
A dirlo è stato il portavoce del dipartimento di Stato americano, Matthew Miller. "Abbiamo tanti sacrifici davanti a noi, ma siamo fiduciosi che la vittoria sarà nostra". Questo il messaggio del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso tv. Israele ha ordinato ai residenti di Baalbek, Ain bourday e Durous di evacuare "immediatamente" le città. Nuova proposta per cessate il fuoco e rilascio di ostaggi tra Israele e Hamas presentata ai mediatori
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Per gli Stati Uniti "Israele non sta facendo abbastanza per ridurre al minimo" le morti di civili a Gaza. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, in un briefing con la stampa, sottolineando che Washington ha parlato più volte della questione con le autorità israeliano.
Il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso pubblico dalla nomina, ha promesso di seguire i "piani di guerra" del predecessore Hassan Nasrallah, ucciso dagli israeliani il mese scorso.
Un accordo per il cessate il fuoco con il rilascio di 11-14 ostaggi tra Israele e Hamas. Questa la proposta che è stata recentemente presentata ai mediatori: lo riferiscono i media israeliani.
Israele ha ordinato ai residenti delle città di Baalbek , Ain bourday e Durous nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, di evacuare "immediatamente" le città prima di iniziare a bombardare quelle che ha dichiarato essere strutture di Hezbollah. Il sindaco di Baalbek, Moustafa al-Chall , ha affermato che l'ordine di evacuazione ha spinto molte famiglie a fuggire dalla città.
Gli approfondimenti:
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- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Cos'è Hamas
- Hassan Nasrallah, chi era il leader di Hezbollah ucciso da Israele
- Chi era Safieddine, successore di Nasrallah alla guida di Hezbollah
- Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane
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Morte Sinwar, chi sarà adesso il nuovo leader di Hamas? I possibili successori
L'uccisione del leader del movimento militante islamico per mano di Israele, a poco più di un anno dall’attentato del 7 ottobre 2023, apre una fase di incertezza per l'organizzazione, che potrebbe decidere di affidarsi a un triumvirato in attesa di capire come muoversi soprattutto nel conflitto con gli israeliani. I NOMI
Cos'è l'Idf, come sono organizzate e come funzionano le Forze armate israeliane
Create nel 1948, ogg contano su 170mila soldati effettivi, grazie alla coscrizione obbligatoria di tre anni per gli uomini e di due per le donne. Dispongono, inoltre, di 3.500 carri armati. COME FUNZIONA
Israele, video di Sinwar con famiglia in un tunnel prima dell'attacco del 7 ottobre 2023
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno diffuso le immagini di un video in cui si vede il leader di Hamas, insieme ai suoi due figli e alla moglie, attraversare un tunnel con una scorta di provviste prima dell’attacco contro Israele del 7 ottobre 2023. IL VIDEO
Tunnel, esplosivi e guerriglia: come si sta riorganizzando Hamas dopo la morte di Sinwar
Hamas ha perso tantissimi dei suoi comandanti, dall'inizio della guerra. Su tutti, il capo dell'ufficio politico, Yahya Sinwar, ucciso il 17 ottobre a seguito di uno scontro a fuoco con l'esercito israeliano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Ritenuto da Israele "il grande assassino, responsabile del massacro e delle atrocità del 7 ottobre", rappresentava una figura fondamentale per il gruppo. Da subito gli analisti hanno concordato sul fatto che per Hamas questo sia stato un colpo quasi "fatale". Ma ciò non vuol dire che la sconfitta di Hamas - prerogativa dell’operazione israeliana a Gaza - sia vicina, anzi. LEGGI QUI
Iran, l’arsenale degli Ayatollah tra droni, missili ipersonici e lo spettro nucleare
Dopo l’offensiva di Teheran dello scorso aprile, il 1° ottobre l'Iran ha attaccato il territorio israeliano prevalentemente con missili balistici e ipersonici. Il 26 ottobre la nuova rappresaglia israeliana con "attacchi di precisione" su obiettivi militari. L'arsenale del regime può contare su diverse soluzioni, dai droni kamikaze Shahed 136 ai missili ipersonici Kheibar e Fatah, fino a quelli da crociera tipo Paveh 351. Sono le armi più sofisticate mai affrontate dalle difese israeliane. LEGGI QUI
Mikati: "Spero in un cessate il fuoco entro pochi giorni"
Il primo ministro libanese, Najib Mikati, ha dichiarato che si sta impegnando per un cessate il fuoco nella guerra tra Israele e Hezbollah entro pochi giorni. "Stiamo facendo del nostro meglio per avere un cessate il fuoco entro le prossime ore o giorni", ha detto Mikati durante un'intervista televisiva con l'emittente libanese Al-Jadeed, aggiungendo di essere "cautamente ottimista".
Israele soddisfatta per giudice Francia su Euronaval
Il ministro degli esteri israeliano, Israel Katz, ha salutato con soddisfazione la "decisione importante" della giustizia francese di autorizzare le società israeliane a partecipare alla fiera di difesa Euronaval, che si terrà la prossima settimana vicino a Parigi. "Questa è una vittoria importante per la giustizia e un chiaro messaggio contro i tentativi di indebolire Israele nella sua lotta contro le forze del male", ha affermato il ministro su X, dopo che il Tribunale del commercio di Parigi ha invalidato la decisione degli organizzatori di vietare ad alcune imprese israeliane di partecipare a questa fiera.
Israele-Iran, cronologia di una rivalità storica: le tappe dello scontro
Le pesanti tensioni tra Israele e l'Iran hanno una storia lunga decenni, tra minacce, proclami, guerre clandestine e attacchi via terra, mare, aria e cyberspazio. I raid incrociati che hanno segnato il 2024, in ordine cronologico sono solo l'ultimo stadio di una escalation tra i due Paesi, esacerbata un anno fa dall’inizio dell’operazione militare a Gaza. Ecco i principali eventi che hanno scandito il passaggio da una guerra ombra al conflitto aperto. LE TAPPE
Il premier del Libano: "Spero tregua nelle prossime ore o giorni"
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha annunciato che si sta battendo per un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah. "Stiamo facendo del nostro meglio per avere un cessate il fuoco nelle prossime ore o giorni", ha detto Mikati nel corso di un'intervista televisiva con l'emittente libanese Al-Jadeed, aggiungendo di essere "cautamente ottimista".
Unifil: "La missione Onu colpita più di 30 volte ad ottobre"
La missione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) è stata vittima di più di 30 "incidenti" dall'inizio di ottobre. Lo ha detto il portavoce Andrea Tenenti parlando in videoconferenza all'Onu. "Dal 1 ottobre Unifil ha registrato più di 30 incidenti che hanno causato danni a proprietà o installazioni delle Nazioni Unite o feriti tra le forze di pace", ha precisato: "Siamo stati in grado di attribuire circa 20 di essi a sparatorie o azioni da parte delle forze armate israeliane, almeno 7 dei quali erano intenzionali". "Ciò che è particolarmente preoccupante - ha insistito - sono gli incidenti in cui le forze di pace che svolgono la loro missione, così come le nostre telecamere, le torri di illuminazione e di osservazione sono state deliberatamente prese di mira dalle forze armate israeliane".
Cosa può succedere dopo l’attacco di Israele all’Iran? Gli scenari in Medio Oriente
L’attacco condotto da Israele nella notte fra venerdì e sabato contro l’Iran potrebbe aver scongiurato l’ipotesi di una guerra totale. O almeno è quello che ritengono la maggior parte degli analisti, secondo cui la portata contenuta dell’azione - che non ha colpito strutture strategiche, petrolifere o nucleari - rientrerebbe nella strategia della risposta "forte ma non abbastanza forte da obbligare Teheran a rispondere per non sembrare debole". LEGGI L'ARTICOLO
Ultimo tentativo di Biden per la tregua in Medio Oriente
L'amministrazione Biden, alla vigilia del voto, fa quello che sarà probabilmente l'ultimo tentativo di far tacere le armi a Gaza e in Libano: il consigliere per il Medio Oriente del presidente americano Joe Biden, Brett McGurk, e il suo inviato speciale Amos Hochstein sono in viaggio per incontrare il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e altri alti funzionari al fine di discutere le condizioni di un possibile cessate il fuoco con Hezbollah. Uno sforzo diplomatico che potrebbe però aver vita breve: secondo la Cnn, l'Iran potrebbe rispondere ai recenti attacchi di Israele in maniera "definitiva e dolorosa" e, probabilmente, prima del voto americano. L'emittente cita una fonte iraniana, senza comunque fornire una data precisa per la "risposta". Il nuovo leader di Hezbollah, Naïm Qassem, pur mantenendo la linea dura del Partito di Dio durante il suo primo discorso dopo l'elezione a capo del movimento filo-iraniano, ha dichiarato di essere pronto a un cessate il fuoco con Israele a determinate "condizioni", precisando comunque che al momento non c'è alcun progetto serio sul tavolo. "Se Israele decide di voler fermare l'aggressione, diciamo che siamo d'accordo, ma alle condizioni che riteniamo appropriate", ha detto Qassem nel discorso televisivo preregistrato, che a un certo punto si è interrotto per un presunto cyberattacco. "Qualsiasi soluzione politica avverrà tramite negoziati indiretti", ha spiegato, aggiungendo che il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, alleato di Hezbollah, è stato incaricato dal suo gruppo di "negoziare" un cessate il fuoco. Che ci sia attività intensa attorno all'idea di una tregua in Libano è stato confermato dal ministro israeliano dell'Energia, Eli Cohen, membro del gabinetto di sicurezza, dove si stanno discutendo i termini di una tregua con Hezbollah nel sud del Libano. I due emissari Usa "stanno viaggiando in Israele per affrontare questioni tra cui una risoluzione diplomatica in Libano, nonché come porre fine al conflitto a Gaza", ha detto ai giornalisti il ;;portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller. "Vogliamo vedere un cessate il fuoco. Vogliamo vedere una risoluzione diplomatica che consenta ai civili sia in Libano che in Israele di tornare alle loro case", ha detto Miller, ribadendo che gli Stati Uniti stanno facendo pressione su Israele per evitare "danni diffusi" in Libano. Il portavoce ha anche ripetuto che per gli Stati Uniti "Israele non sta facendo abbastanza per ridurre al minimo" le morti di civili a Gaza. E mentre nella Striscia continua la conta dei morti e non cessano i raid israeliani - ieri la strage a Beit Lahia, 93 vittime - "Hamas è stato fermo nel sostenere che qualsiasi accordo di cessate il fuoco debba portare al ritiro totale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza", secondo quanto scrive il sito Middle East Eye, sottolineando che secondo fonti informate il gruppo palestinese avrebbe respinto anche la recente proposta di rilascio di un piccolo numero di prigionieri israeliani e una cessazione delle ostilità per 30 giorni. Secondo questa fonte, Hamas ha "respinto la proposta avanzata da Qatar, Egitto e Stati Uniti, nonostante notizie di media israeliani affermino che sia ancora in fase di valutazione".
Tel Aviv, camion contro una fermata dell'autobus: un morto e più di 30 feriti
Il tir ha colpito all'incrocio di Glilot, nei pressi di Herzliya, zona dove si trova il quartier generale del Mossad e diverse unità di intelligence dell'Idf, tra cui l'unità di intelligence 8200. L'autista del camion è stato "neutralizzato". Gli investigatori propendono per un atto terroristico. LE IMMAGINI
Usa a Israele: "Contrari a legge che vieta apertura consolati a Gerusalemme"
Gli Stati Uniti hanno espresso a Israele il loro disappunto per la legge approvata ieri dalla Knesset che vieta l'apertura di nuovi consolati stranieri a Gerusalemme al servizio dei palestinesi. Lo ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller in una conferenza stampa. Il consolato statunitense era stato chiuso dall'ex presidente Donald Trump nel 2019. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva promesso di riaprire la missione, ma serve il vie libera di Israele poiché l'edificio si trova nel territorio israeliano a Gerusalemme Ovest.
"Ci opponiamo a tale legge, lo abbiamo chiarito e continuiamo a credere che l'apertura di un consolato statunitense a Gerusalemme sarebbe un modo importante per il nostro Paese di impegnarsi e fornire supporto al popolo palestinese", ha affermato Miller.
Cnn: "Iran risponderà a attacchi Israele prima del voto Usa"
La risposta dell'Iran ai recenti attacchi di Israele sarà "definitiva e dolorosa" e, probabilmente, arriverà prima del voto americano. Lo riporta Cnn citando una fonte iraniana, senza comunque fornire una data più precisa per la risposta.
Libano, sale a 2.822 morti bilancio raid Israele da ottobre 2023
Gli attacchi israeliani in Libano hanno ucciso 2.822 persone e ne hanno ferite altre 12.937 dall'ottobre 2023. Lo ha affermato il ministero della Salute libanese.
Usa: "Se l'Iran risponderà all'attacco noi con Israele"
"Iran non dovrebbe rispondere all'attacco di Israele. Se lo farà noi sosterremo Israele". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre.
Hezbollah: "Razzi contro postazione militare vicino a Tel Aviv"
Gli Hezbollah libanesi hanno affermato di aver lanciato razzi contro una postazione militare israeliana vicino a Tel Aviv, nel contesto della guerra tra Israele e il movimento islamico filo-iraniano. In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato di aver lanciato razzi contro un "campo di addestramento di unità speciali" a sud-est della città costiera.
Il nuovo leader Hezbollah Qassem parla per la prima volta
Usa, inviati domani in Israele per discutere accordi su Gaza e Libano
Gli inviati degli Stati Uniti per il Medioriente Amos Hochstein, e Brett McGurk arriveranno domani in Israele per guidare i colloqui finalizzati al raggiungimento di un accordo per mettere fine alla guerra in Libano e nella Striscia di Gaza. Lo ha confermato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Matthew Miller spiegando che i due funzionari "si recheranno in Israele per discutere di questioni tra cui una soluzione diplomatica in Libano e come porre fine al conflitto a Gaza".
"In definitiva, vogliamo vedere un cessate il fuoco", ha affermato Miller. "Vogliamo vedere una soluzione diplomatica che permetta ai civili sia in Libano sia in Israele di tornare alle loro case", ha affermato. Miller ha spiegato che gli Stati Uniti stanno facendo pressione su Israele affinché eviti "danni diffusi" in Libano. "Abbiamo chiarito che la campagna che stanno conducendo in Libano non deve, non può e non deve assomigliare alla campagna che hanno condotto a Gaza", ha spiegato.
Usa: "Legittimo colpire obiettivi Hezbollah in Libano"
Gli Stati Uniti sostengono il diritto di Israele di colpire obiettivi di Hezbollah in Libano. Lo afferma il Dipartimento di Stato, rispondendo a una domanda sui bombardamenti nella città orientale di Baalbek da parte di Israele.
Il primo discorso in tv di Qassem interrotto bruscamente
Il primo discorso del segretario generale di Hezbollah Naim Qassem è stato interrotto nel bel mezzo della trasmissione. Il Libano sospetta che dietro ci sia stato un attacco informatico. Lo scrive Haaretz.
Media: "Hamas respinge la tregua senza il ritiro di Israele"
"Hamas è stato fermo nel sostenere che qualsiasi accordo di cessate il fuoco debba portare al ritiro totale delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza". Lo ricorda il sito Middle East Eye (Mee) sottolineando che secondo "fonti vicine" il gruppo palestinese avrebbe respinto anche la recente proposta di rilascio di un piccolo numero di prigionieri israeliani e una cessazione delle ostilità per 30 giorni. Secondo il sito, Hamas ha "respinto la proposta avanzata da Qatar, Egitto e Stati Uniti, nonostante notizie di media israeliani affermano che sia ancora in fase di valutazione".
Usa: "Israele non fa abbastanza per evitare vittime civili"
Per gli Stati Uniti "Israele non sta facendo abbastanza per ridurre al minimo" le morti di civili a Gaza. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, in un briefing con la stampa, sottolineando che Washington ha parlato più volte della questione con le autorità israeliano.
Trump: "Porterò pace in Medioriente, fermerò sofferenza Libano"
L'ex presidente americano Donald Trump si è rivolto agli elettori arabo americani, e non solo, sul suo Truth Social e ha promesso di risolvere la crisi in Medioriente, sostenendo che la regione era pacifica quando lui era alla Casa Bianca. Se rieletto, ha detto, "risolverà i problemi causati da Kamala Harris e Joe Biden e fermerà la sofferenza e la distruzione in Libano. Voglio vedere il Medio Oriente tornare alla vera pace, una pace duratura, e lo faremo come si deve in modo che non si ripeta ogni 5 o 10 anni!".
Trump ha poi detto che "non vedo l'ora di lavorare con la comunità libanese che vive negli Stati Uniti d'America per garantire la sicurezza e la protezione del grande popolo del Libano. Votate Trump per la pace!" ha aggiunto.
Alti funzionari Usa diretti in Israele
"Due funzionari della Casa Bianca, Amos Hochstein e Brett McGurk, si stanno recando in Israele per lavorare su una soluzione diplomatica in Libano, nonché su come porre fine al conflitto a Gaza", ha detto Miller alla stampa.
Libano, 11 persone uccise nei raid israeliani in una città a est
Il ministero della Sanità libanese ha annunciato che 11 persone sono state uccise e altre 15 ferite negli attacchi israeliani in una città nella valle orientale della Bekaa. "I successivi raid del nemico israeliano nella città di Sohmor, nella Bekaa occidentale... hanno provocato il martirio di 11 persone e il ferimento di altre 15", ha affermato in un comunicato il ministero della Sanità.
Idf: "Un soldato è rimasto gravemente ferito a Jabaliya"
Il portavoce dell'Idf, le forze armate israeliane, ha annunciato che un combattente del battaglione Rotem della brigata Givati ;;è rimasto gravemente ferito oggi in una battaglia a Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo scrive Ynet. "Il combattente è stato ricoverato in ospedale per cure mediche, la sua famiglia è stata informata", ha precisato l'Idf.
Battaglia di Khiam, l'esercito israeliano si avvicina alla città
E' proseguita feroce per tutta la giornata odierna la battaglia tra miliziani di Hezbollah e militari di Israele nel sud del Libano attorno alla cittadina di Khiam, situata in una posizione strategica per il controllo delle comunicazioni verso nord. Lo riferiscono i media libanesi, secondo cui l'esercito israeliano, grazie anche alla copertura aerea e di artiglieria, si è attestato alla periferia sud-orientale di Khiam dove ha fatto esplodere diverse abitazioni. Khiam è tristemente nota per aver ospitato a lungo, durante la prima occupazione militare israeliana del sud del Libano (1978-2000), la famigerata prigione e luogo di tortura dove Israele rinchiudeva i combattenti libanesi, palestinesi e di altre nazionalità che resistevano allo Stato ebraico. Nel luglio del 2006, durante l'ultima guerra tra Hezbollah e Israele, a Khiam furono uccisi in un bombardamento di Israele Israele quattro caschi blu dell'Onu: un austriaco, un canadese, un finlandese e un cinese.
Governo Libano: "Israele ha ucciso 25 persone nella Bekaa"
Il ministero della Sanità libanese ha annunciato che Israele ha ucciso oggi pomeriggio nella valle della Bekaa almeno 25 persone, tra cui donne e bambini. Si tratta di un bilancio provvisorio destinato a salire col passare delle ore. Secondo il governo libanese, 11 persone sono state uccise a Sohmor, altre 7 a Beit Salibi, nel distretto di Baalbeck e dove due famiglie sono state trucidate. Altre 7 persone sono state uccise a Bednayel, nella zona centrale della Bekaa.
Idf: "Colpiti depositi carburante Hezbollah in Libano"
Le IDF confermano di aver lanciato oggi attacchi aerei contro i depositi di carburante di Hezbollah nel nord-est del Libano. In una dichiarazione, le IDF affermano che i depositi di carburante si trovavano all'interno di complessi militari di Hezbollah appartenenti all'Unità 4400 del gruppo terroristico, incaricata di consegnare armi dall'Iran e dai suoi alleati al Libano. "Questi siti fornivano carburante per i veicoli al servizio dell'organizzazione terroristica e fungevano da mezzo significativo per il funzionamento della sua infrastruttura militare", afferma l'IDF. Secondo i militari, il carburante nei depositi era fornito dall'Iran. "L'Iran finanzia più della metà del bilancio di Hezbollah, tramite la Forza Quds dell'IRGC, che trasporta petrolio e denaro attraverso varie rotte verso il Libano", afferma l'IDF.
Raid di Idf su villaggio nell'est del Libano, 11 morti
E' di 11 morti e 15 feriti il bilancio di una serie di raid aerei israeliani condotti sul villaggio di Sohmor, nel Libano orientale. Lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut, come riporta l'agenzia di stampa libanese Nna. Il villaggio di Sohmor si trova nella parte occidentale della Valle della Bekaa. Il 19 ottobre un raid israeliano su Sohmor aveva portato alla morte del suo sindaco.
Qassem minaccia: "Netanyahu potrebbe ancora essere ucciso"
"Abbiamo colpito la casa di Netanyahu, questa volta è sopravvissuto, ma potrebbe ancora essere ucciso". Lo ha detto, secondo quanto riporta il Times of Israel, il nuovo capo di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso pubblico dopo essere stato designato.
Media: "Gli inviati di Biden in arrivo in Israele"
Il responsabile del Medio Oriente alla Casa Bianca, Brett McGurk, e l'emissario del presidente Biden per la questione libanese, Amos Hochstein, arrivano oggi in Israele per una serie di incontri e per discutere, in un momento critico, la situazione del quadro regionale complessivo: Libano, Gaza e Iran. Lo riporta il media israeliano Ynet.
Iran chiede revoca incondizionata delle sanzioni Usa contro Cuba
L'ambasciatore iraniano all'Onu Saeed Iravani ha chiesto la revoca "incondizionata" delle sanzioni statunitensi contro Cuba e la fine del "dominio statunitense e del terrorismo economico". "Le sanzioni disumane e l'assedio contro Cuba per oltre sei decenni con il pretesto della promozione della democrazia, sono un esempio di una misura ingiusta, basata sull'unilateralismo", ha detto Iravani. "Esortiamo la comunità mondiale a impegnarsi nei principi del multilateralismo, dell'uguaglianza e della non ingerenza e a respingere l'unilateralismo e le misure che indeboliscono la pace e lo sviluppo", ha detto ancora, secondo quanto riporta l'Irna, in una riunione dell'Onu tenutasi mercoledì per discutere delle sanzioni contro Cuba.
Raid Idf su depositi carburante fornito da Iran a Hezbollah
L'aeronautica militare israeliana ha condotto attacchi sui depositi di carburante all'interno di complessi militari appartenenti a Hezbollah nella valle della BeKaa dopo aver ricevuto indicazioni dall'intelligence. Lo ha annunciato l'Idf su 'X' spiegando che il carburante era a disposizione dell'unità di Hezbollah responsabile del trasferimento di armi dall'Iran in Libano.
''Questi depositi di carburante fornivano carburante per i veicoli militari di Hezbollah ed erano essenziali per il funzionamento dell'infrastruttura militare di Hezbollah'', si legge nella nota delle Idf. ''Il carburante in questi siti è stato fornito dall'Iran come parte del suo supporto militare a Hezbollah'', ha aggiunto. ''L'Iran finanzia Hezbollah attraverso la Forza Quds del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche dell'Iran, trasferendo petrolio e denaro tramite vari canali in Libano. L'organizzazione terroristica di Hezbollah continua ad accumulare grandi quantità di carburante utilizzato per le sue attività terroristiche e gli attacchi contro Israele'', conclude la nota.
Hezbollah: "Lanciati droni e razzi su 3 siti militari in Israele"
Hezbollah ha annunciato di aver lanciato razzi e droni contro tre postazioni militari nel nord di Israele, tra cui vicino Haifa e Acri, in un'operazione simultanea che, a suo dire, ha aggirato le difese israeliane. In una dichiarazione, il gruppo sostenuto dall'Iran ha affermato di aver lanciato un "attacco combinato utilizzando razzi avanzati e uno sciame di droni", aggiungendo che hanno "colpito i loro obiettivi con precisione".
Gaza, medico ambulanza trova la madre morta dopo raid Israeliano
Un attacco aereo israeliano contro un'auto a Maghazi, nel nord della striscia di Gaza, ha causato la morte di tre persone, tra cui una donna palestinese il cui figlio è il medico dell'ambulanza che l'ha recuperata dal luogo dell'attacco. Lo riferisce Al Jazeera online, precisando che a documentare la vicenda ci sono diversi video, la cui autenticità è stata confermata dall'agenzia di verifica Sanad della stessa emittente. Nel suo sito web, Al Jazeera ne pubblica uno in cui si può vedere il medico palestinese che scoppia a piangere nel momento in cui si rende conto che uno dei corpi che ha davanti è quello di sua madre.
Air France prolunga stop voli per Tel Aviv fino al 5 novembre
Air France ha annunciato che prolungherà la sospensione dei voli per Tel Aviv almeno fino al 5 novembre "data la situazione della sicurezza nella destinazione". Anche i collegamenti con Beirut sono stati sospesi fino al 30 novembre, "la ripresa delle operazioni dipende ancora dalla valutazione della situazione a terra", ha dichiarato la compagnia aerea francese, aggiungendo che offrirà ai passeggeri interessati voli successivi o il rimborso.
Operazione servizi segreti in Iran: ucciso "terrorista" legato a Israele
Un "terrorista" legato a Israele è stato ucciso in Iran durante un'operazione condotta dai servizi segreti in collaborazione con i Guardiani della Rivoluzione, mentre altre due persone sono state arrestate. Lo ha riferito la televisione di Stato di Teheran dopo che sabato scorso Israele per la prima volta ha confermato di aver attaccato l'Iran e preso di mira obiettivi militari come rappresaglia per gli attacchi missilistici del primo ottobre.
"I servizi segreti hanno ucciso uno dei principali membri di un gruppo terroristico separatista affiliato al regime sionista (così le autorità di Teheran definiscono Israele, ndr) e hanno arrestato altre due persone", ha riferito l'emittente, aggiungendo che sono state sequestrate armi.
L'operazione è avvenuta nella provincia dell'Azerbaigian occidentale, nel nord-ovest dell'Iran, alcuni giorni fa. I tre individui stavano tentando di infiltrarsi dalla regione del Kurdistan iracheno "per provocare rivolte", ha concluso la tv di Stato.
Iran: "Annientato un gruppo separatista legato a Israele"
Le forze di sicurezza dell'Iran hanno annientato un gruppo separatista affiliato a Israele, che tentava di entrare nel territorio iraniano per compiere un sabotaggio. Secondo l'Irna, il gruppo aveva pianificato di entrare nella provincia nord-occidentale dell'Azerbaigian occidentale dalla regione del Kurdistan iracheno con l'obiettivo di creare disordini in strada, terrore e insicurezza. Durante l'operazione uno dei principali leader del gruppo terroristico è stato ucciso e altri due sono stati arrestati. Sono state confiscate anche diverse armi.
Tenenti: "In Libano villaggi distrutti vicino linea blu"
Alcuni villaggi in Libano a "tre, quattro, cinque chilometri dalla linea blu" presidiata dalle forze di pace Onu di Unifil "sono completamente distrutti" e la "situazione è drammatica". Lo ha detto il portavoce di Unifil Andrea Tenenti nel corso di un briefing in corso all'Onu con i media.
Tenenti: "Le regole di ingaggio Unifil non cambiano"
"Le regole di ingaggio in Libano sono adeguate alla situazione sul campo. Ogni cambiamento deve essere approvato dal Consiglio di sicurezza e al momento non sono previsti cambiamenti". Lo ha detto Andrea Tenenti, portavoce di Unifil, le forze di pace Onu impegnate nella zona cuscinetto tra Israele e Libano.
Caritas Internationalis: "Preoccupazione escalation violenze"
Caritas Internationalis, con più di 150 Ong, ha lanciato un forte appello agli Stati membri delle Nazioni Unite, chiedendo la fine delle violenze che colpiscono i civili a Gaza, Cisgiordania e Libano. In una dichiarazione congiunta, la coalizione ha espresso profonda preoccupazione per l'escalation di violenza e la tragica crisi umanitaria scoppiata. La dichiarazione, indirizzata ai governi di tutto il mondo, sottolinea l'urgente necessità di evitare che vengano danneggiate altre vite innocenti, sottolineando che non si tratta solo di un obbligo morale, ma anche di un obbligo legale. La pubblicazione coincide con una conferenza internazionale organizzata a Parigi dal governo francese, che riunisce rappresentanti dei paesi partner del Libano, delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea e una serie di organizzazioni internazionali, regionali e della società civile per affrontare la multiforme crisi del Libano. Caritas Internationalis si unisce all'appello all'azione collettiva per difendere la dignità umana, garantire la pace e proteggere le comunità vulnerabili.
Media: "Per Netanyahu è il momento per un accordo sulla fine della guerra in Libano"
Israele ha raggiunto ampiamente i suoi obiettivi nella guerra contro Hezbollah e per questo il primo ministro Benjamin Netanyahu, e prima di lui gli alti funzionari della sicurezza, sono convinti che sia arrivato il momento per finalizzare un accordo per mettere fine alla guerra in Libano. Lo riporta Channel 12 facendo riferimento alla riunione di ieri sera tra Netanyahu e i funzionari della sicurezza.
Sono stati proprio questi ultimi, riportano i media israeliani, ad aver illustrato a Netanyahu, convincendolo, la necessità di arrivare a un accordo per il cessate il fuoco in Libano. Che permetterebbe, tra l'altro, ai residenti nel nord di Israele di tornare alle loro case vicino al confine con il Libano.
Gallant a soldati: "Riportare a casa ostaggi vostro compito principale"
Riportare a casa gli ostaggi è al momento la missione "più importante" per i militari israeliani che operano nella Striscia di Gaza. Lo ha sottolineato il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, parlando alle truppe a Rafah.
"Il vostro obbligo è creare pressione militare. Il nostro obbligo, il livello politico, è di arrivare a un accordo", ha premesso Gallant, citato dal Times of Israel, e "spero che lo faremo".
"Voi fate pressione, fate ciò che è necessario, e noi arriviamo a un accordo perché voi create le condizioni", ha dichiarato il ministro, secondo cui riportare gli ostaggi "è la nostra missione più importante a Gaza in questa fase".
Iran: "Il divieto di Israele all'Unrwa è un atto crudele e odioso"
"La mossa israeliana di vietare le attività dell'Unrwa in Israele è un atto atroce e crudele e avrà gravi conseguenze, poiché l'agenzia è un'istituzione `insostituibile' ed essenziale, senza la quale il sistema di aiuti e assistenza umanitaria a Gaza crollerà", ha scritto il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei sul suo account X. "Israele persegue l'annientamento completo dell'Unrwa e il mondo dovrebbe fermarlo, poiché tale misura porterà a privare i palestinesi rimasti senza casa dei loro diritti umani fondamentali", ha aggiunto.
Gallant: "Pressione militare a Gaza per liberare gli ostaggi"
Israele continua con la pressione militare a Gaza con l'intento di raggiungere un accordo per riportare a casa gli ostaggi. Lo ha ribadito il ministro della Difesa Yoav Gallant parlando alle truppe a Rafah. "Il vostro obbligo è creare pressione militare. Il nostro obbligo, a livello politico, è di giungere a un accordo... Voi fate pressione, fate ciò che è necessario e noi giungeremo a un accordo perchè voi create le condizioni per noi per realizzarlo, e spero che lo faremo", ha affermato, definendola "la missione piu' importante a Gaza in questo momento".
Iran: "Legge di Israele anti-Unrwa scandalosa e crudele"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha condannato la legge israeliana contro l'Unrwa, definendola "scandalosa e crudele". Lo Stato ebraico ha "già ucciso più di 230 membri del suo personale", ha ricordato il rappresentante della Repubblica islamica su X, sottolineando che l'agenzia Onu per i palestinesi "insostituibile ed essenziale, senza la quale il sistema umanitario a Gaza crollerebbe". L'iniziativa israeliana rientra in "ciò che il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla Palestina ha definito come 'intento genocida' - ha aggiunto - all'interno di un processo decennale di espansione territoriale e pulizia etnica mirato a liquidare la presenza palestinese in Palestina". Baghaei ha esortato la comunità internazionale ad "agire con decisione per impedire" a Israele di "sradicare l'Agenzia vecchia di 75 anni e per impedire la privazione dei rifugiati palestinesi dei loro diritti minimi di base".

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Qassem: "Possiamo resistere per giorni, settimane o persino mesi"
''Non riporterete i residenti del nord di Israele alle loro case attraverso questi mezzi". Lo ha dichiarato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso in tv dopo aver preso il posto di Hassan Nasrallah alla guida del movimento filoiraniano. "Possiamo resistere per giorni, settimane o persino mesi'', ha dichiarato Qassem. Rivolgendosi agli israeliani, li ha invitati a ''lasciare le nostre terre per ridurre al minimo le vostre perdite, o assisterete a cose che non avete mai visto prima''. Qassem ha quindi affermato che i miliziani di Hezbollah "prendono di mira solo le caserme e il personale militare, mentre loro uccidono civili innocenti. Cercano di farci del male, ma noi facciamo del male a loro, e siamo persino riusciti a lanciare un missile nella camera da letto di Netanyahu, un attacco che secondo quanto abbiamo appreso lo ha spaventato".
Media: "Raid dell'Idf vicino Baalbek colpisce depositi di carburante"
Un attacco aereo israeliano nel nord-est del Libano ha colpito depositi di carburante nella città di Douris, alla periferia di Baalbek. In precedenza le IDF avevano emesso ordini di evacuazione per l'intera città di Baalbek.
Israele ha lanciato pesanti attacchi aerei sulla città storica di Baalbek e sui villaggi circostanti, nella regione orientale della Bekaa. Non ci sono notizie di vittime. Migliaia di persone sono fuggite dalla città da quando è stato emesso l'ordine di evacuazione, circa quattro ore prima dell'inizio degli attacchi.
Il nuovo leader di Hezbollah: "La tregua sarà alle nostre condizioni"
"Continuiamo a combattere e non imploreremo un cessate il fuoco. Se gli israeliani vogliono fermarsi, sarà alle nostre condizioni e i negoziati non hanno ancora prodotto risultati". Lo ha affermato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, sottolineando che il gruppo sciita filo-iraniano è "sulla stessa lunghezza d'onda di Berri", lo speaker del Parlamento libanese che negozia per conto loro.
Hamas: "Studieremo ogni piano di tregua che porti al ritiro d'Israele"
Un funzionario di Hamas ha annunciato oggi che il movimento islamico palestinese non ha ricevuto una proposta ufficiale per una tregua nella Striscia di Gaza ma studierà qualsiasi piano che includa un ritiro israeliano dal territorio. "Non abbiamo ricevuto ufficialmente una proposta esaustiva. Siamo pronti a discutere qualsiasi idea o proposta che ci venga presentata, purché porti alla fine della guerra e al ritiro dell'esercito da Gaza", ha detto un funzionario che ha richiesto l'anonimato, accusando il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu di impedire il processo sul cessate il fuoco per perseguire una politica di "genocidio, pulizia etnica e sfollamento della popolazione" approfittando dell'assenza di pressioni da parte degli Stati Uniti. "Abbiamo detto ai mediatori che Hamas è pronto se (Israele) accetta un cessate il fuoco, un ritiro completo dalla Striscia di Gaza, il ritorno degli sfollati alle loro case a Gaza, anche nel nord, l'ingresso di aiuti sufficienti per il nostro popolo e un serio accordo di scambio sui prigionieri palestinesi detenuti da Israele, ha precisato la stessa fonte.
Il leader di Hezbollah minaccia Netanyahu: "Via dal Libano"
Il nuovo leader di Hezbollah Naim Qassem ha rivolto minacce nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu, ricordando il drone che ha colpito la sua residenza a Cesarea. "Questa volta, si è salvato. Non sappiamo quando morirà, ma qualche israeliano potrebbe ucciderlo. Potrebbe morire durante uno dei suoi discorsi", ha affermato il successore di Hassan Nasrallah. Qassem si è quindi rivolto a Israele, esortandolo a lasciare il territorio libanese "per ridurre le perdite, altrimenti vedrai cose che non hai mai visto prima. Non riporterete cosi' gli abitanti del nord alle loro case", ha aggiunto.
Qassem: "Stiamo difendendo il Libano, in mezzo ad una guerra non voluta"
''Stiamo combattendo per difenderci, per proteggere il nostro Paese, i palestinesi e per impedire il controllo israeliano e americano sulla nostra nazione''. Così il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso televisivo da quando, ieri, ha assunto la guida del gruppo al posto del defunto Hassan Nasrallah.
''La nostra posizione coerente era quella di non volere una guerra'', ha aggiunto Qassem, sottolineando allo stesso tempo che ''siamo nel mezzo di una guerra combattuta contro il Libano. Una guerra che è iniziata con l'esplosione dei cercapersona a settembre''.
Nuovi raid aerei israeliani nell'est del Libano
Alcuni raid hanno colpito oggi la città di Baalbek, nel Libano orientale, e la sua periferia. Lo ha riferito un corrispondente dell'Afp, poche ore dopo che Israele aveva lanciato un appello di evacuazione per l'area. Il sindaco di Baalbek Mustafa al-Shall ha confermato che gli attacchi hanno colpito la città e i suoi dintorni, mentre i media statali hanno affermato che "aerei da guerra nemici hanno lanciato una serie di attacchi sull'area Asira della città di Baalbek" e in una città vicina.
Nuovo leader di Hezbollah: "Pronti per una lunga guerra"
"Nessuno abbia paura per noi, abbiamo l'esperienza e i mezzi necessari e siamo preparati per una lunga guerra. Solo uno dei nostri combattenti vale dieci dei loro soldati super equipaggiati, con i loro carri armati e le loro armi". Lo ha affermato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem.
Qassem: "L'Iran aiuta Hezbollah, ben venga il sostegno dei Paesi arabi"
''L'Iran ci sostiene nel nostro progetto e non chiede nulla in cambio'', ovvero ''non sta guidando la sua lotta attraverso di noi''. Lo ha dichiarato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso pubblico in tv dopo aver preso il posto che era di Hassan Nasrallah. ''Accogliamo con favore qualsiasi supporto da qualsiasi paese arabo per far progredire la nostra lotta. Ma qualche paese arabo ci ha offerto aiuto? E noi lo abbiamo rifiutato?", ha aggiunto.
Hezbollah: "Non combattiamo per conto dell'Iran"
"Non stiamo combattendo per l'agenda di qualcuno, ma per proteggere il nostro Paese, per sostenere i palestinesi e per impedire il controllo israeliano e americano sulla nostra nazione. L'Iran ci sostiene nel nostro progetto e non chiede nulla in cambio; non combatte la sua lotta attraverso di noi". Lo ha dichiarato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem. "Accogliamo con favore qualsiasi supporto da qualsiasi Paese arabo per far progredire la nostra lotta. Ma un Paese arabo ci ha offerto aiuto? E lo abbiamo rifiutato?", ha chiesto.
Qassem: "Migliaia di violazioni di Israele alla 1701"
"Dalla risoluzione 1701 del 2006, Israele ha violato lo spazio aereo libanese 39 mila volte nel corso di 17 anni. Non è vero che Israele abbia rispettato questa risoluzione". Lo ha affermato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel primo discorso pubblico dalla nomina. "L'11 ottobre 2023, Israele stava già considerando una guerra più ampia contro il Libano, ma gli Stati Uniti non erano d'accordo - ha aggiunto - La loro intenzione era effettivamente lì. Si stavano preparando per una guerra contro il Libano già prima del diluvio di al-Aqsa", il nome in codice dato da Hamas all'attacco del 7 ottobre 2023.
Il leader di Hezbollah: "Vogliono la nostra resa ma non accadrà"
Vogliono che ci arrendiamo, ma ciò non accadrà, anche se lo scontro è doloroso". Lo ha assicurato il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, sottolineando che il gruppo sciita filo-iraniano e Hamas stanno "affrontando una guerra americana, europea e globale volta a porre fine alla resistenza e ai nostri popoli". "Com'è possibile che 43.000 morti a Gaza, il bombardamento di tende, 100 morti in una volta a Jabaliya, non suscitino alcuna risposta dal mondo?", ha affermato.
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Media: "Segnalati casi di armi Usa che hanno ucciso palestinesi"
Il Washington Post riferisce che il governo degli Stati Uniti ha ricevuto circa 500 segnalazioni secondo cui le armi americane avrebbero ucciso dei palestinesi. Lo riporta il Guardian. I resoconti provengono da organizzazioni umanitarie globali, da gruppi non-profit, da resoconti dei media e da altri testimoni oculari. Nonostante il numero di resoconti, non è stato intrapreso alcun intervento su un singolo caso. "Stanno ignorando le prove di danni e atrocità diffuse ai civili per mantenere una politica di trasferimenti di armi al governo Netanyahu", ha affermato John Ramming Chappell, consulente legale e politico specializzato nell'assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti e nelle vendite di armi presso il Center for Civilians in Conflict. "Quando si tratta della politica sugli armamenti dell'amministrazione Biden, tutto sembra a posto sulla carta, ma nella pratica si rivela privo di significato quando si tratta di Israele". Il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, ha affermato che gli Stati Uniti sono "profondamente preoccupati per la perdita di vite civili.
Nuovo leader Hezbollah: "Sostenere Gaza è essenziale"
Il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha ribadito il sostegno del gruppo sciita filo-iraniano alla lotta di Hamas a Gaza. "Non dovreste chiederci perchè abbiamo sostenuto Gaza, dovremmo chiedere a voi perchè non li avete sostenuti", ha affermato nel suo primo discorso pubblico dalla nomina. "Sostenere Gaza era essenziale per affrontare la minaccia israeliana all'intera regione e perchè la popolazione di Gaza aveva bisogno di essere sostenuta", ha detto.
Msf: "Nel nord di Gaza situazione critica, ospedali a malapena funzionanti"
"La situazione a Jabalia e nel nord di Gaza rimane devastante e insostenibile, con centinaia di morti e feriti. Gli sforzi per portare aiuti, acqua e cibo inclusi, continuano a essere vani". Così in una dichiarazione Sarah Vuylsteke, capo progetto di Medici Senza Frontiere a Gaza. "Migliaia di persone si stanno spostando a piedi verso Gaza City attraverso i corridoi predisposti dall’esercito israeliano - prosegue - Tra loro ci sono anche anziani, persone con disabilità, bambini piccoli, malati e feriti. Queste persone devono spostarsi per chilometri senza cibo, senza acqua, senza poter trasportare i propri effetti personali. Non sappiamo se queste persone ce la faranno".
"Siamo molto preoccupati per le condizioni dei tre ospedali al nord di Gaza - aggiunge nella dichiarazione diffusa dall'organizzazione - Per quanto sappiamo, l’ospedale indonesiano ha ancora personale e pazienti, ma è sostanzialmente non funzionante. La maggior parte del personale medico dell’ospedale Kamal Adwan, compreso un chirurgo di Msf, è ancora in stato di arresto. L’ospedale è stato inoltre attaccato e le scene di distruzione dopo il raid sono devastanti. L’ospedale di Al-Awda rimane in condizioni critiche, senza rifornimenti cerca come può di curare i pazienti. Siamo inoltre preoccupati per le decine di migliaia di persone a Gaza City: l’accesso alle risorse è limitato da molto tempo a causa del blocco delle forniture e nella clinica di Msf abbiamo visto un aumento del 50% delle visite mediche".
L'Idf ordina l'evacuazione anche dei villaggi del Libano meridionale
L'esercito israeliano ha emesso nuovi ordini di evacuazione per almeno otto villaggi nel Libano meridionale, dopo aver chiesto l'evacuazione di molte aree del Libano orientale. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente le vostre case e spostarvi a nord del fiume Awali. Per garantire la vostra sicurezza, dovete evacuare senza indugio", ha detto un portavoce dell'Idf su X, aggiungendo che ai civili è vietato dirigersi verso sud.
Il nuovo leader di Hezbollah: "La vittoria sarà nostra"
''Abbiamo tanti sacrifici davanti a noi, ma siamo fiduciosi che la vittoria sarà nostra". Questo il messaggio del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso tv da quando ha assunto la guida del movimento sciita libanese filoiraniano dopo la morte di Hassan Nasrallah in un raid israeliano lo scorso 16 ottobre.
Il leader di Hezbollah: "Continuerò i piani di guerra di Nasrallah"
Il nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel suo primo discorso pubblico dalla nomina, ha promesso di seguire i "piani di guerra" del predecessore Hassan Nasrallah, ucciso dagli israeliani il mese scorso.
Parigi condanna l'attacco israeliano a Beit Lahia
La Francia "condanna fermamente l'attacco israeliano contro un edificio a Beit Lahia, nel nord di Gaza, che ieri ha causato quasi un centinaio di morti, tra cui donne e bambini": è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi. La Francia, si prosegue nel comunicato, "condanna anche i recenti attacchi israeliani contro gli ospedali nel nord dell'enclave, soggetti ad ordini di evacuazione e che ospitano pazienti in condizioni critiche. L'assedio imposto al nord di Gaza deve essere revocato senza attendere. La Francia chiede la riapertura di tutti i valichi di frontiera e la consegna sicura, massiccia e senza ostacoli degli aiuti umanitari". Parigi torna quindi ad invocare "un cessate il fuoco immediato a Gaza. La sofferenza della popolazione di Gaza deve finire. Gli ostaggi devono essere liberati", si conclude nella nota.
Atteso il primo discorso del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem
Atteso a breve il primo discorso del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, nominato ieri dopo l'assassinio di Hassan Nasrallah in un attacco aereo israeliano a Beirut il mese scorso e del suo presunto successore Hashem Safieddine all'inizio di questo mese.
Houthi minaccia globale, il gruppo "esce" dallo Yemen con Mosca alle spalle
Gli Houthi dello Yemen, che l'Iran è da anni accusato di sostenere, hanno tratto beneficio dalla 'discesa in campo' nel conflitto a Gaza. E' la conclusione di funzionari e analisti occidentali citati dal Wall Street Journal. Da gruppo armato locale a "rock star" delle milizie. Ed è un quadro "allarmante", soprattutto per lo 'zampino' degli Houthi fuori dai confini yemeniti, ma anche per il "crescente coinvolgimento" di Mosca in Yemen con mosse russe che sembrerebbero essere in risposta al sostegno americano a Kiev.
Dall'inizio del conflitto a Gaza, lo scorso anno dopo l'attacco di Hamas in Israele, gli Houthi hanno lanciato droni e missili contro più di 80 mercantili nel Mar Rosso. E se nell'ultimo mese l' "asse della resistenza" ha sofferto una serie di duri colpi per le operazioni israeliane, con Hamas e Hezbollah che si sono ritrovati con leadership "decapitate", oltre alla risposta israeliana all'attacco missilistico iraniano del primo ottobre, gli Houthi hanno continuato anche questa settimana ad attaccare navi nel Mar Rosso, ultima dimostrazione - secondo il giornale - di come l'escalation nella regione sembri rafforzare un attore, un tempo minore, sostenuto dalla Repubblica Islamica.
Gli Houthi e i loro arsenali sono finiti nel mirino di operazioni di Usa e alleati, anche israeliane, ma i raid americani - scrive il giornale - non hanno fatto molto per annientare le capacità del gruppo. Così, secondo le fonti occidentali del Wsj, gli Houthi si stanno persino 'allargando' rapidamente all'estero, prestando manodopera per altri conflitti nel mondo e creando legami internazionali con una serie di attori in Medio Oriente, Africa e anche in Russia.
Hezbollah, chi è il nuovo leader Naim Qassem, successore di Nasrallah e Safieddine
La milizia libanese ha scelto il successore del defunto capo, ucciso da un attacco israeliano a Beirut, così come Safieddine. Qassem dal 1991 ha rivestito il ruolo di vicesegretario del gruppo alleato di Hamas e appoggiato dall'Iran. Era di fatto il numero due dopo Nasrallah. IL PROFILO
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Idf: "Eliminato un vicecomandante di Hezbollah"
L'Aeronautica militare israeliana ha colpito ed eliminato il vicecomandante della Forza Radwan di Hezbollah nell'area di Nabatieh, in Libano, Mustafa Ahmad Shahadi: lo ha reso noto l'esercito (Idf) su Telegram. "Shahadi ha realizzato numerosi attacchi terroristici contro lo Stato di Israele - si legge in un comunicato - E' stato in precedenza responsabile delle operazioni della Forza Radwan durante i combattimenti in Siria tra il 2012 e il 2017, e ha inoltre supervisionato gli attacchi terroristici nel sud del Libano". La Forza Radwan è l'unità d'élite di Hezbollah, il cui obiettivo è quello di infiltrarsi in territorio israeliano e occupare le aree vicine al confine settentrionale.
Media: "Usa pronti a proposta di tregua di 60 giorni Israele-Hezbollah"
I mediatori statunitensi stanno lavorando a una proposta per porre fine alle ostilità tra l'esercito israeliano e il gruppo armato libanese Hezbollah sostenuto dall'Iran, a partire da un cessate il fuoco di 60 giorni. Lo riporta Haaretz citando media internazionali. Le fonti, una persona informata sui colloqui e un diplomatico di alto rango che lavora in Libano, hanno affermato che il periodo di due mesi sarà utilizzato per finalizzare la piena attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, adottata nel 2006 per mantenere il Libano meridionale libero da armi che sfuggono al controllo statale.
Tajani: "Stiamo revocando la cittadinanza a 5 Hezbollah"
Il tema della "cittadinanza italiana va affrontata in maniera seria e questo non significa lassismo, così come non si regala la cittadinanza a chi ha un finto avo emigrato chissà quando". L'ha detto il vicepremier Antonio Tajani nel corso di un dibattito all'Università di Padova. "Stiamo revocando la cittadinanza a cinque Hezbollah che avevano ottenuto un passaporto attraverso una agenzia che testimoniava con falsa documentazione un antico avo italiano. Si tratta di truffe e imbrogli che vengono pagati anche a caro prezzo" ha spiegato.
Idf: "Rilevati 15 razzi provenienti dal Libano"
L'esercito israeliano (Idf) ha rilevato nello spazio aereo del Paese nel primo pomeriggio circa 15 razzi provenienti dal Libano, dopo che le sirene antiaeree erano risuonate nelle zone della Galilea occidentale, dell'Alta Galilea e della Baia di Haifa: lo ha reso noto l'Idf su Telegram. Alcuni razzi sono stati intercettati e altri sono caduti nella zona, si legge in un comunicato.

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Israele ordine evacuazione, abitanti Baalbek in fuga
Gli abitanti di Baalbek sono fuggiti dalla città dopo che le forze armate israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione, allertando di un imminente attacco contro obiettivi di Hezbollah nella principale città nell'est del Libano. Secondo testimoni oculari, le strade principali in uscita dalla città sono state prese d'assalto e intasate di macchine. "La città è quasi vuota", ha riferito il corrispondente dell'Afp circa un'ora dopo l'avviso di evacuazione. Nella mappa postata su X dal portavoce militare Avichay Aedree, è inclusa l'intera città nella valle della Beqaa e i suoi sobborghi, un'area in cui domina Hezbollah. A Baalbek si trovano anche alcune delle migliori rovine romane preservate della regione, sito Unesco dal 1984.
Ministero della Sanità di Hamas, i morti a Gaza sono 43.163
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 43.163, di cui 102 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 101.510, secondo la stessa fonte.
Fonti, mediatori proporranno tregua Gaza di meno di un mese
I mediatori che cercano di ottenere un cessate il fuoco a Gaza sono pronti a proporre a Hamas una tregua di meno di un mese: lo ha dichiarato all'AFP una fonte a conoscenza dei colloqui. La fonte ha dichiarato che i mediatori sono concentrati su una tregua "a breve termine", di "meno di un mese". La proposta prevede lo scambio di ostaggi israeliani con palestinesi nelle carceri israeliane e l'aumento degli aiuti a Gaza, ha aggiunto la fonte. "I funzionari statunitensi ritengono che se si riuscirà a raggiungere un accordo a breve termine, questo potrebbe portare a un accordo permanente", ha detto la fonte.
Colpito furgone munizioni Hezbollah, un morto
Un furgone contenente munizioni appartenenti a Hezbollah è stato preso di mira da un attacco israeliano su una strada vitale vicino a Beirut e il suo autista è stato ucciso. Lo ha riferito un funzionario locale anonimo per motivi di sicurezza, precisando che il veicolo apparteneva agli Hezbollah filo-iraniani. L'incendio causato dall'impatto dell'ordigno sul veicolo si è poi esteso a una parte della strada a Est di Beirut, che collega la capitale del Libano a Damasco. La strada, vitale per il traffico, è stata interrotta e sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e le ambulanze. L'agenzia di stampa ufficiale libanese Ani ha riferito che un "attacco di droni nemici" ha preso di mira un veicolo a Kahalè e che la strada è stata chiusa in entrambe le direzioni. Nel contempo, Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato droni contro una base israeliana nella città portuale di Haifa, nel Nord del Paese. Il gruppo "ha lanciato un attacco aereo alle 7:45 con uno squadrone di droni d'attacco" su una "base nel sud di Haifa", ha affermato il gruppo in una dichiarazione ufficiale rilanciata dai media locali.
Ong, Israele espande controllo nel Golan siriano
L'esercito israeliano prosegue l'opera di espansione territoriale nel Golan siriano dove sono dispiegati caschi blu della missione Onu (Undof) e dove sono presenti villaggi abitati da civili siriani e campi agricoli gestiti dai contadini locali. E' la denuncia diffusa nelle ultime ore dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria che aggiorna gli sviluppi, in corso da settimane, sul versante orientale delle Alture. Israele dal canto suo denuncia la presenza nell'area di forze locali cooptate da Hezbollah. Secondo le fonti locali citate dall'Osservatorio, le forze militari israeliane hanno esteso il loro controllo di fatto oltre la linea Bravo dell'area di Undof, in un'area formalmente controllata dalle autorità siriane. I contadini locali denunciano l'occupazione militare nemica dei loro terreni a nord del capoluogo di Qunaytra, lo sradicamento di alberi da frutto, l'erezione di reticolati e di barriere, la creazione di trincee in quelle aree rurali.
Mediatori per Gaza proporranno ad Hamas tregua di 'meno di un mese'
I mediatori per il cessate il fuoco a Gaza proporranno ad Hamas una tregua di “meno di un mese”, ha dichiarato all'Afp una fonte a conoscenza dei colloqui. Negli incontri tra il capo del Mossad David Barnea, il direttore della Cia Bill Burns e il primo ministro del Qatar a Doha, che si sono conclusi ieri, si è discusso di proporre una tregua “a breve termine” di “meno di un mese”, ha riferito la fonte anonima all'agenzia.
Da Israele ordine di evacuazione della città di Baalbek
L'esercito israeliano ha invitato i residenti della città di Baalbek e di diverse località circostanti nel Libano orientale a evacuare le loro case, affermando di voler effettuare operazioni militari contro le installazioni del movimento filo-islamico Hezbollah nella zona. "Per la vostra sicurezza e quella della vostra famiglia, dovete immediatamente evacuare le vostre case e lasciare la città e i villaggi", ha scritto su X il portavoce dell'esercito in lingua araba, Avichay Adraee, insieme a "una mappa che indica i percorsi da prendere per l'evacuazione".
Iran, Israele ha usato spazio aereo di Iraq e altri per l'attacco
"Il regime di Israele ha utilizzato lo spazio aereo di alcuni Paesi, oltre a quello dell'Iraq, per condurre i suoi recenti attacchi all'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sottolineando che "la presenza e l'interferenza degli Stati Uniti e delle sue forze militari nella regione sono una realtà, al punto che hanno fornito un corridoio aereo in Iraq ai jet da combattimento sionisti per attaccare l'Iran sabato mattina". Secondo quanto riferisce Irna, il capo della Diplomazia di Teheran, ha detto che "l'Iraq ha perseguito la questione dal punto di vista legale", mentre l'Iran "ha protestato, presso le Nazioni Unite, contro il fatto che il territorio di alcuni Paesi è stato utilizzato da Israele". Araghchi non ha menzionato il nome di questi Stati, ma alcuni rapporti sui social media affermano che tra questi ci sarebbe l'Azerbaigian.
Idf emette avviso di evacuazione per città nel Libano orientale
L' esercito israeliano ha diramato un avviso di evacuazione per i residenti della città di Baalbek, nel Libano orientale. Lo riporta Haaretz.
Hezbollah, presa di mira base israeliana a sud di Haifa
Gli Hezbollah hanno affermato di aver lanciato "droni d'attacco" contro una base israeliana "nel sud di Haifa". Intanto, un funzionario della sicurezza libanese ha riferito che un uomo è rimasto ucciso in un attacco israeliano ad un carico di munizioni.
Idf, abbattuti tre droni provenienti dal Libano
L'Aeronautica militare israeliana ha abbattuto questa mattina tre droni provenienti dal Libano che erano entrati nello spazio aereo del Paese: lo ha reso noto l'esercito (Idf) su Telegram. Non sono stati segnalati feriti. I velivoli sono stati intercettati dopo che le sirene antiaeree sono risuonate nella zona della Galilea occidentale. I vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere un incendio scoppiato nell'area di Gesher HaZiv, si legge in un comunicato.
A nord di Israele drone colpisce fabbrica aeromobili
La Radio dell'esercito israeliano ha riferito dell'esplosione di un drone nella zona industriale settentrionale di Nahariya, che ha colpito una fabbrica che produce componenti per aeromobili, causando danni di lieve entità. L'esercito ha affermato che sta indagando sul perché l'Uav sia stato rilevato solo poco prima dell'impatto e perché non siano suonate le sirene, ma non ci sono stati feriti nell'incidente. In una dichiarazione separata, l'esercito israeliano ha affermato di aver abbattuto tre velivoli senza pilota nel Nord del paese che provenivano dal Libano. Inoltre è stato anche rilevato un missile terra-terra lanciato dal Libano, che sé stato disintegrato a mezz'aria con successo.
Iran, nessun jet nel nostro spazio aereo durante raid di Israele
Il ministro della Difesa dell'Iran, Aziz Nasirzadeh, ha affermato che nessun aereo da caccia è entrato nello spazio aereo iraniano durante l'attacco di Israele di sabato scorso, rispondendo a ricostruzioni apparse sui media secondo cui F-35 israeliani sarebbero entrati per la prima volta e avrebbero colpito obiettivi vicino a Teheran. Parlando con i giornalisti, dopo una riunione di gabinetto, il ministro della Difesa ha affermato che "non c'è stato alcun problema nelle procedure di produzioni dei missili", riferisce Mehr. "Anche se il regime sionista scagliasse una freccia contro il nostro Paese, l'Iran non lo perdonerebbe e sicuramente risponderebbe ai sionisti", ha aggiunto Nasirzadeh.
Ong, attacchi israeliani a medici in Libano sono possibili crimini di guerra
Human Rights Watch (Hrw) afferma di aver documentato tre attacchi che implicano "possibili crimini di guerra" in cui l’esercito israeliano ha colpito "illegalmente" operatori e strutture sanitarie in Libano. Tra questi, il 3 ottobre, sono stati attaccati i paramedici in un centro di protezione civile nel centro di Beirut e il 4 ottobre un'ambulanza e un ospedale nel Libano meridionale, in cui sono rimasti uccisi 14 paramedici, ha affermato il gruppo.
Da quando è iniziato il fuoco transfrontaliero tra Israele e Hezbollah nell'ottobre dell'anno scorso, gli attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 163 operatori sanitari e di soccorso in tutto il Libano. Hanno anche danneggiato 158 ambulanze e 55 ospedali, afferma il rapporto citando dati del ministero della Salute.
"Gli attacchi illegali dell'esercito israeliano contro gli operatori sanitari e gli ospedali stanno devastando il già fragile sistema sanitario del Libano e mettendo a grave rischio gli operatori sanitari", ha affermato Ramzi Kaiss, ricercatore dell'Hrw in Libano. "Gli attacchi contro gli operatori sanitari e le strutture sanitarie aumentano anche i rischi per i civili feriti, ostacolando gravemente la loro capacità di ricevere le cure mediche urgenti", ha aggiunto.
Unrwa, condizioni assolutamente disperate nel nord di Gaza
"Condizioni assolutamente disperate. È orribile. La popolazione è in ginocchio". Lo ha detto Sam Rose, vicedirettore senior per gli affari dell'Unrwa a Gaza, descrivendo le scene nel nord della Striscia come "catastrofiche". Ha aggiunto che Israele ha condotto "attacchi incessanti contro la popolazione civile nelle condizioni più terribili a Jabalia, e le persone fuggite a Beit Lahiya sono state a loro volta bombardate. È davvero difficile per noi sapere esattamente cosa sta succedendo, data l'intensità dei combattimenti e l'impossibilità che abbiamo di accedere".
Idf intensifica operazioni in Libano, più vittime civili
L'esercito israeliano espande e intensifica i bombardamenti in Libano, aumentando il bilancio delle vittime civili. Nella zona di Sidone, nella località di Haret Saida, è stato distrutto un edificio residenziale. Finora, nove corpi senza vita sono stati estratti dalle macerie mentre una ragazza di 18 anni estratta viva si trova ora in ospedale. Ci sarebbe una ragazza di 17 anni ancora bloccata sotto le macerie e si crede sia morta. L'attacco israeliano a questa zona densamente popolata, anche per l'arrivo di sfollati arrivati dal Libano meridionale, ha quindi causato almeno 10 morti. Nel frattempo, i carri armati israeliani sono entrati nella periferia del villaggio libanese di Khiam nella loro incursione più profonda nel Libano meridionale nel contesto della loro operazione di terra, a circa 6 km dal confine con Israele. Il ministero della Salute ha affermato che almeno 14 persone sono state uccise negli attacchi israeliani nel Sud del Libano nelle ultime ore. Khiam è stata colpita sia da attacchi aerei che da un rastrellamento su larga scala "utilizzando armi pesanti e medie". Hezbollah ha affermato invece di aver distrutto due carri armati utilizzando missili guidati e di aver preso di mira le truppe israeliane a sud e sud-ovest di Khiam con razzi e artiglieria. L'esercito israeliano sottolinea che sta perseguitando i membri di Hezbollah che si trovano in aree civili, ma i gruppi per i diritti umani affermano che attacchi come questo, quando ci sono così tante vittime civili, sono semplicemente illegali. Ieri, nel Libano orientale è stata una giornata molto violenta, con più di 60 persone uccise.
Inviato Onu Palestina: "Agire per fermare il genocidio"
"Il genocidio e' possibile solo grazie all'impunita'": lo ha detto l'Inviato Onu per la Palestina, Riyad Mansour, che ha chiesto al Consiglio di sicurezza di agire per proteggere i civili che stanno sopportando piu' di un anno di attacchi israeliani. "Israele ha oltrepassato ogni linea rossa, infranto ogni regola, sfidato ogni divieto. Quando sara' davvero abbastanza? Quando agirete? Voi siete il Consiglio di sicurezza. Dovete raggiungere ogni singolo individuo che soffre tra i palestinesi. Questo e' il vostro dovere", ha affermato l'inviato in una riunione del Consiglio.
Idf: ieri colpiti oltre 100 obiettivi terroristici di Hezbollah
L'Aeronautica militare israeliana ha colpito ieri "oltre 100 obiettivi terroristici di Hezbollah ed ha eliminato decine di terroristi" del movimento filo-iraniano libanese in tutto il Paese: lo ha reso noto su Telegram l'esercito (Idf). Tra gli obiettivi colpiti, si legge in un comunicato, "c'era il lanciatore utilizzato ieri (martedì) per sparare su Maalot-Tarshiha, nel nord di Israele".
Idf, 'un drone è caduto sulla città costiera di Nahariya'
Un drone è caduto nelle prime ore di oggi sulla città costiera di Nahariya, nel nord di Israele: lo ha reso noto l'esercito (Idf) su Telegram, aggiungendo che il velivolo senza pilota è stato rilevato dai sistemi dell'Idf poco prima della caduta. Sull'episodio è in corso un'indagine, si legge in un comunicato. Il Jerusalem Post riporta che le schegge del drone hanno colpito e danneggiato un edificio della città e le sirene d'allarme non si sono attivate. Non ci sono al momento informazioni su eventuali feriti o vittime.
Media: inviati Usa McGurk e Hochstein da Netanyahu con proposta tregua in Libano
Brett McGurk e Amos Hochstein in missione in Israele. A riferirlo è un funzionario israeliano al Times of Israel secondo cui gli inviati del presidente Usa hanno in agenda un faccia a faccia con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e altri responsabili per parlare di un possibile cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano. Le parole del funzionario confermano indiscrezioni diffuse dal sito di notizie Walla secondo cui i due presenteranno una proposta di cessate il fuoco
Idf, missile da Libano a Israele, disintegrato a mezz'aria
"In seguito alle sirene che risuonavano nelle aree della Galilea Centrale, HaMifrats, HaAmakim, Alta Galilea, Sharon e Menashe, è stato identificato un missile terra-terra che attraversava il Libano verso il territorio israeliano. Il missile si è disintegrato a mezz'aria. Non sono state apportate modifiche alle linee guida difensive dell'Homefront Command, si legge sul profilo Telegram di Idf.
Capo Unrwa chiede "intervento decisivo" all'Assemblea Onu
Un "intervento decisivo" per aiutare l'Unrwa a svolgere il suo mandato nel territorio palestinese occupato. Lo ha chiesto il capo dell'Agenzia Onu per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente, Philippe Lazzarini, in una lettera indirizzata al presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite relativa al divieto di Israele.
Le leggi della Knesset che proibiscono ai funzionari israeliani di contattare l'Unrwa e vietano le operazioni dell'agenzia nel territorio controllato da Israele rischiano il collasso delle operazioni dell'agenzia a Gaza e nella Cisgiordania occupata, ponendo "conseguenze disastrose per la pace e la sicurezza internazionale", ha scritto Lazzarini. "Oggi, anche mentre guardiamo i volti dei bambini di Gaza, alcuni dei quali sappiamo moriranno domani, l'ordine internazionale basato sulle regole sta crollando in una ripetizione degli orrori che hanno portato alla fondazione delle Nazioni Unite e in violazione degli impegni per impedirne il ripetersi", ha affermato il vertice dell'agenzia. "Gli attacchi all'Unrwa sono parte integrante di questa disintegrazione. In condizioni così insostenibili, chiedo il sostegno degli Stati membri, commisurato alla gravità della situazione e dei rischi, per garantire la capacità dell'Agenzia di attuare pienamente il mandato conferito dall'Assemblea generale", ha sottolineato Lazzarini.
Inviati Biden da Netanyahu con proposta cessate il fuoco
Due consiglieri senior del presidente Usa Joe Biden sono attesi oggi in Israele per un incontro col primo ministro per discutere di un potenziale cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel citando un funzionario israeliano. La stessa fonte ha confermato un rapporto del sito di notizie Walla, secondo cui Brett McGurk e Amos Hochstein arriveranno oggi stesso e presenteranno una proposta ufficiale di cessate il fuoco nel tentativo di chiudere un accordo che, secondo i funzionari israeliani e americani, potrebbe essere finalizzato entro poche settimane.
Iran, l’arsenale degli Ayatollah tra droni, missili ipersonici e lo spettro nucleare
Dopo l’offensiva di Teheran dello scorso aprile, il 1° ottobre l'Iran ha attaccato il territorio israeliano prevalentemente con missili balistici e ipersonici. Il 26 ottobre la nuova rappresaglia israeliana con "attacchi di precisione" su obiettivi militari. L'arsenale del regime può contare su diverse soluzioni, dai droni kamikaze Shahed 136 ai missili ipersonici Kheibar e Fatah, fino a quelli da crociera tipo Paveh 351. Sono le armi più sofisticate mai affrontate dalle difese israeliane. LEGGI QUI
Israele-Iran, cronologia di una rivalità storica: le tappe dello scontro
Le pesanti tensioni tra Israele e l'Iran hanno una storia lunga decenni, tra minacce, proclami, guerre clandestine e attacchi via terra, mare, aria e cyberspazio. I raid incrociati che hanno segnato il 2024, in ordine cronologico sono solo l'ultimo stadio di una escalation tra i due Paesi, esacerbata un anno fa dall’inizio dell’operazione militare a Gaza. Ecco i principali eventi che hanno scandito il passaggio da una guerra ombra al conflitto aperto. LE TAPPE
Hezbollah lancia razzi di notte nel nord di Israele
Due raffiche di razzi sono state lanciate nella notte contro gli insediamenti israeliani di Kafr Yufal e Moian Baruch, nel nord di Israele. Lo ha affermato Hezbollah - come riporta Al Jazeera - sui social media. Un terzo lancio di razzi ha preso di mira un "raduno di soldati nemici israeliani" nell'area di Wadi al-Khiam, nel Libano meridionale.
Media: si tratta proposta tregua 1 mese per 11-14 ostaggi
Una nuova proposta per un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas è stata recentemente presentata ai mediatori: lo riferiscono i media israeliani. In particolare, secondo Ynet il capo del Mossat, David Barnea, ha presentato agli interlocutori del Qatar una proposta per il rilascio di 11-14 ostaggi da Gaza in cambio di un certo numero di prigionieri di sicurezza palestinesi da Israele e una tregua di un mese nell'enclave palestinese. Fra gli ostaggi che verrebbero rilasciati nell'accordo ci sarebbero tutte le donne e i bambini rimasti detenuti dal gruppo terroristico, secondo le notizie di stampa.
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