Trump festeggia via libera Corte Suprema alla sala da ballo. Ma la popolarità nei crolla

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La Corte Suprema, spaccata con cinque voti a favore e quattro contrari, ha autorizzato il presidente a proseguire i lavori della sala da ballo alla Casa Bianca: per i giudici l'associazione che voleva bloccarla non aveva titolo per fare causa. Nello stesso giorno un sondaggio dell'Università del Massachusetts fotografa il suo tasso di approvazione al minimo del secondo mandato, il 32%, appesantito dalla guerra in Iran e dal caro prezzi

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Nello stesso giorno arrivano per Donald Trump una vittoria giudiziaria e un segnale politico opposto. La Corte Suprema gli ha dato il via libera per completare la sala da ballo alla Casa Bianca, il progetto che il presidente considera un suo lascito all'America. Ma un nuovo sondaggio colloca il suo gradimento al 32%, il livello più basso da quando è tornato alla Casa Bianca.

Cinque voti a favore, quattro contrari

I giudici hanno deciso con una spaccatura netta, cinque a quattro. La maggioranza ha stabilito che il National Trust for Historic Preservation, l'organizzazione che aveva promosso la causa, non ha titolo per agire in tribunale non essendo direttamente danneggiata dal progetto. In una decisione non firmata di otto pagine, la Corte ha chiarito di non essersi pronunciata sulla legittimità dell'opera, ma soltanto su chi avesse il diritto di tentare di fermarla. Il pronunciamento rimuove l'ostacolo più rilevante alla costruzione e spiana la strada al completamento dei lavori.

Roberts con i tre giudici progressisti

A votare contro sono stati il presidente della Corte John Roberts e i tre giudici nominati dai democratici. Nel motivare il dissenso, firmato di suo pugno, Roberts ha definito l'opera "probabilmente illegittima". "La Casa Bianca non è un edificio qualunque. Nel riconoscerlo, la Corte fraintende il pregiudizio subito dal ricorrente, consentendo che prosegua quella che è, con ogni probabilità, una violazione da parte dell'esecutivo del potere di spesa e della sua autorità di regolamentare le proprietà federali nel Distretto di Columbia", ha scritto. Il capo della magistratura, che pochi giorni prima aveva concesso una sospensione temporanea per lasciare andare avanti i lavori, ha citato la norma federale che vieta di erigere strutture su suolo pubblico nella capitale senza un'autorizzazione esplicita del Congresso.

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Un progetto da 400 milioni di dollari

La sala da ballo è tra le iniziative a cui Trump tiene di più nel suo piano per "abbellire" Washington. Secondo le carte depositate dall'amministrazione, a fine agosto la costruzione era completata al 65%, con una squadra di 250 operai al lavoro venti ore al giorno, sette giorni su sette. Il costo stimato è di 400 milioni di dollari, che secondo la Casa Bianca saranno coperti interamente da donazioni private, una ricostruzione contestata da più parti. Tra gli altri interventi voluti dal presidente ci sono il rifacimento della Reflecting Pool al Lincoln Memorial, la ristrutturazione del Kennedy Center e la realizzazione di un grande arco.

Il gradimento al minimo del mandato

Mentre incassa il via libera, il presidente si trova però nel punto più basso del suo consenso. Il sondaggio dell'Università del Massachusetts Amherst, condotto tra il 21 e il 26 agosto su mille intervistati con un margine di errore del 3,5%, fissa l'approvazione al 32% e la disapprovazione al 64%. Oltre due terzi degli americani bocciano la gestione della guerra in Iran e quattro su cinque ritengono che il conflitto abbia fatto salire i prezzi di alimentari e benzina. Un elettore di Trump su sei afferma che oggi non lo voterebbe di nuovo.

"Un campanello d'allarme per la Casa Bianca"

Il calo colpisce anche la base repubblicana: dall'aprile 2025 il consenso tra gli elettori del partito è sceso di 14 punti. "Con le elezioni di metà mandato tra appena due mesi, il tempo stringe per il presidente e per il Partito repubblicano", ha osservato Tatishe Nteta, direttore del sondaggio, secondo cui un risultato deludente potrebbe mettere a rischio anche il controllo repubblicano della Camera.

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