Iran, media: cortei anti regime a Teheran e Mashhad. Intervento dei paramilitari

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Proteste e scontri nei campus universitari in Iran, dove studenti hanno scandito slogan contro il regime mentre resta alta la tensione con Washington sul dossier nucleare. Le manifestazioni si sono svolte anche nelle università di Teheran e Mashhad. I paramilitari sono intervenuti e hanno arrestato numerosi studenti. La Casa Bianca sta valutando "un attacco mirato e limitato" all'Iran. "Lo sto prendendo in considerazione", ha detto Trump dopo l'ultimatum di 10 giorni

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Manifestazioni di protesta contro il governo iraniano sono andate in scena in diversi atenei dell'Iran, tra cui le università di Teheran e Mashhad. Lo riferisce Iran International, testata espressione dell'opposizione al regime degli ayatollah. Secondo quanto emerso, i paramilitari sono intervenuti per sedare le manifestazioni e hanno arrestato numerosi studenti.

La Casa Bianca sta valutando "un attacco mirato e limitato" all'Iran. "Lo sto prendendo in considerazione", dice Trump parlando con i giornalisti dopo l'ultimatum di dieci giorni lanciato agli ayatollah. Washington schiera forze nell'area pari a quelle dispiegate nel 2003 per l'invasione dell'Iraq. Secondo Axios, al presidente Usa sono state presentate varie opzioni militari, incluso uno scenario con l'uccisione della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, e di suo figlio Mojtaba "ma non ha ancora deciso di attaccare". Teheran fa sapere che sarà pronta una bozza di accordo entro pochi giorni.

Le forze dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno annunciato di aver testato con successo una versione navale del missile di difesa aerea a lungo raggio Sayyad-3, nel corso di un'esercitazione su larga scala nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, precisando che il missile è stato sparato dalla nave da guerra 'Shahid Sayyad Shirazi' nell'ambito dell'esercitazione denominata 'Controllo intelligente dello Stretto di Hormuz'.

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Iran: forze aeree e marine UE “organizzazioni terroristiche”. LIVE

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Attivista Global Flotilla, 'pronti a ripartire, almeno 100 barche'

"Saranno almeno 100 barche e navi a partire, e questa volta la missione coinvolgerà più di 3 mila persone via mare e via terra". Lo ha riferito oggi pomeriggio l’anconetana Silvia Severini, una delle ex partecipanti alla Global Sumud Flotilla e alla marcia su Rafah, al Museo del Mare di San Benedetto del Tronto, durante un talk organizzato da Piceno per la Palestina, Marche per la Palestina e Global Sumud Flotilla. Questa volta l'attivista non si unirà alla nuova missione primaverile della Sumud, ma la sosterrà con le manifestazioni in piazza. “Nel periodo di aprile ci sarà un grande movimento globale - annuncia - perché tenete conto che le flotte che partiranno non saranno solo la Global Sumud Flotilla, ma anche la Freedom Flotilla e poi anche la Thousand Madleens”. 

E aggiunge con consapevolezza: “Sicuramente Israele non ci lascerà in pace, ma non ci spaventa questa cosa”. 

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Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

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Fontana: "Solidarietà a Parenzo, respingere forme d'odio"

"Rivolgo la mia solidarietà a David Parenzo e condanno con fermezza le minacce e i tentativi di intimidazione che hanno reso necessario lo spostamento della presentazione del suo libro in un luogo segreto. Ogni forma di odio va respinta con determinazione. Il confronto libero e civile è il fondamento della vita democratica". Lo dichiara il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico.

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

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Shirin Neshat: "Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran"

L'artista iraniana ha curato recentemente la regia di "Orfeo ed Euridice" al Teatro Regio di Parma. "È stata un'esperienza intensa", ha detto a Sky TG24 Insider, perché questo mito racconta la tragedia della perdita attraverso un amore fatale ed è da sempre fonte d'ispirazione per poeti, artisti, scrittori.

Shirin Neshat: 'Difficile vedere da lontano ciò che accade in Iran'

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Media: protesta davanti alla casa di Netanyahu a Gerusalemme, 2 arresti

La polizia ha usato un cannone ad acqua per disperdere una protesta antigovernativa fuori dalla residenza del primo ministro Benyamin Netanyahu a Gerusalemme, arrestando almeno due dimostranti. Lo scrive The Times of Israel. Gli attivisti hanno raccontato che gli agenti hanno ferito anche un dimostrante, il colonnello in pensione dell'Idf, Shemi Attar, portato in ospedale dopo essere stato colpito alla schiena da un poliziotto. Secondo Haaretz, il cannone ad acqua conteneva uno spray al peperoncino dal cattivo odore. La folla di manifestanti si è radunata fuori dalla casa del premier per chiedere una commissione d'inchiesta statale sui fallimenti dell'invasione guidata da Hamas del 7 ottobre 2023.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

Gli inviati di Washington e Teheran si erano incontrati in Turchia, sedendosi allo stesso tavolo per trovare un nuovo accordo e scongiurare il rischio di una escalation militare. La Casa Bianca ha posto posizioni molto nette che gli ayatollah potrebbero essere disposti a trattare.

Usa-Iran, le tre richieste di Trump per l'accordo sul nucleare

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Iran, decine di aerei Usa in base militare in Giordania

Una base militare in Giordania sta ospitando decine di aerei statunitensi in un contesto di forte rafforzamento della presenza militare americana in Medio Oriente nell'ottica di un possibile intervento contro l'Iran. Lo riferisce il New York Times, secondo il quale - sulla base di analisi di immagini satellitari e dati di tracciamento dei voli - oltre 60 aerei da attacco e almeno 68 velivoli da trasporto sarebbero atterrati nell'ultima settimana presso la Muwaffaq Salti Air Base, a est di Amman.

Il numero di velivoli presenti rappresenta un forte aumento rispetto alla normale dotazione della base: i caccia sarebbero circa tre volte più numerosi rispetto alla media. Tra i mezzi schierati figurerebbero anche diversi F-35.

Iran, la Nobel per la pace Mohammadi condannata a 6 anni di carcere

A dare la notizia è stato l’avvocato dell’attivista per i diritti umani. Il reato contestato è di “associazione a delinquere e collusione per commettere reati”. La pena prevede anche un divieto di espatrio per 2 anni. Il legale ha aggiunto che Mohammadi ha ricevuto anche una condanna a un anno e mezzo per attività di propaganda, con obbligo di dimora per 2 anni nella città di Khosf. Nei giorni scorsi la Nobel per la pace 2023 ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione iraniana dove è rinchiusa.

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Calenda: "Solidarietà mia e di Azione a Parenzo"

"Piena solidarietà e un abbraccio a David Parenzo da parte mia e di tutta la comunità di Azione. È impensabile e gravissimo aver dovuto spostare la presentazione del suo libro perché minacciato". Lo dichiara Carlo Calenda, leader di Azione. 

Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?

LA USS Gerald Ford ha lasciato il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si aggiungerà alla Lincoln nel contesto di crescenti tensioni con Teheran. Donald Trump ha intensificato la pressione sui negoziati sul nucleare proponendo sospensioni in cambio di sanzioni allentate. Gli incontri diplomatici, iniziati in Oman, proseguono ma rimangono limitati. Intanto Israele critica le trattative e potrebbe spingere per un’azione militare.

Due portaerei Usa nel Golfo Persico: deterrenza o preludio di guerra?

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Minacce a Parenzo. La Russa, forte condanna

"Solidarietà a David Parenzo, costretto a spostare in una sede segreta, la presentazione del suo libro su Israele per le minacce e le pressioni ricevute da lui e dagli organizzatori. Condanno con forza quanto avvenuto e che rientra in un clima di preoccupante tensione che perdura da molto tempo". Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica commentando la notizia, riportata dal Corriere di Padova, delle minacce ricevute dal giornalista che domani avrebbe dovuto presentare il libro alla Scuola della Carita' di via San Francesco, a Padova. 

L'Isis esorta i suoi membri a combattere il nuovo governo siriano

Lo Stato Islamico ha esortato, nel primo messaggio audio del suo portavoce, i suoi combattenti a confrontarsi con le nuove autorità siriane. In una registrazione pubblicata online, Abu Huzaifa al-Ansari ha affermato che i membri dell'Isis in Siria devono combattere "il nuovo regime siriano, con il suo governo laico e l'esercito nazionale" e "farne la loro priorità". Dopo aver rovesciato il regime di Bashar al-Assad nel dicembre 2024, le nuove autorità siriane, che avevano legami con il gruppo jihadista di al Qaeda, hanno cercato di rompere con il loro passato radicale e di presentare un'immagine moderata. L'anno scorso, la Siria si è unita alla coalizione guidata dagli Stati Uniti contro l'Isis e ha coordinato attacchi contro i resti del gruppo nel Paese. Lo Stato Islamico ha devastato Siria e Iraq nel 2014, commettendo massacri e costringendo donne e ragazze alla schiavitù sessuale. Con il sostegno delle forze guidate dagli Stati Uniti, l'Iraq ha proclamato la sconfitta dell'Isis nel 2017, seguita due anni dopo dalle forze guidate dai curdi in Siria. Il mese scorso, le truppe siriane hanno avanzato contro le forze curde, sollevando interrogativi sulla sorte dei prigionieri dell'Isis detenuti nelle strutture guidate dai curdi. Tra persistenti dubbi sulla sicurezza, Washington ha trasferito oltre 5.700 detenuti dello Stato Islamico dalla Siria alle prigioni irachene. Un campo che un tempo ospitava parenti di combattenti dell'Isis è stato ora svuotato: i residenti se ne sono andati o sono stati trasferiti in una nuova sede dalle autorità siriane.

Mezzaluna Rossa: "Tre feriti per spari dell'Idf in Cisgiordania"

Un uomo di 20 anni è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essere stato colpito alla testa dalle truppe dell'Idf nel villaggio palestinese di Beit Furik, a est di Nablus, nella Cisgiordania settentrionale. Lo ha reso noto la Mezzaluna Rossa palestinese, scrive The Times of Israel. Secondo la Mezzaluna Rossa, anche un altro sedicenne è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito alla gamba. L'Idf non ha commentato al momento l'accaduto. I media palestinesi riferiscono che l'Idf è operativo nel villaggio da questo pomeriggio, dopo gli scontri tra la popolazione locale e i coloni. Durante gli scontri, i soldati avrebbero arrestato diversi palestinesi e aperto il fuoco contro un'auto, ferendo un ragazzo palestinese di 14 anni, anch'egli ricoverato in ospedale. 

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Da inizio gennaio, le cittadine e i cittadini non hanno accesso completo alla rete. Il regime lo concede solo a una piccola porzione di residenti per nascondere la violenza con cui ha represso le proteste. Le testimonianze della diaspora iraniana.

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

Cosa c'è dietro al blocco di internet in Iran

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Iran col fiato sospeso: "Trump potrebbe colpire Khamenei"

Il pessimismo comincia a farsi strada tra i funzionari iraniani, statunitensi, israeliani e arabi sul negoziato tra Iran e Usa per scongiurare uno scontro militare. E mentre il lavoro continua febbrile per arrivare a qualche risultato prima che sia troppo tardi, Donald Trump soppesa le diverse opzioni portate sul suo tavolo: l'apertura verso Teheran, consentendo alla Repubblica islamica un arricchimento nucleare "simbolico" che non lasci alcuna possibilità di costruire l'atomica; oppure la linea dura, quella dell'attacco militare che punterebbe, tra le opzioni più drastiche, all'uccisione della guida suprema iraniana Ali Khamenei e di suo figlio Mojtaba. Una minaccia al regime degli ayatollah che nel frattempo torna a fare i conti con le proteste degli studenti esplose nelle università a 40 giorni dalle repressioni di gennaio, con scontri tra manifestanti e milizie registrati negli atenei di Teheran. Funzionari statunitensi hanno riferito ad Axios che l'asticella americana per la futura proposta nucleare dell'Iran è molto alta, in quanto dovrebbe convincere i molti scettici all'interno dell'amministrazione Trump. "Il presidente sarà pronto ad accettare un accordo sostanziale e che possa essere accolto politicamente in patria. Se gli iraniani vogliono impedire un attacco, dovrebbero farci un'offerta che non possiamo rifiutare, ma continuano a perdere l'occasione. Se giocano, non avremo molta pazienza", ha affermato un alto funzionario Usa. Non è chiaro quale sia il valore "simbolico" che Washington sarebbe disposta ad accettare sull'arricchimento nucleare iraniano. Nel frattempo, secondo il Guardian - che cita fonti iraniane - Teheran avrebbe escluso categoricamente di portare all'estero le sue scorte di 300 kg di uranio arricchito. Ma nella proposta che presenterà agli Usa, si dirà disposta a diluire la purezza di quelle scorte fino al 20% o meno, sotto la supervisione dell'Aiea. Mentre le indiscrezioni corrono sui media, cresce la preoccupazione che alla fine Trump scelga la via militare. "Il presidente non ha ancora deciso di colpire. Potrebbe non farlo mai come potrebbe svegliarsi domani e dire 'basta!'", ha detto un alto consigliere di Trump secondo il quale il Pentagono ha offerto diversi scenari al presidente Usa. "Uno di questi esclude l'ayatollah, suo figlio e i mullah", ha detto il consigliere. Ma una seconda fonte americana ha confermato ad Axios che un piano per uccidere Khamenei e suo figlio è stato messo sul tavolo del tycoon diverse settimane fa. "I media possono continuare a fare tutte le speculazioni che vogliono, ma solo il presidente sa cosa può o non può fare", ha affermato la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly. Di fronte a questo quadro, la speranza è appesa a un filo legato alla controproposta iraniana preannunciata da Araghchi, con l'auspicio che arrivi sul tavolo di Trump e lo convinca prima che il tycoon ordini al mastodontico schieramento militare americano nella regione di aprire il fuoco sulla Repubblica islamica. Funzionari di entrambe le parti e diplomatici nel Golfo e in Europa, citati da Reuters online, si sono tuttavia mostrati pessimisti mentre a loro dire, Iran e Stati Uniti stanno rapidamente scivolando verso un conflitto militare. Teheran prova a mostrarsi salda, testa un nuovo missile navale e, tramite il suo presidente Masoud Pezeshkian, afferma che "non piegherà la testa" alle pressioni delle potenze mondiali. 

Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

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Metsola: "Iran oppresso da troppo tempo, il popolo sia libero"

"Da quando sono nata, il popolo iraniano è stato oppresso da una teocrazia autoritaria, costretto a vivere sotto un regime che non tollera il dissenso, il pluralismo o la libertà. 47 anni sono troppi per continuare a gridare in silenzio. Nessuna nuova generazione di iraniani dovrebbe ereditare la paura come proprio diritto di nascita. L'Iran deve essere libero". Lo scrive su X la presidente dell'Eurocamera Roberta Metsola. 

Metsola

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Usa-Iran, Trump valuta l'attacco: le opzioni in campo

Per ora alla Casa Bianca vige il silenzio su cosa farà il presidente Donald Trump con l’Iran: i funzionari più stretti non parlano, eppure la stampa americana sostiene che un attacco potrebbe essere immediato. Centinaia di soldati statunitensi sono stati evacuati da alcune basi americane in Medio Oriente, come l'Al Udeid in Qatar, mentre lo stesso presidente ha detto venerdì mattina di stare valutando un’operazione mirata per spingere Teheran verso un nuovo accordo sul programma nucleare del Paese. "Credo di poter dire che ci sto pensando", ha dichiarato ai giornalisti.

Il governo iraniano sostiene che una bozza d’intesa con Washington sarà pronta entro due o tre giorni – anziché i previamente annunciati dieci – mentre, secondo il sito Axios, l'amministrazione Trump sarebbe pronta a prendere in considerazione una proposta che consenta all'Iran un arricchimento nucleare "simbolico", ma senza lasciargli alcuna possibilità di costruire una bomba. Il giornale britannico The Guardian rivela che l'Iran non vorrebbe esportare le sue scorte di 300 kg di uranio altamente arricchito, ma sarebbe disposto a diluire la purezza delle sue scorte – fino al 60% – sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea).

Nel frattempo, al leader statunitense sono state presentate diverse opzioni militari, già diverse settimane fa, che implicano anche l'attacco diretto al leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei, e a suo figlio Mojtaba. “Il presidente non ha ancora deciso se attaccare”, ha spiegato una fonte a Axios, “potrebbe non farlo mai”. Se Trump prendesse una decisione, sarebbe la seconda volta che gli Stati Uniti e Israele colpiscono l'Iran in meno di un anno, dopo gli attacchi aerei statunitensi e israeliani contro strutture militari e nucleari dello scorso giugno. In tutto ciò, resterebbe la volontà di attendere qualche giorno, secondo una fonte d’intelligence consultata dall'Adnkronos, in particolare perché la potente portaerei Gerald Ford non è ancora in posizione, possibilmente di fronte alle acque di Cipro a difesa d’Israele. 

Trump

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Media: "Teheran disponibile a diluire l'uranio al 20% o meno"

L'Iran non intende consegnare a un altro Paese i suoi 300 chili di scorte di uranio altamente arricchito ma è disposto a diluirlo, sotto la supervisione dell'Aiea, a un livello tale da non renderlo più compatibile con un impiego militare. E' quanto hanno confidato al 'Guardian' fonti della Repubblica Islamica. Sarà questo il cuore della proposta negoziale che Teheran si prepara a presentare agli Stati Uniti per scongiurare un attacco militare Usa nei prossimi giorni. L'Iran attualmente possiede una riserva di uranio arricchito al 60%, ovvero prossimo al potenziale utilizzo per la costruzione di un ordigno atomico, ma sarebbe disposto a ridurne la purezza al 20% o meno. Teheran scarta invece l'ipotesi dell'invio della riserva di uranio in Russia e dell'affidamento del programma di arricchimento interno a un consorzio estero, soluzione che, secondo le fonti iraniane, non sarebbe stata nemmeno discussa. Un alto funzionario Usa ha confidato oggi ad Axios che l'amministrazione Trump potrebbe accettare che l'Iran si limiti a un arricchimento "simbolico" dell'uranio.

L'offerta di Teheran agli Usa, diluire l'uranio arricchito al 60%

L'Iran non intende trasferire all'estero le proprie scorte di uranio arricchito al 60%, pari a circa 300 chilogrammi, ma è disposto a diluirle - riducendo quindi il livello di arricchimento - sotto la supervisione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Lo hanno riferito fonti iraniane citate dal Guardian.

La proposta dovrebbe essere al centro della bozza di accordo che Teheran presenterà agli Stati Uniti nei prossimi giorni, mentre il presidente americano, Donald Trump, continua sempre a valutare l'opzione militare contro la Repubblica islamica.

Teheran possiede una riserva di uranio arricchito al 60%, livello vicino alla soglia di utilizzo militare, ma sarebbe disponibile a ridurre la purezza del materiale portandola al 20% o a un valore inferiore attraverso un processo di diluizione della concentrazione, senza trasferire il materiale fuori dal Paese.

Iran, gli slogan durante le proteste contro Khamenei

Secondo l'agenzia di stampa Fars, quello che doveva essere un sit-in "silenzioso e pacifico" per commemorare i caduti è stato interrotto da persone che hanno scandito slogan come "morte al dittatore", in riferimento alla Guida Suprema, Ali Khamenei. 

Le scene di dissenso si inseriscono in un contesto di crescente tensione con gli Stati Uniti. Dopo la repressione delle proteste, l'Amministrazione Trump ha intensificato la pressione su Teheran sul dossier nucleare, rafforzando la presenza militare in Medio Oriente con portaerei, caccia e sistemi di difesa per fare leva nelle trattative. Il presidente americano ha ribadito nei giorni scorsi che, se l'Iran non raggiungerà un accordo nei negoziati, "cose brutte" potrebbero accadere, rilanciando la linea dura di Washington.

Le trattative, mediate dall'Oman e riprese a Ginevra, hanno registrato progressi su alcuni principi generali di un possibile accordo, ma restano divari significativi tra le parti sul contenuto di un'intesa finale. Teheran nega che il suo programma atomico abbia fini militari e ribadisce che l'arricchimento dell'uranio sia destinato ad usi civili.

Proteste nei campus universitari, slogan contro regime e tafferugli

Proteste e scontri nei campus universitari in Iran, dove studenti hanno scandito slogan contro il regime mentre resta alta la tensione con Washington sul dossier nucleare, con lo scenario di un attacco statunitense sempre plausibile. Lo riferiscono media e fonti della diaspora iraniana all'estero citate dall'emittente Iran International, con sede a Londra e bollata dalle autorità iraniane come organizzazione terroristica dal 2022.

Le proteste hanno coinvolto diversi atenei del Paese e arrivano dopo la dura repressione delle manifestazioni esplose il mese scorso, che secondo fonti locali e organizzazioni internazionali avrebbe causato migliaia di vittime. Alcuni video geolocalizzati dall'agenzia Afp mostrano tafferugli davanti al principale polo di ingegneria di Teheran, con la folla che scandisce slogan contro il regime. Assembramenti sono stati segnalati anche alla Sharif University of Technology, dove gruppi di manifestanti e contro-manifestanti si sono fronteggiati mentre venivano scanditi slogan contro le autorità religiose.

Le proteste sono avvenute mentre in molte parti dell'Iran si commemorano a 40 giorni di distanza dalla loro morte le vittime della repressione. Si tratta di un rito profondamente radicato nella società iraniana, spesso carico di significati anche sul piano politico e che rischia di trasformarsi in una nuova sfida aperta alla Repubblica islamica.

Iran, proteste nelle università. Video sui social

Frame tratto dalle immagini pubblicate sui social media che mostra gli iraniani che si scontrano nei pressi del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale dell'Università Sharif di Teheran. Mentre alcuni ripetono "vergognoso" in persiano, un coro comune nelle proteste antigovernative, altri sventolano la bandiera della Repubblica Islamica dell'Iran. Studenti iraniani hanno intonato slogan antigovernativi durante i raduni per le persone uccise durante una recente ondata di manifestazioni, secondo quanto riportato dai media locali e della diaspora, mentre gruppi che protestavano contro la leadership clericale si scontravano con altri che esprimevano sostegno al governo.

Iran

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Iran, Teheran: "Non ci piegheremo a pressioni internazionali". VIDEO

Fonti: "L'Iran rifiuta export di uranio ma è pronto a diluirlo sotto supervisione dell'Aiea"

L'Iran si rifiuta di esportare le sue scorte di 300 kg di uranio altamente arricchito, ma è disposto a diluire la purezza delle scorte in Iran sotto la supervisione dell'Aiea. Lo affermano fonti iraniane citate dal Guardian che sottolinea come la proposta sarà al centro dell'offerta che Teheran dovrebbe presentare agli Usa nei prossimi giorni, mentre il presidente americano Donald Trump valuta se utilizzare la sua vasta flotta navale in Medio Oriente per attaccare l'Iran. L'Iran possiede attualmente una scorta di uranio arricchito al 60%, prossima al grado militare, ma è disposto a ridurne la purezza al 20% o meno. Si era discusso dell'invio delle scorte in Russia e del collegamento del programma di arricchimento interno dell'Iran con un consorzio estero, ma fonti iraniane insistono sul fatto che l'idea di un consorzio non sia stata ancora sollevata. I media iraniani vicini al governo hanno citato un diplomatico iraniano che ha affermato: "Durante i negoziati abbiamo sottolineato questa posizione: i materiali nucleari non lasceranno il Paese". L'offerta iraniana probabilmente determinerà se Trump si sentirà obbligato a lanciare un'azione militare contro l'Iran. 

Iran, esperto: "Sentenza della Corte Suprema potrebbe influenzare la decisione di Trump"

Donald Trump potrebbe essere spinto ad attaccare l'Iran per "distogliere l'attenzione" dalla sentenza della Corte Suprema secondo ha violato la legge federale nell'applicazione dei dazi globali. Lo ha dichiarato alla Cnn il professore di Relazioni internazionali alla London School of Economics and Political Science (Lse), Fawaz Gerges.

"Ciò che temo è che le sfide interne del presidente Trump potrebbero effettivamente accelerare la sua decisione di attaccare l'Iran", ha dichiarato l'esperto, secondo cui "storicamente" i presidenti americani "tendono a distogliere l'attenzione dai loro problemi interni compiendo attacchi all'estero. Questo è stato il modello".

Gerges ha quindi aggiunto che bisognerà "aspettare e vedere" se la decisione della Corte Suprema avrà un'influenza diretta sulla decisione di Trump. Ma il rafforzamento militare degli Stati Uniti in Medio Oriente, il più imponente dall'intervento in Iraq del 2003, secondo l'esperto è un segnale evidente di quanto il conflitto sia vicino. "Si tratta di una forza militare reale, concreta. Costa miliardi di dollari. E a meno che il presidente Trump non intenda davvero attaccare l'Iran, dubito fortemente che avrebbe dispiegato una forza militare così massiccia e costosa", ha spiegato.

Trump

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Media: "Funzionari Iran, Usa e arabi pessimisti. Si scivola verso la guerra"

Iran e Stati Uniti stanno rapidamente scivolando verso un conflitto militare, mentre svaniscono le speranze di una soluzione diplomatica alla loro situazione di stallo sul programma nucleare di Teheran. E' quanto affermano funzionari di entrambe le parti e diplomatici nel Golfo e in Europa, citati da Reuters online. I Paesi del Golfo e Israele ora considerano un conflitto più probabile di un accordo, affermano queste fonti, con Washington che sta creando uno dei suoi più grandi dispiegamenti militari nella regione dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Il governo israeliano ritiene che Teheran e Washington siano in una situazione di stallo e si sta preparando per una possibile azione militare congiunta con gli Stati Uniti, sebbene non sia stata ancora presa alcuna decisione sull'opportunità di effettuare tale operazione, ha affermato una fonte a conoscenza della pianificazione. I funzionari regionali affermano che i paesi del Golfo produttori di petrolio si stanno preparando per un possibile scontro militare che temono possa sfuggire al controllo e destabilizzare il Medio Oriente. Alcune di queste fonti affermano che Teheran sta pericolosamente sbagliando i calcoli aspettando concessioni, mentre Donald Trump è ormai incapace di ridimensionare il rafforzamento militare che ha ordinato nella regione senza perdere la faccia, se non ci sarà un fermo impegno da parte dell'Iran ad abbandonare le sue ambizioni nucleari. Funzionari statunitensi affermano che Trump non ha ancora deciso se ricorrere alla forza militare, sebbene venerdì abbia ammesso di poter ordinare un attacco limitato per cercare di costringere l'Iran a un accordo.

Iran, testato con successo una versione navale del missile di difesa aerea a lungo raggio Sayyad-3

Le forze dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran hanno annunciato di aver testato con successo una versione navale del missile di difesa aerea a lungo raggio Sayyad-3, nel corso di un'esercitazione su larga scala nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, precisando che il missile è stato sparato dalla nave da guerra 'Shahid Sayyad Shirazi' nell'ambito dell'esercitazione denominata 'Controllo intelligente dello Stretto di Hormuz'. L'esercitazione si inserisce nel quadro delle attività militari condotte da Teheran in una delle aree più sensibili per il traffico energetico globale, mentre il presidente Donald Trump continua a insistere sulla necessità che la Repubblica islamica accetti un accordo sul programma nucleare, minacciando in caso contrario un'azione militare.

Media: "In corso manifestazioni anti regime nelle università"

Manifestazioni di protesta contro il governo iraniano sarebbero in corso nelle università di Teheran e Mashhad. Lo riferisce Iran International, testata espressione dell'opposizione al regime degli ayatollah. All'Università Beheshti di Teheran, scrive la testata, gli studenti hanno tenuto un sit-in in memoria delle vittime della repressione delle proteste del mese scorso, nonchè a sostegno degli studenti incarcerati, secondo una dichiarazione dell'Unione Studentesca citata dal portale. Gli studenti protestano anche presso l'Università Tecnologica Amirkabir della capitale, come mostrano alcuni filmati, con i dimostranti che gridano "lunga vita al re", in riferimento al figlio del monarca detronizzato, Reza Pahlavi. I paramilitari sono intervenuti per sedare le manifestazioni e hanno arrestato numerosi studenti, ha fatto sapere ancora l'Unione Studentesca a Iran International. 

Pezeshkian: "Non chineremo il capo di fronte alle potenze mondiali"

L'Iran "non chinerà il capo" di fronte alle pressioni delle potenze mondiali. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel pieno delle tensioni e dei colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. "Le potenze mondiali si stanno allineando per costringerci a chinare il capo, ma non lo faremo, nonostante tutti i problemi che ci stanno creando", ha affermato Pezehskian durante una cerimonia con atleti paralimpici trasmessa dalla tv di Stato.

Il presidente ha riconosciuto che il governo sta affrontando "molte carenze e difficoltà", ma intende superarle "con unità ed empatia". "Non ci piegheremo di fronte ai problemi e stiamo cercando di creare dignità e orgoglio per il nostro amato Iran", ha aggiunto.

Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

Gli Stati Uniti d’America sono armati e pronti ad attaccare Teheran. Una massiccia forza militare è stata dispiegata in prossimità di Teheran e per questo, ora, la domanda che continua a lasciare il mondo con il fiato sospeso è: il Presidente Donald J.Trump ordinerà l’avvio di una operazione militare?

Diplomazia o guerra? Una storia lunga e tortuosa quella tra USA e Iran

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Iran: "Testato nuovo missile navale a lungo raggio"

L'Iran ha testato un nuovo missile navale di difesa aerea a lungo raggio, denominato 'Sayyad-3G', durante le esercitazioni della Marina della Guardia Rivoluzionaria nello stretto di Hormuz. Lo hanno riferito i media iraniani. Il 'Sayyad-3G' e' stato lanciato dalla nave da guerra 'Shahid Sayyad Shirazi' nelle esercitazioni navali 'Controllo Intelligente dello Stretto di Hormuz', effettuate dalla Marina lunedi' e martedi' nella zona, secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr. Secondo le autorita' iraniane, il 'Sayyad-3G' ha una portata fino a 150 chilometri, che gli consente di creare un "perimetro difensivo" aereo intorno alla nave ed e' in grado di intercettare caccia, droni ad alta quota, aerei di pattuglia marittima, aerei di supporto e alcuni missili da crociera. Le manovre si sono svolte nello stretto strategico di Hormuz, in un contesto segnato dall'aumento delle tensioni con gli Stati Uniti e dalla ripresa dei negoziati sul programma nucleare iraniano. Secondo i media iraniani, il sistema utilizza lanciatori verticali (VLS), che "forniscono una copertura a 360 gradi senza la necessita' di riorientare l'armamento, riducono i tempi di reazione e consentono colpi consecutivi contro attacchi multipli".

Iran: Svezia invita cittadini a lasciare Paese

Anche la Svezia, come la Serbia, ha chiesto ai propri cittadini di lasciare l'Iran, a causa della possibilita' di attacchi americani in quel Paese. A Stoccolma, il ministro degli Esteri svedese, Malmer Stenergard, ha sottolineato su X "l'appello fermo ai cittadini svedesi che si trovano attualmente nel Paese di lasciarlo" cosi' come "evitare qualsiasi viaggio in Iran".

Proteste e tafferugli in università Teheran: studenti chiedono "libertà"

Gli studenti universitari di Teheran hanno protestato nei campus per celebrare il 40° giorno dalla morte delle persone uccise durante le proteste di gennaio. Ci sono stati degli scontri con la milizia Basij. Lo riporta IranInternational, pubblicando dei video delle manifestazioni.     Gli studenti dell'Università di Scienze Mediche di Mashhad hanno protestato, riunendosi nel campus inneggiando alla 'libertà'. Gli studenti dell'Università Tecnologica Amirkabir di Teheran hanno intonato lo slogan 'Lunga vita al Re' e hanno bloccato una strada accanto al campus dopo aver protestato: in un filmato si vedono gli studenti che lasciano il campus e cantano 'Non abbiate paura, siamo tutti insieme', mentre chiudono la strada.     Anche gli studenti dell'Università Tecnologica Sharif di Teheran si sono riuniti per protestare e hanno intonato lo slogan 'libertà' ma, secondo quanto riportato da fonti ufficiali, la protesta si è trasformata in scontri dopo che membri della milizia Basij hanno affrontato i dimostranti. I video mostrano gli studenti che cantano 'Senza vergogna, senza vergogna' e 'Morte a Khamenei' durante il raduno. Alcuni partecipanti hanno anche gridato 'Lunga vita al Re'.     Secondo l'Unione studentesca, inoltre, gli studenti della Facoltà di psicologia e scienze dell'educazione dell'Università Beheshti di Teheran hanno organizzato un sit-in.

MO, Amb.Usa: "Sarebbe bello se Israele prendesse tutto"

L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha sostenuto al podcaster Tucker Carlson che Israele ha il diritto biblico di impossessarsi dell'intero Medio Oriente, o almeno della maggior parte di esso. "Sarebbe bello se se lo prendessero tutto", ha detto Huckabee a Carlson durante un'intervista. Il candidato nominato dall'amministrazione Trump ed ex governatore dell'Arkansas ha discusso con Carlson le interpretazioni delle scritture dell'Antico Testamento all'interno del movimento nazionalista cristiano statunitense. Carlson, che di recente ha avanzato affermazioni controverse sul suo arresto all'aeroporto di Tel Aviv in Israele, ha chiesto a Huckabee di un versetto biblico in cui Dio promette ad Abramo che i suoi discendenti riceveranno la terra "dal wadi d'Egitto al grande fiume, l'Eufrate, la terra dei Keniti, dei Kenizziti, dei Kadmoniti, degli Ittiti, dei Perizziti, dei Refaim, degli Amorrei, dei Cananei, dei Girgasei e dei Gebusei". Carlson ha sottolineato che quest'area nella geografia moderna includerebbe "praticamente l'intero Medio Oriente". "Il Levante... Israele , Giordania, Siria, Libano... e comprenderebbe anche gran parte dell'Arabia Saudita e dell'Iraq", ha affermato Carlson. Huckabee ha commentato: "Non sono sicuro che si arriverebbe a tanto, ma sarebbe un grande pezzo di terra". Ha continuato: "Israele e' una terra che Dio ha dato, tramite Abramo, a un popolo che ha scelto. Era un popolo, un luogo e uno scopo". Alla domanda di Carlson se Israele avesse diritto a quella terra, Huckabee ha risposto: "Sarebbe bello se la prendessero tutta". L'intervista con Huckabee e' stata condotta in Israele durante un viaggio che ha fatto notizia quando Carlson ha affermato di aver subito un trattamento "bizzarro" all'aeroporto Ben Gurion. Tuttavia, funzionari israeliani e statunitensi hanno affermato che e' stato sottoposto a interrogatori di sicurezza di routine. Carlson ha messo sempre piu' in discussione il sostegno degli Stati Uniti a Israele, spostandosi dal centro ai margini del movimento 'Make America Great Again'. Huckabee rappresenta una posizione conservatrice filo-israeliana piu' tradizionale.

Crisi Iran, Axios: Usa aperti a arricchimento uranio simbolico. VIDEO

Crisi Iran, Axios: Usa aperti a arricchimento uranio simbolico | Video Sky - Sky TG24

Crisi Iran, Axios: Usa aperti a arricchimento uranio simbolico | Video Sky - Sky TG24

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Aereo da guerra iraniano si schianta in esercitazione, morto il pilota

Un aereo dell'aeronautica militare iraniana si è schiantato durante un'esercitazione notturna nel distretto di Nowbaran nella notte di giovedì, uccidendo uno dei piloti, secondo quanto riportato dai media iraniani ripresi dal Jerusalem Post.     L'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr News Agency ha citato Hamzeh Emraei, vicegovernatore della provincia di Hamadan per gli affari politici, la sicurezza e gli affari sociali, secondo cui il personale di soccorso si è successivamente precipitato sul luogo dell'incidente.     "Un aereo da addestramento si è schiantato nella regione di Nowbaran e le forze di soccorso sono state immediatamente inviate nella zona", avrebbe dichiarato Emraei. "I dettagli dell'incidente sono in fase di indagine e ulteriori informazioni saranno annunciate in seguito". Un pilota è sopravvissuto all'incidente L'agenzia di stampa statale iraniana Irib ha riferito che l'esercito iraniano ha confermato la morte di un pilota nell'incidente, ma che l'altro pilota è sopravvissuto. Il Tehran Times ha identificato il pilota ucciso nell'incidente come il capitano Mehdi Firouzmand.

Italia-Israele: denunciate 12 persone per i disordini

La Polizia di Stato di Udine, a conclusione di una indagine svolta dalla Digos, ha individuato e denunciato 12 persone, considerate protagoniste dei disordini verificatisi a Udine in occasione dell'incontro di calcio Italia-Israele del 14 Ottobre scorso al termine del corteo sfilato nel centro cittadino.    Gli indagati sono due cittadini italiani e 10 di origine straniera, tutti regolarmente soggiornanti in Italia e sono accusati di avere preso parte attivamente agli scontri, coprendosi il volto e scagliando verso le forze dell'ordine sassi, bottiglie, segnali stradali e altri oggetti. Nell'occasione rimasero feriti due giornalisti e una decina di agenti delle forze dell'ordine impegnate nei servizi di ordine pubblico.    Una delle persone segnalate è ritenuta responsabile anche del lancio di una pietra che colpì una giornalista di Rainews, impegnata nella cronaca della manifestazione, causandole una seria ferita a una caviglia, tanto che fu trasportata in ospedale in ambulanza.    Sono state anche eseguite 6 perquisizioni domiciliari durante le quali è stato rinvenuto e sequestrato il vestiario utilizzato durante gli scontri; sequestrato anche un bastone sulla cui estremità erano stati fissati dei chiodi.    Il Questore ha inoltre emesso 3 Daspo per due anni nei confronti di cittadini italiani perché aveva tentato di superare le balaustre di separazione degli spalti dal terreno di gioco, per invadere il campo e inscenare forme di protesta. I tre erano stati subito bloccati dagli steward e dai poliziotti.

Hezbollah: "8 uccisi con attacchi ieri Israele in Libano"

Gli attacchi israeliani di ieri nel Libano orientale hanno ucciso otto membri di Hezbollah. Lo ha riferito all'AFP un responsabile del movimento pro-iraniano.Il ministero della salute libanese ha annunciato ieri che dieci persone sono state uccise in questi attacchi nella valle della Bekaa, mentre l'esercito israeliano sostiene di aver preso di mira i "centri di comando" di Hezbollah.

Libano, oltre 10 morti in raid Israele. Idf: "Colpiti posti di comando"

Almeno dieci persone sono rimaste uccise in Libano nella valle della  Bekaa e altre due nel campo profughi palestinese Ain al-Hilweh vicino  Sidone in attacchi israeliani sferrati la notte scorsa e ieri mattina. A  darne notizia è stato il ministero della Salute palestinese, citato da  SkyNews. Hezbollah ha confermato la morte dell'esponente di spicco del  movimento Hussein Yaghi la notte scorsa negli attacchi della Bekaa.  Anche ventiquattro persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite  nell'attacco. In un post su X  le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver colpito  centri di comando di Hezbollah "utilizzati per portare avanti attacchi  terroristici contro le truppe dell'IDF e Israele, nella zona di Baalbek  in Libano. All'interno dei centri di comando, armi e fondi utilizzati da  Hezbollah venivano immagazzinati, costituendo una violazione degli  accordi". Quanto al raid della mattina, l'Idf ha annunciato di aver  colpito un centro di comando di Hamas, "da cui operavano i terroristi,  nella zona di Ain al-Hilweh, nel Libano meridionale". Il  presidente libanese Joseph Aoun ha condannato i raid aerei israeliani  definendoli "un atto ostile", "un tentativo di vanificare gli sforzi e  le iniziative diplomatiche che il Libano sta compiendo con i suoi paesi  fratelli e amici, guidati dagli Stati Uniti d'America, per consolidare  la stabilità e porre fine alle ostilità israeliane contro il Libano".Questi raid "rappresentano una nuova violazione della sovranità del  Libano e una chiara violazione degli obblighi internazionali, e  riflettono anche una negazione della volontà della comunità  internazionale, in particolare delle risoluzioni delle Nazioni Unite che  chiedono il pieno rispetto della Risoluzione 1701 e la sua attuazione  in tutti i suoi aspetti", afferma nella dichiarazione citata dal Times  of Israel. Aoun invita la  comunità internazionale "ad assumersi le proprie responsabilità per  fermare immediatamente gli attacchi e a fare pressione affinché vengano  rispettate le risoluzioni internazionali, per preservare la sovranità,  la sicurezza e l’integrità territoriale del Libano ed evitare  un’ulteriore escalation e tensione nella regione".

Libano, Iran condanna raid Idf: "Intervenga l'Onu"

L'Iran ha condannato i bombardamenti condotti ieri sera dalle forze israeliane nella regione della Bekaa e nel campo di insediamento palestinese di Ain al-Halweh a Sidone, nel sud del Libano, in cui sono morte almeno 12 persone. Il portavoce del ministero degli Esteri, Easmail Baqaei, ha sottolineato in una nota riportata dalla stampa iraniana la responsabilita' diretta dei garanti del cessate il fuoco, Stati Uniti e Francia, "per i crimini commessi dal regime sionista" e ha sottolineato la necessita' di un'azione immediata delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di sicurezza "per adempiere alle loro responsabilita' legali e fermare l'aggressione militare del regime sionista".

Iran: Serbia invita cittadini a lasciare il Paese

La Serbia ha esortato i suoi cittadini in Iran a lasciare il Paese "il prima possibile", dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un'azione militare in merito al programma nucleare della Repubblica islamica. A meta' gennaio, la nazione balcanica aveva gia' invitato i cittadini serbi a lasciare l'Iran e a non recarsi nel Paese, mentre le autorita' ecclesiastiche del Paese avevano avviato una sanguinosa repressione di un movimento di protesta di massa. "A causa del deterioramento della situazione della sicurezza, si sconsiglia ai cittadini della Repubblica di Serbia di recarsi in Iran nel prossimo periodo", afferma il Ministero degli Esteri serbo in una nota pubblicata sul suo sito web nella notte. "Si raccomanda a tutti coloro che si trovano in Iran di lasciare il Paese il prima possibile".

Nucleare, Arachghi sente premier Qatar: "Insieme per diplomazia"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito al telefono il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Lo riferiscono i media iraniani citando una nota ufficiale. Araghchi e Al Thani hanno discusso in una conversazione telefonica gli ultimi sviluppi regionali e internazionali, comprese le trattative indirette tra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti. I ministri "hanno confermato la loro intenzione di continuare a collaborare per facilitare e promuovere il processo diplomatico nel quadro delle cooperazioni regionali", si legge nella nota ufficiale.

Ambasciatore Usa: "Espansione Israele in Medio Oriente sarebbe ok"

Mike Huckabee, ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, ha dichiarato che non si opporrebbe se Israele prendesse la maggior parte del Medio Oriente, sottolineando quello che ha definito il diritto del popolo ebraico alla terra. Lo riporta Al-Jazeera.    In un'intervista con il commentatore conservatore Tucker Carlson, andata in onda ieri, Huckabee è stato incalzato sui confini geografici di Israele, che, a suo dire, affondano le radici nella Bibbia. Carlson ha detto a Huckabee che il versetto biblico aveva promesso la terra ai discendenti di Abramo, compresa l'area tra il fiume Eufrate in Iraq e il fiume Nilo in Egitto: tale estensione comprenderebbe gli attuali Libano, Siria, Giordania e parti dell'Arabia Saudita. "Andrebbe bene se la prendessero tutta", ha detto Huckabee, nominato dal presidente Donald Trump lo scorso anno.    Carlson ha chiesto dunque a Huckabee se avrebbe effettivamente approvato l'espansione di Israele sull'intera regione. "Non vogliono prenderne il controllo. Non chiedono di prenderne il controllo", ha risposto l'ambasciatore che Al-Jazeera definisce "un dichiarato sionista cristiano e strenuo difensore di Israele". In seguito, il diplomatico è sembrato ritrattare la sua affermazione, affermando che "era un'affermazione un po' esagerata" ma "se finiscono per essere attaccati da tutti questi luoghi, e vincono quella guerra, e prendono quella terra, ok, questa è tutta un'altra discussione".    Il Dipartimento di Stato, riporta infine la testata araba, non ha risposto alla richiesta di Al Jazeera di commentare se il segretario di Stato Marco Rubio condivida le opinioni di Huckabee sul diritto di Israele all'espansione.

Iran, Axios: "Usa potrebbero concedere arricchimento se no bomba"

L'amministrazione Trump sarebbe pronta a consentire all'Iran di proseguire l'arricchimento di uranio purche' sia 'simbolico' e non lasci aperta alcuna porta verso il conseguimento di un'arma nucleare. Lo scrive Axios citando "un alto funzionario americano". Se cosi' fosse, si aprirebbe un varco nelle linee rosse fissate dagli Stati Uniti e dall'Iran per un accordo che limiti le capacita' nucleari dell'Iran e prevenga la guerra. Ma questo non significhi che si archivi l'ipotesi militare. Anzi. Sempre secondo Axios, al presidente americano Donald Trump sono state presentate opzioni che mettono nel mirino il leader supremo Ali' Khamenei e suo figlio e possibile successore Mojtaba. Del resto, l'asticella per la prossima proposta nucleare iraniana e' molto alta perche' il piano dovrebbe persuadere i molti scettici nell'amministrazione Trump e nella regione, in particolare Israele. "Il presidente Trump sara' pronto ad accettare un accordo che sia sostanziale e che possa vendere politicamente a casa. Se gli iraniani vogliono impedire un attacco dovrebbero darci un'offerta non possiamo rifiutare", ha spiegato la fonte. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha preannunciato ieri una proposta iraniana nei prossimi due o tre giorni. Ma da Washington e da Israele continuano ad arrivare segnali su un possibile attacco gia' questo fine settimana, anche se alcuni consiglieri della Casa Bianca invocano prudenza. "Il presidente non ha ancora deciso se attaccare", ha spiegato una fonte, "potrebbe non farlo mai".

Nucleare, Tajani: "Speriamo in accordo. Mai l'atomica all'Iran"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha auspicato che si trovi un'intesa sul programma nucleare iraniano cosi' da evitare un conflitto. "Speriamo proprio di no", ha risposto al Giornale che gli chiedeva se ci sara' una nuova guerra. "Auspichiamo che si possa trovare un accordo, prima che gli iraniani arrivino all'arma atomica. Ovvero che ci sia un vero stop al programma nucleare non solo formale, ma sostanziale, definitivo. Il problema e' l'arma atomica", ha spiegato.

Araghchi: "Dato elenco morti rivolte. Chi dubita dia prove"

L'Iran ha negato che nelle rivolte di dicembre-gennaio siano morte 32mila persone, come sostenuto ieri dal presidente americano Donald Trump. "In linea con il suo impegno alla totale trasparenza nei confronti del nostro popolo, il governo iraniano ha pubblicato un elenco completo di tutte le 3.117 vittime delle recenti operazioni terroristiche, tra cui circa 200 membri delle forze di sicurezza", ha ricordato il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, su X. "Se qualcuno dubita dell'accuratezza dei nostri dati, e' pregato di parlarne con prove concrete", ha aggiunto.

Nyt, evacuate basi Usa in Qatar e Bahrein

Centinaia di soldati sono stati evacuati dalla base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar. Lo ha riportato il 'New York Times', citando fonti del Pentagono, che hanno sottolineato come anche le basi statunitensi in Bahrein siano state evacuate. Un alto funzionario del Pentagono ha aggiunto che le forze americane sarebbero maggiormente a rischio se fossero gli Stati Uniti a dare inizio all'attacco, e non Israele. Secondo il 'New York Times', non ci sono piu' truppe americane nelle basi in Iraq, Siria, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, poco dopo la pubblicazione dell'articolo del 'New York Times', 'Fox News' ha affermato che la notizia e' falsa, citando un funzionario statunitense anonimo e influente. 'News Nation' afferma inoltre che il CENTCOM nega categoricamente il rapporto del Nyt. La mossa verrebbe vista come una misura precauzionale in vista di un potenziale attacco degli Stati Uniti contro l'Iran, poiche' e' probabile che Teheran reagisca a un simile attacco prendendo di mira il personale statunitense nella regione.

Trump: il popolo è migliore dei suoi leader

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che "l'Iran dovrebbe raggiungere un accordo". Quando gli e' stato chiesto in conferenza stampa se avesse un messaggio per il popolo iraniano, ha risposto: "L'Iran dovrebbe raggiungere un accordo. E' una situazione molto triste. Il popolo iraniano è migliore dei suoi leader. Trentaduemila persone sono state uccise in poco tempo: alcuni manifestanti sono stati addirittura impiccati con una gru".

Almeno 12 persone uccise da attacchi Israele in Libano

Almeno 12 persone sono state uccise venerdi' in attacchi aerei israeliani nel Libano meridionale e orientale, i piu' letali nel Paese da novembre. Israele ha affermato di aver preso di mira i centri di comando di Hezbollah e del gruppo palestinese Hamas. Questi attacchi avvengono nonostante un accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra tra Israele e Hezbollah, alleato di Hamas, nel novembre 2024, e in vista di una conferenza internazionale a Parigi prevista per il 5 marzo per sostenere l'esercito libanese a corto di risorse. "Gli attacchi nemici israeliani in diverse localita' della valle della Bekaa, a est, hanno ucciso 10 persone e ne hanno ferite altre 24", ha dichiarato il Ministero della Salute libanese, aggiungendo che tra i feriti c'erano anche tre bambini. L'esercito israeliano ha annunciato di aver preso di mira i "centri di comando di Hezbollah", e Hezbollah ha successivamente dichiarato che tra le vittime c'era un "comandante" del gruppo sostenuto dall'Iran.

Media, 'Usa aperti ad arricchimento nucleare simbolico per l'Iran'

. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali potrebbe esserci una piccola apertura da parte dell'amministrazione. Un funzionario americano ha messo in evidenza che se l'offerta dell'Iran includesse un "piccolo e simbolico arricchimento" e se Teheran offrisse prove precisa che questo non pone minacce, allora gli Stati Uniti valuterebbero la proposta.

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