Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, Trump: "Se mi uccidono ho lasciato istruzioni". Imposte nuove sanzioni

©Ansa

Il presidente Usa ha commentato le informazioni di intelligence fornite da Israele secondo le quali c'è un piano iraniano per ucciderlo. "L'Iran ci ha chiesto di continuare a parlare. Ok a colloqui con Teheran, ma per noi finito il cessate il fuoco", ha fatto intanto sapere il presidente Trump. Il Qatar è in contatto con Washington e Teheran per favorire una de-escalation. Axios: "Prossima settimana negoziato Iran-Usa in Svizzera". Ma i media di Teheran negano: "Queste notizie sono false e prive di fondamento"

in evidenza

L'Iran "ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. Intanto i mediatori del Golfo si sono mobilitati per cercare di evitare una esclation. Secondo quanto riportato dal New York Times, il Qatar è in contatto con Washington e Teheran. Secondo quanto riportato da Axios, una fonte avrebbe affermato che la prossima settimana è previsto un nuovo ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran, che potrebbe essere ospitato dalla Svizzera. Ma i media di Teheran negano: "Queste notizie sono false e prive di fondamento".

Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence su un presunto nuovo piano iraniano per colpire Donald Trump. Il presidente Usa: "Se l'Iran mi uccide ho lasciato istruzioni, colpirli con potenza mai vista".

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo il blocco delle ultime ore a causa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, sembra aver ripreso. Lo riferisce Al Jazeera, citando dati di monitoraggio navale e dichiarazioni delle autorità giapponesi. Israele valuta un possibile nuovo coinvolgimento nelle operazioni Usa.

Gli approfondimenti:

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Funerali di Khamenei: come la guerra ha cambiato il regime e il Paese

Le esequie della Guida Suprema che ha guidato il Paese per 37 anni,  iniziate il 4 luglio, sono una cerniera storica: dallo scontro con gli  Stati Uniti è emersa una nuova versione del regime, più forte, più dura,  più spietata e potente.

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Usa: "Se l'Iran non fornisce la polvere nucleare, non c'è accordo"

Se l'Iran non fornisce la "polvere" nucleare, non c'è accordo. Lo ha detto un funzionario americano, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.

Media: "Usa chiedono all'Iran di dichiarare Hormuz aperto a tutte le navi"

L'amministrazione Trump ha chiesto all'Iran una comunicazione pubblica in cui si precisa che lo Stretto di Hormuz è aperto e in cui Teheran si impegna a smetterla di sparare alle navi commerciali. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando un funzionario americano, secondo il quale se l'Iran non lo farà ci potrebbero essere conseguenze. Gli Stati Uniti si aspettano che Teheran dica qualcosa pubblicamente per allentare le preoccupazioni americane.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

La guerra tra Usa e Iran frena gli spostamenti tra Occidente e Oriente e viceversa. I principali scali a Dubai, Abu Dhabi o a Doha sono considerati poco sicuri e  il problema della mancanza di cherosene per gli aerei incide  negativamente sulla scelta di organizzare un volo a lunga percorrenza.  La città degli Emirati Arabi Uniti ha perso il suo primato di meta del  turismo internazionale ma ha anche frenato drasticamente l'arrivo, in  Italia, di turisti dell'area del Golfo che tradizionalmente vantano una  elevata capacità di spesa. Un report della Banca d’Italia ha calcolato un calo di circa il 60%.

La guerra frena l’arrivo di turisti dal Golfo Persico in Italia: dati

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Tv saudita: domenica colloqui tecnici Usa-Iran

Le delegazioni iraniana e statunitense, impegnate a discutere questioni tecniche, inizieranno un nuovo ciclo di colloqui il 12 luglio, secondo quanto riportato dalla televisione saudita 'Al Hadath'. Secondo la sua fonte, "il 12 luglio si terrà in Pakistan un incontro tra i team tecnici americano e iraniano".

Russia e Iran, killer e spie reclutati online: cosa sono i 'proxy'

Da tempo c'è il sospetto che Mosca e Teheran utilizzino "proxy" per atti  terroristici: una rete fatta di reclutatori online, piccoli criminali e  adolescenti (e secondo l'Europol anche sempre più spesso la criminalità  organizzata) contattati su Telegram e pagati poche centinaia di dollari  per incendi, sabotaggi, pedinamenti e perfino omicidi. Senza sapere chi  colpiscono né perché. Un modello sempre più ricorrente, con tanto di  tariffario. Ecco come funziona.

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Iran agli Emirati: "Vi riteniamo responsabili per aver sostenuto gli Usa"

Gli Emirati Arabi Uniti devono essere ritenuti responsabili per aver sostenuto l'attacco statunitense all'Iran. Lo ha dichiarato oggi il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali, Kazem Gharibabadi, in un post su X. Gharibabadi ha citato un documento del Dipartimento del Commercio statunitense che allenta i controlli sulle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti in riconoscimento del loro sostegno agli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, inclusa l'operazione Epic Fury.

Media libanesi, attacco israeliano nel sud del Paese ha causato un morto

Un attacco israeliano nel sud del Libano ha ucciso una persona oggi, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, l'ultimo attacco in ordine di tempo nonostante la tregua nella guerra tra Israele e Hezbollah. "Un giovane della città di Nabatieh è stato ucciso in un raid di un drone nemico che lo ha preso di mira questo pomeriggio, mentre era in sella a una motocicletta", afferma l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency.

Sondaggio:"Il 60% degli israeliani non considera Netanyahu affidabile"

Secondo un sondaggio di Channel 12, sei israeliani su dieci non considerano affidabile il primo ministro Benyamin Netanyahu. Lo scrive The Times of Israel. Il sondaggio rivela che il 60% degli israeliani non considera affidabile il primo ministro, contro il 38% che lo ritiene tale. Al contrario, la maggior parte degli intervistati (54%) considera affidabile il suo principale rivale, Gadi Eisenkot, mentre il 29% non lo ritiene tale. L'ex primo ministro Naftali Bennett, anch'egli in corsa per spodestare Netanyahu, è considerato inaffidabile dal 53% degli intervistati, contro il 41% che si fida di lui. Il sondaggio rileva inoltre che quasi due terzi degli israeliani affermano che la recente offensiva legislativa della coalizione Netanyahu, comprese le proposte di legge volte a consentire agli uomini Haredi di continuare a evitare la leva militare, influenzerà il loro voto. La fonte non sembra specificare quanti israeliani siano stati intervistati, né il margine di errore. 

Financial Times: delegazione Usa a Beirut per la tregua fra Israele e Hezbollah

Una delegazione militare americana è arrivata a Beirut per aiutare nell'attuazione dell'accordo per mettere fine al conflitto fra Israele e Hezbollah. Lo riporta il Financial Times citando due funzionari libanesi, secondo i quali la delegazione del Us Central Command è arrivata oggi in vista dei colloqui fra Libano e Israele che si terranno a Roma la prossima settimana.

Media: incendio in una raffineria di petrolio in Iran

L'agenzia iraniana Irna riferisce che un incendio è divampato in un impianto del settore petrolifero nell'Iran occidentale. Le cause sono ancora ignote. Il rogo è scoppiato presso l'azienda di trasformazione Exin nel distretto di Pole Dokhtar, nella provincia del Lorestan. Il governatore di Pole Dokhtar ha esortato i cittadini a evitare di avvicinarsi al luogo dell'incidente, in modo che le squadre di soccorso e i vigili del fuoco possano svolgere le operazioni di spegnimento in modo più sicuro e rapido. La mini-raffineria, con una capacità di cinquemila barili, si trova su un terreno di 12 ettari. 

Onu: pochi finanziamenti e restrizioni israeliane a Gaza

Il portavoce dell'Onu, citando le agenzie umanitarie, ha dichiarato che le operazioni umanitarie a Gaza continuano a "essere ostacolate dall'insicurezza, dalle restrizioni israeliane sull'accesso e dalla carenza di finanziamenti". "Ribadiamo che, in base al diritto internazionale umanitario, i civili e le infrastrutture civili devono essere sempre protetti", ha aggiunto Stephane Dujarric. "Noi e i nostri partner continuiamo inoltre a sostenere le persone colpite da sfollamenti prolungati, una condizione che riguarda quasi tutti i 2,1 milioni di abitanti di Gaza", ha ricordato. 

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

Iran e Oman lavorano ad un piano che prevede la riscossione di un   pedaggio dalle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, nonostante   le obiezioni degli Stati Uniti. A rivelarlo, citando un funzionario   iraniano e quattro diplomatici a conoscenza della questione è il New  York Times, che sottolinea come "la decisione di attaccare l’Iran il 28  febbraio  abbia prodotto cambiamenti di vasta portata e inaspettati in  Medio  Oriente. Prima della guerra, lo Stretto di Hormuz era una rotta   marittima internazionale tra Iran e Oman che le navi percorrevano   liberamente, trasportando petrolio e gas dal Golfo Persico al resto del   mondo". Teheran ha poi di fatto bloccato il passaggio marittimo,  facendo  impennare i prezzi dell’energia. E da allora, i funzionari  iraniani  ribadiscono la loro intenzione di monetizzare il passaggio  attraverso lo  Stretto.

Stretto di Hormuz, piano di Iran e Oman per introdurre pedaggi

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Dal revolver di Erdogan alla schiava per la Regina Vittoria: i regali diplomatici più assurdi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha regalato ai leader NATO un revolver. Che però non è certo il regalo diplomatico più curioso: nel corso dei secoli re, presidenti e governi si sono scambiati animali esotici, oggetti improbabili, simboli culturali, prodotti tecnologici e in un caso perfino una schiava. Eccoli tutti.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per Vittoria, i regali più strani

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Cnn, Iran potrebbe essere impegnata a ricostruire siti nucleari

L'Iran potrebbe tentare di ricostruire i suoi impainti nucleari. Lo afferma la Cnn che ottenuto Immagini satellitari in cui si mostra infatti qualche attività presso diversi siti nucleari e impianti missilistici in tutto il Paese fra la fine di giugno e gli inizi di luglio.

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

La ripresa degli attacchi Usa all’Iran e la rappresaglia iraniana su   Kuwait e Bahrein aprono molti interrogativi. Il piano di pace è   archiviato? Come reagiranno mercati energetici e prezzi del petrolio?   Tra le tante incognite e le incertezze legate anche alla volatilità   delle parole del presidente americano, c'è un elemento che pare chiaro:   al centro degli ultimi sviluppi continua a esserci il destino dello   Stretto, arma potentissima nelle mani dei Pasdaran e stella polare  della  diplomazia statunitense.

Iran-Usa, tutto ruota (sempre e ancora) attorno a Hormuz

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Usa impongono nuove sanzioni

Secondo quanto riportato dal sito web del Dipartimento del Tesoro statunitense, gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni all'Iran.

Media, Usa ritirano 10 caccia F-22 dal sud di Israele

Nonostante le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran, l'esercito americano ha ritirato oggi 10 caccia stealth F-22 che erano schierati presso la base di Ovda dell'aeronautica militare israeliana, nel sud de paese. E' quanto riferisce 'The Times of Israel'. Gli aerei  sono volati verso la base della Raf di Fairford, nel Regno Unito, nel loro viaggio di rientro verso gli Stati Uniti. I filmati pubblicati sui social media mostrano l'atterraggio dei jet nella base aerea britannica.

Media, team Usa a Beirut per tregua Israele-Hezbollah

Secondo quanto riportato dal 'Financial Times', una delegazione statunitense e' stata inviata a Beirut per garantire l'attuazione del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.

Chi detiene il potere negli Stati Uniti?

Un recente sondaggio di YouGov ha analizzato come l’opinione pubblica   percepisce la distribuzione del potere nella società statunitense e cosa  significa essere “potenti”. Il gruppo che emerge nettamente come il più potente è quello dei miliardari. Alcune opinioni cambiano però sensibilmente in base all'orientamento politico degli intervistati.

Chi detiene il potere negli Stati Uniti?

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Media Teheran: "False le notizie di colloqui Iran-Usa la prossima settimana"

Le notizie riguardanti un nuovo round di colloqui Iran-Usa la prossima settimana sono false. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran, citando una fonte informata vicina al team negoziale di Teheran. La fonte, secondo quanto riferito, ha smentito le notizie pubblicate sulla conclusione dei preparativi per i colloqui a Islamabad, così come l'affermazione che i colloqui tecnici proseguiranno la prossima settimana, dichiarando: "Queste notizie sono false e prive di fondamento". "Qualsiasi notizia relativa all'andamento dei colloqui, in caso di sviluppi, verrà diffusa esclusivamente attraverso i canali ufficiali della Repubblica Islamica dell'Iran, e le affermazioni pubblicate da alcuni media stranieri non sono attendibili". 

Media, 2561 terroristi che hanno partecipato al 7 ottobre uccisi da Idf ad oggi

Sono ''2561 i terroristi di Hamas e della Jihad Islamica infiltrati in Israele il 7 ottobre 2023 e che hanno partecipato all'attacco ad essere stati uccisi da Israele ad oggi''. Lo riporta Channel 12, citando fonti militari. Circa mille sono stati uccisi nell'ambito dei combattimenti il giorno del massacro e i restanti in operazioni guidate dell'unità speciale Nili, una task force congiunta dei servizi di sicurezza israeliani creata per rintracciare e uccidere tutti i membri delle organizzazioni palestinesi responsabili e coinvolti nell'eccidio del 7 ottobre, in cui 1200 persone sono rimaste uccise, di cui 800 civili. Secondo Channel 12, nella lista di Nili ci sono ancora ''alcune centinaia di nomi''. 

Ghalibaf: "Se gli Usa si ritirano dal memorandum siamo pronti a difenderci"

Il capo negoziatore iraniano e presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf, ha affermato che il conflitto con gli Stati Uniti non si concluderà mai con la resa di Teheran, aggiungendo che l'Iran è pronto a difendersi se gli americani si ritireranno dal memorandum d'intesa. Lo scrive al Jazeera. "Se gli americani dovessero tradire l'accordo in qualsiasi momento, siamo pronti a difenderci su vasta scala e resisteremo con fermezza, difendendo i diritti del popolo iraniano -  ha affermato -. Porre fine alla guerra è una priorità per i Paesi del mondo, ma tutti devono sapere che questo conflitto non finirà mai con la resa dell'Iran". Ghalibaf ha infine aggiunto che le nazioni musulmane devono "alzarsi" e unirsi contro gli Stati Uniti e Israele. 

Media: "6 palestinesi aggrediti e feriti da coloni israeliani a Hebron"

Sei palestinesi appartenenti alla stessa famiglia sono rimasti feriti oggi dopo essere stati aggrediti a percosse e con spray al peperoncino da coloni israeliani nella comunità di Huwara, a Masafer Yatta, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata. Lo riportano Anadolu e al al Jazeera citando la Mezzaluna Rossa che ha prestato soccorso ai feriti - tra cui un anziano, donne e bambini - prima di trasferirli in ospedale. Osama Makhamreh, attivista contro gli insediamenti, ha dichiarato che i coloni hanno aggredito la famiglia dell'ottantenne Ibrahim Ismail al-Jabour mentre si trovava sul proprio terreno, vicino alla propria abitazione. I coloni hanno picchiato i membri della famiglia e spruzzato spray al peperoncino sui loro volti, ferendo l'anziano, diverse donne e alcuni bambini, ha raccontanto. Secondo la Commissione palestinese contro la colonizzazione e il muro, nella prima metà di quest'anno i coloni hanno compiuto 3.488 attacchi in tutta la Cisgiordania, uccidendo 17 palestinesi. Dall'8 ottobre 2023, gli attacchi dell'esercito israeliano e dei coloni in Cisgiordania hanno causato la morte di 1.179 palestinesi e il ferimento di altri 12.666, oltre all'arresto di circa 24.000 persone. 

Compagnie che assicurano navi per Hormuz stipulano polizza 6 ore prima di partire

La crisi di Hormuz è una questione ad alto rischio per le compagnie assicurative. I premi delle assicurazioni di guerra "seguiranno esattamente ciò che accade a livello geopolitico... quasi di ora in ora", ha affermato Smith di McGill and Partners, precisando che le compagnie assicurative che assicurano le navi che intendono transitare per Hormuz preferiscono stipulare la polizza solo sei ore prima della partenza, anziché delle solite 24-48 ore. Una volta emesse, le polizze sono valide solo per tre-sette giorni, dopodiché è necessario rinegoziarle. Smith ha raccontato alla Cnn che una mattina un armatore lo chiamò per chiedere una copertura per un possibile transito nello stretto previsto per quello stesso giorno, sotto la guida della Marina statunitense. Smith gli comunicò un prezzo e attese. Quel pomeriggio, l'armatore richiamò per confermare il viaggio e "attivare la copertura assicurativa". Il problema? La nave sarebbe dovuta entrare nello stretto entro sei minuti dalla chiamata. Nel giro di 10 minuti il certificato di assicurazione venne depositato sul ponte di comando della nave. L'equipaggio poi insistette per visionare la polizza di persona, per assicurarsi che i propri familiari ricevessero un risarcimento in caso di incidente durante il pericoloso viaggio attraverso lo stretto. Sebbene quella nave sia riuscita a passare sana e salva, decine di altre sono state meno fortunate, e secondo l'Organizzazione marittima internazionale almeno 14 marinai hanno perso la vita dall'inizio del conflitto. 

Gaza, forza internazionale solo su carta: il piano di Trump si arena?

A nove mesi dalla sua entrata in vigore, poco di quel piano, oltre agli obiettivi fondamentali della restituzione degli ostaggi e della fine delle massicce ostilità israeliane sulla Striscia, sembra aver avuto seguito. SU INSIDER

Gaza, forza internazionale solo su carta: il piano di Trump si arena?

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Axios: "Prossima settimana negoziato Iran-Usa in Svizzera"

Secondo quanto riportato da Axios, una fonte avrebbe affermato che la prossima settimana è previsto un nuovo ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran, che potrebbe essere ospitato dalla Svizzera.

Egitto e Qatar: "Usa e Teheran diano priorità a diplomazia e tornino a tavolo negoziale"

Egitto e Qatar chiedono a Iran e Stati Uniti di riprendere i negoziati, dopo che Donald Trump ha detto di aver accettato di continuare i colloqui con Teheran ribadendo però che il cessate il fuoco tra i due Paesi è finito. Durante un colloquio telefonico, il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, e il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar,  Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, hanno "chiesto alle parti di dare priorità al linguaggio della diplomazia e del diagolo e ritornino al tavolo negoziale", secondo quanto riferisce in un comunicato il ministero degli Esteri egiziano. 

Il Cairo, Egitto e Qatar chiedono ripresa dei negoziati

I ministri degli Esteri egiziano e qatariota hanno esortato gli Stati Uniti e l'Iran a riprendere i negoziati, mentre il presidente americano Donald Trump ha affermato che Washington ha accettato di continuare i colloqui con Teheran, ribadendo tuttavia la fine del cessate il fuoco tra i due Paesi. Durante una telefonata, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, "hanno esortato tutte le parti a dare priorità al linguaggio della diplomazia e del dialogo e a tornare al tavolo dei negoziati", ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano in un comunicato. 

Idf: "Uccisi due comandanti di Hamas nel nord della Striscia di Gaza"

Il portavoce dell'Idf comunica che le truppe israeliane hanno ucciso, in due raid diversi questa settimana nella Striscia di Gaza, ''due comandanti di Hamas''. Mercoledì, l'Idf ha colpito nel nord della Striscia, ''eliminando il terrorista Khalil Jamal Khalil Manna, comandante del quartier generale per la produzione di armi dell'ala militare di Hamas''. Secondo quanto comunicato dall'Idf, Manna ''ricopriva un ruolo chiave, supervisionando le operazioni e i processi produttivi di lanciarazzi, e guidava gli sforzi di Hamas per ripristinarne l'operatività durante il cessate il fuoco''. Sempre nel nord della Striscia di Gaza, giovedì l'Idf ha ucciso in un raid ''Osama Walid Deeb Muhareb, comandante di compagnia del battaglione Nuseirat di Hamas'', affermando di aver ''adottato misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'utilizzo di munizioni di precisione e la sorveglianza aerea''. Secondo quanto riportato da Haaretz, citando fonti palestinesi dentro la Striscia di Gaza, dieci palestinesi, tra cui tre bambini, sono stati uccisi ieri e l'altro ieri in attacchi israeliani. 

Gaza, ucciso da Idf un'autista palestinese che trasportava aiuti umanitari per Wck

Un camionista palestinese che trasportava aiuti umanitari dell'organizzazione 'World Central Kitchen' (Wck) nella Striscia di Gaza è stato ucciso ieri a colpi d'arma da fuoco dall'Idf. Lo riporta Haaretz citando il Guardian, che ha raccolto testimonianze dirette da Gaza. Secondo le testimonianze, l'autista, Ahmed Nasser Salim, è stato colpito da un proiettile alla testa dopo essere stato costretto dai soldati a scendere dal camion, nel momento in cui il convoglio di aiuti umanitari di cui faceva parte, e coordinato con le autorità israeliane, si era fermato nel tragitto sul Corridoio Filadelfia, al confine con l'Egitto, a causa di un guasto a uno dei camion. Secondo il sindacato degli autotrasportatori di Gaza, gli autisti sono stati fatti scendere dai camion, picchiati e costretti a spogliarsi, prima che Salim fosse ucciso dagli spari. Il portavoce dell'Idf ha confermato al Guardian la sparatoria, sostenendo che i soldati avevano identificato tre autisti di camion di aiuti umanitari che si erano fermati lungo la strada ed erano scesi dai loro veicoli ''violando le procedure stabilite''. ''I soldati'', continua la nota dell'Idf, ''hanno fermato gli autisti per interrogarli, mentre uno di loro è corso verso di loro. Le forze hanno attivato la procedura di arresto del sospetto e, dopo aver identificato una minaccia immediata, hanno aperto il fuoco. Il ferito ha ricevuto le prime cure mediche ed è stato trasferito alla Croce Rossa. Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine''. Nell'aprile del 2024, sette operatori umanitari di 'World Central Kitchen' erano rimasti uccisi in un raid israeliano a Deir al-Balah, nonostante il convoglio di cui facevano parte fosse pienamente coordinato con le autorità israeliane. All'epoca, l'Idf aveva parlato di un ''tragico errore''. 

Trump: "Se l'Iran mi uccide ho lasciato istruzioni, colpirli con potenza mai vista"

Donald Trump ha "lasciato istruzioni" nel caso in cui l'Iran dovesse riuscire a portare a termine il suo piano di ucciderlo. Lo ha detto il presidente al New York Post, precisando di aver lasciato detto che "se dovesse succedere qualcosa, bisognerebbe bombardarli con una potenza mai vista". 

Gran mufti Gerusalemme allontanato da Al-Aqsa per 7 giorni

La polizia israeliana ha arrestato il gran mufti di Gerusalemme, Sheikh Muhammad Hussein, dopo che il religioso aveva finito di guidare la preghiera del venerdì nella moschea di Al Aqsa. E' stato rilasciato poco dopo, con un divieto di accesso alla moschea per una settimana. Il gran mufti è la più alta autorità legale e religiosa islamica che sovrintende al Monte del Tempio/Moschea di Al Aqsa. Secondo fonti palestinesi, Sheikh Hussein è stato arrestato immediatamente dopo la preghiera del venerdì e successivamente rilasciato, con un divieto di accesso alla moschea di Al-Aqsa per sette giorni. Finora, la polizia israeliana non ha commentato l'arresto né il divieto. 

Teheran: "In caso di attacchi non risparmieremo Israele"

L'Iran risponderà a qualsiasi attacco contro le sue infrastrutture, anche colpendo Israele, ha avvertito il capo del massimo organo di sicurezza del Paese, mentre Teheran e Washington hanno ripreso gli scontri questa settimana. "Qualsiasi attacco alle infrastrutture avrà una rappresaglia e il regime sionista criminale responsabile di queste atrocità non sarà al sicuro dalla risposta dei nostri combattenti", ha affermato Mohammad Bagher Zolghadr in una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato. 

Trump: "Colloqui con l'Iran proseguono, ma il cessate il fuoco è finito"

L'Iran "ci ha chiesto di proseguire i colloqui. Abbiamo accettato di farlo, ma gli Stati Uniti hanno chiarito loro, senza mezzi termini, che il cessate il fuoco è terminato". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. 

Tribunale in Spagna indaga su vertici militari israeliani per la Flotilla

Il tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional ha ammesso le denunce presentate dal Partito comunista di Spagna (Pce), da Izquierda Unida e da alcuni attivisti contro il capo delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, e un comandante della Marina, per presunte detenzioni illegali durante l'intercettazione della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza nell'ottobre scorso. Nell'ordinanza, citata da El Pais, il giudice istruttore della sezione centrale  n.1 del tribunale ricorda che i fatti sono avvenuti il 1 ottobre, quando la flottiglia era in alto mare, a circa 70 miglia nautiche dalla costa, in acque internazionali. Le truppe israeliane abbordarono diverse imbarcazioni, "molte delle quali di bandiera e sotto giurisdizione spagnola, prendendo con la forza il controllo" delle barche "e distruggendo numerosi oggetti". Secondo gli esposti, gli attivisti membri degli equipaggi, tra cui decine di cittadini spagnoli, sarebbero stati arrestati e detenuti illegalmente. Il magistrato ha invece escluso dal procedimento le accuse di presunte torture e maltrattamenti che sarebbero avvenuti successivamente  nel carcere israeliano di massima sicurezza di Ketziot, in Israele, limitando il procedimento ai soli reati eventualmente compiuti dalle forze israeliane a bordo delle imbarcazioni battenti bandiera spagnola. E ha chiesto alla Procura della Corte penale internazionale di chiarire l'eventuale interferenza con le indagini già aperte al riguardo all'Aja. 

Cnn: "Trump non vuole coinvolgimento Israele in attacchi"

Dopo l'ultima escalation tra Stati Uniti e Iran che minaccia di vanificare l'accordo di cessate il fuoco, due fonti israeliane hanno riferito che l'amministrazione Trump non vuole il coinvolgimento di Israele nei combattimenti per timore di perdere il controllo del conflitto. Il premier Bejamin "Netanyahu vorrebbe davvero partecipare agli attacchi statunitensi", ha detto una delle fonti alla Cnn, "ma gli Stati Uniti al momento non vogliono il coinvolgimento di Israele". Ieri, il ministro della Difesa israeliano ha affermato che le Idf sono pronte a riprendere la guerra contro l'Iran, anche se dovessero farlo da sole. "Le Idf sono in stato di massima allerta e pronte a riprendere la campagna, riconquistare la superiorita' aerea e condurre un attacco israeliano indipendente contro l'Iran per eliminare le minacce, anche per la terza volta", ha dichiarato Israel Katz. Tuttavia, una delle fonti ha affermato che la valutazione prevalente in Israele è che il presidente Donald Trump non desideri un ritorno a una guerra su vasta scala e che, al massimo, potrebbe essere disposto a ripristinare il blocco navale dei porti iraniani.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per la Regina Vittoria: i regali diplomatici più assurdi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha regalato ai leader NATO un revolver. Che però non è certo il regalo diplomatico più curioso: nel corso dei secoli re, presidenti e governi si sono scambiati animali esotici, oggetti improbabili, simboli culturali, prodotti tecnologici e in un caso perfino una schiava. Eccoli tutti.

Dal revolver di Erdogan alla schiava per Vittoria, i regali più strani

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Iran: mediatori Doha a Teheran per allentare tensioni e proseguire negoziati

I negoziatori del Qatar si trovano in Iran per incontrare funzionari iraniani nel tentativo di allentare le tensioni e creare le condizioni per la prosecuzione di negoziati più ampi. Lo scrive il sito di Haaretz citando una fonte alla Reuters e aggiungendo che i colloqui si stanno svolgendo in coordinamento con gli Stati Uniti.

Secondo la fonte, i colloqui mirano a discutere l'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e le questioni che hanno innescato la recente escalation tra Washington e Teheran, comprese le controversie sulla navigazione nello Stretto di Hormuz.

Fonti Pakistan, Teheran cerca soluzione diplomatica anche dopo attacchi Usa

L'Iran continua a lavorare a una soluzione diplomatica del conflitto anche dopo gli ultimi attacchi statunitensi contro il Paese. Lo riferiscono alla Dpa fonti della sicurezza pakistana, secondo cui Teheran avrebbe chiesto a Islamabad, impegnata nella mediazione, di trasmettere a Washington la propria disponibilità ad avviare negoziati. I contatti tra le parti sarebbero proseguiti attraverso diversi canali, con un incontro tra il il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il potente capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano, Asim Munir. Secondo le stesse fonti, la leadership iraniana avrebbe espresso anche preoccupazione per il comportamento futuro delle fazioni più intransigenti all'interno del Paese. Parallelamente, anche gli Stati Uniti avrebbero segnalato la volontà di proseguire il dialogo: "Gli Stati Uniti restano impegnati per una soluzione e i colloqui tecnici stanno continuando", ha dichiarato un funzionario americano alla Dpa.

Russia avvia rientro dipendenti centrale nucleare Bushehr

La società nucleare statale russa Rosatom ha annunciato che i primi sei dipendenti della centrale nucleare iraniana di Bushehr hanno iniziato a rientrare nell'impianto. A riferirlo è Ria Novosti che cita l'amministratore delegato Aleksei Likhachev. Rosatom, impegnata nella costruzione di due nuove unità a Bushehr, aveva evacuato centinaia di dipendenti dopo che Stati Uniti e Israele avevano lanciato l'attacco nucleare contro l'Iran il 28 febbraio.

Cnn, Trump non vuole che Israele partecipi ai raid

L'Amministrazione Trump non vuole che Israele partecipi ai raid aerei contro l'Iran in quanto teme di perdere il controllo del conflitto. Lo riporta la Cnn citando due fonti israeliane. Il primo ministro israeliano Benjamin ''Netanyahu vorrebbe veramente partecipare ai raid Usa'' contro l'Iran, ha detto una fonte alla Cnn, ''ma gli Stati Uniti al momento non vogliono che Israele sia coinvolta''. Il presidente americano Donald Trump, ha detto una delle fonti israeliane, non vuole il ritorno a una guerra su larga scala contro l'Iran. Al massimo, Trump potrebbe essere disposto a ripristinare il blocco navale dei porti iraniani, ha aggiunto la fonte.

Uomo col volto oscurato ai funerali di Khamenei scatena i social, 'forse è Mojtaba'

Una figura dal volto oscurato in una fila di uomini accuratamente selezionati per guidare la preghiera funebre per Ali Khamenei ha scatenato un putiferio sui social media, con gli utenti che hanno ipotizzato che il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, si fosse nascosto tra i presenti per partecipare al funerale del padre a Mashhad. Secondo la Cnn, ad alimentare il dibattito sono state le immagini di un uomo con un berretto da baseball nero e quella che sembra essere una grande maschera che gli copre il volto, come mostrano le immagini diffuse dall'emittente statale. L'uomo figurava in posizione di rilievo tra il ristretto gruppo presente a un evento privato tenutosi ieri per la famiglia e gli amici più stretti di Khamenei, guidato da un altro dei suoi figli, Mostafa. Sui social media, l'uomo è stato analizzato attentamente, confrontando la sua corporatura, gli occhiali e l'altezza con quelli della nuova Guida Suprema, nel tentativo di stabilire se fosse lui la persona celata dietro la maschera.

Cnn, dubbi degli 007 Usa sull'avvertimento di Israele, vuole influenzare Trump

Dubbi dell'intelligence americana sull'avvertimento di Israele sul piano dell'Iran per uccidere Donald Trump. Secondo quanto riportato da Cnn, fra gli 007 si teme che la rivelazione del piano sia un tentativo di influenzare le decisioni del presidente sull'Iran.

Iran, in caso di attacchi al nostro Paese Israele non sarà risparmiato

Il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale dell'Iran ha promesso di rispondere a qualsiasi attacco contro le infrastrutture del Paese, dopo i recenti scambi di fuoco con gli Stati Uniti, avvertendo che anche Israele non sarà risparmiato. "Come abbiamo già annunciato, qualsiasi attacco alle infrastrutture comporterà una rappresaglia e il criminale regime sionista responsabile di tali atrocità non sarà al riparo dalla risposta dei nostri combattenti", ha dichiarato Mohammad Bagher Zolghadr in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.

Card. Pizzaballa all'Abbazia di Montecassino simbolo martirio bellico nel '44: '80% Gaza distrutta'

"L'80% di Gaza è distrutta". A dirlo oggi il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Parole importanti perché pronunciate nell'Abbazia di Montecassino, rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e simbolo del martirio bellico come la città di Cassino, medaglia d'oro al valor militare, anch'essa rasa al suolo nel 1944.

Tajani: 'colloqui tra Israele e Libano confermati a Roma'

I colloqui tra Israele e Libano "sono confermati a Roma". La data prefissata è il 15 e 16 luglio ma questa è in qualche modo subordinata al fatto che "la devono scegliere loro: americani, libanesi e israeliani". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando con i giornalisti a margine della riunione 'Amici dei Balcani' a Villa Madama. "Abbiamo offerto la nostra disponibilità ad Aoun, agli israeliani, agli americani'', ha sottolineato Tajani, spiegando che, indipendentemente dalla data, "Roma diventa centrale, una capitale di pace, in un momento in cui c'è bisogno di diplomazia che lavori a favore della pace. Ed è quello che stiamo facendo". 

Dombrovskis: da ripresa conflitto aumento prezzi fossili

La ripresa delle ostilità fra Iran e Stati Uniti, "ha nuovamente provocato un aumento dei prezzi del petrolio e del gas". Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine della riunione dell'Ecofin. "La Commissione continuerà a monitorare attentamente questi sviluppi e il loro impatto sulla crescita e sull'inflazione", ha aggiunto. Con l'accordo di pace precedente, ha precisato Dombrovskis, i prezzi dell'energia erano diminuiti, con i prezzi del petrolio che all'inizio del mese avevano raggiunto livelli prossimi a quelli pre-conflitto e l'inflazione che nel secondo trimestre di quest'anno, "si è rivelata in media leggermente inferiore alle proiezioni contenute nelle nostre previsioni di primavera". 

'Mediatori mobilitati per evitare la ripresa della guerra fra Iran e Usa'

I mediatori del Golfo si sono mobilitati per cercare di far proseguire la fragile tregua fra Stati Uniti e Iran ed evitare una ripresa della guerra. Secondo quanto riportato dal New York Times, il Qatar è in contatto con Washington e Teheran per favorire una de-escalation. Non è chiaro se i tentativi di mediazione porteranno dei frutti e saranno in grado di interrompere la prova di forza di Stati Uniti e Iran.

Libano, media: incontro Usa-capo esercito su accordo con Israele

Una delegazione militare Usa incontrerà in giornata il comandante dell'esercito libanese, Rodolph Haykal, per discutere le fasi di attuazione delle misure militari nelle zone pilota nel Libano meridionale. Lo riferisce l'emittente libanese Lbci, precisando che il faccia a faccia si concentrerà sulle procedure pratiche necessarie per attuare le misure concordate il 26 giugno nell'ambito dell'accordo quadro raggiunto tra Libano e Israele.

Idf: 'Trovati depositi di armi Hezbollah nella zona di sicurezza nel sud del Libano'

''Durante un'operazione condotta nella Zona di Sicurezza nel Libano meridionale, l'Idf ha individuato nei giorni scorsi depositi di armi contenenti lanciarazzi, mitragliatrici, ordigni esplosivi, missili e altre armi appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah''. Lo riferisce il portavoce dell'Idf in una nota, condividendo immagini dei presunti armamenti ritrovati. 

Idf: 'Distrutti 5 tunnel di Hamas a Gaza'

Le Forze di Difesa Israeliane hanno riferito di aver recentemente demolito cinque tunnel di Hamas, lunghi circa due chilometri, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, sul lato israeliano della linea del cessate il fuoco. Le operazioni di demolizione sono state condotte da riservisti della 14ª Brigata Corazzata. Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato questa settimana che le Idf hanno demolito l'83% dei tunnel di Hamas nella parte di Gaza controllata da Israele.

Burnham si scusa per risposta Gb su Gaza, promette toni più duri con Israele

Il futuro premier britannico Andy Burnham, destinato a rimpiazzare fra una decina di giorni Keir Starmer come leader laburista e capo del governo, promette una linea più dura verso Israele e formalizza le proprie "scuse" a nome del Labour per l'atteggiamento inizialmente conciliante di Starmer (pur non citato direttamente) sui devastanti attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza palestinese seguiti al raid di Hamas del 7 ottobre 2023. Incalzato sulla questione palestinese da larghi strati della base del Labour nelle linee dirette social attraverso le quali sta presentando i suoi programmi, Burnham - esponente della 'soft left' laburista e portatore di un'immagine leggermente più progressista rispetto a sir Keir - ha ripreso il tema anche dalle colonne del Guardian. "So cosa molte persone pensano dell'azione militare d'Israele a Gaza e credo che il mio partito non abbia assunto all'inizio la posizione giusta, cosa di cui mi scuso", ha detto l'ex sindaco 56enne di Manchester, aggiungendo che "la risposta (a quei fatti) troppo spesso non è stata abbastanza buona" e che "bisogna fare di meglio". Burnham, in passato membro del gruppo dei Labour Friends of Israel, ma in precedenza anche dei Labour Friends of Palestine, ha peraltro evitato di usare la parole "genocidio" a proposito delle devastazioni di Gaza, rinviando alla giustizia internazionale la sentenza su quelli che "appaiono" essere stati "crimini di guerra". Il premier entrante - candidato unico per la successione a Starmer - ha poi dato atto al governo uscente d'aver modificato nei mesi la posizione su Gaza e di aver riconosciuto simbolicamente all'Onu l'anno scorso, assieme ad altri alleati occidentali, lo Stato di Palestina. Mentre ha assicurato di voler proseguire sulla linea della "tolleranza zero contro l'antisemitismo", aggiungendo però che criticare il governo di Benyamin Netanyahu o adottare misure contro certe politiche israeliane non è in contraddizione con questo impegno. 

Alma Center: "Israele più sicura ma Hezbollah è minaccia"

Con la potenza offensiva e difensiva che ha raggiunto "Israele oggi è più sicura" di tre anni fa: "un altro 7 ottobre non potrebbe più accadere" e, in questo senso, "ha vinto". A dirlo è Avraham Levine, analista e direttore della comunicazione dell'Alma Research and Education Center, think tank situato nel nord d'Israele e specializzato sui temi della sicurezza. Ex militare della brigata di fanteria del Golan, Levine è riservista e ufficiale dell'intelligence delle forze armate israeliane. Con le sue analisi contribuisce a quello sforzo multisettoriale che, come sostiene il capo di Stato maggiore dell'Idf, è stato cruciale per preparare Israele a rispondere a qualsiasi minaccia. Al contrario, "prima non lo eravamo", ammette Levine in un incontro con una delegazione di giornalisti a cui AGI ha preso parte. Ricordando i suoi 400 giorni trascorsi in uniforme nei due anni passati, "abbiamo pagato un prezzo orribile ma - sottolinea l'analista - Israele ora sta vincendo perché non è mai stata così forte e pronta a rispondere a plurime minacce. Oggi il Libano è molto più debole e si può viaggiare in sicurezza nelle regioni di Giudea e Samaria mentre l'Iran è più lontano dal dotarsi di un'arma nucleare. La situazione - osserva - è migliorata su tutti i fronti"

Media: 'Ankara ha venduto gli S-400 a un Paese del Golfo per avere gli F-35'

La Turchia avrebbe già venduto il sistema di difesa di fabbricazione russa S-400 ad un Paese terzo nel Golfo per potere rientrare nella cooperazione con gli Stati Uniti sui caccia F-35. Lo ha scritto, citando fonti personali, Abdulkadir Selvi, editorialista di Hurriyet molto vicino al governo turco, secondo il quale i missili russi sono stati venduti al Qatar o agli Emirati Arabi Uniti e oggi è previsto un annuncio ufficiale a riguardo. "Gli Emirati Arabi Uniti sono rimasti profondamente scioccati dagli attacchi iraniani, mentre il Qatar da quelli israeliani", ha scritto Selvi nel suo editoriale, mentre gli Stati Uniti vogliono che il sistema missilistico sia trasferito in un Paese terzo e non ritorni in Turchia per permettere ad Ankara di rientrare nel programma sugli F-35, da cui il Paese era stato escluso dal 2019 a causa dell'acquisto degli S-400 russi già nel 2017. "Liberandosi degli S-400, la Turchia non solo si libererà dalle sanzioni Caatsa, ma guadagnerà anche vendendoli", ha scritto Selvi, citando le sanzioni imposte da Washington a causa dell'acquisto dei missili russi, per 2,5 miliardi di dollari, che hanno escluso la Turchia dal programma sugli F-35. Secondo i media turchi, la vendita degli S-400 ad un Paese terzo richiede l'approvazione della Russia e pare che in linea di principio non ci siano obiezioni da parte di Mosca. Durante il recente vertice Nato ad Ankara, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva chiesto all'omologo degli Stati Uniti, Donald Trump, di mantenere le promesse sui caccia F-35 e di aspettarsi una buona notizia da lui, mentre Trump ha dichiarato l'intenzione di volere rimuovere le sanzioni contro Ankara e la possibile vendita di F-35 alla Turchia è stata contestata da Israele e dalla Grecia. 

Iran, società traffico marittimo. 'Navi transitano a Hormuz nonostante ripresa attacchi'

Secondo i dati di tracciamento navale, negli ultimi giorni un numero maggiore di navi cisterna per il trasporto di gas naturale liquefatto ha ripreso ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Nonostante la ripresa degli scontri tra Stati Uniti e Iran, almeno cinque navi metaniere di zavorra sono entrate nello stretto nei giorni scorsi, secondo i dati di Kpler e Lseg. Tra le navi figurano la GasLog Shanghai, controllata dalla compagnia di navigazione greca GasLog, e le navi Al Samriya, Al Dafna, Al Gattara e Al Rayyan, collegate a QatarEnergy. Nel frattempo, 22 navi collegate al Giappone hanno lasciato lo stretto, tra cui sei grandi petroliere che lo avevano attraversato tra il 7 e il 9 luglio, ha dichiarato il ministro dei Trasporti giapponese Yasushi Kaneko in una conferenza stampa.

Media: 'Forze israeliane e coloni attaccano Nablus'

Coloni e forze israeliane hanno effettuato incursioni in diversi quartieri di Nablus, in Cisgiordania. Fonti della sicurezza hanno riferito all'agenzia di stampa palestinese Wafa che veicoli militari israeliani hanno fatto irruzione nella città e i soldati sono entrati nella Città Vecchia, nel Complesso Orientale e nella zona occidentale. Le truppe israeliane hanno inoltre effettuato incursioni nelle zone di al-Nassariya e al-Badhan, a nord di Nablus. Si stima che in Cisgiordania vivano circa 500.000 israeliani tra i circa tre milioni di palestinesi. Da anni i palestinesi denunciano atti di vandalismo, danni ai terreni agricoli e attacchi legati all'espansione degli insediamenti israeliani .

Media: traffico a Hormuz prosegue nonostante la ripresa delle ostilità

Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz prosegue nonostante la ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce Al Jazeera, citando dati di monitoraggio navale e dichiarazioni delle autorità giapponesi. Secondo i dati delle società di tracciamento Kpler e Lseg, negli ultimi giorni almeno cinque metaniere per il trasporto di gas naturale liquefatto (Gnl) in navigazione senza carico hanno attraversato lo stretto, una delle principali arterie mondiali per il commercio di petrolio e gas. Tra queste figurano la GasLog Shanghai, controllata dalla compagnia di navigazione greca GasLog, e le unità Al Samriya, Al Dafna, Al Gattara e Al Rayyan, collegate a QatarEnergy. Parallelamente, il ministro dei Trasporti giapponese Yasushi Kaneko ha reso noto che 22 navi legate al Giappone hanno lasciato il Golfo Persico tra il 7 e il 9 luglio, incluse sei superpetroliere per il trasporto di greggio che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Restano così soltanto quattro navi giapponesi nell'area del Golfo. Le informazioni indicano che, pur in un contesto di forte tensione militare, il traffico commerciale attraverso il passaggio strategico continua, anche se gli operatori del settore mantengono alta l'attenzione per i rischi alla sicurezza della navigazione.

Iran, media: 'Israele attende via libera di Trump per unirsi ad attacchi americani'

Israele potrebbe unirsi agli Stati Uniti nei nuovi attacchi all' Iran, ma attende il via libera del presidente americano Donald Trump, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica Kan. I funzionari israeliani stimano che gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran continueranno nei prossimi giorni. Anche il New York Post, citando una fonte israeliana, scrive che lo Stato Ebraico sarebbe interessato a partecipare a futuri attacchi e a riprendere pienamente la guerra. "Siamo disposti a farlo di nuovo, se necessario", avrebbe dichiarato la fonte anonima, prima che gli Stati Uniti iniziassero a colpire l'Iran. Sebbene Israele "non desideri tornare ai tempi in cui le persone dovevano rifugiarsi nei centri di accoglienza", non vuole "ignorare ciò che sta accadendo in Iran. Se questo sarà il prezzo che dovremo pagare, lo accetteremo".

Libano, 2 feriti in raid drone Idf in zona Nabatiyeh

Un attacco con drone israeliano ha preso di mira un pick-up alla periferia di Shukin e Kfar Dajjal, nel distretto di Nabatiyeh, ferendo due persone.  È quanto ha riferito l'agenzia di stampa libanese Nna, precisando che il raid è avvenuto alle 6 del mattino, mentre il veicolo stava scaricando rifiuti.

Iran, media: 43 milioni hanno partecipato a funerale Khamenei

Tra i 41 e i 43 milioni di persone hanno partecipato ai sei giorni di funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio all'inizio della campagna militare israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce Al Jazeera citando i media iraniani. Press Tv ha definito i funerali di Khamenei "la più grande processione mai vista al mondo" con cerimonie in cinque città, Teheran, Qom, Najaf, Karbala e Mashhad.

Siria, affiliata a Isis cellula responsabile attacchi Damasco"

Un funzionario della sicurezza siriana ha dichiarato che la cellula responsabile dei due attentati dinamitardi avvenuti durante la visita del presidente francese Emmanuel Macron a Damasco questa settimana era affiliata al gruppo dello Stato Islamico.  "Le indagini preliminari sui membri della cellula coinvolta negli attentati di Damasco del 7 luglio hanno dimostrato che la cellula era affiliata al gruppo dell'Isis", ha dichiarato Ahmad Dalati, capo della sicurezza interna della regione di Damasco, alla televisione di stato siriana.  Le autorità hanno riferito di aver arrestato diversi sospetti accusati delle esplosioni.

Iran, sepoltura Ali Khamenei, assente il figlio

Il leader supremo iraniano Ali Khamenei è stato sepolto venerdì mattina a Mashhad, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. La cerimonia si è svolta senza l'apparente presenza del figlio e successore, Mojtaba Khamenei, stando alle immagini trasmesse dall'Irib, la televisione di Stato.

Minacce Iran: tornando da Ankara Trump ha cambiato aereo per motivi di sicurezza

La notizia di un nuovo piano di Teheran per uccidere Trump arriva il giorno dopo che il presidente Usa è rientrato da Ankara cambiando aereo per motivi di sicurezza. Il tycoon e il premier israeliano Benjamin Netanyahu si sono parlati ieri e hanno concordato di mantenere il "coordinamento tra i due Paesi". Il Wall Street Journal non precisa se le informazioni di intelligence sulle minacce a Trump siano state discusse durante il colloqui tra i due leader.

Wsj: 'L'Iran ha un nuovo piano per uccidere Trump'

Israele ha condiviso con gli Stati Uniti informazioni di intelligence che, a suo dire, indicano un nuovo piano dell'IraN per uccidere Donald Trump. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal.    Mercoledì, parlando con i giornalisti ad Ankara, in Turchia, il tycoon ha fatto riferimento alle minacce contro di lui. "Sono il primo della lista", ha detto. "Finora, immagino di essere stato un po' fortunato, ma forse la fortuna non durerà a lungo".

Media Iran: 'Sepolto Khamenei, è stato il funerale più grande della storia mondiale'

I media iraniani hanno affermato che oltre 40 milioni di persone hanno partecipato ai funerali del defunto leader supremo del Paese Ali Khamenei, che è stato sepolto. Lo scrive Sky News Uk. Secondo le prime stime, l'agenzia di stampa Fars News Agency ha affermato che si è trattato del "funerale più grande della storia mondiale". Il funerale si è protratto per sei giorni, con un breve tratto in territorio iracheno.

Cnn: 'Usa ancora impegnati nei colloqui con l'ran sulla questione del nucleare'

Gli Stati Uniti e l'Iran continuano a portare avanti negoziati tecnici sulle questioni nucleari nell'ottica di una soluzione diplomatica. Lo ha dichiarato un funzionario americano alla Cnn nonostante la ripresa di attacchi reciproci. "Gli Stati Uniti restano impegnati a trovare una soluzione e i colloqui tecnici proseguono. L'Iran non potrà mai possedere un'arma nucleare", ha affermato. Il memorandum d'intesa, ha aggiunto il funzionario, è "basato sui risultati" e le azioni dell'Iran "rappresentano un mancato raggiungimento degli obiettivi a un livello inaccettabile". "Gli attacchi dell'Iran contro navi innocenti sono atti di terrorismo", ha aggiunto il funzionario.

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