La fine del regime iraniano è vicina. Ne è convinto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Questo regime è in difficoltà. È più debole che mai: siamo vicini a rovesciarlo", ha detto parlando a fianco del ministro della Difesa, Israel Katz, e del capo di Stato maggio dell'Idf, Eyal Zamir. Stanotte il Kuwait è stato preso di mira da un attacco di missili e droni iraniani, a seguito di diversi scambi di raid nei giorni scorsi tra Stati Uniti e la Repubblica islamica
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Il vicepresidente americano Jd Vance ha affermato di non definire una "guerra" le operazioni militari degli Stati Uniti in corso contro l'Iran. "Non la definirei una guerra. In questo momento non ci sono scontri a fuoco in corso".
L'Iran afferma di aver preso di mira basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori attacchi da parte del presidente degli Stati Uniti Trump.
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, proroga fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal che segnala come la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Il mantenimento di 50.000 truppe nella regione consente al presidente americano Donald Trump la flessibilità di cui ha bisogno mentre valuta le prossime mosse.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
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- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Il Perù rompe le relazioni con l'Iran: "Incita all'escalation in Medio Oriente"
Il Perù ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con l'Iran, accusando Teheran di incitare "alla violenza e all'escalation dei conflitti" in Medio Oriente e di ostacolare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. La decisione è stata annunciata sulle sue reti sociali dal ministro degli Esteri, Carlos Espa, che ha richiamato la "vocazione pacifista" del Paese. Il governo della presidente Keiko Fujimori ha inoltre espresso "profonda preoccupazione" per le restrizioni imposte dall'Iran alla navigazione e per le ripercussioni sul commercio internazionale. Lima ha criticato Teheran anche per l'ostruzione alle verifiche necessarie a prevenire la produzione di armi nucleari e per il "deterioramento della democrazia", citando la repressione delle proteste e le limitazioni delle libertà. Nei giorni scorsi il Cile aveva annunciato la chiusura della propria ambasciata a Teheran per ragioni economiche e di sicurezza, senza tuttavia interrompere i rapporti diplomatici.
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Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
In un momento di grande incertezze sul conflitto in Medio Oriente, crescono le preoccupazioni sulle conseguenze. La metà degli americani pensa che l'intervento Usa renderà l'area ancora più instabile e il 58% si aspetta un peggioramento dei prezzi della benzina, ma ciò che rende la posizione del presidente particolarmente critica è l'insofferenza che cresce tra i suoi e più in generale un cambiamento in negativo nella percezione di come i Repubblicani gestiscano il dossier guerre e terrorismo.
Guerra in Iran? Per la metà degli americani porterà solo instabilità
Vai al contenutoTrump: "L'Iran è davvero nei guai, dobbiamo impedire che abbia armi nucleari"
"Dobbiamo impedire che l'Iran ottenga armi nucleari. Si tratta del Medio Oriente e ci siamo riusciti. Abbiamo sconfitto la loro Marina, la loro Aeronautica, li abbiamo sconfitti. I loro leader non ci sono più. È praticamente tutto distrutto laggiù. Li abbiamo colpiti di nuovo proprio ieri notte. Sì, e abbiamo distrutto i loro radar. Ne avevano appena installati di nuovi". Lo ha detto Donald Trump in un'ntervista a Gb News, aggiungendo che gli Usa controllano ora "lo Stretto di Hormuz. Abbiamo un grande controllo su quello stretto". "La loro economia sta crollando e l'inflazione potrebbe arrivare al 300%. La loro valuta non vale nulla, non ha più valore. Quindi sono nei guai fino al collo", ha aggiunto il presidente Usa.
Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina
Gli Stati Uniti hanno scelto di affidarsi alla pressione economica per concludere la guerra contro l’Iran. Il presidente Donald Trump e il segretario al Tesoro Scott Bessent, secondo il New York Times, avrebbero dunque deciso di ricorrere a una nuova strategia per uscire da "un'avventura militare andata male". Secondo l’analisi del quotidiano americano, l’inquilino della Casa Bianca è passato dai bombardamenti - che non hanno costretto l'Iran a rinunciare alle sue scorte di uranio arricchito - alle sanzioni, per cercare di ottenere i suoi obiettivi.
Sanzioni Usa all'Iran, conseguenze sull'economia e il ruolo della Cina
Vai al contenutoVance: "Quella in Iran non la chiamerei guerra, non ci sono scontri a fuoco"
Il vicepresidente americano Jd Vance ha affermato di non definire una "guerra" le operazioni militari degli Stati Uniti in corso contro l'Iran. "Non la definirei una guerra. In questo momento non ci sono scontri a fuoco in corso", ha dichiarato Vance durante il briefing stampa, rispondendo a una domanda sulla possibilità che il conflitto possa concludersi prima delle elezioni di midterm.
Il vicepresidente ha riconosciuto che ci sono stati momenti e luoghi in cui il conflitto "si è riacceso", sottolineando però che le principali operazioni di combattimento sono durate circa sei settimane e si sono concluse. "Quando mi chiedete quando finirà, mi state facendo una domanda del tipo: quando smetteranno gli iraniani di sparare contro le navi? Credo che la realtà sia che non conosco la risposta a questa domanda. Dovreste chiederlo agli iraniani", ha aggiunto Vance.
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
La notizia riportata dal Financial Times e ricevuta da fonti interne al regime, secondo cui gli iraniani starebbero considerando la possibilità di attaccare basi Usa in Europa e reti di cavi sottomarini da cui dipende gran parte del traffico mondiale di dati, apre scenari inediti. Ma quanto è reale, praticabile (e conveniente per Teheran) questa minaccia?
Quanto è concreta l’ipotesi di un attacco iraniano all’Europa?
Vai al contenutoTrump pubblica foto: volumi petrolio a Hormuz tornati a livelli pre-guerra
I volumi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz sono tornati ai livelli precedenti. È la scritta che accompagna un'immagine pubblicata da Donald Trump sul suo social Truth. La foto mostra lo Stretto di Hormuz e un barile di petrolio, con altri due barili accanto. Uno con la scritta 20 milioni di barili al giorno relativa a "prima" della guerra, uno con 18 milioni di barili riferito a "ora".
Israele occupa sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est: Ben Gvir festeggia
All'operazione hanno partecipato tutte le forze israeliane. L'Idf ha occupato l'edificio, allontanato il personale e issato una bandiera israeliana nel cortile. L’Unrwa ha condannato l’operazione, definendola una violazione del diritto internazionale.
Israele occupa sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est: Ben Gvir festeggia
Vai al contenutoSondaggio, approvazione di Trump giù al 32% sulla guerra in Iran
Il gradimento di Donald Trump scende al 32%: due americani su tre bocciano la gestione presidenziale del conflitto in Iran. Lo rileva un sondaggio della University of Massachusetts, secondo cui quattro cittadini su cinque attribuiscono alla guerra il rincaro di generi alimentari e benzina. Il dato più critico per il presidente riguarda la tenuta del suo stesso elettorato: un suo elettore su sei afferma che non lo voterebbe di nuovo.
Trump, ok della Corte alla sala da ballo. Ma i sondaggi crollano
Vai al contenutoNetanyahu: vicini a rovesciare il regime
La fine del regime iraniano è vicina. Ne è convinto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. "Questo regime è in difficoltà. È più debole che mai", ha detto parlando a fianco del ministro della Difesa, Israel Katz, e del capo di Stato maggio dell'Idf, Eyal Zamir. "Sono convinto della nostra capacità di eliminare questa minaccia una volta per tutte, cioè di rovesciare questo regime. Questa e' la missione centrale che ancora ci attende, ma è vicina", ha assicurato, "e' alla nostra portata". Del resto, ha aggiunto, "non e' senza una ragione che evitano di attaccarci senza motivo. Attaccano tutti, ma non noi. Conoscono la nostra forza, la potenza del nostro braccio e la nostra determinazione. Dico ai nostri nemici: non provocateci".
Mo, Tajani: 'bene mediazione Egitto, Italia lavora per pace'
''L'Italia sostiene le mediazioni condotte dal Cairo perché si possa ridurre le tensioni in Medioriente e per concludere questa terribile stagione di guerra''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo della diplomazia egiziana Badr Abdelatty al Cairo. ''Noi lavoriamo per la pace'', ha aggiunto Tajani ricordando i negoziati che si sono svolti a Roma per il Libano. ''Siamo amici di Israele e della Palestina. Vogliamo due stati liberi e indipendenti'', ha proseguito, affermando che ''siamo impegnati per sostenere la seconda fase a Gaza''.
Gb, Trump: 'sostegno per Falkland? Sono lontane, Londra non ci ha aiutato in Iran'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere che Washington potrebbe non intervenire in aiuto del Regno Unito in caso di un futuro conflitto per le isole Falkland, rimproverando a Londra di non aver sostenuto gli Usa nella guerra contro l'Iran. Intervistato da Gb News e interrogato sulla disponibilità a "correre in aiuto" degli inglesi, Trump ha ricordato la guerra del 1982: "C'ero quando avete combattuto la prima guerra. È stato molto tempo fa e l'ho seguita con grande attenzione. Vi siete comportati molto bene. Le avete riconquistate con grande decisione, ma sono molto lontane. È un viaggio enorme, è davvero lontano". Trump è quindi tornato sul mancato sostegno britannico nella guerra con l'Iran. "Non dimenticate che una grande percentuale del vostro petrolio passa attraverso lo Stretto di Hormuz e voi non eravate lì ad aiutarmi. Il vostro Paese non era lì ad aiutarmi - ha affermato - Non avevamo bisogno di aiuto, ma l'ho chiesto alla Nato e ho chiesto al vostro ex leader: 'Perché non avete mandato un paio di navi?'. Mi ha risposto che non ne avevate, ed è stata una cosa piuttosto triste". A detta del tycoon, anche "la Nato non c'era", nonostante molti dei suoi Paesi dipendano dal petrolio che transita attraverso Hormuz: "Quindi stiamo facendo tutto da soli".
Il petrolio apre a New York in rialzo, a 91,83 dollari
Il petrolio apre in rialzo a New York tra le incertezze sulle turbolenze in Medio Oriente tra Usa e Iran: il Wti, il riferimento americano, sale dello 0,90%, a 91,83 dollari, mentre il Brent, il benchmark internazionale, segna un rialzo dello 0,49%, a quota 96,10.
Idf, 'uccisi altri due terroristi che superavano la Linea Gialla nel nord di Gaza'
Il portavoce delle forze armate israeliane (Idf) riferisce che oggi le truppe dentro la Striscia di Gaza hanno ucciso due palestinesi che avevano oltrepassato la Linea Gialla nel nord della Striscia. ''Due terroristi si avvicinavano alle forze rappresentando una minaccia immediata e sono stati eliminati dalle truppe'', precisa la nota. Sempre oggi, l'Idf ha dichiarato che un altro palestinese che aveva oltrepassato la Linea Gialla era stato ucciso in un raid aereo.
Pasdaran: 'vendicheremo l'attacco degli Usa alla festa di nozze'
Il capo dei Guardiani della Rivoluzione, la potente forza armata iraniana, ha promesso di vendicare la morte di quattro persone uccise nel corso di un attacco americano avvenuto martedì nel sud del Paese. Le vittime stavano partecipando ad una festa di nozze. "Il sangue puro di questi martiri (...) non rimarrà impunito e sarà certamente vendicato", ha dichiarato Ahmad Vahidi in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.
Iran, Trump corregge Lutnick: 'vittime Usa sono 18, pensava al Venezuela'
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che 18 persone sono state uccise nel conflitto con l'Iran, correggendo il segretario al Commercio Howard Lutnick, che aveva dichiarato che nessun americano aveva perso la vita nella guerra. "Il segretario Lutnick aveva in mente il Venezuela quando ha detto che non era stato ucciso nessuno. In Iran sono state uccise 18 persone!", ha scritto Trump in un post su Truth Social.
Intervistato ieri dalla Cnbc, Lutnick aveva infatti sostenuto che nessun americano fosse morto nel conflitto con l'Iran, iniziato alla fine di febbraio. Il segretario al Commercio aveva inoltre definito la strategia statunitense una "morsa economica", sottolineando l'assenza di vittime americane.
Media, 'Israele rilascerà oggi 5 prigionieri libanesi'
Israele rilascerà oggi cinque prigionieri libanesi, come ''gesto di buona volontà diplomatica'' nell'ambito dei negoziati con il governo libanese. Lo riportano i media israeliani e arabi. Un funzionario israeliano ha parlato con Ynet in forma anonima, confermando che si tratta di ''un gesto del governo israeliano nei confronti del governo libanese'' che è stato definito durante l'incontro tra il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l'ambasciatore Usa in Libano, Michel Issa, e l'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, svoltosi a Gerusalemme martedì. Il quotidiano saudita Al-Hadath riporta che uno dei cittadini libanesi che Israele dovrebbe rimpatriare oggi in Libano si chiama Malek Kamal Razi. Secondo i media libanesi, Razi avrebbe già attraversato il confine al valico di Naqoura al confine nord tra Israele e Libano.
Media, '3 piloti iraniani uccisi nei recenti raid Usa'
Tre piloti iraniani sono stati uccisi nei recenti attacchi americani contro il Paese. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim.
Trump: volumi petrolio via Hormuz quasi a livelli prebellici
Il volume di petrolio che transita attraverso lo Stretto di Hormuz è quasi tornato ai livelli prebellici. Lo ha dichiarato il presidente statunitense, Donald Trump, su Truth. Trump ha pubblicato un'immagine secondo cui attualmente transitano attraverso lo stretto circa 18 milioni di barili di petrolio al giorno, contro i 20 milioni registrati prima dell'inizio del conflitto. "I volumi di petrolio di Hormuz sono tornati!", si legge sotto l'immagine. Ieri, il segretario all'Energia statunitense, Chris Wright, aveva detto che, lunedì, oltre 17 milioni di barili di petrolio avevano attraversato lo Stretto di Hormuz via nave, un record dall'inizio della guerra con l'Iran.
Croce Rossa consegna al Libano un detenuto rilasciato da Israele
Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha consegnato alle autorità libanesi un uomo che era stato detenuto in Israele, secondo quanto riferito da una fonte dell'esercito libanese. Una fonte del Cicr a Gerusalemme ha inoltre confermato che l'operazione era "in corso". Durante gli ultimi negoziati con Israele, il Libano ha richiesto il rilascio del primo gruppo di uomini libanesi catturati da Israele dalla guerra del 2024 contro Hezbollah. Un comitato di familiari degli uomini libanesi rapiti da Israele stima che siano più di 30.
Teheran, sei marinai morti in attacchi Usa martedi'
Sei marinai iraniani sono morti negli attacchi sferrati martedi' dalle forze americane. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim. "Nel corso dei criminali attacchi compiuti due notti fa dall'esercito terroristico degli Stati Uniti contro alcune località del sud del Paese, 6 membri dell'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran (Marina militare) sono caduti martiri", si legge in un post con nomi e foto dei caduti.
Tredici soldati yemeniti uccisi negli scontri con gli Houthi
Tredici soldati delle forze governative sono stati uccisi negli scontri con gli Houthi. Lo riferisce una fonte militare. Stamattina l'agenzia di stampa yemenita Saba riferiva di violenti scontri sul fronte di al-Barah, a ovest della città di Taiz.
Trump: Gb non sta andando bene. E non ha aiutato per Hormuz
Donald Trump è tornato ad attaccare il governo laburista britannico per non avere dato agli Stati Uniti il sostegno dovuto nella guerra all'Iran. "Il vostro Paese non sta andando bene. Non dimenticate che una grande percentuale del vostro petrolio viene dallo stretto di Hormuz e non eravate li' ad aiutarmi", ha detto il presidente americano in un'intervista a GB News, emittente britannica vicina alla destra e a Nigel Farage. "Non avevamo bisogno di aiuto, ma ho chiesto alla Nato, e ho chiesto al vostro ex leader (Keir Starmer, ndr), 'perché non hai mandato un paio di navi?'", ha riferito. "Ha detto che non ne aveva ed è stato piuttosto triste, tutta la faccenda", ha proseguito. "Dunque la Nato non c'era, anche se la maggior parte di quei paesi ottiene una grande parte del proprio petrolio da li'. Quindi lo stiamo facendo da soli", ha insistito.
Iran, da ora guerra asimmetrica. Usa facciano scorta benzina
L'Iran ha confermato l'intenzione di cambiare tattica nella guerra contro gli Stati Uniti. "I nuovi crimini dell'America contro l'Iran hanno alterato le nostre equazioni di sicurezza e la dottrina di difesa. D'ora in poi, la nostra risposta sarà 'asimmetrica', 'su piu' livelli' e 'toglierà sicurezza all'aggressore'", ha scritto su X Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente iraniano. "Gli americani dovrebbero fare scorte di carburante; mesi neri attendono l'economia statunitense", ha ammonito.
Media, esercito yemenita abbatte tre droni Houthi a Taiz
L'esercito yemenita ha abbattuto tre droni Houthi nel distretto di Jabal Habashi, nel governatorato di Taiz. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa yemenita Saba. L'agenzia ha inoltre affermato che l'esercito è impegnato in violenti scontri con i combattenti Houthi sul fronte di al-Barah, a ovest della città di Taiz.
Fars, Teheran ha ricevuto oltre 1 miliardo di dollari di entrate petrolifere negli ultimi 11 giorni
L’Iran avrebbe ricevuto oltre 1 miliardo di dollari di entrate petrolifere negli ultimi 11 giorni. E' quanto sostiene l'agenzia semiufficiale iraniana Fars. Questi fondi aggiuntivi, scrive l'agenzia di stampa iraniana, "aumenterebbero la capacità della banca centrale di far fronte al fabbisogno di valuta estera del Paese". Fars citata da 'Al Jazeera', ha inoltre riferito che le vendite di petrolio dell’Iran nei primi cinque mesi dell’attuale anno fiscale hanno generato entrate equivalenti a oltre l’80% dei proventi petroliferi previsti dal bilancio iraniano per il 2026-2027, che va dal 21 marzo 2026 al 20 marzo 2027.
Cnn: "Marina Usa ha scortato 40 petroliere nello Stretto di Hormuz"
La Marina militare americana ha scortato 40 navi mercantili che trasportavano 18 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo hanno dichiarato alla Cnn due funzionari statunitensi informati e a condizione di anonimato, sottolineando che si tratta di un dato record in tempo di guerra. Prima dell'inizio della guerra lanciata lo scorso 28 febbraio, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano circa 20 milioni di barili al giorno.
I funzionari hanno spiegato che gli Stati Uniti hanno utilizzato risorse aeree, navali e spaziali non solo per colpire la capacità iraniana di attaccare le imbarcazioni commerciali nello Stretto, ma anche per respingere gli attacchi di droni mentre scortavano per le navi che trasportavano petrolio. Durante l'operazione di scorta, definita ''pericolosa'' dai funzionari, le forze Usa hanno anche neutralizzato missili da crociera antinave, ha detto una fonte.
Katz: "Un attacco contro Israele ci libererebbe da ogni vincolo"
"Stiamo osservando segnali che indicano che la forte pressione economica a cui è sottoposto l'Iran e il timore di una rivolta e del crollo del regime potrebbero spingerli a misure disperate. Un attacco iraniano contro Israele ci libererebbe da ogni vincolo, colpiremmo tutte le infrastrutture, comprese quelle energetiche, e riporteremmo l'Iran all'età della pietra e all'oscurità". Lo ha detto il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz rivolto ai dipendenti del Ministero.
Polizia israeliana arresta un colono coinvolto nell'attacco a Qusra
Uno dei sospettati coinvolti nell'attacco violento di sabato nel villaggio palestinese di Qusra, in Cisgiordania, è stato arrestato questa mattina dalla polizia israeliana in collaborazione con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna. Lo riferisce la polizia in un comunicato, specificando che il sospettato, un 19enne residente in un insediamento in Cisgiordania, è stato sottoposto a interrogatorio e oggi la procura dovrebbe richiedere al tribunale la proroga della detenzione. "La squadra investigativa congiunta della polizia e dello Shin Bet continua a raccogliere prove e testimonianze per individuare e arrestare tutti coloro che hanno preso parte al grave episodio, utilizzando diversi strumenti e capacità tecnologiche. L'obiettivo è quello di assicurare alla giustizia tutti coloro che hanno partecipato e compromesso la sicurezza della zona'', riferisce la polizia. Secondo quanto riportato dai media israeliani nei giorni scorsi, circa 70 israeliani hanno partecipato all'assalto violento a Qusra sabato scorso.
Idf: "Ucciso terrorista che aveva superato la linea gialla nel nord di Gaza"
Il portavoce dell'Idf riferisce che oggi le truppe operanti nel nord della Striscia di Gaza hanno ucciso un uomo palestinese. ''I soldati hanno dentificato un terrorista che aveva oltrepassato la Linea Gialla e si stava avvicinato alle truppe rappresentando una minaccia immediata. A seguito dell'identificazione, l'aviazione ha colpito e neutralizzato il terrorista'', riferisce la nota. I media palestinesi riportano l'uccisione di due uomini a Beit Lahia a seguito di un raid israeliano.
Iran, colpite basi Usa negli Emirati e in Kuwait
L'Iran afferma di aver preso di mira basi statunitensi negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori attacchi da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Questa mattina l'esercito ha colpito con missili e droni i sistemi di comunicazione satellitare, i depositi di equipaggiamento e gli hangar dei caccia nella base aerea di Ahmad al-Jaber in Kuwait e quella di presso la base aerea di Al Minhad negli Emirati Arabi Uniti", recita il comunicato citato dalla tv di Stato.
Libano, media: Idf bombarda città meridionale di al-Mansouri
Un drone israeliano ha sganciato due granate stordenti sulla strada al-Aziyeh-al-Mansouri, vicino a Tiro, nel Libano meridionale. Lo riporta l'Agenzia nazionale di stampa libanese aggiungendo che le Idf hanno bombardato anche le città di Haddatha e Baraachit, sempre nel sud del Paese. In precedenza, anche l'artiglieria israeliana aveva colpito al-Mansouri.
Kuwait condanna attacchi Teheran: minaccia diretta a sicurezza paese e pericolosa escalation
Il Kuwait condanna con fermezza gli attacchi iraniani diretti contro il paese, l'ultimo dei quali è avvenuto all'alba di oggi, "in palese violazione della sua sovranità". E' quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri del Kuwait che sottolinea che questi attacchi costituiscono "una minaccia diretta" alla "sicurezza e alla stabilità" del paese del Golfo e a quella dei suoi cittadini e residenti. Il ministero ribadisce "che questi attacchi costituiscono una pericolosa escalation che minaccia la sicurezza e la stabilità della regione e rappresenta un sistematico indebolimento degli sforzi diplomatici volti alla distensione e alla riduzione delle tensioni". Il ministero sottolinea che il Kuwait "si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la propria sovranità, preservare la propria sicurezza e difendere il proprio territorio e le proprie infrastrutture vitali contro qualsiasi aggressione o minaccia, in base al suo diritto naturale all'autodifesa, ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale".
Libano, media: Idf entrano nel villaggio meridionale di Halta
Le forze israeliane sono avanzate nel villaggio di Halta, nel distretto di Hasbaya, nel sud-est del Libano, vicino al confine con le alture del Golan, e hanno circondato diverse abitazioni. Lo riporta l'Agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), aggiungendo che l'incursione è avvenuta in seguito a una richiesta delle forze israeliane a un membro del consiglio comunale locale e al sindaco del villaggio, e che a diversi residenti è stato impedito di lasciare le proprie case.
Iran avverte Usa: risponderemo a raid Idf sulla collina di Ali al-Taher
L'Iran ha avvertito gli Stati Uniti che risponderà con forza a un'offensiva israeliana sulla collina strategica di Ali al-Taher, nel Libano meridionale, dove militari iraniani sono asserragliati insieme a combattenti di Hezbollah. Lo riporta Haaretz, citando funzionari informati che hanno parlato con la Reuters. 'avvertimento di Teheran, diffuso il mese scorso, sottolinea il continuo coinvolgimento diretto dell'Iran nei combattimenti di terra nel Libano meridionale e la sua disponibilità a reagire agli attacchi israeliani nella regione, ora che il conflitto entra nel suo settimo mese. Secondo fonti della sicurezza libanese, si ritiene che Hezbollah abbia costruito un centro di comando sotterraneo e depositi di armi sulla cresta di Ali al-Taher, che offre una vista dominante sul Libano sud-orientale ed è diventata una delle zone più contese nella guerra tra Israele e Hezbollah. Hezbollah ha dichiarato pubblicamente di controllare la collina e di voler contrastare qualsiasi avanzata israeliana. I suoi funzionari hanno fatto riferimento a una "struttura" sul posto, ma si sono rifiutati di fornire dettagli. L'esercito israeliano ha occupato ampie zone di territorio a sud di Ali al-Taher e, in dichiarazioni pubbliche, ha identificato la cresta come uno dei suoi "principali obiettivi operativi".
Mostra Venezia, nuovo appello proPal: "La bandiera palestinese sia issata al Lido"
"Issare la bandiera palestinese per tutta la restante durata della Mostra del Cinema di Venezia, sottolineando la presenza in selezione ufficiale di due film indicati dalla stessa manifestazione come palestinesi". Dopo il no del direttore del festival, Alberto Barbera, il collettivo Venice4Palestine torna a chiedere alla Biennale di Venezia di esporre la bandiera della Palestina accanto alle altre issate al Palazzo del Cinema al Lido a simboleggiare gli stati rappresentati alla manifestazione. Il collettivo, il cui nuovo appello ha già superato il migliaio di firme, replica alle dichiarazioni di Barbera a "Repubblica", secondo cui la bandiera non può essere esposta perché la Palestina non è riconosciuta come Stato dall’Italia, e invita la Biennale ad andare “oltre i protocolli”, assumendo una posizione pubblica che si traduca in un gesto concreto. Venice4Palestine esprime inoltre solidarietà agli artisti che si sono esposti pubblicamente sulla Palestina, citando Vanessa Redgrave, Susan Sarandon e Mark Ruffalo, e rilancia l’appuntamento del 9 settembre a Roma, dalle ore 13.00 davanti a Montecitorio, per la maratona di protesta e dissenso “La solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia”.
Teheran: decine di bambini e donne feriti negli attacchi Usa
Almeno 18 persone sono state uccise e 142 ferite negli attacchi degli Stati Uniti in Iran tra il 30 agosto e il 2 settembre. Lo ha riferito il ministero della Salute di Teheran, precisando che sessantuno dei feriti sono donne e 44 hanno meno di 18 anni. Tra i morti figurano due donne e un bambino, si legge nel comunicato. "Dietro ogni numero c'è un essere umano e una famiglia", ha dichiarato Hossein Kermanpour, portavoce del ministero. Gli scontri in corso fanno seguito al fallimento del Memorandum d'intesa del 18 giugno, volto a porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz. Gli scontri sono ripresi a luglio dopo che sono emersi disaccordi sull'attuazione dell'accordo.
In Cina emissioni di CO2 in calo dell'1% durante la guerra in Iran
Le emissioni di anidride carbonica della Cina sono diminuite dell'1% dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, grazie soprattutto al calo dei consumi di petrolio e alla crescita dell'uso di veicoli elettrici e trasporto pubblico. Lo scrive il Guardian, citando un'analisi del Centre for Research on Energy and Clean Air. Nel secondo trimestre Pechino ha ridotto del 32% le importazioni di petrolio, pari a circa un milione di barili al giorno, mentre i consumi petroliferi sono scesi del 9% complessivamente e del 16% nei trasporti. Secondo l'analisi, circa due terzi del calo delle importazioni derivano dalla riduzione delle scorte strategiche, mentre il resto riflette una minore domanda. Nonostante la diminuzione dell'uso di carburanti fossili, i trasporti sono aumentati grazie alla diffusione di auto, autobus, treni e camion elettrici. Il Guardian sottolinea tuttavia che la produzione elettrica da carbone è cresciuta nel trimestre, anche a causa di problemi nell'adattamento della rete alle rinnovabili.
Iran: attacco in Kuwait in risposta ai bombardamenti Usa
L'Iran ha attaccato gli interessi militari statunitensi in Kuwait, nonostante le minacce di ulteriori bombardamenti lanciate da Donald Trump, rischiando una nuova deflagrazione del conflitto dopo oltre sei mesi di guerra in Medio Oriente. Il presidente americano ha avvertito ieri che gli Stati Uniti restano pronti a colpire la Repubblica Islamica "in qualsiasi momento". Oggi l'esercito kuwaitiano ha segnalato sui social media di essere sotto attacco con missili e droni in seguito all'aggressione iraniana. "In risposta ai crimini commessi dall'America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi missilistici e con droni contro le basi americane in Kuwait", ha confermato poco dopo la televisione di Stato iraniana sulla stessa piattaforma di social media.
Tajani: "Per Italia ed Egitto il banco di prova più urgente è Gaza"
Per Italia ed Egitto "il banco di prova più urgente è Gaza", e "la priorità resta la tutela della popolazione civile palestinese e la riduzione della violenza": è quanto sostiene il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un editoriale pubblicato sul giornale egiziano Al Ahram, in occasione della missione odierna al Cairo insieme ai ministri dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone. "Ma dobbiamo contemporaneamente guardare al futuro - prosegue Tajani - "il lavoro è ancora lungo e il disarmo di Hamas rappresenta un passaggio fondamentale per costruire condizioni durature di sicurezza e restituire una prospettiva politica alla regione". In questo senso, a detta del ministro, "l'Egitto svolge un ruolo di mediazione essenziale, che l'Italia riconosce e sostiene". "Mentre lavoriamo alla politica, non possiamo dimenticare chi soffre. L'Egitto sta sostenendo uno sforzo enorme a favore della popolazione palestinese. Anche l'Italia sta facendo la propria parte. Con 'Food for Gaza' abbiamo mobilitato assistenza umanitaria e siamo il primo Paese occidentale per evacuazioni mediche dalla Striscia: abbiamo accolto 260 piccoli pazienti palestinesi e oltre 700 accompagnatori", afferma in aggiunta Tajani.
Wsj: "Trump sta valutando possibilità di dichiarare fine guerra"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta avendo colloqui privati con i suoi più stretti collaboratori sull'opportunità di dichiarare la fine della guerra con l'Iran. Lo hanno riferito funzionari americani al corrispondente del Wall Street Journal Alex Ward. Le fonti hanno indicato che Trump si è detto favorevole all'idea di dichiarare la fine della guerra e che crede che la pressione economica costringerà il regime a smantellare il suo programma nucleare, altrimenti collasserà.
L'idea di Trump: "Hormuz è nostro, cambiamo il nome in Stretto di Trump?"
"Ora che è sotto il controllo degli Stati Uniti, dovremmo cambiare il nome dello Stretto di Hormuz in Stretto di Trump????". E' la proposta lanciata su Truth Social dal presidente americano Donald Trump, secondo cui, con il nuovo nome lo Stretto sarebbe "più 'caldo' cha mai".
Hegseth estende dispiegamento militare fino al 2027
Hegseth ha esteso il dispiegamento in Medio Oriente fino al 2027, deliberando la proroga delle missioni militari fino al prossimo anno. Lo scrive il Wall street journal, ricordando che quando gli Stati Uniti hanno lanciato la loro offensiva contro l'Iran sei mesi fa, il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, aveva promesso un colpo rapido e decisivo che avrebbe evitato un lungo e protratto conflitto. Ora, invece, sta silenziosamente estendendo il dispiegamento delle truppe, un segnale che il conflitto potrebbe protrarsi fino al prossimo anno, secondo fonti a conoscenza dei fatti. Secondo quanto riferito da alcune fonti, si tratta di una strategia militare a lungo termine, concepita per offrire al presidente Trump diverse opzioni in vista della guerra. Tuttavia, il dispiegamento di 19 navi da guerra, unità di difesa aerea, squadroni di caccia e paracadutisti nella regione sta mettendo a dura prova i militari e le loro famiglie, creando un arretrato di manutenzione che potrebbe richiedere anni per essere smaltito.
Netanyahu: "Tutti apparati Israele a lavoro per sconfiggere regime"
Israele sta lavorando per rovesciare il governo iraniano e "sconfiggerà il regime". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista al canale di lingua ebraica i24News. "Sconfiggeremo il regime. Tutti gli apparati di Israele stanno lavorando per rovesciare questo regime e sconfiggerlo", ha affermato Netanyahu.
Trump: "Israele non deve preoccuparsi di ultima escalation contro Teheran"
"Israele non dovrebbe preoccuparsi" per l'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran, che ha avuto ripercussioni in tutto il Medio Oriente. "Sapete perché? Perché io sono il presidente e mi occuperò di Israele". Ad affermarlo è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un'intervente al canale pubblico israeliano 'Kan'.
Trump: "Abbiamo colpito duramente l'Iran e siamo pronti a farlo ancora"
"Abbiamo colpito" l'Iran "duramente e siamo pronti a farlo ancora in ogni momento". Lo ha detto Donald Trump. A chi gli chiedeva quanto potrebbe protrarsi la sua nuova campagna con l'Iran, Trump ha detto: "non credo molto a lungo, non so quanto altro possano sopportare". "Controlliamo lo Stretto di Hormuz. Ogni giorno facciamo transitare molte navi cariche di milioni di barili di petrolio e nella maggior parte dei casi questo avviene senza problemi - ha osservato Trump -. Di tanto in tanto però lanciano qualche drone e noi lo abbattiamo. Abbiamo un controllo molto saldo".
Trump: "Stiamo vincendo in Iran, controlliamo Hormuz"
"Stiamo vincendo" in Iran: "controlliamo lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca, dove sta ospitando i candidati repubblicani alle elezioni Usa di metà mandato.
Missili e droni iraniani contro basi Usa in Kuwait, intercettati
Stanotte il Kuwait è stato preso di mira da un attacco di missili e droni iraniani, a seguito di diversi scambi di raid nei giorni scorsi tra Stati Uniti e la Repubblica islamica. "Le difese aeree del Kuwait stanno contrastando la spregevole aggressione iraniana", ha scritto l'esercito del Kuwait su X. "In risposta ai crimini commessi dall'America contro il popolo iraniano, sono in corso attacchi missilistici e con droni contro le basi statunitensi" nella zona, ha confermato la televisione di stato iraniana sullo stesso social network.