Nel pieno dell’escalation militare e delle minacce iraniane alle rotte energetiche del Golfo, Italia, Regno Unito e Germania provano a intensificare il coordinamento politico. In un colloquio telefonico, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz hanno discusso della sicurezza nello Stretto di Hormuz e della necessità di garantire la libertà di navigazione in uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio globale
I rischi per le rotte energetiche internazionali sono stati al centro di una telefonata avvenuta tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Secondo quanto riferito da un portavoce di Downing Street, i tre leader hanno affrontato l’evoluzione della situazione in Medio Oriente e in particolare le possibili conseguenze per il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz. Nel corso della conversazione hanno concordato sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra i rispettivi governi per garantire la libertà di navigazione in quest’area strategica.
Il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz
Il confronto tra i tre leader europei avviene mentre il conflitto in Medio Oriente entra nell’undicesimo giorno di combattimenti e continua a crescere la tensione nella regione del Golfo (LIVEBLOG). L’Iran ha minacciato di bloccare le esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz se Stati Uniti e Israele non interromperanno i bombardamenti sul territorio iraniano. Si tratta di uno dei passaggi marittimi più sensibili del sistema energetico globale, attraverso il quale transita una quota significativa del petrolio mondiale destinato ai mercati internazionali.
Approfondimento
Hormuz, il crocevia del mercato energetico
I primi effetti sul mercato del petrolio
Secondo quanto riportato da Bloomberg, diversi paesi produttori del Golfo hanno iniziato a ridurre la produzione giornaliera di petrolio. L’Arabia Saudita avrebbe tagliato la produzione tra i 2 e i 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti avrebbero ridotto l’estrazione di circa 500mila-800mila barili. Anche il Kuwait avrebbe diminuito la produzione di circa 500mila barili giornalieri e l’Iraq di quasi 2,9 milioni di barili al giorno, secondo fonti citate dall’agenzia.
Le tensioni hanno già avuto ripercussioni sui mercati finanziari internazionali. Dopo la forte impennata del prezzo del petrolio registrata nella giornata di ieri, le Borse europee hanno aperto in rialzo grazie alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla possibilità di una fine del conflitto. Le stesse parole hanno contribuito a un temporaneo calo delle quotazioni del greggio dopo la fiammata della vigilia.
Vedi anche
Iran a Usa: "Attenti a non essere eliminati voi". Trump apre a dialogo
Le misure del Regno Unito e il coordinamento con gli alleati
Durante la telefonata, Starmer ha aggiornato i partner europei sulle misure difensive adottate dal Regno Unito nella regione negli ultimi giorni a sostegno dei partner del Golfo. Secondo Downing Street, Londra sta lavorando con gli alleati su una serie di opzioni per sostenere il trasporto marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz mentre il quadro delle minacce continua a evolversi. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle misure allo studio. I tre leader hanno inoltre sottolineato la necessità di una cooperazione costante di fronte alla situazione in rapido cambiamento e hanno concordato di rimanere in stretto contatto nei prossimi giorni.
Potrebbe interessarti
Guerra Iran, perché gli Usa non attaccano l’Isola Kharg
Il tema delle assicurazioni per le navi commerciali
Parallelamente alle valutazioni politiche e militari, il governo britannico ha avviato consultazioni anche con il settore assicurativo per garantire la continuità delle attività commerciali nella regione. Nei giorni scorsi il cancelliere dello Scacchiere e il segretario al Tesoro britannico hanno avuto colloqui con i Lloyd's di Londra, uno dei principali mercati assicurativi marittimi al mondo, per assicurarsi che sia disponibile una copertura adeguata per gli operatori.