Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Teheran: “In fiamme due petroliere a Hormuz”. Usa: “Falso". LIVE

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Secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim due petroliere hanno preso fuoco in seguito a esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Ma secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) la notizia “è falsa”. La Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbe inoltre affermato che lo stretto è 'estremamente pericoloso e completamente chiuso a causa delle aggressioni statunitensi

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L'esercito iraniano ha dichiarato in un comunicato di aver sferrato questa mattina un attacco con droni contro le basi Usa in Bahrein e Kuwait. In Bahrein "sono stati presi di mira l'area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti". Secondo l'agenzia Tasnim due petroliere hanno preso fuoco in seguito a esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Ma il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) smentisce su X: "La notizia è falsa". Pasdaran: "Lo Stretto è completamente chiuso". Nella provincia di Hormozgan, secondo fonti iraniane, gli attacchi aerei Usa hanno causato tre morti e otto feriti.

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Esercito Kuwait, respinti attacchi con missili e droni iraniani

Le difese aeree del Kuwait sono impegnate a contrastare attacchi con missili e droni lanciati dall'Iran. Lo afferma lo Stato maggiore delle forze armate kuwaitiane in un messaggio pubblicato su X. "Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente fronteggiando attacchi missilistici e con droni ostili in seguito alla criminale aggressione iraniana", si legge nel post. Lo Stato maggiore precisa inoltre che "gli eventuali rumori di esplosioni" avvertiti dalla popolazione sono il risultato dell'intercettazione degli attacchi da parte dei sistemi di difesa aerea. 

Usa sconsigliano viaggi in Medio Oriente

Il Dipartimento di Stato americano esorta ad aumentare la vigilanza in tutto il Medio Oriente, a fronte dell'intensificarsi delle ostilità. In una nota condivisa su X, il dipartimento ha avvertito che "a causa delle forti tensioni in Medio Oriente, il contesto di sicurezza rimane complesso con il potenziale di un'escalation imprevista", raccomandando vivamente ai cittadini di valutare i propri piani e sottolineando che "gli americani dovrebbero riconsiderare i viaggi verso e attraverso il Medio Oriente".

Pasdaran a Paesi che ospitano basi Usa: "Risponderemo adeguatamente"

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno minacciato i Paesi che ospitano basi americane di una ''risposta corrispondente'' ai raid Usa contro l'Iran. Come riporta l'agenzia di stampa Tasnim, i Pasdaran hanno chiesto ai Paesi che ospitano basi Usa di "attivare le proprie unità di difesa civile per proteggere i propri cittadini e allontanarli da potenziali obiettivi militari", notando che i loro territori vengono utilizzati come basi di lancio per aggressioni contro l'Iran.

Esercito Iran: "Colpita una base statunitense in Bahrein"

L'esercito iraniano ha dichiarato oggi in un comunicato di aver sferrato questa mattina un attacco con droni contro una base americana in Bahrein. "Durante l'operazione sono stati presi di mira l'area di stazionamento e il deposito dei jet statunitensi, il deposito di carburante dell'esercito americano nella base di Sheikh Isa, nel sud del Bahrein, nonché alcuni ponti", ha aggiunto il comunicato, citato dall'agenzia Fars.

Centcom, colpiti in Iran infrastrutture militari e depositi di armi sotterranei

"Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l'Iran". Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver "colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali". Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse. Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, "e rimangono vigili, letali e pronti all'azione". 

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