico"
Il governo israeliano ha approvato la chiusura della stazione radio dell'Esercito, Galei Tsahal, ignorando le obiezioni del procuratore generale, secondo cui la mossa minaccerebbe la libertà dei media. Fondata nel 1950, Galei Tsahal è - secondo un recente sondaggio - la terza stazione più ascoltata in Israele, con una quota del 17,7%.
"Il governo ha approvato all'unanimità la proposta avanzata dal ministro della Difesa, Israel Katz, di chiudere la stazione radio dell'Esercito", ha dichiarato l'ufficio del ministro, precisando che il provvedimento entrerà in vigore dal primo marzo del 2026. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, aveva esortato i ministri a sostenere la proposta di Katz.
Il procuratore generale, Gali Baharav-Miara, che occupa anche il ruolo di consulente legale del governo, ha dichiarato che la decisione "solleva preoccupazioni riguardo a possibili interferenze sulla libertà di espressione e di stampa". "La decisione del governo non soddisfa i requisiti legali necessari e non può essere avanzata nella sua forma attuale", si legge in un documento di 34 pagine redatto dal suo ufficio.
Pizzaballa: "A Gaza la guerra è finita ma resta simbolo del conflitto"
A Gaza, "il clima è cambiato molto. Non c'è più la guerra guerreggiata, anche se restano episodi di attacchi sporadici. Però non c'è più una guerra in corso. Si percepisce chiaramente un desiderio di ripresa della vita, di ricominciare a vivere. Si vede più gente in giro, il cibo c'è. Bisogna riconoscere che gli aiuti ora entrano, soprattutto di tipo commerciale e meno umanitario, ma comunque entrano". Lo afferma il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, in un'intervista al Sir a margine della sua visita pre-natalizia a Gaza, conclusasi ieri. "Non c'è fame, e questo va detto. Per il resto, però, la situazione resta molto difficile: la gente vive ancora nelle tende, senza nulla. Con il freddo mancano coperte, protezione dalla pioggia, le condizioni restano povere. Ci sono moltissimi bambini per strada, senza scuola. La guerra è finita, ma c'è tutto da ricostruire", spiega. "Gaza oggi è un simbolo, lo si voglia o no - osserva Pizzaballa -. È il simbolo del conflitto che stiamo vivendo, della fatica di starci dentro e della tentazione della fuga". E per quanto riguarda la comunità cristiana, che lui ha visitato e incoraggiato, "dire 'restiamo' significa affermare: questo è ciò che siamo e questo è ciò che saremo. Quella piccola comunità è stata esemplare in questo. Siamo testimoni. È una comunità che ha dato una testimonianza di fede".

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Ankara: "Le forze curde siriane si coordinano con Israele"
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha dichiarato che le forze Sdf, gruppo a guida curda che domina il nord est della Siria ed è ritenuto terrorista da Ankara, agisce in coordinamento con Israele. "Il fatto che le Sdf svolgano determinate attività in coordinamento con Israele rappresenta attualmente un ostacolo importante nei colloqui in corso con Damasco", ha detto Fidan, come riferisce Anadolu, facendo riferimento a un accordo trovato tra le Sdf e il governo siriano in primavera ma non ancora messo in pratica. "Purtroppo, come ha affermato anche il mio stimato collega, la loro impressione è che (le forze Sdf) non intendano fare molti progressi", ha aggiunto Fidan, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo siriano, Asaad Hassan al Shaibani, a Damasco. La Turchia ha regolarmente invitato le Sdf, che ritiene un gruppo terrorista, a integrarsi nell'esercito di Damasco mentre nei giorni scorsi Hakan Fidan aveva dichiarato che la pazienza di Ankara "sta per finire", sottolineando che la Turchia potrebbe ricorrere a metodi militari se non avvenisse l'integrazione.
Media Iran: vari test missilistici in tutto il Paese
Lunedì l'Iran ha effettuato test missilistici in diverse parti del Paese, secondo quanto riportato dai media locali e da abitanti di varie città dell'Iran occidentale e centrale, citati da Fars. Le notizie sui test missilistici provengono dalle città di Khorramabad, Mahabad, Isfahan, Teheran e Mashhad. Israele ha avvertito gli Stati Uniti che l'Iran sta ricostruendo impianti legati alla produzione di missili balistici e che sta tenendo esercitazioni di lancio, che rinnovano le minacce nei confronti di Israele. Secondo un altro rapporto dell'Irna, il comandante dell'esercito iraniano, Amir Hatami, ha visitato oggi le unità dell'esercito nell'ovest del Paese, affermando che l'Iran "tiene d'occhio i movimenti del nemico" e "risponderà con decisione a qualsiasi azione scorretta".
Ben Gvir: "Prigione per palestinesi circondata da coccodrilli"
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha proposto la creazione di un centro di detenzione per prigionieri palestinesi "circondato da coccodrilli". Il canale israeliano 13 ha riferito che il leader del partito di estrema destra Jewish Power (Otzma Yehudit) ha presentato la proposta al servizio penitenziario israeliano, suggerendo la costruzione di una prigione circondata da coccodrilli per impedire ai prigionieri palestinesi di fuggire. Il centro proposto sorgerebbe nei pressi dell'area di Hamat Gader, sulle alture del Golan siriane occupate, vicino al confine con la Giordania. L'area ospita un parco naturale, da cui verrebbero trasferiti i coccodrilli per formare una barriera vivente attorno alla prigione.
Siria: Unhcr prevede ritorno di un mln di profughi nel 2026
L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati prevede che circa un milione di profughi siriani faranno ritorno nel proprio Paese entro il 2026. Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell'Unhcr in Siria, ha dichiarato che circa un milione e 300 mila rifugiati sono gia' rientrati dal dicembre del 2024, mentre circa due milioni di sfollati interni sono tornati nelle proprie aree di origine. Questi dati indicano che oltre tre milioni di siriani sono rientrati nelle proprie case in un periodo di tempo relativamente breve, nonostante il Paese sia stato devastato da anni di conflitto che hanno danneggiato l'economia, le infrastrutture e i servizi di base.
Israele demolisce edificio residenziale a Gerusalemme Est
Israele ha cominciato a demolire un edificio residenziale a Gerusalemme Est, abitato da una dozzina di famiglie palestinesi, affermando che la palazzina e' stata costruita senza permesso. Le autorita' palestinesi hanno invece denunciato quella che hanno definito "una politica sistematica di sgombero forzato". Da questa mattina, nel quartiere di Silwan, vicino alla Citta' Vecchia, tre ruspe municipali israeliane, protette da una massiccia presenza militare israeliana, sono al lavoro in una nuvola di polvere, distruggendo gradualmente la facciata dell'edificio.
Hamas: a Gaza 405 palestinesi uccisi da Israele dal 10/10
Almeno 405 persone sono state uccise negli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, lo scorso 10 ottobre. Lo ha riferito il ministero della Salute dell'enclave palestinese controllata da Hamas nel suo bollettino quotidiano, che include le vittime fino alla mezzanotte del giorno precedente. Il ministero ha affermato che gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto domenica i corpi di dodici persone, quattro delle quali sono state uccise e otto sono state recuperate dalle macerie. Secondo la stessa fonte, il numero totale di feriti dall'entrata in vigore della tregua tra Israele e Hamas ha raggiunto quota 1.115.
Natale, parroco di Gaza: "Niente feste, ma piccoli segni di gioia"
"Non ci saranno feste esterne, perché il conflitto continua, ma celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e piccoli segni di gioia sì: un albero di Natale, il presepe, anche quello vivente. Una volta lo facevamo nel teatrino, che ora però è diventato casa per chi non ce l’ha più". Padre Gabriel Romanelli, parroco dell’unica chiesa cattolica di Gaza City, racconta così il Natale nella Striscia di Gaza.
"La situazione è migliorata dall’inizio della tregua – racconta padre Gabriel – ma migliorata non vuol dire che sia buona, né che la guerra sia finita. I grandi bombardamenti che duravano mesi non ci sono più, ma le esplosioni si sentono ancora, ogni giorno". L’intervista al parroco di Gaza è contenuta nel numero speciale, in distribuzione in questi giorni, che Toscana Oggi ha realizzato, per Natale, insieme al Commissariato di Terra Santa dei Frati Minori della Toscana nell’ambito della campagna di raccolta fondi "Una carezza per la Terra Santa".
Crosetto in Libano, visita ai militari italiani
Il ministro della Difesa Guido Crosetto e' in visita ufficiale in Libano per incontrare i militari italiani ed effettuare una serie di incontri istituzionali. "E' un onore portare il ringraziamento mio personale e del Governo, nonche' l'ideale abbraccio di tutti gli italiani, ai nostri militari che trascorreranno questi giorni di festa lontano dai loro cari, al servizio del Paese", ha dichiarato Crosetto, come si legge in un post su X del ministero della Difesa.
Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Il giorno dopo la firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile. Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?
Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza
Vai al contenutoMsf: "A rischio la nostra presenza a Gaza per le regole israeliane sulle ong" (2)
Il sistema sanitario di Gaza è ormai distrutto, e se le organizzazioni umanitarie indipendenti ed esperte perdessero la possibilità di operare, ne conseguirebbe un disastro per i palestinesi, sottolinea Msf in una nota. L'organizzazione chiede alle autorità israeliane di garantire che le ong internazionali possano continuare a operare in modo imparziale e indipendente a Gaza, sottolineando che la risposta umanitaria, già limitata, non può essere ulteriormente ridotta. "Nell'ultimo anno, i team di Msf hanno curato centinaia di migliaia di pazienti e fornito centinaia di milioni di litri d'acqua", ha affermato Pascale Coissard, coordinatrice delle emergenze di Msf a Gaza. "Le équipe di Msf stanno cercando di ampliare le attività e supportare il sistema sanitario di Gaza, ormai distrutto. Solo nel 2025 abbiamo effettuato quasi 800.000 visite ambulatoriali e gestito più di 100.000 pazienti con trauma, e se otterremo la registrazione, intendiamo continuare a rafforzare le nostre attività nel 2026". Msf - ricorda la nota - garantisce cure mediche salvavita su vasta scala, ma nemmeno questo è sufficiente a soddisfare le enormi esigenze della popolazione di Gaza. Solo nel 2025, con un budget di oltre 100 milioni di euro, le sue équipe hanno curato oltre 100.000 pazienti con trauma; gestito l'assistenza per oltre 400 posti letto ospedalieri; eseguito 22.700 interventi chirurgici su quasi 10.000 pazienti; effettuato quasi 800.000 visite ambulatoriali; somministrato 45.000 vaccinazioni; assistito più di 10.000 parti; fornito più di 40.000 sessioni individuali di salute mentale - e sessioni di gruppo per oltre 60.000 persone; hanno distribuito più di 700 milioni di litri d'acqua e prodotto quasi 100 milioni di litri di acqua potabile. Per il 2026, Msf ha stanziato tra i 100 e i 120 milioni di euro per la sua risposta umanitaria a Gaza. Molti dei servizi forniti da Msf non sono disponibili altrove a Gaza a causa della distruzione del sistema sanitario. Se Msf perdesse l'accesso alla Striscia nel 2026, a causa della decisione delle autorità israeliane, gran parte della popolazione di Gaza perderebbe l'accesso alle cure mediche essenziali, all'acqua e all'assistenza di base. Le attività di Msf aiutano quasi mezzo milione di persone a Gaza. Msf continua a cercare un dialogo costruttivo con le autorità israeliane per poter continuare ad operare. A Gaza, Msf supporta attualmente 6 ospedali pubblici e gestisce 2 ospedali da campo. Msf sostiene anche 4 centri sanitari e gestisce 1 centro di alimentazione per persone affette da malnutrizione. Msf ha recentemente aperto 6 nuovi centri di salute che forniscono cure per le ferite e altri servizi sanitari. MSF opera nei territori palestinesi occupati dal 1989.
Msf: "A rischio la nostra presenza a Gaza per le regole israeliane sulle ong"
Le nuove misure introdotte da Israele per la registrazione delle organizzazioni non governative internazionali rischiano di privare centinaia di migliaia di persone a Gaza di cure mediche salvavita. Lo denuncia Medici Senza Frontiere - tra le più grandi organizzazioni mediche attualmente operative nella Striscia - secondo cui le nuove disposizioni potrebbero comportare la revoca della registrazione delle ong internazionali a partire dal 1 gennaio. Infatti, la mancata registrazione impedirebbe alle organizzazioni, tra cui Msf, di fornire servizi essenziali alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania, sostiene l'organizzazione.