La leva dura due mesi e riguarda i giovani maschi che quest’anno compiono 19 anni. Le prime 800 reclute sono entrate in tre caserme predisposte nei mesi scorsi per l’addestramento militare di base. Durante il servizio riceveranno un compenso di 2.200 euro al mese
Dal 9 marzo in Croazia è stato reintrodotto il servizio di leva militare obbligatorio. La durata prevista è di due mesi e riguarda i giovani maschi che nel corso dell’anno compiono 19 anni. Le prime 800 reclute hanno già fatto il loro ingresso in tre caserme, preparate nei mesi scorsi per ospitare l’addestramento militare di base.
Perché è stato reintrodotto il servizio di leva
Il servizio di leva era stato abolito nel 2008, un anno prima dell'adesione della Croazia alla Nato, e in concomitanza con un'ampia riforma della difesa nazionale dopo la guerra per l'indipendenza combattuta nei primi anni Novanta. Il governo conservatore guidato da Andrej Plenković ha deciso di ripristinarlo. Il ministro della Difesa Ivan Anušić ha spiegato che la scelta è legata “alle crescenti minacce alla sicurezza, alle azioni di carattere ibrido, agli attacchi informatici e alle sempre più frequenti calamità naturali”. L’obiettivo è “garantire una maggiore prontezza difensiva e un miglior collegamento dei cittadini con la sicurezza nazionale".
Chi riguarda e come funziona la leva
Il piano prevede un addestramento militare di base per 4mila reclute all'anno, maschi tra i 19 e i 30 anni. Le donne sono esentate e possono aderirvi su base volontaria. Durante i due mesi di servizio, le reclute riceveranno un compenso di 2.200 euro al mese. Al termine dell’addestramento, entrano nel personale di riserva dell'esercito fino al compimento dei 55 anni d'età. La Costituzione croata garantisce il diritto agli obiettori di essere esonerati dal servizio militare. Chi sceglie questa opzione può svolgere tre mesi di addestramento presso la Protezione civile oppure quattro mesi di servizio presso enti locali o regionali, ma senza compenso. In base ai dati del ministero della Difesa, al momento sono dieci i giovani che hanno optato per il servizio alternativo per motivi morali o religiosi.