Guerra Medioriente, strage a Gaza: scambio di accuse tra Hamas e Israele

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I membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu riuniti a porte chiuse hanno discusso l'adozione di una bozza di dichiarazione che "esprime profonda preoccupazione per le notizie secondo cui oltre 100 persone hanno perso la vita e altre 750 sono rimaste ferite dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco mentre la folla aspettava aiuti alimentari a sud-ovest della città di Gaza".  "Ho appreso con profondo sgomento e preoccupazione la drammatica notizia di quanto accaduto" ha detto anche Meloni

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Una nuova strage si è consumata a Gaza nel 145esimo giorno di guerra ma le versioni di Hamas e di Israele divergono. La fazione islamica ha denunciato l'uccisione nel nord della Striscia di 112 palestinesi - e il ferimento di altri 760 - contro cui l'esercito israeliano avrebbe sparato mentre si trovavano "in fila per ricevere gli aiuti umanitari". Un'accusa che l'Idf ha respinto con forza parlando di due distinti episodi, avvenuti a centinaia di metri l'uno dall'altro, nel primo dei quali "la calca provocata dalla folla ha causato la maggior parte dei morti". Mentre ha ammesso che solo in un secondo momento, lontano da lì, i soldati hanno sparato "sentendosi minacciati da centinaia di civili palestinesi". L'Egitto si indigna: "Attacco disumano, violato il diritto internazionale". Per la Casa Bianca, gli spari a Gaza sono un incidente grave, all'esame le varie versioni "contraddittorie" sulla sparatoria assicura il presidente Biden, che tuttavia avverte: "Ora tregua a rischio". Si riunisce il Consiglio di Sicurezza dell'Onu. La premier Meloni esprime "sgomento", chiede a Israele di accertare "la dinamica dei fatti e le responsabilità" e invita a "lavorare per il cessate il fuoco". 


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Il premier palestinese Mohammad Shtayyeh ha presentato le dimissioni ad Abu Mazen

Il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha affermato di essere stato costretto a prendere questa scelta a causa della ''escalation senza precedenti'' in Cisgiordania e a Gerusalemme e a causa della ''guerra, del genocidio e della fame che si soffre nella Striscia di Gaza''. LEGGI L'ARTICOLO

Colombia sospende l'acquisto di armi da Israele

Il presidente colombiano Gustavo Petro ha sospeso l'acquisto di armi prodotte da Israele, uno dei principali fornitori delle forze di sicurezza del Paese sudamericano, in seguito alla morte di circa 100 persone durante un'operazione di distribuzione di aiuti a Gaza. "Mentre aspettavano il cibo, piu' di 100 palestinesi sono stati uccisi da Netanyahu. Questo si chiama genocidio e ricorda l'Olocausto, anche se le potenze mondiali non amano riconoscerlo", ha scritto Petro sul social network X. 

Madrid, "inaccettabili" le morti a distribuzione aiuti

Il ministro degli Esteri spagnolo Jose' Manuel Albares ha definito "inaccettabili" gli eventi che hanno portato alla morte di un centinaio di persone, secondo Hamas, durante una distribuzione di aiuti alimentari che si è trasformata in un incubo a Gaza. "L'inaccettabilità di quanto accaduto a Gaza, con decine di civili palestinesi morti mentre aspettavano cibo, sottolinea l'urgenza di un cessate il fuoco", ha commentato Albares sul social network X. 

Onu discute bozza che esprime preoccupazione per spari a Gaza

I membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu riuniti a porte chiuse stanno discutendo l'adozione di una bozza di dichiarazione che "esprime profonda preoccupazione per le notizie secondo cui oltre 100 persone hanno perso la vita e altre 750 sono rimaste ferite dopo che le forze israeliane hanno aperto il fuoco mentre la folla aspettava aiuti alimentari a sud-ovest della città di Gaza". Lo fanno sapere fonti diplomatiche. Il testo, su cui membri del Cds hanno gia' proposto emendamenti, sottolinea "la necessità di adottare tutte le misure necessarie per proteggere i civili e le infrastrutture civili", e chiede anche a Israele di "mantenere aperti i valichi di frontiera affinché gli aiuti umanitari possano entrare a Gaza, facilitare l'apertura di ulteriori valichi per soddisfare le esigenze umanitarie su larga scala e sostenere la consegna rapida e sicura di aiuti alle persone in tutta la Striscia". 

Unrwa, tutti i Paesi che hanno sospeso i fondi dopo le accuse

Sono 10 gli Stati che hanno finora bloccato tutti i finanziamenti all'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, in seguito alle accuse di un possibile coinvolgimento di dipendenti nell’attacco di Hamas in territorio israeliano del 7 ottobre. Gli Usa hanno immediatamente annunciato lo stop ai finanziamenti. La scelta è stata poi condivisa da Canada, Australia, Italia, Regno Unito, Finlandia, Paesi Bassi, Germania, Giappone e Austria. LEGGI 

Parigi, "ingiustificabile il fuoco israeliano oggi a Gaza"

La Francia ha condannato "l'ingiustificabile fuoco israeliano" dopo una fuga durante una distribuzione di aiuti che ha causato più di 110 morti e 760 feriti nel nord di Gaza, secondo Hamas. "Gli spari dei soldati israeliani contro i civili che cercavano di accedere ai generi alimentari sono ingiustificabili", si legge in un comunicato del Ministero degli Esteri francese, in cui si sottolinea che "questo tragico evento giunge in un momento in cui la situazione umanitaria a Gaza è di assoluta emergenza", con "un numero crescente e insopportabile di civili palestinesi che soffrono la fame e le malattie". 

Canada: "Quello che è successo oggi a Gaza è un incubo"

Il ministro degli Esteri canadese Melanie Joly ha descritto la morte di decine di persone che aspettavano un convoglio di aiuti a Gaza come "un incubo". "Quello che è successo a Gaza oggi penso che sia un incubo", ha detto Joly ai giornalisti a Ottawa. "Dobbiamo assicurarci che gli aiuti internazionali vengano inviati a Gaza e che le persone siano protette quando vanno a prendere quegli aiuti". Lo riporta SkyNews. 

Medico: "A Gaza decine di morti con ferite d'arma da fuoco"

Un medico di Gaza ha affermato di aver visto decine di morti e feriti con ferite da arma da fuoco, anche alla testa, al collo e all'inguine, che giacevano in strada nel luogo della strage avvenuta durante l'ingresso dei camion degli aiuti nel nord della Striscia. Lo riporta il New York Times Yehia Al Masri, che lavora all'ospedale Al-Shifa, ha detto che lui e la sua famiglia erano ospiti di parenti quando hanno sentito esplosioni e spari nelle vicinanze intorno alle 4 del mattino. Quando la sparatoria si è calmata, si è avventurato fuori e si è imbattuto in una scena raccapricciante, con corpi in strada e sacchi di farina intrisi di sangue. Alcuni sembravano essere rimasti uccisi nella calca, mentre altri sembravano essere stati investiti dai camion dei soccorsi che erano fuggiti dalla scena. Il dottor Al Masri ha detto di aver fornito un rudimentale primo soccorso e di essere rimasto sul posto per diverse ore prima di dirigersi al pronto soccorso di Al-Shifa dove ha offerto il suo aiuto mentre i morti e i feriti continuavano ad arrivare. 

Palestina a Onu: "A Gaza massacro vergognoso e intenzionale"

"E' stato un massacro vergognoso e intenzionale, li hanno presi di mira e uccisi. Secondo le informazioni che abbiamo decine delle vittime avevano proiettili in testa. Questo massacro è la prova del fatto che finché il Consiglio di Sicurezza è paralizzato e verranno messi dei veti, un fatto che costa la vita alla nostra gente". Lo ha detto l'ambasciatore palestinese all'Onu Ryad Mansour parlando con i giornalisti. "Ho incontrato l'ambasciatrice americana Linda Thomas-Greenfield questa mattina e l'ho implorata di avere una dichiarazione dal Cds che condanni questo massacro e che dica 'quando è troppo e troppo' - ha aggiunto - Credo che il suo cuore sia nel posto giusto ma è  una funzionaria dell'amministrazione e aspetta indicazioni da Washington. Per impedire che accada ancora quel che serve è un cessate il fuoco immediato".

Rafah, perché si rischia catastrofe umanitaria in caso di attacco

Dall’inizio dell’azione militare israeliana nella città e nell’omonimo governatorato della Striscia si sono radunati centinaia di migliaia di sfollati. LE FOTO SATELLITARI

Ostaggi a Gaza: quanti liberati, quanti uccisi e quanti ancora nella mani di Hamas

Il numero delle persone rapite durante gli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele si aggira tra 240 e 253, secondo le stime più recenti. Ad oggi quelle che si trovano ancora nella Striscia sarebbero circa 130. Almeno una trentina sono morte. I rilasciati sono oltre 100. I NUMERI

Israele-Palestina, da Oslo a Trump: i piani di pace falliti negli ultimi decenni

Dopo mesi di conflitto a Gaza, si lavora a una road map per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi ancora in vita. Si lavora a un accordo di pace e una soluzione che appare complicata, anche guardando ai tentativi di risolvere le tensioni sempre naufragati negli ultimi decenni. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat al vertice di Camp David, fino alle proposte per “Due Stati, due popoli” e il Peace for Prosperity: ecco le tappe senza esito per risolvere la questione. LEGGI

Turchia, 'strage a Gaza un nuovo crimine contro l'umanità'

La Turchia ha accusato Israele di "un altro crimine contro l'umanità" dopo la morte di decine di persone durante la distribuzione di aiuti umanitari a Gaza. "Israele ha aggiunto un altro crimine ai suoi crimini contro l'umanità" e l'incidente "è la prova che (Israele) mira consapevolmente e collettivamente a distruggere il popolo palestinese", ha affermato il ministero degli Esteri turco. 

Idf, "colpi di avvertimento per disperdere folla attorno ad aiuti non raid"

Le forze di difesa israeliane hanno sparato colpi di avvertimento nel tentativo di disperdere la folla che si era avventata contro un convoglio di aiuti nel nord della Striscia di Gaza, "non c'è stato alcun raid". Lo ha detto il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, in una conferenza stampa a Tel Aviv, durante la quale ha ricostruito l'incidente di questa mattina, nel quale sono rimaste uccise decine di persone.

Identificati i due israeliani uccisi in Cisgiordania

I media israeliani hanno identificato le due vittime dell'attentato terroristico palestinese avvenuto oggi a Eli in Cisgiordania. Si tratta, ha riferito la televisione pubblica Kan, di Yitzhak Zeiger (57 anni, padre di tre figli) e di Uriah Hartom, di 16 anni. Entrambi vivevano in insediamenti ebraici in Cisgiordania. Uriah studiava in un collegio rabbinico ed aveva cinque fratelli. Il premier Benyamin Netanyahu, in una conferenza stampa, ha inviato un messaggio di cordoglio alle loro famiglie. 

La questione israelo palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele ha riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui non si riesce a trovare una soluzione. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. LEGGI L'ARTICOLO

Usa, "pressioni per risposte da Israele, a Gaza situazione disperata"

"Troppi palestinesi sono morti oggi" a Gaza, nell'incidente avvenuto durante la consegna di aiuti, gli Stati Uniti "stanno facendo pressione per avere risposte" da Israele. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller, secondo cui "due cose sono chiare: basta guardare le riprese aeree per concludere subito che la situazione è incredibilmente disperata. La gente si accalca su questi camion perché ha fame, perché ha bisogno di cibo, perché ha bisogno di medicine e di altra assistenza. E questo ci dice che dobbiamo fare di più per far arrivare l'assistenza umanitaria".

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