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Cisgiordania, 14enne ucciso in un raid israeliano a est di Nablus

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©IPA/Fotogramma

La vittima, Islam Ahmad Ajjouri, è stata colpita al petto durante il raid nel campo profughi di Askar al-Jadid. Dopo essere stato trasportato in ospedale in condizioni critiche, il 14enne è deceduto. Il fatto è avvenuto a poche ore di distanza dall'arresto di due adolescenti israeliani di 16 e 17 anni, accusati di aver aggredito con un bastone un uomo disabile palestinese a Hebron

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Continuano le aggressioni dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania. Un ragazzo palestinese di 14 anni è stato ucciso durante un attacco militare israeliano nel campo profughi di Askar al-Jadid, a est di Nablus. La vittima, Islam Ahmad Ajjouri, è stata colpita al petto durante il raid e, dopo essere stata trasportata in ospedale in condizioni critiche, è deceduta. Il fatto è avvenuto a poche ore di distanza dall'arresto di due adolescenti israeliani di 16 e 17 anni, accusati di aver aggredito con un bastone un uomo disabile palestinese a Hebron, nel sud della Cisgiordania. Come mostrano le immagini diffuse dalla rete palestinese Quds News Network, il più giovane dei due aggressori avrebbe colpito alle spalle con una verga di legno la vittima, Said al Omur, amputato alla gamba destra, mentre cerca di raccogliere una delle sue stampelle.

L'aggressione all'uomo disabile a Hebron

Secondo un comunicato della polizia, l'aggressore 16enne, residente nell'insediamento israeliano di Avigail, è stato incarcerato dopo l'interrogatorio, mentre il 17enne, originario di Gerusalemme, è stato posto agli arresti domiciliari con misure restrittive. Secondo la stessa emittente palestinese, Al Omur aveva perso la gamba dopo essere stato colpito lo scorso anno da un colono israeliano. La polizia ha inoltre sequestrato il veicolo Ranger sul quale i due si trovavano, guidato senza patente. Il sedicenne dovrà comparire domenica davanti a un giudice. Le aggressioni dei coloni contro palestinesi in Cisgiordania sono frequenti. Secondo l'ong israeliana Yesh Din, circa il 94% delle indagini per reati commessi da israeliani contro palestinesi in Cisgiordania, esclusa Gerusalemme Est, si chiude senza incriminazioni.

Zuppi: "Quanto avviene in Cisgiordania è inaccettabile"

Quanto sta avvenendo in Cisgiordania "è inaccettabile", ha dichiarato il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, a margine dei lavori del Meeting di Rimini. "Bisogna difendere la convivenza e i diritti, non è pensabile che vengano calpestati e umiliati i diritti di tutti, in particolare degli arabi", ha sottolineato. "Noi continuiamo con gli aiuti. Dobbiamo vedere ciò che è possibile fare, a seconda della situazione, in collaborazione con il Patriarcato" latino di Gerusalemme.  

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