Lo hanno riferito funzionari del Pentagono al New York Times. La Casa Bianca sta valutando “un attacco mirato e limitato” all'Iran per costringere Teheran ad accettare la richiesta Usa per un accordo sul nucleare. Giovedì era arrivato l'ultimatum: "O troveremo intesa o sarà una sfortuna per loro". In tal caso, l'Iran risponderà "con decisione". Il ministro degli Esteri Araghchi intanto fa sapere che una bozza di accordo per gli Usa sarà pronta “entro due-tre giorni”
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Centinaia di soldati americani sono stati evacuati dalle basi in Medio Oriente in vista di un possibile attacco americano dell'Iran e della conseguente risposta di Teheran. Lo riferiscono funzionari del Pentagono al New York Times.
Trump ha avvertito l'Iran che "farebbe meglio a negoziare un accordo equo". La Casa Bianca sta valutando “un attacco mirato e limitato” all'Iran per costringere Teheran ad accettare la richiesta Usa per un accordo sul nucleare. “Lo sto prendendo in considerazione”, ha detto Trump parlando con i giornalisti dopo l'ultimatum di dieci giorni lanciato agli ayatollah. "O troveremo un accordo in 10-15 giorni o sarà una sfortuna per loro", aveva detto il presidente Usa. Ira di Teheran, che in una lettera all'Onu segnala "un rischio reale di aggressione militare". In tal caso, si legge, l'Iran risponderà "con decisione". Washington schiera forze nell'area pari a quelle dispiegate nel 2003 per l'invasione dell'Iraq. Teheran segnala “un rischio reale di aggressione militare”, come scrive la missione iraniana in una lettera al segretario generale dell'Onu Guterres, aggiungendo che la Repubblica islamica non vuole una guerra ma risponderà “con decisione” a un'aggressione.
Il ministro degli Esteri Araghchi intanto fa sapere che una bozza di accordo per gli Usa sarà pronta “entro due-tre giorni”.
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Armi nucleari, dottrina sull’uso e cosa ne pensano i cittadini europei
In Europa si parla nuovamente di atomica: le divergenze tra le due sponde dell’Atlantico stanno portando i Paesi del Vecchio Continente a riflettere se sia corretto riarmarsi e fornirsi di uno strumento di deterrenza. Di questo si è parlato a “Numeri”, il programma di Sky TG24, andato in onda il 16 febbraio 2026.
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Vai al contenutoCosa c'è dietro al blocco di internet in Iran
Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.
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Vai al contenutoTrump. "Il popolo iraniano è migliore dei suoi leader"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che "l'Iran dovrebbe raggiungere un accordo". Quando gli è stato chiesto in conferenza stampa se avesse un messaggio per il popolo iraniano, ha risposto: "L'Iran dovrebbe raggiungere un accordo. E' una situazione molto triste. Il popolo iraniano è migliore dei suoi leader. Trentaduemila persone sono state uccise in poco tempo: alcuni manifestanti sono stati addirittura impiccati con una gru".
Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran
Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
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Vai al contenutoTrovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran
Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso.
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Vai al contenutoNyt: "Evacuate le basi Usa in Medio Oriente per tensioni con l'Iran"
Centinaia di soldati americani sono stati evacuati dalle basi in Medio Oriente in vista di un possibile attacco americano dell'Iran e della conseguente risposta di Teheran. Lo riferiscono funzionari del Pentagono al New York Times precisando che le basi interessate sono quella di Al Udeid in Qatar e quelle in Bahrein, dove si trova la Quinta Flotta della Marina.
Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
LA USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si aggiungerà alla Lincoln nel contesto di crescenti tensioni con Teheran. Donald Trump ha intensificato la pressione sui negoziati sul nucleare proponendo sospensioni in cambio di sanzioni allentate. Gli incontri diplomatici, iniziati in Oman, proseguono ma rimangono limitati. Intanto Israele critica le trattative e potrebbe spingere per un’azione militare.
Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?
Vai al contenutoLibano: almeno 8 morti nei raid d'Israele e est a sud
Il Libano ha annunciato che gli attacchi israeliani nell'est e nel sud del Paese hanno ucciso almeno otto persone, con l'esercito israeliano che ha dichiarato di aver preso di mira il gruppo militante Hezbollah e il suo alleato palestinese Hamas. Una fonte di Hezbollah ha riferito all'Afp che un leader militare del gruppo sostenuto dall'Iran risulta essere tra le vittime degli attacchi nella valle orientale della Bekaa. Israele ha continuato a colpire regolarmente il Libano nonostante il cessate il fuoco del novembre 2024 che cercava di porre fine a oltre un anno di ostilità con Hezbollah, affermando di solito di prendere di mira il gruppo, ma occasionalmente anche i militanti di Hamas. Gli attacchi israeliani nella Bekaa "hanno causato un bilancio iniziale di sei morti e oltre 25 feriti, distribuiti negli ospedali della regione", ha affermato l'agenzia di stampa statale National News Agency.
Media: almeno 6 morti e 25 feriti in raid israeliano nell'est Libano
Almeno sei persone sono morte e oltre 25 sono rimaste ferite in raid israeliani nell’est del Libano. Lo riferiscono i media ufficiali libanesi, mentre l’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito obiettivi appartenenti al gruppo militante Hezbollah. Secondo l’agenzia di stampa statale National News Agency, gli attacchi nella Valle della Bekaa hanno provocato "un bilancio preliminare di sei morti e più di 25 feriti", ricoverati negli ospedali della regione.
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Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?
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Vai al contenutoTrump: “Iran farebbe meglio a negoziare accordo equo”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito l'Iran che il governo iraniano "farebbe meglio a negoziare un accordo equo" mentre valuta l'uso della forza militare. Lo riporta Reuters.
Iran, media: "Usa pianificano anche attacco lungo settimane"
La pianificazione militare degli Stati Uniti contro l'Iran ha raggiunto una fase avanzata, con opzioni che includono l'attacco mirato a singoli individui e persino il tentativo di un cambio di regime a Teheran, se ordinato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo hanno detto alla Reuters due funzionari statunitensi. Le opzioni militari sono gli ultimi segnali che gli Stati Uniti si stanno preparando a un grave conflitto con l'Iran, qualora gli sforzi diplomatici fallissero. La scorsa settimana Reuters ha riferito per la prima volta che l'esercito statunitense si sta preparando per un'operazione prolungata contro l'Iran, della durata di settimane, che potrebbe includere l'attacco alle strutture di sicurezza iraniane e alle infrastrutture nucleari. Le ultime rivelazioni suggeriscono una pianificazione piu' dettagliata e ambiziosa in vista di una decisione di Trump, che negli ultimi giorni ha pubblicamente lanciato l'idea di un cambio di regime nella Repubblica islamica.
Hamas: "Siamo aperti all'invio di una forza di pace a Gaza"
Il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ha dichiarato all'Afp che il movimento islamista palestinese è aperto alle forze internazionali di mantenimento della pace a Gaza, ma ha respinto qualsiasi interferenza negli "affari interni" del territorio. "La nostra posizione sulle forze internazionali è chiara: vogliamo forze di mantenimento della pace che monitorino il cessate il fuoco, ne garantiscano l'attuazione e fungano da cuscinetto tra l'esercito di occupazione e il nostro popolo nella Striscia di Gaza, senza interferire negli affari interni di Gaza", ha affermato Qassem.
Il gas chiude in calo a 32,03 euro, si guarda a Usa-Iran
Chiusura in calo per il prezzo del gas, mentre si guarda agli sviluppi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Sotto i riflettori anche il livello degli stoccaggi e l'andamento delle condizioni climatiche. Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 4,5% a 32,03 euro al megawattora.
Fonti Francia: "Da Albanese provocazioni in serie, ha perso la nostra fiducia"
La richiesta di dimissioni della relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, "non rimette assolutamente in discussione il nostro sostegno alla causa palestinese, il nostro impegno a costruire uno Stato palestinese, a consentire l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza, a condannare la colonizzazione in Cisgiordania, come fatto, questa settimana dal ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot. Tutto questo bisogna essere in grado di distinguerlo dall'antisemitismo": lo dicono fonti diplomatiche francesi confermando all'ANSA che Parigi presenterà come previsto la richiesta di dimissioni della giurista italiana al Consiglio Onu per i diritti umani del 23 febbraio. Oltre alle dichiarazioni sul ''nemico comune'' dell'umanità che hanno indotto la diplomazia d'Oltralpe a chiederne le dimissioni, le fonti di Parigi sottolineano la necessità di ''ricordare tutte le precedenti dichiarazioni di Albanese, che ha parlato più volte di lobby ebraica, che ha contestualizzato se non giustificato gli attentati del 7 ottobre, che ha cercato diverse volte di contestualizzare o di riabilitare Hamas. Che ha fatto conferenze al fianco di leader di Hamas. Che è solita a queste dichiarazioni estremamente provocatorie". "Quando si dice 'c'è una lobby ebraica che tira i fili', non si è più nella critica legittima del governo di Israele - osservano a Parigi - Di fatto, Albanese, ha perso la fiducia di membri importanti delle Nazioni Unite. E' il caso della Francia e di altri Paesi europei''.
Unrwa: "I bambini di Gaza affrontano condizioni incredibilmente dure"
L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha affermato che i bambini della Striscia di Gaza stanno affrontando condizioni di vita e umanitarie "incredibilmente dure". "La situazione umanitaria in tutta Gaza rimane disastrosa - afferma l'agenzia in una nota -, aggravata dalle restrizioni all'accesso umanitario. Garantire loro il diritto all'istruzione non è solo un'opzione, ma una necessità assoluta per aiutarli a superare le tragedie della guerra e a costruire il loro futuro". L'agenzia ha dichiarato di continuare a fornire servizi essenziali agli sfollati, tra cui assistenza sanitaria, istruzione, alloggio, assistenza alimentare e servizi di protezione, attraverso la sua rete e la sua estesa presenza sul campo. Tuttavia, "l'entità dei bisogni supera di gran lunga quanto attualmente fornito", afferma, ribadendo la richiesta di revocare le restrizioni israeliane all'accesso umanitario. Secondo l'Unicef, i bambini rappresentano circa la metà dei quasi due milioni di sfollati di Gaza, costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di sicurezza e riparo altrove nella Striscia dall'inizio dell'operazione militare israeliana in ottobre. Di questi, circa 17.000 sono rimasti orfani
Libano: un morto in attacco israeliano a campo profughi
E' di un morto il bilancio dell'attacco sferrato da alcuni droni israeliani sul campo profughi palestinese di Ain al-Helweh, nei pressi di Sidone, in Libano. Lo riferiscono i media libanesi. Le forze armate israeliane hanno affermato di aver colpito il campo perche' ospitava alcuni membri di Hamas.
Coventry: "Infantino nel Board of Peace? Non sapevo, Cio deve restare neutrale"
Gianni Infantino entra nel Board of Peace e la presidente del Cio, Kirsty Coventry non nasconde la sua sorpresa. "Non ne ero consapevole", risponde la presidente Cio alla domanda di chi le fa presente che Infantino non è solo il presidente della Fifa ma anche un membro del Comitato Olimpico internazionale dal 2020. La Carta olimpica impegna i suoi membri a rimanere neutrali. "La Carta Olimpica - prosegue Coventry - è molto chiara riguardo a ciò che si aspetta dai membri del Comitato. Ora andremo a ricercare questi documenti. Il Cio continuerà ad essere politicamente neutrale, penso che sia l'unico modo per noi di assicurare che ci sia giustizia sul campo di gioco. Questo è ciò che continueremo a fare nel futuro".
Iran, Tajani: "Ore delicate speriamo si trasformino in cose positive"
In Iran sono ore "delicate e speriamo che le ore delicate si trasformino in cose positive, perche' purtroppo il tema e' quello del nucleare". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i giornalisti a Forli'. "Tutto dipendera' da cosa intende fare Teheran, se costruire o meno l'arma nucleare", ha spiegato Tajani. "Dovra' dunque essere una scelta non solo formale, ma sostanziale. Io mi auguro sempre che non siano le armi a risolvere i problemi, pero' molto dipende da quello che diranno e sceglieranno gli iraniani", ha concluso il ministro.
Media: almeno un morto in un raid aereo israeliano nel Libano
L'agenzia di stampa statale libanese scrive che almeno una persona è stata uccisa e diverse sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano nel campo profughi palestinese di Ain al-Hilweh, vicino alla città costiera libanese di Sidone a sud del Paese. La National News Agency riferisce che due missili hanno colpito un edificio ad Ain al-Hilweh, che, a suo dire, era precedentemente utilizzato dalle forze di sicurezza palestinesi e che di recente è stato adibito a cucina. Secondo l'Idf l'attacco ha preso di mira un centro di comando di Hamas dove si erano radunati membri del gruppo terroristico. Lo scrive The Times of Israel.
S&d, Renew e Verdi a von der Leyen: "Prenda distanze dal Board of Peace"
La presenza di Dubravka Suica alla sessione inaugurale del Board of Peace è stata "un grave errore di giudizio dal punto di vista istituzionale, giuridico e politico". È quanto scrivono i leader dei gruppi dei Verdi, Socialisti e Liberali all'Eurocamera in una nota congiunta. "La sua partecipazione è avvenuta senza un mandato del Consiglio dell'Unione europea, aggirando così le procedure", aggiungono i capigruppo. "Pertanto intimiamo alla Presidente della Commissione europea di disimpegnarsi chiaramente dal Board of Peace, di astenersi dall'inviare osservatori e di cessare qualsiasi forma di partecipazione", concludono. "La partecipazione di un Commissario a un'iniziativa diplomatica politicamente contestata senza un mandato definito perturba l'equilibrio istituzionale e rischia di violare il principio di leale cooperazione tra le istituzioni dell'Ue e gli Stati membri. Il rispetto dei Trattati è essenziale", proseguono Iratxe Garcia Perez, presidente del gruppo S&D, Valérie Hayer, Presidente del gruppo Renew Europe, Bas Eickhout, Co-Presidente del gruppo Verdi/Ale e Terry Reintke, Co-Presidente del gruppo Verdi/Ale. "Inoltre, concedere visibilità e legittimità implicita a questa iniziativa indebolisce l'autorità delle Nazioni Unite, che rimangono il quadro primario per la mediazione, il coordinamento umanitario e i processi di pace riconosciuti a livello internazionale", spiega la nota congiunta.
Gaza, lunedì Suica a Consiglio Esteri Ue su Board of Peace
La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, sara' presente al Consiglio Ue Affari esteri di lunedi', dove riferira' in merito all'incontro avuto a Washington sul Board of Peace per Gaza. Lo si apprende da alti funzionari europei. Sul Board of Peace, sottolinea la fonte, "continuano a esserci una serie di interrogativi su diversi elementi dello statuto, relativi sia al suo ambito di applicazione, alla sua governance, sia alla sua compatibilita' con la Carta delle Nazioni Unite". L'Ue, ha ribadito oggi la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, rimane comunque pronta a impegnarsi "per la Palestina, per Gaza e per la ricostruzione di Gaza". In questo contesto, ha aggiunto, "deve essere valutata" la presenza di Suica a Washington. Il pensiero prevalente fra i ministri Ue, ha aggiunto il funzionario europeo, "e' che ci sia la volonta' di collaborare con gli Stati Uniti per l'attuazione del piano di pace globale per Gaza, con il Board of Peace che adempie al suo mandato come amministrazione di transizione nel rispetto della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". All'incontro, partecipera' anche l'Alto rappresentante per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov. "Sara' l'occasione per i ministri e l'Alta rappresentante di discutere in termini piu' pratici su come portare avanti al meglio tale impegno nel rispetto del piano di pace globale per Gaza e della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza", ha concluso la fonte.
Iran, Idf: "Allerta per difesa ma per ora no cambi linee guida"
"Le IDF stanno monitorando gli sviluppi regionali e sono a conoscenza del dibattito pubblico sulla questione iraniana: le IDF sono allertate in difesa. Non ci sono cambiamenti nelle linee guida". Lo dice il portavoce delle forze di difesa israeliane, il generale di brigata Afi Dafrin, in una dichiarazione riportata dai media israeliani.
Libano: Israele attacca campo profughi, 'ospitava base Hamas'
Israele ha attaccato il campo profughi palestinese di Ain el-Helwe, il piu' grande del Libano, e ha sostenuto di aver preso di mira strutture utilizzate da membri del movimento islamista Hamas. Un drone israeliano ha lanciato almeno tre missili nella zona di Hattin, all'interno del campo di Ain el-Helwe, ha riportato l'Agenzia Nazionale di Stampa Libanese, senza riferire se ci siano vittime. Da parte sua, l'esercito israeliano ha confermato l'attacco in un breve messaggio sul suo account Twitter e ha affermato di aver preso di mira un complesso da cui operavano membri di Hamas. Lo scorso novembre un altro attacco israeliano contro lo stesso campo profughi, situato nella citta' costiera di Sidone, aveva provocato la morte di tredici persone. Anche in quell'occasione Israele aveva sostenuto di aver colpito un campo di addestramento di Hamas. Il movimento islamista palestinese aveva definito queste affermazioni "pure invenzioni" e sostenuto che la struttura presa di mira fosse in realta' un campo sportivo frequentato dai giovani residenti del campo. I bombardamenti israeliani sul territorio libanese, continuati nonostante il cessate il fuoco in vigore dalla fine del 2024, sono diretti per lo piu' contro il gruppo sciita Hezbollah e raramente colpiscono organizzazioni palestinesi come Hamas o la Jihad Islamica. Quest'ultima sarebbe stata l'obiettivo di un attacco avvenuto domenica scorsa, in cui sono rimasti uccisi i quattro occupanti di un veicolo che viaggiava vicino al confine tra Libano e Siria.
Iran, Trump: "Sto considerando un attacco limitato"
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato di "considerare" un attacco limitato contro l'Iran. "Immagino di poter dire che lo sto considerando", ha risposto il capo della Casa Bianca a un giornalista che gli aveva chieste se stesso prendendo in considerazione un attacco limitato.
Iran: portaerei Ford è entrata nelle acque del Mediterraneo
La portaerei americana Gerald Ford ha attraversato lo Stretto di Gibilterra questo pomeriggio ed e' entrata nelle acque del Mar Mediterraneo.
Nyt: "Da Trump nessuna spiegazione chiara sul perché attaccare l'Iran"
Donald Trump valuta le sue opzioni per l'Iran ma finora non ha fornito spiegazioni né sul perché attaccare e perché farlo proprio ora. Lo afferma il New York Times sottolineando come il presidente non ha fornito alcuna valutazione sull'urgenza della possibile minaccia che arriva dall'Iran o sul perché voglia colpire i siti nucleari di Teheran che ha più volte detto sono stati "obliterati" dall'attacco Midnight Hammer. Se Trump appare concentrato sulle armi nucleari iraniane, i suoi consiglieri hanno di volta in volta fornito motivazioni diverse per un possibile attacco, dal proteggere i manifestanti alla distruzione dell'arsenale missilistico del paese passando per la necessità di mettere fine al sostegno di Teheran a Hamas e Hezbollah. Uno dei temi è se la "forza militare possa effettivamente raggiungere questi obiettivi. La maggior parte dell'uranio" è stata distrutta a giugno "e non è chiaro come i raid aerei possano aiutare i manifestanti o convincere l'Iran a smettere di finanziare il terrorismo", mette in evidenza il New York Times. Il presidente "non ha mai descritto con chiarezza i suoi obiettivi" e non si è soffermato a spiegare e "preparare gli americani a un attacco contro un paese di 90 milioni di abitanti. Non ha spiegato perché questo è il momento di affrontare l'Iran e non la Corea del Nord", osserva il New York Times constatando come "raramente nella storia moderna gli Stati Uniti si sono preparati a condurre un atto di guerra con così poche spiegazioni e così poco dibattito".
Tajani vede Wadephul a Stoccarda: "Fatto il punto su Board of Peace"
"Al congresso Cdu a Stoccarda ho incontrato l'amico Ministro degli Esteri Johann Wadephul. Abbiamo fatto il punto sul Board of Peace di ieri. Italia e Germania sono legate dal comune impegno per la ricostruzione e l'assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza e per la pace e stabilità del Medio Oriente. Abbiamo coordinato le nostre posizioni europee: siamo legati da una comune visione. Vogliamo rafforzare la competitività della Ue per renderla un pilastro sempre più forte e credibile dell'Alleanza Atlantica. Lavoriamo ogni giorno insieme a Berlino per rendere l'Europa protagonista incisiva dell'azione internazionale sulle crisi in corso". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Tajani: "Maggioranza europei a Board dimostra che abbiamo fatto bene a esserci"
"Continuiamo a occuparci di Gaza, siamo osservatori" al Board of Peace "e mi pare che la presenza della maggioranza dei Paesi europei alla riunione di ieri dimostri che l'Italia ha fatto bene a esserci. La stessa presenza della Commissione europea è altamente significativa. Non è che noi andiamo contro l'Europa, anzi, abbiamo fatto quello che ha fatto la maggioranza dei paesi europei e la Commissione europea. Poi a qualcuno può non piacere ma io credo che la Commissione europea abbia fatto benissimo a inviare la Commissaria Suica, anche perché ci sono tanti finanziamenti comunitari in Palestina". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del congresso Cdu a Stoccarda. "Il nostro obiettivo è quello di risolvere i problemi in Palestina, perché si parla tanto, noi ce ne siamo sempre occupati e continuiamo a occuparcene per trovare delle buone soluzioni per permettere di costruire finalmente una pace. Non vediamo alternative diverse da quelle che si sono discusse ieri al Board of Peace. Noi non ne facciamo parte, perché la Costituzione non ce lo permette e i limiti sono invalicabili, però questo non significa che non si possa che si debba discutere anche con gli Stati Uniti d'America e tanti paesi. Noi continueremo a farlo, continueremo a essere protagonisti per costruire la pace in Medio Oriente".
Rampelli: "Sul Board of Peace dalla sinistra solita miopia"
"La polemica sulla nostra volontà di far funzionare il Board of Peace è inutile e incomprensibile, non fosse altro perché allo stato non esiste alternativa per per perseguire la via della pace e della ricostruzione. Al momento quello cui l'Italia ha partecipato come osservatore è l'unico tavolo esistente e, di più, è l'unico attorno al quale si siedono, volenti o nolenti, sia Israele che Palestina, con una moltitudine di Paesi arabi che non sempre si riescono a coinvolgere e, per questo, finiscono spesso per rivolgersi a Cina e Russia. Gli obiettivi oltretutto sono condivisibili, ne cito alcuni: uscita delle forze armate israeliane dalle aree contese, ingresso di una coalizione militare interforze per garantire la pace, disarmo di Hamas e persino, in prospettiva, la creazione di un vero Stato palestinese che non sia sotto scacco di organizzazioni terroristiche". Lo afferma Fabio Rampelli, vice presidente della Camera. "L'antipatia per un presidente statunitense - prosegue - secondo la sinistra è un buon motivo per mettere la testa sotto la sabbia e sparire da un contesto che potrebbe segnare una svolta storica per tutto il Medioriente e il Mediterraneo. Nessuno può sapere i risultati che il BoP otterrà, ma certo è che al momento non c'è un luogo di dialogo alternativo e altrettanto certo è che, piaccia o no, il cessate il fuoco che vige a Gaza è stato raggiunto principalmente grazie al Presidente americano. Noi crediamo che l'Italia debba avere un ruolo centrale in questa partita, per rafforzare la sua postura nel Mediterraneo allargato e la presenza rappresenta questa volontà. L'involuzione della sinistra, che se stesse al governo farebbe altrettanto, con posizioni ideologiche e di retroguardia, fa pensare per la sua assurdità. Fare politica con i veti e con l'ideologia nel terzo millennio spaventa, soprattutto da parte di chi nel realismo di governo ha spento ogni visione culturale e strategica. Sbraitare dall'opposizione anche sulla politica estera, terreno per compattare la nazione e rappresentare esclusivamente i suoi interessi, è inqualificabile e desolante".
Teheran: "Una bozza di accordo per gli Usa sarà pronta entro 2-3 giorni"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che una bozza di accordo per gli Stati Uniti sarà "pronta entro due o tre giorni". "Il prossimo passo per me è presentare una bozza di possibile accordo ai miei omologhi negli Stati Uniti. Credo che nei prossimi due o tre giorni sarà pronto e, dopo la conferma definitiva da parte dei miei superiori, sarà consegnato a Steve Witkoff", ha dichiarato Araghchi in un'intervista pubblicata online nel programma Morning Joe della rete televisiva statunitense Msnbc.
Iran, la portaerei Ford entra in acque del Mar Mediterraneo
La portaerei americana Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, è entrata nelle acque del Mar Mediterraneo. Lo riferisce il Times of Israel, citando siti specializzati nel monitoraggio del traffico navale, che indicano inoltre che il cacciatorpediniere Uss Mahan, della classe Arleigh Burke e parte integrante del Gruppo da battaglia guidato dalla Ford, sia in transito attraverso lo Stretto di Gibilterra. Secondo le stime, alla portaerei saranno necessari ancora diversi giorni per raggiungere il Medio Oriente e assumere un assetto operativo in funzione anti-iraniana. La settimana scorsa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva ordinato il trasferimento del Gruppo da battaglia verso il Medio Oriente, mentre l'Amministrazione valuta la possibilità di un'azione militare contro l'Iran.
Gaza, Coventry: "Infantino al Board? non eravamo al corrente"
"Non ero consapevole e certamente acquisiremo tutte le informazioni necessarie perche' la Carta Olimpica specifica chiaramente come si devono comportare i suoi membri e verificheremo". L'ha detto la presidente del Cio Kirsty Coventry in conferenza stampa rispondendo alle domande sulla presenza di Gianni Infantino, presidente della Fifa e membro del Cio all'interno del Board of Peace. "Non sapevo avessimo un membro del Cio li' - ha poi aggiunto - non ho molto da dire. Come Cio continueremo ad essere neutrali dal punto di vista politico, che e' l'unico modo per noi di garantire che ci sia equita' sul campo di gioco".
Gaza, Turchia: "Pronti a invio militari e 20 mila container"
Il governo turco del presidente Recep Tayyip Erdogan e' pronto ad inviare a Gaza militari per operazioni di peacekeeping e 20 mila container per ospitare la popolazione civile costretta a vivere nelle tende. Un messaggio ribadito oggi, nonostante l'opposizione di Israele, dal ministro degli Esteri Hakan Fidan, che siede nel Board of Peace dove fa le veci dello stesso Erdogan. "Siamo pronti a inviare truppe al fine di stabilizzare la Striscia, aspettiamo solo che le parti siano accordo", ha affermato Fidan di rientro dalla riunione che ha avuto luogo ieri a Washington, la prima dell'organismo voluto dalla Casa Bianca. All'agenzia turca Anadolu Fidan ha dichiarato che la Turchia e' disposta a fornire addestramento a una forza di polizia locale. "Abbiamo offerto la disponibilita' a formare forze di polizia che garantiscano sicurezza e sostegno alla popolazione", ha detto il capo della diplomazia turca. "In questa prima fase abbiamo proposto l'invio di 20 Mila container di metallo, ma Israele e' restio a dare il via libera. Il nostro presidente pero' insiste su questo punto", ha poi aggiunto Fidan. Lo.stesso ministro ha poi rivelato che Erdogan ha affrontato negli ultimi.giorni il tema della ricostruzione della Striscia con Ali Shaathi, ufficiale palestinese a capo del Comitato per l'Amministrazione di Gaza (Ncag), un organismo tecnico di 15 membri che, sotto il controllo del Board of Peace, ha il compito di lavorare alla sicurezza della Striscia e impedire ad Hamas di riprendere il controllo dell'area.
Nucleare, Iran: "Nostro programma non si distrugge con bombe"
"Non esiste una soluzione militare per il programma nucleare iraniano, e cio' e' stato dimostrato l'anno scorso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista su Ms Now. "C'e' stato un enorme attacco alle nostre strutture, hanno assassinato i nostri scienziati, ma non sono riusciti a distruggere il nostro programma nucleare. Perche'? Perche' e' stato sviluppato da noi stessi, dai nostri scienziati. Questa e' una tecnologia sviluppata da noi. Ci appartiene e non puo' essere distrutta dai bombardamenti, militarmente", ha aggiunto.
Araghchi: "Gli Usa non ci hanno chiesto l'arricchimento zero"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno chiesto a Teheran di interrompere definitivamente l'arricchimento dell'uranio, respingendo le notizie secondo cui Washington avrebbe preteso un arricchimento pari a zero. Intervenendo al programma Morning Joe della Msnbc, ripreso da Iran International, Araghchi ha affermato che i recenti colloqui a Ginevra sono stati costruttivi e che entrambe le parti hanno concordato sui principi guida per un possibile accordo. "Gli Stati Uniti non hanno chiesto l'arricchimento zero", ha affermato, aggiungendo che nemmeno l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento. "Ciò di cui stiamo parlando ora è come garantire che il programma nucleare iraniano, compreso l'arricchimento, sia pacifico e rimanga pacifico per sempre", ha affermato.
Hamas: "Avanti mobilitazione contro limiti accesso Al Aqsa"
Il gruppo islamista Hamas ha invitato il popolo palestinese a proseguire "la mobilitazione popolare" e a intensificare la presenza alla Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme, in risposta alle restrizioni imposte da Israele all'accesso dei fedeli al luogo sacro. "Mentre le forze di occupazione sioniste ostacolano l'accesso dei palestinesi alla sacra Moschea di Al-Aqsa e impediscono a migliaia di persone di svolgere le preghiere del venerdì durante il Ramadan, il Movimento di Resistenza Islamico afferma la necessità di continuare la mobilitazione popolare", ha dichiarato il gruppo in un comunicato stampa. Hamas ha accusato le autorità israeliane di "umiliare deliberatamente i fedeli" che visitano Al-Aqsa, il terzo luogo più sacro dell'Islam dopo La Mecca e Medina, "attraverso severe misure militari e continue violazioni".
Media, ecco le forze radunate dagli Usa in Medio Oriente
Il dispiegamento di forze da parte degli Usa nell'area mediorientale in vista di un possibile attacco in Iran non si vedeva dal 2003, quando gli Stati Uniti radunarono le forze prima dell'invasione dell'Iraq. Lo scrive Bloomberg evidenziando la differenza di forze rispetto a quelle ordinate da Trump al largo delle coste del Venezuela nelle settimane precedenti alla destituzione del presidente Nicolas Maduro. Sebbene sia improbabile che gli Stati Uniti schierino truppe di terra, l'aumento delle forze militari suggerisce che Trump si stia concedendo la discrezionalità di lanciare una campagna prolungata della durata di molti giorni, in collaborazione con Israele. I dati del sito di monitoraggio FlightRadar24 mostrano un'impennata dell'attività di volo da parte di mezzi di trasporto militari statunitensi, aerei cisterna, velivoli di sorveglianza e droni verso basi in Qatar, Giordania, Creta e Spagna. Gli aerei, i cui transponder li rendono visibili da terra al sito di tracciamento, includono i rifornitori aria-aria KC-46 e KC-135 e gli aerei cargo C-130J utilizzati per trasportare truppe e attrezzature pesanti. Ci sono i jet E-3 Sentry dotati di radar di controllo e allerta aviotrasportati, che garantiscono una "sorveglianza a tutte le altitudini e in tutte le condizioni meteorologiche" delle potenziali zone di battaglia, nonché i droni di sorveglianza RQ-4 Global Hawk. Le armi a disposizione di Trump, scrive Bloomberg, sono formidabili. La portaerei Uss Abraham Lincoln è accompagnata da tre cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke, in grado di trasportare missili Tomahawk. Lo stormo aereo della portaerei include caccia F-35C. La USS Gerald R. Ford, la nave da guerra statunitense più costosa mai costruita, costata 13 miliardi di dollari, è accompagnata da cacciatorpediniere lanciamissili e il suo stormo aereo comprende i Super Hornet F/A-18E e F/A-18F, i velivoli di allerta precoce E-2D, nonché gli elicotteri Seahawk MH-60S e MH-60R e i Greyhound C-2A.
Araghchi: "Usa non ci hanno chiesto a Ginevra arricchimento zero"
I due negoziatori Usa, Jared Kushner e Steven Witkoff, non hanno chiesto alla controparte iraniana di accettare lo stop completo all'arricchimento dell'uranio sul suolo iraniano nel corso dell'ultimo round di colloqui che si è tenuto a Ginevra. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante un'intervista al programma 'Morning Joe' della Msnbc, secondo quanto riferito su X dal giornalista di Axios, Barak Ravid. "Abbiamo parlato dei passi con cui possiamo dimostrare agli Stati Uniti che il nostro programma nucleare è solo per scopi pacifici", ha chiarito il capo della diplomazia di Teheran.
Iran, Ue: "In contatto con Usa; invitiamo a de-escalation"
"Come Ue, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti, sia bilateralmente sia nel contesto del formato G7. L'Alta Rappresentante, da parte sua ha tenuto diverse discussioni con i suoi omologhi nella regione invitando alla de-escalation tra gli Stati Uniti e l'Iran". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Manteniamo contatti con tutte le parti pertinenti e siamo pronti a contribuire a qualsiasi processo diplomatico significativo. Perché, ancora una volta, alla diplomazia deve essere data una possibilità, e continuiamo a credere che una soluzione sostenibile alla questione nucleare iraniana possa essere raggiunta solo, solo attraverso negoziati, il che significa diplomazia", ha aggiunto.
Media: "Intesa Iran ed Egitto per ripristinare relazioni diplomatiche"
Iran ed Egitto avrebbero raggiunto un accordo definitivo per ripristinare pienamente le relazioni diplomatiche e riaprire le rispettive ambasciate nelle rispettive capitali. Lo rivela l'agenzia iraniana Wana citando fonti diplomatiche, precisando che si attende solo un annuncio ufficiale e lo conferma su X Brics news. Secondo le fonti, vi sarebbe "una forte volontà politica evidente da entrambe le parti" maturata al termine di un riavvicinamento avvenuto nel corso di anni a livello di ministri degli Esteri, oltre a impegni ad alto livello con funzionari responsabili di sanità, turismo, energia e affari giudiziari. E' stato anche istituito un comitato consultivo politico congiunto che ha finora convocato due sessioni formali. Osservatori internazionali citati da Wana ritengono che il pieno ripristino delle relazioni diplomatiche tra Iran ed Egitto potrebbe avere implicazioni che vanno oltre i rapporti bilaterali, influenzando potenzialmente il più ampio equilibrio politico e di sicurezza nella regione. Al momento non ci sono conferme ufficiali da nessuna delle due parti.
Iran, ministro degli Esteri sente Lavrov: "Da Mosca sostegno a diplomazia"
Colloquio telefonico tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Secondo il ministero degli Esteri di Mosca, riporta l'agenzia russa Tass, i due hanno parlato degli esiti degli ultimi colloqui indiretti a Ginevra tra Iran e Usa e di questioni bilaterali. "I ministri hanno avuto uno scambio di opinioni sugli sviluppi relativi alle attività dell'Iran sul nucleare, tenendo conto dei risultati dei negoziati indiretti a Ginevra", hanno fatto sapere, precisando che la Russia "ha ribadito il sostegno al processo diplomatico per arrivare a soluzioni politiche e diplomatiche giuste nel rispetto dei diritti legittimi dell'Iran". Nessun ulteriore dettaglio da parte iraniana.
Berlino: "Pronti a a partecipare alla ricostruzione di Gaza sulla base del mandato Onu"
"L'incontro di ieri ha anche dimostrato che ci sono ancora molti punti importanti da chiarire su tutte queste questioni. Pertanto, posso affermare a nome del Governo Federale che rimaniamo pronti a partecipare all'attuazione di questo piano in 20 punti alle condizioni stabilite, in particolare sulla base della risoluzione del Consiglio di Sicurezza", lo riferisce un portavoce del ministero degli Esteri tedesco nel corso della conferenza stampa del venerdì commentando l'incontro a Washington del Board of Peace. Che ha anche sottolineato "dal nostro punto di vista, abbiamo bisogno di un miglioramento della situazione umanitaria ancora molto difficile. Abbiamo bisogno di strutture di sicurezza e amministrative sostenibili sotto la responsabilità e la responsabilità palestinese, e di un piano realistico per il disarmo di Hamas. Questo è il quadro generale e, a tale riguardo, accogliamo con favore il fatto che molti Stati, durante questo incontro, abbiano sostenuto il loro impegno con promesse finanziarie per la ricostruzione".
Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice israeliana della serie tv Teheran
Aveva 52 anni ed è stata trovata senza vita da suo fratello nella camera d’albergo ad Atene dove alloggiava per lavoro dal 4 febbraio. Si indaga sulle cause del decesso.
Trovata morta in Grecia Dana Eden, produttrice della serie tv Teheran
Vai al contenutoMinistro turco Fidan: "Siamo fiduciosi' sui colloqui Iran-Usa"
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha affermato che "ci sono molti motivi per essere fiduciosi" riguardo ai colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti, nonostante l'incremento delle attività militari da parte di Washington e Teheran. "In particolare, speriamo che si giunga a una conclusione sulla questione nucleare. Tuttavia, d'altro canto, stiamo anche osservando un aumento dell'attività militare. Stiamo monitorando attentamente se questa attività militare miri a esercitare pressioni sui negoziati in corso o se si tratti della preparazione per un'operazione militare pianificata in precedenza", ha detto Fidan, in un'interista alla Tv di Stato Trt, dopo avere partecipato ieri a Washington alla riunione inaugurale del Board of Peace. "Il nostro auspicio è che non ci sia bisogno di un'operazione militare o di una guerra e che le parti raggiungano realmente un negoziato", ha aggiunto il capo della diplomazia di Ankara.
Iran, ex Centcom: Usa possono neutralizzarlo in poche ore
Gli Stati Uniti possono neutralizzare il governo iraniano in poche ore. Lo ha riferito il quotidiano Jerusalem Post che cita un ammiraglio in pensione, Bob Harward, ex vicepresidente del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Secondo la fonte, il dispiegamento senza precedenti di equipaggiamento militare statunitense in Medio Oriente non è solo una messa in scena, ma riflette anche la "capacita' operativa" di Washington di infliggere un colpo rapido e radicale alla struttura di potere della Repubblica Islamica se la diplomazia fallisce.
Iran, Wsj: Trump considera proposta per attacco preliminare limitato
Il presidente americano Donald Trump sta considerando la proposta di un attacco preliminare limitato contro l'Iran per costringere Teheran ad accettare la richiesta Usa per un accordo sul nucleare, anticipa il Wall Street Journal, citando fonti informate. L'attacco avrebbe come obiettivi siti militari o del governo. Se il presidente approverà una operazione militare di questo tipo, i raid potranno iniziare nel giro di qualche giorno. Se poi Teheran continuerà a respingere la richiesta della Casa Bianca per lo stop al programma di arricchimento dell'uranio, gli Stati Uniti estenderanno la portata degli attacchi, per includere obiettivi del regime, con il possibile scopo di destituirlo.
Iran a Onu: da retorica Trump rischio reale di aggressione militare
La retorica del presidente americano Donald Trump nei confronti dell'Iran "segnala un rischio reale di aggressione militare": lo ha affermato la missione permanente di Teheran in una lettera al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, aggiungendo che l'Iran non vuole una guerra. La repubblica islamica, si avvisa nella missiva, risponderà "con decisione" se sottoposto a un'aggressione militare e considererà basi, strutture e risorse della "forza ostile" nella regione come obiettivi legittimi.
Trump: l'Iran ha tempo 10-15 giorni per un accordo
Nella sua visita in Georgia, Donald Trump ha indicato in 10-15 giorni il suo ultimatum all'Iran. "O troveremo un accordo o sarà una sfortuna per loro", ha detto il presidente. Alla domanda se avesse dato una scadenza a Teheran, il tycoon ha risposto: "penso che sarebbe un tempo sufficiente, 10, 15 giorni, più o meno il massimo". Durante il suo intervento al Board of Peace, aveva indicato un termine di 10 giorni circa.