Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran Usa, Trump: "Da Iran ok a ispezioni nucleari. Hormuz aperto ma navi Usa restano"

©Ansa

Lo ha scritto il presidente americano su Truth. Hezbollah intanto ha denunciato la "palese violazione" del cessate il fuoco in Libano, dopo che i media statali hanno riferito che due persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco israeliani nel sud del Paese. Netanyahu ha ringraziato gli Stati Uniti per "il sostegno", sottolineando di volere "l'autonomia negli armamenti", mentre con Teheran "non è ancora finita"

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Gli Stati Uniti manterranno una presenza navale intorno a Hormuz anche se la navigazione nello stretto è ripresa. Ad annunciarlo è stato il presidente americano, Donald Trump. "Ho accettato di consentire allo Stretto di Hormuz di rimanere aperto, senza ulteriori blocchi navali. Tuttavia, tutte le navi restano in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che al momento sembra altamente improbabile", ha scritto su Truth.

Hezbollah ha denunciato intanto quella che ha definito una "palese violazione" del cessate il fuoco in Libano, dopo che i media statali hanno riferito che due persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco israeliani nel sud del Paese. Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyah ha ringraziato gli Stati Uniti per "il sostegno", sottolineando di volere "l'autonomia negli armamenti", mentre con Teheran "non è ancora finita".

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Usa-Iran, negoziati al Bürgenstock: il resort di lusso affacciato sul lago di Lucerna

Il complesso si trova a 900 metri di altitudine, in una posizione isolata sopra il lago di Lucerna.  Aperto nel 1873, ha ospitato negli anni celebrità come Audrey Hepburn, Sophia Loren e Sean Connery. Nel 2024 ha ospitato anche il summit per la pace in Ucraina.

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Senato contro Trump, approvata risoluzione per lo stop alla guerra in Iran

Il Senato a maggioranza repubblicana vota contro Donald Trump. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l'autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente. Quattro repubblicani hanno votato con i democratici, e un solo democratico, John Fetterman, si è opposto a limitare i poteri di Trump. 

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Commissione indipendente d'inchiesta Onu: a Gaza genocidio, bambini presi di mira da Idf

Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.

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Iran o Stati Uniti, chi controlla lo Stretto di Hormuz? VIDEO

Gli Usa sbloccano 12 miliardi a Teheran ma è rebus sulle ispezioni Aiea

Proseguono nell'incertezza, tra smentite incrociate, i negoziati tra Usa e Iran, dopo il comune ottimismo delle parti e dei mediatori al termine del primo round di colloqui a Ginevra. Questo mentre il segretario di Stato americano Marco Rubio è volato in Medio Oriente per rassicurare gli alleati del Golfo e ha telefonato al presidente libanese Joseph Aoun per puntellare il cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah nel Paese dei cedri: è il primo, vero banco di prova per raggiungere un vero accordo con gli ayatollah, un'intesa che il premier Benjamin Netanyahu sembra minare avvisando anche oggi che con l'Iran e i suoi alleati "non è ancora finita". Donald Trump, sempre più a picco nei sondaggi, con una guerra che gli è già costata 80 miliardi di dollari, ha dichiarato che Teheran avrebbe "pienamente e completamente accettato ispezioni nucleari di altissimo livello per un lungo periodo di tempo (all'infinito!!!)" e che i fondi iraniani sbloccati sarebbero stati usati per acquistare forniture umanitarie dagli Stati Uniti, ribadendo quanto già annunciato dal suo vice JD Vance. Peccato che il regime degli ayatollah neghi su entrambi i fronti, dopo aver incassato la sospensione delle sanzioni sul petrolio per 60 giorni, ossia la durata delle trattative. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha spiegato che i dirigenti di Teheran non hanno tenuto alcun incontro con il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi in Svizzera e non hanno in programma di consentire ispezioni dell'agenzia Onu nei siti nucleari danneggiati dall' aggressione militare americana e israeliana.  "Se avessero ragione loro, annullerei subito gli incontri", ha replicato in serata The Donald, assicurando che gli ispettori saranno sul posto "al momento opportuno". Dissonanze anche sullo sblocco, annunciato dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, suddivisi in due tranche da 6 miliardi. La Repubblica islamica ha smentito che le risorse saranno utilizzate per acquistare cibo e forniture mediche dagli Stati Uniti, "inclusi mais, grano e soia dai nostri grandi agricoltori americani", come ha assicurato il tycoon. "L'Iran è l'unico Paese a decidere cosa fare dei propri fondi che verranno sbloccati, quindi respingo qualsiasi affermazione secondo cui altri Paesi avrebbero un ruolo o un'influenza su tali decisioni", ha dichiarato l'ambasciatore iraniano all'Onu a Ginevra, Ali Bahreini. 

Iran, Pezeshkian: "Mai negoziati sulle nostre capacità difensive"

L'Iran non negozierà mai sulle sue capacità di difesa e considera il proprio arsenale missilistico un elemento essenziale per la sicurezza nazionale. Lo ha sottolineato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante una conferenza stampa congiunta a Islamabad con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. "Non negozieremo mai con nessuno sulle nostre capacità di difesa - ha affermato Pezeshkian - Se non fosse per i missili che abbiamo costruito per difenderci, Israele e gli Stati Uniti avrebbero raso al suolo l'Iran come hanno fatto con Gaza, senza mostrare pietà né per i giovani né per gli anziani".

Nel suo intervento, Pezeshkian ha ringraziato il Pakistan per il sostegno fornito a Teheran durante il conflitto con Israele, definendolo un "Paese amico e fratello" legato all'Iran da profondi rapporti storici, culturali e religiosi. "Il popolo del Pakistan ci ha sostenuto con sincerità e con tutte le sue forze fin dall'inizio della guerra", ha dichiarato.

Il presidente iraniano ha inoltre sottolineato la volontà comune di rafforzare la cooperazione bilaterale, in particolare nei settori economico e commerciale, e di aprire "un nuovo capitolo" nelle relazioni tra i due Paesi. Pezeshkian ha infine annunciato che Sharif parteciperà alle cerimonie funebri per la Guida Suprema, Ali Khamenei.

Iran, Pezeshkian in Pakistan per i colloqui di pace. VIDEO

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è arrivato in Pakistan per i colloqui con i funzionari che hanno mediato i negoziati tra Teheran e Washington. Le due parti hanno concordato una tabella di marcia verso un accordo permanente entro 60 giorni, a Buergenstock, in Svizzera. Sul tavolo anche un meccanismo per fermare i combattimenti in Libano e la navigazione sicura nello Stretto di Hormuz.

Trump: "Iran ha torto su ispettori, senza annullerei colloqui"

Gli "iraniani hanno torto e sanno di avere torto" sulla presenza degli ispettori dell'Aiea. "Ce l'hanno detto tra noi, e c'è il via libera per al 100% sulle ispezioni". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump. "E se avessero ragione loro, annullerei subito le riunioni", ha spiegato. "Gli ispettori ci saranno al momento opportuno, non c'è fretta, ma saranno sul posto al momento opportuno", ha aggiunto. 

Sharif: "Programma missilistico Iran non è mai stato parte dei negoziati con Usa"

Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che "i missili balistici iraniani non sono mai stati oggetto di discussione tra Iran e Stati Uniti". Rispondendo a una domanda sui missili iraniani, durante una conferenza stampa congiunta con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a Islamabad, Sharif ha affermato: "Sulla questione dei missili balistici, lasciatemi dire, senza timore di smentita, che i missili balistici non sono mai stati oggetto di discussione tra Iran e Stati Uniti. Non sono mai stati nemmeno presi in considerazione". Ha poi aggiunto: "Se leggete il Memorandum d'intesa e i suoi termini e condizioni, non c'è alcun accenno ai missili balistici. Pertanto, voglio chiarire questo punto in modo inequivocabile". Ha concluso dicendo che i missili balistici iraniani sono destinati esclusivamente a scopi difensivi e che "molti altri Paesi nel mondo possiedono missili balistici nei loro arsenali. Quindi, perché opporsi ai missili balistici iraniani?". Sharif ha quindi aggiunto: "questo genererebbe solo inutili controversie, ritardi, dubbi e interrogativi. Quindi, in conclusione, vorrei affermare categoricamente che i missili balistici non sono mai stati oggetto di discussione. Non fanno parte del protocollo d'intesa e la questione non è mai stata sul tavolo". 

Tajani: "Liberati i due attivisti italiani della Flotilla in Libia"

"Sono felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia. Insieme a loro è stato affidato al nostro Console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni".Lo posta su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani."Grazie a un intenso lavoro diplomatico, in coordinamento tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi, domani faranno finalmente rientro in Italia. Ringrazio il personale della Farnesina e la nostra intelligence per l'ottimo lavoro".

Prezzo petrolio giù dopo accordo Usa-Iran: quali saranno gli effetti su benzina e diesel

Il 19 giugno è prevista la firma dell’accordo tra Usa e Iran a Ginevra, intesa che riapre il transito nello stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha commentato il risultato affermando: “Congratulazioni a tutti: navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra, autorizzo la piena apertura al transito di Hormuz e la rimozione del blocco navale degli Stati Uniti”. L’Iran ha confermato l’accordo attribuendosi “una grande vittoria” per aver “costretto gli americani ad accettare”. La notizia ha subito fatto scendere il prezzo del greggio sui mercati, gli effetti però non saranno immediati.

Accordo Usa-Iran: quali saranno gli effetti su benzina e diesel

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Pezeshkian: "Non ci fidiamo degli Usa ma pronti a pace"

"Non ci fidiamo dell'America perché ci ha attaccato due volte durante i negoziati, ma siamo ancora pronti per il dialogo e la pace". Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in punto stampa dal Pakistan. 

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane: i dati

L'Istat ha certificato che l'inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. E, secondo i calcoli dell'Unc, da febbraio a maggio, i prezzi sono saliti del 2%, cioè di 505 euro su base annua, per famiglia media (con 734 euro per coppia con due figli e 660 euro per coppia con un figlio).

Inflazione, quanto è costata la guerra in Iran alle famiglie italiane

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Meloni: "Ottimista su negoziato.Italia deve fare sua parte"

Il negoziato per fermare la guerra in Iran "è complesso: noi non possiamo consentire che l'Iran possa dotarsi di un'arma nucleare. Inoltre nessun paese deve sentirsi minacciato, il discorso vale sia per Israele che per i Paesi del Golfo e c'è il tema della libertà di navigazione". Così la premier Giorgia Meloni, intervistata al 'Giorno della verità' dal direttore del quotidiano Maurizio Belpietro. La premier ha ribadito il no a qualsiasi pedaggio nello stretto di Hormuz, "noi abbiamo dato la disponibilità per una missione. L'Italia dovrebbe fare la sua parte", dice la premier. "Io sono abbastanza ottimista", osserva, "noi dobbiamo dare una mano, dando la disponibilità" anche per il Libano, "ne discuteremo anche con il presidente francese Emmanuel Macron" nel vertice che si terrà ad Antibes. 

Capo di Hezbollah vuole calendario ritiro Israele

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha chiesto il ritiro completo e programmato delle truppe israeliane dal Libano per consentire il dispiegamento dell'esercito libanese nel sud del Paese, in seguito all'accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. "Ora abbiamo un cessate il fuoco. Il ritiro deve avvenire secondo una tempistica prestabilita. Israele non ha altra scelta che ritirarsi completamente da tutto il territorio libanese, senza conservare un solo centimetro", ha detto Qassem in un discorso televisivo. "Israele si ritira e l'esercito libanese si dispiega esclusivamente a sud del fiume Litani". 

Rubio arrivato ad Abu Dhabi, prima tappa di tour negli Stati del Golfo

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio è atterrato ad Abu Dhabi, prima tappa di un tour negli Stati del Golfo duramente colpiti dalla campagna di rappresaglia iraniana, secondo quanto riportato da un giornalista dell'Afp. Rubio incontrerà i leader degli Emirati Arabi Uniti domani, prima di recarsi in Kuwait e successivamente in Bahrein per una riunione del Consiglio di Cooperazione del Golfo, nel tentativo di rassicurare gli alleati statunitensi dopo la firma di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran la scorsa settimana. 

Rubio: "Teheran non potrà mai imporre pedaggi Hormuz"

"L'Iran non sarà autorizzato a percepire pedaggi nello Stretto di Hormuz, qualunque sia l'accordo finale raggiunto con gli Stati Uniti". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, arrivato poco fa negli Emirati Arabi Uniti per un tour nel Golfo. "Nessuna nazione può imporre dei pedaggi in acque internazionali", ha evidenziato. 

Presidente Libano sente Macron: "Consultazioni sul dopo-Unifil"

Colloquio telefonico tra il capo di Stato del Libano, Joseph Aoun, e il presidente francese, Emmanuel Macron. In cima all'agenda, la situazione nel Paese dei Cedri, in particolare nel sud, e nella regione. "I presidenti hanno esaminato i risultati del G7 di Evian", ha riferito la presidenza libanese. Aoun e Macron hanno confermato la volontà di un dialogo costante per seguire "gli sviluppi" e il lavoro "per consolidare il cessate il fuoco in Libano ed estendere l'autorità dello Stato a tutto il territorio". I due presidenti hanno parlato anche del "dopo-Unifil" e del "desiderio manifestato da Paesi europei", un'opzione sostenuta dal Libano, di "mantenere forze nella zona delle operazioni internazionali", riferiscono da Beirut, come rilanciato dai media locali, affermando che Macron ha comunicato che avrà "consultazioni con diversi Paesi per determinare la loro posizione". 

Tra i temi del colloquio anche le relazioni tra Beirut e Damasco. Poi Aoun ha avuto una telefonata con il vice presidente Usa JD Vance, e il segretario di Stato, Marco Rubio.

Aoun: "Il negoziato con Israele scelta giusta per il Libano"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che "gli sviluppi degli ultimi giorni hanno dimostrato la correttezza della nostra scelta di puntare sul negoziato" con Israele, riferendosi alla tregua precaria osservata da domenica nel sud del Libano, anche se violata più volte nelle ultime ore. La pausa nelle ostilità è stata ottenuta nel quadro dei colloqui tra Teheran, sponsor di Hezbollah, e Washington, mentre a Washington è cominciato un nuovo round negoziale tra Libano e Israele. "Abbiamo avviato oggi, e proseguiremo nei prossimi due giorni, un nuovo ciclo di negoziati che speriamo sia decisivo sulla via della realizzazione di ciò che vogliamo per la nostra patria e il nostro popolo", ha detto Aoun durante una riunione con il comandante dell'esercito libanese, Rodolphe Haykal, e con i membri del gruppo consultivo incaricato di seguire i negoziati negli Stati Uniti. Il presidente libanese ha ribadito, sull'account della presidenza su X, che Beirut non intende accettare un accordo che lasci invariata la presenza militare israeliana nel sud del paese. "Non accetteremo nulla di meno della fine dell'occupazione israeliana del sud del Libano e, allo stesso tempo, della scomparsa di tutte le tutele esterne", ha affermato. "Il nostro unico scelta è la sovranità nazionale e la nostra unica scommessa è lo Stato libanese, che solo, e nessun altro, protegge tutti i cittadini", ha aggiunto Aoun. 

Pilota F-15 abbattuto in Iran: "Ho visto droni muoversi all'unisono, come una medusa"

Un pilota di caccia americano, tratto in salvo dalle forze speciali dopo essere stato abbattuto sopra l'Iran lo scorso aprile, ha detto di aver visto diversi droni iraniani che si muovevano all'unisono in una formazione simile a una medusa. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Se il pilota dell'F-15 ha davvero visto ciò che ha descritto si tratterebbe di un progresso allarmante nelle capacità di Teheran. "Diversi droni interconnessi che si muovevano come un unico corpo, con droni più piccoli sotto quelli più grandi, a mo' di zampe. Sembravano alieni", ha riferito una delle persone presenti alla testimonianza dell'aviatore americano a un gruppo di funzionari dell'intelligence. Un'altra fonte ha riferito alla Cnn che il pilota ha descritto di aver visto un "campo minato di droni". Sebbene le cause esatte dell'abbattimento del caccia siano ancora oggetto di indagine, i primi rapporti hanno indicato la possibilità che possa essere stata una formazione di droni iraniani. 

Iran, al via evacuazione di 11 mila marinai bloccati a Hormuz

L'Imo, l'Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite ha annunciato che avvierà l'evacuazione di oltre 11 mila marittimi rimasti bloccati nel Golfo a causa della guerra in Medio Oriente. "L'operazione su larga scala sarà condotta in stretta cooperazione con l'Iran, l'Oman, tutti gli altri Stati costieri della regione, gli Stati Uniti e l'industria marittima", ha dichiarato in una nota il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez. "Abbiamo ottenuto le necessarie garanzie di sicurezza e verificato accuratamente le condizioni per una navigazione sicura a supporto di queste operazioni", ha aggiunto Dominguez. 

India: "Una riapertura di Hormuz sviluppo molto gradito"

Il consigliere indiano per la sicurezza nazionale, Ajit Doval, nel corso di un incontro Brics a New Delhi, ha definito "uno sviluppo molto gradito" una riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Pti. "Eliminerà i colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e porrà rimedio alle carenze in settori quali quello dei fertilizzanti e dei prodotti chimici", è il commento dell'alto funzionario indiano mentre la situazione resta ancora fluida. L'India importa il 90% del suo fabbisogno di petrolio e la metà passa dallo Stretto di Hormuz, il cui blocco in questi mesi ha fatto aumentare il prezzo del greggio. 

Iran, Guterres: "Effetti a lungo termine sui Paesi in via di sviluppo"

La guerra in Medio Oriente  "ha scatenato la madre di tutti gli shock energetici" e gli effetti della crisi saranno verosimilmente "di lungo periodo". Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in un post su X in cui ha sottolineato come i primi a pagare le conseguenze del conflitto sono soprattutto sui Paesi in via di sviluppo. 

Per questi Paesi "non si tratta solo di una crisi energetica, ma di uno shock che coinvolge il debito, l'alimentazione e lo sviluppo. Qualsiasi accordo di pace porterebbe un sollievo di cui c'è grande bisogno, ma gli effetti saranno probabilmente di lungo periodo", ha affermato Guterres.

Iran, Centcom: "Due portaerei ancora nell'area. Restiamo vigili"

Come aveva chiarito Donald Trump, gli Stati Uniti manterranno una presenza militare vicino al Golfo Persico. "La George H.W. Bush è in navigazione nel Mar Arabico. Due portaerei continuano a operare in Medio Oriente mentre le forze statunitensi restano presenti e vigili", ha spiegato il Comando centrale Usa in un post su X. 

Libano, Aoun: "Rifiutiamo occupazione di Israele e ingerenze straniere"

Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha respinto l' "occupazione israeliana" del sud del Libano e ogni forma di ingerenza straniera nel Paese, in un riferimento indiretto all'Iran, mentre a Washington è iniziato il quinto round di colloqui tra Israele e Libano.

"Non accettiamo altro che la fine dell'occupazione israeliana e, allo stesso tempo, la caduta di ogni tutela straniera", ha dichiarato Aoun, stando a una nota diffusa dal suo ufficio. Il presidente ha quindi auspicato che i colloqui portino "al pieno ripristino della sovranità del Libano su ogni singolo granello del suo territorio per il bene della nostra Nazione e del nostro popolo".

Media: "Nei negoziati con il Libano la restituzione dei resti del pilota Ron Arad"

Secondo l'emittente libanese Al-Jadeed, "i negoziati diplomatici tra Beirut e Israele includeranno discussioni sullo scambio dei resti del pilota Ron Arad con detenuti libanesi". Arad venne fatto prigioniero in Libano dall'organizzazione sciita Amal il 16 ottobre 1986. Israele ha smentito la notizia. 

Al via a Washington nuovo round colloqui fra Libano e Israele

E' iniziato a Washington il nuovo round di colloqui fra Israele e Libano. Lo riporta Cnn citando l'ambasciata israeliana negli Stati Uniti. "Le discussioni si svolgeranno parallelamente su binari diplomatici e militari", ha messo in evidenza l'ambasciata. 

Iran o Stati Uniti, chi controlla lo Stretto di Hormuz? VIDEO

Iran, funerali di Khamenei: annunciati 3 giorni di festività a Teheran

Le autorità iraniane hanno annunciato tre giorni di festività a Teheran in occasione dei funerali della Guida Suprema, Ali Khamenei, uccisa lo scorso 28 febbraio nel primo giorno degli attacchi israeliani e statunitensi contro la Repubblica islamica.

Le commemorazioni in onore dell'ayatollah si svolgeranno tra il 4 e il 9 luglio. Nella capitale iraniana le cerimonie di commiato sono previste per sabato 4 e domenica 5 luglio presso la Grande moschea Mosalla (Mosalla Imam Khomeini), mentre il 6 luglio si terrà la cerimonia funebre vera e propria, come ha indicato il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Hassan Hassanzadeh, responsabile dell’organizzazione delle esequie. Gli eventi successivi si terranno tra Qom e Mashad.

Pasdaran: "Limitato il numeri di navi che passeranno Hormuz"

I Pasdaran hanno contingentato il numero delle imbarcazioni che passeranno per lo Stretto di Hormuz. A riferirlo è stata una fonte militare citata dall'agenzia Fars. "In base agli accordi stipulati con la Forza Navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ogni giorno solo un numero limitato di navi è autorizzato ad attraversare lo Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia vicina ai Pasdaran, e "il numero di imbarcazioni varierà quotidianamente e in base alle condizioni". 

Ankara, due navi turche hanno lasciato Hormuz nei giorni scorsi

Due navi turche hanno lasciato lo Stretto di Hormuz  domenica, dopo l'intesa trovata tra Stati Uniti e Iran, portando a 11 in totale il numero delle imbarcazioni che ha attraversato il canale da quando è scoppiato il conflitto. "Con la partenza di due delle nostre navi la mattina del 21 giugno, 11 navi di proprietà turca hanno attraversato in sicurezza lo Stretto di Hormuz e lasciato il Golfo dall'inizio della guerra", ha dichiarato il ministro dei Trasporti turco Abdulkadir Uraloglu su X, aggiungendo che 177 cittadini turchi "prestano servizio a bordo di un totale di 7 navi presenti nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico, una delle quali batte bandiera turca" e che Ankara continuerà ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza cittadini e delle navi turche. Recentemente, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan aveva chiesto che il transito attraverso Hormuz fosse mantenuto libero e ininterrotto com'era prima della guerra. 

Hezbollah: "Israele ha palesemente violato la tregua in Libano"

Hezbollah ha denunciato una "palese violazione" del cessate il fuoco in Libano da parte dell'esercito israeliano, dopo che colpi d'arma da fuoco attribuiti ai militari dello Stato ebraico hanno causato due morti nel sud del Paese. Secondo l'agenzia di stampa statale Nna, i soldati dell'Idf hanno aperto il fuoco contro un gruppo di persone vicino a un bulldozer, mentre ripulivano una strada in un quartiere di Nabatieh. "L'attacco a tradimento condotto dall'esercito nemico ha provocato la morte di due civili, fra cui un dipendente comunale, e il ferimento di molti altri", ha concluso Hezbollah. 

Iran e Oman studiano i costi dei servizi da applicare a Hormuz

Oman e Iran progetteranno insieme la futura amministrazione dello Stretto di Hormuz e i relativi costi da applicare per i servizi forniti. Si apprende da un comunicato congiunto fra Teheran e Muscat, in seguito all'incontro fra il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, il capo-negoziatore Ghalibaf e il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq. Nel documento, i due Paesi hanno sottolineato "la loro sovranità sulle rispettive acque territoriali nello Stretto di Hormuz", concordando "di mantenere il dialogo sulla questione attraverso un gruppo di lavoro congiunto tra i due ministeri degli Esteri, al fine di raggiungere un accordo sulla futura gestione della navigazione nello Stretto, sui servizi che saranno forniti e sui relativi costi, in conformità con gli standard internazionali". 

Hormuz

Trump: "Ieri 19 milioni di barili attraverso Hormuz, un record"

"Ieri sono usciti dallo Stretto di Hormuz 19 milioni di barili di petrolio, un RECORD assoluto. I prezzi del petrolio stanno crollando e il mondo è un posto molto più sicuro!!!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

Trump: i colloqui stanno andando bene

Donald Trump è apparso ottimista sull'andamento dei negoziati con l'Iran. "I colloqui stanno andando bene", ha assicurato il presidente americano su Truth.

Trump, Hormuz aperto ma navi Usa restano là

Trump: "Ho accettato di lasciare aperto lo stretto di Hormuz, senza ulteriore blocco navale, ma terrò tutte le navi in posizione per reintegrare il blocco se necessario".

Trump: Teheran ha accettato ispezioni nucleari

"Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l'Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all'infinito!!!). Ciò garantirà l' 'onestà nucleare' ". Lo scrive in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, reagendo alle ultime dichiarazioni arrivate da Teheran sulle ispezioni ai propri siti nucleari. 

"Se non avessero accettato questo, non ci sarebbero stati ulteriori negoziati! Sulla base di questa e di altre importanti concessioni fatte dall'Iran, ho acconsentito a lasciare aperto lo Stretto di Hormuz, senza ulteriori blocchi navali", ha proseguito Trump, sottolineando che "tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile".

Iran-Oman: Hormuz aperto e sicuro ma sovranità è nostra

Iran e Oman si sono impegnati a garantire "un passaggio sicuro" da Hormuz, ma ribadito anche che la sovranità sullo stretto è loro e che concorderanno termini e costi ella gestione congiunta. "La Repubblica Islamica dell'Iran e il sultanato dell'Oman, in quanto Stati costieri dello stretto di Hormuz, riaffermano il loro impegno per il passaggio sicuro attraverso lo stretto, in linea con il diritto internazionale in vigore, e sottolineano al contempo la loro sovranità e i loro diritti sovrani sulle acque territoriali nello Stretto di Hormuz", si legge in una nota congiunta diffusa dopo l'incontro a Muscat tra il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, e il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr Albusaidi. "Il sultanato dell'Oman e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno riaffermato il loro impegno a mantenere lo Stretto di Hormuz come via d'acqua sicura e aperta per la navigazione internazionale", si assicura. 

Iran: comitato congiunto Iran-Oman per stretto Hormuz

Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Iran e Oman hanno istituito un comitato congiunto per discutere gli accordi nello Stretto di Hormuz, e che ulteriori dettagli saranno forniti in una dichiarazione congiunta che verrà rilasciata in seguito.

Hezbollah: "Palese violazione del cessate il fuoco in Libano"

Hezbollah ha denunciato quella che ha definito una "palese violazione" del cessate il fuoco in Libano, dopo che i media statali hanno riferito che due persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco israeliani nel sud del Paese. "La Resistenza islamica avverte che quanto commesso dal nemico costituisce una palese violazione del cessate il fuoco, al quale la Resistenza ha aderito fino a questo momento", ha affermato il gruppo in una nota.

Tajani: "L'Italia lavora a missione per rinforzare l'autorità statuale del Libano"

L'Italia potrebbe avere un ruolo in uno scenario di tregua in Libano. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso del "Giorno della Verità", spiegando di star "lavorando a una missione che punti a rinforzare l'autorità statuale libanese". "Il presidente Joseph Aoun è elemento di garanzia - ha aggiunto - il suo esercito dev'essere messo in grado di disarmare Hezbollah e assumere il controllo di tutto il territorio nazionale". "Noi stiamo già formando i militari libanesi, possiamo incrementare quel lavoro e su questo credo ci sarebbe l'accordo di tutti, israeliani, libanesi e americani - ha proseguito il vicepremier - l'esercito dev'essere composto da cristiani, sunniti e sciiti". 

Pezeshkian e Araghchi in Pakistan

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Islamabad, in Pakistan, dove, insieme al Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, terrà una visita ufficiale. Lo riporta l'emittente iraniana IRIB. Araghchi, dopo una visita a Muscat, in Oman, è stato accolto a Islamabad dal suo omologo pakistano, Ishaq Dar, e da altri funzionari pakistani, ha riferito l'IRIB.

Media libanesi: "Droni sorvolano a bassa quota Tiro e dintorni"

Droni israeliani continuano a sorvolare a bassa quota lo spazio aereo della città di Tiro e dei villaggi e paesi del distretto. Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna. 

Media: "Dai raid sull'Iran gravi danni alla ricerca sull'IA in persiano"

L'Iran afferma che lo scorso aprile un raid aereo ha preso di mira strutture di ricerca legate allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale in lingua persiana presso l'Università di Tecnologia Sharif di Teheran. Lo scrive su X l'edizione in arabo di Al-Jazeera. L'attentato, afferma la testata, ha preso di mira le infrastrutture digitali e di ricerca dell'Università di Tecnologia Sharif, legate allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale persiani. Le immagini satellitari ottenute dall'unità open-source di Al Jazeera mostrano gli effetti del raid che persistono fino al 12 giugno, con danni visibili a uno degli edifici del campus. Secondo quanto dichiarato dal rettore dell'università Masoud Tajrishi il 7 aprile, l'attentato ha danneggiato diversi edifici, tra cui un centro di intelligenza artificiale, e ha interrotto i siti web e i servizi online dell'ateneo. Il centro, ha riferito, ha lavorato allo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale in persiano per servire centinaia di aziende, poiché l'Iran cerca di localizzare queste tecnologie a causa delle sanzioni. Non sono state segnalate vittime, ma i danni sono stati stimati in circa 53 milioni di dollari e includono infrastrutture digitali e database accumulati in anni. Secondo il ministro della Scienza iraniano la guerra ha danneggiato almeno 30 università, istituti e laboratori di ricerca nel paese. 

Media: "Due morti per fuoco Idf a Nabatiyeh"

Due persone sono state ferite a morte dal fuoco israeliano nel villaggio di Nabatiyeh el-Faouqa, nel sud del Libano. Lo ha riferito L'Orient le Jour, citando una fonte dell'ospedale Najda Chaabiya. Si tratta delle prime vittime nel Libano meridionale da quando l'esercito israeliano ha interrotto l'offensiva nel Paese a margine dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.

Sharif: "Memorandum Usa-Iran diventerà accordo duraturo per la pace nei 60 giorni"

Il primo ministro pachistano Muhammad Shehbaz Sharif ha affermato che il Memorandum d'intesa di Islamabad tra Iran e Stati Uniti "si trasformerà in un accordo duraturo entro i prossimi sessanta giorni". Rivolgendosi all'Assemblea Nazionale oggi, Sharif ha parlato degli ultimi sviluppi successivi all'incontro tra i funzionari iraniani e statunitensi in Svizzera e dei relativi esiti e ha sottolineato: "Non solo è stato raggiunto un cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran, ma nei prossimi sessanta giorni si terranno anche negoziati tecnici su diverse questioni, tra cui le risorse nucleari, i missili balistici, i beni congelati e altre questioni correlate". E ha aggiunto: "Siamo pienamente fiduciosi, che entro questi sessanta giorni questo memorandum d'intesa si trasformerà in un accordo duraturo che contribuirà a stabilire la pace nel mondo". 

Sharif: "Dai colloqui una svolta per il mondo intero"

Il primo ministro del Pakistan, Shahbaz Sharif, ha commentato con soddisfazione il risultato dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Svizzera. "I progressi tra le due parti rappresentano una svolta positiva non solo per il Medio Oriente, ma anche a livello internazionale", ha dichiarato a quanto riportano i media iraniani.

Media: "Attacchi dei coloni israeliani in tutta la Cisgiordania"

I coloni israeliani hanno compiuto una serie di attacchi in tutta la Cisgiordania. L'agenzia di stampa palestinese Wafa, ripresa da Al-Jazeera, ha riferito che decine di coloni sono entrati in un sito archeologico nella città di Sebastia, a nord-ovest di Nablus, sotto stretta protezione - si spiega - di soldati israeliani. In un altro episodio, i coloni avrebbero vandalizzato due veicoli nel villaggio di Burqa, a est di Ramallah. Sono entrati nel villaggio prima dell'alba, hanno danneggiato i veicoli e poi sono fuggiti. Le forze israeliane hanno fatto irruzione in un'abitazione nel villaggio di Kafr Qalil, a sud di Nablus, ha riferito Wafa. I soldati sono entrati all'alba, hanno arrestato i membri della famiglia all'interno e hanno saccheggiato la proprietà prima di ritirarsi. 

Pezeshkian vola a Islamabad: "Al lavoro per attuazione memorandum"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è partito da Teheran per Islamabad. Parlando con i giornalisti all'aeroporto, ha dichiarato: "La mia visita mira a portare avanti il processo di piena attuazione di tutti gli articoli del Memorandum d'intesa firmato tra Iran e Stati Uniti, nel quadro del diritto internazionale e dei diritti dell'Iran". Secondo l'agenzia di stampa Irna, ha aggiunto: "L'attuazione del Memorandum d'intesa risolverà molti dei problemi attuali nella regione e in Medio Oriente, rafforzando la pace e la stabilità e ponendo fine all'aggressione del regime sionista contro i paesi islamici". 

Media: "L'Idf spara, un morto e due feriti in Libano meridionale"

Un giovane è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti quando soldati nemici hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro di loro mentre si trovavano vicino a un bulldozer che stava sgomberando una strada nel quartiere di Deir a Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia libanese Nna. I feriti sono stati trasferiti all'Ospedale Popolare di Soccorso Libanese di Nabatieh. Sempre la Nna riferisce che l'Idf avrebbe aperto il fuoco contro alcuni residenti alla periferia della città di Hadatha mentre si recavano a completare una sepoltura nel cimitero cittadino, scortati dall'esercito libanese. Nei pressi del cimitero della città di Haddatha sono stati avvistati anche tre carri armati Merkava e un bulldozer. 

Idf: "A breve via i plotoni riservisti nella difesa del confine"

A partire da domenica prossima, Israele congederà dal servizio militare i plotoni di difesa composti da riservisti schierati nelle comunità di confine settentrionali con il Libano, alla luce dei progressi del cessate il fuoco. Lo ha annunciato l'esercito israeliano in un comunicato. "Sulla base di una valutazione operativa e a seguito di una serie di discussioni in merito, si è deciso di ridurre la struttura del personale dei plotoni di difesa in tutte le comunità situate lungo la linea di confine settentrionale del conflitto", si legge nella dichiarazione diffusa dalle forze armate israeliane. I soldati di riserva che compongono questi plotoni termineranno il loro servizio la prossima settimana, a partire da domenica, dopo essere stati richiamati nel contesto della guerra con l'Iran, che il 2 marzo si è intensificata in uno scontro in Libano con il gruppo sciita Hezbollah. L'esercito israeliano ha dichiarato che "riesaminerà periodicamente" la situazione al fine di prendere decisioni future in merito allo schieramento delle forze nell'ambito del conflitto. "Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) restano impegnate a difendere le comunità situate lungo la linea di confine settentrionale e continuano ad agire a tal fine attraverso le forze schierate nelle comunità, lungo il confine e in punti strategici nella zona di sicurezza del Libano meridionale", recita il comunicato. I plotoni di difesa regionale, noti in ebraico come "Kitot konnenut", sono squadre composte da riservisti dell'esercito che risiedono nelle comunità in cui vengono richiamati. Una volta richiamati, entrano a far parte di una squadra di pronto intervento per le emergenze. L'esercito non ha specificato quanti riservisti siano coinvolti in questa smobilitazione. Dopo la guerra con l'Iran, Israele ha approvato un piano per richiamare fino a 400mila riservisti, principalmente per la difesa aerea, ma anche per rafforzare i confini o partecipare all'invasione del Libano meridionale. L'annuncio del ritiro giunge nonostante le ripetute rassicurazioni del premier Benjamin Netanyahu, secondo cui Israele manterrà una presenza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario e godrà di libertà operativa. Venerdì scorso è entrata in vigore una tregua tra Israele e Hezbollah, nonostante il primo punto del memorandum d'intesa tra Washington e Teheran preveda gia' la cessazione delle ostilità sul fronte libanese. Anche se la situazione sul terreno è più calma, gli abitanti del sud del Libano non possono ancora tornare alle proprie case e i soccorritori continuano a recuperare i corpi sotto le macerie.

Netanyahu: "Grazie agli Usa ma voglio autonomia armamenti. Con Iran non è finita"

"Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l'autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all'Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante un incontro giovedì scorso con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion. 

Israele: "Rapporto su bambini Gaza propaganda oltraggiosa e diffamatoria"

"Ogni bambino merita protezione e un futuro libero dall'incitamento al terrorismo e dai campi di addestramento al martirio. Eppure, l'ultimo rapporto della Coi (la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta, ndr) è un'opera di propaganda tanto oltraggiosa quanto le precedenti". E' quanto si legge in un comunicato diffuso dalla rappresentanza diplomatica di Israele all'Onu di Ginevra. "La Coi - si legge ancora - è un meccanismo fondamentalmente viziato il cui scopo è quello di isolare e diffamare Israele anziché ricercare la verità. Utilizzando la demagogia delle moderne calunnie del sangue per diffamare Israele, la Coi nasconde attivamente prove evidenti di atrocità terroristiche. Cancella completamente i bambini israeliani brutalmente assassinati, rapiti e presi di mira da Hamas, ignorando al contempo il cinico utilizzo da parte di Hamas dei bambini palestinesi come scudi umani e pedine di guerra. La Coi è inoltre priva di qualsiasi meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni. Israele respinge categoricamente quest'ultima farsa diffamatoria, così come tutti gli altri rapporti diffamatori della Coi". 

Teheran: "L'Aiea non potrà visitare i siti atomici bombardati'

L'Iran non ha alcuna intenzione di permettere all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di ispezionare i suoi siti bombardati da Israele e dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri. "Non abbiamo avuto alcun incontro con il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e non prevediamo che l'agenzia ispezioni gli impianti nucleari iraniani danneggiati dall'aggressione militare americana e sionista", ha dichiarato in una conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.

Baghaei: su Israele-Libano accordi definitivi a breve

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che tra Israele e Libano "si raggiungeranno gli accordi definitivi nei prossimi giorni". In conferenza stampa a Teheran, Baghaei ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno l'obbligo di costringere Israele a cessare gli attacchi contro il Libano meridionale.

Teheran: "Non permetteremo a ispettori Aiea di visitare siti nucleari"

Teheran: interazioni con Aiea nel rispetto delle normative vigenti

Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha dichiarato che qualsiasi interazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) avverrà nel rispetto delle "normative vigenti", stabilite dal Parlamento iraniano e dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) in merito alla limitazione delle ispezioni dell'Aiea.    "L'Iran non ha assunto nuovi impegni in merito alle sue attività nucleari e alle ispezioni dell'agenzia durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera lunedì", ha aggiunto Baghaei, citato dalla televisione di Stato, in risposta alla dichiarazione del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che l'Iran aveva consentito agli ispettori dell'Aiea di rientrare nel Paese durante i colloqui in Svizzera.

Hezbollah: rimaniamo col dito sul grilletto, Israele non violi patti

Mahmoud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'iraniana Press Tv.    Qamati ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà "della stessa natura", aggiungendo che non ci sarà un "ritorno alla situazione prebellica", quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare.    "Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano", ha dichiarato.

Pezeshkian: Israele non abbia più il diritto di bombardare Libano e Palestinaa'

"Dobbiamo tutti impegnarci affinché il Libano sia incluso nel processo di pace tra Iran e Stati Uniti e che Israele non abbia più il diritto di bombardare il Libano e la Palestina". Lo ha dichiarato il presidente Masoud Pezeshkian in una conversazione telefonica con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan ieri sera.    Secondo l'agenzia iraniana Irna, Erdogan, da parte sua, ha elogiato il saggio approccio dell'Iran nei confronti degli attacchi israeliani in Libano durante i colloqui Iran-Usa e ha espresso la speranza che l'Iran continui su questa strada "contro coloro che si oppongono ai colloqui". "L'inclusione del Libano in questo accordo ha avuto un risultato molto positivo", ha aggiunto.

Media: accordo Iran-Usa, sbloccati 12 miliardi di fondi congelati

Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da Al-Jazeera e da altri media della regione. I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.

Ghalibaf: colloqui in Svizzera hanno evitato altro sangue musulmano in Libano

"In una delle buone trasmissioni della Tv di Stato ho visto che dicevano: 'Magari chiudessero l'aeroporto di Mehrabad così la delegazione negoziante non andrebbe in Svizzera'. A quei cari signori dico: se non fossimo andati in Svizzera, ogni momento più sangue sarebbe stato versato dai musulmani e sciiti del Libano". Così il capo negoziatore iraniano Mohammed Bagher Ghalibaf su X.

Gharibabadi conferma: da Usa sblocco immediato di 12 mld

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare "immediatamente" 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, a seguito della conclusione dei negoziati tecnici tenutisi in Svizzera. "È stato concordato che gli accordi firmati relativi allo sblocco dei 12 miliardi di dollari di fondi congelati entreranno in vigore immediatamente", ha dichiarato Gharibabadi, che ha guidato la squadra negoziale tecnica iraniana, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna.

Pezeshkian: "Colloqui efficaci se gli obblighi saranno attuati precisamente"

"L'efficacia dei colloqui dipende dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione. I progressi in tal senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati". Lo scrive su X il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian. 

Futuri negoziati sotto l'egida comitato di alto livello

Dopo la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera, i futuri negoziati tra Iran e Stati Uniti proseguiranno sotto l'egida di un comitato di alto livello. Lo ha dichiarato all'agenzia di stampa Irna il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Tale comitato sarà costituito dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dal vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e dai primi ministri di Pakistan e Qatar, Shehbaz Sharif e Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.

Iran, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e su sanzioni

L'Iran ha annunciato  l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera. I colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti in Svizzera si sono conclusi dunque con la creazione di gruppi negoziali, fanno sapere i media iraniani. I negoziatori "hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico, e Monitoraggio e attuazione", ha affermato l'agenzia di stampa statale Irna, citando il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. 

Ghalibaf (Iran): "Hormuz lo amministreremo noi"

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha detto che sarà Teheran a gestire Lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportano i media di Stato. "Hormuz non tornerà mai alle

condizioni precedenti al conflitto e sarà amministrato dalla Repubblica Islamica dell'Iran, nel rispetto del Diritto internazionale". 

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