Attentato di Sydney, il killer sopravvissuto accusato di terrorismo e 15 omicidi

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Il 24enne Naaved Akram - ritenuto responsabile della strage di Bondi Beach insieme al padre Sajid, morto nella sparatoria - è incriminato per altre 40 imputazioni. La polizia australiana: "L'attacco è stato ispirato dall'Isis, trovata una bandiera dello Stato Islamico nell'auto del giovane". Si continua a indagare sul viaggio dei due nelle Filippine a novembre. Il consigliere per la sicurezza nazionale: “Una semplice visita non supporta le accuse di addestramento terroristico”

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La polizia australiana ha formalizzato 59 capi d'accusa nei confronti di Naveed Akram, uno dei due presunti killer di Bondi Beach. Il 24enne - che è accusato di aver compiuto la strage di Sydney insieme al padre di 50 anni, Sajid Akram, morto nella sparatoria - è incriminato per terrorismo, per 15 omicidi e per ulteriori 40 imputazioni. Continuano le indagini anche sul viaggio che il giovane ha compiuto col padre nelle Filippine lo scorso novembre.

La polizia: "Attacco terroristico ispirato dall'Isis"

"La polizia spiegherà in tribunale che l'uomo ha tenuto una condotta che ha causato morti, feriti gravi e messo in pericolo vite umane per promuovere una causa religiosa e incutere timore nella comunità", ha fatto sapere la polizia dello Stato del Nuovo Galles del Sud. "I primi indizi indicano che l'attacco terroristico è stato ispirato da Isis, organizzazione terroristica inserita nell'elenco delle organizzazioni terroristiche in Australia", ha continuato la polizia australiana in una nota.

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Oltre al terrorismo e ai 15 omicidi, la polizia afferma che Naveed è accusato di altri 40 capi d'imputazione per lesioni personali gravi a una persona con intento di omicidio, nonché per esposizione in pubblico del simbolo di un'organizzazione terroristica proibita, l'Isis: due bandiere artigianali dello Stato Islamico sono infatti state trovate in un'auto intestata a Naveed e parcheggiata vicino alla spiaggia.

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Naveed si è risvegliato dal coma

Naveed, ferito gravemente, è sopravvissuto alla sparatoria con la polizia, nella quale è invece rimasto ucciso il padre Sajid. I media riferiscono che nelle scorse ore il 24enne si è risvegliato dal coma, anche se per ora resta in ospedale. Comparirà davanti al giudice in videocollegamento. Tra le 15 vittime dei due terroristi c'erano anche una bambina di 10 anni, due sopravvissuti all'Olocausto e una coppia di sposi, uccisi mentre tentavano di sventare l'attacco.

epa12595447 Mourners react after placing flowers at a makeshift memorial at Bondi Beach in Sydney, Australia, 16 December 2025. Australia is in mourning following an attack on the Jewish community's Hanukkah festival celebrations on 14 December that left at least 16 people dead, including one gunman.  EPA/MICK TSIKAS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Il viaggio nelle Filippine

Intanto, sono sempre più oscure le ragioni della lunga permanenza nelle Filippine di Sajid e Naveed Akram. I due hanno passato quattro settimane nel Paese, ma non è chiaro cosa abbiano fatto. L'ipotesi di un viaggio di indottrinamento e addestramento militare in vista dell'attacco starebbe perdendo consistenza. Padre e figlio hanno trascorso l'intero periodo a Davao City, lasciando raramente l'hotel se non per un'ora e senza mai parlare con altri ospiti o ricevere visite. Una dipendente dell’albergo ha dichiarato al Guardian che non si sono comportati in modo sospetto durante il loro soggiorno. Sono arrivati con un grosso bagaglio e uno zaino. Secondo la polizia filippina e il personale del GV Hotel, i due hanno soggiornato nella stessa stanza dall'1 al 28 novembre, tutta la durata della loro visita nel Paese. Il consigliere per la sicurezza nazionale delle Filippine, Eduardo Ano, ha confermato che padre e figlio non hanno mai lasciato la città. "Non ci sono prove che siano usciti da Davao. La nostra indagine è ancora in corso", ha detto. Ha anche smentito le voci secondo cui si sarebbero addestrati nelle Filippine e sarebbero andati a Marawi City, teatro di un assedio legato allo Stato Islamico nel 2017. "Una semplice visita non supporta le accuse di addestramento terroristico e la durata del loro soggiorno non avrebbe consentito alcun addestramento significativo e strutturato", ha detto il consigliere, aggiungendo che le Filippine si stanno coordinando con le controparti in Australia per determinare lo scopo della loro visita.

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