Nella telefonata al premier israeliano, il presidente Usa "ha sottolineato che un cessate il fuoco immediato è essenziale per stabilizzare e migliorare la situazione umanitaria e proteggere i civili innocenti, e ha esortato il primo ministro a dare potere ai suoi negoziatori per concludere senza indugio un accordo per riportare a casa gli ostaggi". Lo riferisce la Casa Bianca. Netanyahu: "Sapremo difenderci e agiremo secondo il semplice principio che faremo del male a chiunque ci farà del male"
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Nella sua telefonata al premier israeliano Benyamin Netanyahu, Joe Biden "ha sottolineato che un cessate il fuoco immediato è essenziale per stabilizzare e migliorare la situazione umanitaria e proteggere i civili innocenti, e ha esortato il primo ministro a dare potere ai suoi negoziatori per concludere senza indugio un accordo per riportare a casa gli ostaggi". Lo rende noto la Casa Bianca.
"Sapremo difenderci e agiremo secondo il semplice principio che faremo del male a chiunque ci farà del male o vorrà farci del male". Così invece Netanyahu in apertura del Gabinetto di sicurezza e politico a Gerusalemme. "Per anni - ha aggiunto - l'Iran ha lavorato contro di noi sia direttamente sia attraverso i suoi emissari, e quindi Israele ha lavorato contro l'Iran e i suoi emissari, sia in modo difensivo che offensivo".
"Siamo pronti per tutti gli scenari e questo sta accadendo da quasi sei mesi". Lo detto il portavoce militare Daniel Hagari riferendosi all'attuale tensione con l'Iran. "Le forze dell'Idf - ha aggiunto - sono ben schierate in formazioni difensive e offensive e preparate per una varietà di scenari".
"Non è detto che il peggio sia dietro di noi, giorni complessi ci aspettano". Lo ha riferito, citato dai media, il comandante dell'intelligence militare israeliana Aharon Haliva.
Gli approfondimenti:
- LO SPECIALE
- Guerra Israele-Hamas, cosa c'è da sapere
- Dalla A di Ali Qadi alla Z di Zaka: le parole-chiave del conflitto
- Cos'è Hamas
- Le cause del conflitto
- Cos'è Hezbollah
- Cosa sono i kibbutz
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Israele, azioni immediate per aumentare gli aiuti a Gaza
Israele intraprenderà "azioni immediate" per aumentare l'afflusso di aiuti alla popolazione di Gaza attraverso il porto di Ashdod e il valico di Kerem Shalom. Lo ha deciso il gabinetto di guerra, come riportano i media locali. In una nota diffusa in nottata si riferisce che "questo aumento di assistenza eviterà una crisi umanitaria ed è essenziale per garantire la continuazione dei combattimenti e raggiungere gli obiettivi della guerra". In precedenza Joe Biden parlando al telefono con Benyamin Netanyahu aveva chiesto passi concreti per la tutela e l'assistenza dei civili a Gaza.
Attacco a consolato Iran a Damasco, Khamenei: "Puniremo Israele"
Mentre dal ministro della Difesa israeliano Gallant arriva quello che per molti è un riferimento a quanto successo - "stiamo lavorando ovunque per impedire il rafforzamento dei nostri nemici" - la Guida Suprema iraniana assicura che “il malevolo regime di Israele sarà punito per mano dei nostri coraggiosi uomini”. L'Ue invita a “mostrare moderazione” per non portare a “un’ulteriore escalation” in Medioriente. LEGGI L'ARTICOLO
Harvard, calano le iscrizioni: "Colpa delle proteste studentesche contro Israele"
Secondo il New York Times, la reputazione della più antica università statunitense sarebbe stata compromessa da mesi di “turbolenze” legate alla guerra in Medioriente, culminate poi nella lettera di alcuni studenti in cui si affermava che Israele “era interamente responsabile” degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Rispetto alle quasi 57mila domande dell'anno scorso, quest'anno l'ateneo del Massachusetts ha registrato 54mila iscrizioni, con un calo del 5%. LEGGI L'ARTICOLO
Zahedi, chi era il comandante dei pasdaran iraniani ucciso in raid israeliano a Damasco
Mohamad Reza Zahedi, 63 anni, era la figura di collegamento tra il suo Paese e i miliziani di Hezbollah, nonchè il leader più anziano del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane. La sua morte rappresenta una delle perdite più significative per l'Iran. IL PROFILO
Israele teme ritorsioni iraniane dopo il raid di Damasco. VIDEO
Onu, "condizioni disperate" per ripresa aiuti a Gaza
Le Nazioni Unite parlano di "condizioni disperate" per far ripartire la consegna degli aiuti umanitari a Gaza. Il portavoce Stephane Dujarric ha spiegato come, dopo l'attacco israeliano ai volontari di World Central Kitchen, "abbiamo dovuto mettere in pausa il riassegnamento" delle operazioni, aggiungendo pero' che in serata il convoglio "dovrebbe farcela, speriamo, a raggiungere il nord" della Striscia. Dujarric ha, inoltre, spiegato che rappresentanti dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' hanno raggiunto due ospedali a Gaza City, portando "aiuti e strumenti salva vita".

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Israele, la foto di una vittima di Hamas vince un premio: è polemica
Lo scatto premiato ritrae il corpo martoriato di Shani Louk, la ragazza israeliana con nazionalità tedesca uccisa dai miliziani di Hamas dopo il rapimento del 7 ottobre. Il premio per quella foto è stato contestato da molti sui social, ma non da Nissim Louk, padre della ragazza, che su Ynet si è detto contento che lo scatto sia stato inserito tra quelli presi in esame e poi premiato. "E' una delle immagini più importanti degli ultimi 50 anni", ha detto. LEGGI L'ARTICOLO
Trump: "Israele sta perdendo la guerra mediatica"
Israele "sta perdendo la guerra delle Pr (pubbliche relazioni, ndr). La stanno perdendo alla grande. Ma devono finire quello che hanno iniziato, e devono finirlo velocemente". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista con il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt, criticando come un errore mediatico la diffusione da parte dell'Idf dei video dei suoi attacchi. "Stanno rilasciando i video più atroci e orribili degli edifici che crollano. E la gente immagina che ci siano molte persone in quegli edifici e non gli piace", ha osservato. "Fatela finita e torniamo alla pace e smettiamo di uccidere la gente... Devono farlo. Farla finita e farla finita in fretta perché dobbiamo tornare alla normalità e alla pace", ha aggiunto Trump.

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Casa Bianca: "Gli aiuti a Gaza devono decisamente aumentare"
La Casa Bianca afferma che Israele deve consentire un aumento "deciso" degli aiuti a Gaza entro "ore o giorni", dopo che il Presidente Joe Biden ha avvertito il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che sono necessari importanti cambiamenti nel modo in cui viene condotta la guerra. "Ciò che stiamo cercando di vedere e speriamo di vedere qui nelle prossime ore e nei prossimi giorni è un drammatico aumento dell'assistenza umanitaria in arrivo, ulteriori valichi aperti e una riduzione della violenza contro i civili e certamente contro gli operatori umanitari", ha affermato il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale della casa Bianca, John Kirby.
"Israele usa l'intelligenza artificiale per bombardare gli obiettivi a Gaza": l'inchiesta
Secondo +972 Magazine e Local Call, l'Idf avrebbe sviluppato e impiegato un programma basato sull'IA, chiamato Lavender, per individuare e colpire i bersagli palestinesi, in particolare nelle prime fasi della guerra. Le forze israeliane però negano tutto. LEGGI L'ARTICOLO
Casa Bianca ammette 'crescente frustrazione' con Netanyahu
La telefonata di Joe Biden a Benjamin Netanyahu ha fatto seguito ad una "crescente frustrazione" col premier israeliano: lo ha ammesso il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby.
Casa Bianca, a Israele chiediamo cambiamenti reali subito
"Vogliamo vedere cambiamenti reali nel giro di ore, giorni", come "un enorme aumento degli aiuti umanitari e la riduzione della violenza su civili e cooperanti", "vogliamo non solo annunci ma esecuzione e implementazione delle misure a tutela dei civili e degli operatorii umanitari": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby rispondendo ad alcune domande nel suo briefing.
In Iran i corpi dei soldati uccisi in Siria, omaggio di Khamenei
La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha reso omaggio in serata a Teheran alle bare dei sette 'soldati' iraniani uccisi lunedì durante gli attacchi imputati a Israele al consolato dell'ambasciata iraniana a Damasco. Il capo di Stato iraniano ha pregato per i defunti davanti alle bare ricoperte dalla bandiera iraniana. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale Irna, precisando che Khamenei era circondato da alti ufficiali militari. I resti dei sette membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, l'esercito ideologico della Repubblica islamica, sono stati rimpatriati in Iran la notte scorsa, tre giorni dopo essere stati uccisi nel raid che ha distrutto l'edificio consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco. "I corpi dei martiri sono arrivati ;;dall'ambasciata iraniana all'aeroporto di Mehrabad" a Teheran, ha annunciato l'agenzia Isna, trasmettendo un breve video che mostra le bare trasportate da un veicolo. La cerimonia funebre avrà luogo domani nel centro della capitale iraniana in occasione della Giornata mondiale di Quds (Gerusalemme) - che risale alla vittoria della Rivoluzione Islamica dell'Iran -, che sarà caratterizzato come ogni anno da una manifestazione di solidarietà con i palestinesi e contro Israele.
Casa Bianca: "Usa valuterà azioni concrete di Israele"
Nel corso della telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha definito "inaccettabili" gli attacchi agli operatori umanitari. Lo riporta la Casa Bianca. Biden ha sottolineato la necessità che Israele "annunci e metta in pratica una serie di passi specifici e concreti per affrontare la questione delle sofferenze umanitarie, i danni ai civili e la sicurezza degli operatori umanitari". Il presidente ha spiegato che la politica americana su Gaza sarà determinata dalle "valutazioni" degli Stati Uniti sulla "immediata azione" di Israele riguardo questi aspetti.
Biden, inaccettabili attacchi a operatori umanitari
Gli attacchi agli operatori umanitari e la situazione umanitaria generale a Gaza sono "inaccettabili". Lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, al premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Biden ha chiarito "la necessità per Israele di annunciare e attuare una serie di misure specifiche, concrete e misurabili per diminuire i danni civili, le sofferenze umanitarie e la sicurezza degli operatori umanitari".
Blinken: "A Gaza risultati insufficienti e inaccettabili"
"Nonostante gli importanti passi compiuti da Israele per consentire l'assistenza a Gaza, i risultati sul campo sono deplorevolmente insufficienti e inaccettabili. Il 100% della popolazione di Gaza conosce livelli acuti di insicurezza alimentare. Il 100% della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria e coloro che lavorano eroicamente per fornire tale assistenza lo fanno mettendo in grave pericolo la propria vita". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in conferenza stampa al termine della riunione dei ministri Nato a Bruxelles. "Cio' che e' accaduto dopo il 7 ottobre avrebbe potuto finire immediatamente se Hamas avesse smesso di nascondersi dietro i civili, avesse liberato gli ostaggi e deposto le armi. Ma
Israele non e' Hamas. Israele e' una democrazia. Hamas, un'organizzazione terroristica, e le democrazie attribuiscono il massimo valore alla vita umana. Ogni vita umana, come e' stato detto, chi salva una vita salva il mondo intero. Questa e' la nostra forza. E' cio' che ci distingue dai terroristi come Hamas. Se perdiamo quel rispetto per la vita umana, rischiamo di diventare indistinguibili da coloro che affrontiamo", ha spiegato.
Biden a Netanyahu: "Serve un cessate il fuoco immediato"
Nella sua telefonata al premier israeliano Benyamin Netanyahu, Joe Biden "ha sottolineato che un cessate il fuoco immediato è essenziale per stabilizzare e migliorare la situazione umanitaria e proteggere i civili innocenti, e ha esortato il primo ministro a dare potere ai suoi negoziatori per concludere senza indugio un accordo per riportare a casa gli ostaggi". Lo rende noto la Casa Bianca.
Biden: "La politica Usa su Gaza dipenderà dai passi sui civili"
Nella sua telefonata al premier israeliano Benyamin Netanyahu, Joe Biden "ha chiarito la necessità che Israele annunci e attui una serie di passi specifici, concreti e misurabili per affrontare i danni ai civili, le sofferenze umanitarie e la sicurezza degli operatori umanitari" e che "la politica degli Stati Uniti rispetto a Gaza sarà determinata dalla nostra valutazione dell'azione immediata di Israele su questi passi". Lo rende noto la Casa Bianca.
Blinken: "Da Israele passi insufficienti per i civili di Gaza"
"I passi presi da Israele a Gaza per la protezione della vita dei civili sono insufficienti e inaccettabili". Lo ha detto il segretario di Stato Usa Antony Blinken. "Le democrazie danno valore alla vita umana, ogni vita umana è importante, questo ci divide dai terroristi, se perdiamo questo perdiamo la differenza fra noi e i terroristi", ha aggiunto.

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Biden: "Sostegno Usa ad Israele di fronte alle minacce dell'Iran"
Gli Stati Uniti sostengono Israele dinanzi alle minacce iraniane. Lo ha assicurato Joe Biden nel colloquio telefonico avuto con Benjamin Netanyahu. Secondo quanto si legge in una nota della Casa Bianca, "i due leader hanno discusso delle minacce pubbliche iraniane contro Israele e il popolo israeliano e il presidente Biden ha chiarito che gli Stati Uniti sostengono con forza Israele di fronte a queste minacce".
Media, Biden "molto arrabbiato" con Netanyahu
Nel corso della telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, riportano i media americani citando fonti dell'amministrazione americana, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden è stato descritto come "molto arrabbiato" riguardo l'attacco israeliano in cui sono morti sette volontari che lavoravano per World Central Kitchen.
Casa Bianca: "Colloquio Biden-Netanyahu durato meno di 30 minuti"
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato al telefono con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per discutere degli ultimi sviluppi in Israele e Gaza. Lo riporta la Casa Bianca secondo cui il colloquio tra i due leader è durato meno di 30 minuti. Precedentemente i media avevano parlato di 45 minuti.
Netanyahu: "Sapremo difenderci da chi vuol farci del male"
"Sapremo difenderci e agiremo secondo il semplice principio che faremo del male a chiunque ci farà del male o vorrà farci del male". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in apertura del Gabinetto di sicurezza e politico a Gerusalemme. "Per anni - ha aggiunto - l'Iran ha lavorato contro di noi sia direttamente sia attraverso i suoi emissari, e quindi Israele ha lavorato contro l'Iran e i suoi emissari, sia in modo difensivo che offensivo".
Ministro dell'Economia di Israele: "Qatar è un lupo travestito da agnello"
Nuove accuse sono state mosse dal governo israeliano al Qatar, uno dei Paesi mediatori nei negoziati sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Il ministro israeliano dell'Economia e dell'Industria, Nir Barkat, ha dichiarato a Bloomberg di non fidarsi dell'emirato, secondo quanto riferisce al Jazeera. "E' un lupo travestito da agnello. Dobbiamo svegliarci", ha affermato, per poi accusare il Qatar di "finanziare il terrorismo in tutto il mondo".
Sanchez: "L'Ue riveda rapporti con Israele se ha violato il diritto"
Se la Commissione Europea stabilisce che Israele ha violato il diritto umanitario nella guerra contro Hamas a Gaza, l'Ue "deve rivedere la sua relazione con Israele". Lo ha affermato il premier spagnolo Pedro Sanchez in un'intervista oggi ad Al Jazeera in Qatar, ultima tappa del suo tour in Medio Oriente, che lo ha portato anche in Giordania e Arabia Saudita. "Prima abbiamo bisogno di avere la valutazione della Commissione Europea", ha segnalato Sanchez, che a febbraio con l'omologo irlandese, Leo Varadkar, ha chiesto a Bruxelles di indagare se Israele stia adempiendo ai doveri di protezione dei diritti umani sulla Striscia di Gaza. "C'è una porta aperta al dibattito nel Consiglio Europeo sul continuare o meno ad avere questa relazione strategica" con Israele, ha rilevato il leader socialista. Nel paese del Golfo, che ha ospitato vari colloqui per la fine della guerra, Sanchez ha rinnovato gli appelli a un cessate il fuoco immediato, a consentire l'arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e al riconoscimento internazionale della Palestina come Stato sovrano. La Spagna, con Malta, Irlanda e la Slovenia si è impegnata a farlo nel primo semestre dell'anno. Nell'intervista il premier assicura che "la strategia del governo di Netanyahu lo sta portando all'isolamento da parte della comunità internazionale", mentre aumenta il tragico bilancio delle vittime a Gaza. E rileva che "in Spagna la maggioranza della cittadinanza crede che sia necessaria la pace e un cessate il fuoco permanente, per risolvere le questioni più urgenti, come fare arrivare gli aiuti umanitari alla popolazione che soffre".
Rutte riceve le ong attive a Gaza: "Israele protegga gli operatori"
"I Paesi Bassi si aspettano che Israele adotti misure" per "garantire che gli operatori umanitari siano sempre protetti e possano svolgere il proprio lavoro in sicurezza". Lo afferma il premier olandese Mark Rutte al termine di un incontro con una delegazione della Dutch Relief Alliance, la coalizione di quattordici organizzazioni umanitarie olandesi attive a Gaza, convocato per discutere della "terribile morte dei sette dipendenti della ong World Central Kitchen (Wck) in un raid aereo israeliano". "I Paesi Bassi continuano a chiedere a Israele di concedere massicci aiuti a Gaza e di astenersi da un'offensiva di terra a Rafah, che significherebbe una catastrofe umanitaria", evidenzia Rutte.

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Idf: "Completata inchiesta su raid contro Wck, presto i risultati"
E' stata completata l'inchiesta militare sul raid contro un convoglio umanitario dell'ong World central kitchen a Gaza e presto sarà presentata al pubblico. Lo ha annunciato durante una conferenza stampa il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, precisando che l'incidente in cui sono rimasti uccisi sette operatori è stato indagato "in maniera approfondita".
"Credo che dopo averla presentata agli ambasciatori dei Paesi interessati e al personale della Wck, presto la pubblicheremo in modo chiaro e trasparente", ha aggiunto Hagari.
Fonti Teheran: "L'Iran vuole evitare il conflitto diretto con Israele"
Teheran non si allontanerà dall'approccio adottato da ottobre, ossia evitare il conflitto diretto con Israele e gli Stati Uniti e sostenere allo stesso tempo gli alleati che hanno colpito Israele, le truppe statunitensi e le navi del Mar Rosso. Lo hanno riferito due funzionari iraniani alla Reuters, parlando delle possibili azioni di ritorsione al raid israeliano sul consolato iraniano di Damasco. Uno di questi funzionari, definita una fonte autorevole, ha detto che Teheran è costretta ad una risposta seria per impedire che Israele ripeta questo tipo di attacchi o li intensifichi, ma che questa risposta - si precisa - sarebbe quella di azioni limitate, mirate alla deterrenza. Le Guardie Rivoluzionarie hanno scelto di non commentare queste affermazioni.
Media, il colloquio Biden-Netanyahu è durato 45 minuti
Il colloquio telefonico tra il presidente Usa Joe Biden e il premier israeliano Benyamin Netanyahu è durato circa 45 minuti. Lo hanno riferito i media israeliani.

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Tajani: "Minacce Iran? Lavoriamo alla de-escalation"
"Noi lavoriamo sempre per la de-escalation, dobbiamo fare di tutto affinché il conflitto non si allarghi. Tutte le iniziative di pace le sposiamo e cerchiamo di promuoverle". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa alla Farnesina, commentando il rischio di un attacco iraniano contro Israele. "Ho avuto un lungo colloquio con il ministro degli Esteri e premier dell'Anp per ribadire l'impegno italiano per la pace nell'area" e "parlerò presto anche con il ministro degli Esteri di Israele per ribadirgli la stessa posizione, insistendo molto sulla necessità di un cessate il fuoco, di rinunciare all'attacco a Rafah e di favorire il nostro progetto Food for Gaza".
Medio Oriente, Ong: "Impossibile operare nella Striscia di Gaza". VIDEO
Trump: "Israele sta perdendo la guerra di immagine, troppi video di distruzioni"
"Israele sta perdendo la guerra di immagine". E' questo il giudizio che Donald Trump dà sul modo in cui Israele sta conducendo la guerra a Gaza, che afferma di "non amare", concentrandosi in particolare sulle immagini che Israele posta sui social media. "La cosa che odio sono i video che pubblicano continuamente di edifici che crollano - ha detto oggi in un'intervista radiofonica con il commentatore conservatore Hugh Hewitt - non dovrebbero pubblicare questi video, lo fanno ed è per questo che Israele sta perdendo la guerra di immagine".
L'ex presidente, che in passato si è fatto vanto di "aver combattuto per Israele come nessun altro presidente prima, ha continuato a criticare la politica di propaganda di Israele: "pubblicano i video più orribili di edifici che crollano, la gente si immagina che ci siano molte persone in quegli edifici, e questo non piace. Non so perché pubblichino queste immagini di guerra, immagino che pensino che appaiono duri, ma non è così".
Trump ha comunque detto che Israele "deve finire quello che ha iniziato, deve finire in fretta ed andare avanti con la vita". Ed alla domanda posta due volte dall'intervistatore se ancora sia "schierato al 100% con Israele", il nuovo candidato alla Casa Bianca, in un'America in cui il 55% degli elettori dice di non sostenere più la guerra a Gaza, non ha risposto.
In corso la telefonata tra Biden e Netanyahu
E' in corso il nuovo colloquio telefonico tra Joe Biden e Benjamin Netanyahu. Lo rende noto su X il giornalista israeliano Barak Ravid, citando fonti israeliane secondo le quali i due leader hanno iniziato a parlare alle 11.45 ora di Washington.
Tajani: "Ribadirà ad Israele il no ad un attacco a Rafah"
Ho avuto un colloquio con il ministro degli Esteri e premier dell'Autorità palestinese e sentirò presto il ministro degli Esteri di Israele, gli ribadirò la posizione italiana sul cessate il fuoco e la necessità di evitare un attacco a Rafah". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa alla Farnesina sulla commissione mista Italia-Cina, rispondendo alle domande dei giornalisti sul conflitto a Gaza.

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Ong a Gaza: "Stop a fornitura di armi se violano i diritti umani"
"Interruzione immediata del trasferimento di armi, parti di ricambio e munizioni laddove vi sia il rischio che vengano utilizzate per commettere o agevolare gravi violazioni del diritto internazionale umanitario o dei diritti umani". E' l'appello congiunto lanciato dalle ong che in vario modo operano a Gaza a tutti gli Stati che ora "devono intraprendere azioni urgenti per garantire l'attuazione immediata di un cessate il fuoco permanente ed esplorare tutte le opzioni disponibili per proteggere i civili, in linea con i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani". Un appello ribadito in un briefing via zoom organizzato da Crisis Action nel quale è stato fatto il punto sulla situazione umanitaria della popolazione nella Striscia e sui rischi dei lavoratori umanitari in particolare dopo la strage dei volontari di World Central Kitchen (Wck), oltre alla denuncia dei bombardamenti e delle azioni militari indiscriminate da parte di Israele contro la popolazione civile. "Non c'è nessun posto sicuro in cui le persone possano andare a Gaza. Le forze israeliane hanno ripetutamente attaccato aree che in precedenza avevano definito 'sicure' ", hanno affermato le ong.
Esercito israeliano: "Siamo pronti ad ogni scenario"
"Siamo pronti per tutti gli scenari e questo sta accadendo da quasi sei mesi". Lo detto il portavoce militare Daniel Hagari riferendosi all'attuale tensione con l'Iran. "Le forze dell'Idf - ha aggiunto - sono ben schierate in formazioni difensive e offensive e preparate per una varietà di scenari". Dopo aver confermato che non ci sono cambiamenti per i cittadini da parte del Comando del fronte interno, Hagari ha raccomandato "vigilanza" e ha detto che "ogni dichiarazione del nemico viene presa in considerazione". Il Paese ha "protezione su più livelli e con aerei in cielo 24 ore su 24 per molto tempo".
Tajani: "La missione Apides non farà interventi a difesa di Israele"
"La missione Aspides non ha il compito di difendere Israele ma il traffico mercantile tra Suez e il Mar Rosso: già tante navi italiane sono state accompagnate e protette dalla missione Aspides. Si tratta di missioni difensive, Israele si sa difendere da solo e non ha bisogno di interventi militari italiani". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una conferenza stampa alla Farnesina sulla commissione mista Italia-Cina, rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano se le navi italiane interverrebbero a difesa di Israele in caso di attacco degli Houthi. "Lavoriamo sempre per la de-escalation affinchè il conflitto non si allarghi, sposiamo tutte le iniziative portatrici di pace e cerchiamo di promuoverle - ha aggiunto Tajani - così come non manderemo i nostri soldati a combattere in Ucraina perchè non siamo in guerra con la Russia".
Turchia: "La comunità internazionale deve fermare i raid su Gaza"
"La comunità internazionale è chiamata a porre fine agli attacchi contro il popolo di Gaza e le organizzazioni di soccorso e a sostenere le iniziative per una pace permanente". Lo si legge in un comunicato del Consiglio di sicurezza nazionale turco, come riporta Anadolu, emesso dopo una riunione presieduta dal presidente Recep Tayyip Erdogan ad Ankara.
Biden: "Jill mi chiede di fermare subito la guerra a Gaza"
"Ferma la guerra a Gaza, fermala subito". E' questa l'esortazione che Jill Biden ha rivolto al marito, secondo quanto raccontato dallo stesso Joe Biden durante l'evento per il Ramadan che si è svolto martedì alla Casa Bianca, rivela oggi il New York Times. Il giornale racconta, citando uno dei partecipanti all'incontro a porte chiuse, che uno degli esponenti della comunità islamica che hanno accettato l'invito di Biden - e non l'hanno declinato come hanno fatto altri per protesta per la guerra a Gaza - ha detto che sua moglie non voleva che lui andasse alla Casa Bianca a causa del sostegno dell'amministrazione Biden ad Israele.
A questo punto, il presidente ha detto di comprendere spiegando che anche sua moglie, in privato, continua a chiedergli di fare di tutto per fermare la guerra a Gaza. Interpellata dal Times sulle parole del presidente, la Casa Bianca ha precisato che la first lady non ha chiesto che Israele metta fine alla sua offensiva militare contro Hamas.

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A Sisi il premio della Pace dell'Assemblea parlamentare Med
Al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi è stato assegnato il premio speciale "Campione della Pace" di quest'anno dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (Pam) "in riconoscimento dei suoi sforzi unici per raggiungere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, consegnare aiuti essenziali alla popolazione palestinese e liberare ostaggi". Lo si afferma in una lettera che il segretario generale del Pam, l'ambasciatore Sergio Piazzi, ha inviato a Mohamed Abuel Enein, Presidente emerito della stessa Organizzazione internazionale formata da 31 Paesi e Vicepresidente del Parlamento egiziano. "L'annuncio ufficiale dei vincitori e la consegna del premio sono previsti durante la sessione di apertura della 18/a sessione plenaria del Pam in programma il 15 maggio 2024 a Braga, Portogallo", precisa la lettera datata 29 marzo e di cui ANSAmed ha ottenuto una copia.
"Annualmente, l'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo" premia "individui e organizzazioni i cui eccezionali contributi in vari ambiti servono lo sviluppo politico e socio-economico, la protezione dell'ambiente, la cultura e il dialogo tra le religioni nelle regioni euromediterranee e del Golfo, favorendo la pace e la prosperità", ricorda la missiva. Il riconoscimento a Sisi viene motivato "considerando il ruolo cruciale dell'Egitto" fra l'altro anche nella ricerca "della pace e della stabilità nella regione", nell' "aprire un vero orizzonte per raggiungere una pace duratura" fra Israele e Palestinesi "sulla base della soluzione dei due Stati" e nell "evitare che gli attuali scontri possano espandersi".
Israele, gli ultimi aggiornamenti delle attività dell'Idf sul campo
Spagna, ex premier Aznar: "La soluzione dei due Stati è assurda"
L'ex premier del conservatore Partito Popolare, José Maria Aznar, si è opposto oggi alla soluzione dei due Stati, sostenuta dal governo di Pedro Sanchez per la soluzione del conflitto in Medio Oriente, sostenendo che sarebbe "un assurdo", riconoscere il territorio palestinese, che "non esiste". Ha fatto, inoltre, appello al presidente israeliano Benjamin Netanyahu a "terminare l'operazione" a Gaza, per il rischio di estensione del conflitto nella regione.
"A quanti si riferiscono alla creazione di uno Stato palestinese, cosa intendono con Stato palestinese? Questo non esiste. E' un assurdo", ha assicurato Aznar nel suo intervento alla giornata 'Iran e la sua relazione con la crisi in Medio Oriente', indetta a Madrid dalla Fondazione Faes, presieduta dall'ex premier dei Popolari. Aznar, citato dall'agenzia Europa Press, ha segnalato che bisognerebbe "parlare prima degli ostaggi, di come mantenere la sicurezza e poi di come mantenere la convivenza"... E ha avvertito del rischio "non che Hamas vinca militarmente" , ma che "Israele perda politicamente" il conflitto in corso e che questo porti "a un'esplosione di violenza in Medio Oriente".
La posizione di Aznar non solo è contraria a quella del premier socialista Sanchez, che ha sostenuto ancora ieri a Doha, al termine di un giro nella regione, la volontà di Spagna di "riconoscere quanto prima lo Stato palestinese". Ma contraddice anche la politica estera dell'attuale leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo, che contempla nel proprio programma di partito la "soluzione dei due Stati", quello israeliano e quello palestinese, per risolvere il conflitto nella regione.
Hamas, nostra posizione negoziale è la stessa di 3 settimane fa
La nostra posizione negoziale è quella presentata il 14 marzo ai mediatori egiziani e del Qatar: lo ha detto oggi a Beirut il rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan. Hamdan ha precisato che la posizione del movimento armato palestinese rimane la seguente: "Continuiamo a chiedere la fine dell'aggressione militare e il ritiro delle forze di occupazione dalla Striscia di Gaza, per far tornare gli sfollati alle loro case, soprattutto nel nord della Striscia, intensificare l'accesso umanitario, avviare l'opera di ricostruzione, e un genuino scambio di prigionieri".
Hamas, i negoziati con Israele sono ad un punto morto
Il rappresentante di Hamas a Beirut ha affermato che i "negoziati con Israele sono a un punto morto". Lo ha detto Osama Hamdan durante una conferenza stampa nella capitale libanese. "Confermiamo che finora non ci sono stati progressi nei negoziati e che sono a un punto morto nonostante l'elevata flessibilità positiva mostrata (da Hamas) per facilitare il raggiungimento di un accordo", ha detto Hamdan in una dichiarazione stampa trasmessa in diretta tv.
Israele, 'sirene di allarme nel sud a ridosso di Gaza'
Le sirene di allarme anti razzi da Gaza stanno risuonando nel sud di Israele, al confine con la Striscia. Lo ha detto il portavoce militare.
Wp, ok Usa a bombe a Israele nel giorno del raid su Wck
L'amministrazione Biden ha approvato il trasferimento di migliaia di bombe a Israele nello stesso giorno del raid a Gaza che ha ucciso sette operatori umanitari di World Central Kitchen. Lo scrive il Washington Post citando tre dirigenti Usa, mentre un portavoce del dipartimento di stato ha sostenuto che l'ok è arrivato un po' "prima" dell'attacco al convoglio umanitario. Si tratta di oltre 1000 bombe Mk82 da 500 libbre (225 kg), oltre 1000 bombe di piccolo diametro e micce per bombe MK80, il tutto con autorizzazioni concesse dal Congresso diversi anni prima dell'inizio della guerra tra Israele e Hamas.
Hamas, 'Netanyahu sta affogando nelle sabbie di Gaza'
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sta "affogando nelle sabbie di Gaza". Lo ha detto a Beirut Osama Hamdan, alto funzionario di Hamas, sostenendo che Israele "ha fallito nel raggiungere i suoi obiettivi e non li raggiungerà". Hamdan ha inoltre ribadito che non ci sono stati progressi nei colloqui per il cessate il fuoco a Gaza nonostante il movimento palestinese abbia mostrato flessibilità.
Il colloquio tra Biden e Netanyahu sarà alle 17.30
Il presidente Usa Joe Biden e il premier israeliano Benyamin Netanyahu si parleranno alle 18.30 (le 17.30 in Italia). Lo hanno riferito i media israeliani. E' il secondo colloquio delle ultime settimane e il primo dopo l'uccisione di 7 operatori umanitari di World Central Kitchen a Gaza per un raid israeliano.
Iran, l'Ue condanni il raid di Israele contro di noi a Damasco
L'Iran si aspetta che l'Unione europea (Ue) prenda un'iniziativa "realistica e immediata" per condannare l'attacco di Israele contro l'edificio consolare dell'ambasciata iraniana a Damasco. Il raid viola il diritto internazionale, ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, in una telefonata con l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell. Secondo quanto riporta la tv di Stato iraniana, Borrell ha detto che condividerà la posizione di Teheran con le capitali europee e ha chiesto all'Iran di continuare a mostrare moderazione.
Israele rilascia 101 detenuti palestinesi, molti feriti
Le autorità israeliane hanno rilasciato 101 detenuti palestinesi riportandoli nella Striscia di Gaza, da cui provenivano. Lo ha reso noto l'Amministrazione generale dei valichi e delle frontiere di Gaza.
Secondo una fonte medica citata da al Jazeera Arabic, molti dei palestinesi rilasciati sono stati portati in strutture mediche a Rafah, dove vengono curati per fratture o altre lesioni subite a causa delle percosse ricevute durante la detenzione.
Ex capo intelligence Israele, 'nessuna sorpresa se Iran attaccasse domani'
Un ex capo dello spionaggio israeliano ha affermato che l’Iran potrebbe attaccare presto Israele dopo il raid che ha ucciso il massimo comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in Siria, insieme ad altri cinque ufficiali.
Amos Yadlin, ex capo dell’intelligence israeliana, ha detto che l’Iran potrebbe scegliere questo venerdì – l’ultimo del mese di Ramadan e del giorno del Quds iraniano – per rispondere all’attacco a Damasco, direttamente o per procura.
“Non sarei sorpreso se l’Iran agisse domani. Niente panico. Non correte nei rifugi”, ha detto Yadlin, membro senior del Belfer Center della Kennedy School dell'Università di Harvard, confidando nei sistemi di difesa aerea israeliani.
Oxfam, palestinesi nord Gaza sopravvivono con 245 calorie al giorno
I palestinesi del nord di Gaza sono costretti a sopravvivere con una media di 245 calorie al giorno. Lo denuncia Oxfam, secondo cui questa quantità di cibo rappresenta "meno del 12% delle 2.100 calorie" indicate per la dieta media di una persona. Per fare un confronto, 245 calorie equivalgono a 100 grammi di pizza al pomodoro, secondo le tabelle di composizione degli alimenti.
Una madre nel nord di Gaza ha denunciato all'Oxfam che "prima della guerra eravamo in buona salute e avevamo corpi forti", ma ora "cerchiamo di mangiare qualunque cosa troviamo - piante selvatiche commestibili o erbe ogni giorno solo per sopravvivere".
Il direttore esecutivo di Oxfam ha accusato Israele di "fare scelte deliberate per affamare i civili". "Immaginate cosa voglia dire non solo cercare di sopravvivere con 245 calorie giorno dopo giorno, ma anche dover guardare i propri figli o genitori anziani fare lo stesso - ha dichiarato Amitabh Behar - Il tutto mentre si è sfollati, con poco o nessun accesso all'acqua potabile o ai servizi igienici, sapendo che la maggior parte dell'assistenza medica è scomparsa e sotto la costante minaccia di droni e bombe".
Minaccia attacco Iran, Israele riunisce gabinetto di sicurezza
Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà nel pomeriggio per discutere del rischio di un imminente attacco iraniano. Lo scrive il sito di Ynet ricordando le minacce iraniane di vendicare l'uccisione dell'alto comandante dei Pasdaran Mohammed Reza Zahedi in un raid israeliano sul consolato di Teheran a Damasco.
Intelligence Israele, 'ci attendono giorni complessi'
"Non e' detto che il peggio sia dietro di noi, giorni complessi ci aspettano". Lo ha detto, citato dai media, il comandante dell'intelligence militare israeliana Aharon Haliva.
'Esercitazione a ospedale Gerusalemme per afflusso massa feriti'
L'ospedale Shaare Zedek di Gerusalemme ha svolto oggi una esercitazione in caso di afflusso in massa di feriti. Lo hanno segnalato i media ricordando l'attuale stato di forte tensione in Israele dopo le minacce dell'Iran di ritorsione per l'uccisione di un comandante delle Guardie Rivoluzionarie a Damasco.
Ong lasciano Gaza dopo attacchi, popolazione senza aiuti
Duda attacca l'ambasciatore israeliano: "Parole oltraggiose"
Il presidente polacco Andrzej Duda ha criticato i commenti "oltraggiosi" dell'ambasciatore israeliano sulla morte di un operatore umanitario polacco del Wck ucciso in un attacco israeliano a Gaza. Dopo che l'ambasciatore, in una serie di dichiarazioni pubbliche, si è astenuto dal chiedere scusa per l'incidente, Duda ha dichiarato che le sue osservazioni sono state "poco fortunate, in breve, oltraggiose", aggiungendo che "l'ambasciatore è il più grande problema per lo Stato di Israele nelle sue relazioni con la Polonia".
Haaretz: Israele in massima allerta, rischio attacco Iran
La difesa israeliana "è in alto livello di allerta per il rischio di un attacco" dell'Iran per "vendicarsi" del raid su Damasco. Lo scrive Haaretz secondo cui Teheran, "in base a tutti i segnali e gli avvisi che giungono da lì è determinata" a rispondere all'uccisione del comandante delle Guardie Rivoluzionarie. Il media avanza alcuni scenari possibili: "Un attacco di droni o di missili da crociera direttamente dall'Iran diretti verso infrastrutture israeliane", oppure "intensi attacchi di missili dal Libano o dalla Siria attraverso gli Hezbollah o milizie scite" o, ancora, "attentati alle ambasciate israeliane all'estero".
"Israele rinvia la smobilitazione delle truppe combattenti"
L'esercito ha rinviato la smobilitazione, prevista in un primo tempo, delle unità combattenti. La decisione - ha riferito Haaretz - è dovuta ad una valutazione della situazione in atto. L'esercito poco prima aveva fatto sapere di aver richiamato "riservisti nella difesa aerea".
Wafa: palestinese ucciso in operazione d'Israele a Jenin
Un palestinese è stato ucciso nel corso di un'operazione dell'esercito israeliano nel villaggio di Ya'abad nei pressi di Jenin in Cisgiordania. Lo hanno detto fonti mediche, citate dall'agenzia Wafa, che hanno identificato l'ucciso in Asad Issam Kanbari (28 anni) colpito "dai proiettili dell'occupazione". Kanbari - hanno ricordato i media israeliani - era da tempo ricercato ed era associato al gruppo armato 'Battaglione Jenin'.
Tass, "9 soldati russo-israeliani morti nel conflitto a Gaza"
Nove russi con doppia cittadinanza israeliana sono morti combattendo dall'inizio del nuovo conflitto in Medio Oriente. Lo ha detto l'ambasciata israeliana a Mosca all'agenzia Tass. "E' esatto, parliamo di circa nove soldati morti nelle file dell'Idf con cittadinanza russa", ha detto una fonte della sede diplomatica all'agenzia.
Save the Children: "Più del 2% popolazione infantile uccisa o ferita in 6 mesi conflitto"
Solo 10 gli ospedali parzialmente funzionanti, distrutto quasi il 90% degli edifici scolastici e circa 260 insegnanti sono stati uccisi. Il 70% di abitazioni danneggiate o distrutte e 1,4 milioni di persone stanno usando le scuole come rifugi. Metà della popolazione sta affrontando un livello catastrofico di insicurezza alimentare, mentre il nord della Striscia è a rischio carestia. Il mondo deve agire ora per garantire un cessate il fuoco immediato e definitivo e un accesso umanitario senza restrizioni. Quasi 26.000 bambini - ovvero poco più del 2% della popolazione infantile di Gaza - sono stati uccisi o feriti a Gaza in sei mesi di guerra. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine o i bambini a rischio e garantire loro un futuro, sottolineando inoltre che il conflitto ha recato danni senza precedenti al sistema sanitario e privato bambine e bambini dell’accesso all’istruzione. Nei sei mesi trascorsi dagli attacchi del 7 ottobre, in cui sono stati uccisi 33 bambini, più di 13.800 minori sono stati uccisi a Gaza e 113 in Cisgiordania, mentre più di 12.009 bambini sono stati feriti a Gaza e almeno 725 in Cisgiordania, secondo i dati di Ocha e del Ministero della Sanità di Gaza.
Ex giudici e avvocati britannici: "Stop alla vendita di armi a Israele"
Tre ex giudici della Corte Suprema britannica, tra cui l'ex presidente della Corte Lady Hale, sono tra gli oltre 600 avvocati, accademici e giudici in pensione che hanno scritto una lettera al governo britannico sostenendo che sta violando il diritto internazionale continuando a vendere armi a Israele. Per gli esperti di diritto, la fine delle esportazioni è una "misura per prevenire il genocidio". Lo riporta in esclusiva il Guardian. Nella lettera al primo ministro, i firmatari affermano che l'attuale situazione a Gaza è "catastrofica" e che, data la conclusione della Corte internazionale di giustizia (ICJ), se esiste un rischio plausibile che venga commesso un genocidio, il Regno Unito è legalmente obbligato ad agire per prevenirlo.
Media, Cia a Israele: "Iran può attaccare entro 48 ore"
La Cia avrebbe informato Israele che l'Iran potrebbe sferrare un attacco imminente contro il suo territorio, ovvero entro le prossime 48 ore. Lo riferisce il quotidiano arabo Al Mayadeen, secondo il quale alti funzionari della Cia avrebbero detto alle autorità israeliane che quello iraniano sarebbe un attacco combinato con droni e missili da crociera mirati a colpire punti strategici in Israele. L'obiettivo sarebbe comunque quello di dimostrare che gli iraniani sono in grado di rispondere alle sfide, ma stando attenti a non aggravare una situazione già particolarmente tesa.
Wck chiede indagine indipendente, Israele conservi prove utili
La World Central Kitchen ha chiesto che venga condotta una ''indagine indipendente'' sul raid aereo israeliano nel quale sono rimasti uccisi sette suoi operatori umanitari. E a Israele ha chiesto di conservare tutti i documenti, le comunicazioni, le registrazioni video e audio relativi all'attacco al loro convoglio e utile a facilitare un'indagine indipendente. ''Si è trattato di un attacco militare che ha comportato più attacchi e ha preso di mira tre veicoli Wck. Tutti e tre i veicoli trasportavano civili ed erano contrassegnati come veicoli Wck. I loro movimenti erano nel pieno rispetto delle autorità israeliane, che erano a conoscenza del loro itinerario, percorso e missione umanitaria'', si legge in una nota dell'organizzazione. ''Un’indagine indipendente è l’unico modo per determinare la verità su quanto accaduto, garantire trasparenza, riconoscere le responsabilità e prevenire futuri attacchi contro gli operatori umanitari'', aggiunge Wck.
Dopo minacce Teheran, Israele rafforzerà difesa aerea
Dopo le minacce arrivate dall'Iran dopo l'uccisione a Damasco di due alti comandanti della Forza alQuds delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hassan Mahdavi, il portavoce dell'Idf, l'esercito israeliano, ha annunciato che "è stato deciso di rinforzare e reclutare riservisti per il sistema di difesa aerea". Lo riporta il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.
Trudeau: "Inaccettabile uccisione umanitari Wck che consegnavano cibo"
Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha definito ''inaccettabile'' l'uccisione, da parte di Israele, di sette operatori umanitari di World Central Kitchen (Wck). Un pensiero particolare, Trudeau lo ha poi rivolto ''alla famiglia di Jacob Flickinger, un cittadino canadese che è tra le persone uccise in un attacco aereo israeliano contro un veicolo umanitario. Ucciso mentre consegnava cibo ai civili bisognosi, la sua morte è assolutamente inaccettabile''. Trudeau ha aggiunto che ''in un momento in cui gli aiuti umanitari sono così urgentemente necessari a Gaza, Israele ha l’obbligo di garantire la sicurezza degli operatori umanitari. Il mondo e i suoi cari meritano una spiegazione su come ciò sia accaduto''.
Wck ribadisce: "Colpiti auto per auto". Ministro Israele: "Falso"
Botta e risposta sulla strage degli operatori di World Central Kitchen a Gaza fra il capo dell'Ong, José Andrés, che ribadisce in un'intervista alla Reuters che il drone israeliano ha colpito "auto per auto", e il ministro israeliano Nir Barkat, che risponde sulla Bbc: "Sciocchezze". In un'intervista in video alla Reuters, riportata dal sito dell'agenzia e descritta come "molto emotiva", Andrés ribadisce anche il concetto che Israele conosceva i movimenti della sua associazione umanitaria: "Non si è trattato di una situazione sfortunata, tipo 'oops! Ho sganciato la bomba nel punto sbagliato'", ha detto. "Era un convoglio molto ben segnalato, con contrassegni sui tettucci delle auto: un logo colorato del quale siamo ovviamente molto fieri. Era molto chiaro chi eravamo e cosa facevamo".
Israele, "Idf richiama riservisti nella difesa aerea"
L'esercito israeliano dopo un valutazione della situazione ha deciso di aumentare "la forza lavoro e di arruolare soldati di riserva nel settore della difesa aerea". Lo ha fatto sapere il portavoce militare.
Premier Australia: "Da Israele risposta non sufficiente su raid contro Wck"
''Non è sufficiente'' la spiegazione che Israele ha fornito per l'uccisione di sette operatori umanitari di World Central Kitchen nella Striscia di Gaza, tra cui la cittadina australiana Zomi Frankcom. Lo ha dichiarato il primo ministro australiano Antony Albanese durante una conferenza stampa a Sydney. "Occorre l'assunzione di responsabilità di quello che è successo. Non sono sufficienti le dichiarazioni che sono state fatte, compresa l'affermazione che è solo una conseguenza della guerra", ha detto Albanese.
Centcom, "distrutti due droni e un missile Houthi nel Mar Rosso"
Le forze armate americane hanno distrutto due droni e un missile lanciato dai militanti Houthi contro un cacciatorpediniere Usa nel Mar Rosso. Lo ha dichiarato il Centcom, spiegando che il cacciatorpediniere Uss Gravely "ha fronteggiato con successo e ha distrutto un missile balistico antinave (Asbm) e due sistemi aerei senza pilota (Uas) lanciati dai terroristi Houthi sostenuti dall'Iran dallo Yemen verso la Uss Gravely nel Mar Rosso". In seguito al confronto ''non ci sono feriti danni riportati dagli Usa, dalla coalizione o da navi commerciali''.
Segretario Difesa Usa: "Indignato per attacco a convoglio Wck"
Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin ha espresso la sua "indignazione" per l'attacco israeliano al convoglio di aiuti umanitari della World central kitchen. Lo riporta la Cnn, sottolineando che Austin ha avuto un colloquio telefonico con la sua controparte israeliana, Yoav Gallant. Il segretario alla Difesa Usa ha sottolineato la necessità di "adottare immediatamente misure concrete per proteggere gli operatori umanitari e i civili palestinesi a Gaza dopo ripetuti fallimenti nel coordinamento con i gruppi umanitari stranieri".
Hamas a Al Jazeera, "Israele non è interessata ai negoziati"
"Israele è ancora 'intransigente' nei colloqui per garantire una tregua a Gaza e uno scambio di prigionieri. Rifiuta il cessate il fuoco, il ritiro dalla Striscia, il ritorno degli sfollati e un vero scambio di prigionieri". Lo ha detto ad Al Jazeera una fonte della leadership di Hamas, aggiungendo: "Il primo ministro israeliano Netanyahu pone ancora ostacoli a un accordo e non è interessato al rilascio degli ostaggi israeliani. Sta cercando di guadagnare tempo, di assorbire la rabbia delle famiglie dei prigionieri e di mostrare falso interesse a proseguire le trattative".
Jill Biden preme sul marito per la fine della guerra a Gaza
Jill Biden preme sul marito per la fine della guerra a Gaza. Secondo quanto riportato dal New York Times, Joe Biden avrebbe raccontato durante l'incontro con la comunità musulmana alla Casa Bianca che la First Lady fa pressione per lo stop del conflitto. "Fermala, fermala ora, Joe", ha detto Biden riferendo le parole della moglie. La First Lady non è l'unica nell'entourage di Biden a fare pressione sul presidente. Diversi dei suoi più stretti alleati, incluso il senatore democratico Chris Coons, hanno chiesto a Biden di fare di più per aumentare gli aiuti umanitari a Gaza e mettere fine alla guerra.
Oggi telefonata fra Biden e Netanyahu
Joe Biden parlerà nelle prossime ore con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo conferma un funzionario dell'amministrazione americana.
Al Jazeera, "5 morti per bombardamenti nella striscia di Gaza"
E' di cinque morti il bilancio di due bombardamenti israeliani nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera. Il primo attacco ha colpito una casa nel quartiere di Tel al-Sultan, a ovest di Rafah: tre le vittime, tra cui due bambini, che si erano rifugiati nell'edificio. Inoltre altri due morti (e 15 feriti) ci sono stati a causa di un attacco aereo nel campo profughi di Maghazi, nel centro di Gaza, secondo l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Papa Francesco: “Profondo rammarico per i volontari uccisi a Gaza”
Lo ha detto il Pontefice al termine dell’udienza generale in Piazza San Pietro. “Prego per loro e le loro famiglie, rinnovo l'appello a che sia permesso a quella popolazione civile stremata e sofferente l'accesso agli aiuti umanitari e che siano subito rilasciati gli ostaggi", ha poi aggiunto. Dedicando, quindi, la catechesi al tema della giustizia. LEGGI L'ARTICOLO
World Central Kitchen, cos’è e dove opera la Ong di aiuti alimentari colpita a Gaza
Sette operatori dell'organizzazione non governativa statunitense sono stati uccisi in un raid dell'Idf nella Striscia. Fondata nel 2010 dallo chef José Andrés e dalla moglie dopo il terremoto ad Haiti, l'Ong si occupa di fornire pasti e aiuti in seguito a disastri naturali, oppure in zone di conflitto. Ha operato in scenari post sisma, uragani, incendi. Negli ultimi mesi ha fornito milioni di pasti a Gaza anche con consegne marittime grazie a un corridoio da Cipro. L'APPROFONDIMENTO
Gaza, chi sono gli operatori della ong World Central Kitchen uccisi in raid israeliano
L'organizzazione ha fatto sapere che le vittime dell'attacco "provenivano da Australia, Polonia, Regno Unito” e che tra di loro c’erano “un cittadino con doppia nazionalità americana e canadese e un palestinese". Netanyahu: "Un tragico caso in cui le nostre forze hanno colpito senza intenzione gente innocente nella Striscia". IL FOCUS
Israele, la foto di una vittima di Hamas vince un premio: è polemica
Lo scatto premiato ritrae il corpo martoriato di Shani Louk, la ragazza israeliana con nazionalità tedesca uccisa dai miliziani di Hamas dopo il rapimento del 7 ottobre. Il premio per quella foto è stato contestato da molti sui social, ma non da Nissim Louk, padre della ragazza, che su Ynet si è detto contento che lo scatto sia stato inserito tra quelli presi in esame e poi premiato. "E' una delle immagini più importanti degli ultimi 50 anni", ha detto. LEGGI L'ARTICOLO