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Voto per i fuorisede, inizia esame proposta di legge contro l’astensionismo. Cosa prevede

Politica
©Ansa

Introduzione

La proposta di legge di iniziativa popolare che permette di votare anche al di fuori del proprio Comune di residenza inizia il suo iter parlamentare: la commissione Affari Costituzionali del Senato la esamina a partire da domani, mercoledì 7 gennaio, primo giorno di rientro dopo la pausa natalizia. Il testo prevede la possibilità per i fuorisede di esprimersi a tutte le consultazioni elettorali, da quelle politiche ai referendum.

Quello che devi sapere

Voto per i fuorisede, una proposta per combattere l’astensionismo

La proposta depositata a Palazzo Madama, come si spiega nell’illustrazione che la accompagna, ha l’obiettivo di combattere l’astensionismo elettorale, problema sempre più grande in Italia, come dimostrano i dati relativi alla partecipazione popolare a tutte le ultime tornate elettorali. Se venisse approvata e si trasformasse in legge, interesserebbe almeno cinque milioni di elettori che per diversi motivi - dal lavoro e lo studio ai problemi di salute - si trovano temporaneamente domiciliati in un comune diverso da quello dove è registrata la loro residenza.

 

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I promotori

La raccolta delle 50mila firme necessarie per far partire l’iter legislativo si era conclusa lo scorso dicembre. La proposta era stata presentata al Senato da tre promotori: Good lobby, Will Media e la Rete voto fuori sede.

 

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Tre mesi di tempo per esaminare la proposta di legge

Mercoledì 7 gennaio si inizierà quindi con l'illustrazione del provvedimento da parte della relatrice, la senatrice di Fratelli D'Italia Domenica Spinelli, e l'intenzione è quella di procedere spediti, anche perché il regolamento di Palazzo Madama concede solamente tre mesi di tempo per l'esame delle proposte di iniziativa popolare. Poi si passa all'Aula d'ufficio. 

La "sfida" dell’astensionismo elettorale

Il problema dell’astensionismo elevato preoccupa tutte le forze politiche, senza differenze: "È una sfida per tutti, a tutti i livelli" e bisogna cercare di mettere "in campo tutti gli strumenti idonei a recuperarlo", spiega la senatrice di Fratelli d'Italia. 

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L’appello di Sergio Mattarella

Il tema è stato ripreso anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno dello scorso 31 dicembre. Il suo pensiero si è rivolto soprattutto ai più giovani, la fascia anagrafica da sempre più toccata dai paletti al momento in vigore nel nostro sistema elettorale. "Desidero rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno - che vi giudica senza conoscervi davvero - vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l'Italia moderna", ha detto il capo dello Stato in quell’occasione.

La sperimentazione per il voto dei fuorisede nel 2025

La relatrice Spinelli ha intanto ricordato che il Senato, lo scorso anno, aveva già votato all'unanimità la sperimentazione che ha permesso il voto fuori dalla residenza non solo per motivi di studio (come era successo per le europee del 2024) ma anche per motivi di lavoro e di salute, in occasione dei referendum di giugno 2025.    

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Cosa prevede la proposta di legge

Il sistema sperimentato - voto nei giorni e nei seggi allestiti per tutti, in alcuni casi in sezioni speciali - è diverso da quello contenuto nella proposta di legge popolare, più simile a quello in vigore per il voto dall'estero. Il testo prevede infatti che gli interessati presentino domanda per via "telematica" (con Spid o carta di identità elettronica), "almeno 35 giorni" prima di tutte le elezioni - politiche, regionali, amministrative e referendum - certificando la motivazione che li tiene lontani dalla residenza (iscrizione all'università, certificato medico o contratto di lavoro). Il Comune eletto a domicilio invierà poi una conferma e l'indicazione della "sezione elettorale di pertinenza". Fin qui i due modelli coincidono. La proposta di iniziativa popolare però prevede poi che i seggi saranno allestiti negli uffici postali (con cabine e totem digitali per consultare le liste elettorali) e che il voto sia anticipato "nei giorni compresi tra e il mercoledì della seconda settimana antecedente" le elezioni. 

Le coperture dei costi

A copertura dei costi del nuovo sistema ci sarebbe un milione di euro, da recuperare dalla cancellazione degli sconti oggi previsti sui viaggi dei fuorisede che rientrano a casa per votare. 

 

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