Iran, Trump: "Colloqui in corso con Teheran". Incontro Witkoff-Araghchi venerdì a Istanbul

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L'inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare. Il governo britannico ha annunciato sanzioni contro 10 alti funzionari dell'Iran per le repressioni a Teheran. Il valico di Rafah è stato aperto per l'ingresso e l'uscita dei residenti: secondo i media egiziani farà passare 50 persone al giorno. Un bimbo palestinese di 3 anni è stato ucciso dalle truppe israeliane nel sud di Gaza

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Donald Trump ha detto che i colloqui con l'Iran sono in corso, nonostante le forti tensioni. "Abbiamo navi dirette verso l'Iran in questo momento, navi di grandi dimensioni... e stiamo conducendo colloqui con l'Iran", ha detto giornalisti alla Casa Bianca. "Vedremo come andrà a finire", ha aggiunto.

L'inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare.

Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato oggi un nuovo pacchetto di sanzioni contro 10 alti funzionari dell'Iran, accusati di responsabilità dirette nelle repressioni delle ultime proteste anti-governative divampate a Teheran.

Il valico di Rafah a Gaza è stato aperto per l'ingresso e all'uscita dei residenti: lo ha fatto sapere un funzionario della sicurezza israeliano. Secondo i media statali egiziani il valico di Rafah farà passare 50 persone al giorno in entrambe le direzioni. Decine di persone sono assiepate sul lato egiziano della Striscia in attesa di entrare. Il ministro spagnolo degli Esteri José Manuel Albares considera la misura "molto insufficiente" e chiede che siano aperti "tutti i passaggi di attraversamento terrestre”.

Un bambino palestinese di tre anni è stato ucciso dalle truppe israeliane nella zona di al-Mawasi, nel sud di Gaza, vicino alla città  di Khan Younis. L'attacco è avvenuto al di fuori delle aree di  dispiegamento dell'esercito israeliano nel sud di Gaza, secondo quanto  riferito ad Al Jazeera da fonti del Nasser Medical Complex.

Secondo Axios la Turchia, l'Egitto e il Qatar stanno lavorano a un  incontro fra l'inviato Steve Witkoff e alti funzionari iraniani ad  Ankara. Trump parla di “negoziati seri” e spera che siano “accettabili”. Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha chiesto colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, ha riferito l'agenzia di stampa Fars. Intanto, gli ambasciatori dei Paesi dell'Unione Europei sono stati convocati dal Ministero degli Esteri in risposta alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come terroristi. "E' la minima azione dell'Iran - ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei - e ci sono altre opzioni allo studio per reagire. È stata un insulto e un errore strategico". L'Italia ha chiuso, fino a nuovo avviso, il suo ufficio consolare a Teheran. Lo ha annunciato la stessa ambasciata italiana in Iran sul suo sito web.

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Iran, giallo sul caso di Erfan Soltani. Israele: "Ucciso brutalmente". Ong: "È vivo"

Secondo alcune fonti, citate dall'account X del ministero degli Esteri israeliano in farsi, sarebbe stato "brutalmente ucciso mentre era in custodia della Repubblica islamica". Mentre, stando all'ong Hengaw, specializzata in difesa dei diritti umani in Iran, alla famiglia Soltani "è stata concessa una breve visita di persona oggi" e che "è attualmente vivo e in condizioni fisiche stabili".

Iran, giallo sul caso Erfan Soltani. Israele: 'Ucciso'. Ong: 'È vivo'

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Netanyahu boccia il simbolo dell'Anp nel logo del Comitato per Gaza

"Il logo del Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza (NCAG) presentato a Israele era completamente diverso da quello pubblicato questa sera": lo afferma l'ufficio di Netanyahu in una nota rilanciata dai media israeliani. "Israele non accetterà l'uso del simbolo dell'Autorità Nazionale Palestinese e l'Autorità Nazionale Palestinese non sarà un partner nell'amministrazione di Gaza", aggiunge la nota. Il NCAG ha aggiornato il suo logo oggi, apparentemente eliminando quello originale pubblicato in occasione della sua presentazione il mese scorso. L'unica differenza tra il nuovo logo del NCAG e quello dell'Autorità Nazionale Palestinese è che l'etichetta in basso riporta la scritta "NCAG", anziché la parola "Palestina". Il cambio di logo - si sottolinea - è sembrato un modesto tentativo del comitato tecnico di associarsi all'Autorità Nazionale Palestinese, nonostante gli sforzi israeliani di separare completamente i due organismi. Israele si è fermamente opposto a qualsiasi ruolo dell'Autorità Nazionale Palestinese a Gaza, sebbene Netanyahu abbia ammesso la scorsa settimana che i rappresentanti dell'Autorità Nazionale Palestinese faranno parte del meccanismo operativo al valico di frontiera di Rafah, tra Gaza ed Egitto. Netanyahu non ha inoltre rilasciato dichiarazioni quando il primo video del commissario capo del NCAG ha mostrato una bandiera palestinese. La maggior parte dei membri del NCAG ha legami con l'Autorità Nazionale Palestinese, anche se non sono funzionari attuali dell'organismo amministrativo con sede a Ramallah che sovrintende alla governance quotidiana in alcune parti della Cisgiordania. 

Israele, demolita la sede dell'Unrwa a Gerusalemme Est

Il governo di Netanyahu ha ripetutamente accusato l'Unrwa di fornire copertura ai miliziani di Hamas, sostenendo che alcuni dei suoi dipendenti hanno preso parte al massacro del 7 ottobre 2023. "Questo è un attacco senza precedenti e costituisce una grave violazione del diritto internazionale", ha dichiarato Roland Frierich, direttore dell'Unrwa in Cisgiordania e Gerusalemme Est

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Trump: "Colloqui in corso con l'Iran"

Donald Trump ha detto che i colloqui con l'Iran sono in corso, nonostante le forti tensioni. "Abbiamo navi dirette verso l'Iran in questo momento, navi di grandi dimensioni... e stiamo conducendo colloqui con l'Iran", ha detto giornalisti alla Casa Bianca. "Vedremo come andrà a finire", ha aggiunto.

Board of Peace di Trump, membri e come funziona: Netanyahu accetta l'invito

Sono attualmente 22 i Paesi che hanno accettato l'invito per il Consiglio coniato da Donald Trump e che hanno deciso di aderire. L'Italia, per il momento, ha congelato l'adesione per "incompatibilità costituzionale", ha detto la premier Giorgia Meloni. Il presidente francese Emmanuel Macron si è per primo sfilato pubblicamente, incorrendo nelle ire del tycoon. Ecco tutti i dettagli.

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Media: 'Contractor Usa ha inviato a Casa Bianca piano per Gaza con profitti al 300%'

Un'azienda statunitense specializzata nella gestione delle emergenze ha presentato ai funzionari della Casa Bianca un piano che garantirebbe profitti del 300% e un monopolio di sette anni su un nuovo sistema di trasporto e logistica per il Board of peace di Donald Trump a Gaza, secondo una proposta di novembre ottenuta dal Guardian. Il progetto di Gothams LLC prevederebbe la riscossione di una commissione per ogni camion che trasporta merci a Gaza e il pagamento per l'utilizzo del suo sistema di magazzinaggio e distribuzione. Il Guardian aveva già riportato a dicembre che Gothams era in pole position per un lucroso contratto che sarebbe stato assegnato da un futuro Consiglio di Pace presieduto da Trump, ma l'entità del margine di profitto non era chiara. Sebbene l'ad dell'azienda, Matthew Michelsen, abbia dichiarato a dicembre di aver sospeso la sua proposta, un socio dell'azienda risulta ancora coinvolto, come dimostrano i documenti, e un nuovo sistema di approvvigionamento per Gaza (Gss) è in fase di discussione tra funzionari dell'amministrazione e uomini d'affari affiliati al Board of peace. Chris Vanek, socio di Gothams, ha coordinato con i funzionari della Casa Bianca le attività relative al Gss nelle ultime settimane, secondo due fonti a conoscenza dei fatti e i documenti esaminati dal giornale.

Media: coloni vandalizzano proprietà palestinesi in Cisgiordania

I media palestinesi e israeliani riferiscono che un gruppo di coloni ha vandalizzato proprietà palestinesi e danneggiato telecamere di sicurezza alla periferia di Jaljulia, a nord di Ramallah, in Cisgiordania. 

Capo Pentagono: "Pronti ad agire se non c'è accordo su nucleare"

Gli Stati Uniti sono ''più che mai pronti ad agire'' nei confronti dell'Iran ''se non si raggiunge un accordo sul programma nucleare'' di Teheran. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth. ''Il presidente è stato chiaro fin dall'inizio. L'Iran non avrà la capacità di dotarsi di armi nucleari", ha detto Hegseth dopo un discorso al Blue Origin in Florida. "Possono negoziare, oppure abbiamo altre opzioni. Ecco perché esiste il Dipartimento della Guerra", ha aggiunto.

Hegseth ha sottolineato che l'azione militare non è preferibile, ma la prontezza è assoluta. Trump, ha affermato, ''non vuole percorrere quella strada, io non voglio percorrere quella strada, ma il nostro compito è essere preparati, e ovviamente lo siamo. Siamo più che preparati". Hegseth ha concluso affermando che "il presidente Trump è impegnato per la pace, impegnato per un accordo se l'Iran fa sul serio. Vedremo. Dipende dall'Iran".

Francia: "Mandati d'arresto per due franco-israeliane, bloccarono aiuti a Gaza"

Per la prima volta al mondo, i tribunali francesi hanno emesso mandati di arresto per due attiviste franco-israeliane sospettate di "complicità in genocidio", accusate di aver partecipato ad azioni volte a bloccare gli aiuti umanitari a Gaza. Questi mandati sono stati emessi a fine luglio 2025 contro l'avvocata Nili Kupfer-Naouri dell'associazione Israel Is Forever e Rachel Touitou dell'organizzazione Tsav 9, nell'ambito di un'indagine giudiziaria aperta a maggio 2025 a Parigi a seguito di denunce delle Ong, ha dichiarato all'Afp una fonte vicina al caso, confermando un articolo di Le Monde. A differenza dei mandati di arresto, questi mandati mirano a portare rapidamente una persona davanti a un giudice senza imporre la custodia cautelare e possono essere emessi direttamente dai giudici inquirenti senza richiedere l'approvazione della Procura nazionale antiterrorismo. Gli eventi si sono verificati tra il 1° gennaio e il 26 novembre 2024, e nel maggio 2025, quando i camion che trasportavano aiuti umanitari per la popolazione di Gaza sono stati bloccati, in particolare ai valichi di frontiera di Nitzana e Kerem Shalom.  Ma per Olivier Pardo, avvocato di Nili Kupfer-Naouri, queste azioni sono state "pacifiche". "Volevano denunciare il dirottamento da parte di Hamas degli aiuti umanitari destinati a Gaza, proprio mentre vi erano ancora trattenuti ostaggi israeliani", ha dichiarato in un comunicato. 

Iran, chi sono i guardiani della Rivoluzione: il corpo d'élite degli ayatollah

Difendere e preservare l'ideologia e l'integrità della Repubblica islamica è, sin dalla sua nascita, il compito centrale del Sepah-e Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica. L'organizzazione nasce nel 1979, insieme alla Repubblica islamica voluta dall'ayatollah Ruhollah Khomeini, e dopo il ruolo decisivo nel conflitto Iran-Iraq degli anni Ottanta continua a rappresentare il cuore del sistema khomeinista. Dall’Ue arriva intanto il primo sì a inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche,  dopo la spietata repressione delle ultime proteste.

Pasdaran, chi sono i guardiani della Rivoluzione iraniani

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Ai colloqui a Istanbul sull'Iran anche Jared Kushner

Ai colloqui di venerdi' a Istanbul sul nucleare iraniano dovrebbe partecipare anche Jared Kushner, genero di Donald Trump. Prevista pure la presenza di alti funzionari di Turchia, Qatar ed Egitto. Lo scrive il New York Times. 

Israele: "Bene la decisione di Kiev di designare i Pasdaran terroristi"

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha annunciato su X "apprezzamento per la decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di designare le Guardie Rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica". Per il titolare della diplomazia israeliana "si tratta di un'importante decisione diplomatica e morale: contro il terrorismo. Contro la repressione. Per la libertà". 

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

La pressione degli Stati Uniti su Teheran cresce rapidamente, tra movimenti militari su larga scala e dichiarazioni sempre più esplicite della Casa Bianca. Washington segnala così di voler alzare il livello dello scontro, almeno sul piano strategico e politico

L'Armada di Trump che minaccia l'Iran: cos'è e da cosa è composta

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Medioriente, da oggi riaperto parzialmente il valico di Rafah

Pse: decisione Israele su Msf inaccettabile

"Medici senza Frontiere, insieme ad altre organizzazioni medico-umanitarie, svolge un ruolo essenziale nel fornire cure salvavita nella Striscia di Gaza. La decisione di Israele di porre fine alle attività di MSF è inaccettabile, soprattutto perché i bombardamenti continuano e i civili restano esposti a rischi estremi. La riapertura del valico di Rafah è un passo positivo verso l'accesso umanitario, ma rimane chiaramente insufficiente. Gli aiuti medici e di soccorso urgenti devono poter entrare a Gaza e l'accesso deve essere significativo, sicuro e senza restrizioni".Lo scrive il Pse.

Abbas convoca prime elezioni Parlamento Olp per 1 novembre

Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas ha fissato per il prossimo primo novembre le elezioni per il Consiglio nazionale palestinese, il Parlamento dell'Olp, l'Organizzazione per la liberazione della Palestina. Lo rende noto l'agenzia di stampa Wafa. E' la prima volta che i membri dell'organismo legislativo dell'Olp verranno eletti direttamente dal popolo palestinese. Gli elettori potranno esprimersi sia dentro, sia fuori il territorio palestinese, ha precisato la Wafa.

Zelensky: 'Pasdaran terroristi, non dimentichiamo droni kamikaze'

''In Ucraina, abbiamo già adottato tale decisione e designato questa organizzazione come terrorista''. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sulla decisione di Kiev di designare i Pasdaran come una organizzazione terroristica. ''Per noi, la questione è chiusa. Tutti i terroristi nel mondo meritano lo stesso trattamento e la stessa condanna: nessuno dovrebbe prevalere'', ha aggiunto Zelensky affermando su 'X' che ''l'Ucraina non dimenticherà nemmeno uno delle migliaia di 'shahed' che hanno colpito le nostre città e i nostri villaggi, la nostra gente''. Gli shahed sono i cosiddetti 'droni kamikaze' di fabbricazione iraniana e usati dall'esercito russo contro l'Ucraina.

''Il mondo intero vede ciò che sta accadendo in Iran: la portata delle uccisioni e il modo in cui il regime iraniano ha investito pesantemente nella diffusione di guerra e violenza nella regione e nel mondo'', ha proseguito Zelensky affermando che ''sulla questione dell'Iran, altri in Europa hanno ascoltato l'Ucraina''.

Iran, alta tensione con gli Usa: le opzioni di Teheran in caso di attacco. Gli scenari

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Gaza, riapre il valico di Rafah: "Solo ai residenti". Israele: "Stop alle attività di Msf"

Come ha precisato Israele, il valico consentirà ora il passaggio esclusivamente ai residenti palestinesi del territorio. in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Come hanno riferito tre fonti, la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio. Intanto, Israele ha annunciato che "porrà fine" alle attività di Msf a Gaza dopo che l'organizzazione non ha fornito l'elenco del suo personale palestinese

Gaza, riapre il valico di Rafah. Israele: 'Stop alle attività di Msf'

Gaza, riapre il valico di Rafah. Israele: 'Stop alle attività di Msf'

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Domani nuovo rapporto su Gaza, FdI contro Albanse a Camera

Domani alle ore 14.30 presso la Sala Stampa della Camera si terrà la conferenza stampa di presentazione del nuovo rapporto di Francesca Albanese, Relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi occupati, dal titolo "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo". Nel rapporto, viene spiegato, Albanese documenta "le complicità degli Stati con Israele e il doppio standard della comunità internazionale, ricostruendo un quadro di responsabilità condivise - dalla copertura diplomatica alle forniture militari, dagli interessi economici ed energetici fino alla violazione dei principi umanitari - dal quale emerge come il genocidio del popolo palestinese debba essere inteso come un crimine collettivo reso possibile a livello internazionale". La presenza di Albanse viene contestata dalla maggioranza, con FdI che attacca: "L'evento in programma domani alla Camera dei Deputati con Francesca Albanese, oltre a sollevare forti perplessità sul piano politico e istituzionale, deve far riflettere sulla serietà e sulla doppia morale da parte della sinistra", dice la vicecapogruppo Elisabetta Gardini. E la responsabile del Dipartimento immigrazione di FdI, Sara Kelany, incalza: "Il doppiopesismo della sinistra come sempre ci lascia basiti. Se giorni fa le opposizioni hanno impedito sulle note di 'Bella ciao' e 'Fischia il vento' lo svolgersi di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, portando alla completa chiusura di Montecitorio ai visitatori, cosa che mai era accaduta prima, domani avranno come ospite d'onore niente poco di meno che Francesca Albanese, la controversa relatrice Onu sulla Palestina. La paladina pro pal, che ha definito i tagliagole di Hamas 'Resistenza', tornerà alla Camera, nuovamente a parlare di genocidio". Per federico Mollicone "è un oltraggio al Parlamento la presenza di Francesca Albanese, un personaggio che ha superato ogni limite della decenza istituzionale, al convegno di domani alla Camera". Replica la vicecapogruppo M5s Carmela Auriemma: "Mettere sullo stesso piano la presenza in Parlamento della Relatrice speciale dell'Onu per i Territori Palestinesi Francesca Albanese con quella di Casapound e Fronte Skinhead è semplicemente indecente".

Abu Mazen indice prime elezioni parlamentari Olp

Il presidente palestinese Abu Mazen ha indetto elezioni per il primo novembre 2026 per designare, per la prima volta a suffragio universale diretto, i membri del Consiglio Nazionale Palestinese (PNC), il parlamento dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. Il presidente, dell'Autorità Nazionale Palestinese e dell'OLP, ha emesso un decreto che stabilisce che le "elezioni si terranno ovunque possibile, sia all'interno che all'esterno della Palestina, al fine di garantire la piu' ampia partecipazione possibile del popolo palestinese" a questa votazione, ha riferito Wafa. Finora, i membri del PNC non sono mai stati eletti, ma nominati o cooptati. Il Consiglio Politico Nazionale (NPC), che per lungo tempo ha svolto la funzione di parlamento in esilio dell'OLP, è dominato da Fatah, il movimento di Abbas, co-fondato da Yasser Arafat, lo storico leader palestinese scomparso nel 2004. I movimenti islamisti palestinesi Hamas e Jihad Islamica, che non sono membri dell'OLP, non sono rappresentati.

Oltre 400 diplomatici chiedono all'Ue un'azione forte a Gaza

Più di 400 ex alti diplomatici e funzionari europei esortano l'Ue e gli Stati membri a intraprendere "un'azione diplomatica forte e tempestiva" per portare la pace tra Israele e Palestina. Nel testo si sottolinea come durante la prima fase del cessate il fuoco, le attività militari mirate da parte di Israele siano "proseguite senza sosta, causando la morte a Gaza di circa 500 palestinesi, tra cui oltre 100 bambini". I firmatari criticano poi le restrizioni all'afflusso degli aiuti umanitari nella Striscia, "la politica ostruzionista di Israele" nei confronti delle ong internazionali e delle altre agenzie umanitarie, oltre che "la campagna incessante di Israele per denigrare l'Unrwa" culminata nella distruzione dei suoi uffici a Gerusalemme Est. Nel testo si denunciano inoltre i piani di insediamento israeliani, volti, scrivono, a "impedire la creazione di uno Stato palestinese" e a "minare la soluzione dei due Stati". "L'Ue - recita il testo - dovrebbe agire con fermezza contro tutti coloro che perseguono agende annessioniste volte a minacciare i diritti inalienabili all'autodeterminazione dei palestinesi e a minare la soluzione dei due Stati". I firmatari chiedono quindi di non aderire al "Board of Peace" che, "nella sua attuale veste, include un criminale di guerra incriminato dalla Cpi (con un secondo invitato) e il cui Statuto e la cui governance minacciano di minare, se non addirittura di sostituire, il ruolo delle Nazioni Unite nella salvaguardia della pace e della sicurezza". Nel testo si esorta infine l'Ue ad "avviare immediatamente un dialogo critico, a tempo limitato, con Israele" sull'applicazione dell'accordo di associazione Ue-Israele e ad "adottare misure per porre fine agli eccessi israeliani e alle continue violazioni del diritto internazionale, inclusa la sospensione dell'accordo" in assenza di azioni costruttive da parte di Tel Aviv. 

Madrid condanna i continui attacchi d'Israele nella Striscia di Gaza

Il governo spagnolo condanna "i continui attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza", che violano il cessate il fuoco e hanno già provocato la morte di oltre mezzo migliaio di palestinesi e la distruzione di instrastrutture vitali. Il ministero degli Esteri in una nota esorta il governo israeliano a rispettare la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, nonché il diritto internazionale umanitario. "Tutte le parti devono impegnarsi a rispettare il cessate il fuoco ed evitare qualsiasi ostacolo per avanzare nella Fase II del piano di pace per Gaza", segnala il comunicato. Madrid inoltre ratifica il suo "fermo impegno" per la pace e la stabilità, lavorando con i suoi soci nella regione per il rispetto della Risoluzione 2803 e della Dichiarazione di New York, che "consentiranno di raggiungere una soluzione duratura al conflitto, basata sull'attuazione della soluzione dei due Stati", conclude la nota. 

Media: "Teheran ottimista su accordo nucleare con Washington"

L'Iran è pronto a negoziare con gli Stati Uniti sul suo programma nucleare ed è ottimista circa la possibilità di raggiungere un accordo. Lo hanno dichiarato due funzionari del governo iraniano all'emittente Nbc News. Intanto la Turchia sta cercando di organizzare un incontro tra l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e i funzionari iraniani nel tentativo di attenuare la minaccia di un'azione militare americana, ha riferito l'agenzia di stampa Nour News, legata al governo iraniano.

Ucraina dichiara pasdaran "organizzazione terroristica"

L’Ucraina ha inserito i Guardiani della Rivoluzione iraniani (Irgc) nella lista delle organizzazioni terroristiche del Paese. Lo ha annunciato il Servizio di sicurezza ucraino (Sbu), precisando che la decisione è stata adottata nell’ambito di un parere ufficiale del Centro per la lotta al terrorismo, che opera sotto l’autorità dello stesso Sbu.

Ue: "Riapertura valico Rafah segue ridispiegamento missione Eubam"

"Oggi, il valico di Rafah ha riaperto per un numero controllato di passeggeri in entrambe le direzioni, in entrata e in uscita da Gaza. Ciò fa seguito al dispiegamento della Missione civile di assistenza alle frontiere dell'Ue per il valico", nota come Eubam Rafah. Lo dichiara Anitta Hipper, portavoce del Servizio europeo di azione esterna, in un comunicato, ricordando che la missione è presente, su richiesta delle due parti, "per facilitare il transito di un numero controllato di passeggeri, nonché per monitorare e supportare il personale di frontiera palestinese nello svolgimento delle operazioni presso il valico di Rafah, in linea con il Piano di Pace per Gaza, approvato nella Risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu 2803". Gli sviluppi "segnano passi significativi nell'attuazione del Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza", conclude Hipper.

Media: "Kushner parteciperà ai colloqui a Istanbul"

Il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, prenderà parte alla prossima tornata di colloqui tra Iran e Stati Uniti. Lo riferisce il sito di notizie Axios, citando un funzionario americano, secondo cui i colloqui sul programma nucleare della Repubblica islamica si terranno venerdì a Istanbul.

Lapid vede Netanyahu: "Uniti contro il terrore"

"L'intero Stato di Israele è unito contro l'Iran". Lo ha dichiarato il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid al termine di un briefing sulla sicurezza con il primo ministro Benjamin Netanyahu. ''Siamo d'accordo sull'importanza di affrontare questa minaccia. E' importante che a Teheran sappiano che lo Stato di Israele è unito contro il terrore del regime" iraniano, ha aggiunto.

Malati e feriti palestinesi entrano in Egitto da valico Rafah

Malati e feriti di guerra palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza hanno iniziato ad arrivare in Egitto attraverso il valico di Rafah, riaperto in entrambe le direzioni. Lo ha riferito un funzionario egiziano all'Afp.

"Stanno arrivando a bordo di ambulanze egiziane, accompagnate da diverse scorte", ha affermato la fonte, che si trova al valico, parlando a condizione di anonimato perché non autorizzata a rilasciare dichiarazioni ai media. "Finora sono arrivate tre ambulanze con a bordo un numero di malati e feriti, che sono stati immediatamente sottoposti a controlli per stabilire in quali ospedali saranno trasferiti", ha aggiunto il funzionario.

Save the Children: "Serve 1 anno per evacuare i 20mila pazienti da Rafah" (2)

“Inoltre, i genitori sono costretti a separarsi dai loro figli. Ho appena parlato con la madre di un bambino di 12 anni ferito, che mi ha raccontato di trovarsi davanti a una scelta impossibile: accompagnare il figlio nell’evacuazione medica, lasciando però gli altri quattro bambini in tende di fortuna, esposti al rischio dei bombardamenti israeliani. Sono rimasta senza parole. Come si possono separare i bambini dai loro genitori, anche quando la loro vita dipende da questo? Non dobbiamo farci ingannare dai titoli che parlano della riapertura del valico: le famiglie sono devastate dal fatto che non c’è alcuna prospettiva di ricongiungimento familiare, nessuna possibilità per gli studenti di riprendere gli studi all’estero, né segnali di un aumento degli aiuti in ingresso a Gaza”, ha aggiunto Shurouq.

“Il confine di Rafah deve essere aperto senza restrizioni, qualsiasi altra cosa è una pericolosa illusione. Le persone avevano riposto la propria speranza nell’annuncio dell’apertura, immaginando una tregua dall’orrore e un barlume di libertà. Invece, le ultime notizie rappresentano un nuovo colpo per la popolazione di Gaza, che continua a sentirsi intrappolata e sorvegliata, come pedina sotto il controllo israeliano, senza alcuna possibilità di scelta”, ha concluso Shurouq.

Save the Children: "Serve 1 anno per evacuare i 20mila pazienti da Rafah"

L'apertura solo parziale del valico di Rafah ha generato profonda delusione a Gaza: migliaia di famiglie, inclusi molti bambini in condizioni critiche, restano bloccate in un limbo senza sapere quando – o se – potranno essere evacuate per ricevere cure salvavita indisponibili nella Striscia. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro. Sarà consentito solo a 150 persone di partire e a 50 di rientrare ogni giorno, nonostante siano 20.000 le persone, tra cui 4.000 bambini, ad avere necessità di urgente evacuazione medica. Ciò significa che con le nuove restrizioni ci vorrebbe più di un anno per effettuarle. Il ministero della Salute di Gaza, intanto, ha dichiarato che 1.268 pazienti sono già morti in attesa di partire per cure mediche urgenti.

Con le nuove condizioni, a Gaza non è consentito l'ingresso di beni o aiuti e quindi le forniture umanitarie essenziali restano bloccate al confine. Nessuno studente può partire per studiare all'estero e le famiglie che speravano nel ricongiungimento continuano ad aspettare. "Il senso di incertezza e delusione aleggia ovunque a Gaza, sembra di poterlo toccare con mano. Secondo le ultime informazioni, solo 150 persone sono autorizzate a lasciare Gaza, una goccia nell'oceano rispetto a coloro che necessitano disperatamente di evacuazione medica. Ma il tempo, per molti bambini gravemente malati, semplicemente non c’è: costringerli ad aspettare significa condannarli a morire. Sembra che solo 15 persone siano state autorizzate a essere evacuate oggi. Le loro famiglie si sono radunate negli ospedali di Khan Younis. Ma altre migliaia di famiglie e bambini che necessitano urgentemente di evacuazione per motivi di salute vengono lasciate in un limbo angosciante, in attesa di notizie” ha dichiarato Shurouq, responsabile Media di Gaza per Save the Children.

Media Qatar: "Probabili colloqui diretti con Usa"

I negoziati tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare procedono attraverso mediatori, con discussioni in corso sul "luogo e sul timing" della prossima tornata di colloqui. Lo riferisce una fonte iraniana informata, secondo il sito online del Qatar, Al-Arabi Al-Jadid. La fonte precisa che le consultazioni tra le due parti, mediate da Paesi regionali, rimangono "attive" per definire luogo e data di un possibile incontro volto a raggiungere un accordo sul programma nucleare di Teheran.

Tra le proposte sul tavolo figura l'organizzazione dei colloqui per giovedì e venerdì prossimi in Turchia", paese che al momento appare "il più probabile" ospitante, sebbene la decisione non sia ancora definitiva. La fonte, che ha chiesto l'anonimato, ha precisato che i negoziati vertono anche sulle modalità del dialogo: "se diretto o indiretto", riferisce Al-Arabi Al-Jadid. 

In particolare, si registrano sforzi per realizzare un "incontro diretto" tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Sebbene non sia stato ancora raggiunto un accordo finale sulla formula, le probabilità di un confronto faccia a faccia sembrano "in aumento".

Oltre 400 ambasciatori chiedono a Ue cambio passo su Gaza (2)

Il documento sottolinea che nel 2025 Israele ha avanzato piani per 47.000 nuove unità abitative nei territori occupati, un aumento dell'81% rispetto all'anno precedente, in violazione dell'Opinione consultiva della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024. Particolarmente allarmante è il progetto per 3.400 unità nell'area E1, considerato un colpo mortale alla contiguita' territoriale della futura Palestina. I firmatari della lettera sostengono che l'Unione ha finora espresso condanne senza tradurle in atti concreti. Per questo la lettera suggerisce tre linee d'azione immediate: non aderire al "Board of Peace", che include figure incriminate dalla Corte penale internazionale e rischia di minare il sistema multilaterale; avviare un dialogo critico e a tempo con Israele sull'Accordo di associazione UE-Israele, con la possibilità di sospenderlo se non ci saranno cambiamenti. Il documento chiede inoltre: stop al sostegno militare a Israele, divieto effettivo del commercio con gli insediamenti illegali; costruire alleanze con partner affini nell'OCSE, nel Medio Oriente, nel Sud globale e nel G20 per iniziative comuni di pace. Secondo i 404 firmatari solo un approccio coerente con i valori fondativi dell'Unione, può restituire all'Europa un ruolo credibile nella ricerca della pace e della sicurezza in Medio Oriente.

Siria, forze Israele avanzano a Jabata al-Khashab

Le forze israeliane sono avanzate nella città di Jabata al-Khashab e nel villaggio di Ufania, nella campagna settentrionale di Quneitra, nel sud della Siria. L'agenzia di stampa SANA ha riferito che "una forza di occupazione israeliana, composta da due veicoli Hummer e Hilux e due veicoli blindati, è avanzata sulla strada tra Jabata al-Khashab e Ufania, ha allestito un posto di blocco temporaneo e ha perquisito i passanti". Ha aggiunto che non sono stati registrati arresti durante l'incursione, prima che le forze dell'ordine si ritirassero dalla zona. Sabato scorso, le forze israeliane, composte da due veicoli, sono avanzate da Tel Abu Ghithar e si sono dirette verso ovest del villaggio di Saida al-Hanout, nella campagna meridionale di Quneitra. Le forze israeliane hanno sparato a caso verso terreni agricoli disabitati, con l'obiettivo di intimidire residenti e pastori, senza che venissero segnalati feriti. Nella campagna occidentale di Daraa, "un'altra forza appartenente all'occupazione, composta da 5 veicoli blindati, è avanzata verso la zona di Sirriyeh Jamla". Questi sviluppi si verificano nonostante l'annuncio del 6 gennaio della creazione di un meccanismo di comunicazione tra Siria e Israele, sotto la supervisione americana, per coordinare lo scambio di informazioni, ridurre l'escalation militare, l'impegno diplomatico e le opportunità commerciali. Nonostante ciò, l'esercito israeliano continua a bombardare quasi quotidianamente il territorio siriano, effettuando incursioni terrestri, in particolare nelle campagne di Quneitra e Daraa, arrestando cittadini, istituendo posti di blocco per perquisire e interrogare i passanti e distruggendo i raccolti.

Oltre 400 ambasciatori chiedono a Ue cambio passo su Gaza

Oltre 400 ex ministri, ambasciatori e alti funzionari dell'Ue e degli Stati tornano a lanciare un appello a Bruxelles: serve una diplomazia più assertiva e misure concrete per fermare il deterioramento della situazione nei territori palestinesi e rilanciare un percorso credibile verso la pace. La dichiarazione, arriva mentre prende forma il progetto statunitense del "Board of Peace", presentato a Davos dal presidente Usa, Donald Trump. Gli ex funzionari esprimono forti riserve sulla rappresentatività, la governance e il mandato globale del Board, che a loro avviso rischia di scavalcare il ruolo delle Nazioni Unite. Ma il cuore del documento è un elenco dettagliato delle "realtà sul terreno" che, se non affrontate subito, renderebbero impossibile qualsiasi piano di stabilizzazione e ricostruzione a Gaza. Tra gli oltre 400 firmatari figurano anche: l'ex presidente del Parlamento europeo Josep Borrell; l'ex Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione europea Piero Benassi; Direttore Generale per gli Affari Economici e Finanziari dell'Unione Europea Marco Buti; l'ex commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria e Ambasciatore Nello Feroci e l'ex direttore Affari politici della Farnesina Pasquale Ferrara. Nella lettera, si torna a denunciare che, nonostante la fase di "cessate il fuoco" prevista dal piano, le operazioni militari israeliane sono proseguite, causando circa 500 morti palestinesi, tra cui oltre 100 bambini. Il bilancio complessivo dal 2023 supera i 71.000 morti, in larga parte civili. Gli ex diplomatici criticano inoltre:le restrizioni israeliane agli aiuti umanitari, che impediscono la consegna di beni essenziali e materiali per l'inverno; la chiusura di fatto del valico di Rafah, che dovrebbe essere riaperto stabilmente con un ruolo attivo di Eubam Rafah; la deregistrazione di 37 ong internazionali, accusate di violare i principi umanitari Onu; la campagna per indebolire e smantellare Unrwa, culminata nella distruzione dell'ufficio dell'Agenzia a Sheikh Jarrah, definita un atto in aperto disprezzo dell'Icj.

Wall Street Journal: "Annullate esercitazioni nello Stretto di Hormuz"

Non si sono concretizzati i piani dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran di condurre un'esercitazione militare con fuoco vero domenica e lunedì nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il Wall Street Journal, citando una fonte informata, secondo la quale l'Iran ha annullato l'esercitazione dopo un monito degli Stati Uniti.

Due giorni fa il Comando Centrale Usa, il Centcom, responsabile delle forze in Medio Oriente, in una nota ha avvisato l'Iran che "non tollereremo azioni non sicure" nello Stretto di Hormuz. "Qualsiasi comportamento non sicuro e non professionale nelle vicinanze di forze Usa, dei partner regionali o imbarcazioni commerciali, aumenta il rischio di collisioni, escalation e destabilizzazione", è stato evidenziato nella nota.

Primo gruppo di palestinesi rientrato a Gaza dal valico di Rafah

Un primo gruppo di palestinesi è rientrato nella Striscia di Gaza dal valico di Rafah, che Israele aveva chiuso dal maggio 2024, riaperto oggi in entrambe le direzioni. Lo riportano fonti locali di sicurezza e della Mezzaluna rossa egiziana. Fonti locali hanno riferito alla tv di Stato egiziana Al Qahera news che "l'apertura del valico di Rafah nelle due direzioni è avvenuta dopo l'entrata in vigore della seconda fase del cessate il fuoco e in seguito alle pressioni egiziane e americane". Secondo una fonte ufficiale del Governatorato del Sinai del Nord, sono entrati in Egitto dalla Striscia 50 palestinesi bisognosi di cure e un centinaio di accompagnatori dalla Striscia di Gaza. 

Reza Pahlavi: "Il 14 in piazza per misure urgenti a sostegno popolo"

Il figlio maggiore dell'ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi, ha rivolto sui social un appello a manifestare il prossimo sabato 14 febbraio in varie città del mondo in segno di ''solidarietà con il popolo iraniano'', affermando che ''gli iraniani si sono ribellati'' e che ''la libertà è vicina''. Il 14 febbraio sarà, prosegue, ''un giorno per scendere in piazza e costringere la comunità internazionale ad adottare misure urgenti e concrete a sostegno del popolo iraniano'', ha scritto Pahlavi. ''Monaco, Los Angeles e Toronto sono i principali punti di ritrovo'', ma ''se non potete viaggiare unitevi alle proteste nelle vostre città e siate la voce dell'Iran''.

Pahlavi, che si è proposto di guidare la transizione in Iran fino alle elezioni, ha affermato che le richieste dell'opposizione sono ''smantellare la macchina repressiva del regime e proteggere il popolo iraniano'', quindi ''interrompere completamente le risorse finanziarie vitali del regime'' e ''garantire la libertà di internet e di comunicazione per il popolo iraniano''. Inoltre chiede di ''espellere diplomatici del regime e perseguire i suoi criminali'', il ''rilascio immediato di tutti i prigionieri politici'' e ''prepararsi a riconoscere un governo di transizione legittimo per guidare l'Iran verso la democrazia''.

Khamenei: "Sconfitto complotto di Cia e Mossad" (2)

"La recente sedizione non è stata la prima né sarà l'ultima. Dopotutto, siamo un Paese in conflitto con gli interessi degli aggressori globali. Quanto durerà questa situazione? Finché la nazione iraniana non raggiungerà un punto in cui il nemico non avrà più speranze. E noi raggiungeremo quel punto", ha assicurato Khamenei. Secondo l'ayatollah, "le forze dell'ordine, i Basij e l'Irgc hanno svolto appieno i loro compiti. Ma è stata la popolazione stessa a spegnere il fuoco della sedizione".

Khamenei: "Sconfitto complotto di Cia e Mossad"

L'ayatollah Ali Khamenei è tornato ad accusare Stati Uniti e Israele di avere fomentato le proteste delle prime settimane di gennaio in Iran. "La recente sedizione è stata orchestrata dai sionisti e dagli Stati Uniti", si legge in un post della guida suprema iraniana su X. "Sono stato informato attraverso un canale specifico che la Cia e il Mossad hanno schierato tutte le loro risorse sul campo! Ciononostante, sono stati sconfitti. Il piano della sedizione è stato elaborato e gestito all'estero", ha assicurato. Del resto secondo Khamenei lo ha ammesso anche il presidente americano Donald Trump quando "si è rivolto esplicitamente a questi rivoltosi e ha detto loro: 'Continuate, continuate. Sto arrivando'".

Netanyahu: "Conseguenze insopportabili per chi ci attacca"

Israele "è pronto a ogni scenario", ha affermato il primo ministro Benjamin Netanyahu in un discorso alla Knesset, nel pieno delle tensioni che circondano un possibile attacco degli Stati Uniti all'Iran in seguito alla sanguinosa repressione dei manifestanti anti-regime. L'Iran ha minacciato di colpire obiettivi israeliani e statunitensi in risposta a un attacco. "Chiunque ci attacchi dovrà affrontare conseguenze insopportabili", afferma il premier.

Axios: "Incontro Witkoff-Araghchi venerdì a Istanbul" (2)

Se confermato, si tratterebbe del primo faccia a faccia tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran dopo il fallimento dei negoziati e la cosiddetta guerra dei 12 giorni dello scorso giugno. Il possibile incontro arriva in un contesto di forte rafforzamento militare statunitense nel Golfo.

Secondo le fonti, l'incontro Araghchi-Witkoff è il risultato di intensi sforzi diplomatici portati avanti negli ultimi giorni da Turchia, Egitto e Qatar. Oggi i ministri degli Esteri di Ankara e del Cairo hanno avuto nuovi contatti con Araghchi per discutere l'organizzazione del faccia a faccia. I media statali iraniani hanno inoltre riferito che il presidente Masoud Pezeshkian ha dato disposizione di riavviare i negoziati con l'Amministrazione Trump.

Axios: "Incontro Witkoff-Araghchi venerdì a Istanbul"

L'inviato Usa Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare. Lo scrive Axios citando due fonti informate sui fatti. Una terza fonte a conoscenza dei preparativi ha affermato che un incontro venerdì rappresenterebbe "lo scenario migliore", ma ha avvertito che nulla è definitivo finché non si concretizza. Questo sarebbe il primo incontro tra funzionari statunitensi e iraniani dal fallimento dei negoziati e dalla guerra di 12 giorni dello scorso giugno. 

Iran, alta tensione con gli Usa: le opzioni di Teheran in caso di attacco. Gli scenari

Consapevole di non poter competere con la superiorità militare statunitense, l'Iran sta lavorando da decenni a un sistema di ritorsione fondato su strumenti asimmetrici, pensati per imporre costi elevati e destabilizzare non solo il Medio Oriente, ma anche l'economia globale. Oggi, con nuove minacce da Washington e un'armada "imponente" in arrivo nella regione, quelle opzioni tornano al centro dello scenario.

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

Alta tensione Iran-Usa, le opzioni di Teheran in caso di attacco

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Iran, Axios: "Colloqui con Usa venerdì a Istanbul"

L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dovrebbero incontrarsi venerdì a Istanbul per discutere di un possibile accordo sul nucleare iraniano. Lo riferiscono due fonti informate ad Axios, mentre una terza fonte ha precisato che l'incontro rappresenta "lo scenario migliore", avvertendo che nulla è ancora definito con certezza.

Repressione in Iran: "Gran Bretagna sanziona un ministro e altri 9 dignitari"

Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato oggi un nuovo pacchetto di sanzioni contro 10 alti funzionari dell'Iran, accusati di responsabilità dirette nelle repressioni delle ultime proteste anti-governative divampate nelle settimane scorse a Teheran e in altre città. Fra di loro c'è il ministro dell'Interno. Lo rende noto il Foreign Office. 

Safadi: "Giordania non sarà base per lancio attacchi"

La Giordania non fungerà da base per eventuali attacchi contro l'Iran. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri del regno hashemita, Ayman al-Safadi, nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi.

Safadi ha ribadito che il Paese arabo non sarà "un campo di battaglia in alcun conflitto regionale né una rampa di lancio per azioni militari contro l'Iran", sottolineando che Amman contrasterà con tutti i mezzi qualsiasi tentativo di violazione del proprio spazio aereo.

Nel corso del colloquio, il capo della diplomazia giordana ha inoltre confermato il sostegno del Paese a tutti gli sforzi mirati a ridurre le tensioni, evidenziando la necessità di privilegiare diplomazia e dialogo per risolvere la questione nucleare iraniana.

Gaza, riapre il valico di Rafah: "Solo ai residenti". Israele: "Stop alle attività di Msf"

Come ha precisato Israele, il valico consentirà ora il passaggio esclusivamente ai residenti palestinesi del territorio. in via sperimentale per consentire il passaggio dei feriti. Come hanno riferito tre fonti, la riapertura ufficiale e regolare è prevista per lunedì 2 febbraio. Intanto, Israele ha annunciato che "porrà fine" alle attività di Msf a Gaza dopo che l'organizzazione non ha fornito l'elenco del suo personale palestinese

Gaza, riapre il valico di Rafah. Israele: 'Stop alle attività di Msf'

Gaza, riapre il valico di Rafah. Israele: 'Stop alle attività di Msf'

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Francia a Iran: "Ora concessioni importanti per evitare raid Usa"

L'Iran deve ''accettare concessioni importanti" nonché un "cambiamento radicale di atteggiamento'' nel quadro dei negoziati diplomatici per scongiurare i raid Usa sul suo territorio: lo ha detto ai microfoni di France 2, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, a margine di una missione a Tolosa. L'Iran, ha detto ancora Barrot, deve ''imperativamente'' accogliere la proposta di negoziati da parte degli Stati Uniti. 

In Egitto allertati 150 ospedali per riapertura valico di Rafah

Il ministero della Salute egiziano ha predisposto un piano per ricevere i feriti provenienti dalla Striscia di Gaza nel giorno della riapertura del valico di Rafah, allertando 150 ospedali e circa 300 ambulanze. Il ministro Khaled Abdel Ghaffar ha presieduto una riunione del Comitato di Coordinamento per l'accoglienza dei feriti della Striscia di Gaza, presente la Mezzaluna Rossa Egiziana. Il piano prevede l'accoglienza dei feriti e il rientro delle persone guarite, è in atto dall'inizio del conflitto e viene adeguato via via agli sviluppi della situazione. Prevede l'invio al confine di personale qualificato, composto da circa 12.000 medici di diverse specialità critiche e oltre 18.000 infermieri, nonché 30 team di pronto intervento dell'Amministrazione Centrale per le Emergenze e le Terapie Intensive, che possono essere dispiegati entro poche ore, se necessario, per interventi rapidi e gestione delle crisi. Il ministro ha sottolineato che una sala di controllo centrale, situata presso la sede del ministero, è operativa 24 ore su 24, 7 giorni su 7 ed è collegata a 27 dipartimenti di emergenza delle direzioni sanitarie regionali e a oltre 90 centri medici e ospedali di emergenza Il Piano - ha poi tenuto a precisare -"è conforme agli standard adottati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e agli standard umanitari internazionali (Sphere), sia in termini di capacità ospedaliera, sia di rapporto tra posti letto in terapia intensiva e disponibilità di personale medico e forniture". 

Ministro giordano sente Araghchi: "Non saremo base per raid"

La Giordania ha ribadito che non metterà il suo territorio a disposizione per un attacco all'Iran. L'occasione è stata una telefonata del ministro degli Esteri, Ayman Safadi, al suo collega iraniano Abbas Araghchi. "Ho discusso della situazione nella regione e degli sforzi per allentare le tensioni" con Araghchi, ha scritto su X, "ho sottolineato la necessità del dialogo e della diplomazia come mezzi per raggiungere una soluzione pacifica alla questione nucleare e porre fine alla tensione". Inoltre, ha proseguito, "ho ribadito la ferma posizione della Giordania sulla necessità di rispettare la sovranita' degli Stati e che la Giordania non sarà un campo di battaglia per nessuna delle parti in conflitto nella regione, né un trampolino di lancio per alcuna azione militare contro l'Iran. La Giordania contrasterà con tutte le sue forze qualsiasi tentativo di violare il suo spazio aereo o minacciare la sicurezza dei suoi cittadini".

Idf, colpiti diversi depositi di armi di Hezbollah nel sud del Libano

L'Idf riferisce di aver colpito poco fa diversi depositi di armi di Hezbollah nel Libano meridionale. Gli attacchi nelle città di Kfar Tebnit e Ain Qana sono avvenuti in seguito agli avvisi di evacuazione emessi dall'esercito. L'esercito rende noto che uno dei depositi di armi era "situato nel cuore di una zona civile". 

Londra revoca accredito a diplomatico russo

Il Regno Unito ha revocato l'accreditamento a un diplomatico russo in una mossa "reciproca" dopo che Mosca ha espulso un inviato britannico il mese scorso. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri di Londra. "Condanniamo con la massima fermezza la decisione ingiustificata e non provocata della Russia di espellere un diplomatico britannico il mese scorso e le sue accuse infondate contro il nostro personale", ha affermato un portavoce del ministero.

Un alto funzionario del ministero degli Esteri ha "chiarito" all'ambasciatore russo, convocato dal ministero degli Esteri, che il Regno Unito "non tollererà" intimidazioni nei confronti del personale dell'ambasciata britannica.

Teheran respinge idea trasferimento uranio arricchito

Le autorità iraniane hanno respinto l'ipotesi del trasferimento di scorte di uranio arricchito a qualsiasi Paese durante eventuali colloqui con Washington. Secondo quanto dichiarato da Ali Bagheri, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (Snsc), l'idea non e' nell'agenda dei negoziati. Bagheri ha dichiarato all'agenzia Fars che "i funzionari iraniani non hanno alcuna intenzione di trasferire scorte nucleari arricchite a nessun Paese e i negoziati non riguardano affatto tale questione". L'agenzia di stampa Isna ha sottolineato che "contrariamente ad alcune speculazioni", la questione del trasferimento all'estero dell'uranio arricchito iraniano non e' stata sollevata durante la recente visita del ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani a Teheran. Questa mattina era stato il Cremlino a ribadire la disponibilita' di Mosca a trasferire le scorte di materiale nucleare della Repubblica islamica. Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), ha confermato che l'Iran possiede circa 400 chilogrammi di uranio arricchito al 60%, un livello vicino al 90% che si considera di uso militare. Un funzionario iraniano citato da Reuters ha affermato che "per la ripresa dei colloqui, l'Iran afferma che non dovrebbero esserci precondizioni e che è pronto a mostrare flessibilità sull'arricchimento dell'uranio, inclusa la consegna di 400 kg di uranio altamente arricchito, accettando come soluzione l'arricchimento zero nell'ambito di un accordo che stabilisca un consorzio". Tuttavia, ha aggiunto la stessa fonte, per l'inizio dei colloqui, Teheran vuole che le risorse militari statunitensi vengano allontanate dal Paese.

Idf: "Raid nel sud Libano contro depositi armi di Hezbollah"

Sono stati colpiti diversi depositi di armi di Hezbollah nell'ultimo attacco aereo di Israele nel Libano meridionale. Lo riferisce l'Idf, precisando che uno dei depositi di armi era "situato nel cuore della popolazione civile, un altro esempio dell'uso cinico da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah dei civili libanesi come scudi umani". 

L'esercito aggiunge che l'attività di Hezbollah nei siti presi di mira "costituisce una violazione degli accordi tra Israele e Libano e una minaccia per lo Stato di Israele".

Idf: eliminati due miliziani di Hezbollah in Libano

Le forze israeliane hanno ucciso tra ieri e oggi due presunti miliziani di Hebollah. "Ieri nella zona di Harouf, nel sud del Libano, e' stato eliminato il terrorista Ali al-Hadi Mustafa al-Haqqani, alto ufficiale dell'organizzazione terroristica Hezbollah", si legge in un comunicato dell'Idf. Secondo le forze israeliane, Al-Haqqani era stato recentemente coinvolto in attività di ripristino delle infrastrutture militari della difesa aerea di Hezbollah. 

Ue: riapertura Rafah passo verso fine conflitto di Gaza

"Oggi il valico di Rafah è stato riaperto al traffico passeggeri in entrambe le direzioni, in entrata e in uscita da Gaza. Ciò fa seguito al dispiegamento della missione civile di frontiera dell'Ue, Eubam Rafah al valico di Rafah, avvenuto ieri. Questa riapertura, insieme al ridispiegamento della nostra missione, segna un passo significativo nell'attuazione del piano globale per porre fine al conflitto di Gaza". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. "Eubam Rafah è presente per facilitare il traffico passeggeri e per monitorare e supportare il personale di frontiera palestinese nello svolgimento delle operazioni al valico di Rafah, in linea con il piano di pace per Gaza approvato dalla risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In altre parole, si tratta di un valore aggiunto concreto e positivo dell'Ue al piano di pace per Gaza. Fa parte dei nostri strumenti e li abbiamo attivati", ha concluso il portavoce Ue.

Ambulanza al valico di Rafah

©Getty

Media Iran: "Negoziati con Usa prossimi giorni in Turchia"

Il negoziato sul nucleare tra Iran e Stati Uniti avra' luogo "con ogni probabilita' nei prossimi giorni in Turchia". Lo conferma l'agenzia di stampa iraniana Fars, dopo che l'indiscrezione era uscita ieri sera tramite il sito Axios. Oggi, il presidente Masoud Pezeshkian ha dato questa mattina il via libera al dialogo con Washington. L'obiettivo e' trovare un'intesa che ponga fine alla crescente tensione e al rischio di un conflitto tra le due parti. Lo scorso 30 gennaio il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il ministro degli Esteri Hakan Fidan hanno accolto in Turchia il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi proponendo di facilitare la mediazione con Washington. Lo stesso Erdogan aveva proposto la via negoziale al presidente americano Donald Trump in un colloquio telefonico avvenuto lo scorso 27 gennaio.

Unifil: "Idf ha rilasciato sostanza chimica non tossica vicino alla Linea Blu"

"Ieri mattina, l'esercito israeliano ha informato l'Unifil che avrebbero effettuato un'attività aerea, rilasciando quella che ha definito una sostanza chimica non tossica su aree nei pressi della Linea Blu. Rinnoviamo l'invito all'Idf a interrompere tutte queste attività e a collaborare con i peacekeeper per sostenere la stabilità che tutti stiamo cercando di raggiungere".  Lo scrive l'Unifil sul suo account X. Al momento l'Idf non ha commentato.

Idf: avviso di evacuazione nel sud del Libano, attacco a strutture di Hezbollah

Il portavoce in lingua araba dell'Idf ha lanciato sui social un avviso per gli abitanti di due città del Libano meridionale in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. "L'Idf attaccherà le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah per contrastare i suoi tentativi di ricostruire le proprie attività nella zona", si legge nel post. Con l'annuncio, l'esercito ha pubblicato le mappe che mostrano l'ubicazione dei siti che saranno presi di mira, nelle città di Kfar Tebnit e Ain Qana. "Vi trovate vicino agli edifici utilizzati da Hezbollah e, ;;per la vostra sicurezza, dovete evacuarli immediatamente e spostarvi di almeno 300 metri", afferma l'avviso.

M.O.: Witkoff da Netanyahu a Gerusalemme martedì

L'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, incontrera' martedi' a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, come confermato da un funzionario israeliano all'agenzia stampa spagnola Efe. La fonte non ha specificato gli argomenti che intendono discutere, ma la sua visita avviene nel contesto dell'attuazione della seconda fase del "piano di pace" per Gaza, mediato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, e in un contesto di crescenti tensioni legate a un possibile attacco statunitense all'Iran. Nell'ambito di questo piano, lunedi' Israele ha riaperto il valico di Rafah tra Gaza ed Egitto, praticamente chiuso da marzo 2024. Finora, circa 50 palestinesi sono entrati nella Striscia di Gaza attraverso il valico, senza segnalazioni di partenze, sebbene Israele sostenga che il confine sia aperto in entrambe le direzioni. Witkoff visita regolarmente Israele per monitorare l'attuazione del cessate il fuoco a Gaza con Netanyahu e l'ultima visita risale a una settimana fa. Il 25 dicembre, quando si reco' in Israele con una delegazione statunitense che comprendeva anche Jared Kushner, Aryeh Lightstone e Josh Gruenbaum, si discusse dei progressi e della pianificazione della seconda fase della tregua. "Stati Uniti e Israele mantengono una relazione solida e duratura, basata su uno stretto coordinamento e su priorita' condivise. La conversazione e' stata costruttiva e positiva, ed entrambe le parti hanno concordato sui prossimi passi e sull'importanza di proseguire la cooperazione su tutte le questioni critiche per la regione", dichiaro' Witkoff all'epoca.

Media: "L'Iran ha ordinato l'avvio dei colloqui con gli Usa"

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha ordinato di avviare colloqui sul dossier nucleare tra Iran e Stati Uniti. "Il presidente ha ordinato l'avvio dei negoziati", ha affermato una fonte del governo iraniano all'agenzia Fars, riporta Iran International, aggiungendo che eventuali colloqui saranno limitati alla questione nucleare. Secondo l'agenzia Tasnim, legata alle Guardie della rivoluzione, è possibile che i negoziati tra Iran e Stati Uniti si tengano nei prossimi giorni e, mentre il luogo e il giorno preciso non è stato ancora definito, pare che le delegazioni che vi parteciperanno saranno guidate dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e dall'inviato speciale degli Usa in Medio Oriente, Steve Witkoff.

L'Ue plaude a riapertura Rafah: "La nostra missione civile è sul posto"

"L'apertura del valico di Rafah segna un passo concreto e positivo nel piano di pace. La missione civile dell'Ue (Eubam, ndr) è sul posto per monitorare le operazioni di attraversamento e sostenere le guardie di frontiera palestinesi". Lo scrive in un tweet l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas.     "Per i malati e i feriti di Gaza - aggiunge - la riapertura è un'ancora di salvezza. Permetterà alle famiglie di ricongiungersi dopo una separazione troppo lunga. Misure concrete come questa contribuiscono a far progredire il piano di tregua e devono continuare".     "Allo stesso tempo - sottolinea - Gaza ha ancora urgente bisogno di aiuti. La sua ricostruzione dipenderà dalla smilitarizzazione di Hamas".

Iran, Mosca ribadisce: "Pronti a trasferimento uranio arricchito"

La Russia offre da tempo i suoi servizi per il trasporto di uranio arricchito iraniano; Mosca attualmente mantiene contatti con tutte le parti interessate sulla questione iraniana e rimane disposta a contribuire al meglio delle sue capacita' alla distensione intorno alla Repubblica Islamica, ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov. "Questo tema e' da tempo all'ordine del giorno. E la Russia offre da tempo questi servizi come possibile opzione per eliminare alcuni fattori di irritazione per diversi Paesi", ha dichiarato Peskov ai giornalisti. Al portavoce presidenziale e' stato chiesto se la possibilita' di trasportare uranio arricchito iraniano in Russia sia in discussione con l'Iran e gli Stati Uniti. "La Russia sta attualmente proseguendo i suoi sforzi, mantenendo i contatti con tutte le parti interessate e, per quanto possibile, mantenendo la sua disponibilita' a contribuire alla distensione intorno all'Iran", ha spiegato Peskov.

Iran, colloqui Aragchi con omologhi a Riad, Cairo e Ankara

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto delle telefonate con i suoi omologhi in Arabia Saudita, Egitto e Turchia per discutere "degli ultimi sviluppi regionali e internazionali", ha riportato l'agenzia di stampa statale Irna. Araghchi si e' recato in Turchia per colloqui venerdi', sullo sfondo delle tensioni militari con gli Stati Uniti.

Iran: presidente Pezeshkian ha ordinato colloqui con gli Usa

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha chiesto colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti, ha riferito lunedi' l'agenzia di stampa Fars, in un contesto di crescenti tensioni con Washington, che non ha escluso l'uso della forza militare. "Il presidente Massoud Pezeshkian ha ordinato l'apertura dei colloqui con gli Stati Uniti", ha scritto Fars, citando una fonte governativa. "L'Iran e gli Stati Uniti discuteranno sulla questione nucleare", ha aggiunto Fars, senza specificare una data.

Media: "Witkoff domani in Israele per incontrare Netanyahu"

L'inviato del presidente degli Stati Uniti Steve Witkoff dovrebbe arrivare in Israele domani per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu, il capo di stato maggiore dell'esercito e alti livelli della difesa. Lo riferisce Ynet. I colloqui riguarderanno il dossier Iran e la seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Jared Kushner, genero di Trump, non dovrebbe accompagnare la visita in Israele questa volta.

Iran: "Nessun ultimatum da Usa per raggiungere accordo su nucleare"

L'Iran ha dichiarato di non aver ricevuto alcun ultimatum dagli Stati  Uniti per raggiungere un accordo sul nucleare. In una conferenza stampa,  il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Ismail Baghaei ha  affermato che Teheran "agisce sempre con onestà e serietà nei processi  diplomatici, ma non accetta mai ultimatum. Pertanto, questa affermazione  non può essere confermata".

Media iraniani: ipotesi colloqui Teheran-Washington già nei prossimi giorni

È probabile che l'Iran e gli Stati Uniti avviino i colloqui nei prossimi giorni, ha riferito oggi Tasnim, affiliato alle Guardie Rivoluzionarie, citando "una fonte informata". "Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, guideranno i negoziati", ha affermato la fonte, aggiungendo che data e luogo dei colloqui non sono ancora stati definiti. Il presidente Trump ha invitato l'Iran a interrompere le sue attività nucleari, missilistiche e regionali, altrimenti il ;;Paese subirà un attacco militare. Secondo ipotesi non ufficiali l'Iran avrebbe accettato di ridurre le sue attività nucleari e missilistiche e di consegnare le sue scorte di 400 chilogrammi di uranio arricchito - sufficienti per produrre fino a 10 armi nucleari - all'estero, probabilmente in Turchia. Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto e Iraq hanno intensificato i loro sforzi diplomatici la scorsa settimana per mediare tra i due acerrimi nemici ed evitare un conflitto nella regione. 

Iran, media: Usa e Idf stabiliscono canale militare coordinamento

Gli Stati Uniti e Israele hanno stabilito un canale militare tripartito - tra il capo di Stato Maggiore dell'esercito israeliano (Idf), il Comandante del Centcom (il Comando combattente unificato delle Forze armate degli Stati Uniti) e i capi di Stato maggiore congiunti degli Stati Uniti - per coordinare azioni relative all'Iran. Secondo quanto riporta il Jerusalem Post, si inquadra in questo contesto la visita "segreta" a Washington nel fine settimana appena passato di Eyal Zamir, capo di stato maggiore dell'esercito israeliano: nella capitale american, Zamir ha tenuto "incontri altamente riservati con funzionari americani al Pentagono". Il nuovo canale ha prodotto "incontri periodici che, a volte, si sono svolti con cadenza quasi settimanale", scrive il quotidiano israeliano. Secondo il Jerusalem Post, le discussioni a Washington "hanno incluso meccanismi di coordinamento e condivisione di informazioni di intelligence, con entrambe le parti che si sono scambiate valutazioni e lezioni operative".

Israele, Corte impone al governo di giustificare la chiusura di Army radio

La Corte Suprema di Israele ha emesso un'ordinanza imponendo al governo  di giustificare la decisione di chiudere la Radio dell'esercito. La decisione sposta l'onere della prova sull'esecutivo e invita entrambe le parti a concentrarsi sulla questione se il processo decisionale e le valutazioni siano stati seguiti correttamente. Il governo deve presentare la propria posizione entro e non oltre il 15 marzo, afferma la Corte nell'ordinanza citata dai media israeliani. Nel dicembre dello scorso anno, il governo ha approvato all'unanimità la controversa proposta del ministro della Difesa Israel Katz di chiudere Army radio entro il primo marzo 2026, sostenendo che la programmazione politica e di attualità dell'emittente "crea una difficoltà fondamentale per l'Idf, derivante dal coinvolgimento involontario dell'esercito nel dibattito politico", e che i suoi contenuti "danneggiano le Forze di difesa israeliane, i loro soldati e la loro unità". Contro la decisione sono stati presentati ricorsi, sostenendo che è stata presa allo scopo di "danneggiare i media considerati critici nei confronti del governo" e di "avvantaggiare economicamente i proprietari di organi di stampa vicini al governo".

Libano, Unifil: Idf ha lanciato sostanze chimiche ignote

L'Unifil denuncia il lancio di sostanze chimiche da parte dell'aviazione israeliana in Libano, azione che ha bloccato l'attivita' delle forze dell'Onu per nove ore. "Ieri mattina, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato all'Unifil che avrebbero effettuato un'attivita' aerea sganciando quella che, a loro dire, era una sostanza chimica non tossica sulle aree vicine alla Linea Blu", scrive l'Unifil su Telegram. "L'Idf ha affermato che le forze di peacekeeping avrebbero dovuto tenersi a distanza e rimanere al riparo, costringendole ad annullare oltre una dozzina di attivita'. Le forze di peacekeeping non hanno potuto svolgere le normali operazioni vicino alla Linea Blu per circa un terzo della sua lunghezza e sono state in grado di riprendere le normali attivita' solo dopo oltre nove ore". Le forze Onu hanno quindi "supportato le Forze Armate Libanesi nella raccolta di campioni da sottoporre a test di tossicita'". L'azione israeliana e' definita "inaccettabile e contraria alla risoluzione 1701. Le azioni deliberate e pianificate dell'Idf non solo hanno limitato la capacita' delle forze di peacekeeping di svolgere le attivita' previste dal loro mandato, ma hanno anche potenzialmente messo a rischio la loro salute e quella dei civili. Hanno inoltre sollevato preoccupazioni circa gli effetti di questa sostanza chimica sconosciuta sui terreni agricoli locali e su come cio' potrebbe influire sul ritorno dei civili alle loro case e ai loro mezzi di sussistenza a lungo termine. "Non e' la prima volta che le Idf lanciano sostanze chimiche sconosciute da aerei sul Libano. Continuiamo a ricordare alle Idf che i voli dei loro aerei verso il Libano violano la risoluzione 1701 e che qualsiasi attivita' che metta a rischio le forze di peacekeeping e i civili e' motivo di seria preoccupazione. Invitiamo nuovamente le Idf a cessare tutte queste attivita' e a collaborare con le forze di peacekeeping per sostenere la stabilita' per cui tutti ci stiamo impegnando".

Riapre valico di Rafah, centinaia di malati in lista per andare in Egitto

 Secondo il piano operativo concordato, circa 150 persone  dovrebbero lasciare Gaza ogni giorno attraverso il valico di Rafah (tra la Striscia e l'Egitto) per raggiungere l'Egitto e 50 farebbero il percorso opposto. Fonti coinvolte nei preparativi per l'apertura del valico di Gaza hanno riferito al quotidiano saudita Asharq Al-Awsat che i nomi di centinaia di pazienti che hanno bisogno di cure mediche urgenti sono stati presentati all'Oms, che sta coordinando con le autorità sanitarie arabe e internazionali le procedure per il loro espatrio in Egitto.     Tuttavia, il ministero della Salute palestinese ha riferito che la partenza di malati e feriti avverrà in questa fase attraverso il valico di Kerem Shalom e non attraverso quello di Rafah. Nel frattempo, il canale qatariota Al-Arabi ha riferito che circa 150 feriti palestinesi sono stati trasferiti dall'ospedale della Mezzaluna Rossa nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Kerem Shalom, che consente l'uscita sia verso Israele che verso l'Egitto. La Mezzaluna Rossa egiziana ha dichiarato ai media arabi di fornire assistenza presso due centri di assistenza umanitaria nelle sale arrivi e partenze del valico di frontiera. Nella dichiarazione dell'organizzazione si legge che questi servizi includono la creazione di spazi sicuri per fornire supporto psicologico ai bambini, la fornitura di sedie a rotelle, l'assistenza e l'accompagnamento a malati, feriti e anziani e la gestione di una cucina umanitaria.     La scorsa settimana, l'Idf ha annunciato che l'uscita e l'ingresso dei residenti da Gaza vengono consentiti in coordinamento con l'Egitto, previa approvazione di sicurezza da parte di Israele e sotto la supervisione della delegazione dell'Unione Europea, in modo simile al meccanismo attivato nel gennaio 2025, durante il cessate il fuoco nell'ambito del secondo accordo sugli ostaggi. Il rientro dall'Egitto alla Striscia di Gaza sarà consentito solo ai residenti che hanno lasciato Gaza durante la guerra

Iran: Italia chiude consolato fino a "migliori condizioni"

L'Italia ha chiuso, fino a nuovo avviso, il suo ufficio consolare a Teheran. Lo ha annunciato la stessa ambasciata italiana in Iran sul suo sito web. "La Cancelleria consolare dell'Ambasciata d'Italia a Teheran restera' chiusa al pubblico fino a nuove indicazioni", si legge nella nota pubblicata ieri. "Saranno garantiti unicamente i servizi essenziali, urgenti e non differibili in favore dei connazionali", prosegue il comunicato, "ogni altro appuntamento gia' fissato sara' riprogrammato non appena le condizioni lo consentiranno". Ieri, Mohammad Baqer Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ha annunciato che Teheran ha classificato come "gruppo terroristico" gli eserciti dei Paesi europei e che "i loro militari dipendenti che si trovano nelle ambasciate in Iran devono essere immediatamente espulsi". L'annuncio e' arrivato dopo che l'Ue ha inserito il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc) nell'elenco delle organizzazioni terroristiche.

Iran, Mosca ribadisce, pronti a contribuire a de-escalation

La Russia continua i contatti con tutte le parti coinvolte nella situazione relativa all'Iran, ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "La Russia continua i suoi sforzi, mantiene i contatti con tutte le parti interessate e, nella misura del possibile, rimane pronta a contribuire alla distensione", ha detto Peskov ai giornalisti come riporta Ria Novosti.

Iran: "Arrestati quattro stranieri, parteciparono alle rivolte"

La polizia di pubblica sicurezza della città di Baharestan, nella capitale sud-occidentale Teheran, ha dichiarato in un comunicato che quattro cittadini stranieri sono stati arrestati nel loro nascondiglio, con l'accusa di aver partecipato alle recenti "rivolte".    "Quattro granate assordanti artigianali, utilizzate nelle rivolte in questa città, sono state trovate dalla polizia nella borsa di uno di questi individui", si legge nel comunicato, secondo quanto riportato da Mehr.

Governo Iran: mai ricevuto un ultimatum da Trump

Il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaiel Baghaei ha negato che l'Iran abbia ricevuto un ultimatum per un accordo nucleare dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, come quest'ultimo ha affermato. "Non possiamo confermare l'affermazione di Trump", ha sottolineato. "Siamo sempre onesti e seri nel processo diplomatico, e devo dire che non abbiamo ricevuto l'ultimatum", ha sottolineato Baghaei.

Media: accordo Usa-Iran grazie a mediazione Turchia, Russia e Qatar

Una mediazione multilivello, che ha coinvolto attori regionali e singole figure chiave dietro le quinte, ha permesso di sbloccare l'accordo quadro annunciato tra Stati Uniti e Iran per evitare una guerra regionale, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche citate dal quotidiano libanese L'Orient-Le Jour. Nel lavoro riservato che ha preceduto l'intesa un ruolo centrale è stato svolto dal Qatar, che avrebbe convinto Teheran ad accettare negoziati diretti con Washington, superando una delle principali resistenze politiche iraniane. Doha avrebbe inoltre favorito la definizione di un quadro negoziale più ampio, non limitato al solo dossier nucleare. Determinante anche l'azione della Turchia, che ha promosso un approccio graduale e globale, spingendo le parti a partire dal nucleare per poi estendere il confronto agli altri dossier regionali e offrendo il proprio territorio come sede dei contatti tra emissari. Le fonti indicano come figura chiave Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, considerato il principale decisore operativo dopo la Guida suprema. Larijani avrebbe dato il via libera politico alla trattativa e fatto filtrare segnali di apertura nei giorni scorsi, anche dopo una missione in Russia, che mantiene canali aperti con Washington. Mosca viene indicata come altro snodo cruciale del negoziato, anche per le proposte tecniche avanzate sulla gestione dell'uranio arricchito iraniano, considerate funzionali alla costruzione di un compromesso sul nucleare. Sul fronte statunitense, un ruolo operativo è attribuito all'inviato Steve Witkoff, incaricato dei contatti diretti con una delegazione iraniana, mentre a livello politico resta centrale l'interlocuzione del presidente Donald Trump con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, che potrebbe sfociare in un contatto diretto a livello presidenziale. Secondo le stesse fonti, anche il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe contribuito a preparare il terreno politico, segnalando pubblicamente la disponibilità di Teheran a un accordo che escluda armi nucleari.

Iran convoca ambasciatori Ue per la designazione dei Pasdaran come terroristi

Gli ambasciatori dei Paesi dell'Unione Europei sono stati convocati dal Ministero degli Esteri da ieri in risposta alla designazione delle Guardie Rivoluzionarie come terroristi, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, aggiungendo: "Questa è la minima azione dell'Iran e ci sono altre opzioni allo studio per reagire. Le rispettive organizzazioni decideranno sulle opzioni nei prossimi giorni". Ha poi aggiunto: "La designazione è stata un insulto e un errore strategico. Se l'Unione Europea pensa che questa mossa sia un atto di adulazione nei confronti degli Usa e del regime sionista, si sbaglia di grosso".

Iran: nei prossimi giorni un 'quadro' per i negoziati con gli Usa

Teheran afferma che nei prossimi giorni verrà finalizzato un "quadro" per i negoziati con gli Stati Uniti: lo fa sapere il governo iraniano.

Al Jazeera: bimbo palestinese di tre anni ucciso da Idf a Gaza

Un bambino palestinese di tre anni è stato ucciso dalle truppe israeliane nella zona di al-Mawasi, nel sud di Gaza, vicino alla città di Khan Younis. L'attacco è avvenuto al di fuori delle aree di dispiegamento dell'esercito israeliano nel sud di Gaza, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti del Nasser Medical Complex.

Aperto il valico di Rafah in entrata e in uscita da Gaza

Il valico di Rafah a Gaza è stato aperto per l'ingresso e all'uscita dei residenti: lo ha fatto sapere un funzionario della sicurezza israeliano. Secondo i media statali egiziani il valico di Rafah farà passare 50 persone al giorno in entrambe le direzioni.

Teheran: "Se attaccati nessun americano sarà al sicuro"

Se gli Stati Uniti dovessero attaccare l'Iran, "nessun americano sara' al sicuro". Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore di Teheran, Abdolrahim Mousavi. "Nessun americano sarà al sicuro e le fiamme della regione bruceranno l'America e i suoi alleati dall'interno", ha affermato secondo quanto riportato da Aljazeera. Abbiamo rivisto la nostra dottrina difensiva e l'abbiamo trasformata in offensiva", ha evidenziato. "Siamo pienamente pronti per lo scontro e per rispondere con uno schiaffo di vendetta. Il mondo vedra' un volto diverso dell'Iran e chi parla di blocco navale dovrebbe rivedere la geografia", ha minacciato ancora Mousavi.

Araghchi fiducioso su accordo con Usa su programma nucleare

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dice "di aver fiducia di poter raggiungere un accordo" con gli Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. "Sfortunatamente abbiamo perso fiducia negli Usa come partner negoziale" ha aggiunto in un'intervista alla Cnn, precisando che gli scambi di messaggi attraverso Paesi amici della regione sta facilitando "colloqui positivi" con Washington. Il ministro ha preferito non garantire la disponibilità di Teheran a impegnarsi a negoziati diretti con gli Usa. E' meglio ora discutere della "sostanza delle trattative piuttosto che della forma". 

Khamenei: "Usa vogliono divorarci, glielo impediremo"

"Qual è il problema tra Stati Uniti e Iran? Che gli Stati Uniti vogliono divorare l'Iran, la nazione iraniana e la Repubblica islamica glielo impediscono". Così su X l'ayatollah Ali Khamenei ha sintetizzato lo scontro tra Washington e Teheran, che "resiste e continuerà a resistere e, a Dio piacendo, porrà fine ai danni e alle molestie degli Stati Uniti". "Per oltre 30 anni - accusa ancora la guida spirituale iraniana - gli americani sono stati presenti in Iran. Le risorse, il petrolio, la politica e la sicurezza dell'Iran erano nelle loro mani. Tutto era nelle loro mani. Ora che la loro presa è stata spezzata, stanno cercando di trovare un modo per tornare". Ma, assicura Khamenei, "la nazione iraniana resiste fermamente, impedendo" agli Stati Uniti di "prendere il controllo di questo Paese proprio come lo controllavano prima".

Trump: "Speriamo in accordo o scopriremo se ha ragione Khamenei"

"Speriamo di raggiungere un accordo. Se non ci riusciremo, scopriremo se aveva ragione o meno". Donald Trump ha risposto così ai giornalisti a Mar-a-Lago che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni dell'ayatollah Ali Khamenei, secondo cui un attacco americano all'Iran provocherebbe una guerra regionale. "Abbiamo lì - ha avvertito ancora il presidente americano in un riferimento al dispositivo militare dispiegato nel Golfo - le navi più grandi e potenti".

Fonti, "incontro con Usa possibile questa settimana in Turchia"

Un incontro tra Stati Uniti e Iran potrebbe avvenire questa settimana in Turchia. Lo ha confermato ad Axios una fonte americana, dopo che due fonti della regione hanno rivelato che Turchia, Egitto e Qatar stanno lavorando ad un incontro ad Ankara tra l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e funzionari di Teheran, dopo che gli Stati Uniti si sono detti aperti alla possibilità di una riunione per negoziare un accordo.

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