Teheran prende di mira 2 navi statunitensi e otto petroliere in risposta a un attacco statunitense contro cinque petroliere iraniane. Attaccate anche navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. I pasdaran: bombardata base militare statunitense in Giordania. Intanto il petrolio prosegue al sua corsa e il Brent supera i 100 dollari. Il prezzo del gas sale ancora a 78,40 euro, ai massimi da tre anni. Trump: prezzo greggio crollerà dopo nostre elezioni
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Sale ancora la tensione a Hormuz. Gli Usa affondano cinque petroliere iraniane dopo che i Pasdaran avevano preso di mira una nave da guerra americana con missili balistici. Raid di Teheran contro una base degli Stati Uniti in Giordania e altre due navi della Marina in risposta. Estesa l'area sotto sanzioni nello Stretto. Il petrolio vola a 101,37 dollari al barile, il gas infrange la soglia di 79 euro ad Amsterdam, sui livelli di fine 2022. Borse europee in forte calo con l'inasprirsi delle tensioni. Trump: "La guerra finirà subito dopo le nostre elezioni e calerà anche il prezzo del greggio".
In Israele intanto Netanyahu smentisce ancora l'articolo di Haaretz secondo il quale sarebbe stato avvertito dagli Emirati dell'attacco di Hamas 10 giorni prima del 7 ottobre e non avrebbe fatto nulla: il premier annuncia che querelerà il giornale.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Iran, media: forte esplosione a Qeshm
Un giornalista dell'agenzia di stampa statale IRNA riferisce che pochi istanti fa si è udita una forte esplosione sull'isola di Qeshm, situata nello Stretto di Hormuz. "Non è ancora chiaro se il suono provenisse dal mare o se l'esplosione sia avvenuta all'interno di Qeshm", si legge nella notizia dell'IRNA.
Lo riporta anche la Reuters, che cita l'agenzia iraniana Fars: "Esplosioni sono state avvertite nell'isola di Qeshm, a nord dello stretto di Hormuz, e nella città di Sirik".
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Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Il ministro degli Esteri britannico Miliband ha accusato il governo di "chiudere gli occhi" davanti alla "pulizia etnica" in corso nei territori palestinesi occupati. Altri 11 Paesi in una dichiarazione congiunta hanno annunciato che intendono applicare sanzioni agli scambi commerciali con quei territori. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar: "Affermazioni scandalose e false, tentativo di interferire nella politica israeliana nella campagna elettorale". Chiuso il consolato britannico a Gerusalemme Est.
Cisgiordania, 12 Paesi impongono sanzioni a colonie israeliane
Vai al contenutoGuerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
Vai al contenutoSiria: illegale ingresso odierno di Netanyahu
Il ministero degli Esteri siriano afferma che Israele ha violato la sua "integrita' territoriale" in occasione della visita odierna del primo ministro, Benjamin Netanyahu, a Jabal al-Sheikh (Monte Hermon). Il ministero ha scritto sui social media che l'ingresso di Netanyahu in Siria di oggi e' "illegale" in quanto ha visitato le truppe israeliane che occupano il territorio siriano.
Iran: Trump, 'dopo le elezioni i prezzi del petrolio crolleranno
I prezzi del petrolio crolleranno dopo le elezioni di mid-term. A dirsene certo è stato il presidente americano Donald Trump interpellato dai giornalisti prima della sua partenza per Dallas. "Tutto ciò che dovete fare è chiedere: Permetterete all'Iran di avere un'arma nucleare? E la risposta è no. E stanno andando malissimo. Il loro Paese è in frantumi in questo momento. Hanno, come probabilmente avrete visto dai numeri, un'inflazione al 300%. La loro moneta non ha valore. Non pagano i loro soldati. Noi controlliamo lo Stretto e un sacco di altre cose. Quindi direi questo a breve, ma subito dopo le elezioni, i prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente. Crolleranno, e noi li faremo scendere. Penso che per la benzina, la porteremo sotto i 2 dollari al gallone", ha affermato. "Ma non prima delle elezioni di metà mandato?", hanno insistito i giornalisti. "Penso che ci vorrà un po' più di tempo rispetto alle elezioni di metà mandato."
Trump: "Parlerò con Israele e Regno Unito"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato le sanzioni imposte dalla Gran Bretagna agli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, cosi' come quelle di altri Paesi che si sono uniti alla condanna delle politiche del governo di Tel Aviv. "Parlerò con Israele. Parlerò con loro (la Gran Bretagna e gli altri Paesi che si sono uniti alle sanzioni, ndr) e scoprirò cosa ne pensano, quali sono le loro considerazioni. Capisco, sapete, capisco perfettamente cosa sta succedendo, ma voglio capire perché è successo tutto questo all'improvviso" ha detto Trump.
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoTrump: "La guerra con l'Iran finirà dopo le elezioni di midterm"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto convinto che il conflitto con l'Iran "finirà subito dopo le elezioni di metà mandato", sostenendo che Teheran "non può più resistere". Secondo il capo della Casa Bianca, gli iraniani "sono disperati e cercano di influenzare le elezioni". Trump ha poi allargato lo sguardo oltre il dossier atomico: "Sto facendo molto di più di un accordo sul nucleare. Ci sarà il nucleare (nell'accordo), ma ci sono molte altre cose sul tavolo". Il presidente ha però ridimensionato le prospettive di un'intesa immediata: "A dire il vero, non lo stiamo cercando. Inizialmente volevo raggiungere un accordo. Siamo arrivati a un punto tale. A loro è rimasto ben poco territorio. Quindi non lo stiamo cercando". Sulla possibilità di un tavolo negoziale, ha aggiunto: "Sì, forse potrebbero esserci dei negoziati, ma non è qualcosa che stiamo prendendo in considerazione".
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
A sei mesi dall’inizio della guerra, Usa e Iran sono intrappolati nell'immobilismo: Washington non può permettersi un’escalation, ma la diplomazia è ferma. E con Oman e Qatar da soli nelle trattative dirette con l'Iran, cresce l'isolamento di Washington nella regione.
Stallo militare e diplomatico in Iran. E gli Usa sono sempre più soli
Vai al contenutoIran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Un bombardamento Usa colpisce un matrimonio in Iran: quattro morti e circa 60 feriti. Mentre Washington indaga, esperti citati da Reuters parlano di un colpo diretto. E Teheran minaccia una risposta “sproporzionata”.
Iran, bombe Usa su un matrimonio: incidente o azione deliberata?
Vai al contenutoLikud: articolo di Haaretz è sfacciata inferenza straniera nel voto di Israele
"La vera interferenza emersa negli ultimi due giorni è l'intervento straniero sfacciato nelle elezioni in Israele". Lo dichiara il Likud, il partito di Benyamin Netanyahu, in una nota postata dallo stesso premier, in merito all'articolo di Haaretz secondo cui il primo ministro era stato avvertito dagli Emirati dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 dieci giorni prima. "Si è scoperto che dietro la notizia falsa del giornale Haaretz c'è il palestinese Mohammad Dahlan, che risiede negli Emirati Arabi Uniti. Dahlan ha formato una lista comune con Hamas per le elezioni nell'Autorità Palestinese. È interessato ad abbattere il governo di destra guidato da Netanyahu perché sogna di prendere il controllo della Striscia di Gaza. Per farlo, ha bisogno di un governo di sinistra debole di Eisenkot, Yair Golan, Lieberman e dei partiti arabi. Un governo del genere si ritirerebbe da Gaza e la consegnerà al suo controllo", si legge nella nota del Likud. Il partito - prosegue il comunicato - "chiede di aprire un'indagine penale contro Shlomi Eldar, Ruth Yoval", gli autori del libro da cui è tratta l'informazione di Haaretz, e lo stesso "giornale Haaretz", nonché contro "Yair Golan e il partito I Democratici", che secondo il Likud avrebbe pagato Eldar attraverso "un'associazione di sinistra", e avrebbe "visitato segretamente gli Emirati circa due mesi fa insieme all'ex capo dello Shin Bet, Ronan Bar. L'accusa sarebbe di "sospetto tentativo di interferire nelle elezioni con elementi stranieri".
Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Secondo un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA), tra marzo e agosto 2026 a livello globale la crisi ha fatto aumentare di oltre 282 miliardi di euro la spesa per le importazioni di combustibili fossili. Lo shock è stato particolarmente impattante perché non ha riguardato soltanto il petrolio.
Quanto costa all’Europa la dipendenza dai fossili dopo Hormuz
Vai al contenutoL'Aiea deferisce l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu
Il Consiglio dei governatori dell'Aiea ha votato a favore del deferimento dell'Iran al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per il "mancato rispetto" dei suoi obblighi in ambito nucleare, una mossa diplomatica volta ad aumentare la pressione sulla Repubblica islamica. Lo hanno riferito all'Afp due diplomatici. La risoluzione, visionata dalla France Presse, è stata approvata con 23 voti favorevoli, tre contrari e otto astensioni. Russia, Cina e Niger hanno votato contro.
Usa-Iran, colpite 5 petroliere iraniane nel Golfo
Pd-Avs-M5s: calendarizzare legge stop import da insediamenti coloni israeliani
I capigruppo in Commissione Esteri della Camera di Pd, M5S e Avs hanno chiesto oggi la calendarizzazione urgente della proposta di legge unitaria del campo largo sul divieto di importazione e pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato. La proposta di legge, a prima firma Angelo Bonelli e sottoscritta da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, prevede il divieto di importazione e di pubblicità di beni e servizi provenienti da insediamenti israeliani nel territorio palestinese occupato. Per Pd, Avs e M5S si tratta di una proposta unitaria che rappresenta un terreno comune tra le forze di opposizione e sulla quale viene chiesto alla Commissione Esteri di procedere senza ulteriori rinvii alla calendarizzazione e all'esame.
Netanyahu in Siria: mai esercito terrorista a nostro confine
"Non permetteremo a nessun esercito terrorista di insediarsi al nostro confine". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante una visita sul Monte Hermon, nel sud della Siria, insieme al ministro della Difesa Israel Katz. "L'obiettivo principale è sconfiggere il regime terrorista in Iran e lo faremo", ha aggiunto.
M.O., Burnham: "Sanzioni dimostrano nostra leaderhsip mondiale"
La decisione del governo britannico di sanzionare gli insediamenti in Cisgiordania, prendendo posizione contro la violenza dei coloni sui palestinesi, dimostra cosa "significa esercitare una leadership sulla scena mondiale". Lo ha affermato il premier laburista Andy Burnham in Parlamento, rispondendo alle critiche dei conservatori. "Per decenni, politici conservatori e laburisti si sono alternati su questo podio parlando dell'importanza della soluzione a due Stati per Israele e Palestina. Le parole di qualsiasi politico su una soluzione a due Stati rimarranno tali se non accompagnate da azioni concrete" ha dichiarato il capo di Downing Street, sottolineando che "la leadership significa agire, laddove vi sia ingiustizia, sia necessario porre rimedio a situazioni inique". "La Gran Bretagna deve dimostrare leadership, deve schierarsi a favore dell'equità contro l'ingiustizia. Laddove le persone vengono costrette ad abbandonare le proprie case a causa di atti di bullismo o intimidazioni, noi saremo sempre al fianco dei piu' deboli e adotteremo ogni misura possibile per sostenerli. Questo significa esercitare una leadership sulla scena mondiale", ha concluso Burnham.
Israele inaugura la sua prima ambasciata residente a Lubiana
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar sarà oggi in visita ufficiale in Slovenia per colloqui con il suo omologo sloveno Tone Kajzer e per inaugurare la prima ambasciata residente israeliana a Lubiana. Lo rende noto l'agenzia di stampa slovena Sta. Finora gli affari diplomatici relativi alla Slovenia erano gestiti dall'ambasciata israeliana a Vienna. Davanti alla sede diplomatica di Israele a Lubiana sono attese proteste contro le azioni di Tel Aviv a Gaza, riferisce sempre la Sta. Secondo il ministero degli Esteri sloveno, la visita di Saar ha l'obiettivo di rafforzare le relazioni bilaterali e la cooperazione, nonché di offrire un'occasione di confronto sugli sviluppi in corso in Israele, in Medio Oriente e sugli sforzi per la pace.
Israele: "Decisione governo poco prima convegno laburista"
"A poche settimane dal convegno del Partito Laburista britannico, i laburisti scelgono di boicottare Israele. Il tempismo parla da solo. Israele non farà da strumento politico per un governo laburista intento a compiacere il proprio elettorato interno". Lo ha scritto su X il ministero degli Esteri israeliano dopo la decisione del governo britannico di Andy Burnham di adottare sanzioni contro le colonie in Cisgiordania, scatenando.
Iran: "Zona vietata Hormuz anche in Mar Oman e Arabico"
Il divieto di navigazione che l'Iran intende applicare nello stretto di Hormuz si estendera' anche in parte del Mare di Oman e del mar Arabico. Lo ha riferito il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebi, citato dall'agenzia Fars. "Ogni nave che attraverserà la zona vietata dello Stretto di Hormuz sara' soggetta a sanzioni", ha avvertito.
"Criticare Israele non è antisemitismo", a Roma sit-in contro il ddl
Al grido "Criticare Israele non è antisemitismo" realtà pro Pal, studenti, associazioni sono scesi in piazza a pochi metri da Montecitorio per protestare contro il disegno di legge in discussione alla Camera. Sventolano bandiere della Palestina, della pace e di Potere al Popolo. Tra i cartelli esposti "Stop al genocidio", "Difendiamo il diritto di critica sempre" e "Contro ogni forma di razzismo". I manifestanti, radunati a piazza Capranica, si sono ora spostati in corteo a piazza Montecitorio dietro un grande striscione "No al ddl antisemitismo".
Ukmto: "Attaccata petroliera in acque irachene"
La compagnia britannica di sicurezza marittima Ukmto ha ricevuto la segnalazione di un attacco a una nave 28 miglia nautiche a sud-est di Al-Faw, Iraq. "Il comandante di una petroliera ha riferito di essere stato colpito da un proiettile sconosciuto", si legge in un post su X, "l'equipaggio è al sicuro e al momento non è stato segnalato alcun impatto ambientale".
Teheran: "Attacco a petroliere minaccia sicurezza Golfo"
L'Iran ha stigmatizzato gli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane. "Le azioni aggressive degli Stati Uniti contro le navi commerciali iraniane non solo aumentano i pericoli delle tensioni nella regione, ma rappresentano anche una minaccia chiara alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri. Teheran, si spiega, ha sempre preso di mira installazioni militari statunitensi nella regione e in "legittima difesa".
Portavoce Netanyahu: "Gb ritrovi proprio storico coraggio e stia al nostro fianco in lotta contro il male"
"Invece di attaccare Israele, il paese che ora si trova in prima linea contro il terrorismo e il regime iraniano, la Gran Bretagna dovrebbe riscoprire il proprio storico coraggio e stare al nostro fianco nella lotta contro il male. Non è troppo tardi". Ad affermarlo è il portavoce del premier israliano, Doron Spielman parlando a 'Sky News' sottolineando che Londra "può ancora ricordare chi era un tempo" e "scegliere di tornare a essere quella nazione". "Smettete di concentrarvi su Israele mentre noi costruiamo nella nostra patria e iniziate a concentrarvi sul vostro Paese, perché è importante per il mondo", ha aggiunto ancora.
Qatar condanna attacchi iraniani contro la Giordania
"Condanniamo la ripresa degli attacchi iraniani contro la Giordania e li consideriamo una violazione della sua sovranità e del diritto internazionale". Ad affermarlo è il ministero degli Esteri del Qatar in un post su 'X'. "La prosecuzione dell'aggressione iraniana - sottolinea - rappresenta un'escalation che complicherà gli sforzi volti a contenere le tensioni e indebolirà gli sforzi diplomatici". "Riteniamo l'Iran pienamente responsabile sul piano giuridico di questa aggressione e di tutte le ripercussioni e conseguenze che ne derivano. Sottolineiamo la necessità di porre fine a tutte le operazioni militari e alle aggressioni che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione", aggiunge.
Ft: Iran ricorre a criptovalute per evitare sanzioni
L'Iran sta ricorrendo alle criptovalute per cercare di mantenere attivi i flussi commerciali durante la guerra e il blocco imposti dagli Stati Uniti, allentando i suoi rigidi controlli sulle valute estere al fine di contrastare l'inasprimento delle sanzioni. Lo rivela il Financial Times. Da tempo escluso dal sistema finanziario globale, spiega FT, Teheran ha imposto per anni ostacoli gravosi a importatori ed esportatori per controllare l'afflusso di valuta estera, spingendo le imprese ad accumulare quello che la magistratura stima essere piu' di 100 miliardi di dollari in proventi non dichiarati sia in patria che all'estero. Sono anni che, spiega ancora FT, Teheran ha dedicato anni a costruire un sistema progettato per aggirare le sanzioni, anche con l'aiuto delle criptovalute, ma i suoi sforzi per trovare mezzi alternativi per sostenere le transazioni transfrontaliere hanno assunto maggiore urgenza durante la guerra.
Centcom Usa, nessuna nave Usa è stata colpita, distrutte 10 petroliere iraniane in ultima settimana'
"Nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita, tutti i tentativi di attacco dei Pasdaran sono falliti". Ad affermarlo è il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) dopo che i Guardiani della rivoluzione iraniana hanno dichiarato di aver colpito due cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti operanti in Medio Oriente. "Questa affermazione è completamente falsa", sottolinea il Centcom. Le forze armate Usa, invece, sottolinea, "hanno distrutto con successo 10 petroliere iraniane soltanto nell'ultima settimana. Queste imbarcazioni facevano parte di una rete clandestina multimiliardaria utilizzata per finanziare i Guardiani della rivoluzione, e l'Iran non è in grado di difenderle".
Mo: rabbino britannico-israeliano scrive a premier Gb criticando ipocrisia in trattamento riservato agli israeliani
Un rabbino britannico-israeliano, la cui moglie e le cui due figlie sono state uccise da membri di Hamas, ha accusato il governo britannico di applicare criteri ingiusti nei confronti degli israeliani. La moglie del rabbino Leo Dee, Lucy, e le figlie, Maia e Rina, sono state uccise a colpi d’arma da fuoco mentre attraversavano in auto la Valle del Giordano nell’aprile 2023. In una lettera aperta indirizzata al premier britannico, Andy Burnham, riferisce 'The Times', "si è chiesto perché l’'indignazione morale' del governo non fosse rivolta all’Autorità Palestinese, che secondo lui 'ricompensa finanziariamente' il terrorismo". Il rabbino, nato a Londra e residente nell’insediamento di Efrat in Cisgiordania, nell’Area C controllata da Israele, scrive il quotidiano britannico, fa riferimento a un sistema in base al quale la leadership palestinese invia pagamenti ai cittadini detenuti in Israele, talvolta soprannominato 'pay for slay'". "Lei - scrive Dee rivolgendosi a Burnham - insiste nel dire che non è contro gli israeliani. Eppure è disposto a prendere di mira gli israeliani ebrei come me per infliggere loro una punizione economica. Questa è l’ipocrisia che trovo così difficile da accettare".
Comando Usa: 'falliti gli attacchi dell'Iran alle navi della Marina'
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha smentito l'affermazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche secondo cui le forze iraniane avrebbero colpito due cacciatorpediniere della Marina statunitense operanti in Medio Oriente, definendola "completamente falsa". "Nessuna nave da guerra della Marina statunitense è stata colpita; tutti i tentativi di attacco delle Guardie Rivoluzionarie sono falliti", ha dichiarato il Centcom aggiungendo che le forze statunitensi hanno distrutto 10 petroliere iraniane nel corso dell'ultima settimana.
Cnn, 'intensa attività di costruzione nel sito nucleare iraniano di Natanz'
Secondo un gruppo di analisti che ha esaminato sei anni di immagini satellitari, il sito nucleare iraniano di Natanz, sepolto sotto una coltre di granito, ha visto un'intensa attività di costruzione quest'anno, in concomitanza con l'escalation della guerra con gli Stati Uniti. Lo scrive la Cnn. Il sito di Pickaxe Mountain, situato vicino al complesso nucleare di Natanz, a circa 225 chilometri a sud di Teheran, è stato oggetto di continue discussioni da parte delle agenzie di intelligence, che lo considerano un luogo probabile in cui l'Iran potrebbe proteggere i suoi futuri programmi nucleari. Secondo una nuova analisi di immagini satellitari condotta dal think tank Center for Strategic and International Studies, condivisa in esclusiva con la Cnn prima della sua pubblicazione , quest'anno si è registrato "un netto aumento dell'attività edilizia". Secondo gli analisti del Csis, la struttura sotterranea è "probabilmente" progettata per fungere da rifugio sicuro per il programma nucleare iraniano.
Turchia: "bene sanzioni Gb. Agire contro pulizia etnica"
La Turchia ha espresso il proprio sostegno all'iniziativa promossa da 12 Paesi, tra cui il Regno Unito, per vietare gli scambi commerciali e i rapporti d'affari con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Ankara ha anche chiesto un'azione internazionale piu' ampia contro l'espansione illegale delle colonie. Il ministero degli Esteri turco ha dichiarato che Ankara accoglie con favore e sostiene le misure adottate dai 12 Paesi per limitare i legami commerciali con gli insediamenti illegali. "Gli sforzi di Israele per eliminare la soluzione a due Stati si intensificano di giorno in giorno", ha scritto il ministero in una nota. Gli insediamenti illegali si sono trasformati in una "politica sistematica di occupazione" che minaccia la creazione di uno Stato palestinese e ha raggiunto il livello di una "pulizia etnica", ha avvertito il ministero. Per Ankara, una risposta internazionale adeguata alle politiche di occupazione israeliane e' diventata indispensabile per raggiungere una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese e garantire una pace giusta e duratura nella regione. In questo contesto, la Turchia ha esortato gli altri membri della comunita' internazionale ad adottare misure analoghe contro gli insediamenti illegali e ribadito che continuera' a lavorare per la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano, sulla base dei confini del 1967 e con Gerusalemme Est occupata come capitale.
Hezbollah accusa l'ambasciatore americano in Libano
Un membro del Consiglio politico di Hezbollah, Ghaleb Abu Zeinab, ha accusato l'ambasciatore statunitense in Libano, Michel Issa, di aver tenuto parole "provocatorie" e di cercare di "giustificare" i raid israeliani in Libano. Lo riferisce una dichiarazione diffusa mercoledì dall'ufficio media del partito di resistenza armata sostenuto dall'Iran, in risposta alle parole pronunciate nelle ultime ore dal diplomatico americano. Abu Zeinab accusa Issa di riprendere un linguaggio "sionista" e di "addossare alla vittima la responsabilità dei crimini commessi dal boia". Per gli Stati Uniti, aveva detto Issa, c'è "chi ha attaccato e chi ha risposto", e non si può definire Israele l'aggressore "senza ricordare chi ha iniziato per primo": se il Libano non attacca, aveva aggiunto, "gli israeliani non rispondono", ma se attacca risponde "con forza". Il dirigente del partito di Dio accusa Washington di "coprire" gli attacchi dello Stato ebraico e di aver dato "il via libera" alle forze di occupazione israeliane per proseguire quotidianamente i raid nel sud del Libano, che negli ultimi giorni hanno causato diverse decine di morti, oltre a fornire a Israele "armi e sostegno politico" per estendere l'occupazione su oltre 600 chilometri quadrati di territorio libanese. Issa aveva anche dichiarato di voler l'interesse della comunità sciita, affinché il sud "torni a tutti i suoi abitanti" e ognuno possa rientrare nel proprio villaggio, ammettendo però difficoltà a "raggiungere un risultato" con una parte della comunità che, a suo dire, non comprenderebbe come il proprio interesse passi per "l'accettazione delle proprie responsabilità", in riferimento al disarmo di Hezbollah. Per Abu Zeinab, le parole dell'ambasciatore sugli abitanti del sud e sul loro ritorno nei villaggi sono solo un tentativo di "mascherare l'aggressione": un comportamento che definisce "ostile all'umanità in Libano" ed espressione della "totale identificazione" di Washington con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. L'intensificarsi in queste ore dei raid delle forze di occupazione israeliane nella regione di Nabatiye ha causato una trentina di morti in pochi giorni, tra cui un'intera famiglia uccisa nella notte tra domenica e lunedì a Kfar Remman.
Ukmto, diverse navi mercantili colpite nel Golfo
Secondo quanto riferito dall'United Kingdom Maritime Trade Operations, diverse navi mercantili nel Golfo settentrionale e nel Golfo dell'Oman sono state colpite da proiettili che ne hanno causato la messa fuori combattimento durante i raid incrociati tra Usa e Iran nella notte. L'Ukmto ha dichiarato di aver ricevuto una segnalazione riguardante diverse navi commerciali, citando le autorità militari come fonte delle informazioni. L'osservatorio britannico afferma di non essere in grado di confermare la presenza di vittime o impatti ambientali.
Egitto, 'centinaia di navi bloccate nello Stretto di Hormuz'
Centinaia di navi sono bloccate nello Stretto di Hormuz a causa del conflitto Usa-Iran, con a bordo numerosi marittimi egiziani e di altre nazionalità: lo ha detto un alto funzionario del ministero degli Esteri egiziano in una intervista televisiva. Haddad El Gohary, assistente del ministro degli Esteri per gli Affari Consolari e gli Egiziani all'Estero, ha dichiarato che le missioni diplomatiche egiziane stanno fornendo assistenza 24 ore su 24 ai marittimi che desiderano sbarcare e tornare in patria. "Centinaia di navi sono bloccate nello Stretto di Hormuz con a bordo marittimi egiziani e non egiziani", ha detto El-Gohary all'emittente Mbc Masr, invitando quelli egiziani a contattare l'ambasciata o il consolato più vicino, inclusa la missione egiziana in Iran. Il ministero ha recentemente agevolato l'ingresso di diversi marittimi egiziani nei porti degli Emirati Arabi Uniti, organizzando poi il loro rientro in Egitto, ha aggiunto El-Gohary. L'operazione ha richiesto l'ottenimento di visti di emergenza nell'ambito delle procedure di rimpatrio. L'intervento consolare avviene nel contesto di una crisi più ampia che coinvolge questa strategica via navigabile. A luglio, le Nazioni Unite hanno chiesto l'evacuazione dei marittimi, citando le stime dell'Organizzazione Marittima Internazionale, secondo cui almeno 6.000 membri degli equipaggi erano bloccati a bordo di centinaia di navi.
Borse europee: estendono perdite dopo balzo prezzo petrolio
Dopo una partenza in calo, le Borse europee estendono le perdite dopo che il prezzo del petrolio ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari, per la prima volta da luglio scorso. Milano cede ora lo 0,50%, Parigi lo 0,93%, Londra lo 0,33% mentre Francoforte lascia sul terreno lo 0,64%.
Papa ringrazia Piattaforma Dialogo Mondo Arabo per impegno pace
Papa Leone, nell'Udienza Generale, durante i saluti ai fedeli in lingua inglese ha rinnovato il benvenuto ai membri del Comitato Direttivo della Piattaforma Interreligiosa per il Dialogo e la Cooperazione nel Mondo Arabo, presenti in piazza San Pietro. "Vi ringrazio per la vostra collaborazione con il Centro Internazionale Re Abdullah bin Abdulaziz per il Dialogo Interreligioso e Interculturale, e prego affinché i vostri sforzi per promuovere la convivenza pacifica nella regione araba portino abbondanti frutti", ha detto nella sua lingua madre. La Piattaforma Interreligiosa per il Dialogo e la Cooperazione nel Mondo Arabo è la prima iniziativa strutturata nella regione araba che unisce le massime autorità religiose cristiane e musulmane per promuovere la coesione sociale e la cittadinanza comune.
Idf, in attacchi aerei israeliani colpiti 3 depositi di armi e postazioni di Hamas e Jihad islamica nella Striscia
Tre depositi di armi e una postazione che servivia per lanciare di razzi sono stati distrutti ieri negli attacchi aerei israeliani condotti in tutta la Striscia di Gaza. E' quanto riferisce l'Idf, le forze di difese israeliane. Secondo l’esercito israliano, i depositi di armi, appartenenti ai gruppi terroristici Hamas e Jihad Islamica Palestinese, venivano utilizzati per immagazzinare decine di armi, tra cui razzi e fucili d’assalto. Recentemente, riferisce l’Idf, alcuni operativi di Hamas sono stati avvistati mentre raggiungevano i depositi di armi e utilizzavano le armi lì custodite per "sorvegliare e stabilire il controllo sulla Striscia di Gaza". Inoltre, gli attacchi di ieri hanno distrutto anche una postazione di lancio di razzi che, durante la guerra, era stata utilizzata per lanciare missili contro Israele, afferma l’esercito. L’Idf sottolinea che continuerà "ad agire con decisione per ridurre le capacità delle organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza, contrastando al contempo qualsiasi tentativo di ricostruire tali capacità o di possedere armi destinate a colpire le nostre forze".
Netanyahu denuncia Haaretz per diffamazione: 'bugie, nessuna telefonata con Mbz'
Il primo ministro Benjamin Netanyahu smentisce nuovamente un articolo pubblicato ieri da 'Haaretz', secondo il quale il presidente degli Emirati Arabi Uniti lo avrebbe avvertito, alcuni giorni prima dell’attacco del 7 ottobre 2023, di un attacco pianificato da Hamas e parte al 'contrattacco' denunciando il quotidiano israeliano per diffamazione. E' quanto annuncia lo stesso premier israeliano in un post su 'X' dove annuncia che ha dato mandato ai propri avvocati di fare causa alla testata e al suo giornalista, Shlomi Eldar. Per il premier israeliano tutta questa vicenda "è una calunnia infame, dai chiari risvolti, nell’ambito della campagna elettorale della sinistra, e ci saranno altre calunnie false di questo tipo".
Netanyahu ribadisce che non ci fu alcuna telefonata tra lui e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, tra l’inizio di settembre 2023 e il 7 ottobre del 2023, giorno dell'attacco di Hamas."L'ufficio del Primo Ministro, il Consiglio di Sicurezza Nazionale e la Segreteria Militare hanno esaminato con cura il diario delle conversazioni del Primo Ministro in quei giorni - e non hanno trovato alcuna traccia di ciò. In generale, le conversazioni diplomatiche tra il Primo Ministro e il Presidente degli Emirati si svolgono esclusivamente presso l'ufficio del Primo Ministro tramite il rappresentante degli Emirati che arriva all'ufficio con un dispositivo crittografato speciale. Tutte queste conversazioni sono documentate. Lo stesso Eldar ha dichiarato ieri sera in un'intervista al Channel 12 che la conversazione che sostiene sia avvenuta, e in cui afferma che sia stato dato un avvertimento al Primo Ministro, si è svolta in questo modo. Tuttavia, da un'indagine approfondita non solo nel diario delle conversazioni del Primo Ministro, ma anche nella documentazione delle visite nell'ufficio del Primo Ministro in quel periodo, non risulta alcuna visita del rappresentante degli Emirati nell'ufficio del Primo Ministro", sottolinea Netanyahu. "Non c'è alcuna possibilità di entrare nell'ufficio del Primo Ministro senza una documentazione o una registrazione effettuata dalle forze di sicurezza".
Yemen, media: Houthi respingono offensiva forze governative
Gli Houthi hanno respinto un'offensiva terrestre selle forze governative nella provincia di al-Jawf. Lo riferiscono i media iraniani. Secondo la tv Irib, i ribelli hanno costretto gli attaccanti a ritirarsi nell'area di Khab wa al-Shaaf e distrutto decine di veicoli e mezzi militari dei nemici.
Miliband difende sanzioni su Israele: 'dovevamo agire prima che fosse tardi'
"Dovevamo agire prima che fosse troppo tardi". Così Ed Miliband, ministro degli Esteri del governo laburista britannico di Andy Burnham, ha difeso stamane - in un filo diretto alla Bbc - l'annuncio delle sanzioni senza precedenti contro i coloni degli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati fatto ieri da lui stesso dinanzi al Parlamento di Londra a nome del Regno Unito: annuncio su cui si sono poi allineati altri 11 Paesi fra cui Francia e Canada. Miliband ha aggiunto che le violenze dei coloni e l'espansione degli insediamenti vanno "denunciate" senza ulteriori indugi, poiché "stanno portando alla distruzione" di ogni prospettiva di soluzione di pace del conflitto israelo-palestinese fondato sul principio "dei due Stati" per due popoli.
Pasdaran, colpita base Usa in Giordania e due navi
Secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana Mehr le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno lanciato un'operazione punitiva contro la base statunitense di al-Azraq in Giordania con pesanti attacchi missilistici, utilizzando missili balistici a propellente solido e liquido. L'operazione ha preso di mira gli hangar di riparazione e manutenzione, le aree di preparazione e le posizioni di schieramento dei velivoli da guerra F-35, F-16 e F-15, nonché gli hangar dei caccia. La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto 18 dei 20 missili iraniani, mentre due di essi sono caduti in zone disabitate, ha affermato un portavoce ufficiale delle Forze Armate giordane.
Il petrolio prosegue di corsa, il Brent oltre 100 dollari
Il petrolio non arresta la sua corsa mentre prosegue il conflitto in Medio Oriente. Sull'andamento delle quotazioni pesa anche la ripresa degli acquisti da parte della Cina. Il prezzo del Brent supera i 100 dollari (100,08), per la prima volta dal 24 luglio scorso, con un aumento del 2,2%. Il Wti guadagna l'1,8% a 94,69 dollari al barile.
Media, Trump non ha chiesto a Burnham di cambiare idea sulle sanzioni
Il premier britannico Andy Burnham ha informato all'inizio della settimana Donald Trump prima dell'annuncio delle sanzioni contro il commercio di prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. E il presidente Usa non ha insistito né ha chiesto a Burnham di cambiare idea o di rinviare la decisione. Lo scrivono Axios e il Times of Israel. "Non c'è stata alcuna richiesta di rimandare", afferma un funzionario occidentale informato sulla telefonata. Secondo fonti, funzionari Usa avrebbero comunicato di condividere le preoccupazioni sulla politica del governo Netanyahu in Cisgiordania, pur non d'accordo sulle specifiche sanzioni. D'altra parte, sottolineano Axios e Times of Israel, il segretario alla Difesa Usa Marco Rubio ieri, sebbene abbia fatto notare che gli Stati Uniti non si sarebbero uniti al Regno Unito in questa iniziativa, ha anche evitato di criticarla. "Eravamo a conoscenza della loro intenzione di prendere questa decisione. Abbiamo ascoltato le loro argomentazioni - ha affermato Rubio - Condividiamo l'obiettivo della stabilità. Non vogliamo assistere a un'escalation di violenza o tensioni in Cisgiordania in un momento già delicato per la regione".
Media, consolato Gb a Gerusalemme chiuso entro 30 giorni
Israele ha informato il consolato britannico a Gerusalemme Est che deve chiudere e che i diplomatici assegnati alla sede perderanno il loro accreditamento entro 30 giorni. Lo riporta la Reuters. La chiusura era stata annunciata ieri sera dopo che la Gran Bretagna aveva deciso, insieme ad altri 11 paesi, di imporre sanzioni sui beni prodotti nelle colonie israeliane. Tempi ancora piu' brevi per la partenza dei britannici impegnati nella missione di coordinamento per Gaza, cosi' come i diplomatici britannici con sede a Ramallah: dovranno lasciare il Paese entro sette giorni.
M.O., Miliband difende sanzioni coloni: "cosa giusta da fare"
Il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, si e' detto "rammaricato" dalla reazione di Israele alle sanzioni di Londra contro i coloni illegali, ma ha difeso la scelta del governo definendola "la cosa giusta da fare". Ieri, il governo israeliano ha reagito con rabbia alla decisione di Londra di imporre sanzioni ai coloni israeliani nella Cisgiordania occupata: ha annunciato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est, ha espulso il personale britannico da un centro di coordinamento a Gaza e ha vietato l'ingresso in Israele a una dozzina di cittadini britannici. Intervistato da Sky News, Miliband ha ribadito che la continua espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania equivale a "un'oppressione del popolo palestinese" e che il governo non e' "disposto a restare a guardare di fronte a tutto cio'". Riguardo alle ritorsioni israeliane, Miliband si e' detto "dispiaciuto" e ha ammesso che la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est sara' "dannosa" per i rapporti con l'Autorita' Palestinese, ma ha aggiunto: "Abbiamo valutato costi e benefici prima di procedere. E abbiamo compiuto un passo molto importante". "Sono fermamente convinto che quanto abbiamo fatto, insieme ad altri alleati internazionali, fosse assolutamente la cosa giusta da fare", ha poi concluso.
Borse europee: avvio in calo in attesa Bce, occhi su M.O.
Le Borse europee partono in calo, in attesa della decisione di politica monetaria di domani della Bce, da cui è ampiamente atteso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Intanto i prezzi del petrolio estendono i guadagni a causa dell'escalation delle tensioni in Medio Oriente, alimentando i timori sull'inflazione e rafforzando le aspettative di rialzo dei tassi. Tra gli ultimi sviluppi, l'Iran ha dichiarato di aver colpito due imbarcazioni statunitensi e otto petroliere nel Golfo per ritorsione contro gli attacchi Usa a cinque petroliere iraniane vicino all'isola di Kharg. Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 perde lo 0,44% a 10.763,82 punti, a Francoforte il Dax cede lo 0,57% a 25.845,41 punti e a Parigi il Cac40 lo 0,68% a 8.261,38 punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -0,49% a 51.919,95 punti.
Yemen: rientrato allarme in provincia saudita vicina a confine
Le autorità saudite hanno fatto rientrare l'allarme per un possibile attacco scattato nella provincia di Khamis Mushait, nel sud-ovest, a poco piu' di 100 chilometri dal confine con lo Yemen. Il direttorato per la difesa civile ha annunciato su X che "il pericolo è cessato". Khamis Mishait, nella provincia di Asir, ospita la base aerea Re Khalid, una delle più importanti dell'Aeronautica saudita e per questo possibile obbiettivo di attacchi degli Houthi.
Pasdaran, colpita base Usa in Giordania e due navi
La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver preso di mira due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo Persico in risposta a un attacco statunitense contro cinque petroliere iraniane, e di aver inoltre attaccato dieci navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia iraniana Mehr. I pasdaran hanno inoltre dichiarato di aver bombardato una base militare statunitense in Giordania.
Il prezzo del gas sale a 78,40 euro e ritocca i massimi da tre anni
Il prezzo del gas sale ancora e ritocca i massimi da gennaio 2023. Sotto i riflettori le tensioni geopolitiche in particolare in Medio Oriente ed i livelli degli stoccaggi in vista dell'inverno. Ad Amsterdam le quotazioni registrano un rialzo del 3,3% a 78,40 euro al megawattora.
Iran, colpiremo petroliere in Kuwait e nel Bahrein
I Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno avvertito nella notte che prenderanno di mira delle petroliere in Kuwait e in Bahrein, intimando agli equipaggi di "abbandonare immediatamente le navi", secondo quanto riferito dall'agenzia ufficiale Irna. "Alla luce dei crimini dell'esercito terrorista americano, che ha preso di mira diverse petroliere della Repubblica Islamica dell'Iran, avvertiamo tutte le petroliere presenti nei porti kuwaitiani e bahreiniti - porti che ospitano tali terroristi e sono complici delle loro azioni criminali - sia che si trovino all'ancora sia ormeggiate in banchina. Le esortiamo ad abbandonare le navi, poiche' diventeranno bersagli", hanno affermato i Guardiani, citati dall'Irna.
Media: Trump non si è opposto alle sanzioni contro i coloni israeliani
L'amministrazione americana di Donald Trump non si è opposta all'iniziativa a guida britannica per imporre nuove sanzioni agli insediamenti illegali israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo riporta Axios, in base a quanto riferito da alcuni funzionari statunitensi e diplomatici occidentali. La decisione della Casa Bianca di non ostacolare l'iniziativa di Londra, a cui hanno aderito altri 11 Paesi occidentali, segnala la frustrazione del tycoon per la politica del governo Netanyahu in Cisgiordania. Le sanzioni della Gran Bretagna contro individui ed entità coinvolti nella costruzione di insediamenti in Cisgiordania sono state abbinate anche al divieto di importazione di merci provenienti dagli stessi insediamenti. La decisione è giunta in risposta alla scelta del governo Netanyahu di procedere con un nuovo insediamento nella delicata area E1 che porterebbe a dividere la Cisgiordania, impedendo la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.
Giordania: abbattuti 18 missili iraniani
L'esercito della Giordania ha dichiarato di aver abbattuto 18 missili provenienti dall'Iran. «I sistemi di difesa aerea della Giordania hanno intercettato 20 missili balistici lanciati verso il territorio giordano, distruggendone 18, mentre due missili sono caduti in aree disabitate», ha affermato l'esercito in un comunicato, aggiungendo che i missili provenivano dall'Iran.
Teheran: attaccate 2 navi Usa e 8 petroliere a Hormuz
Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 "imbarcazioni non conformi" che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media di Stato. "Sono state prese di mira due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 imbarcazioni non conformi che tentavano di attraversare la zona vietata e non sicura dello Stretto di Hormuz", hanno affermato le guardie in un comunicato pubblicato dall'agenzia ufficiale Irna.
Axios: “Trump non si è opposto a sanzioni Gb contro insediamenti israeliani”
L'amministrazione americana di Donald Trump non si è opposta all'iniziativa a guida britannica per imporre nuove sanzioni agli insediamenti illegali israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo riporta Axios, in base a quanto riferito da alcuni funzionari statunitensi e diplomatici occidentali. La decisione della Casa Bianca di non ostacolare l'iniziativa di Londra, a cui hanno aderito altri 11 Paesi occidentali, segnala la frustrazione del tycoon per la politica del governo Netanyahu in Cisgiordania. Le sanzioni della Gran Bretagna contro individui ed entità coinvolti nella costruzione di insediamenti in Cisgiordania sono state abbinate anche al divieto di importazione di merci provenienti dagli stessi insediamenti. La decisione è giunta in risposta alla scelta del governo Netanyahu di procedere con un nuovo insediamento nella delicata area E1 che porterebbe a dividere la Cisgiordania, impedendo la continuità territoriale di un futuro Stato palestinese.
Media: attacco iraniano in Giordania con bombe a grappolo
L'Iran ha aperto il fuoco contro la Giordania utilizzando munizioni a grappolo, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News. Non sono state segnalate vittime, secondo la Reuters.
Rubio: "Iran attacca le nostre navi, perderà altre petroliere"
Il segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che gli Stati Uniti continueranno a prendere di mira le petroliere iraniane in risposta ai continui attacchi contro le navi da guerra americane. "L’Iran continua a cercare di colpire le navi da guerra statunitensi" ha dichiarato Rubio ai giornalisti in Colombia. "E ogni volta che lo faranno o tenteranno di farlo, perderanno delle petroliere". "E penso che lo vedrete di nuovo oggi", ha aggiunto, riferendosi agli attacchi statunitensi contro cinque petroliere iraniane nella regione avvenuti l'8 settembre.
Usa confermano: distrutte cinque petroliere iraniane dopo attacchi a nave Usa
Il Comando centrale militare Usa (Centcom) ha confermato su X che le sue forze armate hanno "distrutto cinque petroliere iraniane" in risposta agli attacchi di Teheran a una nave da guerra americana. Le forze del Centcom hanno distrutto martedì 8 settembre cinque petroliere iraniane, dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) aveva preso di mira una nave da guerra della Marina Usa con missili balistici in due occasioni negli ultimi due giorni. L'unità statunitense "è riuscita a evitare i tentativi di attacco iraniani e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione", si legge nel post in cui si precisa che "nessun componente del personale americano è rimasto ferito". In risposta ai più recenti attacchi falliti dell'Iran, il Centcom "ha distrutto le petroliere dell'Irgc M/T Kaviz, M/T Charminar, M/T Horizon 1 e M/T Riesco nel Golfo di Oman, nonché la M/T Derya vicino all'isola di Kharg. Le forze americane hanno ordinato agli equipaggi di abbandonare le navi prima che queste venissero colpite e rese inservibili". L'Iran, si legge ancora nel post che allega anche un video degli attacchi alle petroliere, "ha utilizzato queste petroliere nell'ambito di una rete occulta multimiliardaria che finanzia l'Irgc e i suoi gruppi affiliati nella regione.
Schlein: "Governo si unisca agli altri Paesi per sanzioni ai coloni israeliani"
"Oggi ci sono nove paesi che insieme alla Francia, alla Gran Bretagna e al Canada hanno deciso di vietare il commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali in Cisgiordania. Su questo avevamo anche noi presentato già qualche mese fa una proposta unitaria firmata dal Movimento 5 Stelle, dal Pd e Avs. Quindi torniamo a rivolgere al governo una forte richiesta di fare come stanno facendo gli altri Paesi perché credo che sia veramente grave che oggi il governo abbia deciso di mancare anche a questa iniziativa". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, arrivando alla festa 'Terra!' di Avs.