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Ucraina Russia, Mosca tende la mano: "Possibile colloquio tra Trump e Putin"

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Trump: "Senza accordo su Ucraina, dazi alla Russia"
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“Senza un'intesa metto i dazi”, ha dichiarato il presidente Usa, che prevede di parlare con il leader russo in settimana. Successivamente il tycoon ha sottolineato di essere convinto che "Putin non si rimangerà la parola". Trump ha anche affermato che Zelensky sta cercando di "ritirarsi dall'accordo sulle terre rare. Se lo fa avrà dei grossi problemi". "Mosca e Washington hanno avviato colloqui su terre rare", ha dichiarato Kirill Dmitriev, rappresentante del Cremlino per la cooperazione economica estera

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Il rappresentante della presidenza russa per gli investimenti e la cooperazione economica con gli Stati esteri, Kirill Dmitriev, ha dichiarato che Russia e Usa hanno "iniziato a discutere di vari tipi di terre rare e progetti in Russia": lo scrive l'agenzia Interfax.

Il presidente Usa Trump dice di essersi molto arrabbiato con Putin quando ha criticato la credibilità di Zelensky paventando un governo di transizione a Kiev. “Senza un'intesa metto i dazi. La rabbia può dissiparsi se fa la cosa giusta sull'Ucraina”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca, che prevede di parlare con il leader russo in settimana. Successivamente il tycoon ha sottolineato di essere convinto che "Putin non si rimangerà la parola". Trump ha anche affermato che Zelensky sta cercando di "ritirarsi dall'accordo sulle terre rare e se lo fa avrà dei problemi, grossi, grossi problemi". Da Mosca intanto arriva un categorico “no” a forze di pace in Ucraina con Paesi che sostengono Kiev.

Il rappresentante della presidenza russa per gli investimenti e la  cooperazione economica con gli Stati esteri, Kirill Dmitriev, ha  dichiarato che Russia e Usa hanno "iniziato a discutere di vari tipi di  terre rare e progetti in Russia": lo scrive l'agenzia Interfax.

Secondo lo Stato maggiore ucraino, come riporta il Guardian, la Russia ha intensificato gli attacchi con bombe plananti estremamente potenti. Solo nel corso di domenica, Mosca ha lanciato 223 bombe plananti contro le truppe e gli insediamenti ucraini.

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Tregua in Ucraina, i colloqui tra le delegazioni di Usa e Russia a Riad

Si sono svolti a Riad i colloqui tra la delegazione russa e quella statunitense, per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Ucraina. Dopo l'incontro di ieri tra i negoziatori di Washington e Kiev, sempre nella capitale saudita, il confronto di oggi, a porte chiuse e ospitato all'interno dell'hotel Ritz-Carlton di Riad, ha visto protagonisti - per la delegazione di Mosca - il presidente della commissione Affari esteri del Senato, Grigori Karasin, e Sergey Beseda, consigliere del direttore dell'Fsb. Ecco tutto quello che c'è da sapere sui colloqui tra gli Stati Uniti, l'Ucraina e la Russia. L'APPROFONDIMENTO

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Il tema è stato uno degli argomenti centrali del Consiglio europeo: in vista di questo appuntamento Bruxelles ha pubblicato il Libro Bianco sulla Difesa, che riassorbe in modo organico il piano ReArm Europe e fornisce alcuni dettagli sulla sua messa a terra. Le differenze tra i singoli Paesi e tra Unione europea e Russia sono stati al centro della puntata di “Numeri”, programma di SkyTG24. I NUMERI

Zelensky sente Starmer: "Discussi i prossimi passi"

"Come sempre, una conversazione significativa e franca con il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer. Abbiamo discusso degli sviluppi recenti, del coordinamento dei nostri prossimi passi e dell'ulteriore rafforzamento della nostra cooperazione per raggiungere una pace dignitosa". Lo ha riferito su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Keir ha anche condiviso i dettagli della sua conversazione con il Presidente Trump, durante la quale hanno discusso i risultati del recente incontro dei leader a Parigi e l'importanza di mantenere la pressione su Putin", ha scritto il leader ucraino. "Abbiamo coordinato i nostri prossimi passi e discusso i preparativi per il prossimo incontro in Ucraina più avanti questa settimana dei rappresentanti degli stati maggiori dei Paesi pronti a fornire i loro contingenti. Ci stiamo preparando per discussioni sostanziali", ha sottolineato.

Ucraina, Poroshenko: "Dobbiamo collaborare con Trump"

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Ucraina, la città di Bucha celebra il terzo anno dalla liberazione da truppe russe

Con una commovente commemorazione, la cittadina ucraina ha celebrato il terzo anniversario della liberazione. Kiev denuncia oltre 1.400 vittime e 9.000 crimini di guerra, mentre Mosca respinge ogni accusa. GUARDA IL VIDEO

Guerra in Ucraina, così gli Stati Uniti hanno aiutato Kiev dietro le quinte

Stanno continuando i dialoghi tra le parti nel tentativo di arrivare alla fine del conflitto tra Russia e Ucraina. I colloqui verso una pace si sono intensificati nell’ultimo periodo, in particolare con l’insediamento dell’amministrazione Trump che sta premendo per terminare la guerra. Tuttavia nei tre anni precedenti al ritorno alla Casa Bianca del tycoon, Washington e Kiev sarebbero state unite da una forte partnership: a rivelarlo è un’inchiesta del New York Times, secondo cui a sapere di questa collaborazione sarebbero stati in totale un ventina di funzionari. Le attività non sarebbero state solamente legate alle armi, ma anche all’intelligence, strategia, pianificazione e tecnologia. Gli Stati Uniti insomma sarebbero stati coinvolti nel conflitto più di quanto finora emerso, giocando un ruolo “segreto” determinante. L'APPROFONDIMENTO

Kiev, attacco russo a Kupiansk, tre feriti

Le forze russe hanno colpito la citta' di Kupiansk nell'Oblast di Kharkiv con diverse bombe aeree guidate, ferendo un uomo e due donne. Lo dice Oleh Syniehubov, capo dell'amministrazione statale dell'Oblast di Kharkiv secondo quanto riportano i media ucraini. Syniehubov ha riferito che i russi hanno lanciato un totale di sette bombe aeree guidate su Kupiansk.

Kallas: "La Russia deve smetterla con le tattiche dilatorie"

"La Russia deve smetterla con le tattiche dilatorie. Deve ricambiare accettando senza indugio, come ha fatto l'Ucraina, un cessate il fuoco immediato e incondizionato. Dobbiamo vedere dei progressi entro un lasso di tempo definito". Lo scrive sui social l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas pubblicando una foto dell'incontro del formato Weimar Plus a Madrid. 

Media: Putin annuncia la più grande mobilitazione in 14 anni

Il presidente russo Vladimir Putin annuncia la più grande coscrizione nell'esercito degli ultimi 14 anni. Lo riporta il Moscow Times secondo cui il capo del Cremlino ha firmato un decreto sulla coscrizione primaverile per il servizio militare. La mobilitazione si svolgerà da aprile a giugno e saranno inviate nell'esercito 160 mila nuove reclute. La legislazione vigente prevede che i cittadini di età compresa tra 18 e 30 anni sono soggetti alla leva obbligatoria. Il capo dello Stato russo ha incaricato il governo, le autorità esecutive regionali e le commissioni di coscrizione di organizzare tutte le misure necessarie per l'attuazione tempestiva ed efficace del piano di coscrizione. La prossimima campagna sarà la più grande degli ultimi 14 anni, aggiunge il Moscow Times. L'ultima volta che è stato registrato un numero maggiore di reclute è stato nel 2011, quando il Ministero della Difesa ha convocato 203 mila persone.

Schlein: "Truppe? Prematuro parlarne"

"Prematuro parlare di truppe senza un negoziato vero che porti a una pace giusta che si può avere solo se ucraini ed europei siedono al tavolo. E' in gioco la sicurezza europea e le garanzie vanno fatte insieme alla comunità internazionale convolgendo le Nazioni Unite". Lo dice Elly Schlein a Tagadà su La7.

Zelensky: "Non perdoneremo mai crimini guerra russi"

Non ci sarà mai perdono per le atrocità commesse dalla Russia in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky lo ha chiarito oggi, nel terzo anniversario della liberazione di Bucha. "Non perdoneremo i crimini della Russia e questa guerra, perché perdonare significherebbe accettare che un sistema come quello russo attuale abbia il diritto di esistere e di espandersi a spese di altri popoli", ha scritto su Telegram. "Difenderemo l'Ucraina e ristabiliremo la giustizia: la Russia deve essere chiamata a rispondere di questa guerra", ha ammonito. 

Kiev, necessario più tempo del previsto per elezioni post-guerra

Sarà necessario più tempo del previsto per organizzare le elezioni in Ucraina dopo la guerra con la Russia, almeno rispetto ai termini stabiliti dalla legge. È quanto emerge da una valutazione pubblicata dalla Commissione Elettorale Centrale di Kiev. "Dobbiamo approvare una legge sulle specificità delle elezioni post-belliche", ha dichiarato il presidente della Commissione, Oleh Didenko, in un'intervista al portale Ukrainska Pravda. A causa della legge marziale in vigore dal 2022, in seguito all'invasione russa, non si sono tenute le regolari elezioni presidenziali e parlamentari. Nella politica e nella società ucraina esiste un ampio consenso nel rispettare questa situazione giuridica e nel programmare le elezioni solo dopo una possibile fine del conflitto. 

Russia, coscrizione per 160.000: "Non andranno in Ucraina"

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato l'ordine di coscrizione di primavera. Ne hanno notizie le agenzie Tass e Interfax. La cartolina per la leva obbligatoria sara' invitata ai giovani di eta' compresa tra 18 e 30 anni che non sono riservisti, per un totale "di 160.000 persone", si legge nel decreto, piu' dei 150mila del 2024 e dei 147mila del 2023. L'aumento si spiega con la decisione di Putin di accrescere gradualmente il numero di appartenenti alle forze armate. All'inizio del 2022, in Russia c'erano circa 1 milione di militari, ora se ne contano 1 milione e mezzo. La coscrizione non ha niente a che fare con la guerra in Ucraina, ha tenuto a precisare il ministero della Difesa. I militari di leva, ha assicurato, "non saranno impiegati nella operazione speciale".

Ue importa ancora 19% gas da Russia

Nel 2024, il 19% del gas importato nell'Unione Europea è arrivato dalla Russia, in calo da oltre il 45% nel 2021, prima che Vladimir Putin invadesse l'Ucraina. Ad attestare che l'Ue è tuttora dipendente per circa un quinto del gas importato dalla Federazione Russa è il commissario europeo per l'Energia e le Politiche abitative Dan Jorgensen, rispondendo ad una interrogazione dell'eurodeputato lituano Liudas Mažylis (gruppo Ppe). "In seguito all'aggressione militare russa contro l'Ucraina a partire dal 2022 - scrive Jorgensen - l'Ue ha agito con fermezza per ridurre la sua dipendenza dall'energia russa. La strategia RePowerEu, adottata a maggio 2022, mira ad accelerare la transizione pulita, diversificare le forniture e migliorare la resilienza energetica dell'Ue. L'Unione ha adottato sanzioni per eliminare gradualmente le importazioni di carbone russo". Le sanzioni sul petrolio, continua Jorgensen, "hanno anche ridotto le importazioni da quasi un terzo al 3% delle importazioni totali dell'Ue. In termini di gas, l'Ue ha ridotto le sue importazioni di gas russo da oltre il 45% nel 2021 al 19% nel 2024, sostituendole con alternative come il gas naturale liquefatto (Gnl) da partner internazionali fidati". Tuttavia, nota, "l'energia russa, in particolare il gas, rimane nel mix energetico dell'Ue. Per affrontare questo problema, la Commissione prevede di adottare una tabella di marcia per porre fine alle importazioni di energia russa implementando il piano RePowerEu". Con i pacchetti di sanzioni attualmente in vigore, prosegue il commissario, "il Consiglio ha imposto il divieto di nuovi investimenti per il completamento dei progetti russi di Gnl in costruzione e il divieto di servizi di ricarica per il Gnl russo sul territorio dell'Ue ai fini delle operazioni di trasbordo verso Paesi terzi". "Qualsiasi ulteriore decisione sui pacchetti di sanzioni dovrà essere presa dal Consiglio", conclude.

Parigi: "Russia continua crimini di guerra, dia risposta chiara"

"La Russia continua i suoi crimini di guerra" settimane dopo che "l'Ucraina ha accettato il cessate il fuoco incondizionato", per cui Putin "deve una risposta chiara sulla sua volontà di andare verso la pace", anzitutto "agli Stati Uniti che si sono impegnati molto" per spegnere il conflitto.  "Una risposta chiara è un sì o un no" alla fine delle ostilità. Lo ha affermato il ministro francese degli Esteri, Jean-Noel Barrot, prima della riunione del G5+ a Madrid, con gli omologhi di Francia, Italia, Polonia, Spagna, del Regno Unito e di Germania e dell'Ucraina in videoconferenza, alla presenza dell'alta rappresentante Ue per la politica estera e del commissario Ue per la Difesa.    Barrot ha confermato l'impegno di Parigi a investire 2 miliardi di euro aggiuntivi per l'Ucraina. E ha ringraziato Madrid per il vertice odierno che "ci permetterà di rendere operative le decisioni prese al vertice di giovedì scorso" a Parigi. E di preparare "le garanzie che saremo in grado di fornire una volta conclusa la pace, in modo che sia giusta e duratura", ha detto. In questo senso, Barrot ha annunciato che "un team franco-britannico visiterà nei prossimi giorni l'Ucraina per fare passi avanti". Alla riunione ministeriale di Madrid andrà avanti il confronto  sul Libro bianco sulla difesa europea con il commissario di Difesa Ue, Andrius Kubilius. e sulla "forza di dissuasione" europea. "Abbiamo tutti i mezzi per raggiungere questo obiettivo. L'unica cosa di cui abbiamo bisogno è la forza di volontà", ha segnalato il capo della diplomazia francese.    Da parte sua, l'omologo polacco, Radoslaw Sikorski, ha evidenziato che "Russia non sta solo bombardando in Ucraina, ma sta realizzando una guerra ibrida contro tutti noi", con incendi provocati a strutture sensibili, spionaggio o interruzioni di forniture elettriche. Quanto al fatto che Madrid e altri paesi del Sud Europa non abbia ancora raggiunto il 2% del Pil nella spesa per la difesa, Sikorski ha rilevato: "E' un fatto che quanto più vicini sono alla Russia i Paesi spendono di più in difesa e si può immaginare perché".   Il ministro degli Esteri britannico, David Lammy, ha a sua volta insistito sul fatto che "tutti vogliamo una pace giusta e duratura" in Ucraina "e per ottenerla è necessario che Putin accetti adesso un cessate il fuoco senza condizioni", ha rilevato.

Crosetto: "Guerra ibrida pericolosa, serve tutelarci"

"Non a caso, quando parlo, fino allo sfinimento, della necessità di 'difendere' il nostro Paese, le comunità cui apparteniamo e le alleanze di cui facciamo parte, dico anche che non mi convince il termine 'riarmo' e lo slogan 'Rearm Europe'. E lo dico proprio perché la nostra difesa e la nostra sicurezza, nazionale e collettiva, vanno garantite su più piani, compresi quelli della 'guerra ibrida' e non solo quelli tradizionali, i quali pure restano i più evidenti davanti agli occhi di tutti". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X, che sottolinea: "È in corso una guerra ibrida. Pericolosa quanto sotterranea, costante e asfissiante quanto quotidiana".

Media: “Zelensky pronto a elezioni già in estate se cessate fuoco”

Zelensky, in una riunione la scorsa settimana, ha dato istruzioni di organizzare le elezioni dopo un cessate il fuoco completo, che gli Usa sperano di poter imporre entro Pasqua. Lo scrive l'Economist.    L'intenzione si capirà il 5 maggio, la scadenza per un voto parlamentare per estendere la legge marziale, che scade l'8 maggio. L'annullamento della legge marziale è una prima fase necessaria per avviare un processo elettorale. Le fonti differiscono sulla tempistica esatta, ma la maggior parte afferma che il signor Zelensky sta puntando all'estate. La legge richiede almeno 60 giorni per la campagna elettorale, quindi la prima possibilità sarebbe l'inizio di luglio. Ma alcune fonti affermano che la campagna dovrebbe durare tre mesi: questo è il periodo che le autorità elettorali avrebbero indicato al parlamento per ricostituire le liste elettorali nel mezzo della guerra.    L'ex presidente Petro Poroshenko, leader del più grande partito di opposizione e nemico giurato di Zelensky, prevede che le elezioni potrebbero arrivare "in qualsiasi momento tra agosto e ottobre".    Secondo alcuni funzionari, Zelensky cercherà di cogliere di sorpresa i rivali con le elezioni di luglio, sperando che un calendario ristretto gli permetta di candidarsi senza opposizione. Una svolta del genere non gioverebbe solo al presidente, sostiene la fonte: "Una lunga campagna farebbe a pezzi il Paese".

Schillaci: via a progetti a sostegno della sanità ucraina

Entrano in fase operativa due progetti coordinati dal ministero della Salute a sostegno del sistema sanitario ucraino, a partire dall'ambito protesico-riabilitativo. Lo ha annunciato il ministro della Salute Orazio Schillaci presentando al dicastero il piano 'I progetti per l'Ucraina, assistenza sanitaria di supporto alla popolazione ucraina'. Il progetto, ha detto Schillaci, "vuole fornire aiuto concreto per potenziare l'assistenza protesica e le cure ai feriti. Sosterremo le strutture per assistere i cittadini ucraini che hanno subito mutilazioni in guerra. Un altro progetto con l'Inmp (l'Istituto Nazionale salute Migrazioni e Povertà) punterà alla fornitura di farmaci". Ma l'assistenza, ha aggiunto "non si esaurirà in questa fase emergenziale e a luglio firmeremo un memorandum d'intesa per un approccio più strategico per la ricostruzione del sistema sanitario ucraino in tempo di pace". "Oggi abbiamo presentato le attività di assistenza sanitaria in favore della popolazione ucraina avviate, come Ministero e Inmp, attraverso due progetti che puntano a sostenere il sistema sanitario ucraino in questa fase emergenziale dovuta al conflitto ancora in corso, ma con uno sguardo anche al futuro. Entrambe queste iniziative confermano che dinanzi alle situazioni di fragilità e di vulnerabilità, vi sono istituzioni, realtà sanitarie e terzo settore che non si tirano indietro", ha sottolineato Schillaci.    Il progetto del Ministero, si spiega in una nota, "coinvolge un partenariato di eccellenza guidato, in qualità di Ente Esecutore, dall'Irccs Istituto Ortopedico Rizzoli e costituito dal Centro Protesico di Vigorso di Budrio dell'Inail, la Croce Rossa Italiana, gli Irccs Fondazione Santa Lucia e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù". L'obiettivo dell'iniziativa è contribuire a rafforzare la capacità di assistenza alla popolazione militare e civile ucraina che ha riportato menomazioni a causa del conflitto attraverso azioni di formazione, affiancamento e supporto tecnico destinate alle strutture sanitarie impegnate nel campo della chirurgia ortopedica e ortoplastica, della protesica, della riabilitazione e del reinserimento psicosociale dei feriti di guerra. Il 13 febbraio 2025 è stata svolta la prima missione operativa del personale dell'Istituto ortopedico Rizzoli in Ucraina per approfondire, aggiornare e mettere a punto gli ambiti di intervento e le modalità di collaborazione. Contestualmente sono state avviate le attività per la formazione in supporto psico-sociale al personale e volontari della Croce Rossa Ucraina e la fornitura di assistenza Domiciliare alle vittime e mutilati di guerra. Il progetto dell'Inmp, realizzato in collaborazione con l'Associazione Salam, Soleterre Onlus e la Comunità di Sant'Egidio, riguarda sia la distribuzione di farmaci per supportare le strutture sanitarie nell'assicurare la continuità terapeutica a pazienti fragili e vulnerabili, sia l'attività di formazione rivolta al personale specializzato che lavora in Ucraina nell'ambito della gestione e del trattamento della sindrome da stress post-traumatico, della violenza di genere e delle malattie croniche non trasmissibili. L'attività di formazione coinvolge 200 tra operatori sanitari e sociosanitari ucraini e, per motivi di sicurezza, viene erogata, in lingua ucraina, su una piattaforma e-learning appositamente dedicata a professionisti della salute che vivono e risiedono sul territorio ucraino.    Un memorandum ad hoc sarà siglato in occasione della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina che si terrà il 10 e 11 luglio a Roma.

Mosca: "Iniziata seconda fase esercitazioni navali con India"

La seconda parte delle esercitazioni navali congiunte di Russia e India denominate "Indra Navy 2025" sono iniziate nel Golfo del Bengala: lo scrive la Tass citando l'ambasciata russa a Nuova Delhi. "La parte russa è rappresentata dalle navi da guerra della flotta del Pacifico, tra cui le corvette Rezky e Aldar Tsydenzhapov e la nave cisterna media Pechenga. La Marina indiana partecipa con il cacciatorpediniere Rana e la corvetta Qatar", ha dichiarato l'ambasciata russa, citata dalla Tass, aggiungendo che la seconda fase delle esercitazioni durerà tre giorni.

Gentiloni: “Grazie Stubb, sostenitore di una pace giusta in Ucraina”

"Grazie al Presidente finlandese Alexander Stubb, sostenitore di una pace giusta in Ucraina". Lo scrive su X Paolo Gentiloni, del Pd, a commento di un post in cui Stubb scrive di aver incontrato Trump e di aver discusso con lui delle relazioni tra Finlandia e Stati Uniti e di questioni di politica estera attuali, tra cui l'Ucraina.

Madrid: "G5+ consideri dibattito su uso attivi russi congelati"

"E' legittimo considerare la situazione degli attivi russi congelati i cui interessi si stanno giù utilizzando per poter aiutare l'Ucraina ad arrivare alla pace e a garantire questa pace". E' la proposta portata dalla Spagna al vertice G5+ in corso a Madrid sul conflitto in Ucraina e la difesa e sicurezza europee, secondo quanto ha annunciato il ministro iberico degli Esteri, José Manuel Albares, che fa da anfitrione alla riunione. Albares ha criticato le "tattiche di rinvio" da parte di Mosca del cessate il fuoco proposto dall'Ucraina, poiché "non vuole" la pace. "Il presidente Zelenzky ha messo sul tavolo un cessate il fuoco e vediamo allo stesso tempo come la Russia sta utilizzando tattiche di rinvio per non consolidare questa fine delle ostilità", ha rilevato il capo della diplomazia spagnola, all'inizio dell'incontro con gli omologhi europei e del Regno Unito e quello dell'Ucraina alla presenza dell'alta rappresentante Ue per la politica estera. La riunione sarà centrata sul lavoro per l'autonomia e la sovranità europea e sulla sicurezza, per cercare un "migliore coordinamento" per "continuare ad aiutare l'Ucraina a conquistare la pace". ha evidenziato Albares. "Dobbiamo prendere decisioni perché la voce dell'Europa possa unirsi a quelle di coloro che vogliono la pace, come il presidente" ucraino Volodymyr "Zelensky", ha aggiunto, nel ribadire "un messaggio di totale solidarietà a Kiev".

Cremlino: 'Putin rimane aperto a contatti con Trump'

Vladimir Putin "rimane del tutto aperto a contatti con Donald Trump. Se necessario, un loro colloquio sarà organizzato velocemente", ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov dopo che ieri il Presidente americano si era detto "molto arrabbiato" con la sua controparte e minacciato dazi contro gli acquirenti del petrolio russo. Peskov ha affermato che "alcune delle dichiarazioni (di Trump, ndr) sono state parafrasate". "Non ci sono virgolettati", ha affermato. Il sito della Nbc ha virgolettato due diverse espressioni per "molto arrabbiato" ma senza la frase intera. "Sono state fatte dichiarazioni diverse", ha aggiunto. 

Volo drone su centro Ue:indagine, frequenza associata a Russia

La frequenza radio intercettata dagli strumenti di rilevamento del Joint  research center della commissione europea a Ispra è “associabile a una  fonte russa”. È quanto si apprende da fonti inquirenti che indagano con  l’ipotesi di spionaggio politico o militare con l’aggravante di condotte  con finalità di terrorismo sul caso del sospetto drone russo che  avrebbe sorvolato nelle scorse settimane per cinque volte sopra il  centro comune di ricerca situato in uno comune della sponda lombarda del  Lago Maggiore. Le ricognizioni aeree sarebbero avvenute in un  intervallo ristretto di tempo di cinque-sei giorni. Quanto scoperto dai  ricercatori del Jrc sarebbe stato denunciato ai carabinieri del nucleo  investigativo di Varese che lo scorso venerdì hanno poi informato la  sezione distrettuale antiterrorismo della procura di Milano. Non si  esclude, tra le diverse ipotesi investigative aperte, che a manovrare il  velivolo possano essere stati uno o più italiani con posizione  filorusse. Gli accertamenti sono stati delegati dal procuratore Marcello  Viola, l’aggiunto Eugenio Fusco e il sostituto Alessandro Gobbis al Ros  dei carabinieri. Gli investigatori, coordinati dall'aggiunto Eugenio Fusco e dal pm Alessandro Gobbis, si chiedono però perché, nel caso si tratti di una presunta attività di spionaggio, si sia lasciata una sorta di 'targa' russa - utilizzando proprio quel tipo di velivolo che lasciava quelle determinate frequenze - e non uno di produzione europea. Dunque, è una delle ipotesi sul tavolo, l'obiettivo poteva essere proprio quello di mostrarsi e farsi vedere, per lanciare un segnale sulla capacità di interferire e di violare lo spazio aereo interdetto con facilità. Con i primi accertamenti si sta cercando di ricostruire da dove siano partiti quei voli e dove si trovasse chi telecomandava il drone.    Allo stesso tempo si valuta pure la possibilità che alcuni italiani filo-russi, come emerso in un'altra indagine sempre coordinata dal pm Gobbis, possano essersi messi a disposizione per effettuare l'operazione di presunto spionaggio. In quell'indagine, due imprenditori brianzoli si sarebbero messi a disposizione, anche in cambio di criptovalute, per una presunta attività di spionaggio dopo esser stati contattati su Telegram. In quel caso, l'unico "obiettivo" concreto raggiunto dai due sarebbe stato un presunto dossieraggio con pedinamenti su un imprenditore specializzato nel campo dei droni e della sicurezza elettronica e che interessava ai russi. Gli altri piani, come quello di installare "dash cam" sui taxi o la "mappatura" di zone delle città, erano rimasti, invece, lettera morta.    La segnalazione del drone, riservatissima, è arrivata in Procura il 28 marzo, dopo che il centro di ricerca aveva denunciato gli episodi ai carabinieri di Varese, che hanno poi trasmesso la comunicazione al Ros. I primi ad accorgersi di quei voli sono stati appunto i ricercatori del Jrc di Ispra.

Svezia annuncia aiuti militari record per 1,5 miliardi a Kiev

La Svezia ha presentato il suo più grande pacchetto di aiuti militari all'Ucraina che ammonta a 16 miliardi di corone svedesi (circa 1,48 miliardi di euro). La misura è stata presentata dal ministro della difesa svedese, Pal Jonson: "Vogliamo mandare il messaggio che stiamo intensificando il nostro sostegno e che ne stiamo aumentando la forza e la portata. Ci sono forti ragioni per farlo alla luce della gravissima situazione in Ucraina", ha dichiarato Jonson, citato dall'agenzia di stampa svedese Tt. La maggior parte del pacchetto sarà usato per l'acquisto di armi e materiali da industrie svedesi ed europee mentre una parte andrà a rafforzare l'industria bellica in Ucraina. "Ora siamo in una fase critica della guerra, tutta la nostra attenzione è rivolta a sostenere l'Ucraina il più possibile, in modo che possa trovarsi in una posizione di forza durante i negoziati", ha dichiarato Jonson, sottolineando che il supporto all'Ucraina deve essere congiunto: "Non è una responsabilità che ricade soltanto sulle spalle della Svezia, ma anche degli altri alleati, soprattutto europei", ha concluso.

Kallas: 'Da Ue e Usa più pressione su Russia per una tregua'

"Sono passate tre settimane da quanto l'Ucraina ha accettato il cessate il fuoco e la Russia continua a giocare e non vuole realmente la pace. Ci domandiamo come possiamo aumentare la pressione sulla Russia". Lo ha detto l'Alta rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, in apertura della riunione del G5+ sulla situazione in Ucraina e la sicurezza e difesa d'Europa. "Anche gli Stati Uniti devono aumentare la pressione perché la Russia freni la guerra", ha aggiunto Kallas in dichiarazioni prima del vertice che riunisce a Madrid i rappresentanti di Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna, assieme, al commissario Ue per la Difesa, Andrius Kubilius, e al ministro degli Esteri ucraino Andrii Sibiga, in videoconferenza. L'Italia è rappresentata dalla sottosegretaria per gli Affari esteri, Maria Tripodi. Quella odierna a Madrid è la quarta riunione del formato costituito alla fine delle scorso anno. E segue l'incontro della coalizione di volenterosi a Parigi giovedì scorso e all'inizio di una settimana che prevede altri due vertici chiave: quello informale dei ministri di Difesa dell'Ue mercoledì e giovedì a Varsavia sul "riarmo dell'Europa e il ruolo della Ue per ottenere una pace giusta e duratura in Ucraina". E la riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles, nel formato Nato, con le stesse priorità in agenda.

Kiev denuncia: altri 39 minori deportati a Mosca da regioni occupate

Le autorità ucraine hanno denunciato la deportazione forzata di altri 39 minori dalle regioni temporaneamente occupate dalla Russia verso la capitale russa, Mosca, con il pretesto di fornire loro assistenza sanitaria e psicologica. "Sotto il pretesto della 'riabilitazione' e del 'recupero', la Federazione Russa continua a deportare bambini ucraini", ha denunciato sui social il Centro di Resistenza Nazionale (Crn), un dipartimento sotto il comando delle Forze Armate ucraine creato dopo l'inizio della guerra. 

Secondo le autorità ucraine, i minori provengono dalle località di Rubizhne, Kremina, Lisichansk e Satove, tutte situate nella regione di Lugansk e attualmente sotto occupazione russa nel contesto del conflitto, scoppiato alla fine di febbraio 2022. "Gli occupanti promettono un 'ambiente familiare' e 'visite mediche', ma in realtà si tratta di una forma di genocidio ibrido. I bambini vengono isolati dall'Ucraina, dalla loro lingua, dalla loro cultura e dalla verità", ha affermato il Crn.  Stando ai dati ufficiali raccolti dall'organismo, oltre 1.200 minori provenienti dai territori temporaneamente occupati sarebbero stati sottoposti a "processi di riabilitazione", pratiche definite "violente" e che, secondo il Crn, presentano "tutte le caratteristiche di un crimine di guerra". Le autorità ucraine hanno ripetutamente denunciato la deportazione forzata di minori verso la Russia, accuse che hanno portato la Corte Penale Internazionale (Cpi) a emettere, nel marzo 2023, mandati di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e della commissaria presidenziale per i Diritti dell'Infanzia, Maria Lvova-Belova.

Ucraina, almeno 33 residenti di Bucha ancora detenuti in Russia dopo massacro 2022

A tre anni dalla scoperta del massacro di civili operato dalle forze russe fra i civili a Bucha subito dopo l'inizio dell'invasione, sono ancora almeno 33 i residenti della cittadina alle porte di Kiev ancora detenuti in Russia, senza poter comunicare con l'esterno, denuncia la Media Initiative for Human Rights. La scomparsa forzata di civili ucraini è "diffusa e sistematica", incalza un rapporto del Consiglio per i diritti umani dell'Onu. "I civili non possono essere rapiti e portati fuori dal loro Paese. Tutti i civili catturati nel nord dell'Ucraina non hanno contatti con l'esterno", spiega Anastasia Panteleyeva della Media Initiative.  Fra questi, spicca il caso di Vladyslav Popovych, ferito a una gamba da militari di Mosca mentre era in ginocchio e con le mani alzate a un posto di blocco il due marzo del 2022, e poi scomparso. come ha testimoniato la madre, Tetyana che ha scoperto solo mesi dopo che era detenuto in un carcere a Kursk, dopo aver fatto domanda al ministero della Difesa russo. L'accusa formalizzata in Russia è quella di aver opposto resistenza all'operazione militare speciale russa. 

Ucraina, Svezia annuncia fornitura 1,6 mld euro aiuti militari

La Svezia fornirà all'Ucraina di 16 miliardi di corone in aiuti militari, pari a 1,5 miliardi di euro, il più grande programma di sostegno mai approvato dal Paese scandinavo dall'inizio del conflitto. L'annuncio è stato dato in conferenza stampa dal ministro della Difesa, Pal Jonson: "Vogliamo inviare un chiaro messaggio: stiamo intensificando il nostro sostegno, aumentandone la forza e la portata. Ci sono valide ragioni per farlo, considerando la gravissima situazione in Ucraina". 

Ucraina, capo diplomazia cinese a Mosca: domani vede Lavrov, atteso colloquio con Putin

Visita di tre giorni in Russia per il capo della diplomazia cinese. Per domani è stato annunciato un colloquio a Mosca tra Wang Yi e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Atteso anche un faccia a faccia con il leader russo Vladimir Putin. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha descritto Wang e Putin come "vecchi buoni amici e partner". "Ci aspettiamo" un incontro, ha detto stamani ai giornalisti come riportato dai media russi dopo che venerdì da Pechino avevano parlato di un incontro di Wang "con il leader russo". Nell'annunciare la missione, a Pechino non hanno citato il conflitto che va avanti in Ucraina dall'avvio dell'invasione russa su vasta scala, il 24 febbraio di tre anni. La diplomazia del gigante asiatico ha però ripetuto che Cina e Russia, "partner strategici", hanno "rafforzato" negli anni "il coordinamento strategico e ampliato la cooperazione a livello pratico in vari settori". E la Repubblica Popolare, che non ha mai condannato esplicitamente l'invasione russa dell'Ucraina e anzi ha sostenuto Mosca, ha affermato di "auspicare" la visita di Wang sia  un'occasione per poter "lavorare con la Russia" anche su "questioni regionali e internazionali".

Cremlino: lavoriamo ma è processo a lungo termine

Russia e Stati Uniti continuano a lavorare per risolvere il conflitto in  Ucraina, ma per ora non ci sono dettagli perché si tratta di un  processo che richiederà tempo. A sottolinearlo è stato il portavoce del  Cremlino, Dmitri Peskov. "Stiamo lavorando all'attuazione di alcune idee", ha spiegato ai  giornalisti, "questo lavoro è in corso. Per ora non ci sono dettagli di  cui potremmo e dovremmo parlarvi. Dopotutto, questo è un processo a  lungo termine". Per quanto riguarda il rapporto con Washington, "continuiamo a  lavorare con gli Stati Uniti, in primo luogo per ricostruire le nostre  relazioni che hanno subito enormi danni sotto la precedente  amministrazione", ha detto Peskov. Peskov ha poi minimizzato i resoconti sull'insofferenza manifestata  dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, lasciando intendere che  siano state forzate dalla stampa: "Non sono citazioni" letterali, ha  detto Peskov. 

Cremlino: "Putin aperto a contatti con Trump"

Il Cremlino afferma che il presidente russo Vladimir Putin "rimane assolutamente aperto a contatti con il presidente Trump, quindi la loro conversazione sarà organizzata molto rapidamente, se necessario". Ma, ha aggiunto, "la telefonata non è in agenda". Lo riporta il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, come riporta Interfax. 

Medvedev: "Missili anche nucleari terapia a russofobia in Ue"

Il numero due del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha affermato che "parte significativa dei politici europei si è ammalata" di "russofobia" e ha citato una serie di missili russi, anche nucleari, che hanno "il miglior effetto terapeutico". "Una parte significativa dei politici europei si è ammalata di russomania in forma acuta. Il trattamento è sintomatico. Il miglior effetto terapeutico è stato osservato durante l'uso combinato di forti sedativi come Kalibr, Onyx, Iskander e il potente tranquillante multicomponente Oreshnik. In casi gravi si può utilizzare antipsicotici nucleari come Yars e Sarmat". Lo riporta Tass.

Il telepredicatore amico di Trump in visita in Ucraina

Il telepredicatore, molto legato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il pastore Mark Burns, è arrivato in visita in Ucraina su invito del rabbino capo dell'Ucraina Moshe Asman. Lo riportano i media ucraini. "Su mio invito, è arrivato in Ucraina un ospite speciale: il pastore Mark Burns, consigliere spirituale personale del presidente Donald Trump. È una figura ben nota nei circoli religiosi e politici degli Stati Uniti, la cui voce oggi ha peso nel dare forma alla nuova strategia e politica americana", ha detto Asman. Durante la visita, Burns ha visitato Bucha, Irpin e Borodyanka per vedere le conseguenze dei crimini dell'esercito russo contro la popolazione civile ucraina e per ascoltare personalmente i ricordi dei testimoni.

Mosca: "Iniziati colloqui con Usa sulle terre rare russe"

Il rappresentante della presidenza russa per gli investimenti e la cooperazione economica con gli Stati esteri, Kirill Dmitriev, ha dichiarato che Russia e Usa hanno "iniziato a discutere di vari tipi di terre rare e progetti in Russia": lo scrive l'agenzia Interfax citando un'intervista di Dmitriev al quotidiano filogovernativo russo Izvestia.   Dmitriev ha alcune aziende americane hanno già espresso interesse. 

Kiev: "Mosca ha intensificato i raid con bombe plananti"

La Russia ha intensificato gli attacchi con bombe plananti estremamente potenti. Lo afferma lo Stato maggiore ucraino, come riporta il Guardian. Solo nel corso della domenica, Mosca ha lanciato 223 bombe plananti contro le truppe e gli insediamenti ucraini. Le bombe plananti sono ordigni economici ma altamente distruttivi, ricavati dalle bombe a caduta libera convenzionali dotate di ali a scomparsa.

Gb: “Pronti a firmare accordo di difesa con la Ue”

"Abbiamo bisogno di aumentare la pressione sui russi, e questo è lo stesso che vogliono fare gli Stati Uniti. Credo che da molto tempo l'Europa non sia stata tanto unita e forte. E ora è il momento di rafforzare la cooperazione con i nostri soci per garantire la nostra sicurezza nei prossimo anni". E' quanto ha affermato il ministro degli Esteri del Regno Unito, David Lammy, in dichiarazioni esclusive al quotidiano El Pais. Lammy è oggi a Madrid per partecipare alla riunione ministeriale del G5+ sulle prospettive per ottenere una pace giusta in Ucraina e la sicurezza in Europa, alla quale parteciperanno i rappresentanti di Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito e Spagna, assieme all'Alta rappresentante per gli Affari esteri dell'Ue, Kaja Kallas, al commissario per la Difesa, Andrius Kubilius, e al ministro  degli Esteri ucraino Andri Sibiga, in videoconferenza. Secondo il ministro britannico, "la sicurezza d'Europa è indivisibile. Il Regno Unito non è più membro della Ue, ma quando si tratta di preservare la sicurezza del nostro continente, Europa non può permettersi di essere meno che la somma delle sue parti", ha osservato  Lammy. "Per questo lavoriamo con i nostri soci europei e con la Nato, per esplorare tutte le opportunità di rafforzare il coordinamento fra le nostre capacità militati, inclusa la spinta a un maggiore investimento del settore privato in difesa", ha aggiunto. "Siamo pronti per negoziare un accordo di collaborazione in sicurezza e difesa della Ue", ha sottolineato.

Zaluzhny: "Io candidato? Ora tutti impegnati a salvare Paese"

Valery Zaluzhny, ex comandante in capo delle forze armate dell'Ucraina e ora ambasciatore a Londra, da più parti indicato come il rivale di Volodymyr Zelensky alle prossime elezioni in Ucraina, non scopre le carte sulla sua candidatura. Alla domanda di RBC-Ucraina sulla sua candidatura ha detto: "La mia risposta a questo non è cambiata. Mentre la guerra è in corso, dobbiamo tutti lavorare per salvare il paese, e non pensare alle elezioni. Non commento le varie voci".

Droni russi su Kharkiv nella notte, tre feriti

Tre persone sono rimaste ferite la notte scorsa in seguito a un pesante attacco con droni russo sulla città di Kharkiv, nell'Ucraina orientale: lo ha reso noto il capo dell'Amministrazione statale regionale, Oleg Synegubov, come riporta Ukrainska Pravda. Da parte sua, il sindaco Igor Terekhov ha affermato che tutti i droni nemici hanno colpito il quartiere Kyivskyi della città, aggiungendo che sono stati danneggiati il tetto di una fabbrica, alcuni magazzini, un'officina, tre condomini, un asilo e alcune auto.

Guerra in Ucraina, così gli Stati Uniti hanno aiutato Kiev dietro le quinte

Stanno continuando i dialoghi tra le parti nel tentativo di arrivare alla fine del conflitto tra Russia e Ucraina. I colloqui verso una pace si sono intensificati nell’ultimo periodo, in particolare con l’insediamento dell’amministrazione Trump che sta premendo per terminare la guerra. Tuttavia nei tre anni precedenti al ritorno alla Casa Bianca del tycoon, Washington e Kiev sarebbero state unite da una forte partnership: a rivelarlo è un’inchiesta del New York Times, secondo cui a sapere di questa collaborazione sarebbero stati in totale un ventina di funzionari. LEGGI L’ARTICOLO

Kiev: "Nella notte abbattuti 57 droni russi su 131"

Le forze russe hanno attaccato l'Ucraina la notte scorsa con due missili balistici Iskander-M e 131 droni di vario tipo, inclusi i kamikaze Shahed: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che 57 velivoli senza pilota sono stati abbattuti e 45 droni-esca sono caduti in zone aperte.    I droni distrutti sono stati intercettati nel nord, nell'est e nel centro del Paese. L'attacco ha colpito le regioni di Sumy, Donetsk, Kharkiv, Kiev e Zhytomyr.

Carfagna: "La nuova difesa Ue non è un'opzione ma un obbligo"

"È innegabile che ci siano sensibilità e posizioni diverse, ma sull'Ucraina, sulla difesa europea e, in prospettiva, sui dazi e sui rapporti transatlantici, la maggioranza ha dimostrato sempre di sapere trovare un punto di sintesi". Lo spiega al QN Mara Carfagna, da pochi giorni nuova segretaria di Noi Moderati, secondo cui "Giorgia Meloni ha guidato questo processo con capacità ed equilibrio e le andrebbe riconosciuto da tutti: se il governo si fosse diviso saremmo davvero, in questo momento, l'anello debole d'Europa".    "Noi Moderati aderisce al gruppo dei Popolari europei ed è in sintonia con il suo orientamento. La nuova difesa europea non è un'opzione: è un obbligo determinato dalla volontà di disimpegno americana e dalle mire espansionistiche russe, che dovrebbero essere evidenti a tutti - prosegue -. Allo stesso modo, sosteniamo una risposta intelligente ai dazi Usa annunciati per il 2 aprile: il rapporto con Trump è difficile ma deve essere fatto ogni sforzo per non rompere gli storici legami tra Europa e Stati Uniti".    Carlo Calenda ipotizza una maggioranza di 'volenterosi' che veda insieme le forze centriste fino a un pezzo del Pd. "L'idea di un rassemblement dei moderati è suggestiva ma la verità è che finora è risultata irrealizzabile. Ogni singola competizione elettorale, fino alle ultime Europee, ha segnalato un orientamento bipolare degli elettori e ha punito le posizioni terzopoliste - conclude -. Altro discorso è il rafforzamento della componente moderata della maggioranza".

Zagrebelsky: “I volenterosi? Dalla politica soluzioni poco credibili”

"Il riarmo della Germania mi fa paura. Stiamo vivendo un momento storico di grandissima confusione e le soluzioni immaginate dai leader politici sono poco credibili". Lo spiega a La Stampa il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, ragionando sui conflitti in corso e i dibattiti che stanno animando e dividendo l'Europa. "Non sappiamo dove andremo a finire. La storica rivalità con la Francia potrebbe risorgere da un momento all'altro. La nascita dell'Ue si deve a molti motivi, tra cui la prevenzione dei conflitti e lo sviluppo armonico delle attività economiche - prosegue -. Ma anche per 'diluire', politicamente e militarmente, la Germania uscita sconfitta dalla seconda guerra mondiale. Ora stiamo andando in una direzione completamente opposta". Per quanto riguarda la coalizione denominata dei 'volenterosi' "ma davvero qualcuno immagina una coalizione che unisca militari francesi e tedeschi? - commenta -. Stiamo vivendo un momento storico di grandissima confusione e le soluzioni immaginate dai leader politici sono poco credibili". Ha sollevato polemiche una sua intervista titolata 'Preferisco una pace ingiusta alla morte giusta di innocenti'. "Sono stato frainteso. Il mio ragionamento era in relazione all'ipotesi della guerra totale. Non ai conflitti tradizionali, che si sono combattuti fino all'epoca atomica e si chiudevano con i trattati di pace. Mi riferivo alla guerra che distrugge l'umanità - conclude - : rispetto a questo scenario credo che qualunque persona che non sia mossa da follia sceglierebbe una pace ingiusta. Per chiarire: preferirei una pace ingiusta a una guerra giusta con il rischio della distruzione totale".

Trump: "Non vorrei imporre dazi secondari sulla Russia"

Vladimir Putin "lo conosco da tempo e siamo andati d'accordo nonostante la bufala" del Russiagate. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dai giornalisti al seguito. Il presidente ha quindi spiegato che non vorrebbe "imporre dazi secondari alla Russia ma, se venissero imposti, non sarebbe molto positivo per loro. Abbiamo imposto dazi secondari sul Venezuela e per loro l'impatto è stato molto forte". In un'intervista a Nbc, Trump ha minacciato dazi sul petrolio russo nel caso in cui non venisse raggiunta un'intesa sul cessate il fuoco e Mosca fosse la responsabile del mancato accordo.

Trump: “Stiamo facendo progressi su Russia e Ucraina”

"Stiamo facendo molti progressi sull'Ucraina e la Russia. C'è il conflitto ma penso che stiamo facendo progressi, passo dopo passo". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportano i giornalisti al seguito.

Media: “Trump visiterà l'Arabia Saudita a metà di maggio”

Donald Trump visiterà l'Arabia Saudita alla metà di maggio per il suo primo viaggio all'estero da quando si è insediato alla Casa Bianca. Lo riporta Axios citando alcune fonti. Anche durante i suoi primi quattro anni alla Casa Bianca l'Arabia Saudita fu il primo viaggio di Trump fuori dai confini nazionali.    Il viaggio era stato inizialmente previsto per il 28 aprile ma poi è stato posticipato. I sauditi, che stanno giocando un ruolo importante nelle trattative fra la Russia e l'Ucraina, vogliono che la visita si verifichi dopo il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco in Ucraina.

Mosca: abbattuti 66 droni ucraini su diverse regioni

Nella notte le forze di difesa aerea russe hanno abbattuto 66 droni ucraini su diverse regioni. Lo ha annunciato il ministero della Difesa spiegando che "41 sono stati colpiti nella regione di Bryansk, 24 su quella di Kaluga e uno nel Kursk". Al momento non si registrano vittime né danni alle infrastrutture.

Trump: "Zelensky vuole entrare nella Nato, ma non lo farà"

Il leader dell'Ucraina Volodymyr Zelensky vuole essere un membro della Nato: "non lo sarà e lo capisce". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dai giornalisti a seguito. 

Trump avverte Zelensky: "Rispetti accordi minerali o avrà grossi problemi"

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito  che il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky avrà "grossi problemi" se non si decide a firmare un accordo sui diritti minerari. Trump sta cercando di mediare un cessate il fuoco tra l'Ucraina e l'invasore russo e ha spinto Zelensky a firmare un accordo per dare alle imprese statunitensi l'accesso ai minerali di terre rare ucraini. Rivolgendosi aigiornalisti sul suo jet Air Force Once, Trump ha detto: "Vedo che sta cercando di tirarsi indietro dall'accordo sulle terre rare. E se lo farà, avrà dei problemi. Grossi, grossi problemi". 

Russia: "No a forze di pace con Paesi che sostengono Kiev"

La Russia è "categoricamente contraria" alla presenza di forze di pace in Ucraina che prevedono la presenza di Paesi che forniscono armamenti a Kiev. Ad affermarlo è Kirill Logvinov, direttore del Dipartimento delle organizzazioni internazionali del ministero degli Esteri russo, in un'intervista alla Tass. "È triste che la storia degli ultimi anni non insegni nulla agli europei - ha detto il diplomatico -. Sono assolutamente sordi agli avvertimenti che la sola idea di introdurre in Ucraina i militari di quei Paesi che oggi continuano a rifornire Kiev di armi è per noi categoricamente inaccettabile". 

Trump: "Non penso che Putin si rimangerà la parola"

Non penso che Putin si rimangerà la parola". Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente ha criticato in un'intervista a Nbc il leader russo per aver minato la credibilità di Volodymyr Zelensky e ipotizzato un'amministrazione transitoria per l'Ucraina.

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