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Guerra Israele Medio Oriente, Netanyahu silura Gallant, migliaia protestano in piazza

©IPA/Fotogramma
Netanyahu accusato di fuga di informazioni manipolate
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Netanyahu accusato di fuga di informazioni manipolate
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La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio del primo ministro israeliano, con un'operazione senza precedenti: lo riferisce Channel 12. Centinaia di persone a Tel Aviv e Gerusalemme per protestare contro il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant: al suo posto Israel Katz, già ministro degli Esteri. "Fiducia incrinata", ha detto Netanyahu. L'ex ministro: nessuna espiazione per abbandono degli ostaggi. Almeno 25 persone uccise in un raid israeliano a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rimosso dall'incarico di ministro della Difesa Yoav Gallant, nominando al suo post Israel Katz, già ministro degli Esteri. Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu. Al posto di Katz, la guida del ministero degli Esteri è stata affidata a Gideon Saar. "Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c'era fiducia e c'era un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi mesi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa", ha affermato Netanyahu. L'ex ministro duro: "Non ci sarà espiazione per l'abbandono degli ostaggi".

La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, con una operazione senza precedenti. Lo riferisce Channel 12 affermando che non è ancora chiaro se l'azione, avvenuta sabato sera, sia collegata all'indagine sulla fuga di notizie di intelligence o all'inchiesta di cui si è appreso oggi  sui presunti tentativi di falsificare i verbali delle riunioni di gabinetto di guerra.

Resta altissima la tensione tra l'Iran e Israele. "Non riconosciamo l'esistenza del regime sionista come elemento occupante e durante le mie recenti visite regionali ho ripetutamente detto, rivolgendomi a Israele, di 'non mettere alla prova la nostra volontà". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, arrivando a Islamabad per tenere colloqui con le autorità pakistane, sugli sviluppi bilaterali e regionali. 

Sono almeno 25 le persone rimaste uccise in un bombardamento israeliano che nelle scorse ore ha colpito una casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo denunciano fonti mediche citate dall'agenzia palestinese Wafa, affermando che le vittime sono tutti civili. Fra i 25 morti, 13 erano minori.

I media statali libanesi hanno riferito di un attacco contro un appartamento nella zona costiera di Jiyeh a sud di Beirut.


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Libano: sale a 20 morti bilancio attacco Israele Burja

E' salito ad almeno 20 il numero dei morti dell'attacco aereo israeliano a Burja, nella provincia del Monte Libano. Secondo quanto riferito dal ministero libanese della Salute, ci sono anche 14 feriti. Le operazioni di salvataggio dopo l'attacco contro la città costiera proseguono e il bilancio è definito "provvisorio" dal ministero. 

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Chi è Yoav Gallant, il ministro della Difesa licenziato da Netanyahu

Generale in pensione, è stato l'uomo al centro della sicurezza di Israele. Il primo ministro lo ha licenziato. Al suo posto Israel Katz, finora ministro degli Esteri, che sarà a sua volta occupato da Gideon Saar. Ecco chi è Yoav Gallant

Gallant licenziato da Netanyahu: “Niente espiazione per abbandono ostaggi"

"Un'oscurità morale" ha travolto il Paese, secondo l'ex ministro della Difesa, che ha parlato in conferenza stampa trattenendo le lacrime. Sarà sostituito da Israel Katz. Proteste e scontri tra polizia e manifestanti davanti alla casa del premier Netanyahu e in alcune città del nord hanno fatto seguito all'annuncio del licenziamento.

Herzog: no a sconvolgimenti politici, prevalga senso responsabilità

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha messo in guardia contro qualsiasi sconvolgimento politico, mentre il paese combatte guerre su più fronti, dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa.

"L'ultima cosa di cui lo Stato di Israele ha bisogno in questo momento è uno sconvolgimento e una rottura nel mezzo della guerra. La sicurezza dello Stato di Israele deve essere al di sopra di ogni considerazione", ha affermato Herzog, aggiungendo che "il ruolo della leadership è quello di agire con grande responsabilità in questo momento".

Medio Oriente, leader eliminati da Israele in un anno di guerra

Yahya Sinwar, capo politico di Hamas, è stato ucciso il 16 ottobre dall'Idf. Ma i leader di peso “eliminati” da Israele nell’ultimo periodo, durante la campagna militare che va avanti da oltre un anno nella Striscia di Gaza, sono diversi. Un martellamento che ha preso di mira Hamas, ma anche altri gruppi legati a Teheran, come Hezbollah in Libano o le milizie delle Guardie rivoluzionarie iraniane. L'APPROFONDIMENTO

Netanyahu ha parlato con capi Idf, Shin Bet e Mossad dopo licenziamento Gallant

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il capo di stato maggiore delle Idf, Herzi Halevi, con il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e con il direttore del Mossad, David Barnea, rassicurando i suoi interlocutori dopo aver licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo rende noto l'ufficio del premier, aggiungendo di aver detto loro che "non vede l'ora di lavorare insieme al nuovo ministro della Difesa". La dichiarazione arriva mentre circolano voci secondo cui Netanyahu avrebbe intenzione di sostituire Halevi e Bar.

Mo: polizia sgombera manifestanti vicino alla casa di Netanyahu

La polizia israeliana ha sgomberato con la forza i manifestanti vicino alla casa di Netanyahu a Gerusalemme. Lo riporta Haaretz.

Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane

Create nel 1948, ogg contano su 170mila soldati effettivi, grazie alla coscrizione obbligatoria di tre anni per gli uomini e di due per le donne. Dispongono, inoltre, di 3.500 carri armati. COME FUNZIONA

Gallant: non ci sarà espiazione per abbandono ostaggi

"Il nostro impegno morale ed etico è il ritorno dei nostri figli e figlie rapiti da Hamas. Non c'è e non ci sarà alcuna espiazione per l'abbandono degli ostaggi", ha detto questa sera in una dichiarazione ai media Yoav Gallant, dopo essere stato licenziato da ministro della Difesa dal premier Benyamin Netanyahu. "Sono stato licenziato per tre motivi: Israele deve accettare un accordo per la liberazione degli ostaggi anche lasciando Hamas a Gaza; l'aver chiesto che tutti debbano prestare servizio nell'Idf e difendere Israele (compresi gli ortodossi); l'aver chiesto un'indagine governativa sul 7 ottobre", ha aggiunto molto commosso. 

Israele, video di Sinwar con famiglia in un tunnel prima dell'attacco del 7 ottobre 2023

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno diffuso le immagini di un video in cui si vede il leader di Hamas, insieme ai suoi due figli e alla moglie, attraversare un tunnel con una scorta di provviste prima dell’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023. IL VIDEO

Mo: Casa Bianca elogia Gallant e promette di collaborare col successore

Un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca ha elogiato il ministro della Difesa uscente Yoav Gallant e ha affermato che l'amministrazione Biden continuerà a collaborare con il suo successore, ma ha evitato di criticare direttamente la decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu di licenziarlo. "Il ministro Gallant è stato un collaboratore importante in tutte le questioni relative alla difesa di Israele. Come stretti partner, continueremo a lavorare in collaborazione con il prossimo ministro della difesa di Israele", ha detto il portavoce al Times of Israel.

Tunnel, esplosivi e guerriglia: come si sta riorganizzando Hamas dopo la morte di Sinwar

Hamas ha perso tantissimi dei suoi comandanti, dall'inizio della guerra. Su tutti, il capo dell'ufficio politico, Yahya Sinwar, ucciso il 17 ottobre a seguito di uno scontro a fuoco con l'esercito israeliano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Ritenuto da Israele "il grande assassino, responsabile del massacro e delle atrocità del 7 ottobre", rappresentava una figura fondamentale per il gruppo. Da subito gli analisti hanno concordato sul fatto che per Hamas questo sia stato un colpo quasi "fatale". Ma ciò non vuol dire che la sconfitta di Hamas - prerogativa dell’operazione israeliana a Gaza - sia vicina, anzi. LEGGI QUI

Katz, "senso missione" distruzione Hamas e ritorno ostaggi

 Il neonominato ministro della Difesa Israel Katz ha accettato il ruolo assegnatogli dal premier Benjamin Netanyahu al posto di Yoav Gallant "con un senso di missione e un profondo impegno per la sicurezza dello Stato di Israele e dei suoi cittadini". Come ha fatto sapere in una dichiarazione diffusa sui social network e riportata dalla stampa israeliana, il ministro punta a "far progredire l'apparato di difesa verso la vittoria contro i nostri nemici e per raggiungere gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi come missione piu' importante, la distruzione di Hamas a Gaza, la sconfitta di Hezbollah in Libano, la limitazione dell'aggressione iraniana e il ritorno sicuro dei residenti del nord e del sud alle loro case". 

Iran, l’arsenale degli Ayatollah tra droni, missili ipersonici e lo spettro nucleare

Dopo l’offensiva di Teheran dello scorso aprile, il 1° ottobre l'Iran ha attaccato il territorio israeliano prevalentemente con missili balistici e ipersonici. Il 26 ottobre la nuova rappresaglia israeliana con "attacchi di precisione" su obiettivi militari. L'arsenale del regime può contare su diverse soluzioni, dai droni kamikaze Shahed 136 ai missili ipersonici Kheibar e Fatah, fino a quelli da crociera tipo Paveh 351. Sono le armi più sofisticate mai affrontate dalle difese israeliane. LEGGI QUI

Netanyahu, 'false le notizie su prossimo licenziamento capi Idf e Shin Bet'

"Le notizie secondo cui ho intenzione di licenziare il capo dell'esercito e i quello dello Shin Bet sono false e mirano a seminare divisione e discordia". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo le indiscrezioni uscite sulla stampa israeliana sulla volontà del capo del governo di voler sostituire i vertici militari e dell'intelligence, dopo il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant.

Usa, lavoreremo col nuovo ministro della difesa di Israele

Yoav Gallant è stato un "importante partner nella difesa di Israele. Gli Stati Uniti continueranno a lavorare con chiunque sarà il nuovo ministro". Lo riferiscono fonti della Casa Bianca. Secondo indiscrezioni però, gli Stati Uniti sono stati colti di sorpresa dalla decisione di rimuovere Gallant.

Libano, 15 morti in raid israeliano su palazzo a Barja

Quindici persone sono morte in un raid israeliano contro un palazzo residenziale a Barja, località costiera a sud di Beirut. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, citato da L'Orient Le Jour. 

Scontri tra polizia e manifestanti vicino casa Netanyahu

Scontri tra polizia e manifestanti sono scoppiati fuori dalla residenza di Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, dove in migliaia si sono radunati spontaneamente dopo che il premier ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant. Le tv nazionali stanno mostrando i tafferugli.

Netanyahu silura Gallant, migliaia protestano in piazza

Il colpo di scena è arrivato alle 7 di sera direttamente ai media via Whatsapp: l'annuncio del licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant su lettera ufficiale in pdf. In calce la firma del premier Benyamin Netanyahu. Una sola riga per dire che il mandato decade entro 48 ore. Il primo ministro ha consegnato personalmente, a mano, la stessa lettera a Gallant durante un breve incontro nel suo ufficio a Gerusalemme. Dopo un veloce scambio di frasi, Netanyahu ha registrato un video per rendere pubblico di aver sollevato il titolare della Difesa dal suo incarico. Al suo posto Israel Katz, finora ministro degli Esteri, che sarà a sua volta occupato da Gideon Saar. "Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c'era fiducia e un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi tempi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa", ha spiegato il premier. "Ho fatto molti tentativi per colmare queste lacune, ma continuavano ad ampliarsi. I nostri nemici ne hanno tratto piacere e un sacco di benefici", ha dichiarato. Gallant ha detto la sua su X: "La sicurezza dello Stato di Israele è stata e rimarrà sempre la missione della mia vita", ha scritto. Insomma, un colpo di mano repentino in attesa dell'annunciato attacco di Teheran e, soprattutto, mentre l'America è impegnata a seguire un voto cruciale come non mai. "Il trucco di licenziare Gallant è chiaro. 

Mo: nuovo ministro Difesa israeliano, 'ritorno ostaggi missione più importante'

Ringrazio il Primo Ministro Netanyahu per la fiducia riposta in me nominandomi Ministro della Difesa". Lo ha dichiarato Israel Katz su X dopo il licenziamento dell'ex Ministro della Difesa Yoav Gallant. "Lavoreremo insieme per portare la vittoria alle forze di sicurezza", ha affermato, "e per raggiungere gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi come missione di valore più importante, la distruzione di Hamas a Gaza, la sconfitta di Hezbollah in Libano, il contenimento dell'aggressione iraniana e il ritorno dei residenti del nord e del sud alle loro case in sicurezza" 

Israele-Iran, cronologia di una rivalità storica: le tappe dello scontro

Le pesanti tensioni tra Israele e l'Iran hanno una storia lunga decenni, tra minacce, proclami, guerre clandestine e attacchi via terra, mare, aria e cyberspazio. I raid incrociati che hanno segnato il 2024, in ordine cronologico sono solo l'ultimo stadio di una escalation tra i due Paesi, esacerbata un anno fa dall’inizio dell’operazione militare a Gaza. Ecco i principali eventi che hanno scandito il passaggio da una guerra ombra al conflitto aperto. LE TAPPE

Media: "Usa colti alla sprovvista dal licenziamento Gallant"

La decisione del premier israeliano Benyamin Netanyahu di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant il giorno delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ha colto alla sprovvista l'amministrazione Biden che sta lavorando a raccogliere maggiori informazioni. Lo scrive il Times of Israel citando un funzionario americano. Secondo il funzionario, la scelta di Netanyahu di silurare oggi Gallant indica che il premier voleva cercare di evitare ripercussioni dell'amministrazione Biden, attualmente concentrata altrove. 

Pentagono: "Collaboreremo con il nuovo ministro della Difesa di Israele"

L'ex ministro della Difesa israeliana Yoav Gallant "è stato un importante partner per la difesa di Israele; gli Stati Uniti continueranno a collaborare con il prossimo ministro della Difesa". Lo ha detto il Pentagono, commentando l'avvicendamento di Gallant con l'attuale ministro degli Esteri Israel Katz. 

Katz alla Difesa: "Ritorno dei rapiti missione più importante"

"Lavoreremo insieme per far avanzare il sistema di sicurezza fino alla vittoria contro i nostri nemici e per raggiungere gli obiettivi della guerra: il ritorno di tutti gli ostaggi come missione più importante, la distruzione di Hamas a Gaza, la sconfitta di Hezbollah in Libano, il contenimento dell'aggressione iraniana e il ritorno sicuro dei residenti del nord e del sud alle loro case". Lo scrive su X Israel Katz, appena nominato ministro della Difesa dal premier israeliano Benyamin Netanyahu, ringraziandolo per la fiducia.

In migliaia manifestano in Israele contro rimozione Gallant

Proteste contro la rimozione del ministro della Difesa israeliano stanno avendo luogo in tutto Israele. Circa 1.000 manifestanti si sono radunati vicino alla residenza di Netanyahu a Gerusalemme. Migliaia di persone stanno manifestando a Tel Aviv, centinaia si sono radunati ad Haifa. Circa 70 dimostranti sono nella città di Be'er Sheva, nel sud di Israele.

I manifestanti hanno bloccato l'autostrada Ayalon di Tel Aviv in entrambe le direzioni. Circa 150 dimostranti svolgono un sit in all'incrocio di Nahalal e decine sono radunati all'incrocio di Carmiel, nel nord di Israele nel nord di Israele.

Lapid: "Rimozione Gallant in piena guerra è atto di follia"

Il leader dell'opposizione israeliano Yair Lapid ha definito la rimozione dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant nel bel mezzo della guerra "un atto di follia", affermando su X che "Netanyahu sta tradendo i soldati della sicurezza israeliana e delle Idf per una vergognosa sopravvivenza politica".

"Il governo di destra privilegia gli evasori della leva rispetto a coloro che la servono", ha affermato Lapid, invitando i sostenitori del suo partito Yesh Atid "e tutti i patrioti sionisti a scendere in piazza stasera per protestare".

Media: "Netanyahu valuta di licenziare i capi Idf e Shin Bet" (2)

Il primo ministro Benjamin Netanyahu starebbe pianificando di licenziare il capo di stato maggiore delle Idf, Herzi Halevi, e il capo dello Shin Bet, Ronen Bar. Lo riporta il sito di notizie Walla, citando fonti vicine al primo ministro. La notizia arriva immediatamente dopo che Netanyahu ha licenziato il ministro della Difesa Yoav Gallant.

Mentre Netanyahu ha l'autorità esclusiva di sostituire Bar, il ministro della Difesa è responsabile del licenziamento o della nomina di un capo di stato maggiore dell'esercito. 

Cosa può succedere dopo l’attacco di Israele all’Iran? Gli scenari in Medio Oriente

L’attacco condotto da Israele nella notte fra venerdì e sabato contro l’Iran potrebbe aver scongiurato l’ipotesi di una guerra totale. O almeno è quello che ritengono la maggior parte degli analisti, secondo cui la portata contenuta dell’azione - che non ha colpito strutture strategiche, petrolifere o nucleari - rientrerebbe nella strategia della risposta "forte ma non abbastanza forte da obbligare Teheran a rispondere per non sembrare debole". LEGGI L'ARTICOLO

Media: "Gallant informato della rimozione 10 minuti prima dell'annuncio"

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha informato il ministro della Difesa Yoav Gallant della sua rimozione appena 10 minuti prima dell'annuncio pubblico. Lo ha riferito a Ynet News una fonte a conoscenza della questione, aggiungendo che l'incontro è durato solo pochi minuti, dopodiché il capo dello staff di Gallant è arrivato per ritirare la lettera ufficiale di licenziamento.

Intanto si apprende che Gallant terrà una conferenza stampa alle 22 ora locale.

Media: "Netanyahu valuta di licenziare i capi Idf e Shin Bet"

Secondo fonti vicine a Benyamin Netanyahu citate da Haaretz, il primo ministro israeliano sta valutando la possibilità di licenziare anche i capi dell'Idf, Herzi Halevi, e dello Shin Bet, Ronen Bar, dopo aver silurato il ministro della Difesa Yoav Gallant. 

Centinaia scendono in strada a Tel Aviv e Gerusalemme

Centinaia di persone iniziano a radunarsi a Tel Aviv e Gerusalemme per protestare contro il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant. Secondo i media israeliani, la polizia ha eretto barricate vicino alla residenza del premier Benyamin Netanyahu a Gerusalemme e fuori dal quartier generale dell'Idf a Tel Aviv. Un tentativo di Netanyahu di licenziare Gallant l'anno scorso per la sua opposizione alla riforma giudiziaria aveva portato decine di migliaia di persone in piazza, costringendo infine Netanyahu a fare marcia indietro. 

Yahya Sinwar, chi era capo politico di Hamas e ideatore del 7 ottobre

Nato nel 1962 a Khan Yunis, è stato per 22 anni nelle carceri israeliane. Fu rilasciato nel 2011, in uno scambio tra detenuti palestinesi e il soldato Gilad Shalit. Dal 2017 era leader del movimento a Gaza mentre dall'agosto scorso ricopriva il ruolo di capo dell'ufficio politico del partito dopo l'uccisione di Ismail Haniyeh. La sua lunga fuga nei sotterranei di Gaza si è conclusa con l'operazione dell'Idf a Rafah in cui ha perso la vita, il 17 ottobre 2024, insieme ad altre due persone. CHI ERA

Famiglie ostaggi: "Rimozione Gallant tentativo di affossare accordo"

L'Hostages and Missing Families Forum ha condannato la decisione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di rimuovere il ministro della Difesa Yoav Gallant affermando che altro non è se non ''un altro tentativo di affossare l'accordo sugli ostaggi". Il gruppo, che rappresenta le famiglie delle persone prese in ostaggio il 7 ottobre, chiede al nuovo ministro della Difesa Israel Katz di ''esprimere un impegno esplicito per la fine della guerra e di portare a termine un accordo per l'immediato ritorno di tutti i rapiti''.

"Il licenziamento del ministro della Difesa è una prova delle scarse priorità del governo israeliano", aggiunge il Forum su 'X' affermando che "gli obiettivi militari nella Striscia di Gaza sono stati raggiunti" e che Israele deve ora ottenere un "accordo per il rilascio di tutti i rapiti e la fine della guerra".

Leader democratico Israele chiede sciopero generale dopo rimozione Gallant

Yair Golan, leader del partito democratico israeliano, chiede alla popolazione di scendere in piazza e uno sciopero generale dopo il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant. Golan ha chiesto alle università e ai college di chiudere, ai luoghi di lavoro di non riaprire e ha invitato la popolazione israeliana a protestare.

"La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio di Netanyahu"

La polizia ha fatto irruzione nell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, con una operazione senza precedenti. Lo riferisce Channel 12 affermando che non è ancora chiaro se l'azione, avvenuta sabato sera, sia collegata all'indagine sulla fuga di notizie di intelligence o all'inchiesta di cui si è appreso oggi  sui presunti tentativi di falsificare i verbali delle riunioni di gabinetto di guerra. 

Forum famiglie: "Silurare Gallant affossa accordo ostaggi"

Per le famiglie degli ostaggi in Israele il licenziamento di Gallant rappresenta un altro passo avanti negli "sforzi" per affossare l'accordo sui rapiti. "Il ministro della Difesa è stato il primo a sottolineare il raggiungimento degli obiettivi strategici e l'urgente necessità di tradurre le conquiste militari in una vittoria effettiva sotto forma del ritorno dei rapiti e della fine della guerra nella Striscia", ha detto il Forum citato da Haaretz. Il gruppo ha invitato il nuovo ministro della Difesa, Israel Katz, "a esprimere pubblicamente, in modo chiaro e deciso il suo impegno per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi". 

Opposizione con Gallant: "Israeliani scendete in piazza"

L'opposizione critica con fermezza la decisione di Benyamin Netanyahu di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant, sostituendolo con il ministro degli Esteri Israel Katz: "Scendete in piazza", ha scritto su X il presidente dei Democratici Yair Golan, dopo l'annuncio del premier. "Politica a spese della sicurezza nazionale", afferma il presidente di National Unity Benny Gantz. "Non c'è nulla di più basso in cui questo governo possa sprofondare", ha detto il parlamentare di Unità Nazionale Orit Farkash Hacohen, "un ministro della Difesa viene licenziato alla vigilia di un attacco iraniano". 

Ben Gvir: "Con Gallant alla Difesa non potevamo vincere"

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir accoglie con favore la decisione del primo ministro Benyamin Netanyahu di licenziare il ministro della Difesa Yoav Gallant, affermando che "non è possibile ottenere una vittoria assoluta" con lui in carica. "Il premier ha fatto bene a rimuoverlo dal suo incarico", ha dichiarato Ben Gvir che in precedenza aveva chiesto l'estromissione di Gallant in più occasioni. Lo riporta il Times of Israel. 

Gallant: "Sicurezza Israele resta la missione della mia vita"

La ''sicurezza dello Stato di Israele è sempre stata, e rimarrà sempre, la missione della mia vita''. Queste le prime parole di Yoav Gallant dopo essere stato rimosso da ministro della Difesa dal premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Netanyahu: "Mancanza di fiducia reciproca con Gallant" (2)

Secondo il premier israeliano, con Gallant non erano d'accordo sulla gestione della guerra e l'ormai ex ministro della Difesa ha preso decisioni e fatto dichiarazioni che contravvenivano alle decisioni del governo. "Ho fatto molti tentativi per colmare queste lacune, ma continuavano ad ampliarsi", ha affermato Netanyahu. "Sono anche giunte a conoscenza del pubblico in un modo inaccettabile e, cosa ancora peggiore, sono giunte a conoscenza del nemico: i nostri nemici ne hanno tratto piacere e ne hanno tratto un sacco di benefici". Netanyahu ha affermato che la maggior parte dei membri del governo è d'accordo con lui. 

Netanyahu: "Mancanza di fiducia reciproca con Gallant"

Il primo ministro ha annunciato il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, suo rivale di lunga data all'interno del partito Likud e nonostante Israele sia in guerra, adducendo come motivo la mancanza di fiducia reciproca. Sarà sostituito dal ministro degli Esteri Israel Katz e il ministro senza portafoglio Gideon Sa'ar sostituirà Katz come ministro degli Esteri. "Purtroppo, anche se nei primi mesi della guerra c'era fiducia e c'era un lavoro molto fruttuoso, negli ultimi mesi questa fiducia si è incrinata tra me e il ministro della Difesa", ha affermato Netanyahu.

Netanyahu licenzia Gallant, Katz nuovo ministro Difesa

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rimosso dall'incarico di ministro della Difesa Yoav Gallant, nominando al suo post Israel Katz, già ministro degli Esteri. Lo rende noto l'ufficio di Netanyahu. Al posto di Katz, la guida del ministero degli Esteri è stata affidata a Gideon Saar.

Israele demolisce 7 case palestinesi a Gerusalemme Est

Gli operai comunali hanno demolito sette case appartenenti a palestinesi nel quartiere Silwan di Gerusalemme est occupato da Israele. Lo hanno riferito i residenti e lo ha confermato il comune. Un tribunale israeliano aveva stabilito che fossero costruzioni illegali. "Questa mattina, il comune, con una scorta della polizia israeliana, ha iniziato la sua operazione contro l'edilizia illegale nel quartiere Al-Bustan di Silwan", si legge in una nota del municipio di Gerusalemme, sotto il controllo israeliano. L'attivista Fakhri Abou Diab, uno dei palestinesi colpiti, ha confermato che "almeno sette case sono state demolite". "Hanno demolito la mia casa, che avevo ristrutturato dopo che era già stata demolita una prima volta all'inizio di quest'anno, così come quella di mio figlio, la casa della famiglia di Haitham Ayed e quattro case appartenenti alla famiglia Al-Rouwaidi", ha spiegato, stimando che "circa 40 persone, compresi bambini, rimangono senza casa". Un fotografo dell'AFP ha visto almeno quattro bulldozer operare nei siti colpiti, sotto stretta vigilanza da parte della polizia israeliana. Il municipio di Gerusalemme ha sottolineato le sentenze dei tribunali che chiedono la demolizione degli edifici, a causa delle leggi sulla zonizzazione che li rendono illegali. 

20 razzi lanciati dal Libano verso il nord di Israele

Circa 20 razzi sono stati lanciati dal Libano nell'ultimo sbarramento mirato a Nahariya e alle comunità circostanti nella Galilea occidentale. Lo riporta Ynet News, aggiungendo che in precedenza si erano udite sirene in diverse città vicino a Nahariya.

Idf conferma attacco aereo a deposito di armi di Hezbollah in Siria

L'Idf ha confermato che l'aeronautica militare ha condotto un attacco in Siria, colpendo i depositi di armi appartenenti all'unità munizioni di Hezbollah nella regione di al-Qusayr, vicino al confine con il Libano. "L'unità munizioni di Hezbollah è responsabile dello stoccaggio di armi in Libano e ha recentemente esteso le sue operazioni in Siria, in particolare nell'area di al-Qusayr", ha affermato l'Idf. "Questo è un altro esempio di come Hezbollah stia costruendo un'infrastruttura logistica per trasferire armi dalla Siria al Libano tramite valichi di frontiera".

Idf: "A Jabalia evacuata la maggior parte dei civili"

La stragrande maggioranza della popolazione civile palestinese che risiedeva a Jabalia, nel nord di Gaza, è stata evacuata. Lo rende noto l'esercito israeliano, mentre prosegue l'offensiva contro Hamas nella zona e in altre città a nord di Gaza City. L'Idf ha dichiarato di essere riuscita a spostare più di 55.000 civili fuori da Jabalia nonostante Hamas li avrebbe presumibilmente costretti a rimanere nella città per fungere da scudo umano. Si stima che circa 60.000 palestinesi fossero a Jabalia prima che l'ultima operazione fosse lanciata il mese scorso.

La maggior parte della popolazione si è trasferita a Gaza City, mentre solo poche decine di persone attraversano il corridoio Netzarim delle Idf e si dirigono verso la zona umanitaria designata da Israele, nel sud della Striscia. Secondo le Idf, sono in possesso di prove e testimonianze che Hamas ha sparato, picchiato e, in alcuni casi, giustiziato civili che cercavano di fuggire dalla zona di Jabalia. Le Idf affermano di voler sgomberare la città dai civili per consentire un'operazione più pulita contro gli agenti terroristici, senza mettere a rischio la vita di innocenti, mentre Hamas cerca di nascondersi dietro la popolazione. 

Ufficio Netanyahu: "Contro di noi una caccia aperta"

Dopo la notizia su un'indagine penale relativa all'ufficio di Benyamin Netanyahu, una nota dell'ufficio stesso la descrive come "una spedizione di caccia senza precedenti nel mezzo di una guerra". "Dopo un anno di fughe di notizie provenienti dalle discussioni del gabinetto e dai servizi sugli ostaggi, le uniche due indagini aperte sono contro l'ufficio del premier, non contro i divulgatori che hanno causato enormi danni ai rapiti e alla sicurezza. Come negli altri tentativi di gonfiare accuse contro il primo ministro e il suo entourage, anche in questo caso la montagna non darà alla luce nemmeno un topolino", afferma la nota. 

7 palestinesi uccisi in diversi raid israeliani in Cisgiordania

Le forze israeliane hanno ucciso sette palestinesi nel corso di due diverse operazioni in Cisgiordania nelle quali l'Idf ha confermato di aver preso di mira i militanti. Due di queste persone sono state uccise nella città di Tammun, ha affermato Ahmad Assad, governatore della vicina città di Tubas.

L'esercito israeliano ha dichiarato che, "durante un'operazione notturna, le forze israeliane hanno avuto scontri a fuoco con i terroristi, hanno individuato sette ordigni esplosivi in ​​una moschea e un aereo dell'aeronautica militare israeliana ha colpito ed eliminato due terroristi armati".

Altri due uomini palestinesi sono stati uccisi in un attacco aereo nella città di Qabatiyah, vicino a città di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, ha affermato il governatore di Jenin Kamal Abu Rubb. Infine, altre tre persone sono state uccise dall'esercito israeliano a Qabatiyah, ha affermato il ministero della Salute palestinese.


Libano, in blitz dell'Idf a nord disturbati i radar Unifil

Commando israeliani hanno utilizzato un motoscafo dotato di dispositivi per disturbare i radar Unifil con l'obiettivo di catturare il 2 novembre un libanese accusato di essere un agente di Hezbollah. Lo evidenzia un'indagine preliminare secondo quanto riferito da un funzionario giudiziario libanese all'Afp in merito al blitz dell'Idf nel nord del Libano di sabato scorso. I primi risultati dell'inchiesta suggeriscono che "l'esercito israeliano ha utilizzato un'imbarcazione ad alta velocità dotata di dispositivi avanzati in grado di bloccare i radar" appartenenti alle forze Onu dell'Unifil che monitora la costa libanese, ha affermato il funzionario. L'indagine sull'operazione del rapimento di sabato è condotta congiuntamente dalla polizia e dalla magistratura libanesi. Le autorità libanesi "non possono indagare sulle forze dell'Unifil o richiedere loro di fornire informazioni o filmati catturati dai loro radar perché hanno l'immunità", ha precisato il funzionario giudiziario, che ha definito l'azione israeliana "un crimine di guerra che ha violato la sovranità nazionale" perché ha comportato la cattura di un cittadino libanese in un'area lontana dai combattimenti. 

Idf, attaccato un deposito di armi di Hezbollah in Siria

Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto di avere effettuato poco tempo fa attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i depositi di armi di Hezbollah. Lo scrive The Times of Israel. I depositi di armi utilizzati da Hezbollah sono stati colpiti da aerei da combattimento nella zona di al-Qusayr, nella Siria occidentale, vicino al confine con il Libano. Le Idf affermano che l'unità di armamenti di Hezbollah è responsabile dello stoccaggio delle armi in Libano e che di recente ha esteso le sue attività alla Siria, immagazzinando armi ad al-Qusayr. 

Hezbollah: "Colpita base Meron in Israele"

Il gruppo armato libanese Hezbollah afferma di aver colpito la base di Meron in Israele con una raffica di missili. Hezbollah ha anche affermato che i suoi combattenti "hanno preso di mira un obiettivo vitale nei territori meridionali libanesi occupati, segnando la sesta operazione di questo tipo oggi, utilizzando i droni".

Attacco Israele nella provincia di Homs in Siria

Un attacco israeliano ha colpito una zona industriale e alcuni edifici residenziali ad al-Qusayr, nella provincia di Homs, nella Siria centrale. Lo riporta la televisione di Stato siriana. L'agenzia di stampa ha citato il direttore sanitario della provincia di Homs, il quale ha affermato che non ci sono stati feriti. Una precedente "aggressione israeliana" ad al-Qusayr giovedì ha ferito diversi civili e causato danni materiali, hanno riferito i media statali. L'esercito israeliano, che solitamente non commenta i resoconti specifici di attacchi in Siria, ha affermato in una nota di aver colpito depositi di armi e centri di comando utilizzati da Hezbollah.

Polizia israeliana apre indagine penale su ufficio premier (2)

Nell'ambito della vicenda - riferisce Ynet - un alto funzionario dell'ufficio del primo ministro Netanyahu sarà interrogato. L'indagine, scrive il sito di notizie, è collegata alle segnalazioni di inizio anno secondo cui Netanyahu avrebbe tentato di mantenere riservate le sue conversazioni sulla gestione della guerra a Gaza. Ynet riferì all'epoca che alti funzionari della sicurezza temevano che fossero in atto tentativi di modificare i verbali delle discussioni tenutesi in tempo di guerra con il premier, dopo aver scoperto delle discrepanze tra le trascrizioni degli incontri e quello che i testimoni avevano sentito in tempo reale. Channel 12 riporta che l'inchiesta va avanti da mesi e a giugno era stata emessa un'ordinanza di silenzio sul caso, definito "sensibile dal punto di vista della sicurezza e per gli effetti sul pubblico", pertanto al momento è consentita la pubblicazione solo di dettagli parziali sulle indagini. La polizia ha stigmatizzato la pubblicazione dell'esistenza stessa dell'indagine, sostenendo che avrebbe suscitato echi e confusione. Alcuni  funzionari della difesa hanno affermato, dice Ynet, che fin dall'inizio della guerra hanno trovato lacune tra alcune trascrizioni e le conversazioni così come si sono effettivamente svolte. Una di queste discussioni riservate riguardava la preparazione delicata di un evento politico significativo. Le 'modifiche' da parte di funzionari dell'ufficio di Netanyahu sarebbero stato compiute direttamente davanti agli impiegati dell'ufficio del primo ministro che si occupano dei protocolli. 

Morto soldato Usa ferito in operazione molo di Gaza

E' morto il soldato americano rimasto ferito durante la problematica operazione di Washington per stabilire un molo temporaneo per gli aiuti sulla costa di Gaza, lo annuncia l'esercito statunitense. Lo scopo del molo era quello di incrementare le consegne di assistenza umanitaria, di cui c'è disperato bisogno, nel territorio palestinese devastato dalla guerra, mentre Israele bloccava le spedizioni via terra. Ma lo sforzo si e' scontrato con ripetuti problemi meteorologici e gli Stati Uniti lo hanno interrotto a meta' luglio, circa due mesi dopo la sua installazione. "E' con grande tristezza che annunciamo la scomparsa del sergente Quandarius Davon Stanley, operatore di trasporto a motore da poco in pensione", ha dichiarato in un comunicato il capitano Shkeila Milford-Glover, portavoce del Comando del 3 Expeditionary Sustainment. Non ha detto quando Stanley e' morto o che tipo di ferita aveva subito, specificando solo che il soldato stava ricevendo cure in una struttura di assistenza a lungo termine. 

Suica: "Rafforzare Anp per lavorare a soluzione due Stati"

"Continueremo e continuerò a finanziare l'Autorità nazionale palestinese e l'Unrwa. Sull'Anp: non trattiamo Hamas come nostro interlocutore, per noi Hamas è un'organizzazione terroristica. Sappiamo che l'Anp è debole al momento, e quindi stiamo lavorando per provare a rafforzarla per renderla un'interlocutrice nel futuro per quanto riguarda la soluzione dei due Stati, perché per implementarla bisogna iniziare a parlare con qualcuno e quello è l'Anp". Lo ha dichiarato la commissaria designata al Mediterraneo, Dubravka Suica, nella sua audizione di conferma al Parlamento europeo.

Polizia israeliana apre indagine penale su ufficio premier

L'unità Lahav 433 della polizia israeliana ha reso noto di aver aperto  un'indagine penale, su "eventi che risalgono all'inizio della guerra", secondo la quale funzionari dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu avrebbero tentato di modificare o "disturbare" alcuni dei protocolli, delle trascrizioni di discussioni nel gabinetto di governo  e persino delle conversazioni telefoniche sugli aggiornamenti di sicurezza con i ministri, guidati dal premier. Nell'ambito dell'inchiesta "sono state condotte una serie di attività investigative evidenti'. 

Sfollati a Gaza bocciano Harris e Trump: "Entrambi sostengono Israele"

Kamala Harris e Donald Trump sono entrambi ''cattive opzioni'' per i palestinesi sfollati nella Striscia di Gaza. Intervistati da Haaretz, i palestinesi affermano che la vittoria di uno o dell'altro candidato alla Casa Bianca non avranno effetti positivi sulla loro situazione. ''Tutti e due, democratici o repubblicani, sostengono Israele con tutto il cuore'', ha detto Mustafa, originario di Gaza City e ora sfollato a Rafah, nel sud dell'enclave.

Alla domanda su quale candidato sarebbe più adatto a raggiungere un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza, Mustafa ha risposto sarcasticamente: "I democratici sono un po' meglio. Ad esempio, invece di inviare i loro militari a occupare Gaza, forniscono a Israele solo armi per un anno intero e un assegno aperto di miliardi di dollari".

Hussam, un 28enne del campo profughi di Jabalya nel nord della Striscia di Gaza, ha detto che "non sono molto interessato alle questioni politiche degli Stati Uniti. Entrambi i candidati sono delle cattive opzioni e, onestamente, non mi dispiacerebbe se scoppiasse una guerra civile negli Stati Uniti, che porterebbe a una terza guerra mondiale".

Media: "Raid Israele su città siriana di al-Qusayr"

Un raid attribuito a Israele ha preso di mira una zona industriale nella città di al-Qusayr, nella Siria occidentale, non lontana dal confine con il Libano. Lo ha indicato l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, senza aggiungere dettagli, mentre le Idf per il momento non hanno ancora confermato il raid.

Media: "Raid israeliano su una cittadina siriana vicino al Libano"

I media statali siriani hanno riferito che Israele ha attaccato oggi una città vicino al confine con il Libano. Poco meno di una settimana fa lo Stato ebraico aveva colpito la stessa area. "Un'aggressione israeliana ha preso di mira la zona industriale di al-Qusayr" nella provincia di Homs, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Sana. "Non si hanno notizie immediate di vittime o danni", aggiunge l'agenzia.

Iran, pasdaran: "Depositi missili sono 500 metri sottoterra"

"Ci sono poche città in Iran che non hanno un deposito di missili" e questi depositi "si trovano 500 metri sottoterra". Lo ha dichiarato il comandante della Forza aerospaziale dei pasdaran, il generale di brigata Amir Ali Hajizadeh, parlando alla tv pubblica iraniana, mentre da Teheran continuano ad arrivare minacce di una rappresaglia contro Israele per il raid del 26 ottobre. "Il numero delle nostre città con missili è così alto che se venissero individuate, (i nemici, ndr) non sarebbero in grado di affrontarle. Ciò che vedete è la punta di un iceberg", ha aggiunto.

Gallant: "L'Iran si sta preparando a farci del male"

"L'Iran e i suoi alleati si stano preparando a farci del male, ma siamo molti passi avanti a loro, in termini di capacità di difesa e offensa". Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. 

Blinken a Iraq: "Non sia coinvolto in conflitto regionale"

Il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha parlato ieri con il Primo Ministro iracheno Sudani degli sforzi diplomatici in corso per porre fine alla guerra a Gaza. Blinken - informa il Dipartimento di Stato - ha sottolineato che è importante che l'Iraq non venga coinvolto in un conflitto regionale e ha invitato il governo iracheno a proteggere il personale statunitense.

Prolungata la custodia cautelare per il portavoce di Netanyahu

Il tribunale di Rishon Lezion, in Israele, ha prolungato di altri sei giorni la custodia cautelare per il principale sospettato dello scandalo Bibileaks, la fuga di documenti classificati pubblicati a settembre su due media europei. Eli Feldstein, portavoce per la sicurezza del primo ministro Benyamin Netanyahu, rimarrà in custodia almeno fino a domenica prossima. In giornata si terranno anche le udienze per estendere la detenzione di altri due indagati, tra cui un ufficiale dell'Idf arrestato lunedì. 

"Idf ha spazzato via 37 cittadine a sud Libano da ottobre"

L'agenzia di stampa ufficiale del governo libanese ha riferito che l'esercito israeliano ha distrutto decine di migliaia di case e 37 cittadine nel Libano meridionale da quando è iniziata l'offensiva di terra dell'Idf all'inizio di ottobre. "Come parte della campagna in particolare nel Libano del sud, l'Idf sta piazzando mine e demolendo interi quartieri di città e villaggi", afferma l'agenzia di stampa. La scorsa settimana il Nyt ha riferito che riprese satellitari e video del Libano meridionale mostrano una distruzione diffusa in 6 villaggi lungo il confine con Israele, con oltre un migliaio di edifici danneggiati o distrutti.

Scandalo fuga notizie, prorogata custodia cautelare portavoce Netanyahu

E' stato prorogato almeno fino a domenica il regime di custodia cautelare per Eli Feldstein, uno dei portavoce del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu e principale sospettato per lo scandalo della fuga di notizie dall'ufficio del premier sulla guerra a Gaza. Lo ha indicato il Times of Israel, precisando che oggi si tengono le udienze per altri due sospettati, incluso un ufficiale delle Idf.

Ephraim Dimri, avvocato che rappresenta l'ufficiale, ha detto al  Times of Israel che deve ancora incontrare il suo assistito e che oggi la Corte distrettuale di Lod deciderà in merito. Secondo altri media in lingua ebraica, a tutti gli altri sospettati è stato consentito incontrare i loro avvocati.

Tv: "Netanyahu pronto a offrire milioni per ogni ostaggio"

Secondo fonti di Channel 12, il primo ministro Benyamin Netanyahu è pronto a offrire ai rapitori degli ostaggi a Gaza "diversi milioni di dollari" per il rilascio di ogni sequestrato. Il premier garantirebbe un "passaggio sicuro" fuori da Gaza per i rapitori e le loro famiglie che rilasciano gli ostaggi, ha affermato un funzionario israeliano.  L'ipotesi è stata discussa domenica durante l'incontro sugli ostaggi con il rappresentante del governo Gal Hirsch. Il funzionario ha sottolineato: "Non accadrà nulla sul campo finché non conosceremo i risultati delle elezioni statunitensi". 

Ministero della Sanità di Hamas, i morti a Gaza sono 43.391

Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 43.391, di cui 17 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 102.347, secondo la stessa fonte. 

Media, raid su edificio residenziale in cittadina a sud di Beirut

I media statali libanesi hanno riferito di un attacco contro un appartamento nella zona costiera di Jiyeh a sud di Beirut, a più di un mese dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah. L'agenzia nazionale di stampa ha reso noto che "un raid ha preso di mira un appartamento residenziale in un edificio nella città di Jiyeh". Un corrispondente dell'Afp ha riferito di avere notato un grande pennacchio di fumo grigio sprigionarsi nell'area. 

Gaza, 25 morti in bombardamento a Beit Lahiya, 13 erano bambini

Sono almeno 25 le persone rimaste uccise in un bombardamento israeliano che nelle scorse ore ha colpito una casa a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo denunciano fonti mediche citate dall'agenzia palestinese Wafa, affermando che le vittime sono tutti civili. Fra i 25 morti, 13 erano minori. Secondo l'agenzia Wafa ci sarebbero ancora persone sotto le macerie.

Media, Miqati vuole arruolare 1.500 militari da schierare nel sud

Il premier libanese uscente Najib Miqati intende accelerare il rafforzamento dell'esercito regolare libanese con l'arruolamento di 1.500 nuovi militari in vista di un dispiegamento delle forze armate nel sud del Libano, così come richiesto da Israele e dagli Stati Uniti e come previsto dalla risoluzione Onu 1701 del 2006.  Lo riferiscono oggi i media di Beirut, secondo cui Miqati intende avvalersi delle risorse finanziarie promesse da diversi Paesi occidentali alla recente conferenza internazionale di Parigi.  Da anni l'esercito libanese è finanziato dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dall'Arabia Saudita. 

La protezione civile: "A Gaza 70 morti in 24 ore e carestia"

Secondo fonti mediche e della locale Protezione civile, nelle ultime 24 ore a Gaza sono state uccise almeno 70 persone nei raid dell'aeronautica militare israeliana e nelle operazioni delle truppe in diversi attacchi contro edifici residenziali in tutta la Striscia. A pagare il prezzo più alto è stato il quartiere densamente edificato e popolato di Beit Lahiya, nella parte settentrionale di Gaza, dove almeno 25 palestinesi sono stati uccisi e dove un numero imprecisato di persone e' ancora intrappolato sotto le macerie. Almeno altri nove palestinesi sono stati uccisi nelle aree centrali e meridionali di Gaza, dove sono stati presi di mira due campi sfollati a Khan Yunis (sud) e Deir al-Balah (centro). Altre quattro persone sono morte quando un attacco israeliano ha colpito una casa di famiglia nella parte orientale di Gaza City (nord). 

Iran, l’arsenale degli Ayatollah tra droni, missili ipersonici e lo spettro nucleare

Dopo l’offensiva di Teheran dello scorso aprile, il 1° ottobre l'Iran ha attaccato il territorio israeliano prevalentemente con missili balistici e ipersonici. Il 26 ottobre la nuova rappresaglia israeliana con "attacchi di precisione" su obiettivi militari. L'arsenale del regime può contare su diverse soluzioni, dai droni kamikaze Shahed 136 ai missili ipersonici Kheibar e Fatah, fino a quelli da crociera tipo Paveh 351. Sono le armi più sofisticate mai affrontate dalle difese israeliane. IL PUNTO

Araghchi: "Non cerchiamo l'escalation ma l'autodifesa è nostro diritto"

L'Iran non "cerca" un'escalation, ma ha diritto "all'autodifesa". Lo ha dichiarato in Pakistan il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, riguardo ad una possibile risposta agli attacchi israeliani del 26 ottobre. "A differenza di Israele, la Repubblica islamica non cerca un'escalation, ma ci riserviamo il diritto inalienabile all'autodifesa", ha detto Araghchi durante una conferenza stampa congiunta a Islamabad con il suo omologo pakistano, Ishaq Dar.

"Noi risponderemo, questo è certo, all'aggressione israeliana a tempo debito e in modo adeguato, in maniera molto misurata e ben calcolata", ha aggiunto Araghchi, mentre Dar, il cui Paese, unica potenza nucleare musulmana, non riconosce Israele, da parte sua ha condannato "l'aggressione militare israeliana senza limiti in Medio Oriente e i suoi atti di genocidio contro i civili".

Wafa: "A Beit Lahiya 25 morti, 13 sono bambini in 24 ore"

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che il bilancio dei morti causati da bombardamento israeliano a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza, è salito a 25. "Fonti mediche hanno riferito che il bilancio delle vittime del bombardamento di una casa appartenente alla famiglia Al-Masry è salito a 25 civili, tra cui 13 bambini, e ci sono ancora dei dispersi sotto le macerie", si legge sul sito dell'agenzia. 

Al Jazeera: "L'esercito israeliano ha bombardato la Striscia di Gaza, uccidendo decine di palestinesi nel nord e attaccando l'ultimo ospedale parzialmente funzionante"

Cisgiordania: "Quattro palestinesi uccisi"

Quattro palestinesi sono morti durante operazioni militari israeliane in Cisgiordania. Lo affermano fonti palestinesi. Secondo il ministero della Salute di Ramallah, due uomini sono morti in un raid di un drone a sud di Jenin. Segnalata anche l'uccisione di altri due palestinesi nei pressi di Tubas. I militari israeliani hanno riferito di un'operazione con un drone contro "una cellula di terroristi armati" a sud di Jenin.

Dall'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, e con l'inizio delle operazioni militari israeliane contro Hamas nella Striscia di Gaza, è peggiorata la situazione già tesa in Cisgiordania. Da allora, secondo il ministero della Salute di Ramallah, sono 738 i palestinesi uccisi in Cisgiordania in operazioni militari israeliane, scontri armati e attacchi di estremisti.

Iran: "Quattro terroristi uccisi e 6 arrestati nel Sistan-Baluchestan"

"In una nuova operazione delle forze armate iraniane, 4 membri di un importante gruppo terroristico, responsabile di un attacco a una stazione di polizia nella provincia del Sistan-Baluchistan, che ha ucciso 10 agenti, sono stati uccisi e altri 6 sono stati arrestati". Lo ha affermato Ahmad Shafaei, importante membro delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. "Contando la nuova operazione, dalla scorsa settimana finora sono stati uccisi in totale 8 terroristi e in tutto altri 14, tra cui i capibanda, sono stati arrestati", ha dichiarato Shafaei, citato da Irna, aggiungendo che "una grande quantità di munizioni, comprese armi americane, è stata confiscata ai terroristi". Il gruppo separatista baluci e sunnita Jaish al-Adl, che ha sede in Pakistan, ha attaccato la stazione di polizia nella città di Taftan il 26 ottobre. 

Israele, arrestati 60 terroristi del Fronte popolare palestinese

Lo Shin Bet (sicurezza interna) e le forse di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver arrestato più di 60 terroristi del Fronte popolare per la liberazione della Palestina in un'ampia operazione degli ultimi giorni. Tra gli altri, le direttrici dell'Associazione dei comitati delle donne del Fronte popolare, Abla Saadat, moglie del segretario generale dell'organizzazione, Ahmed Saadat, in carcere dal 2006, e Tahrir Badran Gaber, attivista dell'organizzazione di Ramallah. Lo Shin Bet e l'Idf hanno dichiarato che l'associazione è stata dichiarata nel 2021 come organizzazione terroristica. Inoltre, sono state arrestate figure chiave che hanno servito come capi del Fronte popolare e attivisti terroristici sul campo, persone coinvolte nel reclutamento di squadre militari e nella promozione di attacchi. L'operazione è stata effettuata anche in Libano. 

Turchia: "Nuovi controlli per sanzionare Israele"

La Turchia è determinata ad azzerare il commercio con Israele con nuovi controlli diretti a colpire le aziende che aggirano le sanzioni già in vigore, agendo come intermediari. Dopo i primi provvedimenti, applicati a partire dallo scorso maggio in seguito alle violenze nella Striscia di Gaza, molte aziende turche hanno iniziato a utilizzare l'intermediazione di compagnie greche o aziende israeliane registrate ufficialmente nei territori palestinesi, per esportare verso Israele. I beni, senza la specifica della destinazione finale, per mesi hanno potuto fare rotta verso il porto israeliano di Ashdod e finire nelle mani di compratori israeliani.

Un sistema il cui funzionamento è venuto a galla attraverso i social e che ha creato roventi polemiche in Turchia, al punto che negli ultimi giorni due navi dirette in Israele, una israeliana e una tedesca, sono state prese d'assalto da gruppi di manifestanti in due diversi porti di Istanbul. Un sistema contro cui il governo turco ha preparato ora uno schema che colpisce la aziende che cercano di aggirare le sanzioni. In primo luogo le fatture di vendita devono recare il timbro del ministero dell'Economia dell'autorità palestinese. Un secondo step prevede una comunicazione di approvazione da parte del ministero palestinese nei confronti del ministero turco. In ultimo luogo i documenti, sia turchi che palestinesi, devono ottenere il via libera da parte dell'associazione degli esportatori turchi. Un nuovo regolamento approvato a fine ottobre, ma divenuto effettivo solo ora, sotto la pressione dell'opinione pubblica. 

Gaza, fonti mediche: "70 palestinesi uccisi in 24 ore"

Almeno 70 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore nella Striscia di Gaza: lo hanno reso noto fonti mediche, come riporta Al Jazeera. Il bilancio delle vittime civili è aumentato a causa dei ripetuti attacchi israeliani contro un quartiere residenziale di Beit Lahiya, nel nord della Striscia, dove sono morti almeno 20 palestinesi e altre persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. Tra le altre vittime, almeno nove palestinesi sono state uccisi nelle aree centrali e meridionali di Gaza, dove sono state prese di mira tre tendopoli di sfollati. 

Gaza

©Ansa

Governo della Cisgiordania, 4 palestinesi uccisi a Tammun e a Jenin

Il ministero della Salute palestinese in Cisgiordania riferisce che due palestinesi sono stati uccisi dal fuoco dell'esercito israeliano nei pressi del villaggio di Tammun. Altri due palestinesi sono stati uccisi in un attacco di droni israeliani nel villaggio di Ash-Shuhada, vicino a Jenin. Lo riporta Haaretz. 

Iraq, fazioni filo-Iran rivendicano il lancio di un drone nel sud di Israele

Fazioni filo-iraniane in Iraq hanno rivendicato oggi un attacco con drone nel sud di Israele. In precedenza l'esercito israeliano aveva reso noto di avere intercettato questa mattina un drone proveniente da est dopo che le sirene d'allarme erano risuonate alle 7:24 (le 6:24 in Italia) nella zona di Masada.

Libano, dai Caschi blu italiani farmaci e latte alla Croce Rossa

Un'importante fornitura di latte in polvere, materiale sanitario e medicinali è stata consegnata nei giorni scorsi alla Croce Rossa libanese e all'Unità di crisi della municipalità di Tiro dai "caschi blu" italiani della Forza di interposizione delle Nazioni Unite schierata nel Libano del Sud (Unifil).I farmaci sono in gran parte antibiotici, antidolorifici e antinfiammatori per la cura di patologie cardiache, diabetiche, delle vie respiratorie, gastrointestinali e infezioni delle vie urinarie. Il latte in polvere, invece, servirà non solo per garantire i bisogni nutrizionali necessari alla crescita e allo sviluppo di neonati e bambini, ma anche per prevenire la malnutrizione, le malattie e, nel peggiore dei casi, il decesso. Il materiale, che include un cospicuo quantitativo di siringhe, guanti in lattice e garze, è stato consegnato ai responsabili della Croce Rossa libanese e dell'Unità di crisi della municipalità di Tiro che provvederanno al trasporto e alla distribuzione agli sfollati delle aree di confine del Libano meridionale, vittime del conflitto israelo-palestinese e nell'area di operazioni dei "caschi blu" dell'Onu. La donazione - frutto dello stretto coordinamento tra il Comando Operativo di Vertice Interforze della Difesa, Banco Farmaceutico Onlus, "Vivere per amare - Live to love" Onlus e la componente della cooperazione civile-militare del contingente italiano di Unifil - "servirà a garantire un'azione immediata e coordinata per l'alimentazione di neonati e bambini e per il supporto in campo sanitario di persone e famiglie libanesi, che versano in condizioni drammatiche a causa degli effetti devastanti del conflitto che si protrae da più di un anno" ha detto il generale Stefano Messina, comandante del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil.   Unanime il ringraziamento rivolto all'Italia e ai militari del contingente italiano di Unifil da parte di Hassan Dbouk, nella duplice veste di sindaco e di presidente dell'Unione delle municipalità di Tiro, di Mortada Mhana, direttore all'Unità di crisi dell'omonimo distretto, e dei responsabili della Croce Rossa libanese "per la grande attenzione e la vicinanza alla popolazione locale in un frangente così particolare". 

Israele: "L'Unrwa è stata infiltrata da terroristi di Hamas responsabili di omicidi e rapimenti di israeliani"

Israele, Barnot domani in visita nella regione. "Basta violazioni del diritto internazionale umanitario"

Visita in Israele e nei Territori palestinesi per il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot. Sarà nella regione per chiedere un cessate il fuoco a Gaza e "il rispetto del diritto internazionale umanitario", come ha detto su France 2, annunciando che "domani sera" sarà in "Israele e nei Territori palestinesi per incontrare le autorità, gli operatori umanitari, per portare la voce della Francia in questa regione in cui la guerra è già durata troppo". "Le violazioni del diritto internazionale umanitario sono inaccettabili e devono finire", ha aggiunto il ministro che era già stato in Israele in occasione del primo anniversario dall'attacco del 7 ottobre 2023 nel Paese.

Erdogan: "Il mondo turco lavori per una soluzione in Palestina"

"E' fondamentale che il mondo turco mantenga gli impegni per una risoluzione permanente e giusta della questione palestinese": lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante un incontro con il suo omologo del Kirghizistan, Sadyr Japarov, nella capitale Bishkek, trasmesso dalla tv di Stato Trt. "Dobbiamo aumentare la pressione su Israele", ha aggiunto il presidente turco, affermando che gli attacchi in Libano da parte dello Stato ebraico rappresentano una "minaccia per la sicurezza regionale e globale". Erdogan si trova in Kirghizistan pe partecipare all'11esimo vertice dei Capi di Stato dell'Organizzazione degli Stati turchi, di cui fanno parte, oltre alla Turchia, anche Azerbaigian, Kazakhstan, Kirghizistan e Uzbekistan. Tra i Paesi osservatori ci sono l'Ungheria, il Turkmenistan e la Repubblica turca di Cipro del Nord, ovvero la parte settentrionale dell'isola di Cipro, divisa dal 1974, che è ufficialmente riconosciuta esclusivamente da Ankara ma nel 2022 è stata ammessa nell'Organizzazione degli Stati turchi. 

Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane

Create nel 1948, ogg contano su 170mila soldati effettivi, grazie alla coscrizione obbligatoria di tre anni per gli uomini e di due per le donne. Dispongono, inoltre, di 3.500 carri armati. IL FOCUS

Soldati Israele

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Israele: "Abbattuti due droni lanciati da Iraq e Libano"

Due droni lanciati in direzione di Israele da Iraq e Libano sono stati abbattuti dalle forze israeliane. Lo rendono noto i militari, come riporta il Times of Israel, aggiungendo che le sirene dell'allarme antiaereo sono suonate a Masada dopo che un drone è entrato nello spazio aereo israeliano. Le Idf precisano che il drone è stato lanciato "da est", una formulazione - evidenzia il giornale - utilizzata per segnalare attacchi dall'Iraq. Un altro drone, lanciato dal Libano ha fatto suonare le sirene a Metula e Kfar Giladi.

Netanyahu accusato di fuga di informazioni manipolate. VIDEO

Trump: "Con Harris sarà invasione del Medio Oriente"

Donald Trump cerca fino all'ultimo il sostegno di elettori arabi e musulmani per l'Election Day e non risparmia accuse alla candidata democratica Kamala Harris. "Stiamo mettendo insieme la più grande e più ampia coalizione nella storia politica americana. Include numeri record di elettori arabi e musulmani in Michigan, che vogliono pace - si legge in un post diffuso nelle ultime ore su X - Sanno che Kamala e il suo gabinetto guerrafondaio invaderanno il Medio Oriente, con milioni di musulmani uccisi e avvieranno la Terza guerra mondiale. Votate Trump e riportate la pace".

Beirut: un morto nei raid israeliani di stanotte sul Libano

L'Agenzia di stampa nazionale (Nna) libanese afferma che una persona è morta in un attacco di droni e caccia israeliani che ha colpito stanotte la città meridionale di Haris. La Nna riferisce di raid anche su Khiam, Deir El Zahrani, Srifa e Deir Kifa. Il Ministero della Salute libanese ha affermato che gli attacchi israeliani di ieri sul Paese hanno ucciso 16 persone e ne hanno ferite altre 90 lunedì, per un totale di 3.002 morti e 13.492 feriti da ottobre 2023. 

Teheran: "Abbiamo detto a Israele di non testare la nostra volontà"

"Non riconosciamo l'esistenza del regime sionista come elemento occupante e durante le mie recenti visite regionali ho ripetutamente detto, rivolgendomi a Israele, di 'non mettere alla prova la nostra volontà'", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Israele ha tentato molte volte nell'ultimo anno di provocare l'Iran in un conflitto ma ha fallito ogni volta, poiché Teheran adotta qualsiasi misura ritenga necessaria in merito alle azioni israeliane", ha aggiunto Araghchi citato dall'agenzia di stampa Irna. Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato stamattina a Islamabad per tenere colloqui con le autorità pakistane, tra cui il primo ministro Shahbaz Sharif, sugli sviluppi bilaterali e regionali.  

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