Gaza, media: "Italia, Germania e Gb tra paesi pronti ad entrare nel Board of Peace"

Italia, Germania, Regno Unito, Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti avrebbero espresso agli Stati Uniti il loro "impegno affinché i loro leader si uniscano al presidente Donald Trump nel Board of Peace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza".  Lo riporta il Times of Israel che scrive: "Gli impegni di sei Paesi offrono un fondamentale sostegno internazionale agli sforzi dell'amministrazione Trump per far progredire il suo piano di pace per Gaza oltre la fase iniziale del cessate il fuoco"

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Un neonato palestinese è morto di freddo nella Striscia di Gaza, secondo le autorità locali citate da Al Jazeera, secondo cui Israele continua a limitare l'ingresso di forniture per ripari e altri aiuti umanitari nell'enclave, nonostante le rigide condizioni invernali. Il ministero della Salute palestinese a Gaza ha dichiarato martedì che un neonato di due settimane è morto martedì dopo essere stato curato per una grave ipotermia, causata dal freddo estremo che attanaglia Gaza.

La conferenza di Doha sulla forza di sicurezza internazionale per Gaza, promossa dal Comando Centrale Usa (Centcom), non è riuscita a prendere decisioni chiave sul dispiegamento della forza e sul suo mandato. Lo ha dichiarato un funzionario europeo al Times of Israel. La conferenza, spiega il media israeliano, è iniziata con la presentazione da parte di un alto ufficiale statunitense sugli obiettivi americani per la forza nascente e su una proposta di missione, ha spiegato il funzionario, aggiungendo che la discussione era la continuazione di un recente incontro iniziale a Washington. Ai paesi partecipanti alla conferenza è stato poi chiesto di dichiarare se fossero interessati a unirsi alla forza e se sarebbero arrivati a confermare la loro partecipazione, ha detto il funzionario europeo. Il forum ha anche discusso i prossimi passi, tra cui una riunione dei capi di stato maggiore a gennaio. La sede dell'incontro non è ancora nota. Non c'è ancora "una risposta chiara" sul mandato della forza e se sarà coinvolta nel disarmo di Hamas, ha spiegato il funzionario europeo.

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Tregua Gaza, chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas. FOTO

Venti persone rapite nell’attacco del 7 ottobre 2023 sono state liberate, consegnate alla Croce Rossa e riportate in Israele. Ecco le loro storie.

Tregua Gaza, chi sono gli ostaggi israeliani rilasciati da Hamas. FOTO

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Media: "A Doha nessun accordo per forza di pace a Gaza"

Ieri lo U.S. Central Command (Centcom) ha ospitato una conferenza a Doha per discutere le fasi successive del cessate il fuoco in 20 punti del piano Trump a Gaza, compreso il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione (Isf). Tuttavia, secondo funzionari europei, la conferenza - da cui la Turchia sarebbe esclusa su richiesta di Israele - non e' riuscita a decidere il mandato della futura forza di pace. Gli Usa hanno inviato senza successo richieste a oltre 70 nazioni per truppe e rifornimenti volontari per lo schieramento dell'Isf, che potrebbe includere, tra gli altri, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Azerbaigian.

Media: "Italia, Germania e Gb tra 6 paesi pronti ad entrare nel Board of Peace"

Italia, Germania, Regno Unito, Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti avrebbero espresso agli Stati Uniti il loro "impegno da affinché i loro leader si uniscano al presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel Board of Peace, che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza".  Lo riporta il Times of Israel citando quattro funzionari a conoscenza del dossier. Gli impegni di sei Paesi, scrive il media israeliano, offrono un fondamentale sostegno internazionale agli sforzi dell'amministrazione Trump per far progredire il suo piano di pace per Gaza oltre la fase iniziale del cessate il fuoco. 

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

All'indomani della firma ufficiale dell'accordo di pace di Donald Trump a Sharm el Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla "fase 2" del piano, in particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia, quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di due anni di conflitto?

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Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

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Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo

La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l'altra sotto Hamas. L'ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.

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La questione israelo-palestinese, cos'è e come è nata

L'attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni, qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell'ottobre del 2025.

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Netanyahu: "Accordo storico con Egitto su gas da 35 mld dollari"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato di aver approvato un importante accordo per l'esportazione di gas verso l'Egitto del valore di circa 35 miliardi di dollari. "Oggi ho approvato il più grande accordo sul gas nella storia di Israele. L'intesa vale 112 miliardi di shekel, pari a 34,7 miliardi di dollari", ha dichiarato Netanyahu in un discorso televisivo. "L'accordo è con la compagnia americana Chevron, insieme a partner israeliani che forniranno gas all'Egitto", ha aggiunto. Il ministro dell'Energia, Eli Cohen, ha definito l'intesa "il più grande accordo di esportazione nella storia dello Stato".

Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas

Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia Ivanka), si è tornati a parlare dopo l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti: ecco chi è.

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Media: a Doha nessun accordo per forza di pace a Gaza

Ieri lo U.S. Central Command (Centcom) ha ospitato una conferenza a Doha per discutere le fasi successive del cessate il fuoco, in base al piano Trump in 20 punti per Gaza, compreso il dispiegamento di una forza internazionale di stabilizzazione (Isf).Tuttavia, secondo funzionari europei, la conferenza – da cui la Turchia sarebbe esclusa su richiesta di Israele – non è riuscita a decidere il mandato della futura forza di pace. Gli Usa hanno inviato senza successo richieste a oltre 70 nazioni per truppe e rifornimenti volontari per lo schieramento dell'Isf, che potrebbe includere, tra gli altri, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan e Azerbaigian.

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

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Gaza, media: "Gli Usa dicono Italia, Gb, Germania nel Consiglio di pace"

Gli Stati Uniti stanno dicendo ai loro interlocutori di aver ottenuto l'impegno da Egitto, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito, Italia e Germania affinchè i loro leader si uniscano al Presidente americano Donald Trump nel Consiglio per la pace che supervisionerà la gestione postbellica di Gaza. Lo hanno detto al 'Times of Israel' quattro funzionari a conoscenza della questione. L'impegno di sei Paesi offre un'adesione internazionale fondamentale agli sforzi dell'amministrazione Trump per far progredire il suo piano di pace per Gaza oltre la fase iniziale del cessate il fuoco. Tuttavia, la disponibilità a far parte del Board of Peace non significa che sia garantito ulteriore sostegno da parte di ciascun Paese, secondo un funzionario statunitense, un funzionario israeliano e due diplomatici arabi che hanno parlato con il 'Times of Israel' per questo articolo a condizione di mantenere l'anonimato. Gli Stati Uniti sperano che un'ampia e autorevole partecipazione al Board of Peace rafforzerà la legittimità internazionale dell'iniziativa e aumenterà la probabilità che i Paesi siano disposti a contribuire con fondi, truppe o altre forme di sostegno. Di conseguenza, gli Stati Uniti puntano ad avere circa una mezza dozzina di altri leader che si uniscano al panel presieduto da Trump, tra cui il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. 

Netanyahu annuncia l'approvazione dell'accordo sul gas con l'Egitto

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l'approvazione dell'accordo sul gas con l'Egitto. L'accordo vale 30 miliardi di euro, dei quali più della metà andranno allo Stato di Israele. In una dichiarazione, Netanyahu ha affermato: "L'accordo rafforza la posizione di Israele come potenza energetica regionale e contribuisce alla stabilità della nostra regione. Incoraggia altre aziende a investire nell'esplorazione del gas nelle acque economiche di Israele". Nell'accordo, ha detto il premier israeliano, è coinvolta la multinazionale americana Chevron. 

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

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Herzog: "Con il Papa condivisa l'urgenza di combattere l'antisemitismo"

"Ho espresso i miei più sentiti auguri a Papa Leone XIV e alle comunità cristiane di tutto il mondo per le imminenti festività natalizie. Durante la nostra chiamata odierna, abbiamo discusso dell'allarmante aumento dell'antisemitismo globale, incluso il devastante attacco terroristico contro la comunità ebraica di Sydney, e dell'urgente necessità di combattere ogni forma di questo odio". Lo scrive su X il presidente israeliano Isaas Herzog. "Ho espresso a Papa Leone XIV la grande importanza del nostro rapporto con la Santa Sede e i cristiani di tutto il mondo. Ho anche espresso il mio profondo orgoglio per le comunità cristiane di Israele, i cui leader si riuniranno per un incontro festivo annuale presso la Residenza Presidenziale a Gerusalemme nelle prossime settimane. Entrambi abbiamo espresso la speranza di pace e di un futuro più luminoso per il mondo dopo il nuovo anno". 

Gaza, il freddo e l'inverno aggravano la situazione umanitaria. VIDEO

Media: "Verso l'ok di Israele sull'accordo per il gas con l'Egitto"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ed il ministro dell'Energia, Eli Cohen, potrebbero approvare oggi l'accordo sul gas con l'Egitto. Lo ha riferito su X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei dettagli. 

Nei giorni scorsi un articolo del Times of Israel riportava che Netanyahu avrebbe in programma di recarsi al Cairo per firmare l'intesa, precisando che funzionari israeliani hanno lavorato con diplomatici statunitensi alla preparazione del viaggio. Netanyahu dovrebbe incontrare il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. 

Il Times of Israel ha riferito anche che l'ambasciatore israeliano negli Usa, Yechiel Leiter, guida gli sforzi per organizzare il summit al Cairo. Leiter è diventato il principale referente di Netanyahu con Washington e con gli Stati arabi, tra cui Siria e Libano, dopo le dimissioni del ministro per gli Affari Strategici, Ron Dermer, lo scorso mese.

Israele valuta se chiudere l'ambasciata in Norvegia

Il Ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, sta valutando la possibilità di chiudere l'ambasciata israeliana in Norvegia, che opera senza ambasciatore dal maggio 2024. Lo ha appreso Ynet. L'ex ambasciatore Avi Nir è stato richiamato in Israele per consultazioni in seguito al riconoscimento ufficiale di uno Stato palestinese da parte della Norvegia e da allora l'ambasciata è gestita dal suo vice. Attualmente, il Ministero degli Esteri sta conducendo un processo di deliberazione, guidato dal Ministro, in merito al destino dell'ambasciata. Israele ha deciso di attendere le elezioni norvegesi, pensando che, in caso di un cambiamento politico, le relazioni tra i due Paesi avrebbero potuto essere ripristinate, ma il cambiamento non si e' concretizzato e il governo di sinistra, che ha riconosciuto uno Stato palestinese, continua a detenere il potere

Patriarchi implorano Israele: "Conceda permessi per bambini di Gaza con la leucemia"

"I Patriarchi e i capi delle chiese di Gerusalemme, con rispetto, richiedono alle autorità israeliane dei permessi per concedere ai bambini di Gaza che hanno ricevuto una diagnosi di leucemia di poter viaggiare per raggiungere l'Augusta Victoria hospital sul monte degli Ulivi e ricevere i trattamenti specializzati che sono disponibili per loro lì".  E' quanto afferma una nota dei Patriarchi di Terra Santa diffusa dal Patriarcato latino di Gerusalemme. "L'Augusta Victoria hospital - si legge - è preparato per poter gestire non solo il trasporto ma la piena assistenza e il trattamento di questi giovani e vulnerabili pazienti che saranno poi restituiti dall'ospedale alle loro case a Gaza alla fine del trattamento. Facciamo questo appello su basi umanitarie - si legeg anocra -, il trattamento di questa patologia non è disponibile a Gaza, non ci alcun peso sul governo per nessun costo dal momento che sarà sostenuto interamente dall'ospedale. Richiediamo con urgenza che il permesso per questi giovani pazienti" sia concesso "il prima possibile" poichè  "come per ogni patologia,  il rapido trasferimento è essenziale per una buona riuscita. Speriamo davvero che le autorità responsabili vedano opportuno che questi pazienti ricevano le cure necessarie". 

Herzog: "Con il Papa discusso dell'aumento allarmante dell'antisemitismo"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha detto su 'X' di aver parlato con Papa Leone, al telefono, ''dell'allarmante aumento dell'antisemitismo globale, incluso il devastante attacco terroristico contro la comunità ebraica di Sydney, e dell'urgente necessità di combattere ogni forma di questo odio''. Rivolgendo ''a Papa Leone XIV e alle comunità cristiane di tutto il mondo gi auguri per le imminenti festività natalizie'', Herzog ha anche sottolineato ''la grande importanza del nostro rapporto con la Santa Sede e i cristiani di tutto il mondo''.

Il presidente israeliano ha poi annunciato che ''i leader delle comunità cristiane di Israele si riuniranno per un incontro festivo annuale presso la Residenza Presidenziale a Gerusalemme nelle prossime settimane''. Il Pontefice e Herzog hanno ''entrambi espresso la speranza di pace e di un futuro più luminoso per il mondo dopo il nuovo anno''.

Madrid: "Impegnati in sostegno alla forza Unifil e al Libano"

"E' un momento difficile, per questo dobbiamo continuare a essere fermamente impegnati per la pace nella regione, sostenendo le Nazioni Unite e il Libano". E' quanto ha assicurato la ministra della Difesa spagnola, Margherita Robles, al termine di una riunione a Beirut con il suo omologo Michel Menassah, nella seconda giornata del suo viaggio in Libano, per visitare il contingente iberico di 700 effettivi dispiegato nella forza Unifil lungo la Linea Blu. Robles ha trasmesso a Menassah la ferma volontà della Spagna di continuare a sostenere il Paese, le sue forze armate e la missione di pace anche dopo un'eventuale ripiegamento di Unifil, che l'Onu ha fissato per fine 2026. Durante l'incontro, il titolare della Difesa libanese ha espresso preoccupazione per il futuro della missione formata da circa 3.500 militari di sette nazionalità (India, Nepal, Indonesia, Serbia, El Salvador, Brasile e Spagna) "Formalmente c'è una situazione di pace, ma ogni giorno continuano ad esserci morti", ha osservato la ministra spagnola - ripresa dall'emittente Tve - in riferimento agli incidenti continui alla frontiera con Israele, nonostante l'accordo di cessazione delle ostilità chiuso oltre un anno fa dalle autorità israeliane con quelle libanesi. Robles ha precisato che la principale preoccupazione è che le forze armate libanesi possano avere un addestramento militare e formazione adeguati, ribadendo che Madrid "continuerà a sostenere e ad aiutare". "La Spagna e il Libano hanno un vincolo di fratellanza e impegno comune per la pace", ha assicurato la ministra. 

Telefonata tra il Papa e Herzog: "Ferma condanna dell'antisemitismo"

"Nel pomeriggio di oggi, Leone XIV ha ricevuto una telefonata da parte di Isaac Herzog, Presidente d'Israele, in occasione delle imminenti festività natalizie e della festa ebraica di Hanukkah. Durante il colloquio, alla luce del recente attentato terroristico a Sydney, il Papa ha ribadito la ferma condanna della Chiesa Cattolica verso ogni forma di antisemitismo che in tutto il mondo continua a seminare paura nelle comunità ebraiche". "Il Papa ha rinnovato il suo appello affinché si perseveri nei processi di pace nella regione, soffermandosi sull'urgenza di intensificare gli sforzi in materia di aiuti umanitari". Così il Vaticano. 

Undici palestinesi feriti a Gaza, l' Idf: "Colpo fuori bersaglio"

Undici palestinesi sono rimasti feriti in un bombardamento israeliano nella zona di Al-Samar, a Gaza City, in quello che secondo l'Idf è stato un incidente. L'attacco, ha sottolineato l'emittente qatariota Al Araby, è avvenuto lontano dalla Linea Gialla che segna il confine con la zona controllata dall'esercito israeliano. L'Idf ha affermato che "un colpo di mortaio sparato durante le operazioni è finito fuori bersaglio". "Siamo a conoscenza delle segnalazioni di vittime, l'incidente è sotto inchiesta". 

Idf

©Ansa

Hamas, a Gaza quasi 400 morti da cessate il fuoco

Almeno un palestinese è stato ucciso e un altro ferito in attacchi israeliani su Gaza nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, sottolineando che il bilancio dall'inizio della guerra è di 70.668 morti e 171.152 feriti, di cui 394 morti e 1.075 feriti dal cessate il fuoco del 10 ottobre. 

Anp, 4 palestinesi feriti a Nablus dal fuoco dell'Idf

Quattro palestinesi sono rimasti feriti a Nablus, nel nord della Cisgiordania, da colpi d'arma da fuoco delle truppe israeliane. Lo ha riferito il ministero della Salute dell'Autorità nazionale palestinese a Ramallah. I militari israeliani hanno fatto irruzione in un'area della Città Vecchia e sono scoppiati scontri con i residenti. L'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando il capo del centro di emergenza della Mezzaluna Rossa Amid Ahmed, ha fatto sapere che tra i giovani colpiti, uno e' stato ferito al petto e uno al ginocchio, mentre gli altri due sono stati feriti da schegge, uno dei quali alla testa. 

Capo Mossad: "Israele deve garantire che l'Iran non ottenga l'atomica"

A sei mesi dalla "guerra dei 12 giorni" con l'Iran, il capo del Mossad, David Barnea, ha dichiarato che Israele deve "garantire" che l'Iran non riprenda il suo programma nucleare. Lo riporta il Times of Israel.     "Un paese votato alla distruzione di Israele come l'Iran, che ha "livelli di uranio arricchito che non hanno altra spiegazione se non quella di realizzare il suo desiderio di un'arma nucleare militare, è un Paese che si scatenerà non appena gli sarà consentito", ha dichiarato Barnea durante una cerimonia di premiazione per gli agenti dell'intelligence del Mossad a Gerusalemme, secondo il Toi. "L'idea di continuare a sviluppare una bomba nucleare batte ancora nei loro cuori. Abbiamo la responsabilità di garantire che il progetto nucleare, gravemente danneggiato, in stretta collaborazione con gli americani (nella guerra dei 12 giorni, ndr), non venga mai attivato", ha affermato ancora il capo del Mossad, che nel giugno del 2026 terminerà il suo mandato. "Sebbene il regime degli ayatollah si sia svegliato, in un solo istante, scoprendo che l'Iran era stato completamente smascherato e infiltrato, l'Iran non ha ancora abbandonato la sua ambizione di distruggere lo Stato di Israele", ha affermato Barnea, dicendosi scettico sulla possibilità di accordi diplomatici con Teheran e su qualsiasi accordo sul nucleare con cui l'Iran intenderebbe di nuovo "ingannare il mondo".

L'Egitto condanna i nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania

L'Egitto ha espresso una "ferma condanna" dell'approvazione da parte del governo israeliano di 19 nuovi insediamenti in Cisgiordania. "Ciò costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni di legittimità internazionale - afferma una nota della presidenza -, in particolare delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che affermano l'illegalità degli insediamenti, in particolare la Risoluzione 2334 del 2016". "La Repubblica Araba d'Egitto - aggiunge la nota - ribadisce il suo totale rifiuto di ogni forma di espansione degli insediamenti, che costituisce un ostacolo importante al raggiungimento della soluzione dei due Stati e all'istituzione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale". La comunità internazionale - conclude - deve assumersi le proprie responsabilità legali e morali e adottare misure efficaci per porre fine a queste violazioni e proteggere i diritti legittimi del popolo palestinese, al fine di rilanciare il processo politico e raggiungere una pace giusta, globale e duratura in Medio Oriente".

Unrwa: 'A Gaza persiste elevato livello di malnutrizione'

Nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore a Gaza il 10 ottobre, secondo le Nazioni Unite si continuano a registrare elevati livelli di malnutrizione tra i bambini della Striscia di Gaza. L'Unrwa, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati palestinesi, ha chiesto in un post su X che il proprio lavoro di soccorso possa tornare "alla piena capacità" per aiutare i bambini "che affrontano enormi difficoltà", tra cui guerra, sfollamento e malnutrizione. Israele ha severamente limitato l'ingresso degli aiuti a Gaza, portando alla conferma della carestia ad agosto da parte della Classificazione integrata della sicurezza alimentare (Ipc) sostenuta dalle Nazioni Unite.

Ong: 'Israele vuole costruire 9.000 case a Gerusalemme Est'

Le autorità israeliane potrebbero costruire 9.000 nuove unità abitative in un insediamento illegale sul sito dell'aeroporto abbandonato di Qalandiya, a Gerusalemme Est. Lo denuncia il gruppo israeliano Peace Now, secondo cui, il cosiddetto quartiere di Atarot, nella parte nord-orientale di Gerusalemme, sarà discusso e i suoi contorni saranno approvati oggi dal Comitato distrettuale per la pianificazione e l'edilizia. L'iniziativa ricorda il piano E1 per indebolire lo Stato palestinese e sarebbe un altro tentativo di isolare le terre palestinesi le une dalle altre e bloccare qualsiasi possibilità che emerga uno stato palestinese contiguo. 

Il gruppo di pressione ha affermato che il nuovo insediamento dovrebbe essere costruito all'interno di un'area urbana palestinese densamente popolata, che si estende da Ramallah, in Cisgiordania, e da Kafr Aqab nel nord, attraverso il campo profughi di Qalandiya, ar-Ram, Beit Hanina e Bir Nabala. Costituirebbe un'enclave israeliana in un'area in cui centinaia di migliaia di palestinesi vivono nelle immediate vicinanze, con l'obiettivo di bloccare lo sviluppo in un'area chiave e di compromettere ulteriormente la probabilità che venga istituito uno Stato palestinese sovrano. "Si tratta di un piano distruttivo che, se attuato, impedirebbe qualsiasi possibilità di collegare Gerusalemme Est con l'area palestinese circostante e, di fatto, impedirebbe la creazione di uno Stato palestinese accanto a Israele", ha affermato Peace Now.

Meloni: "Tregua fragile in Medio Oriente, ognuno faccia la sua parte"

"Il Piano di pace del Presidente Trump ha avuto il grande merito di porre fine al conflitto a Gaza. Un conflitto che aveva provocato un numero di vittime civili e una crisi umanitaria ingiustificabili, che non lasciano indifferente nessuno di noi. Ma si tratta di una tregua fragile e di un percorso complesso e ambizioso, e credo che ogni persona di buona volontà, chiunque abbia sinceramente a cuore il futuro di Israele e della Palestina, e la stabilità in una regione così strategica, sia chiamato a fare la sua parte per consolidare la cessazione delle ostilità, che possa durare nel tempo e aprire la strada alla stabilizzazione a lungo termine della Striscia, fino a realizzare la prospettiva dei due stati". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in Aula alla Camera nelle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 dicembre. 

Meloni: Abu Mazen ci ha chiesto un impegno forte e non ci sottrarremo

"L'invito a partecipare al summit di Manama" del Consiglio di cooperazione del Golfo "come ospiti d'onore è anche un riconoscimento, da parte di quei leader, dell'impegno fondamentale, che l'Italia ha dimostrato negli sforzi per riportare la pace a Gaza. Un riconoscimento che viene anche dagli Stati Uniti, con un apprezzamento specifico per quanto fatto negli anni dai nostri Carabinieri nella formazione delle forze di sicurezza palestinesi, come da Israele, che sa di trovare nell'Italia un partner che, in questi anni difficili, ha sempre tenuto la barra dritta, richiamando le troppo spesso dimenticate responsabilità di Hamas nel conflitto, a partire proprio dall'efferato attacco del 7 ottobre 2023". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio Ue.     "Ma è un ruolo, quello dell'Italia, che è cercato e voluto anche da parte palestinese. Pochi giorni fa - ha continuato -, ho ricevuto qui a Roma il presidente Abu Mazen, per la seconda volta in poco più di un mese. Il presidente palestinese ha chiesto, con convinzione, un impegno italiano forte e ambizioso, nei passaggi necessari a fissare il piano di pace proposto dagli Stati Uniti e sottoscritto da tutti i protagonisti. E io credo che l'Italia non si debba sottrarre a questo impegno, che le viene richiesto da più parti, in un momento tanto decisivo".

Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

Mentre regge - a fatica - il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

Gaza, cos'è il 'modello IRA' per il disarmo di Hamas

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Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

Dagli accordi di Camp David al vertice di Sharm el-Sheikh, da tempo si cerca una via diplomatica per la pace in Medio Oriente. Un percorso costellato da tanti fallimenti. Ora, con la firma dell'accordo sulla prima fase del piano Trump per Gaza, l'impressione è di essere a una svolta. Dalla stretta di mano Rabin-Arafat alle proposte per “Due Stati, due popoli”: ecco le tappe per risolvere la questione israelo-palestinese.

Israele-Palestina, da Oslo a Sharm: i piani di pace negli anni

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Al Jazeera: "Un bimbo è morto assiderato a Gaza"

Un neonato palestinese è morto di freddo nella Striscia di Gaza, secondo le autorità locali citate da Al Jazeera, secondo cui Israele continua a limitare l'ingresso di forniture per ripari e altri aiuti umanitari nell'enclave, nonostante le rigide condizioni invernali.     l Ministero della Salute palestinese a Gaza ha dichiarato martedì che il neonato di due settimane, Mohammed Khalil Abu al-Khair, è morto martedì dopo essere stato curato per una grave ipotermia, causata dal freddo estremo che attanaglia Gaza.   Al Jazeera scrive che le protezioni di base a Gaza sono state "sistematicamente smantellate" a causa della guerra.

Israele nega ingresso Cisgiordania a parlamentari Canada

Israele ha negato l'ingresso in Cisgiordania a sei parlamentari canadesi perche' accusati di essere legati a "un'entita' terroristica". I fatti risalgono a martedi' scorso. La delegazione canadese fa parte di un gruppo di connazionali che partecipano a un viaggio organizzato da Canadian-Muslim Vote, un'organizzazione benefica. L'ambasciata israeliana in Canada ha dichiarato all'AFP che questa organizzazione riceve finanziamenti da Islamic Relief Canada, una 'costola' di Islamic Relief Worldwide (IRW), che e' stata "inserita nell'elenco delle entita' terroristiche dallo Stato di Israele". IRW, dal canto suo, ha da tempo respinto le accuse di Israele negando ogni legame con movimenti terroristici e con Hamas.

Idf: attività di routine per demolire infrastrutture di Hamas

Dopo che i media palestinesi hanno riportato una serie di attacchi aerei israeliani nella parte orientale di Gaza City, l'Idf afferma di star conducendo attività di routine per demolire le infrastrutture di Hamas nella zona. Lo riferisce Times of Israel. L'attività si sta svolgendo sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco di Gaza, si legge.

Media: nessuna decisione al vertice a Doha sulla forza per Gaza

La conferenza di Doha sulla forza di sicurezza internazionale per Gaza, promossa dal Comando Centrale Usa (Centcom), non è riuscita a prendere decisioni chiave sul dispiegamento della forza e sul suo mandato. Lo ha dichiarato un funzionario europeo al Times of Israel. Il forum ha anche discusso i prossimi passi, tra cui una riunione dei capi di stato maggiore a gennaio. La sede dell'incontro non è ancora nota. Non c'è ancora "una risposta chiara" sul mandato della forza e se sarà coinvolta nel disarmo di Hamas, ha spiegato il funzionario europeo.

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