Introduzione
Il 2026 si annuncia come un anno con diversi importanti appuntamenti elettorali in Italia, che lanceranno la volata per le elezioni politiche previste - qualora si arrivasse alla scadenza naturale della legislatura - nel 2027. Nell’anno che verrà saranno chiamati alle urne gli abitanti di alcune grandi città italiane, così come tutti gli italiani per votare a un referendum costituzionale.
Quello che devi sapere
Per cosa si è votato nel 2025
Lo scorso anno si è concluso con una serie di elezioni regionali che hanno cambiato la geografia dei governatori in Italia: il 23 e il 24 novembre sono stati eletti i nuovi presidenti di Campania (Roberto Fico), Puglia (Antonio Decaro) e Veneto (Alberto Stefani). Nelle settimane precedenti, poi, la Toscana ha confermato il mandato a Eugenio Giani e la Calabria a Roberto Occhiuto. A settembre, infine, le Marche hanno scelto nuovamente Francesco Acquaroli mentre in Valle D’Aosta - che essendo una regione a statuto speciale ha un sistema politico differente rispetto alle altre - l’Union valdotaine si è imposta come primo partito nella tornata elettorale.
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Niente elezioni regionali nel 2026
Se nel 2025 sono state ben 7 le Regioni chiamate al voto per rinnovare il consiglio regionale e il presidente, nel 2026 non è previsto nessun appuntamento per le 20 Regioni italiane. Se i mandati degli eletti dovessero giungere al termine delle rispettive legislature, la prossima tornata di elezioni regionali dovrebbe tenersi nel 2027 e riguarda la sola Sicilia. E un simile discorso vale per le legislative: se si arriverà alla scadenza naturale del mandato parlamentare, il voto per le elezioni politiche dovrebbe tenersi nel corso del 2027.
Le elezioni amministrative nel 2026
Discorso diverso è quello delle elezioni amministrative: nel 2026 infatti sono molti i Comuni chiamati a votare per l’elezione del sindaco, anche in alcune delle più importanti città italiane. In particolare nella primavera di quest’anno si terranno le elezioni - come spiegato da una circolare del Ministero dell’Interno - “per i Comuni che hanno votato nel secondo semestre del 2020” a causa della pandemia di Covid-19, che aveva portato a tenere in autunno tornate elettorali altrimenti previste nel pieno della prima ondata. Quelle in cui si è votato nell’autunno del 2021, invece, saranno chiamate al voto nella primavera del 2027.
Si vota a Venezia e Reggio Calabria
Sono centinaia i Comuni che saranno chiamati alle urne nel 2026, tra cui anche un capoluogo di Regione: nel corso della tornata primaverile infatti sarà eletto anche il sindaco di Venezia. L’attuale primo cittadino è Luigi Brugnaro, che è però al suo secondo mandato e dunque non potrà essere rieletto. Tra gli altri grandi Comuni interessati dalle elezioni della primavera di quest’anno c’è Reggio Calabria, dove dovrà essere scelto il successore del primo cittadino uscente Giuseppe Falcomatà. Altro capoluogo di provincia in cui si andrà a votare nel 2026 è Pistoia.
Quando si vota alle elezioni nel 2026
Ma quando saranno chiamati alle urne questi Comuni, così come le centinaia di altri in tutto il Paese in cui si dovrà votare? Non è ancora stata stabilita una data ufficiale per le elezioni amministrative previste nel 2026, che però si terranno certamente nella primavera di quest’anno.
La legge elettorale per i Comuni italiani
In vista del voto è bene ricordare come funziona la legge elettorale per eleggere i sindaci dei Comuni italiani. Il meccanismo dipende dalla popolazione del territorio di riferimento, con qualche distinzione fissata tra i Comuni che hanno più di 15mila abitanti e quelli che ne hanno meno: per quelli che ne hanno di più, è eletto sindaco il candidato che raggiunge al primo turno la maggioranza assoluta dei voti (50%+1). Se non succede, si svolge un ballottaggio tra i due più votati. Per i Comuni con meno di 15mila abitanti, invece, viene eletto direttamente il candidato sindaco che ha ottenuto più voti, indipendentemente dalla percentuale ottenuta. In entrambi i casi l’elezione del sindaco è comunque contestuale al rinnovo del consiglio comunale.
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Il referendum costituzionale sulla giustizia
Oltre alle elezioni amministrative, il 2026 prevede anche un altro importante appuntamento elettorale: si tratta del referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia, promossa dalla maggioranza che sostiene il governo Meloni. Alla fine dello scorso anno il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con “disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2026", in base al quale le votazioni sul referendum sulla riforma della giustizia si svolgeranno in due giornate, domenica e lunedì. In un'intervista a Il Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio - rispondendo a una domanda sulle possibili date - ha detto: "La data non è stata ancora fissata. Presumibilmente nella seconda metà di marzo".
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