Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran-Usa, Trump: "Hormuz è stato completamente sminato"

©Ansa

Il presidente Usa ha annunciato che la Marina ha rimosso tutte le mine nello Stretto, avvertendo Teheran: "Tolleranza zero per chi ne posizionerà di nuove". Washington ha messo inoltre una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran e avviato l'offensiva commerciale "Operazione Economic Outcast", colpendo tutti coloro che agevolano "le attività destabilizzanti" del governo iraniano. Teheran replica promettendo ritorsioni. Aerei Israele bombardano Gaza: tre morti

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Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran: l'annuncio sui social. Washington ha anche annunciato sanzioni contro “numerose entità, individui e imbarcazioni” accusati di “agevolare le attività destabilizzanti” del governo iraniano.

Le sanzioni arrivano poche ore dopo aver annunciato l'avvio dell'offensiva commerciale contro Teheran, che il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, ha chiamato "Operazione Economic Outcast". Le restrizioni prendono di mira entità che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio. Teheran replica promettendo ritorsioni.

Tre palestinesi sono stati uccisi e altri feriti questa sera dopo che aerei da guerra israeliani hanno bombardato le vicinanze di una scuola dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) che ospita sfollati nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. 

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'Rubio agli alleati, per ora nessun nuovo attacco contro l'Iran'

Per "il momento" non è previsto che gli Stati Uniti lancino nuovi attacchi contro l'Iran. E' il messaggio che il segretario di Stato Marco Rubio ha recapitato negli ultimi giorni ad alcuni ministri degli Esteri stranieri alleati, spiegando che l'attenzione è rivolta ora ad altre forme di pressione. Secondo quanto riportato da Axios, Rubio ha illustrato alle sue controparti che politica l'amministrazione intende applicare almeno fino alle elezioni di metà mandato, ovvero evitare un'azione militare, aumentare la pressione economica, trasportare più petrolio possibile attraverso lo Stretto di Hormuz.

Ghalibaf: Usa hanno perso la guerra

L'Iraq può svolgere un ruolo decisivo nel plasmare un nuovo ordine regionale, soprattutto nel Golfo, secondo quanto riportato dal Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Si sta creando un nuovo ordine regionale. La situazione è delicata e storica per l'Iran e l'Iraq. Il fatto che le forze della coalizione americana si stiano per ritirare dall'Iraq è un onore storico per il governo e il popolo iracheno", ha dichiarato Ghalibaf a Faiq Zaidan, presidente del Consiglio giudiziario supremo iracheno, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Ghalibaf ha affermato che gli Stati Uniti hanno iniziato la guerra contro l'Iran con "l'intenzione di rovesciare la Repubblica islamica ed espandere l'egemonia americana in Asia occidentale e nel mondo islamico". Ha aggiunto che la resistenza iraniana ha "nettamente vanificato" gli obiettivi di guerra degli Stati Uniti. "L'America ha perso la guerra militare e politica contro l'Iran, e fallirà anche sul piano economico", ha detto Ghalibaf a Zaidan.

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab a Gaza

L'esercito israeliano, a due anni da quel gennaio 2024, ha chiesto di indagare sugli spari che hanno portato alla morte della famiglia della bambina di 5 anni e degli operatori della Mezzaluna Rossa intervenuti per soccorrerli. L'Idf ha fatto sapere di aver completato le indagini su diversi "incidenti operativi eccezionali" di alto profilo avvenuti a Gaza durante la guerra e di aver trasmesso i risultati alla Procura militare per la valutazione.

Idf chiede un'inchiesta penale sull'uccisione della piccola Hind Rajab

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Teheran: 'al Pakistan abbiamo detto che non ci fidiamo degli Usa'

Al comandante dell'esercito pakistano Asim Munir, che ieri ha visitato Teheran per colloqui, "abbiamo detto che non ci fidiamo degli Usa, che non siamo noi ad aver violato l'accordo e che se gli americani sono interessati ad aprire lo Stretto di Hormuz, devono rispettare le condizioni dell'Iran nell'accordo". Lo ha detto il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dall'agenzia Fars. Il viceministro ha poi messo in guardia gli Stati Uniti sulle loro azioni contro l'Iran, dopo le sanzioni annunciate ieri: "Se le azioni degli Usa continuano, l'Iran rivelerà nuove capacità", ha affermato, aggiungendo che "Hormuz non è l'unico strumento che abbiamo contro gli Stati Uniti", i quali "non dovrebbero pensare di essere gli unici in grado di causare danni economici". 

Basi militari degli Stati Uniti in Italia e in Europa, ecco dove sono e che ruolo hanno

Il conflitto scoppiato in Medio Oriente nel febbraio 2026 - che ha coinvolto a vario titolo Paesi come Israele, il Libano, l’Iran e gli Stati Uniti - ha riacceso l’attenzione anche sulle basi militari nella disponibilità degli Stati Uniti e dislocate nel territorio europeo. In particolare il 19 agosto il Financial Times ha rivelato che Teheran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari Usa in Europa qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Ma dove si trovano queste basi e qual è la loro funzione?

Basi militari Usa in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno

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Libano: attacchi israeliani nel sud del Paese

In Libano i media segnalano attacchi in diverse località del sud del Paese. Tra le altre zone, si sono registrati attacchi tra i villaggi di A-Dabsha, Sarbin e Al-Qantara.

Cisgiordania, Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: "Stop a insediamenti"

In una dichiarazione congiunta, i Paesi dichiarano che "la decisione del governo israeliano di pubblicare bandi di gara per la costruzione nell'ambito del progetto di insediamento E1 è inaccettabile. L'insediamento E1 comprometterà la prospettiva della soluzione a due Stati".

Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'

Italia-Francia-Germania-Uk a Israele: 'Stop insediamenti Cisgiordania'

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Iran: video ipotizza uccisione Barron Trump

Un portavoce ha dichiarato che i servizi segreti statunitensi sono a conoscenza di un video trasmesso dalla televisione di Stato iraniana in cui si discute di un possibile complotto per assassinare il figlio minore del Presidente americano Donald Trump. "I servizi segreti statunitensi sono a conoscenza del video e indagano su qualsiasi cosa possa essere percepita come una minaccia per le persone che proteggiamo. Per motivi di sicurezza operativa, non discutiamo di questioni di intelligence relative alla protezione", ha dichiarato il portavoce dei servizi segreti Nate Herring in una e-mail. Un video di tre minuti trasmesso dalla televisione di Stato iraniana ha discusso di un possibile complotto per assassinare Barron Trump, 20 anni, affermando che era sotto sorveglianza e che era stata offerta una ricompensa di 10 milioni di dollari per la sua uccisione. Reuters ha riferito all'inizio di questo mese che gli Stati Uniti hanno ricevuto diversi avvertimenti da Israele nel corso dell'ultimo anno, secondo i quali l'Iran intende assassinare Trump, stando alle dichiarazioni di funzionari, anche prima di un presunto complotto segreto contro l'Air Force One in Turchia. Trump si è descritto come "il numero uno nella lista nera dell'Iran".

Iran: 'corridoio temporaneo non significa riaprire Hormuz'

Un accordo con l'Oman per un corridoio marittimo temporaneo a Hormuz "non significa riaprire lo Stretto". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi citato dai media iraniani e regionali, sottolineando che al momento lo stretto "rimane chiuso" e sotto controllo iraniano. "La riapertura di Hormuz avverrà soltanto in cambio della fine della guerra su tutti i fronti, della revoca dell'embargo e della risoluzione della situazione in Yemen", ha detto il viceministro citato da Fars. Secondo Gharibabadi, l'attivazione del corridoio concordato con l'Oman "significherebbe chiudere la rotta meridionale dello stretto". "Abbiamo concordato con l'Oman che la rotta di ingresso nello Stretto di Hormuz passerà attraverso le nostre acque territoriali, e anche parte della rotta di uscita passerà attraverso le nostre acque territoriali", ha sostenuto.

Healey: "Sosteniamo gli sforzi Usa per fare pressione sull'Iran con le sanzioni"

"Sosteniamo l'impegno degli Stati Uniti per raggiungere una soluzione diplomatica e accogliamo con favore gli sforzi volti ad aumentare la pressione" sull'Iran, "anche attraverso l'Operazione Economic Outcast. Continueremo a collaborare con i partner per proteggere i nostri interessi, adottare le misure necessarie per riaprire lo Stretto e contrastare le pericolose attività dell'Iran". Lo afferma in una nota il Cancelliere dello Scacchiere - ministro delle Finanze britannico - John Healey, in riferimento alle nuove sanzioni contro l'Iran annunciate dagli Usa. "Da quando si è insediato, il Governo ha imposto oltre 240 sanzioni all'Iran, le cui azioni minacciano il nostro popolo e la nostra sicurezza, e continueremo a lavorare a fianco degli Stati Uniti e di altri partner per esercitare pressioni economiche sull'Iran. Siamo determinati a impedire al regime iraniano di sfruttare l'economia globale e di abusare del sistema finanziario del Regno Unito per portare avanti il suo programma nucleare e le sue più ampie attività destabilizzanti", sottolinea Healey. "Chiediamo all'Iran di cessare le sue attività destabilizzanti in tutta la regione, compreso lo Stretto di Hormuz, e di impegnarsi in discussioni diplomatiche in buona fede". 

Uk, Telegraph: "Hacker iraniani hanno spento centrale elettrica britannica per 4 giorni"

Per il quotidiano è la prima volta che un attacco informatico da parte di affiliati al regime di Teheran paralizza un impianto del genere. L'episodio sarebbe avvenuto contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi il mese scorso, che hanno colpito 12 Stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca.

Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica

Uk, Telegraph: hacker Iran hanno spento centrale elettrica britannica

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Israele, ex generale lancia nuovo partito destra: focus sicurezza

Il controverso ex generale israeliano Ofer Winter ha annunciato che il suo nuovo partito di destra si chiamerà Amcha Yisrael ovvero Popolo d'Israele, e perseguirà una politica di sicurezza intransigente, impegnandosi al contempo a promuovere l'unità tra le diverse comunità israeliane. Le prossime elezioni del 27 ottobre saranno un "referendum sulla nostra capacita' di affrontare le vere sfide dello Stato di Israele: integrare gli ultraortodossi nell'Idf, unire gli arabi che desiderano il bene del Paese, realizzare un cambiamento significativo nel sistema giudiziario e smantellare le estorsioni e la criminalità dilagante che si estende dal Negev alla Galilea", ha affermato ai sostenitori riuniti a Gerusalemme. Convinto che non potrà mai esistere uno Stato palestinese, Winter ha sostenuto che l'unica soluzione alla situazione di Gaza è l'"emigrazione" palestinese, affermando che "un nemico che ci dichiara guerra pagherà un prezzo territoriale altissimo".

Colloquio Araghchi-Munir

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una telefonata con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, ha sollecitato ulteriori consultazioni e sforzi congiunti per stabilire la pace e la sicurezza nella regione. In una dichiarazione diffusa sul suo canale Telegram, Araghchi ha affermato che la conversazione si è concentrata sull'analisi degli ultimi sviluppi nella regione e sulle questioni di interesse comune. Ieri Munir ha visitato Teheran con un messaggio del Presidente americano Donald Trump sulla ripresa dei colloqui di pace con la leadership iraniana, ha riferito un funzionario statunitense ad Al Jazeera.

Media: "Rubio afferma che ora gli Usa non attaccheranno l'Iran"

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha dichiarato ai suoi omologhi in tutto il mondo che Washington al momento non prevede di condurre nuove offensive contro l'Iran, poiché l'amministrazione Trump sta spostando la sua attenzione sulla pressione economica e sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, che cita due fonti a conoscenza delle conversazioni. Secondo le fonti, Rubio non ha escluso un intervento militare statunitense qualora l'Iran dovesse avviare nuove ostilità. Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti si stanno concentrando sull'aumento della pressione economica sull'Iran e sulla normalizzazione della navigazione attraverso questa vitale via d'acqua.

Gaza, bambino di 4 anni ucciso in un raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

Un bambino palestinese di 4 anni è stato ucciso e altri sei sono rimasti feriti a seguito di un attacco aereo israeliano ad Al-Zawaida, nella Striscia di Gaza centrale. Il fatto è avvenuto a poche ore di distanza dalla morte di un ragazzo palestinese di 14 anni durante un altro raid militare israeliano a est di Nablus in Cisgiordania.

Gaza, bambino ucciso in raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

Gaza, bambino ucciso in raid israeliano. Morto 14enne in Cisgiordania

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Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: "Nuovo territorio Usa"

Immediata la risposta di Teheran al post provocatorio del presidente Usa. "La sua illusione sullo Stretto di Hormuz verrà presto corretta, oppure correggeremo noi le illusioni di quest'uomo illuso", ha scritto il vice ministro degli Esteri Gharibabadi su X.

Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: 'Nuovo territorio Usa'

Trump posta su Truth la cartina di Hormuz: 'Nuovo territorio Usa'

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Teheran, i cartelloni che minacciano Trump e Israele. VIDEO

Nei sei mesi di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, nelle strade della capitale Teheran sono stati esposti numerosi cartelloni anti-Trump. Alcuni hanno invocato la vendetta, mentre altri hanno chiesto la morte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dei suoi alleati. Tra questi, a luglio alcuni cartelloni pubblicitari raffiguravano Trump disteso in una bara aperta: i manifesti recitavano slogan in inglese e in farsi, tra cui la frase «Uccideremo Trump», ed erano posizionati lungo le arterie principali della città e sulle facciate degli edifici. In questi mesi la propaganda iraniana, veicolata anche attraverso video musicali online, è stato un importante strumento di coesione usato dal regime.

Palestina, politico israeliano Zvi Sukkot distrugge un monumento con una mazza. VIDEO

Un deputato israeliano di estrema destra, il colono e attivista Zvi Sukkot, ha demolito a colpi di mazza un memoriale palestinese nel villaggio di Madama, nel nord della Cisgiordania occupata, mentre era scortato da militari israeliani. L'episodio, filmato e diffuso online, è stato condannato dall'esercito e da esponenti politici israeliani. Sukkot ha rivendicato su Facebook di aver agito dopo aver chiesto senza successo ai militari di rimuovere i monumenti che commemorano i "martiri" palestinesi nei villaggi di Madama e Burin, da lui definiti "villaggi di assassini".

Capo Idf: "Avanti con smilitarizzazione Gaza e disarmo Hamas"

Il capo dello Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha promesso di proseguire con la smilitarizzazione di Gaza e il disarmo di Hamas, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per far procedere il cessate il fuoco nell'enclave palestinese. "A Gaza non rinunciamo all'obiettivo generale: smilitarizzare la Striscia di Gaza e disarmare Hamas, utilizzando tutti i mezzi necessari", ha affermato il capo dell'Idf, durante una visita alle truppe nella Striscia. "Continuiamo ad agire sistematicamente per colpire Hamas e i suoi leader ovunque si trovino, anche attraverso attività in corso per impedirne la ricostruzione", ha aggiunto. "La caccia ai terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre continua: tutti coloro che hanno preso parte al massacro vivranno in fuga finché non saranno eliminati", ha assicurato Zamir, definendola una "missione a lungo termine alla quale... l'intero Idf è impegnato". 

Teheran minaccia i figli di Trump e Netanyahu. Video choc in tv Iran per uccidere Barron

I media statali iraniani hanno diffuso un filmato di circa tre minuti con minacce a Barron Trump, il figlio ventenne del presidente Usa: immagini della New York University e la frase "aspettaci". Secondo il New York Post circolerebbe anche una presunta taglia da 10 milioni di dollari. In serata Benjamin Netanyahu ha rivelato che l'Iran avrebbe tentato di uccidere uno dei suoi figli.

Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio

Iran, minaccia Barron Trump. Netanyahu: anche mio figlio a rischio

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Aerei Israele bombardano Gaza, tre morti

Tre palestinesi sono stati uccisi e altri feriti questa sera dopo che aerei da guerra israeliani hanno bombardato le vicinanze di una scuola dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) che ospita sfollati nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno confermato che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito a 73.431, con altri 174.437 feriti.

Netanyahu contro Sukkot: "Sbagliato farsi giustizia da soli"

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha indirettamente condannato il gesto del deputato di estrema destra Zvi Sukkot che ha demolito a colpi di mazza un memoriale palestinese nel villaggio di Madama, nel nord della Cisgiordania, mentre era scortato da militari. L'esercito "è l'autorità sovrana in Giudea e Samaria", ha affermato il capo di governo, usando il termine biblico per la Cisgiordania. "Farsi giustizia da soli, soprattutto quando coinvolge personaggi pubblici, è una pratica riprovevole che impedisce all'Idf di concentrarsi sulla propria missione di lotta al terrorismo e all'incitamento alla violenza", ha aggiunto Netanyahu. Il gesto "estremamente grave" è stato condannato dalle stesse forze armate israeliane che hanno denunciato un uso improprio della loro protezione, puntando il dito contro l'agire "in modo ingannevole e manipolativo" dei partecipanti al sopralluogo nel villaggio palestinese. 

Israele espelle rappresentanti olandesi da base Board of Peace a Kiryat Gat

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha annunciato l'espulsione dei rappresentanti olandesi dal Centro Internazionale di Supporto per Gaza (ex Cmcc) a Kiryat Gat, parte del Board of Peace per la Striscia, che dovranno lasciare Israele "entro una settimana". "Ho preso questa decisione oggi a seguito di una serie di iniziative anti-israeliane del governo olandese. L'ultima è stata l'approvazione di una legge che vieta il commercio di prodotti israeliani provenienti da Giudea e Samaria, Gerusalemme Est e dalle Alture del Golan, che entrerà in vigore il mese prossimo", ha scritto Sa'ar su X. 

Guerra Usa-Iran, popolazione di Teheran piegata dal caro vita e dall'inflazione. VIDEO

Bessent: "Leadership iraniana sta ammettendo che la pressione sta funzionando"

"La leadership iraniana sta ammettendo ciò che ormai il mondo può vedere: la pressione sta funzionando". Ad affermarlo è il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent. Il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian, sottolinea in un post su 'X', "ha riconosciuto le difficoltà economiche dell'Iran, affermando: 'A un certo punto la guerra dovrà finire'. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, è stato ancora più diretto: 'Per quanto potere militare possiamo avere, se la popolazione ha fame e non abbiamo circolazione finanziaria, crescita economica e produzione interna, non riusciremo a resistere'", sottolinea Bessent. "Sotto la presidenza di Donald Trump, il Dipartimento del Tesoro continuerà a togliere ogni fonte di sostentamento economico che tiene in vita questo regime, finché Teheran non resterà completamente isolata", conclude il segretario al Tesoro Usa.

Teheran a Usa: "D-Day economico? Bulli e il Canada è tra chi impara lezione"

L'Iran continua a replicare agli Stati Uniti. "Usa: D-Day economico. Chi preferisce apparire 'obbediente come ombre' dice che 'Va tutto bene'. Ma aspettate. Non va assolutamente bene", scrive in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, in cui fa anche riferimento agli ultimi sviluppi che riguardano il Canada e i dazi doganali. "Quando un bullo dichiara che ogni banca, azienda, porto e governo deve scegliere tra l'obbedienza ai capricci di Washington o affrontare la vendetta americana, non si tratta più solo dell'Iran. Si tratta di annientare le regole più basilari del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, ovvero il rispetto per l'uguaglianza sovrana e l'autodeterminazione di tutti gli Stati. Nessuno Stato decente che tenga alla propria sovranità e ai propri interessi nazionali accetterà la normalizzazione di una tale illegalità e prepotenza sistemica. Il Canada è tra coloro che stanno già imparando quella lezione... ".

Piano Teheran-Muscat per riaprire Hormuz: "Corridoio temporaneo a guida congiunta"

Un corridoio marittimo temporaneo a guida congiunta e un'operazione congiunta per rimuovere le mine. E' il piano discusso da Iran e Oman per consentire "la ripresa della navigazione sicura" nello Stretto di Hormuz, secondo una dichiarazione congiunta diffusa dal ministero degli Esteri di Muscat dopo i colloqui a Teheran tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, Badr Albusaidi e Abbas Araghchi.

Il piano, si legge nella nota, prevede "un percorso in più fasi". La prima riguarda l'istituzione di un corridoio marittimo temporaneo attraverso lo Stretto e un progetto congiunto per lo sminamento delle acque. L'obiettivo è creare le condizioni per riaprire la rotta marittima in sicurezza, "preservando al tempo stesso la sovranità e i diritti dei Paesi costieri".

Secondo Iran e Oman, "negoziati tecnici" proseguiranno per definire "un corridoio marittimo permanente" e stabilire le future modalità di gestione dello Stretto. Tra i temi da affrontare ci sono la condivisione delle informazioni, il coordinamento del traffico marittimo e la fornitura dei servizi di navigazione e sicurezza. Oman e Iran chiedono inoltre il coinvolgimento degli altri Paesi regionali che si affacciano sulle acque del Golfo e ribadiscono la necessità di rispettare il diritto internazionale e i diritti sovrani degli Stati costieri.

L'Iran ha comunicato agli Usa, via Pakistan, le proprie condizioni su Hormuz

"L'Iran ha chiaramente comunicato al capo dell'esercito pakistano in visita, Asim Munir, la sua posizione e le sue condizioni sullo Stretto di Hormuz, nonché quelle relative al ritorno degli Stati Uniti alle disposizioni relative allo Stretto, previste dal Memorandum d'intesa di Islamabad": lo ha dichiarato oggi all'agenzia Tasnim una fonte informata. "Contrariamente a quanto riportato da alcuni media, Munir non stava portando un messaggio di minaccia da parte degli Stati Uniti. Piuttosto, stava cercando di aprire un margine di negoziazione e di comunicare agli Stati Uniti le condizioni dell'Iran", ha aggiunto la fonte, vicina al team negoziale iraniano.

Guerra Usa-Iran, popolazione di Teheran piegata dal caro vita e dall'inflazione

Capo Stato maggiore Idf: "Continua la caccia ai responsabili del 7 ottobre"

"La caccia ai terroristi del 7 ottobre continua: tutti coloro che hanno partecipato al massacro saranno costretti a vivere in fuga finché non saranno eliminati". Ad affermarlo nel corso di una visita operativa nella Striscia di Gaza è il capo di stato maggiore dell’Idf, il tenente generale Eyal Zamir, secondo quanto riferisce Tsahal in un post su Telegram. Durante la visita, Zamir ha incontrato i comandanti sul terreno, che gli hanno illustrato la situazione operativa e le attività delle truppe. Il capo di stato maggiore ha espresso il proprio apprezzamento per i militari impegnati nella Striscia di Gaza nella difesa dei civili israeliani. Zamir ha dichiarato che l’Idf è preparato e in stato di allerta su tutti i fronti e che Israele non permetterà ai propri nemici di ricostituire le proprie capacità lungo i confini,"con particolare attenzione a Gaza e al Libano". "Continueremo ad agire in modo proattivo e sistematico per indebolirli. Non permetteremo che le infrastrutture terroristiche si radichino. Sfrutteremo ogni opportunità per eliminare le minacce mentre sono ancora in fase di formazione", ha affermato aggiungendo che l’esercito israeliano sta applicando le lezioni apprese e ha modificato il proprio approccio: "L’Idf non tornerà al 6 ottobre".

Trump:"Hormuz è stato completamente sminato"

Sono stato appena informato dalla Marina Usa del fatto che tutte le mine sono state rimosse e/o sono state fatte brillare nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz". Così Donald Trump in un nuovo post su Truth dedicato all'Iran in cui afferma che Teheran è stata informata del fatto che "qualsiasi nave o imbarcazione collochi nuove mine verrà immediatamente e sistematicamente distrutta". "Tramite la Space Force, monitoriamo ogni centimetro dello Stretto così come facciamo con Pickaxe Mountain e gli altri tre siti nucleari già distrutti", conclude, insistendo su quella che definisce "politica 'Tolleranza Zero' sul collocamento di mine", una "politica" che il tycoon afferma essere "pienamente in vigore".

Iran: "Spiragli diplomatici, 'progressi' per Teheran e Islamabad mentre Oman media su Hormuz"

"Estremamente proficua" la visita a Teheran del capo dell'Esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir. Parla così Mehdi Tabatabaei, numero due per le comunicazioni e l'informazione dell'ufficio del presidente iraniano, alimentando speranze di una fine del conflitto mentre i riflettori restano puntati sullo Stretto di Hormuz e gli Stati Uniti continuano a puntare sulla leva economica contro la Repubblica islamica. In un post su X Tabatabaei scrive di "risultati diplomatici di grande valore", che si vedranno "presto". Tutto dopo che il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Naqvi, ha descritto come "molto positivo" e "produttivo" il faccia a faccia di ieri con Munir e il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dedicato alle "tensioni in Medio Oriente", a misure per evitare un'ulteriore escalation tra Usa e Iran e arrivare alla "soluzione completa del conflitto". Naqvi ha scritto su X di "progressi significativi" con l'auspicio possa essere spianata la strada a "ulteriori progressi" per una "pace duratura nella regione". E i militari pakistani, ha riportato Geo News, hanno confermato che ci sono stati "colloqui approfonditi" anche sulla "riapertura dello Stretto di Hormuz" e per la "rapida fine del conflitto". Intanto stamani a Islamabad (la capitale pakistana che ha dato il nome al memorandum di metà giugno tra Usa e Iran), come ha riferito il ministero degli Interni pakistano, Naqvi ha incontrato la numero due dell'ambasciata Usa, Natalie Baker. E a Teheran c'è stato l'incontro tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi. In cima all'agenda, la gestione dello Stretto di Hormuz. C'è chi parla di due binari paralleli, uno pakistano e uno omanita, che - a modo loro - si completerebbero. Ma non è una lettura che piace a Teheran.

Katz: "Esercito israeliano non lascerà la zona cuscinetto nel sud della Siria"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che l’esercito israeliano non lascerà la zona cuscinetto nel sud della Siria. "Non ci muoveremo dal Monte Hermon e dalla zona di sicurezza finché esisteranno minacce jihadiste contro lo Stato di Israele", ha sottolineato Katz secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'. "Il messaggio per il presidente siriano Ahmed al-Sharaa è chiaro: quando ti svegli al mattino nel palazzo di Damasco, guardi verso il Monte Hermon e vedi l’Idf, sai che siamo qui per difendere le nostre comunità e il nostro confine". Katz ha inoltre affermato che Israele "ha agito contro un tentativo turco di stabilirsi in Siria, mettendo a rischio gli interessi di sicurezza di Israele", riferendosi al raid israeliano della scorsa settimana contro la base aerea siriana di Abu Duhur. "Lo abbiamo detto chiaramente e continueremo a rispettare questa posizione anche in futuro", ha aggiunto.

Palestina, politico israeliano Zvi Sukkot distrugge un monumento con una mazza. VIDEO

Un deputato israeliano di estrema destra, il colono e attivista Zvi Sukkot, ha demolito a colpi di mazza un memoriale palestinese nel villaggio di Madama, nel nord della Cisgiordania occupata, mentre era scortato da militari israeliani. L'episodio, filmato e diffuso online, è stato condannato dall'esercito e da esponenti politici israeliani. Sukkot ha rivendicato su Facebook di aver agito dopo aver chiesto senza successo ai militari di rimuovere i monumenti che commemorano i "martiri" palestinesi nei villaggi di Madama e Burin, da lui definiti "villaggi di assassini".

Katz su Monte Hermon in Siria: "Idf resta finché ci sono minacce jihadiste"

Il ministro della Difesa Israel Katz in visita alle forze di difesa israeliane sul Monte Hermon in Siria, accompagnato da alti ufficiali, ha dichiarato che l'Idf non lascerà "il Monte Hermon e la zona di sicurezza finché esisteranno minacce jihadiste allo Stato di Israele". "Abbiamo agito contro il tentativo turco di insediarsi in Siria, pur rischiando gli interessi di sicurezza di Israele, abbiamo chiarito la nostra posizione e la sosterremo anche in futuro", ha detto. 

Cnn: "Iran e Canada test per la filosofia di Trump"

La presidenza di Donald Trump si basa sull'idea che il presidente e gli Stati Uniti siano così potenti che gli alleati e i nemici devono piegarsi alla loro volontà. Ma la filosofia del tycoon si trova ora a fronteggiare il suo test più serio con la guerra in Iran e lo scontro commerciale con il Canada. Teheran ha infatti sfidato la potenza americana in una guerra iniziata sei mesi fa che Trump non è ancora riuscito a chiudere, osserva Cnn. Il premier canadese Mark Carney, invece, ha dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti sono "cambiati" con Trump, che sta usando "l'integrazione economica come un'arma". L'amministrazione Trump "sta mandando l'economia americana in guerra nella speranza che il Canada ceda a un accordo e il regima iraniano cada. Ma la strada è incerta su tutti e due i fronti perché il presidente fa spesso marcia indietro quando le conseguenze economiche dei suoi tentativi di imporsi diventano chiare", mette in evidenza Cnn. Qualsiasi sforzo per far prevalere gli Stati Uniti negli scontri con Canada e Iran potrebbe innescare ritorsioni in grado di far salire i prezzi per gli americani, oltre a destabilizzare i mercati. Se le minacce del presidente "sono il "preludio ad altre marce indietro", il cosiddetto 'Taco' Trump, il rischio che corre il presidente è quello di "mettere in pericolo il suo potere e quello del paese mentre si avvicinano difficili elezioni di metà mandato per i repubblicani".

Unrwa: "Inaccettabile irruzione armata in un centro Onu, violata immunità"

''Questa mattina l'Idf ha fatto irruzione con la forza nel Centro di Formazione Unrwa di Calandia (Ktc), nella Gerusalemme Est occupata. Al momento dell'irruzione, sul posto erano presenti circa 20 membri dello staff. Successivamente, funzionari israeliani hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in cui affermavano che la struttura è stata occupata dalle autorità israeliane''. Lo dichiara l'Unrwa in una nota dal quartiere generale dell'organizzazione ad Amman. ''L'Unrwa condanna senza riserve questa incursione: l'ingresso di forze di sicurezza armate in una struttura Onu, senza l'autorizzazione o il consenso Onu, è inaccettabile. Il Ktc è una struttura protetta dai privilegi e dalle immunità concessi all'organizzazione dal diritto internazionale'', aggiunge il comunicato, che riporta come ogni anno, il centro offra ''a centinaia di studenti rifugiati palestinesi provenienti dai campi profughi di tutta la Cisgiordania l'accesso a una formazione professionale gratuita e un percorso verso una maggiore indipendenza economica''. Il comunicato invita la comunità internazionale ad agire con decisione per ''salvaguardare l'inviolabilità del Ktc e di tutte le altre strutture Onu nella Gerusalemme Est occupata''.

Ben Gvir: "L'Unrwa è nelle nostre mani"

''Questa mattina, ingenti forze della polizia israeliana hanno sgomberato l'Unrwa a Kafr Aqab. Unrwa è un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in attività terroristiche e che ha ripetutamente fatto da copertura a Hamas. La sovranità non si proclama, si conquista. Gerusalemme è la capitale dello Stato di Israele e tale rimarrà. Chiunque vi stabilisca dei covi del terrore verrà espulso''. Lo ha dichiarato in una nota il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir. Ben Gvir ha inoltre postato su X un'immagine del centro training dell'Unrwa, che si trova tra il villaggio Kafr Aqab e il checkpoint Calandia a nord di Gerusalemme - in un'area che Israele riconosce come municipalità israeliana - in cui si vede issata la bandiera israeliana, aggiungendo la didascalia ''l'Unrwa è nelle nostre mani'' (parafrasando la frase iconica nella narrativa israeliana ''Il Monte del Tempio è nelle nostre mani'', pronunciata dall'allora generale Mordechai Gur dopo la conquista dell'area da parte di Israele nella guerra dei sei giorni del 1967). 

Ministro Esteri Oman a Teheran: "colloquio con Araghchi"

Si sono incontrati a Teheran il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il collega dell'Oman, Badr Albusaidi. In agenda questioni bilaterali e relative alla regione, a cominciare dalla gestione dello Stretto di Hormuz. L'agenzia iraniana Irna ha riferito dell'arrivo di Albusaidi nella capitale iraniana nel quadro delle consultazioni che proseguono tra i due Paesi. Altri media iraniani hanno pubblicato una foto della stretta di mano tra i due ministri e dei colloqui, all'indomani della missione a Teheran del capo dell'Esercito pakistano, il feldmaresciallo Asim Munir.

Netanyahu: "Non permetteremo all'Unrwa di operare dal nostro territorio"

"In ottemperanza alle mie istruzioni e in attuazione della legge che abbiamo approvato, oggi è iniziato lo sgombero del complesso dell'Unrwa a Kafr Aqab a Gerusalemme. Lo Stato di Israele non permetterà che un'organizzazione i cui dipendenti sono stati coinvolti in atti di terrorismo nella strage del 7 ottobre operi sul suo territorio e agirà contro di essa con ogni mezzo". Lo ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in una nota.

Teheran: "Usa non avranno ruolo in futuro regione"

"Gli Stati Uniti non avranno alcun ruolo nel futuro della regione". Parola di Mohsen Rezaei, nominato nei giorni scorsi a capo del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, dopo anni passati ai livelli più alti dell'apparato della sicurezza e della politica nella Repubblica islamica. "Saranno i Paesi della regione a decidere del loro futuro e gli Stati Uniti non avranno alcun ruolo nel futuro della regione", ha detto in dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Isna, arrivate durante un incontro con Faiq Zidan, presidente del Consiglio superiore della magistratura del vicino Iraq.

Doha: "Sanzioni Usa unilaterali, sosteniamo gli sforzi diplomatici"

Il Qatar insiste sulla diplomazia per ricucire lo strappo tra Stati Uniti e Iran e prende le distanze dalle nuove sanzioni annunciate da Washington nei confonti di Teheran, definendole "unilaterali". È quanto ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri di Doha, Majed al-Ansari, secondo cui l'emirato continua a svolgere un ruolo di mediazione tra le parti insieme a Oman e Pakistan. "Le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono unilaterali", ha dichiarato al-Ansari in conferenza stampa, confermando che il "Qatar continua i suoi sforzi di mediazione tra gli Stati Uniti e l'Iran, senza che ci siano nuovi sviluppi su questo dossier", ma precisando che i contatti con le parti proseguono. "Le comunicazioni continuano con le parti e qualsiasi escalation avrebbe ripercussioni maggiori sulla regione e sul mondo", ha avvertito al-Ansari, secondo cui per Doha "la priorità è raggiungere un accordo tra le varie parti e il Qatar non sostiene una parte contro l'altra".

Idf: "Raid israeliano su depositi armi di Hamas dentro delle moschee di Gaza"

Raid israeliani contro dei depositi di armi di Hamas che erano  dentro delle moschee e vicino ad alcune strutture sanitarie. È quanto riferisce le Forze di difesa israealiane (Idf) in un comunicato su 'Telegram'.  Ieri l'esercito israeliano e lo Shin Bet, sottolinea l'Idf, "hanno colpito e smantellato cinque depotisi di armi di Hamas e una postazione di lancio di Hamas nell’ambito di diversi attacchi condotti in varie zone della Striscia di Gaza. Nelle strutture, Hamas custodiva razzi, armi, ordigni esplosivi, granate, munizioni e altro equipaggiamento militare, con l’obiettivo di portare avanti attacchi terroristici contro le truppe dell’Idf nella Striscia di Gaza". Queste strutture di stoccaggio, sostieneTsahal, "erano state allestite all’interno di moschee e accanto a infrastrutture umanitarie nella Striscia di Gaza. Secondo l’Idf, si tratta di un ulteriore esempio dello sfruttamento sistematico da parte di Hamas della popolazione civile e delle infrastrutture, comprese moschee e strutture umanitarie, in violazione del diritto internazionale".

Nyt: Usa pronti a far rientrare diplomatici in ambasciate in Medio Oriente

Il Dipartimento di Stato Usa si prepara a far tornare diplomatici statunitensi nelle ambasciate in Medio Oriente che erano state evacuate prima e durante il conflitto con l'Iran, iniziato con le operazioni avviate il 28 febbraio scorso da Usa e Israele contro la Repubblica islamica a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere'. Lo riferisce il New York Times, sulla base di un documento interno del Dipartimento di Stato e delle informazioni ottenute da tre funzionari americani, sottolineando come la decisione suggerisca che l'Amministrazione Trump non prevede un ritorno alle ostilità su vasta scala. Secondo il testo visionato dal quotidiano, potrebbe iniziare già in settimana il ritorno dei funzionari del servizio diplomatico e la riduzione delle misure d'emergenza adottate nelle missioni Usa in Medio Oriente e fra le ambasciate in cui si prevede di ripristinare livelli di personale più elevati ci sono quelle di Israele, Libano, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Oman, Iraq e Kuwait.

Il Dipartimento di Stato ha evidenziato di "rivedere in modo costante il livello di sicurezza" delle rappresentanze diplomatiche e come "sulla base della nostra ultima valutazione" si stia "adeguando" la distribuzione del personale in "alcune sedi in Medio Oriente per garantire di poter continuare a promuovere gli obiettivi di politica estera degli Usa, tutelando al contempo sicurezza e incolumità del personale". Secondo il documento, i primi diplomatici a rientrare saranno quelli dell'ambasciata Usa in Libano, ma inizialmente con livelli di organico all'85% (così come per le sedi negli Emirati arabi uniti, in Arabia Saudita e Qatar). Si tornerà al pieno organico nelle ambasciate in Israele, Giordania e Oman. Al 75% in Iraq, Kuwait e Bahrein. Il documento prevede restrizioni per i parenti dei diplomatici nel Paese dei Cedri e nei sei Paesi del Golfo. A fine febbraio, alla vigilia dell'avvio delle operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran, a tutto lo staff con mansioni non essenziali a Gerusalemme e ai parenti venne offerta la possibilità di lasciare Israele a spese del governo, ricorda il New York Times, ricostruendo come poi nelle settimane successive dal Dipartimento di Stato siano arrivate disposizioni per le rappresentanze diplomatiche in Medio Oriente con obiettivi Usa in quei Paesi nel mirino della 'risposta' iraniana. In alcuni Paesi i diplomatici iniziarono a lavorare da casa, come forma di precauzione. "Il ritorno di personale nelle missioni parzialmente evacuate suggerisce l'Amministrazione creda che la guerra stia volgendo al termine", ha osservato Dan Shapiro, che è stato ambasciatore Usa in Israele durante l'era Obama e poi al Dipartimento della Difesa durante l'epoca Biden. Ma per John R. Bass, che ha lavorato nell'Amministrazione Biden, "le restrizioni imposte ai familiari nei Paesi del Golfo indicano che il governo ritiene ancora elevato il rischio" per la sicurezza, che "il livello di minaccia è inferiore rispetto a 30, 60 o 90 giorni fa, ma superiore a quello precedente all'inizio del conflitto". E, ha evidenziato Robert Danin, con un passato al Dipartimento di Stato, "il ritorno di personale delle ambasciate non impedisce di intraprendere azioni contro l'Iran in futuro". "Lo hanno già fatto una volta - ha rimarcato - Possono farlo di nuovo".

Qatar: "Sanzioni Usa a Iran unilaterali, sosteniamo mediazione per fine crisi"

"Le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono unilaterali e sosteniamo gli sforzi di mediazione volti a risolvere la crisi": lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri del Qatar, Majid Al-Ansari, citato da al Jazeera. "La situazione nello Stretto di Ormuz dovrebbe tornare a quella precedente alla crisi, e sottolineiamo la necessità della libertà di navigazione". Il responsabile ha poi aggiunto che "se Israele vuole diventare parte integrante della regione, deve adempiere ai propri obblighi". Mentre Doha respinge "il tentativo dell'Iran di coinvolgere i paesi della regione ogni volta che viene attaccato da una terza parte".

Teheran pubblica black list con 45 navi: 14 già attaccate

Un terzo delle 45 navi che l'autorità marittima iraniana dello Stretto di Hormuz ha minacciato di sequestrare o multare per violazioni delle regole di transito è già stato coinvolto in attacchi dall'inizio della guerra, secondo un'analisi dell'Afp su dati incrociati. L'Autorità dello Stretto del Golfo Persico, creata da Teheran a maggio, ha pubblicato domenica una lista di 45 imbarcazioni che rischiano "restrizioni" ai prossimi passaggi, incluse multe, fermi o confische. Almeno 14 sono state danneggiate in incidenti nello Stretto o nelle sue vicinanze, confermati dall'Organizzazione marittima internazionale e classificati dall'agenzia britannica UkMto come attacchi, senza attribuzione di responsabilità. Quasi tutti gli episodi si sono verificati vicino alle coste dell'Oman, lungo una rotta sostenuta dagli Stati Uniti e vietata dall'Iran.

Pechino su minacce Usa a partner Teheran:"Difenderemo con fermezza nostri interessi"

La Cina "adotterà tutte le misure necessarie per difendere con fermezza" i propri interessi.  Ad affermarlo è Lin Jian, il portavoce del ministero degli Esteri cinese dopo che gli Stati Uniti hanno anunciato nuove sanzioni contro l’Iran e hanno minacciato i Paesi che continueranno a sostenere Teheran. "Le pressioni massime esercitate nell’ambito di una guerra economica non risolvono affatto i problemi. Al contrario, alimentano ulteriormente le tensioni e i conflitti, provocano effetti di contagio, destabilizzano l’ordine economico e finanziario mondiale e ledono i diritti e i legittimi interessi degli altri Paesi", ha sottolineato Lin Jian. "La Cina adotterà tutte le misure necessarie per difendere fermamente i propri diritti e interessi".

Taglia Usa da 10 milioni di dollari su capo e vertici Pasdaran

Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da 10 milioni di dollari sui vertici militari dei Pasdaran: "Queste persone sono a capo di unità che hanno preso di mira il personale Usa con attacchi e le infrastrutture critiche degli Stati Uniti con operazioni informatiche. Aiutaci a contrastare queste minacce. Invia una segnalazione oggi stesso", recita l'annuncio su X del Dipartimento di Stato, rivolto a "chiunque possa fornire informazioni", con le foto del capo dei Pasdaran, Ahmed Vahidi, il comandante Ali Abdollahi, il responsabile delle forze aerospaziali e droni, Said Aghajani, del cyberwarfare, Hamidreza Lashgarian, e dell'intelligence Majid Khademi.

Teheran minaccia di colpire interessi vitali Usa

L'Iran ha promesso ritorsioni contro l'ampliamento delle sanzioni statunitensi annunciato dal segretario al Tesoro Scott Bessent, affermando di essere pronto a rispondere sia sul piano economico sia, se necessario, con azioni contro gli interessi vitali americani e gli snodi energetici. Le misure presentate da Bessent non includono per ora le sanzioni più severe: i Paesi che continueranno a commerciare con Teheran rischiano però di essere esclusi dal sistema finanziario basato sul dollaro.

Operation Economic Outcast: ecco le mega sanzioni Usa all'Iran

Operation Economic Outcast: ecco le mega sanzioni Usa all'Iran

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Pakistan: progressivi significativi sui colloqui

Il Pakistan ha compiuto "progressi significativi" negli ultimi colloqui con Teheran, dedicati alla prevenzione di un'ulteriore escalation del conflitto e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato l'esercito pakistano. "Il presidente iraniano ha condiviso con franchezza la prospettiva del suo governo e abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo sulle questioni in gioco", ha scritto su X il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha accompagnato a Teheran il capo dell'esercito Asim Munir.

Iran: Usa, imposte sanzioni contro oltre 60 organizzazioni e navi

Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro oltre 60 organizzazioni, individui e navi in vari paesi collegati all’Iran. Le restrizioni prendono di mira entità che, secondo Washington, aiutano Teheran a procurarsi tecnologie proibite e proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio. Lo ha annunciato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Secondo quanto da lui riferito, l’Ufficio per il controllo dei beni stranieri  del Tesoro statunitense ha aggiunto alle proprie liste di sanzioni oltre 60 organizzazioni, individui e navi in tutto il mondo. "Essi consentono al regime iraniano di acquisire tecnologie nucleari e missilistiche vietate, condurre operazioni informatiche e generare entrate dalla vendita di petrolio", ha dichiarato Bessent. Il segretario ha sottolineato che gli Stati Uniti intendono aumentare la pressione sull’Iran e ottenere il suo massimo isolamento sulla scena internazionale. Washington prevede inoltre di tagliare le potenziali fonti di finanziamento per il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

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