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Meloni: "L'Italia non invierà soldati in Ucraina. Sugli asset russi soluzione difficile"

Politica
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La presidente del Consiglio è intervenuta alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Ue. "Mosca è impantanata, adesso bisogna mantenere la pressione", ha affermato la premier. Su Gaza: "Tregua fragile, ognuno faccia la sua parte". Sull'immigrazione: "Il piano Albania funzionerà, piaccia o no alla sinistra". Poi il cordoglio per l'attentato a Sydney

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La premier Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera per le comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18-19 dicembre 2025, che ruota intorno alla guerra in Ucraina e all'utilizzo dei proventi degli asset russi congelati. La presidente del Consiglio ha affermato l'importanza di "mantenere la pressione" su Mosca, specie ora che si è "impantanata". Sui beni russi, la decisione "è tutt'altro che semplice - ha spiegato Meloni-. L'Italia è aperta a ogni soluzione sugli asset, ma senza forzature". Poi è tornata su temi come l'immigrazione ("Il modello Albania funzionerà, piaccia o no alla sinistra"), l'islamismo ("Le predicazioni violente degli imam sono un rischio per l'Italia") e il green ("Abbiamo aperto una breccia nel dogmatismo"). Sul Medio Oriente, Meloni ha ricordato come la tregua sia "fragile", e ha poi chiesto che "tutti facciano la propria parte". Non è mancato, infine, il cordoglio per le 15 vittime dell'attentato di Sydney. Nel pomeriggio l'Aula di Montecitorio ha approvato la risoluzione di maggioranza con 177 sì e 123 no. Il documento punta, tra le altre cose, a "proseguire ogni sforzo per sostenere il processo di pace per l'Ucraina, continuando a collaborare con gli Stati Uniti e mantenendo coeso il fronte europeo". Altro obiettivo è "continuare ad agire nei confronti della Federazione Russa - ricorrendo a tutti gli strumenti della diplomazia incluso quello sanzionatorio, senza prescindere dal coordinamento con gli altri Stati membri del G7 e alla luce di solide basi giuridiche e finanziarie".

"Russia impantanata, non abbandoneremo ora Kiev"

Sulla guerra in Ucraina non si può prescindere dallo "stretto legame tra Europa e Stati Uniti, che non sono competitor in questa vicenda, atteso che condividono lo stesso obiettivo, ma hanno sicuramente angoli di visuale non sovrapponibili, dati soprattutto dalla loro differente posizione geografica", ha esordito Meloni. Serve però tutelare "gli interessi dell'Europa, che per il sostegno garantito dall'inizio del conflitto, e per i rischi che correrebbe se la Russia ne uscisse rafforzata, non possono essere ignorati", ha spiegato. "Manteniamo chiaro che non intendiamo abbandonare l'Ucraina nella fase più delicata degli ultimi anni", ha ribadito, parlando dell'esito del vertice di Berlino con gli altri leader europei e i negoziatori Usa. È infine importante "il mantenimento della pressione sulla Russia" che, a differenza di quanto dice la propaganda, "si è impantanata in una durissima guerra di posizione a costo di enormi sacrifici. Questa difficoltà è l'unica cosa che può costringere Mosca a un accordo".

"Decisione tutt'altro che semplice sugli asset russi"

La premier ha poi parlato degli asset russi e sul destino del loro utilizzo. Il Consiglio Ue "è chiamato ad assicurare la continuità del sostegno finanziario" all'Ucraina con la "soluzione più sostenibile per i Paesi membri nel breve e lungo periodo - ha affermato la premier -. Trovare una soluzione sostenibile sarà tutt'altro che semplice". L'Italia "resta impegnata a mantenere una pressione economica sulla Russia", ma "qualsiasi strumento di sostegno a Kiev" deve "sempre rispettare i nostri valori e le regole su cui poggia lo stato di diritto". L'Italia "ha deciso di non far mancare il suo appoggio al regolamento" sugli asset russi congelati ma "senza avallare alcuna decisione sul loro utilizzo. Lo ha fatto non condividendo il metodo utilizzato, perché non ci siano dubbi sul sostegno del governo italiano all'Ucraina e ha ribadito un principio fondamentale: decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale come l'eventuale uso degli asset congelati non possono che essere prese a livello dei leader", ha detto la premier.

"Serve chiarezza sui rischi sull'uso degli asset russi"

Meloni ha continuato sul tema: "Intendiamo chiedere chiarezza rispetto a possibili rischi connessi alla proposta di utilizzo della liquidità generata dall'immobilizzazione degli asset, particolarmente quelli di ritorsione o legati a nuovi pesanti fardelli rispetto ai bilanci nazionali. Lo voglio ribadire in un momento in cui il governo è impegnato con serietà e determinazione a portare l'Italia fuori dalla procedura per deficit eccessivo". E poi ancora: "Oggi come ieri abbiamo dovuto ricercare la soluzione più efficace per preservare l'equilibrio tra la fornitura di un'assistenza completa all'Ucraina da un lato e il rispetto del principio dei principi di legalità, sostenibilità e stabilità finanziaria e monetaria dall'altro - ha detto la premier -. Siamo aperti a tutte le soluzioni, intendiamo privilegiare quella che meglio può garantire questo equilibrio" tra sostegno a Kiev e rispetto di "legalità, sostenibilità e stabilità finanziaria". Ma "si tratta decisioni complesse, che non possono essere forzate", ha evidenziato. In fase di replica ha aggiunto che "se l'uso degli asset non ha base giuridica regaliamo una vittoria a Mosca".

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"Non invieremo soldati italiani in Ucraina"

Per le garanzie di sicurezza all'Ucraina c'è, tra l'altro, "l'ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale ucraina guidata dai Volenterosi con la partecipazione volontaria dei Paesi. Aapprofitto per ribadire che l'Italia non intende inviare soldati in Ucraina", ha affermato Meloni. "Al vertice di Berlino con Zelensky, diversi colleghi europei e i negoziatori americani", c'è stato "un clima costruttivo e unitario che vale la pena di sottolineare. La dichiarazione finale dei leader europei riprende tutte le priorità che l'Italia ha sostenuto in questi mesi difficili e che ho ribadito anche a Zelensky nella sua visita a Roma", ha detto Meloni, sottolineando che tra i "fattori fondamentali" emersi dal summit c'è anche lo "stretto legame tra Europa e Stati Uniti".

"Trattativa complessa, i territori sono uno scoglio"

"Il processo negoziale è in una fase in cui si sta consolidando un pacchetto che si è sviluppato su tre piani paralleli. È chiaramente una trattativa estremamente complessa, che per arrivare a un compimento non può che prescindere dalla volontà della Russia di contribuire al percorso negoziale in maniera equa, credibile e costruttiva. Purtroppo ad oggi tutto sembra raccontare che questa volontà non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti in Ucraina", ha detto la presidente Meloni. La questione dei territori è "lo scoglio più difficile da superare per la trattativa. Tutti dovremmo riconoscere la buona fede" del presidente ucraino Volodymyr Zelensky "che è arrivato a proporre un referendum", ipotesi "respinta dalla Russia". Ogni decisione, ha ribadito la presidente del Consiglio, "dovrà essere presa tra le parti e nessuno può imporre da fuori la sua volontà".

"Il collasso di Kiev è un danno per tutti"

Al Consiglio europeo ci sarà il "dibattito sulle modalità con cui l'Ue è chiamata a reperire le risorse per aiutare finanziariamente l'Ucraina, per evitare un collasso che rappresenterebbe un danno per tutti noi. Sono scelte politiche che richiedono visione e responsabilità. In gioco non c'è solo la dignità, la libertà e l'indipendenza dell'Ucraina, ma anche la sicurezza europea nel senso più ampio del termine", ha sottolineato Meloni.

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Su Gaza: "Tregua fragile, ognuno faccia la sua parte"

Meloni ha poi parlato della guerra a Gaza. "Il piano di pace del presidente Donald Trump ha avuto il grande merito di porre fine al conflitto a Gaza. Un conflitto che aveva provocato un numero di vittime civili e una crisi umanitaria ingiustificabili, che non lasciano indifferente nessuno di noi. Ma si tratta di una tregua fragile e di un percorso complesso e ambizioso. Credo che ogni persona di buona volontà, chiunque abbia sinceramente a cuore il futuro di Israele e della Palestina, e la stabilità in una regione così strategica, sia chiamato a fare la sua parte per consolidare la cessazione delle ostilità, che possa durare nel tempo e aprire la strada alla stabilizzazione a lungo termine della Striscia, fino a realizzare la prospettiva dei due Stati", ha detto Meloni.

"La Conferenza sulla ricostruzione a Gaza sarà a inizio 2026"

"Abbiamo già approvato un primo pacchetto di aiuti, che intendiamo ora integrare ulteriormente per portare un credibile impegno italiano alla Conferenza sulla ricostruzione, che dovrebbe svolgersi all'inizio dell'anno prossimo", ha annunciato Meloni. "Gli Stati Uniti ci hanno chiesto di contribuire a un progetto pilota di addestramento della polizia palestinese da dispiegare a Gaza in tempi rapidi. Guardiamo con attenzione anche al contributo che potremmo assicurare alla forza internazionale a sostegno della stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza", ha detto. affermato. 

"Ruolo dell'Italia fondamentale per il Medio Oriente"

"L'invito a partecipare al summit di Manama" del Consiglio di cooperazione del Golfo "come ospiti d'onore è anche un riconoscimento, da parte di quei leader, dell'impegno fondamentale, che l'Italia ha dimostrato negli sforzi per riportare la pace a Gaza. Un riconoscimento che viene anche dagli Stati Uniti, con un apprezzamento specifico per quanto fatto negli anni dai nostri Carabinieri nella formazione delle forze di sicurezza palestinesi, come da Israele, che sa di trovare nell'Italia un partner che, in questi anni difficili, ha sempre tenuto la barra dritta, richiamando le troppo spesso dimenticate responsabilità di Hamas nel conflitto, a partire proprio dall'efferato attacco del 7 ottobre 2023", ha detto la premier. "Ma è un ruolo, quello dell'Italia, che è cercato e voluto anche da parte palestinese. Pochi giorni fa ho ricevuto qui a Roma il presidente Abu Mazen, per la seconda volta in poco più di un mese. Il presidente palestinese ha chiesto, con convinzione, un impegno italiano forte e ambizioso, nei passaggi necessari a fissare il piano di pace proposto dagli Stati Uniti e sottoscritto da tutti i protagonisti. E io credo che l'Italia non si debba sottrarre a questo impegno, che le viene richiesto da più parti, in un momento tanto decisivo".

Alle opposizioni: "Anche Abu Mazen è complice di genocidio?"

"Vorrei chiedere a chi ha vergognosamente sostenuto che il governo fosse complice di genocidio, se si reputa che anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese lo sia, vista la considerazione e l'amicizia che continua a dimostrare nei confronti di questo governo", ha detto Meloni in Aula.

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"Un rischio per l'Italia le predicazioni violente degli imam"

La premier Meloni ha continuato: "Alla politica spetterebbe il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che come nel caso di Shahin fanno apologia del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. A nessuna sfugga la sfacciata ipocrisia di cui nelle stesse ore riesce a chiedere la censura delle case editrici e rivendicare la libertà di espressione per chi inneggia al 7 ottobre".

"Grati al gesto eroico del cittadino musulmano a Sidney"

A proposito dell'attentato a Sydney, "la nostra gratitudine va a quel cittadino, anche lui musulmano, che ha evitato" effetti peggiori, "un gesto eroico" da cui arriva "un messaggio potentissimo: la pace è difficile, tentano di sabotarla in ogni modo" e spetta agli "uomini di buona volontà a fare di tutto per costruirla e preservarla", ha affermato Meloni, che ha ribadito il "cordoglio del governo per il brutale attacco antisemita a Sidney. Il nostro pensiero alle molte vittime e ai molti feriti". L'Italia, ha ribadito la premier, resta "determinata a fare la propria parte anche in Medio Oriente per raggiungere pace e stabilità nella regione". E "sulla condanna dell'antisemitismo non ci possono essere più distinguo e reticenze", ha evidenziato.

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"Il Golfo vede nell'Italia una porta verso l'Europa"

"L'idea che condividiamo con tutti i leader del Golfo è quella di un Medio Oriente prospero e in pace, che si concentri sulle relazioni economiche e culturali piuttosto che doverlo fare sugli aiuti umanitari, sulla strategia piuttosto che sull'emergenza, sulla stabilità piuttosto che sulla precarietà. E, nell'Italia, il Golfo vede sempre di più una porta verso l'Europa: una porta diplomatica, fisica, e geografica, per le grandi interconnessioni infrastrutturali, logistiche, digitali ed energetiche, ma anche una porta politica per costruire uno spazio di cooperazione orientato allo sviluppo economico e tecnologico", ha affermato Meloni, parlando della sua partecipazione al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo.

"Ho proposto un Foro di dialogo Golfo-Mediterraneo"

"A Manama, ho lanciato l'idea - accolta con grande interesse - di creare un nuovo Foro di dialogo e cooperazione. Un Foro che unisca due spazi geografici, il Mediterraneo e il Golfo, non solo geograficamente vicini ma potenzialmente in grado di condividere una vocazione globale", haaffermato la premier parlando della sua partecipazione al vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo. "Se ci pensate, insieme, pur rappresentando uno spazio geografico relativamente contenuto, custodiamo alcuni dei passaggi più strategici dell'intero commercio mondiale: lo stretto di Hormuz, Bab el Mandeb, il canale di Suez, lo stretto di Gibilterra", ha aggiunto la presidente Meloni.

"Mercosur? Va firmato con garanzie per gli agricoltori"

Poi la premier ha parlato dell'accordo sul Mercosur. "Riteniamo che firmare" il patto "nei prossimi giorni, come ipotizzato, sia ancora prematuro: è necessario attendere che il pacchetto di misure aggiuntive a tutela del settore agricolo sia perfezionato e allo stesso tempo illustrarlo e discuterlo con i nostri agricoltori". Ciò "non significa - ha aggiunto Meloni - che l'Italia intende bloccare o opporsi, ma intende approvare l'accordo solo quando include adeguate garanzie reciprocità per il nostro settore agricolo. E sono molto fiduciosa che con l'inizio del prossimo anno tutte queste condizioni possano verificarsi".

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"Lo sforzo per semplificare il bilancio Ue non sia uno slogan"

La presidente Meloni ha poi affrontato i temi comunitari più importanti. Nel Consiglio Ue ci sarà "una prima discussione a livello di leader sul prossimo quadro finanziario pluriennale, 2028-2034. La proposta si fonda su due assi: cambiare in modo radicale la struttura e l'erogazione dei fondi per rendere più semplice e flessibile il bilancio e aumentare le dimensioni per fare fronte alle sfide", ha spiegato. "Riconosciamo lo sforzo della Commissione, ma la semplificazione deve essere autentica" e "non può essere uno slogan. Su questo intendiamo offrire le nostre proposte ed essere fermi", ha sottolineato la presidente del Consiglio. "La proposta della Commissione prevede maggiori contributi e minori allocazioni a politiche tradizionali per noi fondamentali come la Politica agricola comune e la Politica di coesione. Lo dirò senza giri di parole: non accetteremo di pagare di più per ottenere di meno", ha detto Meloni.

"Il vero nemico dell'Ue è l'incapacità di decidere"

La presidente del Consiglio Meloni ha inoltre sferzato l'Unione sulla sua "incapacità di decidere". "Siamo convinti che la complessità di questo momento imponga uno sguardo pragmatico capace di superare i dogmatismi ideologici. Penso che questa sia la strada maestra per rispondere alla nuova strategia di scurezza americana. È inutile e dannoso lanciare strali contro un nemico immaginario, il vero nemico sono la nostra incapacità di decidere e l'ideologia del declino che l'Ue ha drammaticamente sposato in questi anni", ha evidenziato la premier.

"Anche l'Ue deve avere disciplina finanziaria"

"Così come in Italia siamo chiamati a razionalizzare le spese delle nostre istituzioni pubbliche, così esigeremo la stessa disciplina finanziaria da parte delle istituzioni europee. L'Italia ha recentemente chiesto di rivedere una ristrutturazione di uno dei palazzi del Consiglio dell'Unione europea a Bruxelles con un costo stimato di oltre 800 milioni di euro. Non è il tipo di investimenti europei che ci pare prioritario", ha sottolineato la premier.

"Il modello Albania funzionerà, piaccia o no alla sinistra"

"Un quadro più solido ci consentirà di mettere al riparo iniziative nazionali di grande importanza come i centri in Albania da pronunce ideologiche di certa magistratura politicizzata, che ne hanno bloccato l'attuazione ostacolando l'azione di contrasto da parte del governo all'immigrazione illegale di massa", ha affermato. "Il modello Albania, a cui molti altri Paesi europei guardano con grande interesse, funzionerà e ci aiuterà a ridurre ulteriormente i flussi irregolari e esercitare la deterrenza necessaria al contrasto del traffico di esseri umani. Piaccia o no alla sinistra, di ogni ordine e grado", ha detto Meloni.

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"Abbiamo aperto una breccia nel dogmatismo green"

Meloni ha poi parlato dell'intesa in Ue che ha rinviato lo stop alle auto non elettriche. Si è raggiunto "un accordo equilibrato e pragmatico nel rispetto della competitività: un risultato rilevante che mostra come l'Italia con il suo approccio possa correggere politiche dannose", ha detto la premier, spiegando che c'è l'intenzione di "allargare questo gruppo di lavoro sul modello di quello per l'immigrazione". "Gli sforzi profusi" dall'Italia sono riusciti ad "aprire una breccia nel muro del dogmatismo green, ben venga la maggiore flessibilità" e "il principio di neutralità tecnologica" per la "cui piena attuazione" il governo sarà impegnato, ha aggiunto. "Lavoreremo insieme ai governi maggiormente allineati" sulle posizioni dell'Italia per fare in modo che il "settore non sia condannato alla desertificazione".

Sul regolamento imballaggi: "Non sia inficiato dai burocrati Ue"

"Non accetteremo - ha aggiunto Meloni - che gli straordinari risultati raggiunti sul finire della scorsa legislatura europea sul regolamento imballaggi, grazie a una inedita quanto virtuosa mobilitazione dell'intero 'sistema Italia', vengano inficiati da interpretazioni tecniche infondate da parte di qualche burocrate europeo". E ancora: "Difenderemo il voto espresso dai governi e dai parlamentari europei per garantire un modello di economia circolare fondato sull'innovazione e sulla neutralità tecnologica, che ha fatto dell'Italia un esempio da seguire a livello europeo".

“Novità su riscatto laurea solo per il futuro, correggeremo”

In serata la premier, nel corso della replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, ha parlato anche di Manovra: “Un chiarimento importante che voglio dare. Nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l'attuale situazione, qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro. L'emendamento in questo senso dovrà essere corretto".

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